Matteo Salvini: L’Italia è pronta a bloccare attività e bilancio della UE

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Dopo aver parlato di “atti ostili”, riferendosi al comportamento di Malta e della Francia sul versante dell’immigrazione, il ministro dell’Interno Matteo Salvini entra nuovamente a gamba tesa: “Eventualmente possiamo anche bloccare bilanci e attività europee fino a che l’Europa e qualche Paese continuerà a prendere in giro gli italiani”.

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Il Prescrittore

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di Maurizio Blondet

Il Pres.Ass.Magistrati Davigo ammette ingerenze ‘positive’ delle Nazioni Unite in Tangentopoli che azzerò intera classe politica tranne PDS (Radioanchio, 17 febbraio 2017)

DAVIGO: “Basta frottole: se i delitti non si prescrivono più, i processi durano meno”

L’ex pm di Mani Pulite: “Troppi procedimenti proprio perché ci sono troppi appelli e ricorsi in Cassazione, fatti in attesa del colpo di spugna” …

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Quel Marx razzista e antisemita che non ti aspetti

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Risultato immagine per CARL MRX

 Comunismo e Antirazzismo: se non ormai sinonimi, sono comunque due termini che ultimamente vanno convenientemente a braccetto. Ma quanto i kompagni conoscono davvero le proprie radici culturali? Ad ascoltare i discorsi che si fanno in giro o leggendo qualche tweet isterico, direi non molto. Anzi, direi proprio per nulla.
Con l’articolo di oggi ci allontaneremo per un attimo dalla sfera della filosofia e del pensiero della destra per immergerci nello strano mondo comunista, fiorito fuori e genocida dentro, andando alla scoperta di quelle affermazioni di Marx ed Engels che farebbero tremare anche il più incallito degli xenofobi. La speranza è che qualcuno si possa finalmente ricredere sulla genuinità del comunismo e sulla bontà incondizionata dei suoi “valori”, capendo quanto è falso l’accostamento comunismo-antirazzismo.
Per comprendere quanto seguirà bisogna mettere una premessa fondamentale: per Marx, il comunismo si sarebbe potuto affermare sono una volta che il capitalismo avesse raggiunto il suo apice, con il collasso di quest’ultimo sotto il suo stesso peso. Il primo tipo di razzismo si mostra quindi verso tutti quei popoli definiti “controrivoluzionari”, ovvero popoli che per cultura o arretratezza tecnologica ancora erano legati a modelli pseudo-feudali, non permettendo così al capitalismo di diffondersi e quindi, di conseguenza, allontanando la possibilità di realizzazione della distopia comunista.

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Per Saviano, il moralizzatore, arriva la terza condanna: violatore di diritti

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Noi cattolici prendiamo lezioni da chiunque, ci mancherebbe. Certo, non ci sembra corretto che a mettersi in cattedra, ergendosi a maestro di morale e “difensore dei diritti”, sia proprio Roberto Saviano, un pluri-condannato per diffamazione e plagio (immoralità “laica”?). Ieri la terza condanna, mentre si attende la quarta se verrà confermato il reato di diffamazione verso Salvini, ministro dell’Interno.

Secondo Saviano, «i cattolici non possono influenzare o boicottare nuove leggi. Questo è profondamente ingiusto». Quindi, scordiamoci di entrare in politica o esporre le nostre idee: sarebbe ingiusto, non ci è concesso. Anzi, per lo scrittore è «forte violenza culturale» qualunque manifestazione -ad esempio- in difesa della famiglia naturale (cioè, la unica prevista dalla Costituzione, come ha stabilito la sentenza n.138/2010 della Corte Costituzionale). Nessuno, ci dice Saviano, può permettersi di «fermare il diritto a sognare di avere una famiglia e dei figli, nonostante la propria omosessualità». Questo Paese, ha concluso, «può ripartire solo dai diritti».

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RITORNARE ALLO STUDIO DEI CLASSICI?

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latino alle medie

A fronte di un progressivo impoverimento della lingua italiana e del suo studio (a cui sicuramente contribuisce la quantità abominevole di tempo che trascorriamo sui social) c’è chi propone di ripristinare lo studio del latino alle medie.

Il latino, come una sorta di “precursore”, potrebbe rinforzare le basi grammaticali e sintattiche che sono alla base del nostro linguaggio, così come lo studio della cultura classica potrebbe rinforzare la nostra capacità di pensare e argomentare. Non è facile esprimersi in merito a una questione come la reintroduzione del latino a scuola: cosa buona, cosa vecchia o semplicemente “cosa”?

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Raggi risorta

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

“Il fatto non costituisce reato”, il tribunale ha assolto Virginia Raggi. Siamo contenti per lei sul piano umano e rispettiamo la sentenza, pensando che la Raggi vada condannata non sul piano giudiziario ma sul piano politico e cittadino, per il male che sta facendo a Roma e che è sotto gli occhi di tutti. L’unico guaio di questo processo e questa sentenza è che rischia di rafforzare e blindare un sindaco disastroso. È stato un boomerang processarla, perché ha dato un nullaosta giudiziario d’immagine a un sindaco pessimo e largamente impopolare.

Virginia Raggi è riuscita in un miracolo senza precedenti: nel giro di due anni è riuscita a far rimpiangere sindaci di destra, di sinistra, di centro e tecnici. Anche pessimi. Ma non solo: dopo di lei cresce tra i romani l’invocazione di un sindaco futuro che non sia romano. Sono così scottati e spaventati dalla concittadina che preferiscono avere, oltre un papa anche un sindaco straniero, marziano, coreano, giapponese. Insomma un samurai, un kamikaze.

‘A Raggi è riuscita, lei grillina e perciò fautrice del settore pubblico, a convincere anche i più accaniti sostenitori dei trasporti pubblici della necessità di privatizzare l’Atac, di sottrarla alle mani devastanti del pubblico. Sotto di lei si è arrivati al fallimento perfetto di un’azienda che allo stesso tempo perde soldi, offre disservizi, ha un tasso di assenteismo da record, semina malcontento tra i suoi dipendenti, schiera mezzi obsoleti e mai puntuali con una ricaduta paurosa sul traffico, sui cittadini, sugli studenti che vanno a scuola. Continua a leggere

Disponibile il numero settimanale di Sursum Corda

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Sul sito è disponibile il numero 138 (del giorno 11 novembre 2018) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nellasezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.

Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:

– Comunicato numero 138. La prima moltiplicazione dei pani;

– Preghiera ai Santi Quattro Coronati;

– Orazione a Sant’Andrea Avellino;

– Dall’Enciclopedia cattolica. Il caso Galileo Galilei;

– Preghiere al Santo di cui si porta il nome;

– Orazione a San Martino, Vescovo;

– Verità in sintesi sulla condanna di Galileo Galilei;

– Teologia Politica 126. I despoti della finanza sono i distributori del sangue stesso della società.

 

“Partito dei Vescovi”: torna il potere temporale?

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LA LETTERA DEL LETTORE

Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole

San Paolo Timoteo 2 capitolo 4, 3-4

Ai Vescovi d’Italia

Oggetto: “partito dei Vescovi”

Nel quotidiano la Verità del 05-11-2018, si trova un articolo dal titolo:

Il “partito” dei vescovi e dei preti ostili a Salvini. Dal pulpito lanciano “l’alternativa politica”

FINALMENTE UNA BELLA NOTIZIA PER I CATTOLICI

Era ora che venisse cancellata la triste data del 20 settembre 1870, ove finiva lo Stato Pontificio e il potere temporale del Papa.

Ora con questa iniziativa torniamo ai bei tempi ove il Sommo Pontefice essendo il Vicario di Cristo deteneva sia il Potere temporale che quello Spirituale. Continua a leggere

Denatalità, il problema cruciale

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di Roberto Pecchioli

Denatalità, il problema cruciale

Fonte: Ereticamente
Se chiediamo a un campione di cittadini mediamente informati e di buona istruzione quale sia il problema più grave dell’Italia, otterremo una notevole varietà di risposte. Alcuni parleranno dell’immigrazione, moltissimi della disoccupazione, altri della perdita dei diritti sociali, qualcuno del declino dei principi morali, della corruzione e così via. La nostra tesi è diversa: la questione più rilevante è la denatalità. Un popolo che non fa figli è destinato a finire per consunzione biologica. Si trascina nell’egoismo, nella sfiducia del futuro, nella chiusura mentale, nel rifiuto stesso della vita. Poiché la natura ha orrore del vuoto e altrove la pressione demografica è immensa, qualcuno, fatalmente, ci sostituirà. La civiltà in cui siamo nati sparirà e l’Italia diventerà un concetto del passato. La studieranno sui libri di storia. Il presente intervento si pone un obiettivo: affermare che le culle vuote sono il problema più grave e urgente della nazione e le difficoltà economiche, finanziarie e sociali nelle quali ci dibattiamo hanno tra le cause scatenanti l’invecchiamento e la conseguente diminuzione della popolazione. Forse non è del tutto vero, come pensava Benito Mussolini, che il numero è potenza, ma certamente, in un tempo che aspira alla crescita infinita, perdere popolazione è un elemento di profonda debolezza, il segnale visibile del declino. Nel presente, solo gli argomenti legati all’economia o agli interessi riescono a convincere. Per questo rinunciamo alla mozione dei sentimenti, all’appello in favore della nostra civiltà, al patriottismo, alla necessità di salvare dall’estinzione la nostra nazione. La nostra tesi è che la continuità biologica del popolo italiano conviene, è il migliore investimento per il futuro, un grosso affare per tutti e per ognuno. Continua a leggere

Il Fascismo e le pensioni agli italiani. La verità storica è più forte delle bufale di Aldo Grasso

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di Francesco Severini

Il Fascismo e le pensioni agli italiani. La verità storica è più forte delle bufale di Aldo Grasso

Fonte: secolo d’Italia

Sulla prima pagina del Corriere della sera del 7/11/2018 Aldo Grasso confuta la “bufala” (secondo lui) delle pensioni introdotte dal fascismo in Italia, spiegando ai lettori che tra le “cose positive” che il regime mussoliniano ha introdotto non c’è l’Inps, come alcuni ripetono senza documentarsi a dovere. E scrive che l’Inps nacque invece nel 1898, mentre la pensione sociale arriva solo nel 1969, quando il fascismo era caduto da un pezzo. Una ricostruzione non corretta, fa notare il giornalista e scrittore Gianni Scipione Rossi: “Aldo Grasso – scrive Rossi in una nota su Fb – dimentica la sostanziale differenza tra l’assicurazione pensionistica volontaria per operai e impiegati, nata in Italia nel 1898, e quella obbligatoria, nata nel 1919, dunque prima del governo Mussolini”.  Continua a leggere

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