COME E PERCHE’ LA MAFIA CINESE FA AFFARI IN ITALIA

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Traffico di esseri umani, contraffazione di marchi, droga, riciclaggio di denaro, estorsione, prostituzione e altro ancora
da Laogai Research Foundation

Traffico di umani, contraffazione di marchi, droga, riciclaggio di denaro, estorsione prostituzione e altro ancora. È il business della “Mafia cinese”. Un rapporto del 2013 pubblicato da Transcrime.it riferiva che questa organizzazione si stava ramificando in vari stati dell’Unione europea, come Francia, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi e l’Italia. Non è affatto unitaria come Cosa nostra o altri gruppi, ma si articola a più livelli, in bande giovanili, organizzazioni criminali indipendenti e nelle Triadi (strutturata in modo complesso e con la caratteristica di infiltrarsi in altre organizzazioni).

FENOMENO SOTTOVALUTATO
Da noi si sta evolvendo, spiega il sostituto procuratore Antimafia Olga Capasso, e in zone dove le mafie sono radicate agisce «attraverso alleanze e accordi» con questa. «I clan cinesi si appoggiano così alla camorra e alla ‘ndrangheta per poter usufruire della protezione necessaria per insediarsi sul territorio». Non mancano le frizioni, come nel 2002, quando a Napoli i cinesi scesero per strada e manifestarono per chiedere alla camorra di abbassare il pizzo, ottenendo quanto richiesto per non avere gli occhi dei media addosso. Oggi la mafia cinese è “testa di ponte” dell’espansione imprenditoriale camorrista in Cina.
Nonostante tutto è sottovalutata, anche se parliamo di un fenomeno che – spiega la Direzione investigativa antimafia (Dia) – si concentra in Lombardia, Toscana, Lazio, Emilia-Romagna e Campania, entro una comunità composta da circa 200 mila soggetti che aumenta del 5% l’anno (si pensi a Prato, con 50 mila unità, cioè il 30% dei residenti) che ha costruito una rete di imprese – 50 mila nel 2009 con un picco del 131,1% rispetto al 2002 – dove, per via dell’impenetrabilità delle comunità cinesi, è facile l’infiltrazione mafiosa. Le varie Chinatown, in cui si tendono a ripristinare le tradizioni cinesi, portano molti abitati chiudersi in se stessi, non facilitando né le indagini né l’integrazione. Continua a leggere

Leggere Mario Mieli per capire l’odierna “società del caos”

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

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(di Rodolfo de Mattei suOsservatorio gender) su Recentemente la popolare rivista online “Wired” ha pubblicato un articolo dal titolo, Omosessualità, femminismo e teorie riparative, perché bisogna rileggere Mario Mieli, nel quale l’autrice raccomanda la lettura diElementi di critica omosessuale, il più importante scritto di Mario Mieli (1952-1982), colui che è considerato il “padre” del movimento omosessuale italiano, dato alle stampe da Einaudi nel 1977.

Elementi di critica omosessuale, che in realtà è una semplice rielaborazione della tesi di laurea di Mieli in Filosofia Morale, viene presentato dalla giornalista di “Wired” come un’opera visionaria e all’avanguardia, più che mai attuale ed indicata per aiutarci a comprendere e risolvere le complessità sociali odierne.

A nostro avviso, rileggere oggi tale folle testo è utile, più che altro, per risalire alle origini e comprendere quelli che sono i reali assunti teorici alla base dell’attuale ideologia del gender, così strettamente collegata al pensiero omosessualista formulato, già allora, dal giovanissimo Mario Mieli. Come scrisse infatti il giornalista ed attivista gay, Gianni Rossi Barilli, curatore, insieme a Paola Mieli, di una nuova edizione del saggio, pubblicata da Feltrinelli nel 2002, il volume di Mieli «rimane a tutt’oggi il più importante saggio teorico prodotto in Italia nell’area del movimento di liberazione omosessuale».

Ma chi era Mario Mieli? E qual era il pensiero del fondatore e ideologo del movimento omosessualista italiano?

Mieli, proveniente da una famiglia benestante, dopo aver abbracciato la dottrina marxista ed aver, in un primo momento, aderito a “Lotta Continua”, nel 1971, rientrato in Italia da un’esperienza londinese dove era entrato in contatto con il Gay Liberation Front, sarà tra i fondatori del “Fuori!” (Fronte Unitario Omosessuali Rivoluzionari Italiani), la prima espressione organizzata del movimento omosessualista in Italia. Continua a leggere

Masson-Leaks: clamorosa fuga di dati, ma le logge puntano su aborto e gender

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

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(di Mauro Faverzani) La notizia è clamorosa, eppure in Italia pare che nessuno se ne sia accorto. Lo scorso 12 aprile la Gran Loggia di Francia ha sporto denuncia contro ignoti presso la Procura di Parigi con le accuse di pirateria informatica, nonché sottrazione e diffusione di dati personali dopo la fuga incontrollata di informazioni sul web relative ad alcune migliaia di documenti interni e riservati.

A darne notizia, è stato il settimanale L’Express. Il dossier è stato diffuso per la prima volta lo scorso 10 aprile dal sito Stop Mensonges, che promette «rivelazioni sul governo occulto che regge le sorti del nuovo ordine mondiale». Si tratta della maggior raccolta di testi mai sottratta, oltre 6 mila, più di 6 gigabyte di materiale segreto, almeno fino a quel giorno. Contiene decenni di rituali, elenchi, progetti, programmi, contabilità, riviste interne, domande di adesione con tanto di dettagliati curricula vitae, estratti di casellari giudiziari e copie di carte d’identità, corrispondenza interna e lettere mai inviate. Il quotidiano Le Monde è riuscito a prenderne visione.

Come operativamente queste informazioni siano uscite non è dato sapere, almeno non in questa fase dell’inchiesta. Ciò che è certo è che lo spyware, utilizzato per trasportare quest’immensa mole di dati verso uno spazio di archiviazione on line, è stato individuato nel sistema informatico della Gran Loggia di Francia, i cui computer hanno segnalato il giorno 4 aprile un file-spia intrufolatosi nel cloud il giorno 2. Alcuni file piratati sono datati aprile 2016, segno di un’operazione recente insomma. Continua a leggere

“Ho in abominio Lutero, detesto Calvino, maledico tutti gli eretici”

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Petrus Canisius als Prediger / Wuilleret - Petrus Canisius as preacher / Wuilleret -Segnalazione del Centro Studi Federici

San Pietro Canisio: preghiera per conservare la vera fede 

“Preghiera per conservare la vera Fede” scritta da san Pietro Canisio (1521-1597), olandese della Compagnia di Gesù, apostolo della Controriforma in Germania, definito “martello degli eretici”, beatificato da Pio IX nel 1868 e canonizzato da Pio XI nel 1925 che lo nominò pure Dottore della Chiesa.

Professo davanti a Voi la mia fede. Padre e Signore del Cielo e della terra, mio Creatore e Redentore, mia forza e mia salvezza, che fin dai miei più teneri anni non avete cessato di nutrirmi col sacro pane della vostra Parola e di confortare il mio cuore. Affinché non vagassi errando con le pecore traviate che sono senza Pastore. Voi mi raccoglieste nel seno della vostra Chiesa; raccolto, mi educaste; educato, mi conservaste insegnandomi con la voce di quei Pastori nei quali volete essere ascoltato e ubbidito, come di persona, dai vostri fedeli.

Confesso ad alta voce per la mia salvezza tutto quello che i cattolici hanno sempre a buon diritto creduto nel loro cuore. Ho in abominio Lutero, detesto Calvino, maledico tutti gli eretici; non voglio avere nulla in comune con loro, perché non parlano né sentono rettamente, e non posseggono la sola regola della vera Fede propostaci dall’unica, santa, cattolica, apostolica e romana Chiesa. Mi unisco invece nella comunione, abbraccio la fede, seguo la religione e approvo la dottrina di quelli che ascoltano e seguono Cristo, non soltanto quando insegna nelle Scritture ma anche quando giudica per bocca dei Concilii ecumenici e definisce per bocca della Cattedra di Pietro, testificandola con l’autorità dei Padri. Mi professo inoltre figlio di quella Chiesa romana che gli empii bestemmiatori disprezzano, perseguitano e abominano come se fosse anticristiana; non mi allontano in nessun punto dalla sua autorità, né rifiuto di dare la vita e versare il sangue in sua difesa, e credo che i meriti di Cristo possano procurare la mia o l’altrui salvezza solo nell’unità di questa stessa Chiesa. Continua a leggere

Marco Carrai, fedelissimo di Matteo Renzi, il suo amico è “una spia del Mossad”

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BURP

di Antonio Massari e Davide Vecchi 

Fonte: Il Fatto quotidiano

Sono legati da anni, si sono frequentati tra Washington eFirenze, scambiandosi visite e conoscenze. Ma ora l’amicizia con Michael Ledeen può mettere in difficoltà Marco Carrai e il suo prossimo incarico: la consulenza al Dis (l’organismo di coordinamento dei Servizi segreti) per Palazzo Chigi. Perché se sino a oggi Ledeen era ritenuto vicino all’intelligence statunitense con legami con uomini della P2, adesso un’inchiesta svolta dal Pentagono fotografa nel dettaglio chi è stato e chi è davvero Ledeen, definito dalla Cia “spia di Israele” e per questo allontanato da Washington. Il Fatto è entrato in possesso dei fascicoli d’indagine ed è in grado di raccontare perché il legame di amicizia tra i due rischia di mettere in imbarazzo i Servizi segreti, il governo e le diplomazie.

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Arrestato il consulente della famiglia Regeni Ahmed Abdallah è accusato di terrorismo

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ahmed abdallah

Segnalazione di Raimondo Gatto

Una raffica di arresti che hanno coinvolto anche persone vicine a Giulio Regeni. Nel mirino della diplomazia internazionale a causa della morte dello studente italiano, che ancora non ha colpevoli, l’Egitto mostra il volto più duro della repressione. Lunedì a Il Cairo sono finite in manette almeno 238 persone, tra cui attivisti e giornalisti locali e stranieri, accusati di voler sovvertire il governo e partecipazione a gruppi terroristici. Una vera e propria retata, che ha coinvolto frange antigovernative del paese, così come esponenti della stampa estera e di quella locale. Un vero e proprio giro di vite che sullo sfondo ha l’omicidio del ricercatore italiano.

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Immigrati, Hofer: “La barriera austriaca al Brennero è inevitabile”

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Herr Hofer

EMERGENZA IMMIGRAZIONE

 

I controlli al confine con l’Italia partiranno da giugno. Il candidato Fpö:

“Mettere in sicurezza i confini Schengen”

 

Nessun passo indietro. L’Austria marcia decisa verso la costruzione della barriera al Brennero. E i risultati delle elezioni presidenziali non facilitano di certo il dialogo. La vittoria dell’estrema destra dell’ingegner Norbert Hofer, che andrà al ballottaggio il 22 maggio con il verde Alexander van der Bellen, spiana la strada alla costruzione di muri e lancia segnali chiari a chiunque dall’Africa o dal Medio Oriente decida di emigrare in Europa. “Le barriere non mi fanno di certo piacere, ma non abbiamo altra scelta”, ha detto il leader dalla destra Fpö. Secondo Hofer i confini esterni di Schengen vanno messi in sicurezza, in questo modo potrebbero essere sospesi i provvedimenti temporanei. Nel corso di una conferenza stampa Hofer ha ribadito che solo il 20% degli arrivi in Austria sono veri profughi che inoltre hanno attraversato paesi sicuri. Intanto il colpo di coda dell’inverno ha portato temperature tutt’altro che primaverili sulle montagne al confine con l’italia. Non rallentano i lavori per la costruzione del blocco antimigranti voluto da Vienna. Pochi metri dopo la frontiera con l’Italia, all’altezza dell’area di servizio autostradale Rosenberger si sta procedendo a tagliare il guardrail che separa le due carreggiate. Proprio in quel punto dovrebbe sorgere la lunga barriera che servirà a controllare mezzi e persone e che arriverà fino alla strada statale per uno sviluppo complessivo di 250 metri. I controlli da parte delle autorità austriache, come sottolineato dal ministro degli Interi di Vienna, Wolfgang Sobotka, “inizieranno a partire da giugno”. Lo stesso Sobotka ha aggiunto che “se la cooperazione con l’Italia funzionerà non ci sarà bisogno di una recinzione al confine” facendo anche capire che non ci saranno problemi ad allestirla in poco tempo. Nel frattempo domani alle ore 13 a passo del Brennero si terrà una conferenza stampa dove le forze dell’ordine e dell’assessorato alla viabilità del Tirolo illustreranno come sarà strutturato il “management di controllo”. A quanto pare, i controlli saranno effettuati subito dopo la galleria, in territorio italiano, che collega l’Italia con l’Austria. Il traffico sarà fatto rallentare fino ad una velocità massima di 30 chilometri orari e, a sua volta, incanalato su quattro corsie, due per le autovetture e moto, altrettanti per i mezzi pesanti. La polizia austriaca al confine controllerà le persone e, quelle ritenute “sospette”, saranno deviate nella vicina area predisposta all’identificazione. Analoga sarà la logistica sulla strada statale. Una sistema simile è in atto già da parecchi mesi a Kiefersfelden, al confine tra Germania e Austria. Il traffico automobilistico viene fatto convogliare su un’unica corsia.

 

il tempo quot. 26 aprile 2016

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Sacerdoti uccisi dai partigiani comunisti

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Elenco parziale dei sacerdoti uccisi dai partigiani comunisti e dimenticati dalla storiografia ufficiale.

Don GIUSEPPE AMATEIS, parroco di Coassolo (Torino), ucciso a colpi d’ascia dai partigiani comunisti il 15 marzo 1944, perché aveva deplorato gli eccessi dei guerriglieri rossi.

Don GENNARO AMATO, parroco di Locri (Reggio Calabria), ucciso nell’ottobre ’43 dai capi della “repubblica rossa” di Caulonia.

Don ERNESTO BANDELI, parroco di Bria, ucciso da partigiani slavi a Bria il 30 aprile 1945.

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I RUSSI PROPONGONO DI ABBANDONARE IL CAPITALISMO

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Segnalazione di Raimondo Gatto

Il presidente del comitato investigativo della Russia Alexander Bastrykin ha esortato a riconsiderare i principi della politica statale della Russia. Uno dei servizi di sicurezza fondamentali propone di abbandonare “il gioco di pseudo democrazia e pseudo valori”.

I cambiamenti su larga scala nelle legge dovrebbe trasformare il paese in una democrazia non liberale. I tesi di aprile di Bastrykin sono stati presentati in un articolo appositamente scritto per il settimanale “Kommersant — Vlast”.

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