L’Italia è l’avanguardia populista in Europa

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L’Italia è l’avanguardia populista in Europa

di Aleksandr Gel’evič Dugin

Aleksandr Gel’evič Dugin (nato a Mosca il 7 gennaio 1962), filosofo e geopolitico russo con una lunga attività ideologica e politica alle spalle. Dissidente nell’era sovietica, quindi duro oppositore di Eltsin, oggi sostiene Putin, al quale tuttavia non risparmia critiche. Con le sue idee politiche è diventato un punto di riferimento per i populisti e gli antiglobalisti di ogni latitudine. Le sue opere sono state tradotte in diverse lingue.

Recentemente è stato in Italia per presentare il suo libro “Putin contro Putin” pubblicato da AGA Editrice, in cui traccia un ritratto inedito del presidente russo. Sempre per AGA Editrice è uscito da poco “L’ultima guerra dell’Isola-Mondo”, in cui il filosofo russo analizza l’evoluzione geopolitica della Russia come potenza “tellurocratica” globale, dalle origini fino all’attuale presidenza di Vladimir Putin.

La seguente intervista è stata realizzata da Paolo Becchi e Donato Mancuso.

Professor Dugin, nel suo ultimo libro lei identifica la civiltà russa con la “civiltà della Terra”. Ci vuole spiegare brevemente il significato di questa definizione?

Come ho cercato di spiegare nel mio libro, la geopolitica ammette due posizioni globali. Mackinder le chiama “il punto di vista dell’uomo del Mare” e “il punto di vista dell’uomo di Terra”. Si tratta di due tipi di civiltà: la civiltà dinamica del Mare (progressista, mercantile) e la civiltà statica della Terra (conservatrice, eroica).

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Putinofobia

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Risultati immagini per hacker russidi Roberto Zavaglia 

Potenza degli hacker russi: ne sono bastato tredici per stravolgere l’esito delle elezioni presidenziali statunitensi, trascinando alla Casa Bianca Trump al posto della favoritissima Clinton. Dopo mesi di indagini e di grida di allarme di tutta la stampa internazionale per l’intollerabile intromissione di Putin, lo scorso febbraio il procuratore speciale Mueller ha infine incriminato 13 cittadini russi  e tre “entità” russe che con la loro attività da troll nei social network sarebbero riusciti a condizionare la scelta di milioni di cittadini. Le indiscrezioni sul budget di cui avrebbero potuto disporre per accamparsi in pianta stabile su Facebook, Twitter e YouTube questi instancabili manipolatori del consenso variano da 100mila euro a circa il doppio.

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Il sovranismo non è una protesta. Ecco perché è destinato a vincere

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sovranismo Unione europea

di Lorenzo Vita

I sovranisti non rappresentano per forza un voto di pancia o di protesta. E se anche il vento “populista” ha iniziato a soffiare nel 2009, con l’avvento della crisi economica, è impossibile oggi ribadire che quel voto sia frutto della crisi. Lo ha spiegato bene Foreign Policy, in un editoriale che ripercorre le ultime tappe della fine dei leader della socialdemocrazia e dell’avvento degli uomini nuovi che hanno preso il potere o stanno scalzando la vecchia guardia.
Per molto tempo, ci è stato detto che i movimenti sovranisti fossero il frutto di una protesta. L’intellighenzia mainstream ha etichettato il fenomeno come una sorta di esaltazione demagogica delle classe popolari, in cerca di certezze dopo l’impoverimento causato dalla grande crisi che ha sconvolto l’Occidente. Ma relegarlo al pericolo di perdere potere d’acquisto o posti di lavoro rischia di essere superficiale, o quantomeno fuorviante.

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COMMERZABANK E DEUTSCHE “DANNO CONSIGLI” AL PRESIDENTE ITALIANO

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Risultati immagini per blondet & friendsdi Maurizio Blondet

Un appello diretto al presidente della repubblica viene dal capo-economista di Commerzbank, Jorg Kramer: lo ha fatto su Handelsblatt Global, l’edizione  inglese del principale giornale economico. Ecco il  ragionamento:https://global.handelsblatt.com/opinion/power-markets-chasten-italy-populists-980858La UE tenga duro. Noi (“i mercati”)  puniremo  governo populista, esigendo tali interessi sul loro debito pubblico, da renderlo insolvente.   L’Italia dovrà chiedere aiuto alla BCE. E’ vero che la …

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FONTE: https://www.maurizioblondet.it/commerzabank-e-deutsche-danno-consigli-al-presidente-italiano/

Saggio sulla Massoneria Americana

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Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 88/18 del 12 novembre 2018, Sant’Alberto Magno
Arthur Preuss, Saggio sulla Massoneria Americana, CLS, Verrua Savoia 2014, pagg. 334, euro 18,00.
Prefazione dell’edizione francese del 1998 
“Une remarquable étude”: è il giudizio di un esperto, Léon de Poncins (in Christianisme et F∴ M∴) sul libro di Arthur Preuss, A Study in American Freemasonry, che viene ora pubblicato dal Centro Librario Sodalitium.
L’autore
Arthur Preuss nacque a Saint Louis (Missouri, Stati Uniti) il 22 marzo 1871 da Edward e Concordia Schuricht, entrambi di origine tedesca. Fu scrittore, giornalista e editore cattolico. Dopo aver studiato nel Canisius College di Buffalo (New York), Preuss iniziò la carriera giornalistica e letteraria collaborando col padre nel Saint Louis Daily America (1890-1892). Nel 1893 fondò la Chicago Review, che diventò The Review (1894) ed infine The Catholic Fortnightly Review (dal 1905). Come editore, Preuss diffuse soprattutto negli Stati Uniti dei testi di teologia dogmatica e morale. Come autore, egli pubblicò The Fundamental Fallacy of Socialism (1907), A Study in American Freemasonry (1908) e Dictionary of Secret and Other Societies (1924).

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Foibe, il film “Rosso Istria” arriva nelle sale. Gasparri: «Racconta una verità negata»

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Un cast stellare per un’opera prima coraggiosa: è Red Land (Rosso Istria), il film che attraverso il martirio di Norma Cossetto racconta le terribili violenze subite dalle popolazioni Istriane, Fiumane, Giuliane e Dalmate a opera dei partigiani titini. La pellicola, prodotta da Venicefilm in collaborazione con Rai Cinema, sarà proiettata in anteprima mondiale martedì 6 novembre alle 20 al cinema “The Space – Moderno” di piazza della Repubblica a Roma, mentre nella mattinata sarà presentato alla stampa alla Sala Nassiriya del Senato. Un segno dell’impegno anche istituzionale per far sì che questa produzione venisse realizzata, e realizzata sotto l’egida della Rai.

Un fatto non scontato, considerati la reticenza e talvolta il vero e proprio negazionismo nei confronti questa pagina di storia italiana. Nonostante, infatti, ormai da un quindicennio (la legge fu approvata nel 2004), la memoria delle Foibe sia entrata nel calendario civile del Paese con il Giorno del ricordo del 10 febbraio, parlare di questo dramma italiano è ancora difficilissimo. Lo sa bene fra gli altri Antonello Belluco, che firma la sceneggiatura insieme al regista Maximiliano Hernando Bruno alla sua opera prima. La precedente opera di Belluco sul tema delle violenze partigiane, Il Segreto d’Italia, che racconta l’eccidio di Codevigo, fu infatti oggetto di un boicottaggio feroce, che vide schierata anche l’Anpi. E la stessa produzione di Red Land (Rosso Istria) ha avuto una gestazione lunga e non facile: sono serviti tutto l’impegno e il coraggio del team che ha prodotto il film e di chi lo ha sostenuto perché finalmente anche la storia di Norma Cossetto potesse essere raccontata al grande pubblico, uscendo dai canali delle proiezioni “volontaristiche” (come fu gioco forza per Il segreto d’Italia), proiettandosi sulla scena internazionale anche grazie alla partecipazione di star come Franco Nero e Geraldine Chaplin e, soprattutto, ottenendo l’impegno istituzionale della Rai. Continua a leggere

Rosso Istria, insulti contro il film sulle foibe. Ecco tutti i cinema dove è in programma

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Rosso Istria, insulti contro il film sulle foibe. Ecco tutti i cinema dove è in programma 

Come da copione, sono arrivati sulla pagina Fb del film Red Land-Rosso Istria le accuse al regista italo-argentino Maximiliano Hernando Bruno: “Sei un fascista, ti auguro di fare la fine di Cristicchi…”. Insomma l’accusa è sempre la stessa: revisionismo. Come se tutta la ricerca storica non fosse una continua revisione. Una revisione contro la quale sempre si leva la voce del negazionismo ideologico. Il film ha infatti il “torto” di raccontare la tragedia delle foibe e in particolare la triste sorte di Norma Cossetto, stuprata da un gruppo di partigiani, seviziata e poi gettata nella foiba di Surani.  Il suo corpo fu ritrovato nel 1943  dai vigili del fuoco  di Pola. Giuseppe Comand, 98 anni, è l’unico di quei pompieri ancora vivo e ad Avvenire di  recente ha raccontato che «Norma era quasi seduta, la schiena appoggiata alla parete di roccia, gli occhi aperti verso l’imbocco della Foiba».

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L’economista Bifarini: ‘L’Italia non cresce perché strozzata nella morsa dell’austerity’

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Risultati immagini per austerity ueA Sky TG24 è intervenuta l’economista e scrittrice Ilaria Bifarini, per esprimere le proprie valutazioni sulla legge di bilancio 2019 targata M5S-Lega. A tal proposito, l’economista neokeynesiana ha dichiarato: “Io credo che il Governo non dovrebbe rivedere la manovra in ottica più prudenziale, ma fare al contrario una manovra più forte e decisa imponendosi ancora di più verso i diktat imposti dall’Unione Europea. Il problema di questa mancanza di crescita [VIDEO] che sta diventando un male endemico per l’economia italiana e per il nostro Paese, è perché siamo proprio strozzati nella morsa dell’austerity”.

L’autrice di “Neoliberismo e manipolazione di massa” e “I colony dell’austerity”, già bocconiana, ha poi aggiunto: “Noi non riusciamo più a fare spesa pubblica, siamo in una situazione contingente di crisi della domanda per cui occorrerebbe una Politica keynesiana che aumenti gli investimenti e aumenti la spesa pubblica soprattutto in conto capitale.

Sarebbe l’unico modo per interrompere questo trend negativo e tornare quindi a crescere. Le stime andrebbero riviste per quanto riguarda una manovra più efficace, servirebbero delle misure quindi più forti. E però, per fare questo, dovremmo liberarci dalla morsa dei vincoli che ci impone Bruxelles”.

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Bergoglio, le prove del legame tra la sua Chiesa e la massoneria: un attacco durissimo

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Papa Francesco

Fari puntati sui legami tra il Vaticano e la massoneria. Un caso che si aprì con un intervento del cardinale Gianfranco Ravasi su Il Sole 24 ore, quando il 14 febbraio del 2016 scriveva un articolo titolato: “Cari fratelli massoni“. Come sottolinea Il Giornale, fu l’occasione per lanciare un messaggio ben preciso: basta chiusure e pregiudizi, è l’ora del dialogo, cerchiamo quello che ci unisce e non quello che ci divide. Non a caso, da allora sono iniziati degli incontri nelle diocesi italiane con l’attiva partecipazione del Grande Oriente d’Italia (Goi).

Eppure, la massoneria, è per definizione molto lontana dalla Chiesa Cattolica. E la ragione è molto semplice: la Chiesa ha sempre ravvisato il carattere satanico del progetto massonico e quindi la sua pericolosità per i fedeli cattolici. Eppure, ora, sottolinea sempre l’articolo del quotidiano di via Negri, si segue il metodo del “pastoralismo”, la base del pontificato di Papa Francesco. In buona sostanza, una Chiesa che si disinteressa della dottrina, nella teoria sempre valida ma in pratica anche pronta ad essere scardinata.

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Terra Santa – Rinasce il convento sul Giordano

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Segnalazione del Centro Studi Federici 64447

Non più mine nel convento francescano in riva al Giordano

Procede veloce l’opera di sminamento della superficie di Qasr Al Yahud, nei pressi di Gerico (Territori palestinesi), località sulla sponda occidentale del fiume Giordano ove si ricorda il battesimo di Gesù. L’area, luogo di scontri durante la guerra arabo-israeliana del 1967, conserva ancor oggi memoria delle battaglie. Arrivare sul posto, significa percorrere un viaggio nel tempo e nella storia. Camminare sui sentieri polverosi fiancheggiati da numerosi santuari e cappelle, attraversare i luoghi percorsi da Gesù e dagli apostoli e prima ancora da Elia, guardare il Giordano e la Giordania dall’altra parte, colpisce per il senso di pace.

Eppure, a ricordare che questo non sempre è stato territorio di pace ci sono i numerosi cartelli che avvisano ancora, a distanza di oltre 51 anni, della presenza di mine, segno della follia dell’uomo. Nonostante i cartelli gialli, la sensazione di vita che riprende, la forza che spinge a rinascere, è palpabile.

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