1 Maggio 1908: nasce Giovannino Guareschi

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Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza 

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Giovannino Guareschi

Primo maggio 1908: a Fontanelle, l’infanzia

Nasce a Fontanelle di Roccabianca (PR) Giovannino Oliviero Giuseppe Guareschi figlio di Lina Maghenzani, maestra elementare del paese, e di Primo Augusto, negoziante di biciclette, macchine da cucire e macchine agricole. La casa natale è anche sede della «Cooperativa Socialista» che, in occasione della «Festa del Lavoro», ha organizzato un comizio. Le bandiere rosse delle sezioni socialiste della Bassa si ammassano sotto le finestre di casa Guareschi.

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AMORIS LAETITIA

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LEONE XIII

Segnalazione di Luciano Gallina

In allegato copia dell’Esortazione Apostolica AMORIS LAETITIA. Con evidenziati in giallo i commenti di varia natura. In calce a tale documento si trova L’Enciclica di Leone XIII ARCANUM DIVINAE.

Qualsiasi Cattolico e/o persona di onestà intellettuale si può rendere conto che i due Documenti in comune non hanno niente se non le lettere dell’alfabeto.

Naturalmente i commenti non vogliono avere nessuna pretesa assoluta, se non quella di far si che chi legge possa a sua volta riflettere sul testo originale e verificare in base alle sue conoscenze attuali la cattolicità o meno del testo.

AMORIS LAETITIA

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Enroll in Mother’s Day Mass Remembrance

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madonnina

 

Segnalazione di don Anthony Cekada

Enroll Your Mother in Mother’s Day Mass Remembrance

Special High Mass, Sunday May 8, 9:00 AM

followed by May Procession and May Crowning.

On Mother’s Day we hold our May Procession at St. Gertrude the Great, and crown the statue of Blessed Mother as “Queen of the Angels, Queen of the May.”

This takes place after our 9:00 AM Sunday High Mass, which is offered for all the mothers, living and deceased, whose names have been submitted to us to be placed on the altar.

This year our choir will be singing traditional Marian hymns, as well as a festive program of music by Eder, Tarditi and Palestrina.

For more information, or to enroll your motherclick here.

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IL SUICIDIO DELL’OCCIDENTE CHE FA A MENO DI DIO

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stato-islamico-in-vaticanoL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

  • Diversi autori controcorrente contemporanei ripetono – ormai inutilmente: l’Occidente che fa a meno di Dio e del Suo Verbo sta lentamente sparendo. Un collasso tragicamente visibile.
  • Qui traduco l’articolo di un autore tra i più lucidi su tale guaio, l’americano Pat Buchanan.
  • Non posso, però, anche se sempre più isolato, non testimoniare non solo la causa del gran flagello incombente sul mondo, ossia l’Occidente che fa a meno del Verbo di Dio e del Suo Vicario, ma che tale collasso epocale può essere ordinato da Dio a un mirabile trionfo futuro. Ecco perché non posso, parimenti, non testimoniare sempre di nuovo la nostra finale speranza cattolica di fronte ad ogni situazione d’aspetto irreversibile.

In una colonna recente, Dennis Prager ha fatto un’osservazione acuta: “La stragrande maggioranza dei più importanti scrittori conservatori … hanno una visione laica della vita. … Essi non sono consapevoli del disastro a cui l’Occidente senza Dio è stato portato”.«Questi conservatori laici possono pensare che “l’America può sopravvivere alla morte di Dio e della religione”, scrive Prager, ma si sbagliano.

«E, in effetti, l’ultimo mezzo secolo sembra dargli ragione.

«La religione di un popolo, la loro fede, crea la loro cultura e la loro cultura crea la loro civiltà. E quando la fede muore, muore la cultura, la civiltà muore, e il popolo comincia a morire.

«Non è questa la storia recente dell’Occidente? Continua a leggere

Era ladro già il Conte di Cavour

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Dico che il mondo è una lega di birbanti contro gli uomini da bene, e di vili contro i generosi. Quando due o più birbanti si trovano insieme la prima volta, facilmente e come per segni si conoscono tra loro per quello che sono, subito si accordano; o se i loro interessi non patiscono questo, certamente provano inclinazione l’uno per l’altro, e si hanno gran rispetto…” (Giacomo Leopardi, Pensieri)

E’ noto che Giacomo Leopardi non era propriamente quello che si chiama un uomo di mondo, ma nonostante ciò, nella sua breve vita, aveva capito molto dell’animo umano. Qualche decennio più tardi, alla fine dell’Ottocento, un altro signore di nome Gaetano Mosca scriveva: “una minoranza ben organizzata avrà sempre ragione di una maggioranza disorganizzata”.

Che la storia sia scritta dai vincitori è cosa nota. Oggi si esporta democrazia, anche a chi non la vuole, 150 anni fa una minoranza ben organizzata, ovvero quella élite nobiliare-massonico-affarista che rappresentava uno zero virgola della penisola italiana trovò il nome Risorgimento per coprire i propri fini, la conquista del potere.

Una volta conquistato il potere occorreva gettare sulle dinastie degli stati che avevano appena abbattuto il maggior discredito possibile, facendoli passare per biechi reazionari che tenevano i propri sudditi in condizioni miserevoli di orrendo malgoverno.

Prendiamo la Toscana, ad esempio. Il 27 Aprile 1859 rimane una data epocale nella storia della Toscana segnando di fatto la fine di 122 anni di governo della dinastia degli Asburgo Lorena, che arrivò a Firenze dopo la morte dell’ultimo Granduca di casa Medici nel 1737. Continua a leggere

MEDITAZIONE PER LA IV DOMENICA DOPO PASQUA

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Ultima Cenadi Fra Leone da Bagnoregio

In questa domenica si celebra la vittoria di Nostro Signore sulla morte e sul peccato. Per questo motivo, se le solennità delle domeniche dopo Pasqua celebrano principalmente la fede, in questa domenica si pone l’accento anche sulla santità a cui il cristiano deve tendere. Nel contempo si fa emergere il dono della fortezza che è un elemento indispensabile per poter superare tutte le avversità. Per di più Gesù già preannuncia la venuta dello Spirito Santo sulla sua Chiesa appena costituita.
L’Introito deriva dal salmo 97 (versetti 1° – 2°) Ci invita a rendere grazie a Dio per l’opera di redenzione compiuta da Lui tramite il suo diletto Figlio. Il canto nuovo che si deve intonare è un canto di giubilo perché Gesù è stato vittorioso su ogni nefandezza, bassezza umana e sui suoi nemici. La morte in Croce di Nostro Signore invece di essere segno di umiliazione è stata luce di salvezza per tutte le genti.
«Cantate al signore un cantico nuovo, alleluia: perché il Signore ha operate cose mirabili, alleluia: ha rivelato la sua giustizia al cospetto delle nazioni, alleluia, alleluia, alleluia. Ci ha salvati la sua destra, ed il suo santo braccio… ».
L’Oremus, vuole mostraci in primo luogo il miracolo che Dio ha compiuto pe mezzo della fede, infatti, moltitudine di cristiani professano la stessa Santa Religione e cantano lo stesso simbolo di fede. Questa unione di intenti deve indirizzarci anche nell’unione dei cuori verso il bene. Così che possiamo volgere i nostri cuori, nonostante le vicissitudini umane, verso la promessa dell’eternità che sarà il solo luogo di pace per la nostra anima.
«Dio che delle menti dei fedeli fai una sola volontà dà ai tuoi popoli d’amare ciò che comandi e di desiderare ciò che prometti; affinché tra i cambiamenti del mondo, là siano fissi i nostri cuori dove sono i veri gaudi. . .».
L’Epistola è presa da un brano della lettera di San Giacomo (I, 17° – 21°). Questo brano dell’Epistola di San Giacomo ci vuole insegnare, come una morale che non abbia fondamento nel dogma è una casa costruita sulla sabbia. Allo stesso tempo una fede che nega la necessità delle opere conformi ai suoi dettami diventa una mostruosità. Non si può avere soltanto una fede speculativa che però non produce frutto. Questa costruzione è stata la dottrina di Martin Lutero, che pretendeva di salvarsi senza le buone opere. Allo stesso tempo la Lettera di San Giacomo mostra come l’uomo dominato dall’ira non può render il giusto servizio a Dio. La mansuetudine è una caratteristica evangelica è una virtù che può portare le anime di coloro che non credono verso la salvezza. La fortezza non vuol dire essere persone prevaricatrici, ma mostrare la verità con carità. Continua a leggere

L’odio per la Mesopotamia cattolica

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church_mosulSegnalazione del Centro Studi Federici

L’Isis distrugge la chiesa dei domenicani a Mosul
di Giorgio Bernardelli
Nuovo oltraggio per cancellare le tracce di una lunga storia cristiana. Il patriarcato caldeo: «I politici iracheni, la comunità internazionale e le autorità religiose si assumano le loro responsabilità»
 
Ancora un simbolo della presenza cristiana fatto esplodere con la dinamite dal sedicente Stato islamico: da Mosul è giunta la notizia della distruzione della chiesa dei domenicani, la parrocchia latina della grande città del nord dell’Iraq, da quasi due anni nelle mani dei jihadisti. Una chiesa costruita nel XIX secolo e testimonianza della lunga storia che lega i domenicani a Mosul.
 
A confermare le voci che già da ieri pomeriggio circolavano è stato con una nota il patriarcato caldeo. «Abbiamo ricevuto notizia che uomini dello Stato islamico hanno fatto saltare con la dinamite la chiesa latina appartenente ai padri domenicani e situata nel centro di Mosul – si legge nel comunicato -. È sconvolgente quanto sta accadendo in Iraq. Condanniamo con forza questo nuovo atto che ha preso di mira una chiesa cristiana, come quelli contro le moschee e gli altri luoghi di culto».

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Adesso arriva “Teleprofugo” per farci accettare l’invasione

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A Bologna parte il progetto per insegnare giornalismo agli immigrati. Un modo anche per “sensibilizzare” gli italiani

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Gli italiani ne sentivano proprio la mancanza. Una televisione interamente gestita da immigrati, che parli di immigrati e magari convinca pure gli italiani che le migrazioni sono una buona cosa.

 A Bologna hanno avuto una idea geniale: realizzare un corso di giornalismo per migranti e poi fargli anche gestire una trasmissione. Arriva “Teleprofugo” insomma. Una pacchia per le serate degli italiani.

Il progetto si chiama “Temporary journalism”, un laboratorio di giornalismo studiato per seirichiedenti asilo debitamente selezionati. Hanno messo a disposizione le loro sedi sia la Trc che Telenettuno, due emittenti emiliane. L’obiettivo è quello di “realizzare servizi giornalistici” grazie allo scambio di informazioni tra migranti e giornalisti. Ad organizzare il tutto è la campagna “Bologna Cares!”, la cui responsabile – Elisabetta Degli Espositi Merli – ha detto all’Avvenire, ripresa da Libero, che “attraverso il piccolo schermo i richiedenti asilo entreranno in tutte le case, riuscendo così a farsi conoscere da ogni fascia di pubblico e abucare gli stereotipi. È un modo diretto per sensibilizzare la popolazione sul grande tema dell’accoglienza, tentando di vincere diffidenze e resistenze”.

Senza contare, ovviamente, che il progetto “Bologna Cares!” è interamente a carico deicontribuenti, facendo parte del sistema “Sprar” del Comune di Bologna, con la gentile collaborazione di Asp Città di Bologna, Consorzio Arcolaio, associazione Mondo Donna onlus e altre cooperative varie.

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2016/04/27/adesso-arriva-teleprofugo-per-farci-accettare-linvasione/1251458/ Continua a leggere

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