L’esodo giuliano-dalmata: “Volevano farci perdere l’identità italiana”

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Alla fine della Seconda guerra mondiale oltre 300mila italiani abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia scappano dalle loro terre per sfuggire alla violenza dei partigiani del maresciallo Tito

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“Ogni volta che chiudo gli occhi, vado a dormire a casa mia”. Anita Derin fissa le fotografie dalle sua infanzia e, con la voce rotta dall’emozione, racconta il suo esodo.

Aveva 12 anni quando è stata costretta a lasciare la sua città, Capodistria, per sfuggire alla violenza dei partigiani del maresciallo Tito. “Sono arrivati gli slavi, hanno incominciato a uccidere“, spiega Anita. “Lì era diventato pericoloso. Non abbiamo potuto fare altro che scappare”.

“I militari hanno occupato la mia casa, mangiato il mio cavallo. Diverse volte sono stata imprigionata: o perché avevo un bel vestito, o perché andavo in giro a fare fotografie con la mia Vogtlander”. Anita oggi ha 83 anni, abita a Trieste e nel cuore porta i ricordi di tutta la sua infanzia (guarda il video). Continua a leggere

Preghiera per i martiri delle foibe

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Segnalazione del Centro Studi Federici

di + Mons. Antonio Santin, Arcivescovo di Trieste e Capodistria, 1959

O Dio, Signore della vita e della morte, della luce e delle tenebre, dalle profondità di questa terra e di questo nostro dolore noi gridiamo a Te. 
Ascolta, o Signore, la nostra voce. 
De profundis clamo ad Te, Domine. Domine, audi vocem meam. 
Oggi tutti i Morti attendono una preghiera, un gesto di pietà, un ricordo di affetto. E anche noi siamo venuti qui per innalzare le nostre povere preghiere e deporre i nostri fiori, ma anche per apprendere l’insegnamento che sale dal sacrificio di questi Morti. 
E ci rivolgiamo a Te, perché tu hai raccolto l’ultimo loro grido, l’ultimo loro respiro. 
Questo calvario, col vertice sprofondato nelle viscere della terra, costituisce una grande cattedra, che indica nella giustizia e nell’amore le vie della pace. 
In trent’anni due guerre, come due bufere di fuoco, sono passate attraverso queste colline carsiche; hanno seminato la morte tra queste rocce e questi cespugli; hanno riempito cimiteri e ospedali; hanno anche scatenato qualche volta l’incontrollata violenza, seminatrice di delitti e di odio. 
Ebbene, Signore, Principe della Pace, concedi a noi la Tua Pace, una pace che sia riposo tranquillo per i Morti e sia serenità di lavoro e di fede per i vivi. 
Fa che gli uomini, spaventati dalle conseguenze terribili del loro odio e attratti dalla soavità del Tuo Vangelo, ritornino, come il figlio prodigo, nella Tua casa per sentirsi e amarsi tutti come figli dello stesso Padre. 

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Verona – Centro accoglienza senza “Sky” Scoppia rivolta degli immigrati

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Un gruppo di 20 profughi si è riunito all’esterno del Cas dove ha dato vita alla protesta con tanto di cartellone

di Simona Dirutigliano

Questa ancora mancava e per quanto assurdo possa sembrare, è tutto vero. È accaduto a Trevenzuolo presso il Cas di Roncolevà, nel veronese.

Come riporta la Gazzetta di Mantova, ieri mattina un gruppo di 20 profughi si è riunito all’esterno del Cas dove ha dato vita alla protesta con tanto di cartellone – un pezzo di cartone – sul quale i migranti hanno scritto: “Non vogliamo l’Anastasia” ovvero la coordinatrice della cooperativa. Come se non bastasse gli esuli hanno anche ben pensato di manomettere il contatore dell’energia così da bloccare il cancello, bloccato anche con carrelli ed un dondolo da giardino, e quindi impedire agli operatori di entrare.

È stato necessario l’intervento del comandante della stazione dei Carabinieri di Isola della Scala che, attraverso un interprete, ha convinto i migranti a calmarsi spiegando le loro motivazioni. Partite di calcio su Sky e il cibo, questi i problemi. Islao Petrarca presidente della cooperativa versoprobo ha deciso di agire ragionevolmente: “Forniamo quello che dobbiamo fornire; anzi, in certi casi, anche di più. Ma non il superfluo. Non abbiamo alcuna intenzione di soddisfare richieste infantili”. Continua a leggere

La marcia antifascista di Macerata? Disgustosa

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di Nicola Porro

https://www.nicolaporro.it/wp-content/uploads/2018/02/marcia-antifascista.jpg

D-i-s-g-u-s-t-o-s-i. Ecco come definisco i cori e gli striscioni della manifestazione antifascista a Macerata. Capirete meglio i motivi vedendo questo breve video nel quale, con toni accesi, parlo del coro “da Trieste in giù” (02:00), delle foibe (03:01) e dell’orrore perpetrato dai nigeriani. Continua la lettura Macerata, quelle dichiarazioni e quel business che… Sui fatti …

CONTINUA SU: https://www.nicolaporro.it/la-marcia-antifascista-macerata-disgustosa/ Continua a leggere

Piacenza, violenze antifasciste: carabiniere cade e lo pestano

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Immagini choc da Piacenza, dove era in programma un corteo contro CasaPound. Un carabiniere è stato circondato e pestato dai collettivi

di Claudio Cartaldo

Il carabiniere stava indietreggiando insieme ai commilitoni di fronte alla violenza dei manifestanti quando è inciampato ed è stato circondato dagli antagonisti. Lo hanno colpito con calci, pugni e bastoni.

Poi usando lo scudo lo hanno pestato con violenza in faccia. Solo dopo qualche interminabile secondo il militare è riuscito a sottrarsi al linciaggio. Ferito, è stato portato all’ospedale per curare i diversi traumi riportati (guarda il video choc).

Piacenza ha vissuto lunghi minuti di tensione. Al corteo antifascista erano presenti giovani, immigrati, centri sociali e lavoratori. Molti di loro armati di aste e sassi. L’occasione era l’apertura in città della prima sede di CasaPound (“La faremo chiudere”, cantavano in coro i manifestanti). Il corteo è partito dalla stazione ed era diretto verso il centro. Il questore aveva autorizzato un percorso stabilito, ma i manifestanti hanno cercato di deviare e ne sono nati scontri con le forze dell’ordine. La polizia è stata costretta a reagire agli attacchi con lacrimogeni e colpi di manganello. “Via fascisti e polizia”, hanno urlato i collettivi. La tensione è salita ancor di più una volta arrivati in centro. Ed è qui che il carabiniere è finito vittima del raid ed è finito in ospedale per i numerosi traumi riportati. Anche un giornalista è stato ferito da un sasso. Continua a leggere

Macerata, sinistra infoiba il ricordo. Cori choc: “Ma che belle son le foibe”

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Un fine settimana in cui i cortei di Macerata e Piacenza si sono trasformati in violenze e negazionismo della tragedia delle Foibe. Ecco la dimostrazione di chi sono realmente i democratici, pluralisti e benpensanti in Italia…(N.d.R.)

Cori choc contro le vittime delle foibe durante la manifestazione antifascista di Macerata: “Ma che belle son le foibe da Trieste in giù”

di Giuseppe De Lorenzo e Marco Vassallo

“Ma che belle son le foibe da Trieste in giù”. Inneggiano alla tragedia degli italiani esuli dell’Istria e della Dalmazia.

E lo fanno durante quello che dovrebbe essere un corteo antifascista, contro la violenza e le discriminazioni. Durante la manifestazione a Macerata contro la folle caccia all’immigrato di Luca Traini, la sinistra ci casca ancora. E sulle note di una canzone della Carrà, gli antagonisti di “Aktion Antifaschisriche” e i centri sociali del Nord Est deturpano il Ricordo di chi fuggì dalle vessazioni del regime di Tito. Vicino a loro (senza intonare il canto) sventolano le bandiere dell’Anpi, di Emergency, di Libera, della Fiom, dell’Arci, di Rifondazione comunista, di Potere al popolo e di alcune associazioni di migranti. Continua a leggere

La memoria infoibata: i crimini comunisti a Isola d’Istria

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Elenco degli scomparsi da Isola d’Istria dal 1943 al 1945 
 
(…) Negli appunti che Luigi Drioli, mio padre, ha lasciato per ricordare le nefandezze di quei tristi giorni compare una lista di persone che sono state arrestate e torturate dai titini e delle quali non si è mai saputo con certezza la loro fine. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che non avevano responsabilità specifiche e a loro carico non c’erano accuse: alcune svolgevano il lavoro di guardie municipali, di dipendenti comunali, di operai, di sindacalisti, di vigili del fuoco, e tanti provenivano da varie parti d’Italia ed erano comandati a svolgere il loro lavoro a Isola d’Istria nelle varie amministrazioni. Alcuni arresti, con le loro tragiche conseguenze, sono anche avvenuti a guerra finita, in tempo di pace, senza alcuna giustificazione. Penso che la lista sia incompleta e porti qualche inesattezza, ma purtroppo sono trascorsi troppi anni e non sono riuscita a rintracciare persone presenti in quell’epoca. Parecchi dati e alcuni nomi li ho aggiunti dopo varie ricerche effettuate (…). Vittorina (Grazia) Drioli.
 
Attilio Benvenuti detto Furia
Nato il 28 agosto 1899. Arrestato a Trieste il 7 maggio 1945 in piazza Venezia. Tradotto al carcere dei Gesuiti. Trasferito a Isola d’Istria e Capodistria. Poi scomparso.
Sul sito www.isfida.it si legge: BENVENUTI Attilio (detto Furia) fu Almerigo e fu Anna Paoli, nato a Isola d’Istria il 28-9-1899. Arrestato a Trieste piazza Venezia il 5-5-1945 e deportato per ignota destinazione. Notizie fornite dalla moglie Ada Mossut abitante a Trieste in via Vercellio n.9 presso Borsatti. 

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10 Febbraio: la Verità non può essere infoibata

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Risultati immagini per la memoria non si infoibaDOMANI, SABATO 10 FEBBRAIO GIORNATA DEL RICORDO DELLE VITTIME DELLE FOIBE

segnalazione del Centro Studi Federici

Il silenzio vigliacco sui 50 preti e frati massacrati dai partigiani comunisti nelle foibe: queste vittime non interessano ai professionisti della memoria, forse perché erano al servizio della Chiesa Cattolica e non della Sinagoga.
 
I sacerdoti massacrati nelle foibe
Fra le molte e molte migliaia di assassinati nelle foibe vi furono almeno 50 sacerdoti. Ranieri Ponis ha dedicato alla vicenda una monografia, intitolata “Storie di preti dell’Istria uccisi per cancellare la loro fede”, pubblicata dalla Litografia Zenit.
Gli invasori slavi difatti cercarono di colpire anzitutto coloro che erano a vario modo parte della classe dirigente italiana o comunque punti di riferimento e di aggregazione, quali gli intellettuali, i politici, gli imprenditori, gli insegnanti, gli ecclesiastici.
L’odio nei confronti di questi ultimi derivava anche dalle convinzioni ideologiche dei partigiani jugoslavi, essendo Tito all’epoca stretto alleato di Stalin.
Dopo il totale annullamento di ogni organo civile e militare italiano in Venezia Giulia e Dalmazia, erano rimasti sul posto soltanto vescovi e sacerdoti in grado di rappresentare la popolazione italiana, la quale era solitamente molto religiosa.
È indubbio che, fra le cause che indussero all’Esodo gli Italiani della Venezia Giulia, un ruolo importante lo abbia svolto la persecuzione religiosa, che fu portata avanti anche con il preciso intento di spingere gli Italiani ad andarsene.

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Revisionismo, ultimo atto “L’Anpi nasconde la storia”

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Polemiche per un’iniziativa dei partigiani a Sedriano. Il centrodestra attacca sulla stele di piazza Repubblica

di Alberto Giannoni

Viene inaugurato oggi, dal municipio 4, il primo monumento dedicato alle vittime delle foibe a Milano. Ed è tutto un fiorire di iniziative, nelle Zone governate dal centrodestra.

La stele che dovrebbe essere posta in piazza della Repubblica invece, ancora non si vede, anche se in Comune annunciano un imminente incontro per sbloccare uno stallo che si protrae da anni.

La storia del ricordo è anche storia di polemiche. I massacri delle foibe e l’esodo degli istriani-dalmati sono stati a lungo sottaciuti o negati, per ragioni politiche. L’antico tabù della sinistra ha continuato a produrre silenzi, o peggio gaffe, provocazioni e revisionismi. E un caso del genere sembra anche quello di Sedriano, dove per il 9 febbraio viene organizzata un’iniziativa in cui, secondo il centrodestra, la storia delle foibe viene accostata al fascismo. «È davvero vergognoso – commenta l’eurodeputato di Forza Italia Stefano Maullu – che l’Anpi cerchi di nascondere le responsabilità del comunismo: l’Anpi ha organizzato un convegno dal titolo “Fascismo, Foibe, Esodo”, evitando in tutti i modi di alludere alle uccisioni e agli omicidi perpetrati dai comunisti». Continua a leggere

Roma, la Basilica di S. Pietro sarà profanata dai vespri degli eretici anglicani

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ECUMANIA BLASFEMA E ANTICATTOLICA

http://www.lastampa.it/rw/Pub/p4/2016/11/25/VaticanInsider/Foto/RitagliWeb/4WK34KM56364-kzeF-U11001178262998SmB-1024x576%40LaStampa.it.jpg

La celebrazione in programma il 13 marzo, in occasione del cinquantesimo anniversario del dialogo tra Chiesa cattolica (conciliare, n.d.r.) e anglicana

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http://www.lastampa.it/2017/02/07/vaticaninsider/ita/news/nella-basilica-di-san-pietro-per-la-prima-volta-i-vespri-anglicani-zaHvZUQXpFfr2NVBEJZLIP/pagina.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook Continua a leggere

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