Scontri e manifestazioni: in tutta Europa monta la protesta contro il lockdown

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Berlino, 11 mag – E’ stato un fine settimana caratterizzato da manifestazioni, scontri e arresti in diverse nazioni europee. Dalla Germania alla Polonia, passando per la Francia, la Svizzera fino all’Olanda, migliaia di cittadini sono scesi in piazza per protestare contro il “lockdown” e le restrizioni connesse all’emergenza coronavirus. Particolarmente dure le proteste dei tedeschi: a Stoccarda oltre 10 mila persone sono scese in piazza per denunciare la violazione dei diritti costituzionali giustificati dal contrasto al Covid-19, mentre a Berlino le dimostrazioni sono sfociate in scontri con la polizia. Ad Alexanderplatz la polizia avrebbe arrestato 86 persone, mentre altri 45 manifestanti sarebbero stati fermati davanti al Reichstag. Altre manifestazioni sono state registrate in altre città come Dortmund e Colonia.

In Svizzera manifestazione davanti al Parlamento di Berna

Al confine franco-tedesco di Lembach invece alcuni sindaci francesi e tedeschi hanno rimosso le barriere che durante l’emergenza hanno impedito di attraversare il confine, sottolineando le difficoltà per i lavoratori frontalieri. In Svizzera centinaia di persone si sono radunate davanti al Parlamento a Berna per manifestare contro la chiusura delle attività commerciali, delle scuole e in generale le restrizioni connesse al Covid-19. Questo nonostante in Svizzera le misure siano molto meno dure che in Italia: già da due settimane barbieri, parrucchieri e fiorai sono aperti, mentre oggi riaprono le scuole. Le manifestazioni e i cortei si sono tenuti anche in altre importanti città elvetiche come Zurigo e Basilea.

La polizia smantella un accampamento a Varsavia

In Polonia manifestazioni e scontri con la polizia si sono verificati soprattutto nella capitale Varsavia, dove la protesta organizzata da alcuni imprenditori si è conclusa con 38 arresti. Partita come una dimostrazione a bordo delle proprie auto suonando il clacson, la protesta si è evoluta poi in un vero e proprio accampamento improvvisato realizzato di fronte l’ufficio del primo ministro. La polizia è intervenuta per smantellare il campo e arrestare i manifestanti.

Anche in Olanda si erano registrate proteste contro le restrizioni alcuni giorni fa, prima del fine settimana che ha visto il coinvolgimento di più nazioni europee. Circa 80 persone erano state arrestate all’Aia davanti alla sede del governo, sempre in seguito a proteste contro il lockdown. Le manifestazioni si erano svolte anche ad Utrecht, dove centinaia di persone si erano radunate per suonare il clacson della propria auto (forma di protesta contro le restrizioni partita dagli Usa).

Davide Romano

DA

https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/scontri-manifestazioni-europa-monta-protesta-lockdown-156017/

Silvia Romano liberata: ecco cosa dovremmo chiederci (e sapere) davvero

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Roma, 11 mag – La liberazione di Silvia Romano, di per sé, è per tutti una buona notizia. Sic et simpliciter per due motivi, il primo sostanziale: un’italiana rapita in Africa è stata riportata a casa, quindi nel caso di specie lo Stato ha fatto lo Stato. Il secondo più prosaico: dopo due mesi di coronavirus serviva una notizia positiva per strappare qualche sorriso. Tutto è bene quel che finisce bene, storia a lieto fine e nulla da aggiungere? Non proprio, perché questa vicenda sta monopolizzando il dibattito politico e mediatico, tra chi festeggia una cooperante milanese da trasformare in nuova icona radical chic e chi la accusa delle peggiori nefandezze perché convertita all’islam.Assistiamo insomma a uno scontro in campo aperto tra armate di commentatori obnubilati da pregiudizi, ipocrisie e letture semplicistiche. Nulla di nuovo, è quanto accade più o meno su qualunque scibile e disputabile questione. Quanto accaduto in Somalia però merita di essere considerato e analizzato evitando il metro del tifo. Dietro alla liberazione e alla conversione di Silvia Romano alias Aisha, difatti, ci sono agenti e fattori scatenanti che provocano risvolti di varia natura.

Chi ha rapito Silvia Romano?

Per comprenderli, partiamo dall’inizio di questa storia: chi l’ha rapita? Il 20 novembre 2018 la cooperante italiana, che si trovava in Kenya  per partecipare come educatrice a un progetto umanitario curato dalla onlus Africa Milele, è stata sequestrata nel villaggio di Chakama. Da quel momento in poi si aprono una serie di buchi neri. Secondo alcuni sarebbe stata rapita da un gruppo di criminali comuni kenioti e poi da loro venduta ai jihadisti somali di al-Shabaab. Stando invece alla ricostruzione di altri, la compagine terroristica somala legata in particolare ad al-Qaeda avrebbe compiuto direttamente il rapimento. Abbiamo scritto “in particolare” volutamente, perché in realtà una parte di al-Shabaab ha giurato fedeltà all’Isis. Dunque si pone un ulteriore punto interrogativo: quale ramo del gruppo terroristico la teneva in ostaggio? Non lo sappiamo con esattezza e probabilmente non lo sapremo mai. In entrambi i casi parliamo di spietati jihadisti che hanno compiuto e continuano a compiere attentati anche contro convogli dell’esercito italiano. Uno studio dell’Armed conflict location and event data project (Acled), già a ottobre 2017 sottolineava il terrificante attivismo di al-Shabaab: era il gruppo jihadista che aveva provocato il più alto numero di vittime tra i civili.Non solo in Somalia, perché parliamo di terroristi in grado di colpire più volte anche nel vicino Kenya. Migliaia di morti, devastazioni, torture, intere porzioni di territorio somalo occupate.

Chi abbiamo pagato?

Non possiamo quindi non chiederci: il governo italiano quanti soldi ha stanziato per liberare Silvia Romano e chi li ha intascati? La cifra che ricorre nelle ultime ore su vari giornali, 4 milioni di euro, è verosimile. Di solito chi paga per liberare un ostaggio in quelle aree versa infatti tra i 3 e i 6 milioni di euro, come sottolineato da un reporter esperto come Fausto Biloslavo. Ma la cifra esatta conta relativamente, perché parliamo in ogni caso di milioni di euro dei cittadini italiani finiti nelle sacche di tagliagole senza scrupoli. Cosa ci faranno con quel malloppo è inutile dirlo, basta appunto vedere cosa hanno fatto fino ad oggi. Dunque Silvia Romano non andava liberata per evitare di foraggiare dei terroristi? E’ la domanda che si pongono in tanti ma è mal posta. Proviamo a rimodularla: Silvia Romano poteva essere liberata senza foraggiare dei terroristi? Sì, era possibile. E come? Sparando. Perché con terroristi fanatici o si paga o si spara, tertium non datur. Inutile dire che se l’Italia avesse compiuto un blitz militare, se avesse sparato appunto, la cooperante milanese avrebbe potuto rimetterci la pelle. Viceversa rischiamo che qualunque compagine terroristica adesso pensi che rapire un italiano sia conveniente, perché il nostro governo poi pagherà il riscatto.

Il ruolo turco

Scelta pericolosa adottata dall’Italia e rischi evidenti a parte, alla luce di quanto sin qui detto si pone un’altra questione: qual è stato il ruolo dei nostri servizi di intelligence in Somalia? Sabato 9 maggio, subito dopo la sua liberazione, è stata scattata una foto diffusa dall’agenzia di stampa turca Anadolu che ritrae Silvia Romano a bordo di un veicolo del Mit, i servizi segreti della Turchia. Uno scatto che mostra la cooperante italiana indossare un giubbotto antiproiettile con la mezzaluna e la stella, le stesse presenti sulla bandiera nazionale turca. La collaborazione tra gli 007 italiani e quelli di Ankara è stata resa nota da subito, ma quella foto è un chiaro tentativo dell’intelligence agli ordini di Erdogan di rivendicare un ruolo determinante (non semplicemente di appoggio quindi). Della serie: siamo stati noi a permettere la liberazione di Silvia Romano. E allora, cosa ci ha chiesto in cambio la Turchia? Non lo sappiamo e anche in questo caso probabilmente non lo sapremo mai. Sappiamo però che in una nostra ex colonia per recuperare un ostaggio italiano siamo costretti ad affidarci ai servizi “neo-ottomani”. Questo la dice lunga sulla nostra capacità di operare in certi contesti e su quanto terreno abbiamo perso negli ultimi decenni.

Quale islam?

Infine l’altro aspetto che fa infuriare tanti “a destra” e sminuire il tutto molti altri “a sinistra”: Silvia Romano si è convertita all’islam. Quindi? Di quale islam stiamo parlando? Non è tanto importante capire se c’entri la sindrome di Stoccolma oppure una reale convinzione maturata in 18 mesi, ciò che conta è comprendere chi sia diventata questa sorridente ragazza milanese. Perché l’islam è una religione che esprime di tutto: mirabili confraternite sufi, raffinati fedeli sciiti, importanti scuole coraniche sunnite. Affatto “pericolosi”, anzi. Purtroppo però ha in seno anche fanatici gruppi che tutti abbiamo imparato tristemente a conoscere negli ultimi anni (gruppi che senz’altro storpiano l’autentico messaggio islamico, ma tant’è). Ecco, Silvia Romano a “quale islam” si è convertita? Quello di al-Shabaab da cui era tenuta prigioniera? Ci auguriamo di no, ma se fosse così sarebbe un bel problema. E dopo quello dei milioni consegnati a dei tagliagole è quello che dovremmo affrontare, in modo assolutamente prioritario.

Eugenio Palazzini

DA

https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/silvia-romano-liberata-cosa-dovremmo-chiederci-sapere-davvero-156083/

Continuano le stragi dei Narcos della “Jalisco Nueva Generacion”

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di Matteo Orlando
in esclusiva a per Agerecontra.it
In Messico la violenza dei Narcos non accenna a diminuire. I resti di almeno 25 persone sono stati trovati sepolti in una fossa comune fuori dalla città messicana occidentale di Guadalajara, secondo quanto riferito dalla procura di Jalisco.
Finora i ricercatori hanno “estratto i resti di 25 morti non identificati, nonché cinque sacchi che si presume contengano anche resti umani”.
I vicini hanno spiegato ai giornalisti che sono stati dei cani ad aver scoperto delle ossa in una fattoria abbandonata, nella città di El Salto, a sud di Guadalajara.
Adesso soldati, personale forense e pubblici ministeri lavorano nell’area in cui è stata scoperta la fossa.
Lo scorso 16 gennaio un’altra fossa comune era stata scoperta a Lomas del Vergel nella comunità di Zapopan, sempre nello stato di Jalisco.
I nuovi resti emersi dopo quest’ultimo rinvenimento saranno tutti trasferiti in un obitorio locale per un ulteriore esame.
Finora a Jalisco, solo in questi primi cinque mesi del 2020, sono stati trovati almeno 115 corpi gettati in almeno 10 fosse comuni. La maggior parte di queste fosse comuni sono state scoperte fuori Guadalajara, la seconda città del Messico.
Lo stato di Jalisco è stato teatro di crescenti violenze negli ultimi cinque anni, collegati a un potente cartello della droga, la “Jalisco Nueva Generacion”.
A niente sono serviti gli appelli di politici, militari, religiosi, persone comuni. Il comune grido “non vogliamo più assassini” è rimasto lettera morta e molti madri messicane continuano a cercare i loro figli scomparsi!

Coronavirus, il New York Times demolisce il Governo Conte: “In Italia hanno sbagliato tutto, adesso stanno peggio che dopo la Seconda Guerra Mondiale”

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“I funzionari italiani hanno difeso la loro risposta ma l’analisi delle loro azioni mostra occasioni perse e passi falsi critici che hanno lasciato il Paese nelle condizioni peggiori dalla Seconda Guerra Mondiale”

 

Il New York Times, in un lungo articolo pubblicato nell’edizione online, analizza la situazione dell’Italia, alle prese con l’emergenza coronavirus, dove oggi si contano oltre 53.000 casi e oltre 4800 morti. “La tragedia dell’Italia rappresenta un campanello d’allarme per i suoi vicini europei e per gli Stati Uniti. Se l’esperienza dell’Italia mostra qualcosa è che le misure per isolare aree e limitare il movimento della popolazione devono essere prese rapidamente, attuate con assoluta chiarezza e fatte rispettare in modo rigoroso”, si legge. “Nonostante l’adozione di alcune delle misure più rigide nel mondo, le autorità italiane hanno sbagliato molti passi nelle fasi iniziali del contagio, quando contava di più, mentre tentavano di preservare i basilari diritti civili e l’economia”, è un altro passo dell’articolo.

Gli altri governi, oltre l’Italia, rischiano di seguire lo stesso percorso, ripetendo errori familiari e favorendo un’analoga calamità. A differenza dell’Italia, che ha navigato in acque inesplorate per una democrazia occidentale, gli altri governi hanno meno spazio per le scuse. I funzionari italiani, da parte loro, hanno difeso la loro risposta” al virus, “evidenziato che la crisi non ha precedenti nei tempi moderni”. “Sostengono che il governo abbia risposto con velocità e competenza, agendo immediatamente su indicazioni degli scienziati e passando più velocemente all’adozione di misure drastiche ed economicamente durissime rispetto agli altri paesi europei. Ma l’analisi delle loro azioni mostra occasioni perse e passi falsi critici che hanno lasciato il Paese nelle condizioni peggiori dalla Seconda Guerra Mondiale, prosegue l’articolo, prima di passare in minuziosa rassegna gli eventi che hanno scandito gli ultimi 40 giorni nel nostro paese. Qui l’articolo originale.

DA

http://www.meteoweb.eu/2020/03/coronavirus-new-york-times-gestione-conte-italia/1408581/?fbclid=IwAR1BDKMd7Ffw3PDMoPUKJVvhvGOSVQOba5KF-AT-MAXuaEjkvS0fsXIwM7M

Il Parlamento ungherese blocca l’ideologia gender, le Sardine diffondono fake news

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L’Ungheria del Primo Ministro Viktor Orbán si oppone ancora una volta all’ideologia gender.

Come scrive l’onorevole Luca Volontè su La Nuova Bussola Quotidiana il Parlamento ungherese, “che nonostante una malsana diffusione di ‘fake news’ è nel pieno dei suoi poteri”, ha approvato nei giorni scorsi una Risoluzione (con 115 voti a favore e solo 35 contrari, sui 65 di opposizione), promossa dal partito cristiano democratico, che impegna il Governo a non ratificare la Convenzione di Istanbul e opporsi all’ideologia ‘gender’.

Questa Convenzione del Consiglio di Europa del 2011 è entrata in vigore nel 2014 dopo le prime 10 ratifiche. Dei 47 Paesi del Consiglio di Europa la gran parte dei paesi del centro est Europa non ha ratificato la Convenzione (Ucraina, Slovacchia, Moldavia, Lituania, Liechtestein, Lettonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Armenia, Ungheria e Regno Unito). Alcuni nemmeno hanno firmato il documento (Azerbaijan e Russia), altri hanno accompagnato la firma con distinguo, riserve e severe obiezioni (Romania, Polonia, Andorra, Malta, Slovenia etc.) perché va ben oltre il mandato specifico di lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica e parla del sesso come di una “costruzione sociale”,  indipendente dalla realtà biologica sessuale.

Per Volontè l’Ungheria “prosegue coerentemente nella sua strada nella promozione e difesa di alcuni principi cristiani non negoziabili. Ora è probabile che un nuova ondata di insulti si riverserà sull’Ungheria e sul suo Primo Ministro Viktor Orbán, come già accaduto nel recente passato per la difesa della sessualità biologica, a cui comunque si oppongono molti altri paesi”.

C’è da attendersi una altra campagna stampa internazionale anti ungherese per il rifiuto della Convenzione di Istanbul? Probabile! Anzi certo! In Italia c’hanno pensato le cosiddette Sardine che sulla loro pagina Facebook, accompagnando il post con una foto irriverente, hanno scritto: “Oggi apprendiamo con sconcerto che sono stati utilizzati i ‘pieni poteri’ per non permettere al Parlamento ungherese di ratificare la Convenzione di Istanbul per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne e della violenza domestica. Viktor Orbán avrebbe dovuto usare i suoi poteri speciali solo per situazioni attinenti all’emergenza. E invece ne approfitta per compiere azioni che evocano momenti bui della Storia. In pieno contrasto con i principi della comunità internazionale che dovrebbe condannare l’operato di questo neo-dittatore”.

Ecco come le Sardine diffondono Fake News!

 

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Il Parlamento ungherese blocca l’ideologia gender, le Sardine diffondono fake news

BORGHI: SE IL QUIRINALE TACE E’ PERCHE’ GLI VA BENE COSI’. Il MES progetto politico per condizionare il prossimo governo. La differenza fra moneta e debito

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Intervista a Claudio Borghi ed Alessandro Angelini sul MES a RadioRadio. Dato che il MES “Light” è un molto incerto e nebuloso e, in realtà, non è altro che uno strumento “Sudamericano”, con il quale si prendono quattro soldi per distribuirli subito, chissà poi a chi, per poi condizionare, con le regole del MES,con i suoi controlli, con i suoi inviati, la politica dei successivi governi. Praticamente è la prosecuzione della solita politica traditrice italiana: si chiama lo straniero contro il nemico interno, perchè si preferisce essere dominati da qualcun altro piuttosto che convivere con un avversario interno.

Qualcuno chiede un ruolo più attivo del Quirinale, che sembra quasi scomparso ed interviene molto poco, chiamando solo alla “Solidarietà”ed “Leuropa”. Borghi mette in luce come il Quirinale avrebbe potuto intervenire già molto volte negli scorsi giorni, quando i DPCM sono stati usati per cancellare il diritto ed i diritti individuali, ma non lo ha fatto, tace, per cui vuol dire che gli va tutto bene così!

Quindi un’interessante spiegazione di come lui veda la differenza fra denaro e debito di stato. Il debito pubblico,inun mondo di valuta FIAT e debito dematerializzato, non è altro che un modo per premiare il risparmio tramite gli interessi, tanto che con le operazioni di Quantative Easing un paese normale scambia le due forme monetaria utilizzato dalle banche centrali per controbattere i momenti di crisi economica ciclica o straordinaria.

 

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BORGHI: SE IL QUIRINALE TACE E’ PERCHE’ GLI VA BENE COSI’. Il MES progetto politico per condizionare il prossimo governo. La differenza fra moneta e debito.

Esclusivo. Matteo Castagna (Christus Rex): “un cattolico è anti massoneria per costituzione”

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“Il cattolicesimo è l’antitesi dei principi massonici. Il potere economico in mano a pochi, che comandano sulla politica, è un modello anticristiano e disumanizzante”. Lo afferma ad Informazione Cattolica il dottor Matteo Castagna, responsabile nazionale del circolo cattolico “Christus Rex-Traditio”. Ecco la sua intervista.

Lei è responsabile nazionale del circolo cattolico Circolo Christus Rex-Traditio. Quando è stato costituito e quali ne sono le finalità?

“L’ho fondato e diretto a partire dal 1 gennaio 2007, come evoluzione di una precedente esperienza tradizionalista, iniziata, per me, nel 1998. La finalità è quella del proselitismo cattolico romano integrale (ma non integralista, perché non siamo dei fanatici!), con le modalità proprie di una associazione composta da laici: lo studio, la preghiera e l’azione pubblica attraverso l’impegno, anche diretto, in politica per la Regalità Sociale di Cristo. Cioè per ristabilire i diritti di Dio sulla società, come prevede la dottrina sociale della Chiesa”.

Nel corso degli anni avete organizzato diversi eventi culturali con ospiti particolarmente importanti. Ci ricorda qualche iniziativa che avete organizzato che vi ha dato grandi soddisfazioni?

“È vero. Tutte ci hanno dato soddisfazione perché, anche grazie ad una ampia rete di conoscenze, non abbiamo mai fatto un flop. Mi piace ricordare i primi eventi, con conferenze sul pericolo dei vaccini (fummo profetici?) e poi quelli con l’Avvocato Gianfranco Amato sui temi della bioetica, o le tante presentazioni del mio libro, avvenute soprattutto grazie all’interesse dimostrato dai dirigenti della Lega di Salvini. La più grande soddisfazione militante fu quella di aver liberato, con un grandissimo impegno, la chiesa di San Pietro Martire di Verona dall’occupazione dei luterani”.

Come vive la sua fede quotidiana?

“Vivo la mia fede quotidiana iniziando con le preghiere del mattino ed il Rosario per il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria su questo mondo, avvelenato dalla sovversione anticristiana. Poi con lo studio della teologia e sforzandomi di compiere buone opere, conformemente al catechismo, soprattutto nella carità verso le anime, denunciando l’errore e facendomi portavoce della Speranza di Cristo, unica Via, Verità e Vita”.

A quale santo della storia della chiesa si sente particolarmente legato e perché?

“Credo soprattutto a San Pietro Martire da Verona, grande Inquisitore domenicano, co-patrono della mia città: Verona. Per la Sua Fede senza compromessi, per la Sua combattività e per la Sua fedeltà al Corpo Mistico di Cristo”.

In molti attaccano la messa in latino voluta da San Pio V. Secondo lei perché?

“Perché la sovversione anticristiana odia, per natura, la Santa Eucarestia, che rinnova in modo perfetto la vittoria di Cristo sul Diavolo. La lingua è un pretesto per attaccare la sostanza: il rinnovamento incruento del Sacrificio del Calvario da parte del Redentore dell’umanità. Solo nella Messa di sempre, codificata da San Pio V, ogni formula è chiarissima nell’indicare le finalità con la degna sacralità”.

Tra le chiese cattoliche del mondo che ha visto a quale è rimasto particolarmente affezionato?

“Senza dubbio a Santa Maria Maggiore, a Roma. Un esempio mirabile di Fede di quando la civiltà era davvero e pienamente cattolica”.

Qual è il suo giudizio su quanto sta accadendo nel mondo a proposito di pandemia da coronavirus?

“Credo che ci sia un gran caos, generato da un premier e da un governo che si sono dimostrati incapaci di gestire la situazione, fin dall’inizio. I dati ci dicono che i deceduti sono meno dell’anno scorso. C’è qualcosa di strano e forse qualcuno ne sta approfittando per rimodulare la globalizzazione. Di certo non per il bene comune”.

Qual è il suo giudizio sull’operato in Italia del governo Conte e sulle azioni delle opposizioni parlamentari?

“Conte mi pare un disastro. È passato dall’abbraccio al cinese ad un lockdown che sta mettendo in ginocchio l’economia. Si è circondato di ‘esperti’ che quotidianamente vengono contraddetti da altri scienziati. Mi pare di leggere che dove non si è chiuso tutto, la questione sia stata comunque risolta. E comunque il 4, tutti dovevano poter tornare al lavoro. Credo che la limitazione delle libertà personali, soprattutto quella di culto, siano non solo un errore, ma un motivo di opposizione sul piano giuridico e politico. Difficile far lavorare le opposizioni se si tiene chiuso il Parlamento. Forse potevano fare di più, come contrapporre una task force alternativa a Burioni, ma in democrazia contano i numeri, che il centrodestra non ha per far passare le molte cose giuste proposte”.

Lei è Veneto. Come si sta comportando in materia Luca Zaia?

“Io sono veronese, italiano e veneto. Mi pare che Zaia stia andando nel verso giusto, ovvero in controtendenza rispetto al governo, nei limiti impostigli dalla legge. Per questo è il governatore più amato d’Italia.

Lei è fortemente impegnato nel contrasto alle mafie e alla massoneria. Ci può parlare del suo impegno su questi temi?

Il Cattolico è anti massoneria per costituzione. Il cristianesimo è l’antitesi dei principi massonici. Perciò sono anti massone ma anche anti lobbista, secondo quanto insegna l’Enciclica “Quadragesimo Anno”. Il potere economico in mano a pochi, che comandano sulla politica, è un modello anticristiano e disumanizzante perché pone come valore primario il profitto, alla faccia di ogni etica e di ogni principio morale. Le mafie sono l’organizzazione malavitosa e spietata di una religione basata sull’illegalità, sul disordine e la corruzione. Per questo collaboro con associazioni antimafia dando il mio contributo sul piano giornalistico e della diffusione di una cultura della legalità, non dell’ipocrisia”.

MATTEO ORLANDO

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https://www.google.com/url?q=https://www.informazionecattolica.it/2020/05/09/esclusivo-matteo-castagna-christus-rex-un-cattolico-e-anti-massoneria-per-costituzione/&source=gmail&ust=1589301547706000&usg=AFQjCNEAjJht6XiLvjzq5CdCyieZtauiqA

Gualtieri ha firmato il MES con la “sorveglianza economica e fiscale”. Mezza troika in casa

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L’Eurogruppo di oggi, venerdì 8 maggio, si è concluso con un accordo sul MES. Per l’Italia ha partecipato il ministro dell’economia Roberto Gualtieri(PD). Ciascuno Stato potrà accedervi nella misura del 2% del PIL (con uso limitato alle sole spese sanitarie dirette e indirette), per l’Italia circa 36 miliardi di euro, da restituire in dieci anni al tasso di interesse dello 0,1%.

Le condizioni sono sostanzialmente elencate al punto 7) delle conclusioni di cui al documento sottoscritto dai ministri delle finanze degli Stati dell’area euro. 👇

https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2020/05/08/eurogroup-statement-on-the-pandemic-crisis-support/

Ci siamo tirati in casa “la sorveglianza economica e fiscale“, altro che assenza di condizioni!

Successivamente, gli Stati membri dell’area dell’euro rimarrebbero impegnati a rafforzare i fondamenti economici e finanziari, coerentemente con i quadri di coordinamento e SORVEGLIANZA ECONOMICA e FISCALE dell’UE, compresa l’eventuale flessibilità applicata dalle competenti istituzioni dell’UE“.

Insomma, saremo sottoposti alla “sorveglianza economica e fiscale” da parte delle Istituzioni della Ue. Mezza troika in casa! La finalità indicata è quella di ridurre il debito, alias consolidamento fiscale e tagli selvaggi alla spesa pubblica.

Il presidente del consiglio Conte aveva detto “eurobond sì, MES no“. Ci ritroviamo invece il MES, solo il MES. Di Recovery Fund, campa cavallo che l’erba cresce…

Giuseppe PALMA

*** *** ***

Consigli letterari:

di Paolo Becchi e Giuseppe Palma, “DEMOCRAZIA IN QUARANTENA. Come un virus ha travolto il Paese“, Historica edizioni.

Qui i link per l’aquisto:

http://www.historicaedizioni.com/libri/democrazia-in-quarantena/

https://www.ibs.it/democrazia-in-quarantena-come-virus-libro-paolo-becchi-giuseppe-palma/e/9788833371535

https://www.mondadoristore.it/Democrazia-quarantena-Come-Giuseppe-Palma-Paolo-Becchi/eai978883337153/

https://www.libreriauniversitaria.it/democrazia-quarantena-virus-ha-travolto/libro/9788833371535

DA

Gualtieri ha firmato il MES con la “sorveglianza economica e fiscale”. Mezza troika in casa (di G. Palma)

Esclusivo. Scuola, Nordio: “il bimbo al centro è Nuovo Umanesimo, cancella Dio e la Verità”

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“Mettere al centro il bambino soddisfa pienamente i criteri del Nuovo Umanesimo cancellando Dio e la Verità”. Ne è convinta Maria Chiara Nordio, trevigiana, insegnante di scuola primaria e certificata presso la Krasnoyarsk University in percezione sensoriale nello Spettro Autistico, l’istituto diretto dalla dottoressa Olga Bogdashina, presidente della Autism Society dell’Ucraina.

La Nordio, sposata con il giornalista Nicola Pasqualato e madre di due figli (di cui uno nato con Disordine della Spettro Autistico) si è laureata in Scienze dell’Educazione all’Università degli Studi di Padova ed è autrice del saggio Benedetta Scuola, sulla povertà educativa dell’offerta formativa pubblica della scuola di oggi. Ha scritto anche le favole “Mamma e papà, il segreto della felicità” e “Bentornato piccolo mio” e il romanzo “Il Papa Muto”.

La Nordio, attraverso l’aiuto dell’avvocato Gianfranco Amato, uno degli organizzatori del Family Day, del giornalista Matteo Castagna e di altri supporter, ha lanciato la Scuola San Benedetto, una scuola fisica a tutti gli effetti (solo ora in situazione di emergenza si configura come homeschooling), con un insegnante e con un massimo di 10 bambini. Al suo interno trovano posto tutti i bambini, unico discrimine: essere cattolici.

Informazione Cattolica l’ha intervistata.

Dottoressa Nordio lei ha fondato una scuola parentale molto particolare. C’è ne può parlare?

“Anzitutto il motivo per cui nasce è dovuto alla povertà educativa della scuola di oggi e per rispondere ai genitori che chiedono un ricco programma cattolico, legato alla storia ed alle radici della nostra terra. La tipologia di scuola parentale che propongo non è una scuola a distanza, ove la maestra si collega on line con gli alunni, bensì consiste nella trasmissione della didattica quotidiana ai genitori/maestri. Sono loro che, avvalendosi dell’istituto giuridico della Scuola Parentale, le impartiscono direttamente ai propri figli. La scuola fisica, invece, nascerà non appena dei genitori determinati ad applicare la mia didattica si aggregheranno e la adotteranno. Le classi prevedono un massimo di dieci alunni, considerata l’eventuale presenza di un bambino disabile, e sono dirette da un insegnante debitamente formato. La scuola inizia ad ottobre e termina a maggio. La frequenza è di cinque giorni la settimana. Non sono previsti compiti per casa. Le lezioni iniziano sempre con il catechismo. L’insegnamento della seconda lingua (dialetto o lingua locale) è introdotto dalla classe prima. L’insegnamento della lingua latina in classe quinta”.

Perché così pochi alunni?

“L’esiguo numero di alunni per classe favorisce, da parte dell’insegnante, un miglior monitoraggio della docenza ma soprattutto una miglior cura che sostanzia l’intera opera scolastica. Da parte dei fanciulli una minore concentrazione numerica in classe favorisce un apprendimento più efficace mentre nelle relazioni sociali aiuta a creare ed a mantenere relazioni amicali vere e profonde. Un altro vantaggio di questa scuola, è che rispetta il bambino in tutte le fasi cognitive e fisiche. Il maestro spiega ciò che è realmente comprensibile ed adatto all’età, e per farlo appoggia e basa la sua didattica sugli unici testi che difendevano questa impostazione, mi riferisco ai libri scolastici degli anni ‘50. Lo scolaro, dal canto suo, avrà il minimo necessario come materiale scolastico: libro di lettura, sussidiario e… cari vecchi ‘quadernetti’”.

Immagino l’avranno accusata di desiderare una scuola vecchia?

“Non è una scuola vecchia, e non è nemmeno una scuola che guarda al passato. E’ piuttosto una scuola che recepisce la didattica dalle radici e poi la attualizza, laddove necessario, senza modificarne però la bontà pedagogica. Essa si inserisce altresì nel progetto dell’ormai famosa ‘Opzione Benedetto’. Proporre dunque fin dai primi cicli scolastici la ‘Regola’ benedettina,  ci può già far immaginare una società diversa che riconosce Dio al centro della vita umana e Gesù come unico maestro. Perché scegliere questa scuola. Ci sono motivi religiosi primariamente, ma anche educativi, sociali, identitari”.

Quali sono, in sintesi, i capisaldi della sua offerta formativa?

“Sostanzialmente tre. Innanzitutto ripristinare la Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo: primo Maestro. Infatti, ora come allora, il maestro, con il proprio comportamento, il linguaggio, lo stile di vita e la fede nel Padre, è esempio per i suoi alunni. In secondo luogo la necessità di non sopprimere la trasmissione storica, culturale, linguistica, valoriale e patriottica. L’insegnamento della seconda lingua, che nella scuola San Benedetto, è il dialetto o lingua locale ne conferma l’intenzione. Infine il ripristino del patrimonio cristiano cattolico attraverso l’insegnamento della lingua latina nella classe quinta”.

Come giudica l’offerta formativa delle scuole pubbliche?

“L’offerta formativa delle scuola pubblica di oggi, e qui mi riferisco alle Indicazioni Nazionali ed ai libri di testo in circolazione, non già ai singoli docenti, è, a mio avviso, davvero povera. Essa trae origine dall’ideologia del ‘bambino competente’, concetto elaborato da Maria Montessori e sviluppato nell’altro concetto di ‘Il cento c’è’ da Loris Malaguzzi. Questo approccio ha riportato la scuola ad una “concezione tolemaica” rifiutando la rivoluzione copernicana che poneva correttamente al centro il sole, cioè Dio nel nostro caso. In concreto, mettere al centro il bambino soddisfa pienamente i criteri del Nuovo Umanesimo cancellando Dio e la Verità”.

In che senso?

“La presunta competenza di cui sarebbe portatore il bambino si pone in contrasto con il ruolo del maestro, favorendo quindi didattiche non più trasmissive della conoscenza bensì variabili, instabili, autocefale ed in continuo divenire. Aggiungo che oggi il bambino è esclusivamente oggetto di diritti e non più soggetto a doveri, al punto tale che la promozione è sempre garantita mentre la bocciatura non viene più contemplata. Per tentare di sanare questa evidente contraddizione, il sistema ha persino introdotto la completa autodeterminazione dell’alunno attraverso l’autoeducazione (flipped classroom o cooperative learning) e dell’autovalutazione, già a partire dalle prime classi della scuola dell’Infanzia. Mi chiedo quale sia la funzione della scuola e del maestro. Di conseguenza anche i libri di testo sono perfettamente allineati a questa nuova ideologia: letture diseducative, assenza di stimoli al pensiero critico, esercizi sotto forma di test o quiz, promozione alla trasgressione delle regole, demolizione degli archetipi necessari alla stabilità psicologica dei fanciulli, alterazioni ed omissioni storiche, propaganda della moda dei tempi, scientismo e sincretismo religioso. Per instillare nelle menti dei bambini la confusione al posto della verità, il vecchio libro di lettura ed il sussidiario sono stati rimpiazzati da testi superficiali e dannosi. In nessun caso si scende sotto i 7  libri per classe, arrivando fino anche a 10. Ma questo numero risulta ancora insufficiente se l’insegnante deve ricorrere quotidianamente alla distribuzione di fotocopie da colorare, ritagliare ed incollare in sostituzione della spiegazione del maestro alla lavagna, ricopiata sul quaderno dall’alunno. Mi chiedo come possa raggiungere l’autonomia, la competenza e la conoscenza un bambino privato della spiegazione del maestro e la trascrizione di quanto appreso sul quaderno”. 

Come si può fare scuola ai tempi del coronavirus?

“La chiusura degli edifici scolastici e l’avvio della scuola a distanza ha coinvolto nelle didattiche inevitabilmente l’intera famiglia. Questa situazione ha stimolato alcuni genitori a ridiscutere il ruolo del maestro e decidere di impegnarsi in prima persona come maestri, consapevoli tuttavia di non possederne le conoscenze. E qui entro in gioco io, preparando settimanalmente le lezioni quotidiane che i genitori devono svolgere ogni giorno con i loro figli. Il tutto è supportato da materiale da stampare, video tutorial esplicativi ed un webinar in diretta per rispondere a tutte le domande”.

Dottoressa come valuta i giovani di oggi dal punto di vista valoriale?

“I frutti si valutano da come sono gli alberi. I giovani adottano i valori impartiti dai genitori, pertanto se dilagano violenza minorile, bullismo, divertimenti diseducativi, disinteresse alla partecipazione della vita politica, possiamo azzardare delle ipotesi: – i principi trasmessi dalla famiglia non erano propriamente educativi; – nonostante il grande impegno e la grande fatica spesa dai genitori, i giovani hanno poi proseguito imboccando strade sbagliate; – la diffusa devianza giovanile è riuscita in modo subdolo a traviare anche le anime più pure. Ritengo che attualmente la nostra popolazione giovanile rientri in ognuna delle tre sfortunate categorie. Noi, mi permetto di dire, dovremmo innanzitutto lavorare sulla prima ipotesi, ristabilendo nelle famiglie, i veri valori cristiano-cattolici, perché solo così avverrà una trasmissione sana degli stessi. Immediatamente dopo che i genitori hanno dimostrato la bontà dei valori impartiti alla loro prole, solo allora potremo avere fiducia anche sui ragazzi e potremo essere al loro fianco. In tal modo inizierà a formarsi una comunità di giovani sempre più salda e forte, come baluardo, da possibili insidie”.

Chi supporterà i genitori in questo delicato lavoro? 

“Cento anni fa, avremmo detto la Chiesa e la scuola, oggi vacillano entrambe, e la famiglia si ritrova sola, con figli allevati da mamma tv, zio Youtube ed i cugini social. Il pericolo insidioso in cui quotidianamente incorrono i nostri giovani è inimmaginabile ed incommensurabile e noi, intrappolati nel conformismo, non troviamo la forza di allontanarli”.

Dov’è finita l’autorità degli adulti? E’ questione di ignavia o di incapacità?

“Messi di fronte ai pericoli che derivano dalle nuove tecnologie, spesso i genitori sembrano non accorgersi dei messaggi gravemente diseducativi che assorbono i giovani, e volgono lo sguardo salvo poi rimanere sconcertati di fronte all’ultimo video-bullo dove i protagonisti sono proprio i loro figli. Sappiano, questi genitori che in ognuno di questi casi essi contribuiscono dolosamente alla diseducazione dei loro ragazzi. Ed ora, a costo di sembrare anacronistica o nostalgica, le dirò che a cappello di tutto quanto suddetto, è indispensabile il rigore. E quando dico rigore lo estendo ad ogni ambito. Se lo intendiamo come “forma mentis” che progressivamente orienta anche il comportamento, il rigore sarà parte di noi, come modo di pensare e di agire. Dunque nessuna limitazione di libertà, se qualcuno si fosse già allarmato”.

Qualche spiraglio di ottimismo?

“Sì, certamente, ritrovare la centralità di nostro Signore Gesù Cristo ed operare secondo la Sua volontà con la fede dei figli. Pensare di essere al centro dell’universo, assecondando l’ideologia del Nuovo Umanesimo, ci distanzierà dalla Verità, conducendoci ad una situazione di continua incertezza, insoddisfazione, depressione, infelicità, paura, superficialità, ….che poi, a ben guardare, non sono altro che lo specchio dell’odierna situazione giovanile”.

Parlando della pratica religiosa di bimbi e giovani, che idea si è fatta?

“Se la pratica religiosa avesse seguito pedissequamente il catechismo di San Pio X, sicuramente non saremmo arrivati a questo punto. Si tratta di precetti semplici, comprensibili e facilmente attuabili, anche in un mondo che ha perduto il contatto con la realtà. L’obiettivo è sempre quello di iniziare quando i bambini sono piccoli perché con la loro semplicità e gioia sappiano contagiare chi non ha né fede né valori e vive al centro di un relativismo senza uscita”.

Come vive quotidianamente la sua fede?

“Con serenità e pratica. La fede in Dio indirizza le azioni della mia giornata, e l’amore incondizionato per la Sua volontà orienta il mio pensiero che rimane gioioso e spensierato dal mattino alla sera. Tutto ciò ha ovviamente delle ricadute positive su tutta la famiglia che a sua volta impara la bontà del catechismo e lo applica alla sua vita, nonostante la nostra sia una famiglia con autismo, cioè con un bambino autistico grave. I buoni precetti della religione cattolica costituiscono per lui un fattore di coesione e relazione abilitante, dunque si crea una sorta di circolo pedagogico familiare che si autoalimenta nella Grazia e nell’amore di Dio. La preghiera cadenzata durante la giornata e la settimana con tutta la famiglia, corrobora a saldare fermamente i principi cattolici. Ancora, riconosco il grande supporto che ci viene offerto di poter assistere ad approfondimenti di catechesi via Skype in questo periodo, ma in presenza in condizioni di normalità. Non ultimo cerco, con umiltà, di praticare le virtù che i precetti ci insegnano”.

MATTEO ORLANDO

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Esclusivo. Scuola, Nordio: “il bimbo al centro è Nuovo Umanesimo, cancella Dio e la Verità”

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