Frontiere, l’esercito svizzero si prepara

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DER SCHWEIZ

Dopo l’Austria anche la Svizzera si prepara a difendersi dall’immigrazione di massa:

martedì 12 aprile 2016 20:13 – ultimo aggiornamento 20:14

In caso di un massiccio afflusso estivo di migranti, sosterrà le autorità civili e le Guardie di confine con circa 4 mila soldati

+ Codice da incorporare Frontiere, esercito svizzero si prepara

L’Esercito si prepara a sostenere le autorità civili e le guardie di confine in caso di un massiccio afflusso estivo di migranti. Quella che fino a martedì mattina era un’ipotesi, ora è realtà.

I corsi di ripetizione di quattro battaglioni [in Svizzera, l’istruzione militare prevede il rientro in servizio una volta l’anno per alcuni anni dopo la formazione di base, ndr.] sono stati ufficialmente spostati a luglio e agosto. Le vacanze già prenotate non saranno un motivo valido per chiedere un differimento del servizio.

Dalla teoria alla pratica. L’Esercito si prepara ad affiancare le autorità civili nella probabile emergenza migranti estiva e modifica, ufficialmente, il piano dei corsi di ripetizione per il 2016, anticipando da settembre al periodo luglio-agosto il servizio di circa 4 mila soldati di 4 battaglioni: blindati, polizia militare, zappatori carristi e aiuto in caso di catastrofe – scelti non perché è già chiaro cosa dovranno fare e dove, ma più che altro per motivi organizzativi.

“I soldati saranno messi a disposizione delle autorità civili, magari delle guardie di confine”, spiega Walter Frick del Dipartimento federale della difesa. “Noi non decidiamo dove veniamo impiegati, noi dobbiamo solo essere a disposizione.”

Almeno 2 mila di questi soldati dovranno rispondere all’appello, anche se ciò dovesse voler dire -per esempio- annullare le vacanze già prenotate, perché un ordine di marcia è un ordine di marcia e può essere sospeso solo per motivi professionali o di studio.

“Di base”, dice ancora Frick, “un ordine di marcia deve essere rispettato. Noi lo sappiamo che certe persone hanno già prenotato le vacanze e dunque chiederanno un rinvio del corso; siamo pronti a valutare le richieste, ma chiaramente non potremo accettarle tutte.”

Il Dipartimento della difesa al momento non è in grado di dire se saranno previsti dei risarcimenti. Bisognerà vedere quante richieste arriveranno e poi si farà il punto della situazione.

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Contro a UE nasce la rivolta. Prêt-à-porter

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Sabato notte, 9 aprile:  In Francia, “Nuit Debout”  in oltre 60 città, immense folle, disordini a Parigi. Nuit Debout (notte in piedi) è un movimento dal basso  contro le nuove leggi del lavoro, una specie di Jobs Act alla Hollande. Vi partecipano centri sociali, militanti di estrema sinistra ma  uno dei loro massimi ispiratori è Frédéric Lordon, economista anti-euro, anti-austerità e sovranista.  “Andiamo a prendere l’aperitivo da Valls!”, hanno gridato centinai di manifestanti, cercando di giungere  all’abitazione del primo ministro (che è in Algeria in visita ufficiale):  assaltate sei banche, un’agenzia, i commissariato dell’Arrondissement, incendiata una vettura di un’agenzia di auto-sharing;  pompieri in azione, polizia coi lacrimogeni, sei fermi.  Placee la République è occupata da dieci giorni.  Il fatto che il movimento sia sostenuto anche da Le Monde Grand Orient, Panama Papers)   hanno  creato il sospetto che sia un colpo sotto la cintura di Hollande contro Valls: nel partito  si indicono le primarie e i  colpi bassi abbondano.

Impressionante il silenzio dell’Eliseo, e  la sottovalutazione dei  media.

Sabato notte, Calais: notte di terrore per gli abitanti:  bande di “profughi” organizzate attaccano le  auto, spaccano i vetri con pietre e randelli, pestano e rapinano i passeggeri; altri gruppi formano barricate di pneumatici a cui danno fuoco. “Un  mio amico non ha più macchina, più denaro, solo un trauma cranico e  la mascella slogata”, scrive  una persona su Facebook.  Altre grosse bande organizzate   si sono dirette verso il porto ed hanno attaccato gli autocarri in fila per salire sui traghetti  per la Gran Bretagna, devastandoli, e devastando le auto in fila dietro i camion.

Il punto è che i media francesi non hanno riportato nulla di questa notte di terrore e saccheggio Non una riga, non un secondo nei tg. Silenzi totale.   Le sole notizie sono apparse su Facebook,  resoconti e video di cittadini ribollenti di rabbia.

Paesi Bassi:  il referendum che ha detto “No”all’associazione dell’Ucraina nella UE ha avuto una maggioranza inequivocabile, 61 %. E’  un no all’oligarchia  europea.   Questa ha risposto, all’unisono, col più aperto disprezzo per la volontà popolare. La Commissione resta fortemente impegnata  a  questo sviluppo delle relazioni con l’Ucraina”. Merkel: “il cammino resta non-interrotto”.    Hollande: “Per quanto  riguarda Francia e Germania, noi continueremo a sostenere l’Ucraina e ad applicare l’accordo di associazione nei rispettivi paesi.  ..per quanto riguarda l’Europa,  essa applicherà tutto ciò che può dell’accordo d’associazione”.   Donald Tusk, il presidente della UE:  “Vedrò quale conclusione il governo olandese trarrà dal referendum” (sottinteso: farà bene  fregarsene). Persino Poroshenko s’è consentito di  far dichiarazioni di disprezzo della volontà del popolo olandese: “Un attacco all’unità dell’Europa!”.  Anche qui, i media si sono distinti: Per Riotta,  il referendum olandese è “populismo”, detto col tono con cui   pronuncia: “negazionismo, antisemitismo, omofobismo”.  Le Figaro s’è lanciato a dire che  dei referendum  bisogna infischiarsene quando, come quello “non esprimono “la volontà popolare”, ma “sono il pretesto dei populisti per esprimere malcontento verso l’Europa”.

A Idomeni, la polizia macedone si scontra contro 500  siriani e iracheni che cercano di abbattere il reticolato – organizzati da misteriosi volantini che li assicuravano che il confine stava per essere aperto.  Volantini che si possono farri salire ad alcune delle ONG di “volontari” che gestiscono il campo-profughi di Idomeni.

Immediatamente dopo  questi incidenti: 1) L’Austria  riattiva i controlli di frontiera al Brennero, perché (secondo Repubblica) essendo imminenti le elezioni  il governo vuol accontentare gli estremisti xenofobi del FPO (Partito della Libertà),  “i nipotini di Haider”.  2) La Finlandia chiude le frontiere, per una volta in perfetto accordo con la Russia, che fa’ altrettanto; 3) Cittadini bulgari catturato e  legano gruppi di clandestini che penetrano dalla frontiera con la Turchia, lunga quasi 300 chilometri. Il 60 per cento dei bulgari ritiene gli immigrati di  massa “una minaccia alla sicurezza nazionale”.

Il Parlamento francese autorizza l’insediamento di basi NATO sul territorio nazionale.  Da mesi  si stanno raccogliendo firme per “un appello  trans partitico per la  denuncia dell’Alleanza Atlantica e  ritiro delle armate francesi dal comando integrato”:  i siti che stanno raccogliendo le firme  “sono di un attacco permanente e invasivo di  spam”.  Hollande è al punto più  basso nei sondaggi.

Vien da chiedersi:  l’oligarchia europea non teme il rigetto che sembra nascere nell’opinione pubblica?  Ma forse si è già  provveduto a convogliare la protesta  verso esiti innocui.

Rivoluzione a noleggio

nuit deboutAbbiamo citato il neonato movimento Nuit Debout.  Come ha rapidamente scoperto Thierry Meyssan, nel movimento si riconosce la mano  (è il caso di dirlo) di Gene Sharp, lo stratega dell’”utilizzo della non violenza nei conflitti di tutto il mondo”,  della cui alta professionalità il Dipartimento di Stato si è servito per innescare “rivoluzioni colorate”  ad Est  (a cominciare dalle manifestazioni studentesche contro Milosevic a Belgrado per finire con la Georgia 2003 e l’Ucraina  2004), “primavere arabe”, manifestazioni pacifiste come preludi ai cambi di regime,  sempre nel superiore interesse della ‘democrazia’ ossia degli Usa.  Su mandato, Gene Sharp mobilita la sua equipe di agitatori di piazza (una ONG chiamata Albert Einstein Institution, oggi ribattezzatasi Centre for Applied Nonviolent Action and Strategies   – Canvas)  dovunque nel mondo. Ha avuto una parte in piazza Tahrir come nelle manifestazioni anti-Erdogan a  Istanbul per salvare il parco di Gezi.

http://www.voltairenet.org/article191181.html#nb5

Con quale mira è all’opera in Francia? Qui si appoggia – o si identifica – con una organizzazione para-sindacale “Convergence des Luttes” che mira appunto a far convergere (o controllare) le  ”Lotte” più disparate perché – come suona il proclama emesso – “sono l’illustrazione delle stesse collere, delle stesse speranze e della stessa convinzione: la necessità di una società nuovo, dove democrazia, dignità e libertà non sono dichiarazioni vuote”.

Nuit Debout è sceso in piazza contro la riforma del lavoro “per i salariati e i precari”, ma anche per i LGBT, contro il TAFTA e contro la costruzione di un aeroporto  in Alsazia a Fessenheim, veganismo e femminismo….Lo slogan “Non si torna a casa”, dice Meyssan, “non comprende alcuna rivendicazione positiva, non propone niente:  tipico di Sharp”.

logo sharp

Ancor più tipico il logo del nuovo movimento spontaneo:   il pugno chiuso alzato, che fa tanto Che Guevara, immediatamente attraente per qualunque  fesso “di sinistra”.  Questo logo s’è già visto, con minime variazioni, in Serbia nel 200, in Georgia nel 2003, in Russia nel 2005, in Venezuela nel 2007, e in piazza Tahrir al Cairo,  ottimo a confondere anche i Regeni di passaggio in crisi d’astinenza di una causa “progressista” e libertaria.   A quale progressista, dice Meyssan:  la radio del movimento è  “discretamente sostenuta dalla  Unione Europea”. Del resto, “Gene Sharp interviene con ricette   miranti sia a cambiare regimi, sia al contrario  a sterilizzare l’opposizione, come è il caso qui”.

Gene Sharp
Gene Sharp

L’unico dubbio è se a pagare il noleggio della Compagnia Sharp sia stata Bruxelles, o proprio Hollande., molto interessato a incanalare la protesta di piazza – storicamente pericolosa a Parigi – verso sbocchi sterilizzati.

Sembra che il movimento spontaneo “Nuit Debout” stia per apparire anche in Spagna e in Germania. E in Italia no? Forse non occorre: da noi la sinistra extraparlamentare si prodiga per incanalare la protesta verso esisti favorevoli alla Superpotenza.  Pensate alle enormi masse di lettori de Il Manifesto che, pretendendo “la verità su Regeni”, hanno costretto il governo a contribuire alla distruzione di Al Sisi e all’andata al potere dei Muslim Brothers, come vuole Obama.

E pensate al Movimento 5 Stelle. Una volta, fu lo stesso Grillo ad ammettere: “Se non ci fossimo noi, arriverebbero ALBA DORATA” . . Forse è questo l’argomento con cui lui e il fu Casaleggio si proposero  all’ambasciatore Ronald Spogli, in quel famoso colloquio del 2008.  Sappiamo che   subito dopo l’ambasciatore telegrafò al Dipartimento di Stato (allora c’era Condoleezza Rice): “Interlocutore politico credibile”.  Incanalatore ideale di rivolte.

 

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Il consiglio d’Europa bacchetta l’Italia sul presunto diritto d’aborto

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DOTTORI

Segnalazione Corrispondenza Romana

di Alfredo De Matteo

In Italia uccidere l’innocente con l’aborto è troppo difficile e la colpa è dei medici obiettori. È questa, in sintesi, la tesi sostenuta dal Consiglio d’Europa attraverso un recente pronunciamento in cui l’ente di Strasburgo ha dichiarato ammissibile un ricorso presentato alla Corte dalla Cgil, che denunciava la violazione del presunto diritto alla salute delle donne in merito all’accesso alla cosiddetta interruzione volontaria della gravidanza.

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Ecco perché la Gran Bretagna non si sente un pezzo d’Europa

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Segnalazione di Raimondo Gatto

 

A breve un referendum potrebbe segnare l’uscita del Regno Unito dalla Ue Un saggio spiega come su questa scelta pesi la nostalgia dell’antica potenza 

di Francesco Perfetti  

Nel prossimo mese di giugno si svolgerà nel Regno Unito il referendum che deciderà della permanenza della Gran Bretagna nell’Unione Europea. Si tratta di un appuntamento importante che potrebbe avere ripercussioni di lunga durata.

 

 INGLESIA

Se, come sembrano indicare alcuni sondaggi, la Gran Bretagna scegliesse di non far più parte dell’Europa unita potrebbe innescarsi un meccanismo che, in una prospettiva di medio o lungo termine, la riporterebbe verso il recupero di quella «politica insulare», tipica della storia inglese, in virtù della quale essa aveva sempre cercato di disinteressarsi di quanto accadeva nel continente europeo fino a quando una qualche potenza non avesse espresso troppo forti mire egemoniche. Questa «insularità» era stata, da sempre, il tratto caratterizzante della politica estera del Regno Unito ed era stata anche alla base della formazione del grande impero britannico che, proprio all’indomani della prima guerra mondiale, mentre alcune grandi e antiche monarchie scomparivano dalla scena europea, vedeva la corona più salda che mai. La Grande guerra, anzi, aveva consentito l’acquisizione di nuovi territori e Giorgio V si era trovato a capo di una grande unità politica che era arrivata a comprendere un quarto delle terre emerse.

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Casaleggio, Cinque Stelle per la “Stelle e Strisce”

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Nei primi anni il Movimento 5 Stelle si definì anti-casta: avrebbero combattuto contro il sistema (in PNL si usa per maggior enfasi parole come: battaglia, combattere, cittadini).

Il M5S è stato utilizzato per veicolare la contestazione, ha incanalato la protesta del malcontento su binari dove non si muove il vero potere.

Supportano grandi battaglie: l’immigrazione, la muticulturalizzazione, e la pansessualizzazione, battaglie molto care a una certa élite.

Tra i loro cavalli di battaglia c’era la lotta:
-per ritornare alla sovranità monetaria
-ai depositi di rifiuti radioattivi
-al Jobs Act
-al Transatlantic trade and investment partnership (TTIP)
-ad Equitalia
-ai partiti corrotti
-per uscire dall’euro con un referendum
-per il reddito di cittadinanza
-al Muos di Niscemi

Gianroberto Casaleggio, esperto di internet e delle sue applicazioni in campo sociale e politico, è il suo ideatore politico. Inizia la sua carriera nella Olivetti di Roberto Colaninno, diventa amministratore delegato di Webegg, all’epoca joint venture tra Olivetti e Finsie.

A fine giugno 2002 Olivetti cede la propria quota (50% del capitale) in Webegg Spa a I.T. Telecom Spa, che nel 2000 ha dato vita a Netikos Spa, Casaleggio e Michele Colaninno (secondogenito di Roberto e presente nel CdA Piaggio) fanno parte del CdA di questa ditta.

Nel 2004 la Casaleggio Associati annuncia la partnership con Enamics, una società statunitense fondata nel 1999, leader del Business Technology Management (BTM).

La Enamics ha come clienti: Pepsico, JP Morgan (banca d’affari che rientra nell’impero dei Rockefeller), Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro USA), BNP Paribas, American Financial Group.

Tra le tante, Casaleggio intrattiene rapporti con la Massoneria.

In una intervista rilasciata da Giuliano di Bernardo (Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, fondatore della Gran Loggia Regolare, massima autorità della massoneria italiana) a Panorama il 27 marzo 2013, sottolinea di Casaleggio: «La sua visione e la mia sono molto simili» «Entrambi riteniamo che nel futuro dell’umanità scompariranno le differenziazioni ideologiche, religiose e politiche.

Per me a governare sarà una comunione di illuminati, presieduta dal “tiranno illuminato”, per Casaleggio a condurre l’umanità sarà la rete». Insomma una nuova visione di esoterismo e tecnocrazia, un massone veramente moderno.

Complottisti … smettetela di guardare il simbolo che compare su questo video della Casaleggio Associati!

In una intervista di Roberto Casaleggio al Fatto Quotidiano del 20 aprile 2014 alla domanda del giornalista: “Chi se la prende con l’euro dice che la crisi italiana non dipende da corruzione, burocrazia, sprechi, evasione fiscale…” Casaleggio risponde: “L’euro e l’Europa non devono essere un alibi. Noi abbiamo oggi 800 miliardi di spesa. Di questi, 100 sono tasse sul debito. Degli altri 700, possiamo tagliarne 200. Io discuterò con l’Europa sulla gestione, ma non per questo sono esonerato dal fare pulizia a casa mia”.

Ma il M5S non sosteneva che il debito è stato creato artificialmente dalle élite bancarie sovranazionali, dopo il divorzio della Banca d’Italia dal Tesoro del 1981?

Anche loro sostengono che la soluzione sia il taglio della spesa pubblica e privatizzare il patrimonio della nazione italiana?

Ma non andavate in giro a raccontare che l’euro è stato creato dal potere finanziario per togliere la sovranità agli stati europei?

A quanto pare Grillo e Casaleggio hanno la memoria breve.

Ma ora passiamo a uno strano personaggio che ha orbitato attorno al M5S: Enrico Sassoon, ex-padrino ed ex-partner della Casaleggio Associati (ebreo, leggete nel link riportato la storia e i collegamenti del controverso personaggio ).

Giornalista, dal 1977 al 2003 nel gruppo Il Sole-24 Ore, già direttore responsabile di L’Impresa-Rivista Italiana di Management, della rivista Impresa Ambiente e del settimanale Mondo Economico. E’ stato direttore scientifico del gruppo Il Sole-24 Ore.

Nel 1998 Sassoon è stato amministratore delegato dell’American Chamber of Commerce in Italy, una lobby che favorisce i rapporti commerciali delle corporation americane in Italia.

Nell’American Chamber of Commerce in Italy spicca l’Aspen Institute Italia (creatura di Gianni Letta e presieduto da Giulio Tremonti): per questo istituto passa l’élite italiana, quella industriale, economica, finanziaria e politica in assoluta riservatezza.

Il 15 gennaio 2001 entra nel Consiglio di amministrazione di Webegg.

Cedette le quote (il dieci per cento) a settembre 2012, con la dimissione da ogni incarico con la Casaleggio Associati e la rinuncia a tutte le sue quote di socio fondatore

Torniamo a Casaleggio, fu lui a cercare Grillo, personaggio che da sempre conosce il mondo della politica, personaggio popolare, abile oratore che ha sempre affrontato temi scottanti.

Il blog che aprirono trattava temi popolarmente condivisibili, divenne una fonte da cui attingere informazioni e in poco tempo il successo divenne dilagante.

Grillo come gatekeeper e’ riuscito ad attrarre milioni di voti, ha creato follower e sostenitori che lo difendono strenuamente, attrae la massa e questa lo segue in modo acritico.

Passiamo poi alla controversa antologia basata sulle relazioni tra Grillo e gli Stati Uniti:

-nel 2013 fu avvistato presso l’ambasciata americana subito dopo le elezioni politiche

-nel 2008 incontrò segretamente l’ambasciatore USA, Ronald Spogli

-nel 1992 fu visto sul panfilo della Corona Inglese “Britannia”

Tesi e contro-tesi, altamente controverse e più volte montate e smontate. Potreste passarci ore e ore a spulciarle e a dibatterle, ma sarebbe solo tempo perso. E’ il caso di posare gli occhi altrove.

Il M5S si è rivelato solo nel tempo e questo fa maggiormente riflettere:

  • Promuovono la pansessualizzazione e l’attivismo LGBT
  • Appoggiano la teoria Gender nelle scuole
  • Sostengono la multiculturalizzazione della societa’ (Piano Kalergi)
  • Si sono astenuti durante la votazione della legge per lo “IUS SOLI”, nonostante Grillo si sia pubblicamente dichiarato contro di esso
  • Hanno fatto approvare un emendamento che abolisce il reato di clandestinità per gli immigrati irregolari in Italia (era la legge Bossi-Fini che regolava le politiche sull’immigrazione in Italia)
  • Hanno emanato proposte di legge per dare il reddito di cittadinanza agli immigrati, residenti da almeno due anni nel territorio nazionale.

Da molto tempo Grillo non parla di Signoraggio. Antonio Miclavez, in una intervista del 2008, afferma che ne aveva parlato con Beppe Grillo tempo prima, e che quest’ultimo non voleva più parlarne perché è troppo difficile e la gente non capisce “sì è molto bello, ma questo per la gente è troppo. Se è troppo poi la gente si spaventa e non lo capisce perché è troppo!”.

Il M5S con la proposta di un referendum sull’Euro ha dimostrato poca serietà: infatti non si può uscire tramite il normale referendum abrogativo perché l’art. 75 della Costituzione vieta il referendum sulle leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali.

Una consolidata interpretazione della Consulta afferma che non è possibile interferire, tramite referendum, nell’ambito di applicazione delle norme comunitarie e di obblighi assunti dall’Italia nei confronti della UE.

Nell’ordinamento italiano non si può proporre lo svolgimento di referendum consultivi, al di là delle espresse previsioni della Costituzione (articolo 132).

Si potrebbe aggirare il problema mediante l’approvazione di una legge costituzionale, attraverso cui indire un referendum di indirizzo e farlo approvare con la doppia lettura in entrambi i rami del Parlamento, secondo l’iter necessario per le leggi costituzionali.

Due distinte deliberazioni da parte di ciascun ramo del Parlamento e, in seconda votazione, una maggioranza assoluta.

Assolutamente improponibile vista l’aria che tira, i partiti non troveranno mai un accordo!

ll 6 gennaio 2016 Paolo Becchi afferma che appare chiaro, che l’immagine di Grillo è sempre più defilata, mentre Casaleggio emerge come regista occulto, anche se non ne è il leader.

Becchi parla di una “figura quasi invisibile sulla scena pubblica, che decide in segreto la linea politica della maggiore forza politica di opposizione”.

Ne emerge che la forza politica che pilota il blog (arrecante il nome di Grillo), manipola l’informazione, controlla i parlamentari e impone decisioni prese da Casaleggio con il ristretto gruppo del Direttorio.

Nel frattempo, a marzo di quest’anno, i pentastellati non si sono fatti mancare un piccolo scandalo. Sembra che la posta elettronica dei parlamentari del M5S fosse spiata dalla Casaleggio Associati, Tancredi Turco (ex deputato M5S, uscito a gennaio 2015) afferma che la suddetta società ha “accesso al nostro sistema di archiviazione e comunicazione interno, dove si depositano documenti”.

Già a ottobre 2014 c’erano stati sospetti in merito alle mail cancellate di circa 30 parlamentari. Se questa spy story si rivelasse fondata il quadro che si delinea è fortemente desolate e inquietante.

Riporto un recente e interessante commento trovato su:

http://www.beppegrillo.it/2016/03/la_macchina_del_fangopiddino_contro_il_movimento_5_stelle.html

L’attuale periodo geopolitico vede gatekeeper che guidano e monopolizzano il dissenso politico delle persone, infatti queste ultime sono sempre alla ricerca della verità.

Va ricordato che la Massoneria e i Servizi (che segreti non sono) sono dotati di un esercito che utilizza la disinformazione e il controspionaggio: PNL, guerra psicologica, sociologia.

Ci inondano giornalmente di notizie inutili, spazzatura per distrarci.

Ryan Holiday nel libro “Credimi! Sono un Bugiardo – Confessioni di un Manipolatore di Media” svela molti segreti, il libro potrebbe chiarirvi le idee se siete un po’ confusi sull’argomento.

Negli ultimi anni si sta delineando una cosa difficile da far digerire alla massa, le élite utilizzano il metodo del debunker per negare la verità, anche in caso di evidenza scientifica o fattuale.

Un esempio: provate a parlare male dei pentastellati, creando una teoria basata su fatti dimostrati e su fonti controllabili: loro arriveranno a screditarti utilizzando teorie ufficiali.

In fondo il loro scopo è di portare il pubblico a rifiutare sempre e categoricamente ogni teoria “non ufficiale”. Infatti i debunker smontano tutto, ci fanno affondare nella disinformazione e riescono a screditare qualsiasi teoria.

Sono accusatori cinici, puntuali, veloci, ossessivi, aggressivi, diffamatori, calunniatori e attaccano in modo mirato la persona.

Hanno la capacità di far schierare i lettori ai due estremi: quindi si finisce sempre nel vedere la solita scenetta complottisti contro debunker.

Ora potete rendervi conto che viene a mancare la critica personale, che può essere ben diversa dallo scontro che avviene sul campo di battaglia.

Andiamo ad analizzare uno “speciale debunker”: tzetze.it l’aggregatore di notizie del blog beppegrillo.it .

Nel sito buzzfeed gestito da Davide Casaleggio (figlio di Gianroberto) troverete: propaganda, spazi pubblicitari ovunque, nessun criterio giornalistico.

Una bohemian rhapsody di informazione seguitissima su Facebook che orienta l’opinione pubblica, capace di trasformare “bufale e ricostruzioni parziali” in “prove e teorie ufficiali” per gli adepti. Infatti Davide Casaleggio (classe 1976, laurea alla Bocconi) è socio della “Casaleggio&Son” dalla fondazione nel 2004, è l’amministratore del sito di notizie lafucina.it e tzetze.it, si occupa di strategie web, e-commerce e marketing on line.

Il sito tzetze.it quando informa e scaglia anatemi usa le chiavi di PNL: vergognoso, brutte notizie, rimarrete scandalizzati, è finita.

Al contrario quando fa debunking usa altre chiavi di PNL: condividi, fai girare, diffondi.

Il M5S in Italia, Podemos in Spagna e Syriza in Grecia hanno avuto il compito di soffocare la rivolta e il malumore di una nazione, tengono la popolazione in pugno promettendo giustizia e trasparenza. Questi movimenti denunciano il sistema solo apparentemente, sono risoluzioni studiate a tavolino per gestire il dissenso in modo funzionale al potere.

Il gioco sta nel mescolare verità e menzogna.

A fine marzo di quest’anno Luigi Di Maio, l’unico telegenico del gruppo, ha incontrato gli ambasciatori dei 28 Paesi dell’Unione europea, che lo hanno interrogato per sapere come il M5S intende muoversi sullo scenario europeo su diversi temi, tra cui: la corruzione, le politiche sociali, l’immigrazione, il terrorismo, la Libia, la sicurezza nazionale, il reddito di cittadinanza.

E’ evidente che a livello europeo hanno capito che il movimento non è più populista, ma ambisce a governare. L’involuzione dell’ultimo periodo di Matteo Renzi comincia a delinearsi, è forse il caso di chiedersi se i poteri forti vogliono conoscere il prossimo Primo Ministro?

Caro Beppe dopo tanti Vaffanculo-Day, mi viene voglia di mandarti a …

BY Alessia

M5S: Massoneria Gatekeeping Fuffa, in nuovo governo italiano :”condividete , 1!1!”

 

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Mafia: due beni confiscati assegnati ad Arcigay di Messina – I Beni Ritrovati –

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Prima volta ad associazione immobili sottratti a Cosa nostra

Non ha cravatta, sindaco Messina rimane fuori dall'Ars

(ANSA) – MESSINA, 8 APR – Due immobili confiscati alla mafia e situati nei villaggi di Acqualadroni e Mili Marina, a Messina, sono stati assegnati all’associazione Arcigay di Messina “Makwan” per realizzare un pronto soccorso sociale e un presidio di accoglienza per presone lgbti in difficoltà. Non era mai accaduto che l’Arcigay ricevesse un bene sottratto alla criminalità organizzata. “E un risultato che speravano di raggiungere – ha spiegato Rosario Duca, presidente Arcigay Makwan, durante una conferenza stampa al Teatro Vittorio Enmanuele di Messina – Volevamo avere più di una struttura per dare una’assistenza articolata alla nostra comunità messinese e non solo. Il fatto che siano beni confiscati ci dà un grande responsabilità. Speriamo di poter dare assistenza adeguata a chi è vittima di discriminazioni.

Sono tante a Messina le denunce di ragazzi cacciati da casa, anche se minori, dopo aver rivelato alle famiglie d’origine la propria omosessualità. Collaboreranno con noi personale dei servizi sociali e psicologi”.

“C’è un ribaltamento della funzione simbolica di questi edifici – spiega Sergio Lo Giudice, senatore del Pd -: da beni nelle mani della mafia a beni nelle mani di chi lavora per costruire valori del tutto opposti. Valori di accoglienza, di democrazia, inclusione sociale, rispetto dei diritti delle persone e non di prevaricazione. C’è incompatibilità tra movimento gay e la cultura mafiosa: da un alto la legge del più forte, dall’altra la nostra battaglia fatta per il rispetto dei diritti di ogni donna e ogni uomo.

“E’ una grande battaglia vinta – spiega il sindaco di Messina Renato Accorinti – e fa fare un salto di qualità alla città nel rispetto dei diritti su temi che altrove vengono ignorati”.

(ANSA).

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Le Insorgenze antigiacobine nel Nord Italia

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SCHUETZEN

VERSO LA GIORNATA COMMEMORATIVA DELLE PASQUE VERONESI DI DOMENICA 17 APRILE A VERONA:  

Anno VI • N. 29 • Maggio-Giugno 2000

  • Per una geofilosofia delle Insorgenze Padane – Andrea Rognoni
  • Atlante delle insorgenze padane
  • Viva Maria! Le insorgenze liguri antigiacobine (1792-1814) – Flavio Grisolia
  • La crisi dirigenziale della Repubblica di Genova alla fine del ’700 – Genialisti e giansenisti contro gli insorgenti – Raimondo Gatto
  • Insorgenze piemontesi e partigiani “barbetti” dell’epoca napoleonica – Mariella Pintus
  • Branda Lucioni, un eroe padano – Ottone Gerboli
  • Le insorgenze popolari controrivoluzionarie in Lombardia nel periodo napoleonico – Oscar Sanguinetti
  • Le insorgenze antigiacobine bergamasche (29-30 marzo 1797) – Fabio Bonaiti
  • Le Pasque Veronesi – Maurizio G. Ruggiero
  • La “Vandea estense” – Alina Mestriner Benassi
  • L’insorgenza in Emilia e Romagna – Francesco Mario Agnoli
  • Quegli autonomisti di duecento anni fa – Gilberto Oneto
  • Repertorio di canti delle insorgenze piemontesi e trentino-tirolesi – Francesco Mario Agnoli
  • Note sui simboli degli insorgenti

 

 

Scarica PDF: versione PDF (1569 kb)

 

 

Fonte: www.laliberacompagnia.org/QP.php?cv=29

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Mons. Henri Delassus

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delassusSegnalazione del Centro Studi Federici

 

Il 12 aprile 1836 nasceva a Estaires (nel nord della Francia) Monsignor Henri Delassus (+1921), uno dei più lucidi e incisivi autori cattolici che si schierarono contro il liberalismo, il modernismo e quella che definiva la “congiura anticristiana” (giudaismo, massoneria, occultismo). Amico di Mons. Benigni e di altri personaggi importanti del “Sodalitium Pianunm”, fu nominato da San Pio X Protonotaio apostolico. Tra le opere tradotte in italiano: “Il problema dell’ora presente”.

 

http://federiciblog.altervista.org/

 

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