Giulio Regeni era una $pia?

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egitto

Segnalazione di Federico Prati

Sempre più insistenti le fonti per cui il “bravo ragazzo” Giulio Regeni stesse in Egitto per motivi ben poco “puliti”. Ma per giornali e istituzioni tutto questo non conta, fermi nella difesa incondizionata del “nostro Giulio” e a far la voce grossa contro l’Egitto. Peccato che l’unico paese con cui prendersela sarebbe l’Inghilterra… troppo difficile, caro Renzi, prendersela con Albione?!

(www.lastampa.it) – di Alessandra Rizzo. La storia di Giulio Regeni porta stranamente alla porta di un vecchio scandalo, quello di Nixon. Mentre viveva in Gran Bretagna, lo studente friulano aveva lavorato per un anno presso un’

azienda d’intelligence fondata da un ex funzionario americano implicato nello scandalo Watergate. Oggi, i suoi ex colleghi e amici presso la compagnia, la Oxford Analytica, sono tra i promotori di una petizione che chiede al governo britannico di fare pressione sulle autorità egiziane che indagano sulla vicenda. «Giulio era un collega fantastico, socievole, divertente. Ci manca molto», ricorda Ram Mashru, altro giovane talento che con Giulio divideva la stanza presso la Oxford Analytica. «Era estremamente cauto nel condurre il suo lavoro – aggiunge – Certo, c’è sempre la possibilità che abbia attirato l’attenzione di qualche gruppo pericoloso, ma da quanto sappiamo Giulio non si comportava in maniera avventata o negligente».

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Migranti, la doppia minaccia dell’Austria: “Barriere pure al confine ungherese”

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bandiera Austria

Segnalazione di Raimondo Gatto

 

Sale la tensione per l’emergenza immigrazione. L’Austria alza la voce: “Alfano e Renzi sanno benissimo qual è la situazione”. E si prepara a chiudere il valico del Brennero. Ma Gentiloni avverte: “Un blocco al Brennero sarebbe grave” 

di Sergio Rame

 

Non c’è nessun progetto di “muri” al valico del Brennero, almeno per ora. In una intervista al Corriere della Sera la ministra austriaca dell’Interno Johanna Mikl-Leitner sottolinea che “la politica di gestione del valico tra Austria e Italia non ha nulla a che fare con il voto” e che quindi non alcuna “propaganda”.

 

Tuttavia, come precisa il ministro della Difesa Hanspeter Doskozil, in situazione di emergenza l’Austria potrebbe chiudere la frontiera. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, aspetta di capire le reali intenzioni dell’Austria prima di muoversi. “Se si tratta solo di parole e gesti simbolici penso che non ci saranno conseguenze sul terreno alla frontiera – ha avvertito – se invece ci saranno davvero muri sarebbe davvero molto grave”.

 

Al confine tra l’Italia e l’Austria l’emergenza si sta alzando di ora in ora.

Con l’arrivo della primavera hanno ripreso anche gli sbarchi dal Mediterraneo. Una nuova ondata di immigrati ha iniziato a riversarsi in Italia dalle coste libiche. “L’Ue ha un’unica strada – sottolinea Mikl-Leitner – ripartire le quote di profughi in ogni nazione”. Quanto all’Italia, l’Austria ha già mostrato i propri programmi al ministro dell’Interno Angelino Alfano la scorsa settimana. “Lui e Renzi – pungola il ministro austriaco – sanno benissimo qual è la situazione”. “Il mio governo farà di tutto per evitare misure drastiche al Brennero”. A un patto.

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Non votiamo il referendum ecologista del 17 aprile

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trivella

L’ENERGIA NECESSARIA

l referendum del prossimo 17 aprile, nato già condannato alla sconfitta certa, promosso e caldeggiato e da radicali, vendoliani e altra compagnia cantante, dà l’occasione per qualche riflessione sul problema energetico in Italia.

In primo luogo, quando si tratta di queste faccende si dovrebbe distinguere quello che è un certo universo ideale, un tipo di società, a volte vagheggiata anche negli ambienti della destra radicale, deindustrializzata e “pulita” –  universo che dall’ideale spesso scade facilmente nell’utopismo più vago – da quella che è la realtà concreta di una nazione.

La realtà concreta, vera e ineludibile, di una nazione richiede autosufficienza energetica. La richiede come il pane, visto che non esiste al momento un sistema che possa spingere un grande sistema economico, e quindi i suoi trasporti, le sue industrie chimiche, i fabbisogni energetici di chiunque nella propria vita quotidiana, senza grandi risorse energetiche, ivi comprese quelle di idrocarburi.

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La Trilateral a Roma Complottisti in allarme – Economia – iltempo

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Da venerdì l’assemblea della Commissione

 

 

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Molto spesso chi fa parte della Commissione è anche nell’elenco del Gruppo a conferma ulteriore che loro sono «il male». Ma cos’è la Trilateral? La versione ufficiale recita così: «La Commissione Trilaterale è stata costituita nel 1973 da un gruppo di privati cittadini di Giappone, Europa (paesi dell’Unione Europea) e Nord America (Stati Uniti e Canada) per promuovere una più stretta cooperazione tra queste aree industrializzate del mondo». Obiettivo: «guardare insieme i problemi comuni delle tre aree», approfondirli, immaginare scenari e soluzioni.

Anche per questo il «gruppo di privati cittadini» comprendeva personalità di altissimo livello (i «fondatori», tanto per capirsi, sono David Rockefeller e Henry Kissinger). E nel tempo l’elenco si è ampliato attraverso la «cooptazione» (ma il numero massimo resta di 160 membri). Insomma alla Trilateral non ci si iscrive, ci si arriva per merito. Anche per questo chi ne fa parte lo rivendica con orgoglio.

Gli italiani sono poco più di una ventina. Su tutti spicca Mario Monti (già presidente della sezione europea e membro del comitato esecutivo) mentre l’ex rettore della Bocconi Carlo Secchi è il presidente del gruppo italiano. Con loro fanno parte della Commissione, tra gli altri, Giuseppe Bono (Amministratore delegato di Fincantieri), Enrico Cucchiani (ex Ad di Banca Intesa), l’ammiraglio Giampaolo Di Paola (già ministro della Difesa del governo Monti), la direttrice di Aspenia Marta Dassù , John Elkann , Patrizia Grieco (presidente di Enel), Enrico Letta , la presidente della Rai Monica Maggioni , Marco Tronchetti Provera .

Anche l’ormai ex ministro Federica Guidi compare nell’elenco ufficiale presente sul sito della Commissione. Una nomina che ai tempi, in un’intervista al Fatto Quotidiano , Secchi commentò con una battuta che forse tanto battuta non era: «Vedrà, ci toccherà indire un concorso pubblico, i migliori frequentano le nostre riunioni e poi vanno al governo».

Già perché se per i detrattori la «Trilateral» è il «regno del male», per gli estimatori è un club esclusivo di cui far parte, un élite da invidiare. Un élite che da venerdì a domenica si riunirà a Roma sotto la presidenza di Jean Claude Trichet , che guida attualmente la sezione europea. È la seconda volta che la Commissione si ritrova nella Capitale per la sua assemblea generale (la prima fu nel 1983).

Si parlerà di Medio Oriente, Nord Corea, della Cina, della Russia e delle elezioni presidenziali Usa. Del futuro dell’Italia e dell’Europa. Di migranti e di come affrontare i cambiamenti introdotti dalla «rivoluzione digitale». Secondo Dagospia , che cita il settimanale Oggi in edicola, ci sarà anche un intervento del ministro Maria Elena Boschi. Un bel po’ di pane, per i denti di tutti i complottisti italiani.

Nicola Imberti

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VERONA: Domenica 17/04 celebrazioni delle Pasque Veronesi

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PASQUE VERONESI

Al via le celebrazioni, nel 219° anniversario. Domenica 17 aprile 2016, ore 10-12,30 e ore 16-18,30 in Piazza delle Erbe, a Verona. In allegato: volantino-manifesto col programma di tutte le celebrazioni, fino al 18 giugno 2016.

La più importante insorgenza veneta e dell’Italia centro-settentrionale contro Bonaparte e i rivoluzionari francesi

(17-25 aprile 1797)

Domenica 17 aprile 2016, ore 10-12,30 e ore 16-18,30

in Piazza delle Erbe, a Verona

Ore 10-12,30, Piazza delle Erbe, a Verona: Alzabandiera del glorioso vessillo della Serenissima, sulle note dell’oratorio militare sacro Juditha triumphans di Antonio Vivaldi; presentazione dei reparti militari di 219 anni fa; rievocazione del giuramento di Perasto, nell’Albania veneta. Dispiegamento sul toloneo di Piazza delle Erbe di un grande drappo marciano. Spari a salve dei militi storici.

Ore 16, Piazza delle Erbe, a Verona: Deposizione di una corona d’alloro sotto la colonna col leone marciano, abbattuto dai giacobini nel 1797 e poi ricostruito; onori militari in Via Mazzanti presso la targa che ricorda l’inizio dell’insurrezione di Verona e i primi combattimenti fra truppe dalmatine (Schiavoni) e i rivoluzionari francesi. Spari a salve dei reparti storici.

Ore 17-18,30, Piazza delle Erbe, a Verona: Alle ore 17 in punto la storica campana del Rengo della Torre dei Lamberti, in Piazza delle Erbe, suonerà a martello, per ricordare l’inizio delle Pasque Veronesi. Dalla torre verrà svolto un drappo di trenta metri coi colori civici azzurro e oro. Spari a salve dei reparti storici dalla piazza e dalla torre. Giuramento dei cadetti. Alle ore 18,30 ammainabandiera marciano, nuovi rintocchi della campana del Rengoe spari a salve finali dalla piazza e dalla torre. Ai partecipanti saranno distribuite coccarde con i colori cittadini, azzurro e oro.

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La decadenza della Chiesa Cattolica nelle visioni di Anna Katharina Emmerick

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BEATA KHATARINA

Segnalazione di Federico Prati

di Paolo G.

“Nel centro dell’inferno ho visto un abisso buio e dall’aspetto orribile e dentro di esso era stato gettato Lucifero, dopo essere stato assicurato saldamente a delle catene … Dio stesso aveva decretato questo; e mi è stato anche detto, se ricordo bene, che egli verrà liberato per un certo periodo cinquanta o sessanta anni prima dell’anno di Cristo 2000. Mi vennero indicate le date di molti altri eventi che non riesco a ricordare; ma un certo numero di demoni dovranno essere liberati molto prima di Lucifero, in modo che tentino gli uomini e servano come strumenti della vendetta divina.”

Tuttavia, come è altrettanto noto, anche in altre tradizioni sono innumerevoli riferimenti e descrizioni dell’apocalisse dei tempi ultimi[2]. Così anche in seno alla tradizione cristiana, in cui le visioni e le profezie di mistici e santi in particolare sul declino della Chiesa Cattolica e sulla fine dei tempi sono molteplici e risalgono a tutte le epoche.

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LA ‘DOLCE MORTE’ DELLA “CHIESA”

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SANPIETRO

Segnalazione di Federico Prati

 

Il colpo più devastante degli ultimi tre anni 

di don Elia

 

Geniale astuzia gesuitica. Se non altro, bisogna dargliene atto. Con l’esortazione apostolica sulla famiglia è riuscito a catturare e calamitare su di sé l’attenzione universale, compresa quella di chi lo detesta. Tutti col fiato sospeso in attesa che scoccasse la fatidica ora. Mai la pubblicazione di un documento del Magistero aveva provocato tanta suspense ed era stato atteso con tanta trepidazione, seppure di segno diverso a seconda degli schieramenti. Che si sia d’accordo o meno, una simile ansia, da sola, ha comunque conferito al documento una risonanza enorme a livello mondiale, fuori e dentro la Chiesa.

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Immigrazione: per il Viminale servono altri 15.000 posti…

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viminale

Segnalazione di Raimondo Gatto

EMERGENZA

Migranti, arrivi aumentati del 55%

Il Viminale: servono altri 15 mila posti Circolare ai prefetti. L’allarme di Tusk: dopo stop nei Balcani, Mediterraneo unica via

di Fiorenza Sarzanini

ROMA Una circolare per sollecitare con la massima urgenza il reperimento di 15 mila posti. La richiesta trasmessa due giorni fa dal Viminale ai prefetti fornisce chiaramente il quadro della situazione in materia di accoglienza dei migranti. Perché fotografa una situazione grave che potrebbe diventare emergenza nelle prossime settimane. I dati indicano un trend preciso: nei primi tre mesi e mezzo del 2016 il numero degli arrivi è aumentato del 55% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Siamo a quota 23.957 persone giunte in Italia, quattromila in più anche del 2014 che fu l’anno record degli sbarchi. Adesso bisognerà riunire al più presto i «tavoli» regionali e cercare alloggi, dando priorità a donne e bambini, ma provvedendo comunque a tutti coloro che devono essere assistiti dopo essere arrivati sulle nostre coste. E nella consapevolezza che molte altre migliaia di persone arriveranno.

«Un milione in Libia»

Arrivano dalla Libia, sono nella maggior parte africani. E questo fa aumentare la preoccupazione, perché vuol dire che questa rotta non viene ancora battuta dai profughi provenienti dalla Siria dopo la chiusura di quella balcanica. Ma anche perché — come ha confermato ieri il generale Paolo Serra, consigliere militare dell’inviato speciale Onu in Libia, Martin Kobler — in Libia ci sono un milione di potenziali migranti». E questo fa dire al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: «È allarmante vedere quanti migranti si preparano a utilizzare la rotta del Mediterraneo centrale: serve che mostriamo solidarietà all’Italia ora per evitare uno scenario come quello dei Balcani in futuro».

I 112 mila stranieri attualmente nelle strutture governative e in quelle messe a disposizione delle Regioni ci sono 112 mila persone. I centri sono «saturi» e per questo è stato chiesto ai prefetti di reperire altri posti, trovare centri di accoglienza per assistere gli stranieri. Tenendo conto che la maggior parte non avrà diritto all’asilo politico e dunque non potrà essere trasferito in altri Stati nemmeno nei prossimi mesi. La maggior parte degli sbarcati sono nigeriani (3.438), al secondo posto ci sono i gambiani (2.339) e al terzo i somali (1.812). Gli eritrei, unici ad avere diritto all’asilo pressoché automaticamente, sono solo 657.

Missione ad Atene

I vertici della Direzione

immigrazione della polizia ieri sono volati in Grecia per pianificare un’azione comune in vista dei flussi di arrivi che certamente aumenteranno in vista dell’estate. L’azione di prevenzione è fondamentale, come sottolinea il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti quando parla di «risultati abbastanza significativi perché dal primo gennaio 2015 a oggi sono stati arrestati 530 scafisti e 45 trafficanti di esseri umani». Ma non può essere certamente questa l’unica risposta.

L’accordo di Dublino

La strada per cercare di fronteggiare la situazione dal punto di vista dell’assistenza degli stranieri la indica il capo del Dipartimento immigrazione Mario Morcone nel corso del bilaterale con la Germania quando rivendica la scelta di aver «realizzato l’accoglienza diffusa con un “burden sharing”, la condivisione degli oneri tra Regioni che, purtroppo, l’Unione non è riuscita ancora a ottenere dai 28 Stati membri». Ma poi torna ad appellarsi all’Europa per ottenere, come del resto ha più volte sottolineato il ministro dell’Interno Angelino Alfano, «una profonda revisione dell’Accordo di Dublino, verso le cui necessarie modifiche ci può essere disponibilità e apertura, se la stessa disponibilità e apertura verrà manifestata dagli amici dell’Unione Europea.

Noi, anche per questo, nel recepimento delle direttive non abbiamo scelto di introdurre una lista dei Paesi sicuri autonoma, perché ci aspettiamo, sulla base della condivisione del metodo e del merito, una lista comune condivisa a livello di Commissione»

Corriere.it di stamane 14 aprile 2016

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Meditazione per la II domenica dopo Pasqua

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Il Buon Pastore

di Fra Leone da Bagnoregio

La domenica seconda dopo Pasqua è chiamata domenica del Buon Pastore, già nell’antichità cristiana la figura del Buon Pastore si può trovare nelle catacombe. Per questo motivo la Chiesa ha sempre voluto le intenzioni di preghiera di questa domenica fossero per le vocazioni sacerdotali e religiose.

I sacerdoti ed i pontefici a maggior ragione, devono essere dei padri e non solo dei principi della Chiesa. Devono, pertanto, con carità andare alla ricerca della pecorella smarrita e caricarsela sulle proprie spalle. Per questo motivo, il Buon Pastore per eccellenza dopo Nostro Signore Gesù Cristo, è il Sommo Pontefice. Sulla fede indefettibile e sull’amore di Pietro, Gesù fondò il primato della sede apostolica.

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2007-2017, così Verona ricorderà il Sindaco Flavio Tosi

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bel om

A parte alcune frasi piuttosto faziose relative a violenze di presunta matrice fascista, l’analisi è perfettamente condivisibile (n.d.r.):

Tirando le somme allo scadere del secondo mandato c’è poca sostanza nei quasi 10 anni di amministrazione Tosi. Il sindaco di Verona ha messo subito in chiaro il suo rapporto con i giornali, querelandoli. Ma ai media deve anche la sua fortuna. Sindaco del decoro urbano, forte con i barboni, un po’ meno con chi deturpa la città con la violenza. Scarso interesse per la cultura, mancanza di una visione di insieme per lo sviluppo della città, la cui pianificazione è stata lasciata in mano ai privati. I fallimenti: Traforo, Ca’ del Bue, Fondazione Arena…

Flavio Tosi viene eletto Consigliere della Regione Veneto nel 2000 e nel 2005 torna a Palazzo Ferro Fini con il record assoluto di preferenze: 28.000 voti. In quell’amministrazione ricopre la carica di assessore regionale alla Sanità, sino al 25 giugno 2007. Il 29 maggio 2007 viene eletto Sindaco di Verona con il 60,75% dei voti. Il 7 maggio 2012 è rieletto per un secondo mandato con il 57% delle preferenze. Nel maggio 2014, alle elezioni europee, Tosi risulta secondo con 99.567 voti, dopo il segretario della Lega Nord Matteo Salvini che ottiene 108.238 voti. L’11 luglio 2014 rassegna le dimissioni da parlamentare europeo per continuare la sua attività di Sindaco.

Tra circa un anno terminerà la seconda amministrazione Tosi e, secondo la normativa in vigore, dovrebbe essere l’ultima. Ma il Sindaco di Verona, che nel frattempo si è avvicinato molto al premier Matteo Renzi, chiede una revisione della legge Del Rio affinché sia estesa anche alle città con oltre tremila abitanti la possibilità dei tre mandati. Che il Sindaco di Verona cerchi di garantirsi altri cinque anni a capo dell’amministrazione comunale è comprensibile, lo è meno il silenzio assordante del PD locale, che è all’opposizione e il cui segretario nazionale è lo stesso Presidente del Consiglio.

Ma che meriti può vantare l’attuale Sindaco di Verona per i quali la città dovrebbe conferirgli il terzo mandato? Vediamo in rapida sintesi come egli ha amministrato la cosa pubblica in questi quasi dieci anni di governo. Continua a leggere

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