Accoglienza negli hotel di lusso. La vita dei migranti? È a 4 stelle

Condividi su:

Dal “Canova” di Vicenza all’albergo “Belvedere” a Corleone. Ecco le strutture di eccellenza destinate ai richiedenti asilo

di Nino Materi

I salumieri dell’accoglienza un tanto all’etto e i prestinai del buonismo un tanto al chilo, oggi non trovano niente di meglio che affettare sottili distinguo sulla notizia pubblicata ieri dal Giornale.

Titolo: «Nell’hotel a 4 stelle del profugo accusato»; catenaccio: «Lucky Awelima era ospitato a spese dello Stato in un comodo hotel da cento euro a notte». I nostri social-detrattori precisano che «la matrimoniale non costa 100 euro, ma solo 83 euro», che «le camere non sembrano di un 4 stelle» e che «l’arredamento è da anni ’70». Ci mancava poco che qualcuno scrivesse che Lucky, in realtà, viveva in una topaia.

Ricordiamo a tutti che Awelima non è un «profugo» qualsiasi e non è «accusato» di un reato qualsiasi. Si tratta infatti del nigeriano, sospettato di essere il «macellaio» della povera Pamela Mastropietro, la 18enne uccisa e fatta a pezzi a Macerata.

Awelima è un «irregolare» – finto profugo (ma sospettato di essere un killer vero) – che lo Stato italiano da un anno e mezzo mantiene vitto e alloggio in un albergo a quattro stelle, l’hotel Recina, tra Montecassiano e Macerata. Continua a leggere

Pamela, il “profugo” nigeriano viveva in un hotel a 4 stelle (a spese nostre)

Condividi su:

http://www.secoloditalia.it/files/2018/02/lucky-Awelima-nigeriano-Pamela-Mastropietro.jpg

Lucky Awelima era ospitato in un albergo a 4 stelle tra Macerata e Montecassiano, l’hotel Recina. Ora è in carcere per l’omicidio di Pamela Mastropietro

CONTINUA SU:

http://www.secoloditalia.it/2018/02/pamela-il-profugo-nigeriano-viveva-in-un-hotel-a-4-stelle-a-spese-nostre/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook Continua a leggere

Pamela Mastropietro, il criminologo Meluzzi sospetta: “Dietro la sua morte c’è la mafia nigeriana”

Condividi su:

Risultati immagini per pROF. mELUZZII terribili dettagli emersi sin dai primi giorni di indagine sull’omicidio di PamelaMastropietro indicano con chiarezza, secondo il criminologo AlessandroMeluzzi, chi sia stato a fare a pezzi la 18enne di Roma ritrovata a Macerata. In un video realizzato con Guido Crosetto, e diffuso su Picchionews, Meluzzi rimette insieme i pezzi e punta il dito contro a mafia nigeriana: “Siamo di fronte a una criminalità pericolosissima. Una delle più pericolose del mondo. Forse anche più della mafia cinese. La povera Pamela – aggiunge Meluzzi – è stata attirata in una casa da un gruppo di spacciatori nigeriani, a mio modo di vedere sicuramente violentata e sicuramente uccisa perché di certo non è morta di overdose anche se di questo non troveremo mai una prova, sezionata come ha detto il medico legale con una perizia che avrebbe richiesto ai medici ore e ore di lavoro con gli strumenti di una camera settoria”.

Gli indizi sulla terribile vicenda di Macerata, secondo Meluzzi lascia pochi dubbi: “Si collega a prassi che nella mafia nigeriana sono tutt’altro che rare, come ad esempio il cannibalismo rituale. il fatto che manchino organi ha come ipotesi probabile che possano essere stati mangiati perché mangiare organi della vittima è uno strumento per il mafioso nigeriano per acquisire forza, potere, coraggio, secondo delle pratiche rituali cannibalistiche che fanno parte di sette come Black Axe”.

GUARDA IL VIDEO DEL PROF. MELUZZI:

http://tv.liberoquotidiano.it/video/italia/13308590/pamela-mastropietro-meluzzi-criminologo-mafia-nigeriana-cannibali-organi-macerata.html?wt_mc=sfoglio Continua a leggere

La rete africana che ha aiutato il «mostro» in fuga

Condividi su:

Lucky Awelima, nigeriano fermato in stazione Centrale è sospettato di essere “il macellaio” che ha fatto a pezzi Pamela

di Paola Fucilieri

Milano – C’è chi obietterà che in campagna elettorale è la passerella più calcata e «comoda» per leader politici come il leghista Matteo Salvini o il sempreverde Riccardo De Corato (FdI), per molti interessati a farla rimanere un ghetto.

Oppure che anziché sfruttare la ricchezza di etnie, culture, comunità e tradizioni estremamente diverse tra loro, si tenda ad affossarla definitivamente come l’area più pericolosa della periferia nordorientale di Milano. Un luogo dove imperano spaccio e case occupate da immigrati pronti a tutto, anche a ospitare pregiudicati e terroristi in transito, fuggitivi in cerca della quiete di un sicuro e anonimo rifugio in attesa che altrove si chetino le acque. Eppure anche per i nigeriani coinvolti a Macerata nella terribile fine della 19enne romana Pamela Mastropietro – uccisa con due coltellate all’addome prima di essere fatta a pezzi e gettata nelle campagne di Pollenza, nei pressi di Macerata – la «rete» di via Padova sembra essersi rivelata ancora una volta determinante. Continua a leggere

La telefonata di Putin a Netanyahu ferma le bombe israeliane in Siria

Condividi su:

LAPRESSE_20180129172246_25571588È la domanda che molti si sono posti questo fine settimana: come mai la Russia permette a Israele di bombardare le postazioni governative in Siria? La risposta è semplice: Vladimir Putin non può perdere un alleato come Israele. I legami storici tra i due Paesi sono profondi – un sesto della popolazione israeliana è costituita da russi di origini ebraica – e Tel Aviv è uno degli attori chiave della regione. Andare allo scontro frontale sarebbe una follia (se non un suicidio politico).

Ma la “linea rossa” sarebbe stata oltrepassata questo fine settimana, quando le forze siriane hanno abbattuto un F16 israeliano che aveva condotto attacchi contro “obiettivi iraniani” in Siria.Secondo quanto riporta Haaretz, il presidente russo avrebbe chiamato il premier israeliano per chiedergli di evitare mosse capaci di condurre a “nuove e disastrose conseguenze per la regione”. Conseguenze che riguardano non solo gli alleati sciiti di Mosca, ma anche (e soprattutto) le stesse truppe russe presenti in Siria. Questo invito, secondo quanto riporta il quotidiano israeliano, sarebbe stato accolto da Tel Aviv. Continua a leggere

Siria, Israele cerca di imporsi ma è Putin che guida il gioco

Condividi su:

LAPRESSE_20180210123150_25655290Gli attacchi in Siria e lo scontro sull’influenza iraniana nella regione rendono sempre più accesa la sfida tra Israele e Russia per il controllo della guerra e della regione. Uno scontro che dura ormai da mesi e che sia Putin che Netanyahu non sembrano riuscire a limitare per le esplicite divergenze d’interessi fra Mosca e Tel Aviv su come deve essere gestita e  conclusa questa travagliata guerra che appare sempre più interminabile e densa di complicazioni. Israele, a detta dei media israeliani, vorrebbe imporre alla Russia e a tutti gli attori in gioco nella regione una serie di “linee rosse” per limitare l’influenza dell’Iran e della milizia di Hezbollah in Siria. Tuttavia, come riporta Haaretz, Israele non può farlo senza l’accordo con la Russia. E questo resta un problema poiché, come ormai è chiaro da anni, è soprattutto il presidente russo Vladimir Putin “a guidare il gioco” nel Paese arabo. Continua a leggere

A PROCESSO, PER 2 PAROLE IN CORSIVO IN UN LIBRO: “SERVO SCIOCCO”

Condividi su:

Risultati immagini per Danilo Quinto da servo di Pannelladi Danilo Quinto

Carissimi Amici, Carissimi Lettori,

scrivo queste righe nel giorno del mio compleanno. Era il 1956. Il tempo vola. E’ un soffio e non ce accorgiamo. Poi ci fermiamo, vediamo la nostra vita e ci chiediamo che cosa ne abbiamo fatto.

“Ti invito ogni giorno”, mi ha scritto stamattina un carissimo amico sacerdote, “a fare come il Cireneo: tu te ne vai per la tua strada, poi ad un bel momento trovi l’uomo-Dio piegato sotto il peso della Croce, e tu che la prendi al suo posto per quel breve tratto di strada. In fondo, questa è la tua giornata, la tua vita. Ma il Signore segue il Cireneo e lo ringrazia. Poi muore al posto suo”.

Seguiamo il Signore. Prendiamo la Sua Croce. Sarà bellissimo, poi, vivere con Lui. Per sempre. Il tempo non volerà. Non esisterà. Noi siamo stati creati e amati dall’inizio per vivere nell’eternità.

Il 22 febbraio, salvo ulteriori rinvii, affronterò l’ultima udienza del processo per diffamazione che mi hanno intentato i radicali per due parole: servo sciocco, scritte in un libro di 6 anni fa, il mio primo libro, nel quale io stesso mi definivo servo di Pannella. Quelle due parole erano una metafora, come quelle che usava Carlo Goldoni nelle sue bellissime commedie. Ben altre erano le cose che raccontavo in quel libro, tutte documentate. Tutte vere, quindi, perché per queste non mi è mai stato contestato nulla. La vicenda è stata raccontata da par suo, nel suo blog Stilum Curiae, da Marco Tosatti: IL SILENZIO DI TUTTI, MEDIA CATTOLICI COMPRESI, INTORNO AL PROCESSO PER DIFFAMAZIONE CONTRO DANILO QUINTO (http://www.marcotosatti.com/2018/02/08/la-vergogna-del-silenzio-di-tutti-media-cattolici-compresi-intorno-al-processo-per-diffamazione-contro-danilo-quinto/). Grazie, Marco Tosatti! Così come ringrazio gli altri siti internet che ne hanno parlato (Christus Rex – Agere Contra, Amici della Tradizione Cattolica di Forlì, Anonimi della Croce, Passaparoladesso, Miradouro, Samizdatonline, Messainlatino, Esistenzialmente periferico). Continua a leggere

L’EX GIP CARRERI: «IL MIO REINTEGRO FU BLOCCATO DA BELLOMO»

Condividi su:

https://www.alganews.it/wp-content/uploads/2018/02/mario-minicelli-cecilia-carreri.jpg

DI MARCO MILIONI

Cecilia Carreri è il giudice vicentino che ben prima della deflagrazione dell’affaire BpVi cercò di fare chiarezza sull’istituto bancario berico pagando il prezzo salatissimo di una esclusione dalla magistratura. Che proprio Carreri (in foto a destra con Mario Monicelli, oggi scomparso) ritiene illegittima tanto da avere avviato un contenzioso per il reintegro.

CONTINUA SU:
https://www.alganews.it/2018/02/09/lex-gip-carreri-mio-reintegro-fu-bloccato-bellomo/ Continua a leggere

Disponibile il numero 99 di Sursum Corda

Condividi su:

E’ possibile rinnovare la tessera annuale come Socio o come Sostenitore. Il link per effettuare il rinnovo della tessera è il seguente: clicca qui. Per richiedere una nuova iscrizione è necessario, invece, usare il link: clicca qui. La campagna di rinnovo e di nuove iscrizioni terminerà a fine febbraio 2018. Chi ha sottoscritto o rinnovato l’iscrizione per lo scorso anno negli ultimi quattro mesi del 2017, se lo ritiene opportuno, dovrà comunque rinnovarla entro fine febbraio 2018, tuttavia potrà versare euro 30,00 e non l’intera quota annuale di euro 50,00. Ricordiamo che il Socio riceverà settimanalmente anche il nostro periodico «Sursum Corda» tramite il servizio Stampe di Poste Italiane. All’atto del rinnovo o della nuova iscrizione è possibile versare contestualmente la quota tramite PaypalPostepayCarta di credito o Bollettino postale precompilato. Sursum Corda è una Onlus che si finanzia esclusivamente con le quote associative, con le donazioni e con delle sporadiche raccolte fondi. Sursum Corda non utilizza denaro pubblico per svolgere la propria attività associativa e non ha alcuno scopo di lucro.

Dio benedica tutti i benefattori!

Sul sito è disponibile il numero 99 (del giorno 11 febbraio 2018) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Soci e Sostenitori.

Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:

– Comunicato numero 99. I razionalisti e la vita di Gesù (Seconda parte);

– Preghiera a Santa Scolastica, Vergine;

– Preghiera per i martiri delle foibe;

– Rinnovo tessera e nuove iscrizioni anno 2018;

– San Tommaso: il premio dei buoni governanti è la beatitudine celeste;

– Preghiera di San Cirillo d’Alessandria alla Vergine Maria;

– Gli anatemi del Concilio di Trento, numeri 122, 123 e 124;

– Preghiera a San Giovanni di Matha, Prete;

– Vita e detti dei Padri del deserto: Padre Elia l’esicasta;

– Dizionario biblico. L’Anticristo;

– Teologia Politica 89. Nozioni elementari per una vera ed efficace riforma finanziaria;

– Racconti miracolosi n° 47. Profezia del Padre Isidoro su San Giuseppe.

Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di san Giovanni di Dio.

Ossequi, Carlo Di Pietro.

Continua a leggere

“I cattolici americani preferiscono il presidente Trump a Bergoglio”

Condividi su:

LAPRESSE_20180131122939_25583036

Edward Pentin è il corrispondente da Roma del National Catholic Register. Un quotidiano che genericamente viene definito “liberal” e che, in ogni caso, rappresenta una voce importante del cattolicesimo americano. In questa intervista esclusiva, Pentin analizza, dal suo punto di vista e da quello degli americani, il rapporto tra i cattolici statunitensi e Papa Bergoglio.

Il suo giornale è stato particolarmente attento sul “caso Barros”. Come ritiene sia stata la “gestione” di questa vicenda?

“Caotico. Il problema è l’incoerenza del Papa nel trattare i casi di abuso: da un lato si è mostrato impegnato a implementare nuove strutture per combattere il crimine, ma dall’altro ha favorito amici o amici di amici – cardinali, vescovi e sacerdoti – che hanno coperto in funzione di abusi o commesso abusi stessi. Il caso del vescovo Barros è solo un altro esempio di una tendenza provata”.

Donald Trump e i cattolici. Il tycoon è un esponente pro life. Come valuta, ad oggi, le azioni messe in campo dal presidente degli Stati Uniti? Continua a leggere

1 433 434 435 436 437 438 439 1.214