Il TAR impone alla Regione Lombardia di risarcire Beppino Englaro

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ENGLARO

Segnalazione Corrispondenza Romana

(di Tommaso Scandroglio) Come si ricorderà Eluana Englaro era ricoverata a Lecco. La Corte di Appello di Milano nel gennaio del 2009 aveva autorizzato le strutture lombarde a staccare il sondino naso-gastrico che alimentava e idratava la donna, ma la Direzione generale della sanità lombarda si era espressamente rifiutata di adempiere all’ordinanza del giudice. Beppino Englaro allora fece ricorso al Tar della Lombardia che gli diede ragione.

Dato però che Beppino aveva fretta di staccare il famigerato sondino naso-gastrico alla figlia, la fece trasferire ad Udine dove troverà la morte per eutanasia. Dopo il decesso di Eluana, la Regione Lombardia impugnò la sentenza di primo grado del Tar ma il Consiglio di Stato diede ragione a Beppino una seconda volta. Passano gli anni e il padre di Eluana è tornato alla carica chiedendo al medesimo Tribunale amministrativo che la Regione Lombardia gli risarcisse i danni patrimoniali e non patrimoniali provocati dal fatto di essere stato costretto a trasferire la figlia ad Udine. In una sentenza depositata lo scorso 6 Aprile nuovamente il Tar della Lombardia acconsente alla richiesta di papà Englaro. Ecco le motivazioni.

In primo luogo nessuno, tanto meno un ente pubblico come una Regione, può disattendere ad un’ordinanza di un giudice. «Non è possibile – si legge nella sentenza – che lo Stato ammetta che alcuni suoi organi ed enti, qual è la Regione Lombardia, ignorino le sue leggi e l’autorità dei tribunali, dopo che siano esauriti tutti i rimedi previsti dall’ordinamento, in quanto questo comporta una rottura dell’ordinamento costituzionale non altrimenti sanabile». La morte volontaria e diretta per ordine dello Stato non è invece una rottura ben più grave dell’ordinamento costituzionale? Anzi in questo caso, dato che l’ordine di morte è venuto da un apparato giudiziario dello Stato, la decisione dei giudici non si configura come pena di morte a danno di soggetto innocente? La Regione Lombardia in realtà ha rispettato le leggi italiane. Sono i giudici di Cassazione e della Corte di Appello di Milano a non averlo fatto.

In merito poi al rifiuto della Regione Lombardia di far morire Eluana, il Tar aggiunge: «Né, a tal fine, si possono invocare motivi di coscienza, in quanto, come evidenziato dalla pronuncia del Consiglio di Stato (punto 55.6), “a chi avanza motivi di coscienza si può e si deve obiettare che solo gli individui hanno una coscienza, mentre la coscienza delle istituzioni è costituita dalle leggi che le regolano”». Ma dietro le leggi ci sono gli uomini e qualora una legge comandasse un atto contrario alla legge naturale non solo si può ma si deve disobbedire. Una legge senza coscienza è una legge tirannica, una legge ingiusta.

C’è un altro motivo per cui il danno deve essere risarcito: Eluana, secondo i giudici del Tar e quelli della Corte di Appello di Milano, voleva morire e invece la Regione Lombardia le ha reso più difficile l’esercizio di questo “diritto” che secondo il Tar è una pretesa costituzionalmente tutelata. «Va evidenziato – scrivono i giudici – come il comportamento della Regione Lombardia ha leso il diritto fondamentale della sig.ra Englaro ad ottenere l’interruzione del procedimento di alimentazione artificiale». Ciò «ha determinato la lesione del diritto fondamentale di autodeterminazione in ordine alla libertà di scelta di non ricevere cure, oltre che della salute (…) ciò rappresenta una palese violazione degli artt. 2, 13 e 32 Cost.».

A parte che nella nostra Costituzione non esiste un diritto a morire ma solo il diritto a ricevere cure, a parte che Eluana non aveva mai espresso questa volontà, a parte che le cure possono essere rifiutate solo dal paziente stesso tramite consenso attuale, nonchè da persona vigile, e non ci può essere delega di sorta che valga anche a favore del tutore (Beppino Englaro in questo caso), c’è da rilevare che curiosamente il padre riceverà un risarcimento pecuniario per un (inesistente) danno subito invece dalla figlia ormai morta.

C’è un terzo motivo per cui risarcire Beppino. La Regione Lombardia, procrastinando con il suo rifiuto l’uccisione di Eluana, avrebbe fatto soffrire il padre configurando una «lesione di rapporto parentale» (sic). Quindi far morire la figlia non lede il rapporto parentale (forse lo irrobustisce?) ed invece impedire che la figlia muoia intacca tal rapporto. In particolare il diniego della Regione Lombardia «ha aggravato le difficoltà e i turbamenti che hanno dovuto affrontare i genitori, in particolare il padre. (…) In ragione di ciò la vita familiare, già sconvolta da fondamentali e radicali cambiamenti dello stile di vita, è stata ulteriormente turbata dall’ostruzionismo della Regione Lombardia». E l’uccisione della figlia non avrà turbato ancor di più la vita famigliare? Oppure è stata salutata con gioia? Il Tar in merito alle conseguenze dell’ostruzionismo della Regione Lombardia parla di evento «di natura certamente catastrofale». Tenere in vita una persona è una catastrofe per i giudici. Siamo all’eutanasia del diritto.

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L’eugenetica è già tra noi, ecco cifre e luoghi

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STATISTIC

Segnalazione Corrispondenza Romana

Che l’eugenetica sia già oggi una realtà e che venga sistematicamente praticata, servendosi dell’aborto come di uno strumento selettivo tra i nascituri, è risaputo, benché formalmente smentito. Ogni tanto però spuntano dei dati comprovanti tale affermazione. Come quelli forniti dallo studio messo a punto dal Charlotte Lozier Institute di Washington.

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“Senza Cristo crolla la civiltà. Solo Putin l’ha capito”

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MB – Questo sopra è il titolo di un recente articolo di Pat Buchanan: grande giornalista, intellettuale, conservatore di vecchio stampo (quindi ostile ai neo-conservatives),  molti anni fa si  candidò anche alla Casa Bianca, naturalmente senza esito. Traduco qui questa sua limpida diagnosi della malattia   terminale dell’Occidente. Per molti motivi,  che alcuni capiranno,  e renderanno  altri lettori  rabbiosi: non ultimo movente di questo post, lo confesso. 

 

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Aborto: per il sindaco di Madrid i feti non sono persone

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bea tosa

Con l’aborto non si uccide nessun bambino, perché i nascituri non sono persone.

A pronunciare questa frase delirante è stata il sindaco di Madrid Manuela Carmena, la cui visione politica è ferma a quella dei “rossi” degli anni Trenta. Gli stessi che hanno provocato la guerra civile.

In un’intervista rilasciata al programma televisivo El Gato al Agua, la signora Carmena ha avuto modo di esternare tutto il suo armamentario ideologico.

Interpellata in tema di aborto, il sindaco della capitale spagnola ha dichiarato che si tratta di un diritto della donna, della libertà di scegliere in merito alla propria discendenza. E ha sottolineato che con l’aborto non si uccidono bambini, semplicemente perché il feto non è una persona.

Ecco come come pensa una delle stelle del progressismo iberico (e purtroppo non è la sola). Le sue affermazioni – drammatiche, prima ancora che imbarazzanti – sono evidentemente del tutto contrarie alla scienza, oltre che al senso di umanità. Ebbene, ad una persona che ragiona così, in un Paese civile e mediamente normale non bisognerebbe affidare nemmeno le chiavi di casa. Figuriamoci quelle dell’amministrazione pubblica…

Stesso discorso, ça va sans dire, vale per Hillary Clinton, che a rilasciato dichiarazioni simili. E pretende di diventare presidente degli Stati Uniti, ovvero del Paese che, in soldoni, vorrebbe controllare la politica mondiale.

Ovviamente, non è difficile dimostrare come da tali presupposti si arrivi logicamente alla giustificazione dell’infanticidio o, più in generale, dell’omicidio per “giusti” motivi (in Europa già succede). Se non riconosco che il diritto alla vita pre-esiste allo Stato e che pertanto non dipende dalla volontà del legislatore, ogni aberrazione è ammessa. Quando l’ordinamento politico ai arroga il diritto di definire chi è persona e chi no, chi merita di vivere e chi no, allora poniamo le premesse del totalitarismo.

Commentando questo episodio e la decisione del Re di indire nuove elezioni per il prossimo 26 giugno, Gádor Joya, portavoce di Derecho a Vivir, sostiene che il futuro della Spagna non è affatto roseo. Nelle prossime settimane, infatti, nessuno si preoccuperà di difendere il diritto alla vita. C’è nei “buoni” un complesso di inferiorità e una paura di venire massacrati mediaticamente, che li induce al silenzio su temi divisivi come i cosiddetti valori non negoziabili. Accade lo stesso in Italia.

Ma non tutti sono disposti a tacere. C’è chi, come le varie realtà pro-life, continuerà a dar voce a quanti non possono parlare, ovvero ai bambini non nati, macellati a migliaia ogni anno con l’aborto e nell’indifferenza generale.

Nascondere la verità sull’omicidio dell’aborto è come nascondere le immagini e i filmati dei campi di concentramento, di ieri e di oggi. Chiudere gli occhi davanti alla “cultura della morte” è connivenza col male.

Anche per questo domenica 8 maggio saremo a Roma alla Marcia per la Vita.

Federico Catani

 

 

 

 

 

Fonte: http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/aborto-per-il-sindaco-di-madrid-i-feti-non-sono-persone/

 

Golpe contro Al-Sisi? Lo “prevedono” in USA

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Egypt's president promotes army chief to top rank

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“Fonti Usa hanno lanciato un attacco   personale senza precedenti contro il presidente dell’Egitto”, rende noto DEBKA: “Sui media americani han cominciato ad apparire articoli   contro Al Sisi. Uno dice: ‘La decisione di trasferire le isole [Tiran e Sanafir,  cedute ai sauditi] è  probabilmente il chiodo finale sula bara di Al Sisi.  L’Egitto viene descritto come sull’orlo di una rivoluzione contro Al Sisi”.

Così  si comincia a intuire a che gioco si è prestata la sinistra italiana, dalla Cgil al Manifesto, il nostro governo e i nostri media progressisti, con  l’enorme grancassa “Verità per Regeni”,  le inchieste in loco su  Regeni, le fughe di notizie di giornalisti e sindacalisti locali che spifferano,  di colpo senza paura,  contro il regime oppressore,  tutta  una serie di notizie imbarazzanti: abbiamo preparato il rovesciamento del dittatore  decretato da Washington.  Un nuovo golpe,  con un cambio di generali  sulla poltrona, oppure una “primavera”  colorata che  darà il potere ai Fratelli Musulmani?

 

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Al Santuario della Santa Casa di Loreto si “festeggia” una pastora luterana

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di Matteo Orlando

Loreto

 

La rivista mensile (bimestrale nel periodo estivo) “Il Messaggio della Santa Casa”, organo della Santuario della Santa Casa di Loreto aspetta, nella città marchigiana, una neo-pastora luterana “nella sua nuova veste” per festeggiare il suo “sacerdozio” (sic!). In un articolo si parla della “scelta” di un’assidua frequentatrice, leader del Campo Ecumenico del Santuario, tale May Heldal, “ordinata presbitero” per la chiesa Luterana Svedese di  Linköping.

La signora, adesso che arriva l’estate, è attesa per essere “festeggiata” “con la famiglia allargata dell’VIII Campo Ecumenico insieme agli amici anglicani, ortodossi, cattolici e greco cattolici”. Intanto sono andati in Svezia a festeggiarla suor Dell’Incarnazione e il vice direttore del santuario Marco Federici (nominato Vice Direttore dalla Conferenza Episcopale Marchigiana) insieme ad alcuni amici volontari e organizzatori che ogni anno organizzano le attività ecumeniche della Santa Casa.

Da rabbrividire le conclusioni della rivista: “La fede in Gesù morto e risorto non ha limiti, confini, etichette e la fratellanza costruita in questi anni ci fa gioire dei carismi di tutti perchè messi a servizio di un’unica causa, quella del Vangelo e dell’annuncio di Gesù, via, verità e vita per l’uomo”.

A Loreto dimenticano il magistero della Chiesa, il Catechismo della Chiesa Cattolica, il Codice di Diritto Canonico e il vero spirito ecumenico. (…)

Fonte: http://www.lafedequotidiana.it/al-santuario-della-santa-casa-di-loreto-si-festeggia-una-pastora-luterana/ Continua a leggere

Come l’Unione europea manipola i profughi siriani

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di Thierry Meyssan

La crisi dei profughi che ha colpito l’Unione europea durante il secondo semestre 2015 è stata orchestrata artificialmente. Tuttavia, parecchi gruppi hanno tentato di strumentalizzarla, sia per distruggere le culture nazionali, sia per reclutare lavoratori a basso prezzo o ancora per giustificare il finanziamento della guerra contro la Siria. In definitiva, una volta passata la tempesta e i danni da essa causati, il problema resta soprattutto africano.

DAMASCO (Siria) – Sin dalla pubblicazione coordinata della fotografia di un piccolo bambino curdo, Aylan Kurdi, annegato su una spiaggia turca, il 3 settembre 2015, l’opinione pubblica europea si mobilitò attraverso diverse manifestazioni in favore dei profughi. Immediatamente, il presidente francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel si pronunciarono per un “meccanismo europeo di accoglienza permanente e obbligatoria”, mentre una folla immensa, spuntata da non si sa dove, cominciava a piedi la sua progressione attraverso i Balcani. Solo il Primo ministro ungherese, Viktor Orbán, si oppose contro questa improvvisa migrazione di massa.

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Disonestà intellettuale

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di Massimo Fini 

Il grido ‘onestà, onestà, onestà’ con cui è stata accolta l’uscita della bara di Gianroberto Casaleggio dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie, che non proveniva solo dai grillini ma anche da molti cittadini comuni (la folla che gremiva la piazza era composta anche da molti uomini e donne in età e si sa che i 5Stelle pescano soprattutto fra i giovani) ha mandato su tutte le furie il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti. Facciamo un piccolo florilegio del suo editoriale del 15/4 (“La follia di fare dell’onestà un manifesto politico”): “Gli unici onesti del Paese sarebbero loro, come vent’anni fa si spacciavano per tali i magistrati del pool di Mani Pulite”; “Cari Di Maio e compagnia, smettetela con questa scemenza del partito degli onesti che fa la morale a tutti, cosa che fra l’altro porta pure male”; “Ho preso atto di un principio ineluttabile: chi di onestà colpisce, prima o poi i conti deve farli con la sua, di onestà”; dai politici…”pretendo una sola cosa: che la politica sia efficiente nel risolvere i miei problemi”; “Io non so se Casaleggio, parlandone da vivo, fosse o no il re degli onesti”.

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Informazione e manipolazione

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TOSA

di Marcello Foa 

Fonte: lavocedeltrentino

Il ruolo dell’informazione e le stretegie comunicative sono tra gli aspetti principali che controllano i flussi socali nella contemporaneità.

Che si parli di economia, di politica o di qualunque ambito della vita dell’uomo, questo strumento, apparentemente formale, può essere, se utilizzato seguendo un disegno strategico, la miglior arma per distorcere la realtà, persuade un’enorme fetta di persone della bontà di una scelta o nascondere elementi fondamentali per la creazione di un giudizio libero.

Dal convincerci che un prodotto è meglio di un altro a farci credere che l’unica soluzione di un problema diplomatico sia, ad esempio, entrare in guerra, il passo è breve.

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