Le eresie di Suor Faustina Kowalska
di Padre Romualdo Maria Lafitte
ERESIE DELLA “DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA” DALLA SUORA FAUSTINA KOWALSKA BABBEL, E DEL PERCHE’ LA CHIESA L’HA CONDANNATA DAL 1958.
VERA E FALSA DEVOZIONE AL SACRO CUORE.
Suor Faustina Kowalska Babel o Santa Margherita Maria.
Pologna o Paray-Le -Monial?
Eresie demoniache nella cosiddetta Devozione alla divina misericordia.
In questi ultimi anni continua a farsi strada una concezione bizarra, sconosciuta a tutti i santi, di “Divina Misericordia”, falsa ed estremamente pericolosa. Vedendo come tanti ex-cattolici semplici si fanno ingannare, è necessario ricordare che la Santa Chiesa l’ha condannata a giusta ragione e perchè. Se leggendo questo documento, la vostra reazione è di ribellione (“Rifiuto di crederci, Mi piace questa pratica, continuerò a dirla”) sappiate che avete perso la Fede Cattolica e che siete fuori della Chiesa. Se al contrario aprite gli occhi e buttate alla spazzatura oggetti ed immagini legati a tale devozione demoniaca che avete a casa vostra, allora avete ancora un resto di fede cattolica.
Gender a scuola: il MIUR mette in cattedra i “prof” LGBT
Abbiamo detto e ripetuto, a proposito della propaganda gender a scuola, che il comportamento del MIUR è ambiguo e irrispettoso delle istanze che provengono dalle famiglie italiane.
Le circolari che a parole assicuravano che non vi sarà propaganda ideologica gender nelle scuole, sono state seguite da una riunione farsa del MIUR con il FONAGS, il 5.7.16, nella quale alle Associazioni dei genitori non è stata neanche data la bozza delle linee guida, ma solo chiacchiere.
Dal 2031 niente più matrimoni in chiesa.
Segnalazione di Raimondo Gatto
Uno studio del Censis mette in allerta: i matrimoni dal 1974 al 2014 sono calati del 25% colpa della crisi economica ma non solo
di Francesco Curridori
I matrimoni religiosi rischiano di scomparire entro il 2031. Lo studio del Censis Non mi sposo più, analizzato da Famiglia Cristiana, lascia poche speranze alle chiese italiane.
Il matrimonio, sia civile che religioso, è in crisi e viene scelto da una minoranza della popolazione in cui non rientrano i giovani.
“Questo – spiega il direttore generale del Censis Massimiliano Valerii – non vuol dire che nel 2031 non ci sarà più nessun matrimonio religioso nel nostro Paese. Si tratta di una pura e semplice estrapolazione statistica”.
LA CRISI DEI MATRIMONI
Oggi “le persone – aggiunge Valerii – tendono a decidere di mettere su famiglia, avere un figlio o una relazione al di fuori dell’istituzione formale della famiglia” perché “sposarsi non dà vantaggi dal punto di vista sociale e giuridico”. Basti pensare che i figli nati fuori dal matrimonio hanno gli stessi diritti di quelli nati da coppie sposate e che ormai le unioni civili hanno pieno riconoscimento a livello giuridico. Secondo Valerii, però, questa crisi “non corrisponde tout court alla crisi delle relazioni affettive, solo che i rapporti tendono ad essere vissuti sempre di più al di fuori della cornice istituzionale del matrimonio”, un’istituzione che “non è più la porta d’
accesso all’autonomia rispetto alla famiglia di origine e alla genitorialità”.
LE STATISTICHE DELLA CRISI MATRIMONIALE
Il matrimonio, inoltre, coinvolge maggiormente “i non più giovani” e i numeri dicono che nel 2014 si sono celebrati in totale 189.765 matrimoni e dal 1862 a oggi sono solo otto gli anni in cui si sono registrati meno unioni. Di questi otto ben quattro sono caduti nel periodo della Prima Guerra Mondiale ma il tracollo è arriva col secondo dopoguerra. Tra il 1974 e il 2014 la riduzione del numero delle nozze è stata pari a -52,9%. Solo nell’ultimo decennio (2004-
2014) la riduzione è del 23,8%. Anche per i matrimoni religiosi il 2014 è stato l’anno più negativo dal 1862 con 108.000 unioni celebrate in chiesa. Ben 61.583 in meno rispetto al 2004 (-36,3%), 127.936 in meno rispetto al 1994 (-54,2%),
261.723 in meno rispetto al 1974 (-71%). I matrimoni religiosi sono ormai meno del 57%, mentre erano il 68,1% nel 2004, nel 1994 erano l’80,9% e addirittura il 91,7% nel 1974. In soli vent’anni, dal 1994 al 2014, si è registrato un tracollo di 24 punti percentuali.
I matrimoni civili, pur calando a livello generale, sono cresciuti rispetto a quelli religiosi passando dall’8,3% del totale delle nozze nel 1974 al 19,1% nel 1994 fino al 43,1% nel 2014. Una crisi generalizzata dell’istituzione che Valerii spiega così: “Se prima sposarsi significava uscire dalla famiglia d’
origine oggi non è più così. In passato, inoltre, il matrimonio rappresentava anche un meccanismo d’ascensione sociale soprattutto per le donne che potevano incontrare un partner di un livello socio-economico più alto. Oggi ci si sposa tra simili, soprattutto nella collocazione sociale ed economica”. Per quanto riguarda l’età media degli sposi, nel decennio 2004-
2014 salita da 33,6 a 36,6 anni, mentre per le spose si è passati da 30,3 a
32,5 anni. Ci si sposa più tardi perché è più difficile raggiungere l’autonomia finanziaria e poter acquistare una casa. “
Fonte: ll Giornale.it 10 luglio
E’ disponibile il numero 16 (10 luglio 2016) di Sursum Corda
| Dio sia lodato!
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Il collasso della banche italiane. Come replica dell’8 Settembre
Quanto prenderà Antonio Patuelli, banchiere, per fare il presidente dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana)? 200 mila? 400 mila l’anno? Confesso che sono stato tentato di scrivere a quel nobile consesso di banchieri: prendete me, posso essere stupido come lui a un terzo del suo prezzo. Per fortuna mi sono trattenuto. Non è certo il risparmio sugli emolumenti a determinate le scelte all’ABI, che abbiano bisogno di risparmiare – tanto sono soldi nostri, mica loro. Ma è che, ripensandoci, no, il mestiere di Patuelli non lo so fare. Quando ha detto, tuonando, che non deve essere applicato il bail-in (ossia che nelle banche dissestate ci rimettono i soldi gli azionisti e poi anche i depositanti) perché è contrario alla Costituzione, mi sono tolto il cappello: no, mi sono detto, a questi vertici, io, non oserei mai giungere.
Ora capisco quali qualità rare ed eccezionali pagano gli emolumenti di presidente dell’ABI. Ovviamente non la competenza (basta pensare che prima di Patuelli, i banchieri avevano scelto a rappresentarli Mussari, capo del Monte Paschi), non l’intuizione, né gli studi teorici, nemmeno l’intelligenza, ma solo una cosa: la faccia di bronzo. Una spessa, risonante faccia di bronzo.
Dall’8 per mille un miliardo di euro per la Chiesa conciliare
LA GENTE FRIGNA, MA POI 8 PERSONE SU 10 DESTINANO L’8 PER MILLE ALLA CHIESA CONCILIARE…
Dall’8 per mille un miliardo di euro per la Chiesa cattolica
Papa Francesco (lapresse)
MILANO – Otto italiani su dieci hanno deciso di destinare il loro 8 per mille alla Chiesa cattolica che nel 2016 potrà così incassare 1,01 miliardi di euro. Si tratta delle somme relative alle scelte del 2012 che in qualche modo riflettono il periodo difficile del Vaticano travolto dagli scandali durante il Pontificato di Benedetto XVI: il confronto con il 2004, infatti, è impietoso: allora il 90% dei contribuenti aveva deciso di destinare il proprio 8 per mille alla Chiesa. Possibile, quindi, che nei prossimi anni la tendenza torni a invertirsi puntando sull’effetto di Papa Francesco salito al soglio pontificio nel marzo del 2013.
Critica alla “Amoris laetitia” di 45 teologi e filosofi conciliari di tutto il mondo
Partiamo dal presupposto che sostenere che un documento magisteriale come un’Enciclica contenga errori dottrinali presuppone che chi lo ha scritto non avesse l’assistenza dello Spirito Santo (quindi non avesse l’Autorità di Successore di Pietro) ci sembra una notizia rilevante che ben 45 teologi e “pastori” di anime conciliari di tutto il mondo abbiano sentito la necessità di esprimere a Bergoglio le motivazioni per cui Amoris laetitia non è un documento cattolico.
Segnalazione di Corrispondenza Romana
di Emmanuele Barbieri
Un gruppo di 45 teologi, filosofi e pastori di anime di diverse nazionalità ha consegnato nei giorni scorsi al Cardinale Angelo Sodano, Decano del Sacro Collegio, una forte critica dell’Esortazione Apostolica post-sinodale Amoris laetitia . Nelle prossime settimane il documento, in diverse lingue, sarà fatto pervenire ai 218 Cardinali e ai Patriarchi delle Chiese Orientali, chiedendo loro di intervenire presso Papa Francesco per ritirare o correggere le proposizioni erronee del documento. La notizia è stata diffusa da Edward Pentin.
Fermo, la versione dei testimoni: “I nigeriani hanno aggredito”
Ancora da chiarire le dinamiche della morte del nigeriano a Fermo. Tutti i testimoni confermano il racconto fornito dall’ultrà arrestato: “Si è difeso”

Sono loro ad aver visto il pestaggio del nigeriano da parte dell’ultrà della Fermana, Amedeo Mancini. Tre donne e un uomo (l’amico che accompagnava Mancini) che confermano il racconto fornito dell’arrestato.
La ricostruzione dei testimoni
Da una parte c’è la versione quella della moglie della vittima, che accusa Mancini (ora indagato per omicidio preterintenzionale) di aver pestato senza motivo suo marito. Dall’altra, c’è il racconto dell’accusato, versione “confermata da quattro testimoni“.
I quattro testimoni, insomma, hanno tutti fornito – separatamente – la stessa versione dei fatti. Eccola: intorno alle 15 – riporta il Resto del Carlino – Mancini avrebbe urlato qualcosa alla moglie del nigeriano (non si sa ancora cosa: lei dice di essere chiamata “scimmia”, l’accusato di averli rimbrottati “perché stavano aggirandosi in modo sospetto intorno alle auto“). Successivamente, il nigeriano e la moglie (che dopo “l’insulto” avevano continuato a camminare) sarebbero quindi tornati indietro. I quattro testimoni concordano nel dire che la donna avrebbe urlato contro Mancini, mentre il marito lo avrebbe spinto e poi avrebbe estratto un palo dei segnali stradali colpendo Mancini e “facendolo cadere a terra” (la moglie sostiene, invece, che a usare per primo il cartello stradale sia stato il 39enne italiano).
Sempre secondo i testimoni, l’ultrà a quel punto si sarebbe rimesso in piedi, colpendo Emmanuel “con un solo pungo” (come detto dal legale dell’accusato). “Il mio assistito – continua l’avvocato – non si aspettava che il pugno sferrato al migrante avesse questo effetto, e colloca l’episodio in un contesto difensivo“.
Sul Carlino, inoltre, è stata pubblicata un’intervista ad una delle testimoni. E’ stata Pisana Bachetti a chiamare la polizia e ricostruisce così la vicenda: “Purtroppo ho assistito alla scena – dice al Carlino – ed ho visto che il giovane fermano, prima di sferrare il pugno, è stato letteralmente assalito dalla vittima e da sua moglie (qui la versione di Chimiary)“. Anche lei poi conferma la versione dell’accusato, che sostiene di essere stato colpito con il palo stradale e poi di aver reagito con un solo (fatale) pugno: “Lo hanno picchiato per quattro o cinque minuti e lo hanno colpito anche con il palo di un segnale stradale”. Poi aggiunge: “Voglio precisare che quel povero ragazzo nigeriano, prima di cadere a terra per un pugno subìto, si è reso protagonista di un vero e proprio pestaggio del 39enne fermano. Per quattro o cinque minuti è stato attaccato simultaneamente dal giovane di colore e da sua moglie. Il nigeriano addirittura lo ha colpito con un segnale stradale trovato nei pressi facendolo cadere a terra e poi hanno continuato a picchiarlo. Quando ho visto quella scena, ho chiamato la polizia perché temevo per l’incolumità del 39enne fermano, che ha reagito con un colpo, purtroppo per la vittima, ben assestato. Qualcuno ha cercato di intervenire, ma è stato preso a scarpate dalla moglie del giovane di colore. Casualmente sono giunti sul posto gli agenti delle polizia municipale, perché, nel frattempo, la moglie di Emmanuel aveva fatto unatelefonata ed erano arrivati una quindicina di nigeriani pronti ad entrare in azione“.
Come ricostruisce ancora il Resto del Carlino, da una prima analisi sul corpo della vittima, i segni dei traumi sarebbero “compatibili con la versione fornita dal 39enne fermano”. Ovviamente il segnale stradale è ora nelle mani della polizia, che ha riscontrato come non vi siano “tracce di sangue”.
RESTA LORO POCO TEMPO E KILLARY OSCILLA
L’ EDITORIALE DEL VENERDÌ
di Arai Daniele
Chi possono essere loro, se non i patrocinatori di guerre secondo l’utopia di nuovo ordine mondiale, nata nella scia del caos originale? Uomini come Bush e Blair, oggi sotto processo? Se quest’ultimo si scusa di aver agito in buona fede, chi o cosa lo ha spinto a fare la sua parte? Il potere delle tenebre? Parola grossa, a cui, sempre loro preferiscono quelle più blande, derivate da iniziative pacifiche. Si è visto con l’URI, «united religions iniziative»: quanto fatto per arrivare all’abominio gnostico di mettere la Religione di Dio e tutto il resto nello stesso calderone, un’iniziativa come tante! Prodoto di un curato «understatement» Ora, per «sistemare» le iniziative per il futuro dell’Europa, George Soros prende apertamente la parola nelle sedi europee per spiegare iniziative prestabilite, da discutere senza mettere in discussione quanto già da loro, sempre loro, deciso. https://www.youtube.com/watch?v=8PgSX-WD96Q&app=desktop
Ormai v’i è la soluzione ISE: Continua a leggere










