Il Jerusalem Post lancia l’avvertimento: “Ci sarà una guerra, una grande guerra”

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Risultati immagini per guerraSegnalazione di Federico Prati

by Umberto Pascali

“Il mondo arabo ha visualizzato  l’assassinio dell’ambasciatore russo ad Ankara come la scintilla per un 3° guerra mondiale?”

L’avvenimento del 20 dicembre viene visto con entusiasmo dal Jerusalem Post che cita il corrispondente di Al Jazeera Faisal al-Qaseem: “Se si pensa che l’assassinio dell’ambasciatore russo sia stato un evento pericoloso, basta poi aspettare che qualcosa di dieci volte più pericoloso sta per accadere nel prossimo anno. Il mondo sta per girare a testa in giù “.
Per il Jerusalem Post, il killer dell’ Ambasciatore Karlov sarà considerato un eroe come Gavrilo Princip, l’assassino del Granduca Francesco Ferdinando, e così egli sarà seguito da molti nel mondo musulmano.
Questo è, naturalmente, un fatto anche penalmente auto incriminante, di più che una ammissione (una confessione?) Tanto che il New York Times evoca uno scenario simile alla prima guerra mondiale …
Ma, mentre l’intenzione dei mandanti si dimostra palese, non siamo sicuri che avranno la capacità di farlo. Gli autori del pezzo criminale, Yasser Okbi, e Maariv Hashavua, non hanno alcun problema a mostrare la loro soddisfazione personale per l’assassinio; e sembrano avere sostenuto il compito di spingere per una conclusione positiva dell’operazione, vale a dire, l’escalation verso una guerra. Possibilmente utilizzando ciò che resta dei loro terroristi, per farli scatenare al di fuori della loro area. Loro si vantano circa quello che sembrano già sapere, ovvero che ci sarà una nuova ondata di atti terroristici, dieci volte più grande di quelli che abbiamo visto fino ad ora …
Chiaramente la cricca che ha organizzato la rivoluzione colorata, le primavere arabe, le guerre locali – sembra più determinata che mai a scatenare una guerra più grande. Continua a leggere

Siamo ancora padroni a casa nostra?

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http://gianfrancoamato.it/siamo-ancora-padroni-a-casa-nostra/

Siamo ancora padroni a casa nostra?

Leggo su “Il Sole 24 Ore” un inquietante articolo di Carlo Festa intitolato Il Qatar rifinanzia Porta Nuova. Si tratta della notizia relativa al rifinanziamento, da parte della Qatar Investment Authority, del debito su Milano Porta Nuova Garibaldi e Varesine, l’area del capoluogo lombardo dove sono sorti numerosi nuovi grattacieli e dove il fondo di Doha ha investito lo scorso anno svariati miliardi di euro (secondo alcune indiscrezioni circa 2 miliardi) per diventarne proprietario.

Spiega Festa nell’articolo che «tra gli immobili più noti di proprietà del Qatar ci sono le torri dove ha sede Unicredit e anche il quartier generale dell’ex-controllata nel risparmio gestito Pioneer, che da qualche settimana è stata ceduta alla francese Amundi», e che «tra i grattacieli di proprietà del Qatar nell’area c’è anche la nuova sede del gruppo bancario transalpino Bnp Paribas».

L’articolo prosegue precisando che «con questa operazione la Qatar Investment Authority, che in Italia ha investito anche sulla Costa Smeralda comprata dagli americani di Colony Capital per 650 milioni di euro e sul milanese hotel extra-lusso Gallia, riorganizza sul lato finanziario uno dei suoi maggiori investimenti in Italia», mentre «i grattacieli di Milano sono passati in mano degli emiri nel 2015», quando «il fondo sovrano del Qatar un anno fa è diventato il proprietario unico di Porta Nuova». Carlo Festa aggiunge che il fondo emiratino, «che già controllava il 40%, è infatti salito al 100% dei veicoli che possiedono Milano Porta Nuova e Varesine: con una delle maggiori transazioni immobiliari degli ultimi tempi in Italia». Infatti, «l’area oggetto dell’investimento del fondo di Doha comprende tutta la zona attorno a Porta Garibaldi a Milano, e nel suo complesso i 25 edifici hanno un valore di mercato di oltre 2 miliardi».

L’articolo conclude citando alcune indiscrezioni secondo cui «proprio la Qatar Investment Authority potrebbe virare su un’altra operazione italiana e seguire con maggior interesse il dossier della ricapitalizzazione di Unicredit, iniezione da 13 miliardi che verrà lanciata il prossimo anno». Continua a leggere

“Faremo meno guerra e più figli. E una nuova alleanza con gli Usa”

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Risultati immagini per discorso di fine anno di PutinIL DISCORSO DI FINE ANNO DI VLADIMIR PUTIN

Il discorso di Putin: “L’economia riparte nonostante le sanzioni. L’agricoltura vale più dell’industria bellica”

Cari colleghi e cari cittadini della Russia, giustizia, rispetto e fiducia sono principi universali. Noi li difendiamo con forza in campo internazionale. Nella stessa misura siamo tenuti a garantire il rispetto di questi principi all’interno del Paese. Il 2017 sarà l’anno del centenario delle Rivoluzioni di Febbraio e di Ottobre.

Le lezioni della storia ci sono necessarie prima di tutto per la riconciliazione, per consolidare la concordia sociale, politica e civile che oggi abbiamo conquistato. Non è accettabile che fratture, offese, divisioni vengano trascinate nella nostra vita di oggi.

La ricchezza fondamentale della Russia è il capitale umano. Per questo i nostri sforzi sono indirizzati al sostegno dei valori tradizionali e della famiglia, ai programmi demografici, al miglioramento della situazione ambientale e della salute pubblica e allo sviluppo dell’istruzione e della cultura. La crescita naturale della popolazione continua. Nel 2013 il coefficiente di natalità in Russia è stato l’1,7, cioè più alto che nella maggior parte dei Paesi europei. Nel 2015 il nostro coefficiente di natalità sarà ancora superiore: all’1,78. Continua a leggere

Taiwan, una parata nazista per festeggiare l’anniversario del liceo

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1482925157-585e6f83451b6Segnalazione di Raimondo Gatto

L’avvenimehttps://youtu.be/umvi2TfA62wnto

di Marta Proietti 

Sfilano in uniforme nazista, dietro a un carro armato di cartone e sventolando bandiere con la svastica.
Così gli studenti di un liceo di Taiwan hanno deciso di festeggiare l’anniversario della scuola.

L’episodio ha generano diverse polemiche nel Paese, e non solo. Il preside dell’istituto di Hsinchu City, città nel Nord dell’isola, aveva inizialmente suggerito una parata sul tema della cultura araba ma la sua proposta non è stata accolta volentieri dagli studenti che hanno invece optato per il tema del nazismo. Per questo il preside ha presentato le dimissioni.

Come riporta il quotidiano Taipei News, la scelta dei ragazzi sarebbe stata giustificata in ragione del fatto che la loro divisa scolastica fosse facilmente convertibile in uniforme nazista. Ed è così che
intonando i cori “Ecco Hitler! Studenti, salutatelo! O il carro vi schiaccerà o sarete portati nelle camere a gas”, i liceali si sono esibiti mettendo in scena uno dei periodi più bui della storia.

L'”Ufficio economico e culturale d’Israele” a Taipei, capitale di Taiwan, ha denunciato l’avvenimento con un post su Facebook: “È deplorevole e sconvolgente che a settant’anni dalla scoperta del mondo degli orrori dell’Olocausto, una scuola metta in scena una celebrazione di questo genere”. Dal canto suo, la diplomazia tedesca a Taiwan ha espresso in un comunicato ufficiale una considerazione riguardo al fatto che gli studenti non avessero capito che quei simboli nazisti fossero “manifestazioni di odio e di oppressione dell’umanità”. Il ministro dell’Istruzione del Paese ha presentato le scuse e ha chiesto al liceo di provvedere a migliorare l’educazione storica e culturale degli studenti in modo che non abbiano una visione impropria del nazismo.

Fonte: Il Giornale.it del 28 dicembre Continua a leggere

La vera storia di Braveheart è più bella del film

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di Paolo Gulisano

Il personaggio interpretato da Mel Gibson era un cattolico fervente, pregava con i salmi ogni giorno e alla sua morte un sacerdote vede la sua anima accolta in cielo dagli angeli
 
di Paolo Gulisano

Epico, imperdibile, emozionante… È lunga la lista dei sinonimi per Braveheart (Cuore impavido) il film del 1995 diretto e interpretato da Mel Gibson. Un omaggio all’eroe nazionale scozzese William Wallace (1270-1305) il condottiero che guidò i suoi connazionali alla ribellione contro l’occupazione inglese. Chi non ricorda l’arringa prima della battaglia: «Certo, chi combatte può morire.. chi fugge resta vivo, almeno per un po’… agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare, tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi, per avere un’occasione, solo un’altra occasione, di tornare qui sul campo a urlare ai nostri nemici, che possono toglierci la vita; ma non ci toglieranno mai… la libertà!»
Peccato che il film incappi nel falso storico dello “Ius primae noctis”, il mito (inventato da uno scozzese nel 1526) secondo cui nel Medioevo i feudatari avevano il diritto di portarsi a letto le spose dei loro sudditi nella prima notte di matrimonio [leggi: LO “IUS PRIMAE NOCTIS” E’ UN FALSO STORICO, clicca qui, N.d.BB].

LA FERVIDA FEDE CATTOLICA DI WALLACE Continua a leggere

“Teoria gender e ascolti flop, la Bignardi si dimetta”

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Adinolfi mette nel mirino la Bignardi: “Dati auditel impietosi per Stato Civile, sospenda programma come ha fatto con Semprini”

“I dati auditel sono impietosi, l’opera di indottrinamento gender tentata da Daria Bignardi a Raitre imponendo per cinque prime serate consecutive la trasmissione ‘Stato Civile’ sulle unioni gay va a sbattere sui numeri.

Stravince la tradizionale soap ‘Un posto al Sole. Ora la Bignardi davvero dopo l’ennesimo flop dovrebbe dimettersi”. Lo sostiene Mario Adinolfi, presidente del Popolo della Famiglia. “Quando su Raitre l’operazione ideologica gender lascia il passo alla cara vecchia telenovela seriale in salsa napoletana, il canale – rileva Adinolfi – recupera 800mila spettatori e quasi il 60% del suo share, passando dal misero 5% del programma sulla propaganda dell’omogenitorialità all’8% sfiorato da Un Posto al Sole”. Bignardi, nell’opinione di Adinolfi, “ha dimostrato di essere una dirigente tv inadatta al ruolo che produce solo flop, abbia un sussulto di dignità, sospenda il programma come ha fatto con il povero Gianluca Semprini a ‘Politics’ e si dimetta”.

E sul caso “Stato Civile”, il programma che racconta le vicende di alcune coppie omosessuali, sulla Bignardi è arrivato anche l’attacco di Carlo Giovanardi: “La signora Bignardi non può usare la Tv di Stato per le sue battaglie ideologiche, replicando in prima serata su Rai 3, durante le feste natalizie, le sei puntate intitolate ‘Stato civile’, già andate in onda il mese scorso in seconda serata. Di nuovo si tenta di spacciare le unioni civili come matrimoni gay, ignorando nel contempo tutta la tematica, enfatizzata per anni, delle discriminazioni che avrebbero subito le coppie di fatto eterosessuali, con tanto di apparizioni propagandistiche della senatrice Cirinnà e del ministro Pinotti in veste di officianti le false nozze. E’ evidente il tentativo di parificare unioni civili e matrimonio per arrivare dove vogliono arrivare le associazione Lgbt fondamentaliste: l’adozione dei bambini e il procurarsi gli stessi attraverso l’aberrante pratica dell’utero in affitto”. Lo afferma il senatore di Idea Carlo Giovanardi. “Si sperava -aggiunge- che dopo la terrificante bastonata del no referendario alla riforma costituzionale, qualcuno avesse capito che il popolo italiano è stanco di vedersi imporre dalla Tv di Stato queste vergognose campagne promozionali, che nulla hanno a che fare con il rispetto e la tutela dei diritti delle formazioni sociali così come previsto dall’articolo 2 della Costituzione, richiamato esplicitamente nella legge sulle unioni civili”.

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2016/12/27/teoria-gender-e-ascolti-flop-la-bignardi-si-dimetta/1346249/ Continua a leggere

La “rivoluzione” di Bergoglio: Ignoranza Dispotica – e anche contagiosa

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callesdi Maurizio Blondet

La storiaccia  è  ridicola e allarmante insieme.   Ma devo ricapitolare le puntate precedenti per i non addetti ai lavori. Appena diventa papa, Bergoglio  epura  parecchi cardinali, come se avesse una lista preparata dei “nemici”  da eliminare. Fra  questi spicca  Raymond Burke,   che oltretutto non è dalla sua parte nel sinodo sulla famiglie che apre alla Comunione ai divorziati: lo toglie dalla Segnatura Apostolica, di cui era prefetto,   a fare il “patrono” dell’Ordine di Malta. Insomma da ministro vaticano (“posto di potere”, secondo lui) ,  lo rimuove ad un compito  di cappellano,  (che lui crede) più basso, ornamentale, togliendogli (lui pensa) la sola cosa che Bergoglio capisce: il potere. In più offendendolo platealmente, perché non è mai accaduto in Vaticano che qualcuno sia “rimosso” senza essere “promosso”, ossia chiamato ad una carica più alta, almeno sulla carta.

Ma l’autorevolezza non va confusa col “potere”. Accade che Burke firmi, insieme ad altri tre cardinali a riposo (o esonerati)   la lettera in cui chiede a “Francesco” di “fare chiarezza” su alcuni punti della sua semi- o pseudo-enciclica Amoris Laetitia;  esprime dei dubbi (dubia), a cui Bergoglio non vuole e non sa rispondere; dopo alcuni mesi  senza risposta, i quattro cardinali   rendono  pubblica la loro lettera. El Papa contava di mantenere la cosa occulta.    Immediatamente il dissenso si allarga, nasce una disputa, e infine uno scandalo:  gli yes men di El Papa proclamano che ai  cardinali insofferenti va totale  la berretta cardinalizia. Burke, in un’intervista, ventila la possibilità di una “correzione formale”  di El Papa  e delle sue asserzioni errate.

Rovente di rabbia, “Francesco” cerca un pretesto per sbatter fuori Burke anche dall’incarico di cappellano dei Cavalieri.   Coglie al volo l’occasione di una  grave lacerazione interna all’Ordine: il Gran Maestro Matthew Festing aveva chiesto di dimettersi  al  Gran Cancelliere dell’Ordine di Malta Albrecht Freiherr von Boeselager, sembra dopo la scoperta che, quest’ultimo  aveva fatto distribuire in Africa preservativi e anticoncezionali; questi si rifiuta, vantando la sua posizione di cattolico “aperto”,  come Francesco.  Al Gran Maestro non resta che destituirlo.   La destituzione avviene alla presenza di Burke, ovviamente. Continua a leggere

BOFF: HO AIUTATO IL PAPA A SCRIVERE LA LAUDATO SI’. FARA’ UNA GROSSA SORPRESA. FORSE PRETI SPOSATI O DONNE DIACONO.

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Risultati immagini per preti sposatiSegnalazione di Raimondo Gatto

di Marco Tosatti

Leonardo Boff, il notissimo esponente della teologia della liberazione, ha concesso un’intervista al giornale tedesco Kölner Stadt-Anzeiger. Boff, che ha 78 anni, ha parlato liberamente della Chiesa, e ha rivelato alcuni particolari dei suoi rapporti con il Pontefice, e di possibili future decisioni.

La fonte a cui abbiamo attinto il materiale che vi offriamo è un articolo di Maike Hickson per One Peter Five. Per quanto riguarda il tema dei  preti sposati in Brasile, vi rimandiamo anche ad alcuni articoli che abbiamo pubblicato in passato sull’argomento. E’ interessante notare come le dichiarazioni di Boff vadano nella stessa linea e direzione di quanto scrivevamo. Già due anni fa…

Sulla teologia della liberazione, Boff dice che “Francesco è uno di noi”. In particolare per l’attenzione ai problemi ecologici, di cui Boff si è occupato. Il Pontefice ne ha letto i libri? “Più di questo. Mi ha chiesto del materiale per la Laudato Si’.
Gli ho dato il mio consiglio e gli ho mandato cose che ho scritto…Comunque il Papa mi ha detto direttamente:  ‘Boff non mi mandi la carte direttamente’”. Continua a leggere

“Giudeo-Massoneria”: il Nemico dei Popoli Europei

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Risultati immagini per giudeo-massoneriaSegnalazione di Federico Prati

Tratto dal libro intitolato “La Massoneria Smascherata”, di Giacinto Butindaro, Roma dicembre 2012

Il Giudaismo ha indubbiamente esercitato una fondamentale influenza sulla Massoneria.
Esistono perciò delle importanti affinità o stretti rapporti tra la Massoneria e il Giudaismo, che peraltro in ambito ebraico vengono da taluni riconosciute apertamente, e io dico, non potrebbe essere altrimenti. Ecco alcune testimonianze in tal senso.
Il rabbino Elia Benamozegh su La vérité israélite ha affermato: «Lo spirito della Massoneria è lo spirito del giudaismo nelle sue credenze più fondamentali; sono le sue idee, è il suo linguaggio, è quasi la sua organizzazione […]. La speranza che sostiene e fortifica la Massoneria è la stessa che illumina e irrobustisce Israele nella sua via dolorosa mostrandogli nell’avvenire il trionfo certo. L’avvento dei tempi messianici, che altro non è se non la constatazione solenne e la proclamazione definitiva degli eterni principî di fratellanza e di amore, l’associazione di tutti i cuori e di tutti gli sforzi nell’interesse di ciascuno e di tutti, e il coronamento di questa meravigliosa casa di preghiera di tutti i popoli, di cui Gerusalemme sarà il centro e il simbolo trionfante» (cfr. E. Benamozegh in La vérité israélite [La verità israelita], 1865, pag. 74; cit. in L. de Poncins, La Franc-Maçonnerie d’après ses documents secrets [La Massoneria secondo i suoi documenti segreti], Beauchesne et Fils éditeurs, 1941, pag. 265), e nel suo scritto pubblicato postumo Israele e umanità, affermò che ‘la teologia massonica corrisponde abbastanza bene a quella della Qabbalah’ e che ‘uno studio approfondito dei monumenti rabbinici dei primi secoli dell’era cristiana fornisce numerose prove che l’hagaddah era la forma popolare di una scienza segreta, che offriva, con i metodi d’iniziazione, impressionanti analogie con l’istituzione massonica’. Continua a leggere

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