Accoglienza negli hotel di lusso. La vita dei migranti? È a 4 stelle
Dal “Canova” di Vicenza all’albergo “Belvedere” a Corleone. Ecco le strutture di eccellenza destinate ai richiedenti asilo
di Nino Materi
I salumieri dell’accoglienza un tanto all’etto e i prestinai del buonismo un tanto al chilo, oggi non trovano niente di meglio che affettare sottili distinguo sulla notizia pubblicata ieri dal Giornale.
Titolo: «Nell’hotel a 4 stelle del profugo accusato»; catenaccio: «Lucky Awelima era ospitato a spese dello Stato in un comodo hotel da cento euro a notte». I nostri social-detrattori precisano che «la matrimoniale non costa 100 euro, ma solo 83 euro», che «le camere non sembrano di un 4 stelle» e che «l’arredamento è da anni ’70». Ci mancava poco che qualcuno scrivesse che Lucky, in realtà, viveva in una topaia.
Ricordiamo a tutti che Awelima non è un «profugo» qualsiasi e non è «accusato» di un reato qualsiasi. Si tratta infatti del nigeriano, sospettato di essere il «macellaio» della povera Pamela Mastropietro, la 18enne uccisa e fatta a pezzi a Macerata.
Awelima è un «irregolare» – finto profugo (ma sospettato di essere un killer vero) – che lo Stato italiano da un anno e mezzo mantiene vitto e alloggio in un albergo a quattro stelle, l’hotel Recina, tra Montecassiano e Macerata. Continua a leggere



I terribili dettagli emersi sin dai primi giorni di indagine sull’omicidio di PamelaMastropietro indicano con chiarezza, secondo il criminologo AlessandroMeluzzi, chi sia stato a fare a pezzi la 18enne di Roma ritrovata a Macerata. In un video realizzato con Guido Crosetto, e diffuso su Picchionews, Meluzzi rimette insieme i pezzi e punta il dito contro a mafia nigeriana: “Siamo di fronte a una criminalità pericolosissima. Una delle più pericolose del mondo. Forse anche più della mafia cinese. La povera Pamela – aggiunge Meluzzi – è stata attirata in una casa da un gruppo di spacciatori nigeriani, a mio modo di vedere sicuramente violentata e sicuramente uccisa perché di certo non è morta di overdose anche se di questo non troveremo mai una prova, sezionata come ha detto il medico legale con una perizia che avrebbe richiesto ai medici ore e ore di lavoro con gli strumenti di una camera settoria”.
Lucky Awelima, nigeriano fermato in stazione Centrale è sospettato di essere “il macellaio” che ha fatto a pezzi Pamela
È la domanda che molti si sono posti questo fine settimana: come mai la Russia permette a Israele di bombardare le postazioni governative in Siria? La risposta è semplice: Vladimir Putin non può perdere un alleato come Israele. I legami storici tra i due Paesi sono profondi –
Gli attacchi in Siria e lo scontro sull’influenza iraniana nella regione rendono sempre più accesa la sfida tra Israele e Russia per il controllo della guerra e della regione. Uno scontro che dura ormai da mesi e che sia Putin che Netanyahu non sembrano riuscire a limitare per le esplicite divergenze d’interessi fra Mosca e Tel Aviv su come deve essere gestita e conclusa questa travagliata guerra che appare sempre più interminabile e densa di complicazioni. Israele, a detta dei media israeliani, vorrebbe imporre alla Russia e a tutti gli attori in gioco nella regione una serie di “linee rosse” per limitare l’influenza dell’Iran e della milizia di Hezbollah in Siria. Tuttavia, come riporta
di Danilo Quinto
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