Germania, processato fondatore di Pegida: “Incita all’odio verso gli stranieri”

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PEGIDA

Si apre oggi a Dresda il processo contro Lutz Bachman, fondatore del movimento anti islamico Pegida, incriminato per incitamento all’odio contro gli stranieri.

Sotto accusa sono alcune sue dichiarazioni apparse su Facebook, dove i rifugiati sono definiti come un “branco di animali” o un mucchio di “spazzatura“. Bachman, che rischia fino a cinque anni di carcere, parla di accuse “politicamente motivate” “per screditare Pegida e la mia persona“. Fondatore del movimento Europei patriottici contro l’islamizzazione dell’occidente (Pegida), Bachman ha dovuto poi abbandonare il gruppo l’anno scorso in seguito ad una serie di scandali. La sua uscita di scena ha contribuito al declino del movimento, che inizialmente aveva richiamato migliaia di persone in marce settimanali, soprattutto a Dresda. Gli attentati di Parigi e le aggressioni di massa la notte di Capodanno a Colonia hanno però ultimamente contribuito ad una ripresa di Pegida.

Bachman si è presentato in tribunale accompagnato dalla moglie. Secondo la procura, le sue frasi su Facebook sull'”invasione straniera“, incitano all’odio contro i migranti, minacciano l’ordine pubblico e sono lesive della dignità dei rifugiati. Bachman, che ha precedenti per furto aggravato, spaccio di cocaina, guida in stato di ubriachezza e mancato pagamento degli alimenti ai figli, era in libertà condizionata quando ha scritto le frasi incriminate su Facebook. Fra gli altri scandali, vi è stato un selfie di Bachman con i baffetti e la pettinatura di Adolf Hitler. In occasione del processo a Dresda, città della Germania orientale dove è nato il movimento Pegida, si sono radunati davanti al tribunale manifestanti pro e contro il gruppo antiislam. Tutti i 100 posti a disposizione del pubblico sono stati riempiti in un attimo, con molte persone che non sono riuscite ad entrare.

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Trilaterale a Roma

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trilateral

Il Rome plenary meeting 2016 (programma) della Commissione Trilaterale, organizzazione fondata nel 1973 da David Rockfeller, che si svolgeva a Roma dal 15 al 17 aprile, presso l’albergo Cavalieri Waldorf Astoria di Monte Mario, vedeva tra i 200 partecipanti l’ex-AD diLuxottica Andrea Guerra, il deputato del PD e commissario alla ‘spending review’ del governo Renzi Yoram Gutgeld, la ministra delle Riforme Maria Elena Boschi, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni Silverj, la presidentessa della RAI Monica Maggioni, l’ex-viceministro degli Esteri e vicepresidente dell’ENI Lapo Pistelli, Lia Quartapelle e Vincenzo Amendola del PD, l’ex-rettore della Bocconi Carlo Secchi (presidente del gruppo italiano), l’AD di Fincantieri Giuseppe Bono, l’ex-AD di Banca Intesa Enrico Cucchiani, il presidente della FCA John Elkann, il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, l’AD di Pirelli Spa Marco Tronchetti Provera, il presidente diUnicredit Giuseppe Vita, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, ex-ministro della Difesa del governo Monti, la direttrice diAspenia Marta Dassù ed Enrico Letta, oltre alle guest star straniere David Rockfeller, Jean Claude Trichet (presidente della Trilaterale), Madeleine K. Albright, Michael Bloomberg e Susan E. Rice.


Gli argomenti affrontati dalla Commissione Trilaterale a Roma, erano i seguenti:
Shaping the Future of Italy in Europe
Where is the European Project Heading?
Allocuzione al Quirinale con il Presidente della Repubblica Mattarella
The Middle East in Turmoil
Where is Russia Heading?
The North Korean Nuclear & Missile Threats
Where is China Heading?
The United States Presidential Elections
International Migration & Refugee Flows
Coping with Digital Disruption
Conclusioni del presidente della Trilateralemaria-elena-boschi-parla-alla-trilateral-commission-787094Maria Elena Boschi, parlando in inglese davanti la platea cosmopolita, senza l’intermediazione di traduttori, affermava che “Il referendum (‘sulle trivelle’) non cambierà per nulla la politica energetica italiana, che andrà avanti indipendentemente dal risultato, avendo un effetto minimo sulla nostra legislazione, toccandone solo un piccolo aspetto. Forse potrebbe avere un risultato sull’approccio politico. Il governo è impegnato nella ricerca di energie alternative, impieghiamo molte risorse”. L’economista indiano Nand Kishore Singh chiedeva a Boschi della riforma della Costituzione e del relativo referendum. “Ecco quel referendum avrà un impatto più profondo sulla nostra politica energetica, perché ora dobbiamo dividere le decisioni con venti regioni, con venti legislazioni, ma dopo la riforma avremo una strategia e una legislazione per tutta l’Italia. Così, sono certa, avremo anche più peso in Europa”. E la Costituzione? “Non penso che il numero di senatori possa avere un impatto su pesi e contrappesi della Costituzione. Penso che pesi e contrappesi siano garantiti dalla separazione dei poteri, dall’indipendenza della magistratura e dalle regole della Corte costituzionale. Anche il presidente della Repubblica è un garante, per esempio può rifiutare di firmare una legge approvata dal Parlamento se non rispetta la nostra Costituzione”.l1591tri laterals new 5David Rockefeller voleva includere il Giappone nelle discussioni sulla cooperazione internazionale. Alla conferenza del Bilderberg in Belgio, nel 1972, Rockefeller ne discusse con il professore di Studi Russi dellaColumbia University Zbigniew Brzezinski, vicino al comitato direttivo del Bilderberg. Nel luglio 1972 si ebbe la prima riunione operativa volta a costituire la Commissione, a cui parteciparono l’economista Fred Bergsten, il politologo della Brookings Institution Henry Owen, il presidente della Ford Foundation Mc George Bundy, il parlamentare tedesco Karl Carstens, il politico francese René Foch, l’ambasciatore ed ex-commissario della CEE Guido Colonna di Paliano, il politologo dell’Università del Sussex François Duchène, il direttore dell’Istituto di Studi Europei della CEE Max Kohnstamm, il deputato ed ex-ministro degli Esteri giapponese Kiichi Miyazawa, il professore di relazioni Internazionali Kinhide Mushakoji, il presidente dell’Overseas Economic Cooperation Fund Saburo Okita e il presidente del Japan Center for International Exchange Tadashi Yamamoto. Quindi un think tank che riunisce esponenti delle élite politico-economiche di Stati Uniti, Canada, Europa Occidentale e Giappone. La Trilaterale tenne la prima riunione ufficiale del comitato esecutivo a Tokyo, nell’ottobre 1973. La Commissione Trilaterale viene finanziata dal Rockefeller Brothers Fund ed è profondamente legata al CFR. La Commissione aiuta i governi a raggiungere “accordi costruttivi” con altri governi, promuovendo una più stretta cooperazione tra Europa, Asia e Nord America. Nel 1974 pubblicò “La crisi della democrazia” invocando una democrazia “moderata”. Della Commissione Trilaterale fecero parte David Rockefeller, George HW Bush, Bill Clinton, Zbigniew Brzezinski, Jean-Claude Trichet, Henry Kissinger e Jimmy Carter. Nell’assemblea plenaria del 10-12 aprile 2000, la Trilaterale decise di includere nel gruppo nordamericano il Messico e di trasformare il gruppo giapponese nel gruppo Asia-Pacifico comprendendovi Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda ed esponenti da Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore e Thailandia. Ultimamente il think tank si concentra su nuovi equilibri mondiali, ridefinizione degli organismi internazionali, nuovi attori della politica internazionale e sviluppo sostenibile.Trilateral-commission-members-680x365
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AfD, Il partito anti-islamici votato dagli immigrati di origine russa

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AFD

Segnalazione di Raimondo Gatto

 

Da Stoccarda- Non chiamateli neonazisti, i militanti del partito Alternativa per la Germania(AfD). Provengono dalle più diverse storie politiche, e non solo da destra.

Tantissimi fra loro – soprattutto nelle roccaforti della Germania dell’est – anche gli ex-comunisti delusi, che hanno abbracciato il nuovo partito.

Sarebbero addirittura il 17% gli ex elettori della sinistra radicale (la Linke) in Sassonia-Anhalt, secondo i dati diffusi dalla TV tedesca ZDF il mese scorso. Primi in assoluto, come travaso di voti all’AfD, pari solo alla CDU della Merkel.

Molti anche gli immigrati che hanno votato AfD, nonostante le sparate xenofobe dei suoi leader. Un caso a parte – che ha fatto molto discutere la stampa tedesca – è quello degli immigrati di origine russa. Particolarmente vicini al partito, tanto da far ipotizzare un appoggio più o meno velato di Putin a questa forza politica.

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Clandestini, la Svizzera fa sul serio: schierati esercito e carri armati al confine con l’Italia

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LONDRA – La decisione del governo austriaco di schierare le truppe al confine per fermare l’afflusso di immigrati arrivati in Italia e lasciati dal governo Renzi fuggire, molti senza neppure averne individuato l’identità, oltre le frontiere austriache, non e’ affatto un caso isolato e adesso un altro paese sta prendendo provvedimenti simili.

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Mogol: “Non ci vollero perdonare di fare musica senza il pugno chiuso”

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“Io e Lucio facevamo arte e non politica. Per questo i sessantottini ci marchiarono”

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Mogol, ha visto che putiferio! Ma Battisti era fascista? E lei?

«Ma per carità. Certo, negli anni Settanta c’era qualcuno che diceva che Lucio ed io fossimo fascisti e lo dicevano perché non ci hanno mai sentito parlare di politica. Né io né lui. Anche quando stavamo insieme non ne parlavamo, facevamo arte, cercavamo di emozionare la gente con il nostro lavoro. Poi quando c’erano le elezioni andavamo a votare e sceglievamo il meno peggio. Ma Lucio non credo abbia mai votato per il Msi ed anche io non l’ho mai votato. Vede, non ci hanno perdonato…»

Che cosa?

«Di non esserci mischiati a quelli che all’epoca facevano musica col pugno alzato e trascorrevano le loro giornate a provare canzoni di protesta. Noi no. Noi cantavamo i sentimenti, l’amore, il dolore, anche il sociale a volta, ma sempre con i sentimenti. E questo nel clima di quegli anni una parte del Paese non lo ha digerito».

Come mai, oggi, nel 2016, una ragazza adolescente crede ancora che Battisti fosse fascista?

«Ma lei sa che nel covo delle Brigate rosse trovarono la raccolta di Mogol e Battisti? Vede, credo che oggi, come allora in pochi, magari in qualche sessantottino invecchiato, sia rimasta questa idea sbagliata di Battisti e Mogol fascisti e magari è proprio così che la studentessa l’ha sentita e poi ripetuta. Ma non esiste che Lucio appartenesse ad un partito come il Movimento sociale. Quanto a me…»

Quanto a lei, Mogol, cosa?

«Le ripeto, io ho votato per diversi partiti nella mia vita ma mai per il Msi. Pensi alla bizzarria: io mi son preso del fascista quando mio padre era un silenzioso antifascista che non mi comprò mai il vestito da balilla. In compenso, però mi regalò una bella bicicletta e questo mi rese molto felice».

Non può negare, però, che le vostre canzoni piacevano e piacciono molto alla destra, anche ai fascisti?

«Ma le canzoni di Battisti e Mogol piacevano perché erano innovative, qui, destra o sinistra non c’entrano nulla. Si parla di arte, di emozioni. Pensi che anche Paul McCartney aveva la collezione di Battisti, me lo confidò tempo fa un giornalista americano che lo aveva intervistato. Battisti è stato un grande innovatore».

Secondo lei il professore ha fatto bene a dare 4 alla giovane studentessa?

«Francamente mi sembra eccessivo che il professore abbia penalizzato così la ragazza, con un così brutto voto soltanto per una considerazione sbagliata».

Fosse stato Lei il professore, cosa avrebbe fatto?

«Beh, fossi stato io il professore le avrei detto di valutare gli artisti per la la loro arte».

Nel 2016, in Italia, esiste ancora la canzone politica e di protesta?

«Non mi pare proprio. Mi dica lei se c’è qualche canzone politica oggi in giro? Se ci fosse sarebbe comica».

Massimiliano Lenzi

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Confessione di un intellettuale: sono del tutto inutile

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Mentre  ripercorro  nel libro di Gianantonio Valli “Giudeobolscevismo”  i crimini e le atrocità inenarrabili del comunismo – in gran parte fatti a  me noti – mi sorprendo a ripensare alla inutilità della mia vita di giornalista-intellettuale anticomunista.  Per quanti decenni  io ho (con altri, migliori di me) combattuto il comunismo   diffondendo informazioni  sui suoi delitti? Almeno tre.  Per trenta o quarant’anni abbiamo lottato, in eletta minoranza,  contro la filosofia – ideologia  –  marxleninista,  ne abbiamo mostrato la fallacia, l’abbiamo combattuta sul piano delle idee del pensiero;  abbiamo dibattuto, pubblicato libri, articoli: tutto inutile.

Inutile. I comunisti italiani  – un buon 30% della popolazione  votava PCI e un altro 10%  i partiti più a sinistra, più totalitari  – restavano ermeticamente chiusi nella loro fede, inconcussi, refrattari ai nostri argomenti, idee, informazioni che  provavano il fallimento del sistema che ardevano di portare  anche in Italia. Più impressionanti erano gli intellettuali: all’80 per cento almeno simpatizzanti per il totalitarismo rosso. Esaltavano Fidel, sventolavano il Libretto Rosso  di Mao.  Occupavano cattedre universitarie, giornali, tv, case editrici; l’ intero “mondo della cultura” era in mano loro;  l’orribile Piccolo Teatro di Strehler  era il luogo dove la potente Cgil precettava  lavoratori pagando il biglietto perché “le masse” potessero abbeverarsi al verbo brechtiano (e salvassero Strehler dalle poltrone vuote).

Giornalisti, intellettuali, attori e professori  usavano continuamente e  con sciolta competenza  la terminologia e le categorie marxiste, adottavano pienamente ed esclusivamente il materialismo storico come mezzo d’interpretazione del mondo. Nelle  università celebri (allora) docenti  sfondavano noi studenti con esegesi infinite de Il Capitale, dei Grundrisse, di “Che Fare?” di Vladmir Ulianov Lenin, come nel Medio Evo  ci si applicava all’esegesi del Vangelo o di Aristotile: Ipse Dixit.  Credo che i giovani oggi, diciamo i trentenni, non possano nemmeno immaginare come dominasse e trionfasse, nella cultura italiana, il pensiero unico comunista.

E come noi, la minoranza intellettualmente antagonista, venisse censurata, derisa, aggredita –  anche fisicamente – ed esclusa dai centri di diffusione della cultura, Occupavano tutto lo spazio. Nemmeno l’uscita di Arcipelago GuLag di Solgenitsyn –  la piena, documentata e non smentibile rivelazione dell’universo concentrazionario sovietico –   li scosse;  si rifiutavano di leggere “quel reazionario, quel cristiano fascista” –  allo stesso modo in cui l’Aristotelico canzonato da Galileo si rifiutava di guardare nel cannocchiale. Nei salotti, gli intellettuali “à la page” si vantavano di non averlo letto. Il sistema culturale riuscì persino a ritardarne la pubblicazione in Italia di qualche anno, se ben ricordo.

Monolitico, inattaccabile,  ci appariva ed era il Comunismo.  E di colpo,  un giorno è scomparso.

Puf! Sparito.  Volatilizzato.

 

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Sion inquieta all’ombra dello strategico “Iskander”

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BRIGATA

   

Alla fine la battaglia per la città di Aleppo è davvero cominciata.  A sorpresa, sostenute da pesanti bombardamenti russi, le forze siriane,  rimpolpate da iraniani e dal  battaglione palestinese “Liwaa Al-Quds” (brigata Gerusalemme), composta di rifugiati  che l’IS  aveva cacciato dai loro campi-profughi presso Aleppo nel 2012, stanno chiudendo le vie di rifornimenti dei terroristi –  che sono quelli di Al Nusra –  che a questo punto resterebbero assediati in città.  Evidentemente russi e alleati hanno posto fine ad ogni esitazione (ammesso che non fosse simulata, uno stratagemma bellico) e prevenuto mosse nemiche,  dando per scontato che la fragile tregua  dava troppo vantaggio agli avversari forniti di nuovo armamento.  Ma la situazione è complessa  per non dire caotica: le milizie curde sono tornate ad affiancare l’armata regolare,  mentre DAESH ha attaccato posizioni di mercenari   filo-turchi, coperti dall’artiglieria turca oltreconfine e probabilmente  rafforzati da commandos dell’esercito di Erdogan, riuscendo a spezzarne la continuità.  Probabilmente per ritorsione, i servizi turchi hanno rivelato – attraverso il quotidiano Yeni Safak, vicino al partito di Erdogan  –  che agenti   dei servizi Usa s’erano incontrati in gran segreto con un dirigente eminente di Daesh, chiamato Abou Ahmad Alwani, a Mossul, una volta a dicembre, l’altra il 3 febbraio 2016, poche settimane fa…

Assad, contro la volontà occidentale, ha tenuto le elezioni nella parte del paese sotto il suo controllo. La gente s’è spostata massicciamente per votare,  gesto civico di resistenza al  terrorismo,   che dà ad Assad una legittimità che agli altri, avversari, manca. La situazione è tale che Karina Bechet-Golovko, l’analista vicina al FSB, si spinge ad azzardare una possibile vittoria di Assad  sul piano militare e politico.

http://russiepolitics.blogspot.it/2016/04/syrie-vers-une-victoire-politique-et.html

Una cosa è certa:  vittoria completa  o no,  non ci sarà modo di sloggiare i russi. La cosa è stata notata con legittima inquietudine dal sito mossa diano DEBKA. “Il 15 marzo, Mosca ha annunciato che i temibili missili terra-aria S-400 resteranno in Siria dopo il ritiro.  Dieci giorni dopo, il 25 marzo, sono piazzati i sistemi Iskander-M. L’Iskander M  è considerato il miglior  missile di corto raggio al mondo. Questa combinazione, secondo le fonti militari,  fa’ della base  di Hmeimim il nido di missili  più sofisticato del Medio Oriente”.

 

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Bergoglio “posseduto”?

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di M.D.

Il titolo è in riferimento ad un’assemblea di carismatici effettuata a Buenos Aires qualche anno prima della chiamata di Bergoglio a Roma. In questa assemblea (i carismatici sono una setta protestante poi introdotta nella chiesa cattolica) come si sa, Bergoglio si fece “benedire” in ginocchio (allora riusciva…) da un pastore protestante e durante la stessa cerimonia disse di aver capito i suggerimenti dello Spirito (quale spirito si può immaginare, non certo il Santissimo). Molto probabilmente fu “posseduto” da un angelo decaduto. Questi qui sotto sono i risultati che cerco di comunicare a quanti possibile per far aprire gli occhi al più presto prima che l’ira di Dio raggiunga il culmine.

Stamane il canale televisivo governativo tedesco ‘Phoenix’ ha mandato in onda in diretta l’arrivo di Bergoglio a Lesbos, il suo incontro con  il  Patriarca ecumenico (sic)  Bartolomeo e  l’ Arcivescovo di Atene Hieronimus  -trova notizie sull’organo laico del Vaticano ‘La Repubblica’- :http://www.repubblica.it/vaticano/2016/04/16/news/papa_migranti_lesbo-137742063/

Diciamo che i tre sembrava avesssero letto lo stesso copione; il messaggio era chiaro:” Dovete accoglierli tutti! Le nazioni devono responsabilizzarsi ed avere piu’ cuore! Non poteva mancare il rIferimento al Buon Samaritano e via così, una lacrimevole compunzione CHE NON HA PREVISTO DI ACCUSARE I VERI RESPONSABILI DI QUESTE TRAGEDIE UMANE, NESSUN PUR LIEVE RIFERIMENTO ALLE GUERRE IN CORSO, AI VENDITORI DI ARMI DI QUELLA CRICCA DI ASSASSINI, TANTOMENO AI CRISTIANI MASSACRATI.

Ovviamente l’islamizzazione e la distruzione dell’Europa devono continuare con la benedizione degli Illuminati agenti di Satana. Forse non sanno ? che questi migranti si dividono in in  siriani veri-la minoranza-in pakistani  che ammazzano i cristiani a dozzine e altri islamici che provengono da ogni dove della stessa risma-in coloro che vogliono vivere nel benessere europeo-in terroristi che sono parecchi e vanno a raggiungere le loro cellule salafiste sparse per l’ Euoropa e da tempo. (Ieri da R.T. si è saputo che in Inghilterra sono stati intervistati degli islamici ai quali è stato domandato che se in caso sapessero di atto un attacco terroristico imminente  lo denuncerebbero alla polizia, per l’80% hanno risposto di NO).

Non poteva mancare il riferimento ai bambini “dagli occhi sbarrati” ma ai campi profughi in Libano, in Giordania, alla tragedia palestinese nessun riferimento, nè a quel Mediterraneo dove i criminali scafisti hanno fatto affogare centinaia di esseri umani, bimbi compresi.

Dal “Caino dov’è tuo fratello Abele” di bergogliana memoria a Lampedsa in poi è iniziata l’invasione di massa.

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Pseudo-vescovo di Taranto annulla “messa” in suffragio di Mussolini

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LUIGI LARIZZA

Segnalazione di Raimondo Gatto

L’iniziativa promossa da un’associazione missina per il 18 aprile si era scagliata l’Anpi: “Fatto gravissimo”. Nella bufera “don” Larizza che a gennaio aveva attaccato il sindaco Stefano: “Aiuta i migranti e non gli italiani”

Il parroco della chiesa Sacro Cuore di Taranto, “don” Luigi Larizza, celebrerà una messa lunedì prossimo alle 18 per Benito Mussolini e Giovanni Gentile.Lo annuncia in una nota l’Anpi, l’Associazione dei partigiani italiani sede di Taranto, che protesta contro l’iniziativa. “Apprendiamo con incredulità e sgomento che lunedì 18 aprile, presso la chiesa del Sacro Cuore di Taranto – spiega l’Anpi di Taranto- si terrà una messa in suffragio di Benito Mussolini e Giovanni Gentile, promossa dai ‘missini di terra jonicà”. Per l’associazione “si tratta di un fatto gravissimo, che lede la sensibilità democratica della nostra comunità e infanga la memoria dei tanti cattolici, fra cui diversi sacerdoti, che parteciparono alla lotta di liberazione dall’occupante nazifascista, pagando un pesante tributo di sangue”. “L’Anpi di Taranto – prosegue la nota – fa appello alla coscienza democratica delle autorità civili e religiose locali e vigilerà affinchè fermino questa improvvida iniziativa”.

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