Verona, 17/02 ore 17.30: Christus Rex-Traditio presenta “EURISLAM” con Danilo Quinto
Domani, SABATO 17 FEBBRAIO ORE 17.30 in Via Albere 43 presentazione del libro “EURISLAM” con l’autore Danilo Quinto Continua a leggere
Domani, SABATO 17 FEBBRAIO ORE 17.30 in Via Albere 43 presentazione del libro “EURISLAM” con l’autore Danilo Quinto Continua a leggere
Noi del Circolo Christus Rex – Traditio, ringraziando dell’invito pervenuto anche dall’amico Andrea Giovanazzi, parteciperemo oggi, in quanto domani abbiamo da tempo fissato la presentazione libraria di “Eurislam” con l’autore Danilo Quinto, alle 17.30 in Via Albere 43 (come da locandina sul lato destro del sito)
di Toni Brandi
Il 16 e 17 febbraio avrà luogo il 1° Festival internazionale per la Vita presso il prestigioso Auditorium della Gran Guardia, P.zza Bra, di Verona. Un evento imperdibile nel panorama prolife italiano.
La partecipazione all’evento è completamente gratuita (incluso il buffet in omaggio).
Durante la prima “Giornata Culturale”, oggi venerdì 16 febbraio dalle ore 18.00 alle 22.30, interverranno medici, accademici e testimoni come: il dott. Antonio Oriente, il dott. Xavier Dor, il dott. Bernard Gappmaier, il prof. Giuseppe Noia e Gianna Jessen. Continua a leggere
di Sara Bianchi
Giovedì 31 Marzo la Corte di Appello di Bruxelles ha dato il via libera alla consegna di Salah Abdeslam (noto per gli attacchi terroristici di Parigi) alle autorità francesi. Il terrorista è stato infatti trattenuto, dopo la sua cattura, nella zona di massima sicurezza della prigione di Bruges e, a seguito degli attentati in Belgio, ha invocato il diritto al silenzio e tramite il suo avvocato ha chiesto di essere estradato in Francia.
Quando avverrà il trasporto ed il mezzo prescelto sono notizie che rimarranno segrete fino all’ultimo minuto per evitare tentativi di evasione o, peggio, un nuovo attacco terroristico.

La procedura riguardante la consegna di Salah alla Francia non può però essere inserita propriamente all’interno del processo di estradizione in quanto, dal 13 giugno 2002, con la decisione quadro 2002/584/GAI dell’Unione Europea, è stato creato, per rendere la cooperazione tra i paesi più agevole, lo strumento del mandato di arresto europeo cui l’Italia ha dato attuazione con l. n. 69/2005.
Il funzionamento del mandato può essere riassunto in questo modo: “Una persona che ha commesso un reato grave in un paese dell’Unione Europea (UE) ma che vive in un altro di essi può essere rinviata al primo paese per essere sottoposta a giudizio rapidamente e con pochi oneri amministrativi.” Continua a leggere
I pm indagano sui contatti tra i tre nigeriani fermati per la morte di Pamela a Macerata: tra i tre oltre 400 contatti in poche settimane
di Chiara Sarra
Chiamate e messaggi per un totale di oltre 400 contati in due mesi. Tanti sono i fili che collegano Innocent Oseghale, Desmond Lucky e Awelima Lucky, i tre nigeriani in carcere per la morte di Pamela Mastropietro a Macerata.
Come racconta il Corriere, soltanto il 30 gennaio – giorno del ritrovamento del corpo – tra Innocent e Desmond ci sono state ben diciassette chiamate. “Abbiamo parlato solo di scommesse, io non ci sono mai entrato nell’appartamento di via Spalato. Non ho ucciso Pamela, non l’ho neanche mai conosciuta”, avrebbe detto agli inquirenti il secondo fermato. Eppure proprio lui avrebbe portato a casa di Oseghale una delle due valigie in cui è stato nascosto il cadavere fatto a pezzi di Pamela. Il gip, oltre a spiegare che sia Desmond sia Lucky devono rimanere in carcere per il pericolo di fuga e per la gravità di quello di cui sono accusati, avrebbe anche sottolineato come ai fini della decisione siano state prese in considerazione le ragioni di ordine pubblico collegate alla vicenda. È rimasto invece zitto davanti al gip Awelima, che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Continua a leggere
Dopo Oxfam anche Medici senza frontiere ammette: “Da noi 24 casi di abusi, 19 operatori già licenziati”
di Fausto Biloslavo
E adesso salta fuori che pure i duri e puri di Msf, i Medici senza frontiere, hanno le mele marce in casa, che si sono macchiati di molestie e abusi sessuali.
Solo lo scorso anno la potente Ong ha registrato 24 casi a luci rosse, in gran parte fra membri dello staff. Non è escluso, però, che riguardino pure personale locale assoldato in zona di guerra o emergenza. Non solo: Msf ammette che due casi coinvolgono direttamente le vittime «cioè pazienti o membri della comunità» dove intervengono i Medici senza frontiere. Non ha la schiena poi così dritta la grande Ong, che ci porta i migranti dei barconi in casa rifiutando di firmare il codice di condotta del Viminale e denuncia gli stupri nei centri di detenzione in Libia come se fosse colpa dell’Italia. Continua a leggere
Le milizie sciite irachene si dichiarano pronte a trasferirsi in Libano in caso di guerra con Israele e si preparano a difendere il paese dei cedri da una prossima aggressione israeliana.
Negli ultimi mesi, diversi responsabili delle milizie sciite irachene hanno visitato il sud del Libano.
Un think tank israeliano non ha escluso, da parte sua, una implicazione del movimento iracheno Al Nuyaba in quella che è stata definita una disputa tra Iran ed Hezbolah da una parte e Israele dall’altra. Al Nuyaba è una formazione che forma parte del “Hashid al Shaabi” il poderoso esercito sciita adeestrato dall’Iran, e possiede grandi capacità militari che ha utilizzato con efficacia contro il gruppo terrorista del Daesh.
Il Centro di informazioni sull’Intelligence israeliana ha pubblicato il 24 dicembre una informativa che descriveva i profondi vincoli tra l’ Al Nuyaba e Irán ed il movimento Hezbolá. “Al Nuyaba è un importante gruppo sciita che dispone di profonde radici nell’Iraq”, ha affermato l’informativa, che aggiunge che il movimento iracheno si incarica di garantire la sicurezza della frontiera siriano-irachena e la rotta Damasco-Baghdad.In caso di guerra di Israele contro il Libano, risulta probabile che queste milizie, assieme con quelle di altri paesi, viaggeranno nel sud del Libano e nel Golan siriano per combattere al fianco di Hezbollah contro Israele. Questo potrà garantire una corrente continua di combattenti su questo fronte.
In uno dei suoi recenti discorsi, il segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasralá, ha voluto avvisare Israele contro qualsiasi avventurismo militare nel sud del Libano. “Se Israele attacca il Libano, si troverà di fronte ad un Esercito completo di combattenti della causa della Resistenza che faranno fronte comune contro Israele”, ha puntualizzato Sayyed Nasralá.
Forze d’Intervento Rapido

Nel frattempo, l’Iran e la Russia stanno costruendo e addestrando una “forza di dispiegamento rapido” d’elite basata sugli sciiti iracheni. Una delle sue funzioni sarà quella di espandere il fronte contro Israele sia in Siria che in Libano. Si prevede che il prossimo arrivo in Siria della forza sciita irachena possa essere utilizzato per staccare una sezione per il servizio sul confine israelo-libanese. Il mese scorso un capo della milizia sciita irachena si è recato in Libano per ispezionare le posizioni israeliane su quel confine.Il gruppo iracheno è composto da 5.000 combattenti sciiti, che stanno seguendo un corso speciale di addestramento in Siria. Sono stati scelti da due milizie sciite irachene ad alte prestazioni: uno è il Nujaba di Kaabil (movimento della parte di Dio), che è la versione irachena del libanese Hezbollah ed è diretto da Sheikh Akram al-Kaabi. Dispone di quattro sottounità, la Brigata “Ammar Ibn Yasir”, la Liwa al-Hamad — Lode Brigata, la Liwa al-Imam al Hassan al-Mujtaba — l’Imam Hssan il Prescelto e la Brigata di Liberazione del Golan. Le altre milizie sono le Forze di Abud al-Fadl al-Abbas.

La grande differenza tra questa forza d’élite irachena e le altre milizie sciite che il comando unito della Resistenza schiera in Siria è che questa sarà dotata di una forza aerea, secondo le fonti di intelligence di Israele. Gli ufficiali delle forze aeree russe e iraniane stanno allestendo un’unità di aviazione formata da elicotteri da combattimento, composta da mezzi di assalto russo Mil Mi-17 e cargo choppers, nonché da elicotteri da attacco Shaed 285 iraniani.La maggior parte della nuova forza dovrebbe essere pronta per iniziare a spostarsi verso ovest nel corso di aprile e attraversare la Siria del sud-est nelle regioni di Abu Kamal e Deir ez-Zour entro l’inizio di maggio al più tardi. Finora, le forze americane schierate nell’Iraq occidentale e nella Siria sud-orientale, al centro di Al Tanf, hanno usato l’aviazione aerea e il fuoco dell’artiglieria per controllare l’avanguardia che proviene dal confine siriano.
Inutile dire che questa nuova realtà cambia lo scenario strategico del Medio Oriente e suscita profonda preoccupazione nei comandi israeliani. I responsabili militari di Tel Aviv sono ormai al corrente che la situazione è radicalmente cambiata e alle forze israeliane non sarà più consentito di compiere incursioni nel territorio del Libano dove troveranno ad aspettale un fronte compatto di forze che ha già dimostrato la sua efficacia nella lotta contro i terroristi del Daesh (ISIS) ben armati ed equipaggiati grazie agli apporti forniti da Arabia Saudita e servizi di intelligence USA.L’Asse della Resistenza (Hezbollah-Siria-Iran) si è di fatto ulteriormente potenziato con l’apporto di queste forze sciite irachene che avranno il loro peso nell’equilibrio della regione.
Fonte: Controinformazione.info

Il capo della potente milizia irachena Harakat al-Nujaba si è impegnato a schierarsi con il suo alleato libanese, Hezbollah, se scoppierà una nuova guerra con Israele. Lo riporta il The Times of Israel. Il segretario generale del movimento, Akram al-Kaabi, ha visitato nel pomeriggio di ieri la tomba del massimo comandante di Hezbollah, Imad Mughniyeh, pseudonimo Haj Radwan, per commemorare i dieci anni dalla sua morte avvenuta a Damasco. La commemorazione arriva durante la peggiore crisi militare fra Siria e Israele ma anche in una fase di estrema tensione fra Israele e Libano, con Hezbollah e le forze armate israeliane pronte a scendere di nuovo in guerra. Ma è una visita che dimostra anche l’assoluta solidità dell’asse sciita che da Teheran arriva nel Mediterraneo e dove le forze alleate dell’Iran hanno rinsaldato un’alleanza politica e militare che ora li porta ade essere tutti uniti in un fronte comune. Lo ha confermato al-Kaabi, che, a margine della cerimonia a Beirut, ha dichiarato: “Noi della resistenza irachena staremo con Hezbollah, e staremo con Hezbollah in ogni attacco israeliano o azione contro di essa“, dice Kaabi. Continua a leggere
di Marcello Veneziani
Italiani, aderite compatti all’anagrafe nazionale anticomunista. Diventate cittadini onorari di Fiume e di Porzus, dell’Istria e della Dalmazia, del Triangolo rosso dell’Emilia e di mille altri luoghi in cui il comunismo ha lasciato vittime.
Diventate cittadini onorari dei tanti luoghi in cui le Brigate rosse e le altre formazioni terroristiche hanno ucciso borghesi e proletari, ragazzi e militanti di destra, magistrati e politici, giornalisti, professori e casalinghe nel nome del comunismo.
E mi limito all’Italia perché se dovessimo prendere la cittadinanza onoraria di tutti i luoghi della terra in cui il comunismo ha calpestato la vita, i popoli, la libertà e la dignità umana, allora dovremmo diventare cittadini di mezzo mondo, di tre continenti e di non so quanti Paesi oppressi dalla bandiera rossa.
L’iniziativa de Il Tempo di indire l’anagrafe nazionale anticomunista è una risposta in rima a Renzi e a tutta la processione antifascista che in pieno 2018, anzi in pieno carnevale elettorale, ha deciso questa grande festa in maschera: l’anagrafe nazionale antifascista, dove tutta la sinistra fa a gara a mostrare il suo volto eroico di sfidare un regime che è morto da più di settant’anni.
“Vile, tu uccidi un uomo morto”, diceva Ferrucci a Maramaldo; una tragedia storica che poi mutò in farsa, nel teatrino dei Pupi. Esattamente come sta accadendo con l’antifascismo riesumato al tempo di Pinocchietto Renzi. Continua a leggere
Segnalazione di Redazione BastaBugie
Scoppia la polemica per questa frase di una preside di un liceo romano e il ministro Fedeli minaccia sanzioni per obbligare la scuola ad essere inclusiva e multitutto(LETTURA AUTOMATICA)
L’isteria collettiva del politicamente correttissimo ormai fa sì che se una preside, Clara Rech del liceo classico Visconti di Roma per fare nomi e cognomi, scrive su un documento di autovalutazione un dato oggettivo – “non ci sono alunni stranieri né disabili” – scatta la damnatio su Repubblica, il ministro Fedeli minaccia provvedimenti perché la scuola deve essere inclusiva e multitutto.
Bene, vorrei dire che il ministro ha ragione, la scuola deve essere inclusiva, cioè dare a tutti le stesse possibilità. Il principio è sacrosanto, ma chiediamoci che significa, in concreto. Inclusivo per me vuol dire che chiunque decida di studiare seriamente, da qualunque paese o estrazione sociale provenga, possa avere le stesse possibilità. È un bellissimo programma, sarei d’accordo. Così davvero si permetterebbe la mobilità sociale, attualmente impossibile in Italia. Se sei figlio di professionista ma sei un deficiente, se sei una capra e soprattutto se non studi, per arrivare all’esame di abilitazione che ti permetterà di occupare il posticino preparato dai tuoi nel loro studio ci devi mettere almeno trentasei anni di studio, cioè ogni anno dei diciotto del percorso scolastico lo devi ripetere. Questa, una scuola che boccia e seleziona, sarebbe una scuola davvero inclusiva, dove anche il figlio del fruttivendolo del Bangladesh se si ammazza sui libri può diventare avvocato, mentre il figlio dell’avvocato che non ha voglia di studiare può comunque trovare posto al mercato; e adesso scatta anche per me l’accusa di essere classista, immagino. Chiariamo: il fruttivendolo è un lavoro nobilissimo, ma non serve studiare tanto. Punto. Continua a leggere
Segnalazione di Redazione BastaBugie
Ci sono due modi di vivere la vita: uno, come se niente fosse un miracolo; e l’altro, invece, come se ogni cosa fosse un miracolo (VIDEO: trailer del film ”Miracoli dal cielo”)(LETTURA AUTOMATICA)
Miracoli dal cielo (Miracles from heaven) è la trasposizione cinematografica del testo autobiografico Miracles from heaven, scritto da Christy Beam, protagonista, insieme alla sua famiglia, di questa incredibile storia. Diretto da Patricia Riggen, il film è interpretato da Jennifer Garner, Martin Henderson, Kylie Rogers, Queen Latifah ed Eugenio Derbez.
L’INCREDIBILE STORIA DELLA FAMIGLIA BEAM
La storia della famiglia Beam ha senza dubbio dell’incredibile. E quest’incredibile merita forse di essere ripensato e rielaborato personalmente, interiormente, da ciascuno, al di là della “semplice” visione del film. Detto ciò, non si può non convenire sul fatto che qualcosa di assolutamente inverosimile si sia verificato a Dallas qualche anno fa.
Christy (Jennifer Garner) e Kevin Beam (Martin Henderson) conducono una vita serena, hanno tre bellissime bambine, vivono in un’atmosfera familiare armoniosa e fanno parte di una comunità religiosa [protestante] che si può dire essere la loro seconda famiglia. Questo “piccolo angolo felice” inizia però a sgretolarsi quando a una delle figlie, Annabel (Kylie Rogers), viene diagnosticato un raro disturbo digestivo che, sostiene anche il medico più accreditato, non risulta per il momento curabile. Nonostante gli innumerevoli tentativi fatti dalla madre, sembra che solo un miracolo possa salvare la vita della bambina.
E, forse, qualcosa di simile c’è stato. Un giorno, infatti, mentre sta salendo su un albero del giardino insieme alle due sorelle, Annabel cade improvvisamente, sbattendo la testa. Data la violenza della caduta, i genitori e gli amici temono il peggio e pregano fortemente per la sua vita. Ma, quando la bambina si risveglierà, quello che medici e genitori avranno sotto gli occhi sarà un vero e proprio… “miracolo”. Continua a leggere
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