La strategia dei nemici di Cristo

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Si tratta di analisi e dati molto interessanti, soprattutto dal punto di vista delle informazioni. Anche i lettori più “pignoli” capiranno che non possiamo mettere le virgolette ogni volta che viene attribuito un titolo ad un “chierico” conciliare… (N.d.R.)

di Sergio Basile  

La duplice strategia dei nemici di Cristo per  la dissoluzione: ecumenismo e  scisma  nella Chiesa 

 Il mondialismo massonico vuol minare dottrina  e unità tra i fedeli, nello stesso tempo 

►Video correlato – Papa Francesco / Video ecumenico: 4 religioni, un dio

di  Sergio Basile

Il Cattolico istruito nella sua religione

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Torino: nascerà la Casa delle religioni?

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area ex Incet

Non poteva mancare l’idea di un emblema, il simbolo ed il raduno del relativismo sincretista anti-cattolico, ma molto conciliare (N.d.R.)

La Casa delle religioni per aiutare il dialogo contro i radicalismi Il progetto sarà presentato a Torino Spiritualità L’area ex Incet dove potrebbe nascere la Casa delle religioni Le religioni, tutte le religioni che convivono in città, potrebbero avere, in un futuro non molto lontano, uno spazio in cui dialogare, confrontarsi sui grandi temi, su principi, comportamenti, pratiche, tradizioni che si riflettono nell’anima ma anche nella vita di tutti i giorni. Lo studio per «Una Casa delle Religioni. Proposta di edificio multifede per la città di Torino», la base scientifica dell’iniziativa, sarà presentato il 2 ottobre, nell’ambito di Torino Spiritualità dalla Fondazione Benvenuti in Italia e dal Comitato Interfedi (ex olimpico) con il sostegno della Compagnia di San Paolo. Gli architetti ed esperti di management sociale di «Homers» hanno studiato vari celebri casi di luoghi di convivenza tra fedi in Europa e nel mondo. E hanno individuato a Torino alcuni siti, oltre all’ex Incet, adatti allo scopo: Parco Dora, un’area delle Nuove, il capannone tra via Pisa e via Perugia, l’area Fossata. Al momento della presentazione, l’amministrazione comunale potrebbe però già essersi espressa sul bando scaduto in primavera, con il quale aveva offerto 260 metri quadrati dell’ex Incet (corso Vigevano) per un progetto di promozione del dialogo interreligioso.  Gli obiettivi «Al bando ha partecipato un’unica cordata, in cui è presente Benvenuti in Italia, coordinata dalla Fondazione Brodolini di Roma», spiega Maria Chiara Giorda, docente di Storia delle Religioni e membro del comitato scientifico di Benvenuti in Italia. «L’ex Incet – prosegue – dovrebbe diventare il luogo pilota per la convivenza tra fedi, uno spazio non solo per il culto, ma anche culturale. Pensiamo ad iniziative contro la radicalizzazione, come in Nord Europa, con sportelli di counselling, con psicologi». Nell’ambito dello studio che sarà presentato a Torino Spiritualità è stato distribuito un questionario al Comitato Interfedi, agli studenti del corso di Storia delle Religioni tenuto da Maria Chiara Giorda, ad autorità locali e personalità significative. «È emerso – dice la docente – che la Casa sarebbe una risorsa importante in un tempo in cui su questi temi c’è urgenza di agire».   I protagonisti Le fedi coinvolte in una città che conta già spazi «multifede» negli ospedali Molinette e Mauriziano e all’aeroporto, sono quelle presenti nel Comitato Interfedi, che alla Casa troverebbe la sua sede definitiva: cattolici, ortodossi, valdesi, musulmani, ebrei, mormoni, induisti, buddisti. Da due mesi partecipano come uditori anche l’Istituto Buddista Soka Gakkai e la comunità Baha’i. «La partecipazione è aperta a tutti. Per la componente musulmana abbiamo dialogato con l’Associazione Islamica delle Alpi. Gli ortodossi, i cui spazi attuali sono insufficienti, potrebbero anche usare la Casa per il culto. Per altri, come cattolici ed ebrei, può diventare lo spazio dell’incontro, per i Baha’i quello delle iniziative rivolte ai giovani. Soprattutto dovrebbe caratterizzarsi come polo culturale trasversale».  Una idea Per il presidente del Comitato Interfedi, Valentino Castellani, più che di «progetto bisogna parlare di “idea”. La Compagnia di San Paolo ha finanziato con diecimila euro lo studio preliminare, ora bisogna vedere che cosa vorrà fare il Comune. Come Comitato, pensiamo a un luogo fisico come sede, a uno spazio di compresenza per iniziative co-gestite nella logica dell’unica religione civile che è la Costituzione italiana: in quello spazio nessuna religione deve prevalere». La speranza, dice Castellani, «è di poter mettere in piedi in ottobre lo studio di fattibilità. Il Comitato lavorerà sulla caratterizzazione degli spazi, nei quali non dovrebbe prevalere l’aspetto del culto. Benvenuti in Italia sul versante dell’organizzazione culturale». http://www.lastampa.it/2016/08/08/cronaca/la-casa-delle-religioni-per-aiutare-il-dialogo-contro-i-radicalismi-VS7YfcJrtqzmfxC39woNtK/pagina.html

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Brosio: «La Madonna prese un po’ di torta e la portò in Paradiso»

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brosio

Purtroppo il sensazionalismo, anche se decisamente idiota, sta ai tontoloni come Wanna Marchi stava ai creduloni…(N.d.r.)

Segnalazione di Raimondo Gatto

Panorama di Medjugorie. Paolo Brosio, ex cronista, fa parlare di sé con un nuovo annuncio

La Spezia – Sostengono, quelle che vengono chiamate “le veggenti di Medjugorie”, che la Madonna abbia chiesto loro di festeggiare il suo compleanno, per più giorni, all’inizio di agosto. E c’è chi ritiene si tratti solo di invenzioni, di false apparizioni, ma non Paolo Brosio, che da qualche tempo si dichiara devotissimo.   Su facebook, sostiene che non solo Maria abbia chiesto espressamente la festa, ma che una volta sia proprio scesa a prendere un pezzetto di torta, durante il compleanno terreno, e lo abbia portato in paradiso. Ebbene. In poche ore, ha raggiunto 900 condivisioni,4.300 “mi piace”. E ben 486 hanno disegnato un cuoricino, e 3.800 hanno aggiunto un segno di apprezzamento.   Brosio – che organizza anche viaggi a Medjugorieriesce a stare oggi sulla notizia, più di quando faceva disperare Emilio Fede, nei suoi improbabili collegamenti milanesi. È onnipresente sui social. E ha scritto, appunto che anni fa la Vergine non solo era scesa dal cielo, per incontrare chi la stava festeggiando, ma aveva anche “preso un fiore di marzapane dalla torta”.    I social media funzionano. E Brosio ha fatto parlare di sè, riciclando invero una vecchissima storia, il racconto di una delle presunte “veggenti” di Medjugorie, Marija Pavlovic Lunetti. La donna disse che la Madonna aveva chiesto di essere festeggiata il 5 di agosto, e che aveva poi anche gradito la festa di compleanno, tanto che quando “erano saliti in cento, per portare la torta alla collina, con le candeline e le rose di zucchero, aveva ascoltato la canzone, “tanti auguri a te”, prendendo una rosa di zucchero”.   Esiste una trascrizione datata 11 aprile del 2004 da tal Alberto Bonifacio, di Pescate di Lecco, in cui peraltro la donna afferma: «Quando oggi vedo i giovani che vanno in discoteca, mai contenti, penso a quanto ci siamo divertiti noi con la Madonna». A ciascuno le sue valutazioni. Brosio, però, con la storia della torta è stato ripreso perfino dalle agenzie di stampa…

Fonte: Il Secolo XIX.it del 9 agosto

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Cordignano: il sindaco Biz sui compensi previsti dalla legge

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sindaco

Il precedente sindaco lavorava anche come dipendente. Biz: “Ora impegno a tempo pieno per il Comune”.

CORDIGNANO – “Non esiste votazione in Consiglio comunale, delibera di giunta né documento di alcun tipo in cui sia stato votato l’aumento dei compensi degli amministratori”. Ci tiene a precisare questo il sindaco Alessandro Biz in merito alla questione dell’innalzamento degli stipendi degli amministratori di Cordignano. “Questo – continua Biz – perché i compensi sono stabiliti direttamente dalla legge, sono gli stessi dagli anni in cui c’era ancora la lira, poi convertiti nel 2002 in euro e successivamente decurtati del 10% e sono facilmente consultabili anche su internet, in cui si possono vedere le indennità suddivise per fasce di abitanti (Cordignano rientra nella fascia fra i 5.000 e i 10.000 abitanti)”.

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Schio: Ministro ritira la medaglia al ‘Teppa’

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Valentino Bortoloso, detto il ‘Teppa’, dovrà restituire l’onorificenza.

Il ministro della difesa Roberta Pinotti ha accolto la richiesta di revoca della ‘Medaglia della Liberazione’, consegnata ad uno dei protagonisti dell’Eccidio di Schio.

Un caso che aveva fatto sollevare le coscienze di molti, che avevano visto nella premiazione del partigiano ‘Teppa’ un affronto alle vittime e alla città stessa.

Bortoloso infatti, nella notte tra il 6 e il 7 luglio 1945, era entrato nelle carceri cittadine e si era reso protagonista di un massacro, nel quale trovarono la morte54 persone, tra le quali 14 donne e 7 minorenni.Filippo Busin

Dopo la consegna della medaglia al ‘Teppa’, sono fioccate le polemiche, che hanno punto sul vivo tutte le istituzioni coinvolte. Da lì è partita richiesta formale di revoca della medaglia. Richiesta accolta dal Ministero, che procederà con il ritiro dell’onorificenza al 94enne Bortoloso.

Soddisfatto Filippo Busin, firmatario dell’interrogazione presentata lo scorso giugno in Parlamento, che ha commentato: “Grazie all’interrogazione della Lega il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha revocato la medaglia della Liberazione a  Valentino Bortoloso, capo del commando partigiano che, tra il 6 e 7 luglio del 1945, massacrò barbaramente, senza alcun ordine ricevuto, 54 persone tra cui 14 donne innocenti e 7 minorenni. Chi si è reso protagonista di un eccidio non può essere ricordato come un esempio. Siamo soddisfatti che il ministro Pinotti abbia ascoltato le richieste avanzate dalla Lega che considera l’onorificenza una cosa seria e di estrema importanza. Assegnarla a Bortoloso avrebbe riacceso antichi risentimenti e compromesso il percorso di riconciliazione nazionale.”

A.B.

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Corruzione e mafie. L’ultimo rapporto della Dia

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DIA

E’ la corruzione la parola chiave del rappporto semestrale della Dia (II semestre 2015)  fresco di stampa (vedi qui).

Riguardo al Veneto gli investigatori (ri)segnalano la presenza della ‘ndrangheta e, in particolare, “gli insediamenti più significativi sono registrati in alcuni paesi della provincia di Verona (parte bassa e confini con la Lombardia) e nel basso vicentino dove propaggini criminali di Cutro (KR), Delianova (RC), Filadalfia (VV) e Africo Nuovo (RC) opererebbero attraverso ditte del settore edile”.

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AD ALEPPO I TERRORISTI NON SONO ARMATI DAGLI USA: ve lo assicura costui

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 AD ALEPPO I TERRORISTI NON SONO ARMATI DAGLI USA: ve lo assicura costui

Sento giusto giusto su Radio 24 un tale, che viene presentato come “il giornalista Daniele Ranieri del Foglio”, negare che   le forze siriane anti-Assad siano terroristi;  e ancor più che siano armati e  finanziati da Usa e Israele.   Naturalmente la menzogna è dimostrata dai numerosi video, in cui l’esercito lealista siriano in avanzata per   chiudere Aleppo,  esibisce interi arsenali di armi e munizioni Made in Usa.

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Lettera aperta di una vittima della mafia a “don” Ciotti: “Questa antimafia non ci piace”

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dc

UNA LETTERA MOLTO INTERESSANTE:

Questa la lettera aperta che Decandia ha inviato a Don Luigi Ciotti oggi.

Caro don Luigi Ciotti,

ci siamo conosciuti in Vaticano, Lei mi scrisse su un tovagliolino di carta “Luigi” con il suo numero di cellulare per essere contattato. L’ho chiamata, per delle iniziative della associazione di cui faccio parte, fondata da vittime, ma forse non era abbastanza importante per meritare la Sua attenzione.

Vorrei esprimerLe il mio pensiero circa le considerazioni formulate dal Giudice della Dda di Napoli Maresca in merito alla gestione dei beni confiscati alla criminalità da parte dell’associazione libera da Lei fondata.

Io non mi permetto di giudicare la legalità del Suo operato, anzi devo darLe atto che ha fatto tanto per l’antimafia, ha fatto tanto con i ragazzi, libera è contro le mafie, e resta un esempio importante di coinvolgimento e sensibilità su una questione centrale per il nostro Paese. Ma piace dirle sinceramente che nello stesso tempo condivido i rilievi del giudice Maresca, perché un sistema troppo grande rischia di diventare incontrollabile se non vi è il coinvolgimento di attori diversi e non necessariamente di libera nella gestione stessa delle cooperative create sui beni confiscati e le azioni delle strutture, a partire dai bilanci non diventano trasparenti come una campagna di vetro. Loro utilizzano beni confiscati e dunque patrimonio collettivo. Continua a leggere

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