Torniamo alla lira, lo dice pure S&P

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di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

Torniamo alla lira, lo dice pure S&P

Fonte: Paolo Becchi

Vogliamo dirlo chiaro e tondo: lo Stato italiano è vittima dell’usura. Gli interessi si cumulano sugli interessi e fanno crescere il debito anche se non ci si indebita più. Da 25 anni lo Stato non ha o meglio non avrebbe bisogno di indebitarsi perché incassa più tasse di quello che spende: nell’ultimo anno circa 30 miliardi di tasse in più delle spese, ma risulta in deficit di circa 40 mld l’anno perché paga circa 70 mld l’anno di interessi. Questo succede dall’inizio degli anni ‘90: da allora lo Stato ha pagato 2.500 miliardi di interessi, più del debito. Lo Stato ha un debito di circa 2.360 miliardi anche se da 25 anni non si indebita perché ha pagato ben 2.500 miliardi di interessi dai primi anni ‘90. Questo è un caso classico di usura, l’incremento del debito dovuto solo all’accumulo nel tempo degli interessi e che diventa impossibile da ripagare perché gli interessi sono troppo alti.

L’aumento dello spread è un fenomeno di usura ai danni dello Stato. Ecco perché. Continua a leggere

L’antifascismo dei cretini

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Abbiamo sempre avuto pazienza con i cretini non cattivi e con i cattivi ma intelligenti. Non riusciamo però ad averne con i cretini cattivi, magari in origine solo cretini poi incattiviti oppure solo cattivi poi rincretiniti. Ma sono cresciuti a dismisura e si sono aggravati. Sto parlando del nuovo antifascismo, collezione autunno-inverno, che si alimenta di fascistometri per misurare il grado di fascismo che è in ciascuno di noi e di istruzioni per (non) diventare fascisti, di Anpi posticce che sventolano l’antifascismo anche il 4 novembre, non più costituite da partigiani ma da militanti dell’odio perenne; e poi di mobilitazioni, manifestazioni e mascalzonate, veicolate da giornaloni, telegiornaloni, talk show e da tante figurine istituzionali. Come quel Figo che alterna dichiarazioni d’antifascismo a dichiarazioni surreali d’amore a proposito degli stupri e i massacri tossico-migranti. Per lui le violenze si combattono con l’amore, come dicevano i più sfigati figli dei fiori mezzo secolo fa. Lui ci arriva adesso, cinquant’anni dopo e a proposito di un fatto così terribile come uno stupro mortale a una ragazzina.

Sopportavamo il vecchio antifascismo parruccone, trombone, un po’ di maniera. Arrivavamo a sopportare perfino un antifascismo di risulta, violento, intollerante, estremista. Finché si tratta dei dementi agitati dei centri sociali, di qualche femminista in calore ideologico o con caldane fasciofobe, oppure di sparsi cretini del grillismo e del vecchio sinistrismo, ce ne facevamo una ragione. Continua a leggere

“Sovranità o barbarie”: detto dalla sinistra vera. In esilio

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“SOVRANITA’ O BARBARIE” : detto dalla sinistra vera. In esilio.

“Socialismo o barbarie”  è uno slogan marxista di vecchia data, Rosa Luxembourg lo attribuisce ad Engels:  se non si passa dal capitalismo al socialismo, la caduta nella barbarie è il destino dell’Occidente.  Adesso un  saggio scritto da due marxisti,  l’italo-inglese Tomas Fazi e William Mitchell,  riecheggia quel  motto celebre ma al contrario: “Sovranismo o Barbarie”.  Abbiamo capito bene: due marxisti, …

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Orban abolisce in Ungheria i corsi gender in tutte le Università

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Segnalazione di BastaBugie

Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): ciclista trans vince gara femminile, partito gay al via, i pasticceri possono dire di no a torte gay
da Radio Roma Libera

Finalmente una buona notizia: l’Ungheria ha definitivamente cacciato il gender da tutte le Università dello Stato, poiché, secondo quanto dichiarato dal Segretario per l’Educazione, Bence Rétvári, rappresenta, «come il marxismo-leninismo, un’ideologia e non una scienza».
Il relativo decreto, che renderà il provvedimento esecutivo a far data dal prossimo anno, è stato firmato dal premier Viktor Orbán. Non ve ne sarebbe stato bisogno, poiché le iscrizioni a tali corsi, a dir poco scarse, avrebbero già giustificato da sole la loro cancellazione. Ma l’esecutivo ha inteso esplicitamente spiegare come la decisione non sia stata assunta per una questione di numeri, bensì per una questione di buon senso, come specificato già lo scorso agosto dal Capo di Gabinetto, Gergely Gulyas: «Il governo ungherese non intende spendere soldi pubblici per l’istruzione in questo campo», ha specificato. In effetti, ha già ritirato ovunque il proprio sostegno finanziario.
Il provvedimento colpisce tutti gli Atenei in generale ed, in particolare due, quello di Eòtvòs Loránd con sede a Budapest, e l’altro, l’Università Centrale Europea di George Soros, che finora distribuiva anche diplomi a chi frequentasse tale “disciplina”.
A nessuno mancheranno.
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Intervista a Silvana De Mari: “Vi racconto il mio processo e la mia difesa”

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Segnalazione di Redazione BastaBugie
Si vuole impedire la libertà d’informazione e il diritto dei cristiani di pensarla diversamente dalla cultura dominante (VIDEO: Premio Viva Maria a Silvana De Mari)
di Americo Mascarucci

Un processo alla libertà d’informazione e al diritto di “pensarla diversamente”. In questo si sta sostanzialmente concretizzando il processo per diffamazione contro Silvana De Mari, scrittrice di libri fantasy, blogger e medico chirurgo, querelata dalle associazioni Lgbt per aver espresso giudizi “politicamente scorretti” sull’omosessualità. Il suo processo sta diventando un evento mediatico a tutti gli effetti. Sono diverse le personalità del mondo politico che la stanno sostenendo. […] Una sua condanna infatti rischierebbe di far passare un messaggio molto pericoloso, ossia che non possa esistere alcuna opinione contraria all’ideologia gender, laddove questa per esempio si ostina a voler “imporre” un’origine genetica all’omosessualità, o a negare che da questa condizione si possa uscire.
Dottoressa, come sta andando il processo?
«Abbiamo concluso la parte istruttoria che a mio giudizio è andata molto bene, visto che sono riuscita a spiegare le mie ragioni. Ora ci sarà la parte della discussione prevista il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia».
Quali sono state le ragioni che ha esposto?
«Ho in pratica spiegato i motivi per cui ho fatto determinate dichiarazioni. Ho anche portato del materiale e ho illustrato per l’ennesima volta l’esatto significato del termine pedofilia. Ho ribadito che si tratta di un orientamento sessuale caratterizzato dall’attrazione per i minori, ma che non significa mettere le mani sui bambini. Continua a leggere

Eutanasia, ecco chi sono i parlamentari del “fine vita”

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Risultati immagini per Parlamentodi Americo Mascarucci

Sono in totale 62 i parlamentari italiani, fra Camera e Senato, che hanno deciso di aderire all’intergruppo per le scelte inerenti il “fine vita” (da leggere: “eutanasia”) e che hanno chiesto di calendarizzare la discussione. Lo hanno annunciato i rappresentanti dell’Associazione Luca Coscioni in seguito alla presentazione in Senato di un disegno di legge del parlamentare 5Stelle Matteo Mantero. Fra questi vi sono 24 esponenti del Movimento 5 Stelle, 11 del Partito Democratico e soltanto uno di Forza Italia (il deputato Giusi Bartolozzi), oltre a 4 di Liberi e Uguali e altri del misto.

Fra  le varie adesioni spuntano quelle di Emma Bonino, Monica Cirinnà, Tommaso Cerno, Elena Fattori, Rosa Maria Di Giorgi, Nicola Fratoianni, Roberto Giachetti, Riccardo Magi, Alessia Morani, Riccardo Nencini, Stefania Pezzopane, Barbara Pollastrini, Andrea Romano, Luigi ZandaContinua a leggere

Visegrad, la politica familiare inizia a dare i suoi frutti

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Visegrad. La politica familiare inizia a dare i suoi frutti.

di Giuseppe Sandro Mela   –   Senza Nubi Nella Repubblica Ceka nel 1999 vi erano 1.13 nascite per donna, salite a 1.57 nel 2016. In Ungheria nel 1999 vi erano 1.28 nascite per donna, salite a 1.45 nel 2016. In Polonia nel 2010 vi erano 1.25 nascite per donna, salite a 1.32 nel 2016. Si tenga presente che in …

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Moschea dei pakistani a Cagliari. Cosa pensano di Asia Bibi?

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Risultati immagini per Asia BibiSegnalazione del Centro Studi Federici

Cagliari, apre la nuova moschea in via XX Settembre
Il taglio del nastro al civico 41 di via XX Settembre è arrivato poco prima delle 13. 
A Cagliari è stata aperta una nuova moschea grazie all’impegno della comunità musulmana bengalese e pakistana. 
“Si tratta di un luogo di culto e non di una moschea vera e propria”, spiega il coordinatore della comunità musulmana di Cagliari Hassan Laoudini, nato in Marocco e residente nel capoluogo da 25 anni. 
Questo centro sarà aperto a tutti e consentirà di diminuire i disagi nell’altro punto di preghiera in via del Collegio”. Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il console del Bangladesh in Sardegna Salvatore Floris, il direttore della diocesi, don Marco Lai, e i consiglieri comunali Matteo Massa e Alessio Alias.
 
 

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In Francia sempre tutto bene. Come in Germania

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IN FRANCIA INVECE TUTTO BENE. COME IN GERMANIA.

IN FRANCIA INVECE TUTTO BENE. COME IN GERMANIA.

Macron una ne fa e una ne pensa. Come  saprete, lui l’anti-fasci-razzista ,  è riuscito  a lodare il maresciallo Pétain, il capo del governo di Vichy, collaborazionista con Hitler, suscitando proteste internazionali. Praticamente,  ogni volta che apre bocca, sbotta  in qualche involontaria  provocazione. Usa spesso parole inventate , distorte (croquignolet), gergali da teppista (”bordel”, “pognon de dingue”) o enigmatiche  (“essence …

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