CORAGGIO GENITORI: Difendiamo la Libertà Educativa!

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di Jacopo Coghe

Sai che cosa fanno le dittature e i regimi totalitari quando prendono il potere?

Tolgono alle famiglie la libertà di educare i loro figli.

Nei regimi l’educazione deve essere impartita solo dallo Stato, tramite le scuole, in modo ferreo e inderogabile.

E sai perché? Perché così si possono creare dei “cittadini modello”, tutti omologati dal pensiero unico dominante.

Se i regimi lasciassero le famiglie libere di educare i loro figli, i genitori potrebbero insegnare cose contrarie a ciò che lo Stato totalitario vuole imporre a tutti.

Sarebbe troppo pericoloso.

Oggi sta accadendo lo stesso con l’ideologia gender, che è la nuova “colonizzazione ideologica”, come l’ha definita Papa Francesco.

Anzi, Papa Francesco ha detto proprio che quello che fanno oggi col gender nelle scuole è esattamente come faceva il nazismo con la “gioventù hitleriana” il secolo scorso. Parole fortissime.

Per questo al centro della battaglia di Pro Vita & Famiglia contro corsi, progetti e attività gender nelle scuole e contro la Carriera Alias c’è la difesa del diritto di priorità educativa dei genitori (secondo cui, nell’educazione dei giovani, la famiglia viene prima dello Stato).

Un paio di mesi fa abbiamo commissionato un sondaggio per capire che cosa pensano gli italiani su questo argomento. Ci siamo affidati al prestigioso istituto Noto Sondaggi e lo abbiamo presentato ufficialmente in Senato.

I risultati sono stati sorprendenti.

Guarda il video, dura solo 2 minuti:
Quando è stata girata questa clip non si erano ancora svolte le elezioni politiche e non era ancora nato il Governo Meloni, ma già invitavo il futuro Governo a difendere e rafforzare la libertà educativa dei genitori.

Le scuole stanno diventando ambienti sempre più politicizzati, a causa dell’attivismo politico delle organizzazioni di sinistra e dei collettivi LGBTQ.

Ma noi non mandiamo i nostri figli a scuola perché siano indottrinati da chi pensa che si possa scegliere di che sesso essere a giorni alterni!

Per questo, ora che il Governo Meloni è in carica, ci aspettiamo decisioni nette e urgenti in questa direzione. Sicuramente solleveranno polveroni mediatici, perché la Lobby LGBTQ è piccola ma molto potente.

Non bisogna farsi intimidire.

Come dicono chiaramente i risultati del sondaggio che abbiamo svolto (scoprili qui) la maggioranza degli italiani è con noi.

Se puoi condividere il breve video che ti ho mandato oggi mi aiuterai a sensibilizzare più persone sull’importanza di difendere la libertà dei genitori di educare i loro figli. È davvero importante.

Condividi il Link: youtu.be/pqj0FpVOquc 

Grazie mille Circolo Cattolico.

In alto i cuori!

Jacopo Coghe
Portavoce Pro Vita & Famiglia

P.S. I dati usciti dal sondaggio sono impressionanti e ci danno un incoraggiamento straordinario.

Guarda la clip, dura solo due minuti!

La difesa della famiglia: “Catechesi cattolica del matrimonio”

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QUINTA COLONNA

Segnalazione del Centro Studi Federici

Noël Barbara, Catechesi cattolica del matrimonio, Centro Librario Sodalitium, euro 25,00, pag. 622.
 
Prefazione del Dottor Jean Rivière, Professore alla Facoltà di medicina di Bordeaux 
Ho accettato volentieri di scrivere la prefazione alla “Catechesi cattolica del matrimonio” del Rev.do Padre Barbara, dopo averla letta con attenzione sotto un duplice punto di vista: quello dell’uomo sposato cattolico medio, di mezza età, padre di famiglia numerosa, ogni giorno alle prese con i diversi aspetti della vita coniugale, e anche quello di medico, ancor più in grado di constatare ogni giorno lo smarrimento delle intelligenze e dei cuori in questo campo. Per quanto ne so, questo libro non ha attualmente nulla di equivalente. Già a questo solo titolo esso merita di interessare, e l’esperienza ha già permesso di verificare che il suo contenuto, il suo stile, la sua preoccupazione di non lasciare nell’equivoco i problemi più delicati, hanno sollevato molte domande, turbato delle coscienze troppo ignoranti della dottrina della Chiesa. 
Dovremo stupirci se in futuro la lettura di questa catechesi susciterà delle obiezioni e delle discussioni? Non credo, perché a ben pensarci ci si accorge facilmente che la Chiesa cattolica ha sempre rivendicato e rivendica ancora un imprescindibile diritto di sguardo sulla morale. 
Quanti coniugi cercano, senza trovarlo sempre, l’aiuto del consiglio di un prete nei loro problemi di sposi! Quanto appare necessario lo sviluppo di un lavoro d’équipe fra clero, sociologi, medici, ecc…, se si vuole arrivare a delle soluzioni veramente cristiane in questo o quel caso concreto! ll sacerdote non ha per missione di insegnare la morale? Questo libro non ci dice altro che la condotta dei “figli di Dio impegnati nello stato del matrimonio”. La qualità sacerdotale dell’autore lungi dallo scandalizzare, non può che ispirare fiducia in quelli che lo leggeranno. 
Nella nostra epoca che si vanta di essere illuminata, il ricordare il concetto cristiano dell’amore e il senso profondo degli “obblighi” del matrimonio sembrerà forse desueto. Infatti si constata ogni giorno che numerosi focolari ignorano tutto della dottrina della Chiesa sul matrimonio oppure non ne conoscono che dei frammenti sparsi, scoordinati, raccolti per caso. Questa ignoranza, diciamolo senza rancore, non risparmia gli ecclesiastici.
Non bisognerebbe d’altra parte equivocare sulle intenzioni dell’autore. Gli applicherei volentieri questa bella definizione: “lo spirito duro e il cuore dolce”. 
Questo catechismo non costituisce una requisitoria. Anzi, Padre Barbara non ha consacrato dei mesi a questo lavoro per il piacere di soddisfare qualche “integrismo” di principio o di fatto in un campo in cui tante coscienze oneste cercano delle soluzioni a situazioni spesso dolorose. 
Ma schivare i problemi, annegare le difficoltà nel sentimentalismo o nei fantasmi di una sessualità più o meno incosciente, non ha mai aiutato ne mai aiuterà un’anima a camminare nella luce di Dio. Ora, chi possiede ancora la luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo se non la Chiesa cattolica? 
Il primo dovere della carità non è di illuminare coloro che camminano nell’oscurità?
La dottrina della Chiesa sul matrimonio resta la pietra d’angolo delle unioni cristiane. Se su certi punti la discussione rimane aperta, preferibilmente fra persone competenti e al di fuori dello spazio pubblico, nell’insieme, la via tracciata dalla Chiesa in questo campo come in altri, è l’unica capace di portare la pace nelle anime, talvolta a prezzo di una pesante croce. Ma piacere e felicità non si confondono, e Nostro Signore Gesù Cristo ha parlato più spesso di via stretta che di via larga. 
Bisogna ringraziare Padre Barbara di averlo saputo ricordare, nascondendo la sua persona dietro l’autorità del pensiero della Chiesa. 
Quarta di copertina
Papa Pio XI, già nel 1930, osservava nella Casti Connubi che “dobbiamo considerare di primaria importanza che i fedeli siano bene istruiti circa il matrimonio, a voce e in iscritto non una volta sola e superficialmente, ma spesso e ampiamente, con argomenti chiari e solidi”. Memore di questo insegnamento l’autore di questo libro, P. Barbara, quando era giovane prete in Algeria francese, su mandato del suo Vescovo cominciò ad occuparsi della preparazione dei fidanzati al matrimonio e continuò questo ministero quando predicava gli Esercizi spirituali di s. Ignazio. Egli faceva notare giustamente come i sacerdoti, che non si devono sposare, studiano bene la dottrina sul matrimonio in teologia morale per poter confessare e consigliare al meglio, mentre invece i laici, che si devono sposare, non la studiano per niente e questa è una anomalia che se era vera negli anni sessanta è purtroppo ancor più vera oggi, quando l’ignoranza religiosa, in seguito al Concilio Vaticano II, ha raggiunto livelli un tempo inimmaginabili.
Questo libro, che non aveva ad oggi in Italia nulla di equivalente, si propone di colmare questa lacuna, cioè la non conoscenza del catechismo sul matrimonio da parte delle persone che si impegnano in esso, mettendo a loro disposizione in maniera semplice e accessibile, sotto forma di catechismo con domande e risposte, la dottrina cristiana, per vivere al meglio e con la grazia di Dio questo sacramento così importante per la vita e la salvezza di molti cattolici. Quanti coniugi cercano, spesso senza trovarlo, l’aiuto del consiglio di un sacerdote nei loro problemi di sposi! La qualità sacerdotale dell’autore, lungi dallo scandalizzare, non può che ispirare fiducia in quelli che lo leggeranno.
Nella nostra epoca che si vanta di essere illuminata e che confonde spesso l’amore con il piacere, ricordare il vero concetto cristiano dell’amore che è il sacrificio potrà sembrare forse desueto ma è più che mai necessario. La via tracciata dalla Chiesa in questo campo come in altri, è l’unica capace di portare la pace nelle anime, talvolta a prezzo di una pesante croce. Ma piacere e felicità non si confondono, e Nostro Signore Gesù Cristo ha parlato più spesso di via stretta che di via larga. La dottrina della Chiesa sul matrimonio resta la pietra angolare delle unioni cristiane.
Questo libro è utile sia alle coppie sposate e ai fidanzati che si preparano al matrimonio, sia ai sacerdoti o ai catechisti che si occupano della catechesi prematri-moniale. È di notevole interesse, inoltre, la seconda parte del libro che raccoglie moltissimi documenti del magistero, in particolare di Pio XII, Pastor Angelicus, su tutte le questioni inerenti al matrimonio.

LA STORIOGRAFIA ISTITUZIONALE SI PROSTRA ALLA POLITICA ANTIFASCISTA!

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Riceviamo e pubblichiamo da “IlCovo”…

Cari lettori, l’offensiva propagandistica antifascista, visti i tempi incredibilmente drammatici che stiamo vivendo, non poteva che aumentare, tanto in relazione alla degenerazione morale, politica sociale ed economica indotta dal medesimo sistema di potere dominante – che cerca di puntellare la traballante impalcatura di menzogne reiteratamente ripetute all’infinito su cui si fonda e si regge – quanto in rapporto all’operato che la “formica Fascista” del Covo sta realizzando, riguardo la diffusione della Verità sia sul Fascismo che sul sistema criminale demo-liberale che attualmente ci opprime. Proprio in relazione alla campagna propagandistica antifascista che negli ultimi anni ha ritrovato un accanimento ed una veemenza inusitati ai quale non si era più abituati da decenni, non bastavano più le velenose pseudo biografie romanzate sulla vita di Mussolini, oppure i filmetti basati sulla propaganda avversa più bolsa e ridicola che lo attaccano a mezzo dei pretesti più inverosimili, poiché vi sono due ulteriori elementi recenti che si inseriscono a pieno titolo in questa offensiva: la pubblicazione di una “opera magna” sulla “storia del Fascismo”, da parte dell’onnipresente Professore Emilio Gentile da Bojano e l’allestimento di un “Museo Istituzionale” sulla Repubblica Sociale in quel di Salò, ad opera del “discepolo defeliciano”, Prof. Giuseppe Parlato. Entrambi gli eventi mostrano, in modo smaccato, il loro aspetto propagandistico visceralmente antifascista che nulla ha da spartire né con la Storia né tantomeno con la Cultura. In concreto, mentre il Prof. E. Gentile da Bojano, non fa altro che sistematizzare e radicalizzare la propria interpretazione di stampo Sturziano, Liberale radicale, dismettendo definitivamente anche le apparenti vesti del ricercatore storico per indossare più opportunamente i panni del militante antifascista istituzionale, diffondendo tale “opera” attraverso tutti i canali ufficiali mediatici forniti dall’apparato propagandistico sistemico (non a caso, la pubblicazione in più volumi è curata e distribuita capillarmente dal giornale “Repubblica”), il Parlato, invece, viene direttamente “assunto” dall’Associazione “Reducistica” (sic!) dei Partigiani italiani (ANPI) (!), per “dogmatizzare” e garantire l’indiscutibilità “ufficiale” del “sacro verbo” politico antifascista, dove quel che risulta totalmente scandaloso è l’allestimento del Museo di cui si è occupato e dove l’associazione medesima pare abbia dettato le proprie condizioni all’illustre ricercatore, affinché lo sventurato visitatore venga indottrinato secondo i desiderata delle istituzioni antifasciste, ovverosia apprenda quanto stabilito dai tutori dell’antifascismo istituzionale, cioè precisamente che:

a) la responsabilità della guerra civile nel periodo 1943-45 va attribuita unicamente al Governo fascista della R.S.I. così come l’esclusiva volontà di pervenire ad una guerra “fratricida”, valutata quale componente politica essenziale del Fascismo;

b) ugualmente a tale esperienza politica va ascritta la sudditanza e la “collaborazione” con lo stragismo della Germania Nazional-Socialista (che ovviamente, viene assolutizzato, come se nessun altro Governo belligerante, secondo costoro, in quel frangente avesse commesso crimini!) e la conseguente definizione di “governo fantoccio”;

c) ultimo, ma non per importanza, l’assunzione di responsabilità della R.S.I. nello “sterminio degli ebrei”, e, in genere, la valenza razzista del fascismo.

Questi elementi, dall’ANPI sono ritenuti indiscutibili (si sa, la Storia ce la devono raccontare solo loro!), ed è stato richiesto esplicitamente al Parlato che essi vengano ribaditi e riaffermati nell’allestimento museale, senza possibilità alcuna di discussione, pena l’impossibilità di allestirlo! Ebbene, stiamo parlando della medesima storiografia che stigmatizza da sempre la richiesta dello Stato Fascista di un giuramento di fedeltà fatta ai funzionari pubblici – che non verteva affatto sulla richiesta di mentire o di abolire la cultura di altre provenienze filosofiche – ma che nulla ha da ridire rispetto all’indottrinamento politico che le viene imposto di diffondere! (qui) Una tale sfacciata prostrazione agli ordini della politica, in Italia non si era vista nell’Era del vituperato “regime in camicia nera”, ma si realizza senza battere ciglio nel “regime dei diritti, delle libertà e della tolleranza democratica”! La stessa “tolleranza” mostrata nei confronti di chi, da onesto cittadino, pur non facendo male a una mosca, definendosi però fascista e criticando il presente disordine liberale, può con ciò essere accusato di “denigrazione delle istituzioni” (cosa tale termine stia concretamente a significare, non è dato sapere!), una “violazione” che corrisponde ad un reato penale! Stesso discorso vale per il cosiddetto reato di “negazionismo”, che viene agitato come una clava sulle teste di chi dubita o critica le “versioni ufficiali” stabilite dal Sistema demo-liberale come verità assolute. (qui) Salta subito agli occhi di chi è ancora capace di una serena riflessione sull’attuale fase storica, come la transizione politico-sociale avvenuta dopo la fine del Secondo conflitto mondiale, è quella da una Società gerarchica fondata sul contrasto di varie ed antitetiche visioni politico-morali – che però cercavano, TUTTE, la “prova dei fatti” per dimostrare la propria posizione “di parte” – a una Società monistica assolutistica ed appiattita verso il basso, priva di alcun vero senso critico e fondata su “comandi calati dall’alto” dall’oligarchia di potere dominante, che di fatto sono semplicemente ordini, da ritenere indiscutibili da parte di quella che è ormai classificata stabilmente come “massa”. 

Esattamente in questa direzione va anche il libello propagandistico succitato, edito dal Prof. Emilio Gentile da Bojano, il quale, pur basandosi sulle proprie interpretazioni  antifasciste “di sempre”, in questo volume “gigantesco” ha non solo radicalizzato (come dicevamo sopra) ma anche volgarizzato il proprio lavoro e “abbassato” il livello della ricerca; dai primi “Studi” che conservavano comunque un valore scientifico, adesso, alla fine della carriera ha sterzato decisamente verso l’opera di propaganda smaccata. Lo stile usato nel libro è narrativo, sul genere del “romanzo storico”, già usato da altri scribacchini dell’antifascismo di Stato nello stesso ambito. La linea direttrice è la medesima di quella richiesta esplicitamente dall’ANPI al Parlato, dove il Fascismo viene rappresentato plasticamente, esattamente per come imposto nella descrizione che si evince dalla Legge Scelba (qui). Siamo in presenza, di fatto se non di diritto, di un ulteriore “passo in avanti” (l’ultimo?) rispetto all’assetto istituzionale del Governo Assoggettato presente sulla penisola italiana. Dal lato “giuridico” la forma della “democrazia protetta” è in atto. Dal lato “culturale ufficiale”, la forma della religione antifascista, praticata da chi accusa falsamente il Fascismo di averne creata una sua proprie e “pagana” (…tutto questo sarebbe anche ironico, se non fosse tragico!), viene ormai sancita in modo dogmatizzante ed in forma perentoria. Ciò ha lo scopo palese di nascondere, mentire, defraudare, ingannare e in ultimo, opprimere l’intera popolazione italiana e mondiale, per garantire al vigente sistema satanico, messianistico, e pluto-massonico di portare avanti la propria agenda politica devastatrice, come mai si era visto finora! Altro che “libertà e diritti”!

L’elemento dirimente e plateale, rispetto tale tematica, è quello relativo alla letterale assunzione in pianta stabile nei ranghi dell’apparato istituzionale antifascista, quale elemento dell’apparato burocratico, dell’ex “ceto culturale” che simulava la propria indipendenza rispetto a quella che esso stesso qualificavano come “vulgata antifascista”. Tali ormai sono i cosiddetti “storici” un tempo bollati come “revisionisti”, quali Parlato ed E. Gentile, che adesso si sono trasformati in semplici megafoni di propaganda bellica antifascista. La differenza nodale, come dicevamo poc’anzi, rispetto alle dispute avvenute nel secolo precedente, sta nella totale noncuranza della verifica delle posizioni espresse, anche se con un presupposto “di parte”. Tali burocrati non tengono più minimamente conto della effettiva riscontrabilità delle proprie affermazioni, limitandosi ad usare un tono perentoriamente apodittico e tautologico. Evidentemente, l’era post pseudo-pandemica sta procedendo speditamente verso la realizzazione di tutti gli obiettivi presenti nell’agenda pluto-massonica in tutti gli ambiti. In breve, ormai un fatto risulta “vero solo perché è proclamato come tale” da certi ambienti. Se non lo è, tanto peggio per la realtà dei fatti, come da prassi consolidata! (qui). Tuttavia, come è nostro costume, Noi fascisti del Covo, alla chiacchiere di costoro, abbiamo opposto ed opponiamo i fatti della Storia!

Fatti che, in questa specifica situazione, sono davvero impietosi rispetto alla condotta espressa dagli “personaggi in cerca d’autore” di cui stiamo discutendo. Il Professor Gentile da Bojano, ne esce davvero malconcio. L’inversione a “U” praticata da costui (già visibile nel volume “Contro Cesare”, di cui abbiamo denunciato l’incredibile deformazione, per non dire falsificazione, dei fatti, in merito alle citazioni inserite nel testo, trattate in modo da poter permettere di sostenere la teoria del “paganesimo” fascista, qui), ha davvero poco a che vedere con la decenza e la deontologia professionale del ricercatore, perché i suoi precedenti lavori, andavano a scagliarsi proprio contro le “vulgate di comodo”, cioè contro la semplificazione politica e la volgarizzazione delle interpretazioni storiografiche, cosa che invece esegue egli stesso in questo ultimo “lavoro”. Senza voler ricordare ai nostri lettori le molteplici opere del Gentile da Bojano, da noi stessi citate in vari periodi della nostra attività, sempre in modo critico, possiamo riferirci a uno stralcio che, fra gli altri, abbiamo pubblicato sul nostro forum, abbastanza significativo, poiché riporta le interpretazioni sull’ “essenza” del Fascismo (qui). Nonostante che nella citazione riferita a questo link, il Gentile da Bojano renda evidente la propria interpretazione Liberale e antifascista, risulta ugualmente palese come egli non lo “riduca” alla semplice concezione “della vulgata antifascista” quale movimento violento, razzista e sterminatore sulla quale oggi si ritrova egli stesso appiattito! Anzi, proprio nella citazione salta agli occhi l’esatto opposto, quando proprio in riferimento alle differenze plateali col Nazional-Socialismo e col Comunismo (motivo per cui, secondo il Gentile da Bojano, lo stesso Totalitarismo Fascista non poteva essere equiparato a quello degli altri regimi così definiti, proprio per le differenze nodali riguardanti la violenza sistematica ed il razzismo da essi espressi, ma non presenti in quelle forme nel Fascismo Mussoliniano!) egli poneva in risalto esattamente la volontà del Fascismo di rendere codeste antinomie sempre più chiare e smaccate, distaccandosene:

…i fascisti protestavano la funzione rivoluzionaria del mito dello Stato totalitario, la sua dimensione nazionale ed europea e la sua «modernità» perché rispondente alle esigenze della società moderna occidentale, capace di risolvere con una formula nuova i problemi dell’epoca storica iniziata con la Rivoluzione francese, mentre molti fascisti rifiutarono l’assimilazione con i vari movimenti e regimi autoritari di destra, compreso il nazismo, che pullularono nell’Europa fra le due guerre mondiali. Questi, secondo i fascisti, rimanevano prigionieri di un pregiudizio tradizionalista, conservatore, nazionalista o razzista, e non potevano perciò aspirare a rappresentare una vera alternativa europea alla minaccia rivoluzionaria del comunismo, a svolgere una missione di «nuova civiltà» per tutti i popoli dell’Occidente, come invece avrebbe fatto il fascismo, in virtù dei principi dello Stato totalitario e delle qualità «universali» della stirpe italica: «Il Fascismo non è chiuso in se stesso, ma è europeo e si pone come europeo: e in verità, non come paladino di una nuova Santa Alleanza e di una nuova Restaurazione, ma di una nuova Rivoluzione, che ponga fine al plutocratismo materialistico moderno». La «nuova Europa» che il fascismo vagheggiava di riordinare, dopo la vittoria dell’Asse, quasi in concorrenza con il programma di «ordine nuovo» nazista, non avrebbe dovuto essere organizzata unicamente sulla base di una brutale ricomposizione di rapporti di forza, con la supremazia di una razza o di una classe, ma secondo i princìpi dell’organizzazione totalitaria, di cui il fascismo rivendicava l’originalità e la validità nei confronti del nazismo…  (Cfr. Edizione riveduta del volume “Il Mito dello Stato Nuovo” del 1999 edito da Laterza)

Inutile poi ricordare la posizione del Parlato, replicante pedissequamente quella del De Felice, per cui il “nostro” ha pure fondato un centro Culturale intitolato a Ugo Spirito (sic!), che, recentemente, guardate voi i casi della vita, ha pure acquisito il fondo della Scuola di Mistica Fascista! Le dichiarazioni di ossequiosa obbedienza agli ordini dell’ANPI proferite dal Parlato, che inverte e ribalta completamente la propria “posizione culturale”, hanno dell’incredibile la dove egli acconsente ad allinearsi ad una operazione di mera propaganda politica come si configura quella inerente la creazione del sedicente “Museo della Repubblica Sociale”. Insomma, “cultura (insieme alla Carità!) l’è morta”! Ma evidentemente lo era già dal 1945, ossia dall’indomani dell’instaurazione del regime di occupazione straniera permanente sul suolo che fu Italiano, che oggi giunge soltanto alle sue estreme ma logiche conseguenze!

Invece, ulteriore esempio della veracità della realtà storica proposta sulle pagine di questo blog (a tacer di quanto abbiamo già portato alla vostra attenzione, che svergogna la tendenziosità delle ricostruzioni di tali cosiddetti “uomini di cultura”, ad es. qui qui), da Noi fascisti sempre opposta alla apoditticità propagandistica dell’antifascismo istituzionale, è quello dell’ulteriore studio che vogliamo proporre ai nostri lettori, eseguito da un Sacerdote Cattolico e Fascista (il che, secondo le interpretazioni di E. Gentile e Parlato sarebbe un assurdo storico, visto che oggi, per costoro, il Fascismo rappresenterebbe soltanto un paganesimo sterminatore razzista!). Il Libro cui alludiamo è un pregevolissimo esempio storico-politologico, che analizza la vicenda pre e post unitaria Italiana, dal punto di vista delle dottrine politiche e filosofiche che l’hanno inverata, mettendole a confronto col costituzionalismo Fascista. Tale lavoro, se messo in relazione coi libelli di propaganda bellica stilati dagli odierni propagandisti antifascisti, riluce come fosse il Sole paragonato all’abisso! Basterebbe solo questo libro per tacitare tutte le malevole interpretazioni di Emilio Gentile da Bojano e di conseguenza, pure quelle di Parlato, pure sbugiardate completamente anche dal Sacerdote Padre Antonio Messineo, da noi pubblicato in un recente articolo (qui), il quale come abbiamo ricordato è stato persino consultore dei cosiddetti “padri costituenti democratici”! Ma le smentite più clamorose alla vulgata antifascista arrivano da antifascisti seri come Carlo Silvestri (qui), e da studi di autori indipendenti e coscienziosi (qui). Dunque, il tipo di costituzionalismo fascista – che probabilmente, stando alla vulgata imposta dalle istituzioni demo-liberali antifasciste, quei contemporanei al “regime” hanno solo “sognato” di vivere, visto che ai “nostri tuttologi cattedratici” basta la “propria parola” per rendere vani tutti i fatti della Storia che invece la smentiscono platealmente e clamorosamente – viene descritto dal Sacerdote Fascista don Luigi Dilda come assolutamente armonico, non solo alla Civiltà Cattolico-Romana, ma allo stesso Sviluppo della Cultura ed Identità italiane, che sono rappresentate in modo coerente nella Dottrina di Mussolini. Ai nostri lettori, come nostro costume, riportiamo I FATTI, che, SOLI, “valgono e varranno sempre più delle parole” (cit. B. Mussolini). Dunque, buona lettura: Dopo la Rivoluzione Fascista! …e buone feste!

IlCovo https://bibliotecafascista.org/2022/12/24/storiografia-prostrata-alla-politica-antifascista/

La Bolletta del Natale

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Buongiorno Christus Rex
sono Veronica Colombo, e faccio parte del team di Prontobolletta.
Vi contatto in quanto avrei il piacere di presentarvi il nostro ultimo articolo che pone in analisi l’aumento dei costi a causa del consumo elevato di gas ed elettricità dentro e fuori le abitazioni di tutta Italia
Nel periodo Natalizio, non si parla solo di aumento dei costi e della spesa per la famiglia ma anche dell’impatto ambientale causato dalle luci e catene luminose che addobbano le case e fanno brillare le città. Solo in questo periodo dell’anno, in Italia, vengono immesse nell’atmosfera circa 20mila tonnellate di CO2 proprio a causa delle decorazioni natalizie. E’ davvero possibile limitare il consumo? In che modo risparmiare gas ed elettricità nelle abitazioni? 

di Veronica Colombo

Si prevede un Natale all’insegna dei rincari per tutto il territorio nazionale. Dalle bollette alla spesa per andare a sciare. La spesa per una famiglia sul Mercato Tutelato per il periodo natalizio è di circa 1,70 euro in bolletta della luce, quasi un euro in più rispetto al 2021, quando il costo stimato era di 0,77 euro.
Questo tenendo in conto che ogni famiglia utilizza almeno una catena di 300 luci Led per illuminare l’albero e un tubo Led per decorare esternamente balconi e finestre.

Ma non è solo un fattore di spesa e costi aumentati. Secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale, calcolando l’impatto del Natale sull’ambiente, decorare la casa con luci e catene luminose produce in Italia circa 20mila tonnellate di CO2 che vengono immesse nell’atmosfera.
Come ogni Natale che si rispetti, in Italia, dall’8 dicembre al 6 gennaio sia gli interni che gli esterni delle abitazioni sono decorati con illuminazioni natalizie che rimangono accese diverse ore al giorno se non anche di notte.

Secondo SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale) si tratta di una vera e propria invasione di fili luminosi e di lampadine che determina un incremento dei consumi energetici di circa il +30% rispetto al resto dell’anno, pari a 1.600 MWh al giorno ossia 46.400 MWh di energia consumata solo nel periodo che va dall’8 dicembre all’Epifania. I consumi in questo periodo equivalgono a 650 tonnellate di CO2 immesse ogni giorno in atmosfera, tra le 18 mila e le 20mila tonnellate di CO2 durante l’intero periodo delle festività. Si tratta delle stesse tonnellate di Co2 emesse da oltre 6.000 automobili in un anno.

La spesa delle famiglie per illuminare le case con addobbi e luminarie costa oltre 30 milioni. Il consumo di energia cresce del 30%, impattando su bollette e ambiente. Per andare a sciare la media pro capite sarà compresa tra 1.400 e 1.600 euro, trasporti esclusi, con una crescita del 15-18% rispetto a un anno fa. Costi e impatto ambientale si abbattono sensibilmente se si ricorre alle luci Led per risparmiare in bolletta.

Con le luci Led l’incidenza sulle bollette è di pochi centesimi di euro al giorno. Al contrario, un filo di luci di vecchia generazione tenuto acceso diverse ore al giorno incide fino a 15 euro a famiglia sulla bolletta di dicembre. Ipotizzando l’utilizzo di 3 fili di luci tra interni e balconi, l’aggravio di spesa sul fronte dell’energia può raggiungere i 60 euro.

Come poter risparmiare durante le festività?                                                                                                                                             

Per risparmiare esistono alcuni ‘trucchi’ che possono aiutare a non spendere o consumare energia in modo spropositato.

  • Innanzitutto bisognerebbe puntare sulle luci in qusanto arebbe meglio utilizzare una tipologia di luci Led sia per l’interno che per l’esterno delle abitazioni.
  • E’ possibile ridurre consumi e sprechi utilizzando timer che limitano la durata di accensione delle illuminazioni, e diminuendo il numero di luci sull’albero di Natale sfruttando oggetti riflettenti come specchi e palline argentate o dorate che riescono a ricreare, senza elettricità, un particolare sbrilluccichio.
  • Molto più luminose delle classiche grazie ai toni sul blu, riescono a risparmiare fino al 90% rispetto a quelle ad incandescenza. Leggermente più costose se confrontate con le tradizionali, non solo durano di più, ma consumano decisamente di meno.
  • Inoltre si può limitare l’utilizzo delle luci optando per la luce delle candele. Disponibili in forme e grandezze diverse, si possono scegliere anche quelle profumate che ricordano i classici aromi natalizi. In questo caso si riuscirà a creare nelle abitazioni un’atmosfera raccolta, accogliente e natalizia.
Come risparmiare il Gas a Natale?
Infine, alcuni consigli utili e non banali da ricordare se si vuole diminuire il consumo medio di Gas nelle abitazioni nel periodo Natalizio. Durante il periodo di Natale, pranzi e cene sono all’ordine del giorno, quindi passiamo molto tempo dietro ai fornelli con gli elettrodomestici in funzione.
Per risparmiare si può scegliere di usare il forno per le preparazioni grandi e che hanno bisogno di più tempo di cottura, mentre quello a microonde se dovete scaldare un piatto pronto.
Ricordiamo anche che durante il pranzo o la cena, complici anche gli abiti più pesanti, la vicinanza tra i commensali crea un naturale aumento della temperatura. In questo caso meglio abbassare il termostato e si avrà lo stesso risultato. Nel caso di riscaldamento centralizzato, visto che la maggiorate della giornata si passerà attorno al tavolo, meglio azionare solo quello presente nella stanza in cui ricevete gli ospiti e spegnerlo nel resto delle camere.

Isolamento, green pass, tamponi: cosa cambia nella gestione del Covid

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Segnalazione di Wall Street Italia

di Mariangela Tessa

Stop alla quarantena dopo 5 giorni senza tampone, fine del green pass per entrate negli ospedali e RSA. Sono alcune delle novità introdotte dal Governo Meloni nella gestione dei Covid presenti nel cosiddetto decreto “anti-Rave party”, passato al Senato con 92 sì, 75 no e un astenuto e che dovrà essere votato anche alla Camera, probabilmente subito dopo Natale, tra il 27 e il 28 dicembre 2022. Vediamo nel dettaglio le novità:

  • Fine della quarantena senza tampone. Come già preannunciato, per chi ha contratto il Covid, l’isolamento, che oggi dura 5 giorni, si concluderà senza bisogno di fare il tampone. In realtà nella norma non viene specificato cosa succede se ci sono ancora sintomi dopo 5 giorni. Una circolare del Ministero dovrà precisare la questione.
  • Stop al green pass per entrare in ospedale. Il decreto prevede l’abolizione del green pass negli ospedali, ultimo luogo in cui era rimasto l’obbligo (fino a fine dicembre 2022). Familiari e visitatori a strutture di ospedali, residenze sanitarie assistite (RSA), strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, non avranno più l’obbligo di esibire il certificato verde.
  • Scende a 5 giorni l’autosorveglianza dei contatti dei positivi. Per quanto riguarda le persone che hanno avuto contatti stretti con i positivi, che già oggi possono uscire se non hanno sintomi, teoricamente utilizzando la mascherina, ora potranno autosorvegliarsi per soli 5 giorni (fino ad oggi erano 10).
  • Sospensione multe per i no vax. Il decreto prevede inoltre fino al 30 giugno dell’anno prossimo la sospensione dei procedimenti per le sanzioni da 100 euro, attualmente previste per gli over 50, insegnanti, forze dell’ordine che al 15 giugno scorso non erano in regola con le vaccinazioni.
  • Unità per il completamento della campagna vaccinale. È stata, invece, prorogata fino al 1° luglio 2023 (dal 1° gennaio 2023) l’attività dell’Unità per il completamento della campagna vaccinale e per l’adozione di altre misure di contrasto della pandemia, guidata dal generale Tommaso Petroni, istituita al termine dell’incarico del commissario speciale, il generale Francesco Figliolo.
Oms: 14,8 milioni morti in più nel mondo per il Covid
Mentre si allentano dunque le regole nella gestione del Covid, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha fatto sapere che sono 14,8 milioni le morti in eccesso causate in tutto il mondo dalla pandemia di Covid-19, tra 2020 e 2021: la stima comprende anche tutte quelle collaterali dovute ad esempio all’interruzione dei servizi sanitari e si tratta, infatti, di quasi il triplo dei decessi riportati nello stesso periodo per essere stati causati direttamente dal virus Sars-CoV-2. Il dato è stato pubblicato sulla rivista “Nature” ed è tra le stime più prudenti effettuate da ricerche simili.

Mercati, le 10 previsioni per il 2023 di Lombard Odier

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Segnalazione Wall Street Italia

di Luca Losito

Un inizio del nuovo anno in salita per i mercati, l’aumento della disoccupazione e poi una ripresa con alcune indicazioni importanti per impostare l’asset allocation nel 2023.

Sono queste le indicazioni emerse dal webinar di Lombard Odier di ieri, in cui sono state esposte in particolar modo le 10 previsioni del primo semestre 2023 su Europa, Usa e Cina.

Le 10 previsioni sui mercati

In particolare secondo gli esperti di Lombard Odier,  il 2023 sarà un anno caratterizzato da due fasi distinte: una recessione nelle principali economie sviluppate, seguita da una svolta nel ciclo che dovrebbe preludere a una ripresa.

Di seguito l’elenco completo delle previsioni sui mercati elaborate dalla società di gestione:

  1. Prima metà del 2023 difficile, con episodi di recessione nelle principali economie, tra cui Stati Uniti ed Europa;
  2. Aumento della disoccupazione, prima dell’inizio del processo di ripresa;
  3. Rispetto agli Stati Uniti, ora siamo più fiduciosi che si possa evitare un errore di politica monetaria, avendo la prospettiva che il 5% rappresenterà un tetto massimo per i tassi di interesse all’inizio del 2023, piuttosto che una soglia minima;
  4. Per ora, il clima mite in Europa continua a sostenere le speranze che il continente possa resistere al prossimo inverno senza blackout e razionamenti energetici, in un contesto di sani livelli di stoccaggio del gas;
  5. L’economia della zona euro si espanderà ben al di sotto dell’1% nel 2023;
  6. Le previsioni sulla Cina per il 2023 dipendono fortemente dalle sue prospettive di riapertura. Nel secondo semestre saranno probabilmente previste riduzioni permanenti delle restrizioni legate al Covid-19. In questo scenario il gestore prevede una crescita annuale del 4%;
  7. Quanto all’asset allocation, il 2023 si dividerà in due fasi distinte: la prima caratterizzata da una politica monetaria più restrittiva e da un rallentamento della crescita e la seconda da un picco dei tassi reali, che crea migliori opportunità per gli asset di rischio;
  8. Una pausa imminente nella stretta monetaria dovrebbe vedere presto il picco dei rendimenti dei titoli di Stato, offrendo un migliore profilo di rendimento del rischio per il reddito fisso di alta qualità. Intravediamo un miglioramento delle opportunità per il credito più a rischio una volta scontati i rischi di recessione;
  9. Le valutazioni azionarie non sono ancora convenienti in senso lato, a causa dei declassamenti degli utili, ma Lombard Odier intravede prospettive migliori per il futuro;
  10. Per quanto riguarda le valute, potremmo essere prossimi alla conclusione della fase di rafforzamento del dollaro, sebbene il robusto trend di deprezzamento sia ben lungi dall’essere finito: con l’aumento dei timori di recessione, le valute sensibili agli scambi commerciali, come lo yuan cinese e la sterlina, potrebbero risentirne negativamente.

Insomma, gli spunti sono tanti e tutti da valutare con la massima attenzione, perché a maggior ragione nel 2023 sarà importante approcciare con la giusta selettività ai mercati finanziari, per riuscire a cogliere le migliori opportunità di investimento che inevitabilmente si presenteranno.

Strenne natalizie: il n. 73 della rivista Sodalitium

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Segnalazioni del Centro Studi Federici

Sodalitium n.73, dicembre 2022
Editoriale
 
Cari lettori, ci avviciniamo ormai al nuovo anno, anche se spero che questo nuovo numero di Sodalitium giungerà nelle vostre case prima del Santo Natale (non ci giurerei!). Abbiamo pensato di dedicare il nostro calendario bilingue per l’anno 2023 al papa Leone XIII, che morì nel 1903, e a cui successe sul trono di Pietro san Pio X.
 
Nel 2023 ricorrerà un altro anniversario, che riguarda più da vicino la nostra rivista: era il Natale del 1983 quando uscì il suo primo numero, per cui ci avviciniamo al quarantennale del nostro bollettino. Durante tutti questi anni, abbiamo constatato, purtroppo, il continuo aggravarsi della situazione nella Chiesa e nella società: la rivoluzione avanza, anche grazie al modernismo, il traditore della Chiesa. Abbiamo però anche vissuto e condiviso con voi tanti momenti di grazia – che forse non fanno rumore, ma che certamente hanno un maggior valore rispetto al male che ci circonda. Alcuni di voi mi hanno confidato che la prima rubrica che leggono nel bollettino è la “vita dell’Istituto”, e in fondo questo non mi dispiace, perché, al di là dell’elenco (che può sembrare freddo) di nomi, date e avvenimenti, vi è in realtà la traccia di tante grazie e dell’azione sovrannaturale di Dio nelle anime. 
 
Questo numero è un po’ particolare. Avevo promesso la pubblicazione di una risposta alla serie di 15 puntate di un confratello contro mons. Benigni e i cattolici integrali, e di questo studio avevo dato anche il sommario (provvisorio). Al di là del motivo occasionale dell’articolo, avevo colto la possibilità di tracciare un panorama dei primi trent’anni del Novecento nella storia della Chiesa, quando si posero le basi remote della crisi conciliare che mina la Chiesa dall’interno, portando tante anime alla rovina. Il lavoro, già corposo allora, è diventato ancora più impegnativo, per cui era proprio impossibile pubblicarlo in questo numero di Sodalitium. Mi riservo quindi di pubblicarlo a parte, o in un libro, o in un numero speciale della rivista interamente dedicato alla “difesa di mons. Benigni”.
 
Non mancano però anche nel presente numero di Sodalitium gli articoli sulla storia della Chiesa: uno più legato alla crisi attuale, di don Giugni, dedicato alla figura di Paolo VI; un altro di don Steenbergen per l’anniversario di papa Adriano VI, suo connazionale, che fu eletto nel 1522 e morì nel 1523, ultimo Papa (legittimo) non italiano, che sedette sulla Sede di Pietro in un periodo come il presente burrascoso e terribile per la Chiesa. Don Carandino nelle sue recensioni continua a presentarci la vita di tanti Santi piemontesi, e in questo numero ci presenta anche la vita religiosa com’è vissuta dai frati del nostro Istituto. Sodalitium annovera poi un nuovo collaboratore nella persona di don Coradello, che riceverà a Dio piacendo, l’ordinazione sacerdotale nel corso del 2023, ricordando il grande tesoro del Sacrificio della Messa e il modo di assistervi.
 
Spero che anche questo numero potrà essere di aiuto alle vostre anime e di sostegno alla vostra Fede, minacciata da tanti pericoli. La preparazione al Natale, la bella e cara festività della nascita del Signore, le feste che seguiranno fino all’Epifania, ci ricordano il cuore della nostra Fede cristiana: il mistero dell’Incarnazione, mistero al quale è inseparabilmente unita la Vergine Santissima, alla quale raccomando ciascuno di voi e le vostre famiglie.
 
Nella festa di Cristo Re
don Francesco Ricossa
 
 
 

La Natività del Salvatore

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Auguri a tutti per la festa della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo.
 
Catechismo Maggiore di San Pio X – Del santo Natale
 
Le due feste di Natale di Giovannino Guareschi in carcere
 
Tu scendi dalle stelle (composto da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori)
Tu scendi dalle stelle o Re del cielo
E vieni in una grotta al freddo e al gelo
E vieni in una grotta al freddo e al gelo
O Bambino mio divino, io ti vedo qui a tremar
O Dio beato!
Ah! Quanto ti costò l’avermi amato
Ah! Quanto ti costò l’avermi amato
A te che sei del mondo il Creatore
Mancano i panni e il fuoco, o mio Signore
Mancano i panni e il fuoco, o mio Signore
Caro eletto pargoletto, quanta questa povertà
Più mi innamora, giacchè ti fece amor povero ancora
Giacchè ti fece amor povero ancora
Tu lasci del tuo Padre il divin seno
Per venire a tremar su questo fieno
Per venire a tremar su questo fieno
Caro eletto del mio petto, dove amor ti trasportò
O Gesù mio, perché tanto patir, per amor mio!
 
 
Foto: il presepio che Giovannino Guareschi costruì nel campo di prigionia di Beniaminowo, in Polonia, nel Natale del 1943, e che portò con se quando fu incarcerato a Parma per 504 giorni, dal maggio 1954 al luglio 1955.

Cancellate il Natale, abortite Gesù, ce lo chiede l’Europa

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Il Natale è cancellato, Gesù è abortito, e la Corte europea per i diritti dell’uomo acconsente, anzi risarcisce colei che aveva profanato la Chiesa urinando sui gradini dell’altare. D’ora in poi, seguendo le direttive dell’Europa e della sua corte suprema, anziché celebrare la Nascita di Gesù Bambino, faremo meglio a celebrarne l’aborto, nel nome dei diritti della donna. E la cancellazione del Natale, grado supremo della cancel culture, con il patrocinio della massima corte europea.

Se dovessi riassumere il senso peggiore del nostro tempo, e racchiudere in un episodio lo spirito capovolto con cui si compendia il corrente e morente anno 2022 alle porte di Natale, dovrei risalire a quell’episodio accaduto in Francia e conclusosi davanti alla corte europea. Dunque, in un infausto giorno del 2013 (lo stesso anno maledetto in cui uno scrittore, Dominique Venner, si suicidò in Notre Dame), una donna in topless, Eloise Bouton, fece irruzione nella chiesa della Madeleine a Parigi, con la scritta sulle spalle “Il Natale è cancellato” e dopo aver mimato l’aborto di Gesù bambino, concluse la sua performance urinando sui gradini dell’altare. I tribunali francesi avevano condannato l’attivista femminista e abortista a una pena pecuniaria e detentiva. Ma la Corte europea dei diritti umani, lo scorso 13 ottobre, ha ribaltato la sentenza del tribunale francese e dopo aver riconosciuto il proposito della donna come “molto nobile” e prezioso per i diritti delle donne, in particolare sul diritto all’aborto, ha “condannato” la Francia a pagare circa 10mila euro per danni morali, e sottolineo morali, più spese legali. Risarcita ed elogiata, con tante scuse dell’Europa.

In verità la stessa corte europea, in sigla CEDU, si era pronunciata in precedenza in modo assai diverso, anzi opposto: una donna aveva equiparato il rapporto sessuale di Maometto con Aicha che aveva allora nove anni, a una forma di pedofilia. La Corte in quel caso riconobbe colpevole la donna di “dolosa violazione dello spirito di tolleranza” perché alimentava un pregiudizio che attentava alla pace religiosa. E la condannò a una pena detentiva e pecuniaria. Fateci capire: se si profana una Chiesa, si urina sull’altare, si inneggia all’aborto di Gesù, è libertà di espressione e merita un elogio; si è invece deplorati e condannati se s’insinua che Maometto il profeta dell’Islam, fu pedofilo (affermazione sconveniente, ne convengo, e non solo perché ferisce credenti islamici ma non tiene conto della differenza di tempi e luoghi, di culture, storie e religioni). Un paese e un continente per millenni cristiano, unito dalla civiltà cristiana, assolve chi profana in Chiesa Gesù Cristo e condanna chi in luogo laico offende la suscettibilità degli islamici. Ma che mondo è?

Torno ai nostri giorni, e paragono questa sentenza assolutoria all’esemplare condanna del tifoso che davanti alle telecamere dette addirittura una pacca sulle chiappe di una giornalista sportiva davanti allo stadio di Empoli: un anno e mezzo di detenzione, diecimila euro di risarcimento alla giornalista offesa e perfino 5mila euro all’ordine dei giornalisti che si era costituito parte civile. E’ un altro tribunale, ma il paragone viene spontaneo: pensate, una pacca sui glutei è peccato mortale e reato atroce mentre la profanazione di una Chiesa, di una Religione, della figura di Gesù Cristo, del Santo Natale, con una serie di atti osceni in luogo sacro, è libertà d’espressione e diritto inviolabile. Capite in quali mani siamo noi europei, a quale Corte sono affidati i Diritti Umani?

E’ un episodio, direte, ma mi sembra il simbolo più rappresentativo, alle soglie di Natale, dello spirito dell’epoca: la giustizia europea è intollerante se trasgredisci al catechismo politicamente corretto ma è compiacente e garantista se profani la religione che ha permeato per millenni la nostra civiltà, che è ancora seguita da milioni di fedeli, che è alle origini perfino degli stessi diritti umani, del rispetto sacro della persona e della vita umana, della solidarietà e della carità…

Con un precedente del genere sarà difficile nella giurisprudenza europea tornare alla realtà, ai principi e al diritto come l’abbiamo conosciuto nei secoli. Ad aggravare la situazione è il silenzio dei media, la rara o inesistente d’indignazione, il freddo e neutrale sguardo da cronisti con cui si è freddamente annotato e archiviato la sentenza.

Tornando alla sentenza natalizia, è spiegato che “lo scopo dell’esibizione a seno nudo” della manifestante, “organizzata secondo le procedure previste dal movimento Femen, era quello di trasmettere in un luogo di culto simbolico, un messaggio relativo a un dibattito pubblico e sociale sulla posizione della Chiesa cattolica su una questione delicata e controversa, ossia il diritto delle donne di avere il libero controllo sul proprio corpo, compreso il diritto d’abortire”. Capite? Avendo applicato la protesta a Gesù bambino, è conseguente il rimprovero alla Madonna di aver accettato, senza batter ciglio, un figlio non voluto e non procreato in una relazione umana, mentre avrebbe dovuto chiamare i gendarmi all’apparizione dell’angelo molestatore, che annunciava la nascita e avrebbe dovuto sporgere denuncia contro Ignoti perché lo Spirito Santo l’aveva ingravidata violando “il libero controllo del proprio corpo”.

Dunque se dobbiamo attenerci fedelmente e scrupolosamente alle direttive europee, quando tornate a casa, trasformate il presepe della Natività in una manifestazione multietnica in favore della libertà di abortire. Celebrate la nascita dell’aborto più che del Bambinello, e vergognatevi della civiltà cristiana, perché se al posto della Natività avesse sancito il Diritto d’Aborto, avremmo un Gesù Cristo in meno nella storia del mondo e duemila anni di diritti della donna in più. E il bue e l’asinello non più costretti dalla bestia umana a star lì a sfiatarsi per giorni e giorni…

La Verità – 22 dicembre 2022

Telenuovo, Castagna (C.R.): “Quatargate? Chiudere Ue e Nato per un mondo multipolare di un’Europa dei Popoli”

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di Redazione

Come ogni mese, il nostro Responsabile Nazionale Matteo Castagna viene invitato a partecipare a “Rosso&Nero”, programma di approfondimento politico e di attualità condotto da Mario Zwirner su Telenuovo.

Negli studi di Padova gli ospiti sono: Nereo Tiso del PD, Lisa Bregantin di FdI e Andrea Frizzera del PSI. Matteo Castagna, come sempre, è collegato via Skype dal suo studio di Verona.

Il dibattito è iniziato alle 12.40 e terminato dopo circa un paio d’ore. Tema del giorno il “QUATARGATE” che sta facendo scricchiolare il sistema di potere delle sinistre in Europa:

ecco la registrazione integrale: https://play.telenuovo.it/rosso-e-nero/tit-13236824

 

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