L’ammissione di Israele: “Colpiamo i convogli di Hezbollah in Siria dal 2013”

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I raid avvenuti dallo scorso ottobre ad oggi hanno ricevuto il visto del Cremlino. Stratfor rivela base Hezbollah a nord del confine tra Siria e Libano e possibile nuovo target dei caccia israeliani.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ammesso per la prima volta che Israele ha effettuato raid mirati in Siria contro decine di convogli che trasportavano armi avanzate destinate a Hezbollah.

netanyahu

 

È il primo riconoscimento pubblico dell’impegno militare di Israele in Siria. I due paesi sono ufficialmente ancora in guerra: Damasco non ha mai firmato un trattato di pace con la capitale de facto Gerusalemme. Lo scorso dicembre Netanyahu affermò chiaramente che Israele non avrebbe mai permesso il transito di forniture militari dalla Siria al Libano. Israele, sarebbe ufficialmente neutrale nella guerra civile siriana, ma dal 2013 ha effettuato una dozzina di attacchi aerei in tutta il paese colpendo anche strutture governative.

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La biografia “definitiva” del dittatore che fa a pezzi il mito del comunismo

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Lo storico russo Oleg V. Chlevnjuk, basandosi su nuovi documenti, racconta l’ascesa del tiranno e la discesa nell’incubo dell’Unione Sovietica, sconvolta dalle “purghe” e dalla povertà.

STALIN

Dal Libro nero del comunismo agli studi di Robert Conquest, Victor Zaslavsky e molti altri, più o meno conosciuti, più o meno di successo, non mancano i saggi che smontano il mito del socialismo. A questi si aggiunge ora Stalin. Biografia di un dittatore (Mondadori, pagg. 480, euro 28) di Oleg V. Chlevnjuk, la biografia considerata «definitiva» del dittatore sovietico. In realtà lo storico russo mette in fila una sterminata mole di documenti, in gran parte inediti o poco conosciuti, che è la pietra tombale sulle riletture nostalgiche e sui derivati contemporanei del comunismo. La vita di Stalin diventa l’occasione per raccontare l’ascesa dell’intero movimento bolscevico. L’autore non perde mai di vista Ioseb Dzugasvili (questo il vero nome del dittatore) ma ne inserisce la vita all’interno di un quadro molto vasto.

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E comincia la persecuzione dei cristiani. Dai medici

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I medici saranno obbligati a procurare aborti.  Sarà cancellato il diritto all’obiezione di coscienza.  E quelli che non vorranno uccidere, saranno espulsi dal Servizio Sanitario Nazionale, ossia perderanno il lavoro. E’ questo a cui mira la “pronuncia” del Consiglio d’Europa, che ha dato ragione ad un ripetuto ricorso – ebbene sì – della CGIL.  L’ex sindacato comunista “dei lavoratori”, avendo  abbandonato allo sfruttamento ipercapitalistico questi ultimi,  si ricicla come Mammana  Collettiva.  “Una sentenza importante”, ha plaudito la capo-mammana Camusso. La madama, a nome del suo sindacato, ha denunciato  l’Italia perché, dato l’alto numero di “medici obiettori”,  alle “donne” viene negato “il diritto all’interruzione di gravidanza – e questa è una “violazione della legge 194”  e del  loro “diritto alla salute” sancito dalla Carta Sociale europea (Art.11, diritto alla salute).

Per di più,  la Camusso ha denunciato che i medici  e infermieri abortisti soffrono di “discriminazione”.  Una tesi accolta come vera dal Consiglio UE, il quale  fa notare “che i medici che praticano l’aborto si limitano a rispettare la legge, per questa ragione ogni disparità di trattamento nei loro confronti è da ritenersi immotivata”.  Le “donne” poi, “costrette a recarsi in strutture distanti decine di km da casa o a rivolgersi al servizio privato”,  poverine, mettono “In pericolo la salute”.  Peggio: “ In molti casi la donna che intende esercitare un suo diritto abortendo viene dissuasa o spinta a desistere per via dei numerosi ostacoli”.

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Un manifesto per la persecuzione

Si tratta di pure e semplici menzogne, come  è costante da parte di questo organo ideologico che promuove il  totalitarismo della dissoluzione, ossia a  un sistema giuridico  chiuso e totale che renda obbligatorie per legge tutte le pratiche aberranti (dai “diritti”degli invertiti al gender) e  proibisca per legge. “l numero dei punti Ivg [interruzione volontaria della gravidanza, ndr.] paragonato a quello dei punti nascita, mostra che mentre il numero di Ivg è pari a circa il 20% del numero di nascite, il numero di punti Ivg è pari al 74% del numero di punti nascita, superiore, cioè, a quello che sarebbe rispettando le proporzioni fra Ivg e nascite. Confrontando poi punti nascita e punti Ivg non in valore assoluto, ma rispetto alla popolazione femminile in età fertile, a livello nazionale, ogni 5 strutture in cui si fa un`Ivg, ce ne sono 7 in cui si partorisce”. Così Avvenire: “Le interruzioni di gravidanza volontarie vengono effettuate nel 60% delle strutture disponibili”.Se gli aborti calano, è per la diffusione universale dei contraccettivi  e anche per lì isterilimento di una popolazione vecchia, o che non si può più sposare per la precarietà del  lavoro.  O che  non ha più motivi per riprodursi, avendo perso le risorse interiori   essenziali.

Genova, 14 05 2008 davanti all'ospedale galliera protesta di alcune associazioni e dei centri sociali per le parole del papa contro l'aborto e per la culla per la vita messa al galliera foto a&g
Femministe contro i medici obiettori

Ma  che importa?  Quel che dà veramente fastidio al sistema totalitario  è che in Italia ’80 per cento dei medici sono obiettori”:  son questi che vanno “obbligati” a   commettere il delitto che   rifiutano.  Il “diritto” all’aborto delle “donne”   vale di più del diritto dei sanitari all’obiezione.  Essi stanno violando “una legge dello Stato”! Ecco una “situazione gravissima” che deve finire.  Il loro preteso “diritto”deve essere calpestato. Non verrà più riconosciuto.

Naturalmente questa non è ancora una “sentenza”, come ha detto un po’ troppo presto la  Mamma Camusso non essendo il Consiglio un tribunale, né un ente chiaramente definibile. Ma è chiaro che si punta a quello: vietare per legge la reazione normale dello normali coscienze, e obbligarle a compiere l’atto aberrante che è un diritto delle “donne”.  Più indiscutibile e cogente del “diritto” di un’anima a non fare il male.

E  non è un caso che questa pseudo-“sentenza” sia stata diffusa  – e strombazzata dai media-  nel momento stesso in cui El Papa  emana la sua  “Amoris Laetitia”, anch’essa  laudatissima dai media.  In essa non si tratta  solo di ammettere all’Eucarestia i divorziati risposati;   come ha detto  un cardinale, Caffarra, “Si introduce una consuetudine che a lungo andare determina questa idea nel popolo non solo cristiano: non esiste nessun matrimonio assolutamente indissolubile” .  Già  in sé la questione è tale, che la maggior parte della popolazione  – non esclusa la maggioranza dei cattolici attuali –   non ne capisce la pericolosità, e plaude alla misericordia e alla carità di El Papa contro gli arcigni “farisei dal cuore chiuso”,  controllori “della lettera delle Legge contro lo spirito. Lo si fa’ con un trucco di vecchia data, risalente al Concilio: si ribadisce la dottrina, in astratto, ma poi si ammette che “in certi casi”  concreti  sia possibile violarla; casi che nemmeno  vengono indicati, perché “ non ci si deve aspettare [ dalla Chiesa]  una nuova normativa generale di tipo canonico, applicabile a tutti i casi”.  Tutto è lasciato al discernimento personale, “al foro interno”; ciascuno giudichi da sé  se la sua convivenza   gli consenta di fare la Comunione. Ci sono un  sacco “di casi difficili e famiglie ferite”  che sono attenuanti.  E  «A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato – che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno – si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carità, ricevendo a tale scopo l’aiuto della Chiesa» (§305),

Secondo un cardinale, questa è  “una porta secondaria abilmente occultata per profanare il Sacramento del Matrimonio e dell’Eucaristia”.  Secondo un altro, Schonborn l’ultra modernista (e grande elettore di Bergoglio),  «La mia grande gioia per questo documento  sta nel fatto che esso  supera l’artificiosa, esteriore, netta divisione fra regolare e irregolare».

Ma è esattamente ciò che vogliono e promuovono le centrali del totalitarismo della dissoluzione  come il Consiglio d’Europa e i suoi complici ‘democratici’, dalla Cirinnà alla Camusso: “cancellare la distinzione fra regolare e irregolare”, per poi obbligare all’irregolare anche chi non vuole.  In pratica, l’attitudine che ha indotto El Papa a dire:  la dottrina sul matrimonio è riconfermata, ma   sono possibili eccezioni, si applica – a maggior ragione – all’aborto.  Quanti “casi dolorosi”, “situazioni particolari” da giudicare”nel foro interno”  giustificano l’uccisione del bambino nel ventre dalla madre? Da giudicare “con misericordia” sapendo che Cristo non condanna mai  nessuno?

Per i medici credenti,  questo significa una cosa precisa quando verrà l’ordine di “obbedire alla 194 che è una legge dello Stato”,  altrimenti si sarà  espulsi dal Servizio Sanitario, non avranno da sperare in una difesa da parte della Chiesa Cattolica, ai cui comandamenti fanno  riferimento per legittimare la loro disobbedienza  civile.   Il loro diritto  (all’obiezione) diventa inferiore al “diritto delle donne all’aborto”; la libertà dei medici può venir conculcata in nome della  “libertà” di queste.  L’arbitrio ha il primato sul comandamento El Papa stesso potrà ritorcere contro i medici obiettori l’argomento che ha già fulminato contro i preti che esitassero a dare la Comunione ai risposati: “Un Pastore non può sentirsi soddisfatto solo applicando leggi morali a coloro che vivono in situazioni “irregolari”, come se fossero pietre che si lanciano contro la vita delle persone”. Così un medico sarà invitato a procurare aborti,  come  gli chiede la legge e la Camusso, “Perché è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato,  non si sia oggettivamente colpevoli”, a causa di “fattori attenuanti”  (sto citando frasi del  documento bergogliano).

Se la convivenza adulterina viene definita dal documento papale «la donazione che Dio stesso sta richiedendo in mezzo alla complessità concreta dei limiti, benché non sia ancora pienamente l’ideale oggettivo» (Amoris laetitia, 303),  non si vede perché  anche l’aborto non sia “ciò che Dio sta chiedendo” alla ragazza-madre  rimasta incinta.

Ovviamente lo stesso vale per l’eutanasia. E perché non per la pedofilia?

Su questo comincerà la persecuzione dei medici e sanitari obiettori . Persecuzione per la fede.  Saranno discriminati e si farà pressione  si di loro, minacciandone la carriera e l’emolumento,  perché commettano gli atti che nella loro coscienza sono delitto e omicidio.  Del resto,i credenti sono ormai così pochi, che la loro testimonianza e le loro sofferenze non incontreranno alcuna simpatia nella società.  Anzi l’opinione pubblica sarà contro di loro in massa –  non c’è  nulla  di cui i poteri totalitari non possono convincere l’opinione pubblica con apposite tecniche, come si è visto nel caso delle “nozze gay”  e nella teoria del gender –  anche perché “disubbidiscono a Francesco”, che è così buono.

O forse non  se ne accorgerà nemmeno, l’opinione pubblica. Perché non si creda che il Totalitarismo della Dissoluzione  perseguiterà i cristiani  coi vecchi metodi, il colpo alla nuca o mandandoli a farli divorare  dalle belve al circo; non sono così ingenui. I nuovi martiri non avranno la gloria di spargere il sangue.  Del resto, come disse Hitler proprio dei cattolici, “non voglio dei martiri, preferisco degli apostati”.  Gli atti di apostasia potranno essere  innumerevoli, e ignorati, nell’apostasia generale dei popoli europei giunti al capolinea della loro storia. La  loro storia è infatti cristiana; finita quella, saranno calpestati come il sale divenuto insipido.  Un  continente che sé voluto liberare dalla sottomissione alle leggi di Dio, sarà sottomesso dai wahabiti,   e da loro riceverà la legge.

© Roberto Monaldo / LaPresse 08-03-2008 Roma Interni Manifestazione organizzata da Cgil, Cisl, Uil, in occasione della Festa della Donna Nella foto Manifestanti
Manifestazione Cgil, Cisl, Uil

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Immigrazione incontrollata. Soggezione europea, sudditanza italiana

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Risultati immagini per immigrazione incontrollatadi Gianni Petrosillo

Gli esseri umani sono tutti fratelli. Come Caino e Abele. Se si affrontano temi socialmente critici e geopoliticamente rilevanti, come l’immigrazione, con la retorica antitetico-polare dei buonisti di sinistra e dei cattivisti di destra l’unico effetto che si ottiene è la rissa tra polli. Le zavorre culturali degli uni e degli altri, in singolar tenzone, ci sviano dalla questione aumentando la confusione. Il politicamente corretto di sinistra e il rozzamente scorretto di destra sono due facce della stessa medaglia. Tout se tient, diceva De Saussure.
L’immigrazione può essere una risorsa ma anche un serio problema. Ed oggi è, soprattutto, un fenomeno fuori controllo. Non tutti quelli che arrivano da noi possono essere accolti e integrati, anche se nessuno dovrebbe essere trattato da cane. Chi non ha le carte in regola deve essere, educatamente, riportato indietro per il suo bene e per il nostro. Se volessimo prevenire i guai dovremmo addirittura abbattere i barconi prima della partenza e smetterla di usare i nostri mezzi costieri come traghetti. Servono al pattugliamento delle acque territoriali e come tali devono essere utilizzati. Continua a leggere

La democrazia ai tempi di Panama

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di Massimo Fini

2136“Ora che il governo della Repubblica è caduto nel pieno arbitrio di pochi prepotenti, re e tetrarchi sono divenuti vassalli loro, a loro popoli e nazioni pagano tributi: noi altri tutti, valorosi, valenti, nobili e plebei, non fummo che volgo, senza considerazione, senza autorità, schiavi di coloro cui faremmo paura sol che la Repubblica esistesse davvero. Ma chi, chi se è un uomo, può ammettere che essi sprofondino nelle ricchezze e che sperperino nel costruire sul mare e nel livellare i monti, e che a noi manchi il necessario per vivere? Che essi si vadan costruendo case e case l’una appresso all’altra e che noi non si abbia in nessun angolo un tetto per la nostra famiglia? Per quanto comprino dipinti, statue, vasellame cesellato, per quanto abbattano edifici appena costruiti per ricostruirne altri, insomma per quanto dilapidino e maltrattino il denaro pubblico in tutti i modi pure non riescono a esaurire la loro ricchezza con i loro infiniti capricci. Per noi la miseria in casa, i debiti fuori, triste l’oggi, spaventoso il domani. Che abbiamo, insomma, se non l’infelicità del vivere?”. Continua a leggere

Siria: la liberazione di Al Qaryatayn

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1037783349Segnalazione del Centro Studi Federici

L’esercito siriano ha liberato Al Qaryatayn. L’anticità città assiro-cristiana era stata occupata ad agosto dall’ISIS
 
Al Qaryatayn è un’antica città situata nella Siria centrale. La popolazione si divide tra cristiani ed arabi sunniti. Per questo motivo Qaryatayn è conosciuta come città assiro-cristiana (siriaco-cristiana). Meno famosa della vicina Palmira, la città conserva numerose vestigia dell’antica classica. Fra i resti più famosi comprende i “Bagni di Saba”. Durante la dominazione romana Qaryatayn era conosciuta come un luogo di cura ed era una roccaforte della cavalleria legionaria romana. Allo stesso periodo risalgono colonne corinzie e ornamenti di marmo. Alla prima età cristiana risale il monastero di Mar Elian, datato al V secolo, e conosciuto anche come monastero di San Giuliano d’Emesa.

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Estrema “gratitudine” espressa ad Israele dai terroristi in Siria per l’aiuto prestato loro

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Risultati immagini per Israele terroristadi Maurizio Blondet

Il Canale 2 della televisióne israeliana ha segnalato che le autorità israeliane hanno prestato assistenza a più di 2.100 terroristi feriti che appartengono a distinti gruppi , includendo il Fronte al Nusra (il ramo di Al Qaida en Siria).
I media israeliani hanno rivelato che lo Stato di Israele sta prestando assistenza nei suoi ospedali ai terroristi jihadisti feriti con la finalità di curarli e permettere loro di tornare a combattere contro le forze dell’esercito siriano.

Gli stessi media israeliani hanno indicato che le ambulanze, che prelevano i terroristi e feriti e trasferiscono questi negli ospedali, svolgono questo servizio con discrezione per evitare le proteste e gli attacchi (già verificatisi in passato) da parte della popolazione del Golan occupato che non vedono di buon occhio questo aiuto che Israele presta ai terorristi. Continua a leggere

Report: «Zonin ormai nullatenente»

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Report: «Zonin ormai nullatenente»

gabanelli report

Nella storica trasmissione di Rai Tre condotta da Milena Gabanelli è andato in onda lo speciale sulle Banche Popolari. L’inchiesta, realizzata da Giovanna Boursier, ha dedicato ampio spazio anche alla BpVi. La giornalista non è però riuscita ad intervistare Gianni Zonin: l’ex presidente della banca é in Sudafrica e non rilascia interviste. Secondo Report, Zonin starebbe in questo momento cedendo parte delle sue società nonché gli immobili ai figli, diventando nullatenente.

Ampio spazio anche ai soci più arrabbiati. «Ci hanno venduto azioni come se fossero un investimento sicurissimo, dicendo che la banca era solida» ha affermato Davide Lunardon, come riporta Il Mattino di oggi, mentre Elisabetta Gatto ha ribadito: «ce le hanno vendute come oro. La mia mamma deve pagare la casa di riposo, non abbiamo soldi». Sul valore delle azioni, Boursier ha dovuto rivolgersi a Bankitalia e Bce, la cui capo vigilanza, Danièle Nouy, ha ricordato come le ispezioni siano partite nel 2014, dopo aver rilevato «un grande problema di sofferenze, dimensioni e governance».

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