13 dicembre, Santa Lucia, Vergine e Martire (Siracusa, 283 – Siracusa, 13 dicembre 304)

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imageA lato lo storico stellone che esce dall’ arena in Piazza Brà, davanti al Municipio

di Redazione

Arriva Santa Lucia! E si festeggia soprattutto in Sicilia (era di Siracusa) e a Verona:

I banchéti de Santa Lùssìa, fiera dalle radici antichissime, ancora oggi si tiene nei giorni precedenti il 13 dicembre, giorno dedicato al culto della santa siciliana, in Piazza Brà.

Nel XIII secolo, in città, in particolare tra i bimbi, era scoppiata una terribile ed incurabile epidemia di “male agli occhi”: la popolazione decise allora di chiedere la grazia a S. Lucia, con un pellegrinaggio alla chiesa di S. Agnese.

Con il freddo i bambini non avevano nessuna intenzione di partecipare al pellegrinaggio. Allora i genitori promisero loro che, se avessero ubbidito, la Santa avrebbe fatto trovare, al loro ritorno, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, tanti doni.

Tutta la famiglia è coinvolta nei preparativi dell’arrivo della Santa. In ogni casa, soprattutto dove c’è un bambino, non devono mai mancare cibo e acqua per lei e il Gastaldo, fido collaboratore, e anche per l’asinello, che da sempre l’accompagnano nella sua missione notturna!
Ora la chiesa di Sant’Agnese non esiste più dalla prima metà del 1800, ma l’usanza del cosiddetto “piatto di leccornie” per grandi e piccini è un’usanza popolare sempre in voga e molto sentita. I Cattolici, prima di tutto pregano la Santa, fanno un piccolo pellegrinaggio in una chiesa del centro, visitano i banchetti e tornano a casa col piatto pieno.

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Preghiera composta da san Pio X: O Santa, che dalla luce hai nome, a Te piena di fiducia ricorriamo affinché ne impetri una luce sacra, che ci renda santi, per non camminare nelle vie del peccato e per non rimanere avvolti nelle tenebre dell’errore. Imploriamo altresì, per tua intercessione, il mantenimento della luce negli occhi con una grazia abbondante per usarli sempre secondo il divino beneplacito, senza alcun detrimento dell’anima.
Fa, o Santa Lucia, che dopo averti venerata e ringraziata, per il tuo efficace patrocinio, su questa terra, arriviamo finalmente a godere con Te in paradiso della luce eterna del divino Agnello, il tuo dolce sposo Gesù. Così sia.

Fonte: http://www.sodalitium.biz/santa-lucia/

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La prima insurrezione antigiacobina nella penisola italiana

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viva_mariaE’ uscito il secondo libro nell’arco di un anno circa (l’altro è quello su Fatima di Arai Daniele) scritto da nostri collaboratori.  Stavolta l’autore è Raimondo Gatto, con “Zingari”, che sarà presentato prossimamente, ovviamente a Verona. Presto i dettagli.

di Raimondo Gatto

Vi è una data che segnala l’inizio dell’espansione rivoluzionaria in Italia, ed è il 5 aprile 1794, quando l’esercito francese entrò nel territorio della Repubblica di Genova per aggredire il Regno di Sardegna passando il confine di Ventimiglia, territorio della Serenissima.
Gli eserciti dell’Assemblea nazionale avevano già occupato la Savoia e la Contea di Nizza, in omaggio al risibile pretesto dei “sacri confini stabiliti dalla natura”, e della “lingua comune”.  Ci volle
molto tempo perché il “principio di nazionalità” entrasse nel bagaglio della rivoluzione; fu Napoleone III nel 1856, a consacrarlo alla vigilia dell’intervento a fianco del Piemonte, per giustificare la guerra contro l’Austria, distruggendo quello di legittimità.
Utilizzando questi motivi i rivoluzionari entrarono nella penisola italiana allo scopo di sconfiggere l’esercito piemontese che unitosi agli austriaci dopo la dichiarazione di Pilnitz tentò di erigere una diga per fermare gli aggressori; al Regno di Sardegna e all’Austria si uni la Prussia, che però si tirò fuori dalla mischia poco tempo dopo.
Il fratello di Robespierre, Agostino aveva tentato di fermare il Piemonte, chiedendo in cambio di Nizza Savoia e della Sardegna, mano libera sulla Lombardia e sugli ottantasette feudi imperiali del tortonese che dipendevano da Vienna. Vittorio Amedeo III rifiutò lo scambio e si accinse a consolidare la sua alleanza con l’Austria.
Per entrare in Piemonte bisognava passare per il territorio della Repubblica di Genova, poiché il piano prevedeva di transitare attraverso la valle del Tanaro e della Bormida, attaccando l’esercito austriaco che vigilava sulla Lombardia; chiave di volta era la fortezza sabauda di Saorgio, che una volta occupata non avrebbe trovato altra resistenza a guardia della pianura padana; nel giugno del 1793, i piemontesi riuscirono a bloccare i francesi sul colle dell’Authion e del Raus; un altro obiettivo dei francesi era di occupare il porto sabaudo di Oneglia, dove le navi del regno contrastavano
quelle dei rivoluzionari. Continua a leggere

Sono un antimoderno. Più dell’Isis temo la scienza, la tecnologia e l’economia

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Sagace e mai banale. Non serve essere d’accordo su tutto con lui. Noi non lo siamo, infatti, perché parte da presupposti atei, ma alcune sue riflessioni sono molto più interessanti e fanno pensare più di certi intellettuali cattolici, o presunti tali. (N.d.R.)

di Massimo Fini

Sono un antimoderno. Più dell'Isis temo la scienza, la tecnologia e l'economia

Fonte: Massimo Fini

Intervista di Maurizio Caverzan

Dalle finestre della casa di Massimo Fini si ammirano le torri della zona ex Varesine di Milano. «Una bella vista», butto lì accorgendomi subito di aver fatto una gaffe: «Una vista che non mi fa stare tanto tranquillo», è la replica, «con questo grattacielo a banana che ha tutta l’aria di venirmi addosso…». L’antimodernismo di Fini è anche architettonico e urbanistico. E in effetti, vista da qui, l’eccentrica curva della Torre Diamante che si allarga dall’asse delle fondamenta può risultare un tantino incombente. Per recuperare esterno il mio compiacimento di trovarmi lì a intervistare lo scrittore che molti dei direttori per i quali ho lavorato avrebbero voluto tra le firme dei loro giornali. «È vero, Maurizio Belpietro, Vittorio Feltri e anche Mario Giordano mi hanno chiesto più volte di scrivere, ma ho sempre declinato (per la presunta incombenza dell’editore Silvio Berlusconi ndr). Forse a causa del fatto che sono più individualisti e liberi, i giornali di destra sono più attenti al mio lavoro. Fosse stato per L’Espresso e La Repubblica non sarei esistito. Non tanto per un fatto strettamente ideologico, quanto perché sono delle confraternite, enclavi impenetrabili».

A differenza del Fatto quotidiano per il quale scrivi?

«Al Fatto ho un rapporto più che ottimo con Marco Travaglio, il quale mantiene un atteggiamento di grande riguardo verso di me. Chissà quanti pezzi non condivide tra quelli che gli mando, ma li pubblica ugualmente da vero liberale montanelliano».

E tu condividi tutto del Fatto?

«Travaglio ha gettato tutto il giornale a corpo morto sulla linea del No, mentre io non vado a votare. Ho anche perso la scheda elettorale».

Ma sull’argomento hai scritto. Continua a leggere

Teoria dell’Evoluzione: 44 Ragioni che la Smontano

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evoluzionismo inattendibile
di M. Snyder
Traduzione di Anticorpi.info
La teoria dell’evoluzione è falsa.
Semplicemente, non è vera. In realtà è solo una favola per adulti basata su un’antica filosofia religiosa pagana a cui centinaia di milioni di persone in tutto il mondo scelgono di credere per pura fede.
Ogni volta che a un adulto occidentale venga chiesto di illustrare le prove dell’attendibilità della teoria dell’evoluzione, la domanda cade nel vuoto. La maggior parte delle persone farfuglia qualcosa sul fatto che ‘la maggior parte degli scienziati la supportino’, e questo fatto basta e avanza. Tale forma di anti-intellettualismo dilaga ancora oggi nelle università. Se ne dubitate, provate a recarvi in un campus universitario e chiedete agli studenti le motivazioni per cui credono alla teoria dell’evoluzione. In pochissimi saranno effettivamente in grado di fornire risposte. La maggior parte di essi manifesterà solo una cieca fede nella classe sacerdotale nella nostra società (‘gli scienziati’).
Quindi è necessario domandarsi se le affermazioni della nostra classe sacerdotale siano veritiere. Quando Charles Darwin propose la teoria dell’evoluzione, in realtà non aveva alcuna prova che fosse fondata. E da allora la famosa prova non è mica stata prodotta. La maggior parte degli americani resterebbe scioccata nell’apprendere che la gran parte di ciò che viene loro insegnato come ‘verità’ sull’evoluzione è solo il prodotto della creatività iperattiva dei membri della comunità scientifica. Vogliono crederci in maniera così violenta che dicono di tutto per difendere la loro favola. Insistono sul fatto che la teoria dell’evoluzione sarebbe stata ‘provata’ e che quindi l’argomento sia fuori discussione. Nel frattempo le persone comuni preferiscono accettare la ‘verità’ dell’evoluzione per il timore di essere additate dal branco come ‘stupide.’
Di questi tempi è imprescindibile che tutti noi impariamo a pensare con la nostra testa. Non lasciate che chicchessia vi dica che cosa pensare, compreso il sottoscritto. Fate le vostre ricerche e giungete alle vostre personali conclusioni. Da parte mia, di seguito vado ad illustrare 44 ragioni per cui l’evoluzione è solo una favola per adulti.

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“Trump aiutato da Putin” e altre fake news – Lotta senza esclusione di colpi in Usa

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di Maurizio Blondet

"Inauguration" presidenziale. Ideale per assassini solitari.

Brutale machtkampf in  den Usa”, brutale lotta di potere in Usa: così il Deutsche Wirtschaft  Nachrichten titola l’attacco della Cia a Donald Trump, il presidente non ancora insediato.  Il Washington Post – punta di lancia di questa lotta  senza esclusione di  colpi – ha ‘rivelato’ che  secondo un rapporto Cia, persone legate a Mosca   hanno fornito a Wikileaks le email piratate dalla  posta elettronica di John Podesta,  direttore della campagna elettorale di Hillary, che hanno mostrato i più loschi retroscena del potere della candidata, del marito, della Clinton Foundation   riempita  mazzette  di donatori (Arabia Saudita, Katar…) mentre la signora  ricopriva la carica di segretaria di Stato; dei legami di Huma Abedin con i Fratelli Musulmani;  degli  strani rapporti con la “artista” satanica Abramovic, da cui ha origine il sospetto di certi  sottofondi   pedofili. Tutto ciò avrebbe provocato la sconfitta della Clinton.

A leggere l’articolo del WaPo, invero, non vi si trova alcun dato di fatto che dia corpo alle accuse: anzi anonimi esponenti della Cia ammettono che  non dispongono di alcuna prova  che  dimostri che il Cremlino abbia trasmesso o ordinato  ad intermediari di spifferare le email a Wikileaks.  Tuttavia, il fatto stesso che tutti i “grandi” media occidentali  abbiano ripreso  e strillato questa  chiara infondata  menzogna  (la Botteri si è naturalmente distinta nella bisogna)  mostra che la lotta dell’Establishment contro Trump è  entrata in una fase nuova, appunto brutale e letale.

Chi ha passato  le e-mail compromettenti a Wikileaks? Se i nostri quattro lettori sono stati attenti,  lo sanno già: glielo ha detto in vari video Steve Pieczenik, l’uomo di antiche “operazioni” del Dipartimento di Stato. Egli ha dichiarato che sono stati ambienti dell’intelligence  a fornire ad Assange le mail,  allo scopo di impedire un “golpe” dei Clinton, e perché disgustati del potere del denaro  saudita nella politica estera Usa. Pieczenik  ha anche ventilato  punizioni sulla cosca pedofila; ha anche elogiato Assange come un eroe che si è prestato al contro-colpo  con sacrificio personale. Continua a leggere

Premio Nobel per l’economia 2016: “L’euro è stato un errore”

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oliver hartSegnalazione di L.M.

Secondo il professore di Harvard, Oliver Hart, l’Unione europea ha eccessivamente centralizzato i poteri: “Se non cambia potrebbe fallire”

Bruxelles – L’euro è stato “un errore” e per sopravvivere l’Unione europea deve restituire potere agli Stati oppure rischia il fallimento. È il parere netto di Oliver Hart, professore di Harvard e vincitore, insieme a Bengt Holmström, del premio Nobel per l’Economia nel 2016. Intervistato dall’agenzia spagnola Efe, Hart non ha nascosto le critiche nei confronti della direzione assunta dal progetto europeo e in particolare della moneta unica: “L’euro è stato un errore”, si è detto convinto Hart, che ha riferito di avere questa opinione fin da quando si è cominciato a parlare di moneta unica. Per questo “non sarei affatto triste se in futuro l’Europa si liberasse dell’euro”, ha continuato il premio Nobel, secondo cui “i britannici furono molto furbi a restare fuori” dalla valuta comune. La sparizione dell’euro, secondo Hart, significherebbe che ai governi ritornerebbe “qualche autorità” in materia di politica monetaria.

La critica principale che Hart muove all’Unione è in effetti una eccessiva concentrazione di poteri. “Credo che la parola chiave sia decentralizzazione”, è convinto il premio Nobel, secondo cui “forse l’Ue è andata troppo oltre nel centralizzare il potere”. In Europa, ha sottolineato lo studioso, “abbiamo visto una preoccupazione sui diritti di decisione che sono strati trasferiti dai Paesi verso il centro, a Bruxelles, e credo che la forma da seguire adesso sia devolvere questa capacità di decisione ai singoli Paesi”. Se questo sarà fatto “l’Unione europea può sopravvivere e prosperare, ma in caso contrario, potrebbe fallire”, è stata la previsione di Hart, che considera gli stati Ue “non sufficientemente omogenei” per essere “una sola unità” che è quindi “un vero errore tentare di crearla”.

Fonte: http://www.eunews.it/2016/12/09/premio-nobel-per-leconomia-2016-leuro-e-stato-un-errore/73938 Continua a leggere

“Mons.” Negri e l’esperienza religiosa

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Ecco l’esempio dell’idolo dei conservatori conciliari che amano chiamarsi tradizionalisti, delle “vedove ratzingeriane” e parrocchianume vario… (N.d.R.)

Segnalazione del Centro Studi Federici

Mons. Negri al convegno “Israele, frontiera d’Europa”. Un manifesto di antropocentrismo laico e illuminista dove la ‘vera’ religione è l’esperienza religiosa comune a ogni confessione (e anche a chi è solo ancora in ricerca) e la falsa religione è quella ‘integrista’, che altro non sarebbe che ideologia politica.
 
Mons. Luigi Negri, che occupa la sede arcivescovile di Ferrara, è noto in Italia come un prelato vicino alle istanze dei movimenti “Summorum Pontificum” (ha partecipato al pellegrinaggio internazionale dell’omonimo movimento). Formatosi alla scuola di don Giussani e di ‘Comunione e Liberazione’, collabora alla Bussola Quotidiana e ha dato il proprio sostegno ad Alleanza Cattolica.
Il 17 novembre 2016, a Roma, ha partecipato al convegno “Israele frontiera d’Europa”, in difesa dello stato sionista, promosso dal quotidiano “Il Foglio” col patrocinio, tra gli altri, delle Logge del B’nai B’rith. “Il Foglio” del 21 novembre 2016 riporta interamente il discorso tenuto da Mons. Negri, del quale trascriviamo le parti più significative che, per un vero cattolico, si commentano da sé (i caratteri in grassetto sono di Sodalitium). Chi accusa Mons. Negri di opporsi al Vaticano II e al suo spirito senza dubbio dichiara il falso.

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III domenica d’Avvento

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La Santa Messa tridentina “non una cum” della III Domenica di Avvento è stata celebrata anche alle 18.00 ad Abano Terme (VI)

A cura dell‘ Oratorio Sant’Ambrogio di Milano

L’Omelia tenuta da don Ugolino Giugni domenica 11 Dicembre 2016 – terza domenica d’Avvento – è disponibile per l’ascolto ->

Fonte: https://oratoriosantambrogiomilano.wordpress.com/2016/12/11/omelia-della-iii-domenica-davvento/ Continua a leggere

E’ disponibile il numero 38 di Sursum Corda (11 dicembre 2016)

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Dio sia lodato!
Sul nostro sito è disponibile il numero 38 (del giorno 11 dicembre 2016) diSursum Corda®.

Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata agli Associati, oppure si può acquistare nel MiniShop in cartaceo o PDF. Gli articoli sono comunque leggibili gratis sul sito.

Segnaliamo l’ultimo necessario studio pubblicato solo sul sito: Breve ricerca sulla laicità e sulla separazione fra Chiesa e Stato.

Ultimi articoli:

– Comunicato numero 38. Come bisogna leggere la Sacra Scrittura;

– Leone XIII, «Providentissimus Deus». Introduzione allo studio delle Sacre Scritture;

– Leone XIII, «Providentissimus Deus». La Scrittura è divinamente ispirata;

– Leone XIII, «Providentissimus Deus». La Scrittura e la predicazione;

– Leone XIII, «Providentissimus Deus». Le antiche scuole di sacra Scrittura;

– Leone XIII, «Providentissimus Deus». Studi biblici. Avversari ed errori;

– Leone XIII, «Providentissimus Deus». Scelta dei docenti;

– Leone XIII, «Providentissimus Deus». Scrittura e teologia;

– Leone XIII, «Providentissimus Deus». Investigazione ed interpretazione biblica;

– Leone XIII, «Providentissimus Deus». Scrittura e santi Padri;

– Leone XIII, «Providentissimus Deus». La Scrittura anima della teologia.

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Cremona: parroco conciliare dice no al presepe per rispetto degli eretici, ma il popolo fedele lo allestisce lo stesso

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presepe-originiCommento e Segnalazione di Federico Colombera

Il prete conciliare offende la natività per ossequare l’eresia…

LORENZO GOTTARDO
CREMONA

Rinunciare al presepe natalizio come segno di rispetto nei confronti di chi professa un’altra religione: un gesto di profonda sensibilità, ma per alcuni anche molto discutibile. È quanto accaduto oggi a Cremona dove il cappellano del cimitero cittadino, don Sante Braggié, si è rifiutato di allestire la Natività all’ingresso del camposanto interrompendo così una tradizione che era stato proprio il suo predecessore, don Oreste Mori, ad inaugurare nel 2010. Don Sante Braggié ha motivato la decisione con «il rispetto verso le altre religioni e con la volontà di non farsi trascinare in mezzo alle dinamiche della politica». 

E se nel primo caso il parroco è riuscito nel suo intento evitando di offendere i fedeli islamici e induisti che rappresentano le due comunità religiose (ad eccezione di quella cattolica) più cospicue della provincia, non si può dire lostesso per il suo proposito di rimaner fuori dalla querelle politica che il suo gesto avrebbe inevitabilmente provocato. La presa di posizione di don Braggié ha infatti scatenato una disputa molto sentita all’interno della comunità cremonese e non solo.

Primo ad esprimersi sulla vicenda è stato il segretario cittadino della Lega Nord, Pietro Burgazzi: «Spero che la scelta di non fare il presepe al cimitero non sia ideologica, ma sentendo le critiche sembra proprio di sì. Vorrei che l’amministrazione si pronunciasse fornendo spiegazioni plausibili». Seguito da Paolo Grimoldi, segretario della Lega Lombarda e deputato della Lega Nord: «Inconcepibile che sia proprio un sacerdote a vietare l’allestimento del presepe per non urtare la sensibilità degli immigrati di altre fedi. Il presepe fa parte della nostra tradizione storica e culturale». 

Ma alla fine, nonostante le polemiche, una soluzione per il presepe di Cremona si è trovata: ad allestirlo non sarà don Sante Braggié, che ha commentato definendo il tutto «una bufala ottenuta strumentalizzando le sue parole», ma alcuni volontari che hanno risposto all’invito dell’ex assessore ai servizi cimiteriali, il leghista Claudio Demicheli. D’accordo con l’assessore in carica, Rosita Viola di Sel, il presepe verrà realizzato senza oneri aggiuntivi per il Comune. Un esempio di comprensione e collaborazione sotto Natale, anche tra opposti schieramenti politici.

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