L’Ue ha votato: meno democrazia. E più favori alle lobbies

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Risultati immagini per leviatano UEStrasburgo approva in sordina il «Corbett Report»: con la scusa di velocizzare la produzione di normative, si mettono nuovi ostacoli ai critici di Bruxelles. E per i deputati sarà più facile rappresentare interessi privati

di FRANCESCO BORGONOVO

Sono mesi che i popoli del Vecchio Continente continuano a rifilare all’Unione Europea schiaffoni su schiaffoni. Dai sondaggi risulta evidente che l’euroscetticismo è ai massimi un po’ ovunque, e gli esiti di tutti i referendum popolari lo confermano. Il messaggio è chiaro: la gente ne ha le tasche piene della burocratica strafottenza di Bruxelles. Già, peccato sia chiaro a tutti tranne che agli euroburocrati. Sapete come rispondono i capoccia dell’Ue all’ondata di indignazione? Trincerandosi ancora di più dietro ai loro privilegi, e aumentando oltre ogni limite immaginabile il

deficit di democrazia che da sempre caratterizza le istituzioni comunitarie. Continua a leggere

INTROVIGNE RIABILITA LA ABRAMOVIC. E ‘PAPA FRANCESCO’, GIUDA

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di Maurizio Blondet

“Alcuni media accusano l’artista serba Marina Abramovic d’essere satanista. Io, che ho scritto sul satanismo un libro accademico di 700 pagine – Satanism, a Social History – considero quest’accusa ridicola”.

E’ Massimo Introvigne –a cominciare così la difesa di Marina Abramovic, la ‘performer’ che – risulta da certe mail – ha invitato i due fratelli Podesta (vedi Pizzagate) ad  un suo rituale che chiama “Spirit Cooking”.

Una vera arringa difensiva, quella di  Introvigne, che trovo in un sito inglese, a cui rimando. Un pezzo quasi incredibile.

Introvigne sente il bisogno di scagionare la Abramovic;  perché, lo sa lui. Certo che è molto cambiato negli ultimi tempi, da quando ha lasciato Alleanza Cattolica – un gruppo tradizionalista – al termine di un lungo percorso come “studioso di esoterismo”, neocon filo-israeliano,  incaricato dalla Lituania  (sic)  a rappresentare all’OSCE la “lotta contro il razzismo,  xenofobia, discriminazione”,  per finire da ultimo a  fare il papista bergogliano, estensore di liste di cattolici “tradizionalisti” che secondo lui sono ostili a “Francesco”. Continua a leggere

L’ “arcivescovo” di Santiago, Julian Barrio ordina “sacerdoti” due uomini omosessuali conviventi

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arciereticodi Rodolfo de Mattei

La Spagna cattolica post-Zapatero si trova sotto un’inaudita ed estenuante aggressione LGBT. Dopo il caso del cardinale e arcivescovo di ValenciaAntonio Cañizares Llovera, bersaglio di una violenta campagna di odio orchestrata dalle lobby omosessualiste per via di alcune sue, più che legittime, dichiarazioni di condanna dell’ideologia gender, la chiesa cattolica spagnola si trova ora infatti, nuovamente sugli scudi, questa volta per il vergognoso ed inammissibile comportamento antitetico dell’arcivescovo di Santiago Julian Barrio, il quale non si è posto alcun problema ad ordinare sacerdoti due uomini dichiaratamente e notoriamente omosessuali.

BARRIO NON POTEVA NON SAPERE

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L’impossibile trinità della globalizzazione

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Risultati immagini per contro la globalizzazionedi Roberto Pecchioli

Democrazia, sovranità e globalizzazione economica sono reciprocamente incompatibili. Lo sapevamo in molti, e da tempo. Adesso ci arrivano, con il consueto ritardo, anche alcuni economisti di primo piano. Uno di loro è il turco, ebreo sefardita con cattedra ad Harvard, Dani Rodrik.  Il professorone passa per un rivoluzionario, nel mondo accademico dell’economia e della finanza, per avere enunciato un principio, anzi un trilemma dell’impossibilità che il senso comune aveva elaborato da tempo. Continua a leggere

Aleppo liberata: “Questo Natale avrà un altro profumo”

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di Federico Cenci

Aleppo liberata: “Questo Natale avrà un altro profumo”

Fonte: Zenit

Mons. Abou Khazen, felice per l’ingresso dell’esercito siriano nei quartieri occupati, considera “motivo di speranza” la lettera del Papa ad Assad. Ma accusa: “L’embargo colpisce solo i civili”.
“La città di Aleppo finalmente sta per essere completamente liberata e unificata dopo quattro lunghi anni di divisione e di morte seminata da diversi gruppi armati siriani e non”. La testimonianza diretta giunge a ZENIT da mons. Georges Abou Khazen, vicario apostolico di Aleppo per i cattolici di rito latino.
Mentre lui parla, di sottofondo è nitido il suono dei colpi di mortaio. Stavolta però, rispetto ai mesi scorsi, è un sibilo di speranza, giacché testimonia l’assedio da parte dell’esercito siriano nella parte orientale della città, fino a poche settimane fa una roccaforte dei gruppi cosiddetti “ribelli”.
Durante l’occupazione – racconta mons. Abou Khazen, che ha avuto modo di parlare con persone fuggite dalla parte est di Aleppo – “la vita non era affatto facile, specialmente negli ultimi mesi di combattimenti, perché i ‘ribelli’ impedivano di far arrivare viveri e medicinali, mentre i loro depositi era riforniti”.
Questi gruppi – ribadisce il vicario apostolico – appartengono tutti alla galassia del fondamentalismo islamico e – aggiunge – “imponevano alla popolazione dei precetti e dei modi di vita all’insegna del fanatismo, totalmente estranei alla tradizione del popolo siriano”.
L’Onu riferisce che la situazione umanitaria è “catastrofica”: si registrano difficoltà logistiche per curare i feriti, l’igiene è scarsissima e la gran parte degli edifici è distrutta.
“Ora che la città è quasi interamente in mano all’esercito regolare – spiega tuttavia mons. Abou Khazen – molti profughi stanno tornando e questo è comunque un simbolo di rinascita”. Il vicario apostolico sottolinea che molti cittadini di Aleppo si erano allontanati recentemente, “durante l’ultima operazione dell’esercito per liberare i quartieri est della città”.
Una volta ripreso il controllo di queste zone, è stato necessario “pulire questi quartieri dalle mine, riaprire le strade e far funzionare tutte le altre infrastrutture”. Quasi concluse queste attività, la gente sta tornando indietro, dove spesso al posto della propria casa trova però un luogo spettrale. Presto dovrà avvenire la ricostruzione.
“Il clima che si respira tra la gente è di gioia, ottimismo e speranza”, racconta il vicario apostolico. Il quale però rileva che c’è anche tanta prudenza, perché il popolo siriano ormai è abituato alle “brutte sorprese”.
Prudenza – o forse sano realismo – che traspare anche dalle parole di mons. Abou Khazen. “Purtroppo non sono fiducioso per niente riguardo a un aspetto!”, esclama.
E rivolge un’esplicita accusa nei confronti della comunità internazionale: “Tutte le scuse sono buone per lasciare le sanzioni e l’embargo contro la Siria!”.
Ad avviso del rappresentante cattolico, l’embargo sembra riguardare “solo gli aiuti umanitari, il gasolio, i medicinali” e dunque “chi ne paga le conseguenze è la povera gente”. E invece le armi – “ogni genere di armi”, dice – continuano ad entrare nel Paese.
L’8 dicembre scorso, del resto, il Governo Usa ha concesso una deroga alle esportazioni di armi a “forze irregolari, gruppi o individui impegnati nel sostenere o agevolare le operazioni militari degli Stati Uniti per contrastare il terrorismo in Siria”.
Non da Washington, ma dalla Città del Vaticano arrivano concreti segni per un avvenire migliore per il popolo siriano. La lettera inviata da Papa Francesco al presidente Assad “è un altro motivo di speranza per tutti noi, cristiani e non”, commenta mons. Abou Khazen. Che definisce inoltre “un gesto speciale” la nomina a cardinale da parte del Pontefice del nunzio apostolico in Siria, Mario Zenari.
Da qui bisogna ripartire per il futuro della Siria. “Questo Natale – spiega il vicario apostolico – avrà un altro profumo alla luce della liberazione della città, alcune strade saranno adornate per la festa anche se non c’è l’elettricità. Ma come abbiamo fatto lungo questi anni di guerra, cerchiamo di seminare la vera gioia e speranza cristiana nell’animo dei fedeli”.

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Lotta all’Isis fermando i finanziatori

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di Fulvio Scaglione

Lotta all’Isis fermando i finanziatori

Fonte: L’Eco di Bergamo

Le stragi in Somalia, Nigeria e in Egitto, oltre alla nuova offensiva dell’Isis contro la città siriana di Palmira, sono un campanello d’allarme. Crudele, feroce. Ma utile per tutti coloro, e non sono pochi, che ancora sottovalutano la questione del terrorismo islamista o che credono, e vogliono far credere, che sia possibile risolverlo con una stanca campagna di bombardamenti o qualche guerra improvvisata in malafede.

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Chi ha paura del Bambin Gesù?

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Le tre tentazioni del Natale: l’orgoglio, la vanità, la routine
di Tom Hoopes

L’Avvento inizia con una resa dei conti mentre Satana cerca di tentare Gesù con l’orgoglio, la vanità e il comfort. Man mano che si avvicina il Natale, affrontiamo le stesse tre tentazioni.

LA PRIMA TENTAZIONE DEL NATALE È L’ORGOGLIO: SENTIRSI MINACCIATI DA GESÙ
È la tentazione a cui Erode ha dato libero sfogo, massacrando gli innocenti in una folle campagna volta a uccidere il bambino Gesù. I nostri Governi federali, statali e locali fanno lo stesso: non bandiscono il pupazzo di neve o la renna perché non sono reali, non fanno paura. Ma il Bambin Gesù è reale – e spaventa.
Lo sappiamo perché spaventa anche noi. Spesso rispondiamo sentimentalizzando il Natale, per tenerlo a bada.
Diciamo che in questo Natale vogliamo accogliere Gesù nel nostro cuore, ma non nella parte del nostro cuore incaricata delle nostre routine mattutine, o del nostro divertimento notturno, e non lo vogliamo accogliere neanche nella parte del nostro cuore che controlla il nostro tempo online, o in quella che parla – o rimane in silenzio – sul posto di lavoro, o ancora in quella che spende il nostro denaro. Continua a leggere

Il Gattopardo

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di Umberto Bianchi

Il gattopardo

Fonte: Umberto Bianchi

Forse mai film e romanzo furono tanto veritieri in quanto a simbolica rappresentazione di un paese come il nostro…Tomasi di Lampedusa aveva, già nell’oramai lontano 19° secolo preconizzato e rappresentato al meglio lo spirito di quell’Italia che, ancorchè giovane nazione sul proscenio mondiale, mostrava già di possedere caratteristiche piuttosto “inedite”, quanto a coerenza e a tutte le virtù ad essa correlate. Oggi, a quasi due secoli di distanza, l’Italia sembra ricalcare pedissequamente certi copioni, senza soluzione di continuità…Il tanto osannato Referendum sulle Riforme istituzionali che, per taluni sembrava rappresentare un metafisico spartiacque, dopo il quale o il Diluvio o una nuova Palingenesi ci avrebbero atteso, bene, a nulla ha portato, nonostante il NO chiaro e forte espresso dagli italiani ad un Governo abusivo, non eletto, impopolare, asservito in modo sfacciato alle lobbies della finanza internazionale. Come se nulla fosse, dopo una farsesca consultazione tra le forze di Governo e la Mummia Presidenziale, gli stessi nomi, le stesse facce, le stesse poltrone, sono state ancora una volta riconfermate, stavolta sotto la sagace guida dell’ex ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, una figura di fronte alla quale Renzi pare Flash Gordon, quanto a sveltezza, energia e spirito di intraprendenza (in negativo, sia ben chiaro…). Tutto il chiasso, il clamore, le speranze, le paure, sono scivolate via come se nulla fosse, trascinate nel “cupio dissolvi” della costituzione di un governo-fotocopia, frutto della solitaria partenogenesi di una qualche abominevole creatura, lontana anni luce dal popolo e dal suo sentire. Sì, è vero, Loro hanno detto che questo sarà un governo di “scopo”, cioè messo lì per portare a termine solo certe incombenze istituzionali, dopodiché si autoscioglierebbe per lasciare che siano i cittadini a dire la loro. Ed è proprio su questo ultimo punto, che riteniamo sia lecito nutrire i più forti e ragionevoli dubbi. Non che non si voterà mai più, ma è ragionevole dubitare che non sarà in tempi così brevi; qualcuno preconizza il 2017 o il 2018 ed oltre. Nel prevedere tempi così lunghetti si dovrebbe, però tener presente che, mummie ed affini, hanno sicuramente un concetto del tempo più elastico ed “allungato” di quello di noi umani, così attaccati all’idea di un consenso politico che dovrebbe trovare base e fondamento nella coscienza della gente, di quel popolo, oggidì messo in disparte, dalla sfacciata arroganza delle oligarchie buoniste e progressiste. Costoro credono che democrazia, libertà di espressione e scelta vadano bene solo quando utilizzate per conferir loro consensi, altrimenti, senza troppe storie, si ricorre a quella modalità di golpe “soft”, leziosamente chiamata “governo tecnico” o “di scopo”, dietro le quali si nasconde una vera e propria arbitraria sospensione dei diritti dei cittadini. Ma, come recita un antico adagio, “non tutto il male vien per nuocere”. Siamo ancora in una situazione troppo fluida, perché da un confronto elettorale non possa ripetersi un altro nauseabondo, pateracchio all’italiana. La legge elettorale, anzitutto. Sarebbe veramente ridicolo tornare al voto con due leggi elettorali differenti, una per la Camera e l’altra per il Senato. Sarebbe certamente auspicabile un ritorno al Proporzionale. Ma, seppure importante, non è questa la ragione-principe che dovrebbe indurci ad una più approfondita riflessione, basata su quanto abbiamo poc’anzi accennato. Ad ora, le forze di opposizione, sono ancora troppo confuse e frastagliate. Incertezza e poca chiarezza regnano sovrane, accompagnate a rivalità di varia natura. Il quadro che va via via prospettandosi, non consente, a parere di chi scrive, indecisioni o sbavature di sorta, anche perché stavolta, più che mai, in giuoco non c’è solamente il fragile equilibrio politico italiano, ma la nostra stessa sopravvivenza come popolo, ethnos, inteso come comunanza di lingua, cultura e visione del mondo. Una sopravvivenza oggi seriamente messa in giuoco dall’accelerazione impressa a quel processo di omologazione ed asservimento globale ai “desiderata” dei potentati finanziari internazionali, la cui più grave manifestazione, tra le tante, è rappresentata proprio dalla sconsiderata immissione di masse umane provenienti da aree esterne all’Europa, al fine di sostituire con queste ultime, la forza lavoro nostrana e, con essa, qualunque forma di rivendicazione e freno al liberal capitalismo. Ed il fatto che, in giro di idee chiare ve ne siano poche, lo dimostra anche la vicenda di movimenti come il 5 Stelle che, al di là di belle parole e di splendide intenzioni, alla prova dei fatti, ha dimostrato immobilismo ed incapacità nelle scelte strategiche, come accaduto con la giunta Raggi a Roma, la cui squadra di lavoro non è stata ancora completata o, come nei casi di altre realtà locali, con coinvolgimenti ed avvisi di garanzia di vario tipo e genere. Una vecchia storia all’italiana, questa, che troppo spesso, ha visto forze politiche fresche di anni di dura opposizione, finire con l’impantanarsi in quella stessa palude, in cui giacevano le tanto vituperate forze dei vari governi, fatti oggetto delle peggiori accuse. Ed allora forse, sarà proprio vero che “non tutto il male vien per nuocere”. Quel lasso di tempo, più o meno breve, lungo o medio, che intercorrerà tra l’insediamento del governo-travicello e l’indizione di nuove elezioni, dovrebbe essere adoperato per mettere a punto idee, programmi, strategie, chiari e non per rincorrere obiettivi a brevissimo termine, che potrebbero rivelarsi delle trappole senza scampo, per chi vi si voglia impunemente avventurare. La fretta di dare battaglia in campo aperto, ha troppo spesso portato alla sconfitta anche le menti e le personalità più importanti della storia, come nel caso di Napoleone, mentre il lungo e logorante assedio, lo sfinimento per inedia delle forze nemiche, accompagnato da un rapido e secco colpo di grazia, ha finito, molto spesso, per rivelarsi una strategia vincente. Un’opposizione dura, logorante, continua, accompagnata da idee chiare, sino allo sfinimento ed al completo sfaldamento delle forze di establishment, si potrebbe rivelare molto più efficace e duratura nei risultati, che non una frettolosa e scombinata ascesa alla sala dei bottoni, accompagnata da altrettante rapide e disastrose uscite di scena. Ed allora, cari amici, lettori e militanti, meglio una “Lunga Marcia” di maoista memoria, meglio una “Lotta di lunga durata” alla Ho Chi Minh, che non il pregustare il dolciastro sapore di quanto mai improbabili posticini al sole, immaginando alleanze, assi, coalizioni, leggi elettorali che, di per sé, non hanno e non avranno mai nessun senso compiuto, se non accompagnati da un epocale cambio di approccio verso l’azione politica.

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DUTERTE: Il NUOVO “DON RODRIGO” DELLA SINISTRA

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Risultati immagini per Rodrigo Duterte

di Raimondo Gatto

RODRIGO DUTERTE BALZA AL PRIMO POSTO NELLA CLASSIFICA DELL'”UOMO NERO” DI TURNO, SUPERANDO TRUMP, la LE PEN e FARAGE. Ecco ciò che scrive di lui “La Repubblica”.

Duterte: “I trafficanti? Datemi il tempo di ucciderli tutti”(reuters)
Sono due le cose alle quali il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte non vuole rinunciare. La prima è la lotta ai narcotrafficanti. La seconda sono le sue parole inappropriate. Dopo aver definito il presidente Obama un “figlio di …”, Duterte era finito al centro delle attenzioni internazionali per le dichiarazioni di un suo sicario che aveva rivelato i metodi sanguinari di Duterte nei confronti dei suoi oppositori. Ma nulla può fermare le affermazioni di Duterte che oggi dichiara di aver ancora bosogno di altri sei mesi per portare a termine la sua lotta alla droga. Continua a leggere

Cenni di esoterismo in alcuni ambienti neotemplari

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Lungi da noi ogni forma di sètta, segreta e non, massoneria, lobby, esoterismo, teorie evoliane o guenoniane in materia: noi siamo Cattolici Apostolici Romani integrali (ovvero integralmente Cattolici)

Segnalazione di Corrispondenza Romana

cavtempl

di Padre Paolo M. Siano FI

Alcuni membri di uno dei tanti Ordini neotemplari mi hanno contattato e chiesto un colloquio. Li ho accolti e ascoltati. Mi hanno espresso la loro profonda amarezza, delusione e preoccupazione. Sono entrati in quel gruppo neotemplare con il desiderio di conoscere e vivere i valori spirituali e cristiani degli antichi e autentici Cavalieri Templari, quelli del tempo di San Bernardo da Chiaravalle.

Invece hanno progressivamente percepito e compreso di trovarsi in un ambiente non poco permeato di esoterismo… Mi hanno parlato, tra l’altro, dei seguenti punti che dicono di aver riscontrato all’interno del loro Ordine:

  1. a) l’esistenza, nell’Ordine, di una cerchia interna con un nome ben preciso, più o meno nota agli altri membri non cooptati;
  2. b) il richiamo costante a una «Tradizione» templare trasmessa oralmente da Maestro a discepolo
  3. c) concetti quali « quadro numerologico», «alchimia», «kundalini», il «terzo occhio», ecc…
  4. d) un particolare rito di “comunione” a base di pane e vino (al di fuori della Messa)…
  5. e) presunti riti minori di esorcismo
  6. f) combattimento contro le forze del male, non solo con le comuni preghiere cristiane, ma anche attraverso oggetti (mantelli, colori, anelli…) a cui sembra esser conferita, di fatto, una “efficacia” quasi pari a quella dei Sacramentali della Chiesa (non sanno se quegli oggetti siano stati benedetti da qualche sacerdote dell’Ordine); il suddetto combattimento prevede anche particolari gesti rituali per captare e trasmettere energie;
  7. g) una strana angelologia, ecc…

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