IL SEGRETO SUL CAOS MONDIALE SVELATO A FATIMA

Condividi su:

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

fine-del-mondo-2012 (1)

Non ci può essere un retto agire nella vita, personale, sociale, mondiale, senza partire dal fatto che la vita umana va guidata dal pensiero, che a sua volta è guidato dallo spirito. Ecco la chiave già vista da Santo Tommaso nella sua ética del «agere sequitur esse» (l’agire segue l’essere), ossia del realizzare l’essere secondo la natura personale o sociale in cui si è creati.

Al contrario, se si abusa della libertà col voler essere e credere quel che si preferisce, cioè pensare come si vive, si finisce soggetti alla prepotenza carnale e materiale che si appropria, senza ostacoli della vita dell’uomo e delle società a spese del bene della vita spirituale in questa terra.

Ecco, proiettata nel mondo, la parte vissuta dalla superpotenza americana, capace di aderire a un ideale gay o abortista, lontani da ogni ideale di vera civiltà, ingenerando il caos generale se rivolto al dominio del mondo con la superiorità delle armi, come pretendono. Quando tale potere, alieno a questo principio di civiltà predomina, e manca l’ostacolo spirituale ad esso, l’umanità intera è esposta, a dispetto d’ogni parvenza di benessere e di progresso, ad un’inesorabile decadenza spirituale, che causa anche il letale squilibrio di demenziali conflitti continui nella vita sociale in tutto il pianeta. Continua a leggere

Comunità, Diritto, Stato: le tesi di Höhn

Condividi su:

Segnalazione di Federico Prati

di Teodoro Klitsche de la Grange

L’Aja, agosto 1937, secondo congresso di diritto comparato.
I vari paesi mandano un proprio rappresentante per illustrare la condizione del diritto in ciascun Stato.
La Germania invia Theodor Maunz e Reinhard Höhn, che illustra il contributo che qui viene commentato e proposto: Popolo, Stato e diritto.
La memoria va subito al saggio di C. Schmitt di quattro anni prima, Stato, movimento e popolo, ma, nonostante l’assonanza dei titoli, il taglio esprime due prospettive diverse.

Il saggio di Höhn conserva un tratto profondamente giuridico ed illustra in modo magistrale le modalità con cui la nuova scienza del diritto dell’epoca stesse cercando di superare la precedente impostazione di stampo individualistico, con il risultato che il diritto viene inserito ora nel concetto più ampio di comunità e perde la precedente primazia. Continua a leggere

Verso un Movimento 5 Stelle e strisce?

Condividi su:

di Alessio Mannino 

Verso un Movimento 5 Stelle e strisce?

Fonte: L’intellettuale dissidente

Per la Nato la Guerra Fredda con la Russia non è mai finita, checché ne dica stoltamente il suo segretario generale Jens Stoltenberg. Come le definireste voi se non misure scopertamente ostili a Putin, tutte le decisioni prese dal vertice dell’Alleanza Atlantica a Varsavia (casualmente scelta in quanto dava il nome all’omologa coalizione nemica guidata dall’Urss), alla vigilia del Consiglio Nato-Russia del 13 luglio? Invio di quattro battaglioni, totale 5 mila uomini, distribuiti fra Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia; il furbesco trasferimento dagli Usa alla Nato del comando del sistema missilistico europeo (navi in Spagna, radar in Turchia, sito per intercettazioni in Romania); un bel giro di bullone ad più stretta cooperazione (leggi: vincolamento) fra l’Alleanza e l’Unione Europea nelle operazioni militari e nella cyber security. Traduzione: cara Europa, sei legata mani e piedi ancor più di prima a Washington e ora ti lasci imbrigliare in una autolesionisticacold war contro i russi, che invece sarebbero i tuoi alleati naturali se solo ti slacciassi il guinzaglio Nato con cui gli Stati Uniti ti tengono in sudditanza dal 1943 ad oggi. Ciliegina sulla mefitica torta, la somma ipocrisia di quell’ometto di Francois Hollande, che imperanti le sanzioni Ue anti-russe ha dichiarato che «la Russia non è un avversario ma può essere un partner». Bei tempi, quando De Gaulle sbatteva le dovute porte in faccia a les Americains.  

Continua a leggere

I padroni dell’umanità hanno ucciso l’Europa

Condividi su:

Segnalazione Arianna Editrice

 

di Giuseppe Altieri 

I padroni dell’umanità hanno ucciso l’Europa

Fonte: agernova

“Si credono i padroni dell’umanità e purtroppo lo stanno diventando: la politica democratica ha cessato di resistere loro, spianando la strada alla dittatura incondizionata dei poteri forti, economici e finanziari, che ormai dettano le condizioni della nostra vita pubblica”. Parola di Noam Chomsky, considerato il maggior linguista vivente, autore del capolavoro “Il linguaggio e la mente”.

A 86 anni, il professore statunitense dimostra una lucidità di pensiero e di visione che non lascia spazio a dubbi. Nessuna illusione: “Le nostre società stanno andando verso la plutocrazia. Questo è il neoliberismo”, dice Chomsky, in Italia per il Festival delle Scienze di Roma nel gennaio 2014.  Il titolo dell’ultima raccolta di testi inediti tradotti in italiano è estremamente esplicito: loro, gli oligarchi globali, signori delle multinazionali e grandi banche d’affari, sono “I padroni dell’umanità”.

“La democrazia in Italia è scomparsa quando è andato al governo Mario Monti, designato dai burocrati seduti a Bruxelles, non dagli elettori”, afferma Chomsky. In generale, come riporta il newsmagazine “Contropiano”, per Chomsky “le democrazie europee sono al collasso totale, indipendentemente dal colore politico dei governi che si succedono al potere.”

Sono “finite”, le democrazie del vecchio continente – Italia, Francia, Germania, Spagna – perché le loro sorti “sono decise da burocrati e dirigenti non eletti, che stanno seduti a Bruxelles. Decide tutto la Commissione Europea, che non è tenuta a rispondere al Parlamento Europeo regolarmente eletto. Puro autoritarismo neo-feudale: questa rotta è la distruzione delle democrazie in Europa e le conseguenze sono dittature”.

Per Chomsky, il neoliberismo che domina la dottrina tecnocratica di Bruxelles è ormai un pericolo planetario. Il fanatismo del “libero mercato” come via naturale per un’economia sana poggia su di un dogma bugiardo e clamorosamente smentito. In realtà senza il supporto pubblico (in termini di welfare e di emissione monetaria) nessuna economia privata può davvero svilupparsi.

Oggi il neoliberismo si configura come “un grande attacco alle popolazioni mondiali”, addirittura “il più grande attacco mai avvenuto da quarant’anni a questa parte”. Desolante il silenzio dell’informazione, che coinvolge gli stessi “new media”: la loro tendenza è quella di “sospingere gli utenti verso una visione del mondo più ristretta”.

Continua a leggere

Pokémon Go, Telefono Azzurro: attenzione ai potenziali rischi per bambini e adolescenti

Condividi su:

pokemon go

Segnalazione di Raimondo Gatto

L’allarme dell’associazione: la combinazione di realtà aumentata e geo- localizzazione potrebbe permettere a malintenzionati di adescare minori, in estate più soli e “connessi”

di Elisabetta Rossi

La nuova app Pokemon Go, che si preannuncia una vera e propria tendenza dell’estate, impone una riflessione sui potenziali rischi per bambini e adolescenti.

In particolare in un momento delicato e critico come il periodo estivo, in cui i più piccoli non vanno a scuola, hanno più tempo libero, sono più soli e quindi sempre più “connessi”.

  Continua a leggere

Lo stato miserabile dei recidivi nel peccato

Condividi su:

Sant’Alfonso Maria de Liguori, dottore della Chiesa

SERMONE XXI. – PER LA DOMENICA DI PASQUA

http://1.bp.blogspot.com/-Vyr23SbCjuE/UkBUu3WzgyI/AAAAAAAAA10/MUfV6NGQg_0/s1600/Saint-Alphonsus.jpg

Dello stato miserabile dei recidivi.
Nolite expavescere: Iesum quaeritis Nazarenum, crucifixum: surrexit, non est hic. (Marc. 16. 6.)
Spero, cristiani miei, che siccome è risorto Cristo, così anche tutti voi in questa santa Pasqua vi siate confessati e siate risorti. Ma avvertite quel che dice s. Girolamo, che molti cominciano bene, ma pochi son quelli che perseverano: Incipere multorum est, perseverare paucorum. All’incontro dice lo Spirito santo che non è salvo chi comincia a viver bene, ma chi persevera nel ben vivere sino alla morte: Qui autem perseveraverit usque in finem, hic salvus erit. La corona del paradiso, dice s. Bernardo, è sol promessa a coloro che cominciano, ma non è data poi, se non a coloro che perseverano: Inchoantibus praemium promittitur, perseverantibus datur3. Giacché dunque, fratello mio, hai risoluto di darti a Dio, senti quel che ti dice lo Spirito santo: Fili, accedens ad servitutem Dei, praepara animam tuam ad tentationem4. Non credere che sieno finite per te le tentazioni. Ora apparecchiati a combattere, e guardati di ricadere nei peccati che ti hai confessati, perché se torni a perdere la grazia di Dio, sarà difficile che la ricuperi. E questo è quello che voglio dimostrarti in questo giorno, lo stato miserabile de’ recidivi, cioè di coloro che miseramente dopo la confessione ricadono negli stessi peccati di prima.

Continua a leggere

Segnalazioni librarie: I fanatici dell’apocalisse, Putin, fascismi…e altro

Condividi su:

Segnalazione Edizioni di Ar

I FANATICI DELL’APOCALISSE. Ultimo assalto a Gerusalemme

Blondet, Maurizio

Il Cerchio, 2008

Prima ancora che le torri gemelle crollassero, i governanti israeliani hanno tentato di coinvolgere gli USA nella politica antislamica, dettando la linea di condotta nei confronti dei nemici d’Israele. Da quel momento gli Stati più discutibili della Terra erano autorizzati a trattare i loro nemici interni da terroristi, la Russia di Putin con i ceceni o la Cina comunista con i turcomanni dello Xinjang. L’autore mette in risalto alcuni episodi che rendono equivoco l’atteggiamento di Israele l’undici settembre, infatti, una sessantina d’israeliani furono arrestati per possibili collegamenti con l’attentato, oppure la ditta israeliana di software che controlla i telefoni degli Stati Uniti dallo stretto legame con il ministero dell’industria ebraico, o ancora l’azienda commerciale Zim, ritenuta vicina al Mossad, che avendo i suoi uffici in una delle due torri, dieci giorni prima aveva traslocato. Si pone in evidenza poi, l’azione storica della setta I Fedeli del Tempio, il cui scopo è la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme, abbattendo dunque le moschee di Al-Aqsa e quella di Omar.

174 pagine, 16 €.

LIBRO 1

EURASIA. VLADIMIR PUTIN E LA GRANDE POLITICA

De Benoist, Alain – Dugin, Aleksandr

Controcorrente, Napoli 2014

Gli Stati Uniti si sono attribuiti la funzione di guida del mondo, di modello cui uniformarsi, di controllore di tutti gli spazi geopolitici. De Benoist e Dugin sono i promotori di un pensiero politico e di un progetto culturale alternativo, fondato sullo spazio geopolitico eurasiatico. Protagonista di questa sfida è Vladimir Putin, che avvertendo il tentativo d’isolamento, l’assedio portato alla Russia da USA, Nato ed Europa occidentale, ha reagito tentando di unificare lo spazio culturale che dalla Bielorussia ed Ucraina arriva sino alla Manciuria. Con Putin inizia la ricostruzione morale, politica e militare del paese, resistendo al pensiero unico occidentale, annodando legami e rapporti di solidarietà con le altre nazioni che si oppongono all’estensione dell’american way of life.

144 pagine, 10 €.

  Continua a leggere

Fermo, ora la vedova ritratta: “Emmanuel colpì Mancini col palo”

Condividi su:

I testimoni la smentiscono, così Chiniery fa marcia indietro sulla morte del marito a Fermo: “Non parlo bene italiano”. Rischia incriminazione per calunnia

O almeno nella questione più importante: chi ha usato il palo della segaletica stradale.

I verbali dei 6 testimoni che confermano la versione di Amedeo Mancini, l’ultrà arrestato per omicidio preterintenzionale, hanno messo all’angolo Chiniary. E così davanti ai magistrati avrebbe dovuto correggere le sue dichiarazioni. I pm, infatti, hanno voluto ascoltarla di nuovo martedì. Il motivo? Le testimonianze a favore di Mancini sono ritenute “attendibili” e concordano nel dire che ad aggredire per primo è stato proprio Emmanuel. La vedova, come riportano Libero e il Corriere, si è quindi giustificata così: “Ho problemi con la lingua italiana e quando ho dato le due precedenti versioni ero sotto choc. Mio marito prese il paletto dalla strada dopo le offese e colpì Mancini”.

Bisogna precisare che secondo i legali della donna, la dichiarazione resa ai magistrati non sarebbe una ritrattazione, ma solo un precisazione. Il resto del racconto, quindi, rimarrebbe sostanzialmente immutato.

La morte del nigeriano a Fermo: la ricostruzione

Bene. Partiamo da qui per ricostruire tutta la vicenda, giudiziaria e mediatica. I due dati certi sono la morte di Emmanuel e l’offesa che Mancini ha rivolto alla moglie del nigeriano: “Scimmia africana”. Nella prima versione la vedova sosteneva che a far scattare la rissa fosse stato lo stesso ultrà, che dopo averla insulta avrebbe attaccato il marito picchiandolo, afferrando lei per il collo e scagliando un cartello stradale contro il marito. “Emmanuel – ha sempre spiegato Chiniary – si liberava dalla stretta, si allontanava e nel frattempo l’uomo bianco afferrava un segnale stradale…e con tale arnese colpiva mio marito all’altezza della testa lato posteriore al contempo gli dava calci alle gambe. Quindi Emmanuel è caduto all’indietro”.

I sei testimoni contro la vedova

Ma a contraddirla ci sono ben 6 testimoni, che non si conoscono tra loro, che hanno assistito alla scena e che avvalano la versione di Mancini. Il quale ha sempre sostenuto di essere stato aggredito: “Ho visto gli immigrati armeggiare intorno alla macchina – ha detto l’ultrà – e ho usato quell’espressione offensiva”. Due testimoni hanno visto la rissa dall’inizio e hanno messo a verbale che, dopo l’insulto, hanno visto “Emmanuel afferrare il cartello stradale con base circolare di ferro e lo scaraventarlo contro Mancini colpendolo e facendolo cadere a terra”. Altre due testimoni, due operatrici umanitarie, hanno fatto sapere che mentre Mancini era a terra “l’uomo di colore cercava di colpirlo con i piedi mentre la donna tentava di attingerlo (colpirlo, Ndr) brandendo una scarpa in mano”.

A quel punto, raccontano i teste, l’amico di Mancini ha cercato di riportare tutto alla calma, ma è stato aggredito dalla moglie di Emmanuel con una scarpa. Una delle testimoni chiama la polizia, mentre altri tre immigrati circondano Mancini. “Ho visto l’uomo di colore che indirizzava all’altro calci e manate in faccia e la donna lo aiutava con la scarpa – dicono i testimoni nelle loro deposizioni incrociate – Poi ho visto l’uomo dalla carnagione bianca colpire con un pugno l’uomo di colore che cadeva a terra”.

Il nigeriano batte la testa e, come ha attestato l’autopsia, è proprio il colpo sul marciapiede che lo porta alla drammatica morte. All’arrivo dei vigili, però, Emmanuel è ancora in piedi, urla nella sua lingua, mentre Mancini spiega alle forze dell’ordine di essere stato aggredito e Chiniary di essere stata apostrofata come “scimmia”.

Gli esami clinici: cartello stradale usato dal nigeriano

Ricapitolando. Sei testimoni più l’amico di Mancini sostengono di aver partecipato alla stessa colluttazone. Chiniary, invece, sostiene una ricostruzione differente. Poi ritratta. Senza contare che l’esame clinico svolto su Mancini in carcere: il medico legale ha evidenziato come sul costato dell’ultrà fosse presente un grave ematoma, probabilmente causato proprio da quel cartello stradale che tutti i presenti confermano essere stato usato da Emmanuel. E che invece la vedova “metteva in mano” a Mancini. Ma ora, ascoltata di nuovo dai pm, ha precisato che “mio marito prese il paletto dalla strada dopo le offese e colpì Mancini “. Una confessione che può costargli l’accusa di falsa testimonianza e di calunnia.

Continua a leggere

1 699 700 701 702 703 704 705 1.214