Difendere la vita, in Francia e in Spagna, ora sarebbe un crimine

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Segnalazione Corrispondenza Romana

di Mauro Faverzani

Ormai è noto, l’Assemblea Nazionale francese lo scorso 30 novembre ha tragicamente esteso il limite per abortire, dalla 12ma alla 14ma settimana. Senza più nemmeno lasciare alla donna il tempo per riflettere: cancellato, infatti, il periodo minimo di almeno 48 ore, prima vigente, tra il colloquio con i consulenti psicosociali e l’appuntamento in sala operatoria. Ed ha consentito anche alle ostetriche di eseguire aborti chirurgici, interventi prima riservati ai soli medici. In seconda lettura è stato approvato il testo, bocciato nel gennaio scorso dal Senato. Intendiamoci, non è ancora detta l’ultima parola, poiché, prima che la legge venga definitivamente approvata, deve passare ancora dal voto del Senato e non è detto che ciò avvenga entro l’attuale legislatura.

La responsabilità principale del voto favorevole in Assemblea va all’assenteismo: in aula, dei 577 deputati, ne erano presenti al voto solo 123. E già questo la dice lunga circa la superficialità con cui i parlamentari d’Oltralpe affrontano temi viceversa estremamente importanti, delicati e tali da poter pregiudicare il futuro del Paese. Alla fine il progetto di legge è passato con soli 79 sì ovvero col voto favorevole del 13,2% degli aventi diritto. Una vergogna. 36 i no ed un’astensione.

Sono rimaste così inascoltate le critiche degli esperti, come quella espressa dal dottor Israel Nisand, ex-presidente del Collegio Nazionale dei Ginecologi e degli Ostetrici, in un’intervista rilasciata al quotidiano Le Figaro: più tardi si esegue l’aborto, ha detto, e peggio è, sia perché maggiore è il pericolo per la salute fisica e psicologica delle donne, sia perché alla 14ma settimana il bambino in grembo è già lungo circa 120 millimetri e la testa è già ossificata, per cui l’estrazione comporta il taglio del feto e lo schiacciamento del cranio, il che «è insopportabile per molti professionisti» o, per meglio dire, per molti uomini davvero degni di questo nome.

Provvidenzialmente, unica nota positiva, l’intervento dei «Républicains» ha permesso di mantenere almeno la possibilità per il personale sanitario dell’obiezione di coscienza, possibilità richiesta a gran voce dagli stessi medici ed in particolare dalle associazioni professionali di categoria, come quella dei Ginecologi e degli Ostetrici. Persino il comitato etico nazionale si era espresso a favore nel dicembre 2020.

Contro questo disegno di legge si erano subito mobilitate le organizzazioni pro-life, da En marche pour la vie alla Fondazione «Jérôme Lejeune», inascoltate. Ma non mancheranno di dire la loro in occasione della prossima Marcia per la Vita nazionale, già in agenda a Parigi per il 16 gennaio. Se la loro voce sarà forte, com’è da auspicarsi che sia, la speranza è che chi siede in Senato ne tenga conto al momento del voto definitivo sullo sciagurato disegno di legge.

Ma c’è anche di peggio ed è quanto sta avvenendo in Spagna, dove il governo socialcomunista al potere – in particolare, nel caso specifico, i partiti alleati Psoe e Podemos – concordano nel prevedere pene addirittura detentive, vale a dire il carcere da tre mesi ad un anno per chiunque cerchi, anche individualmente, di convincere una donna a non abortire, come se salvare il bimbo nel suo grembo, anziché l’opposto, fosse un atto intrinsecamente criminale. Secondo quanto riferito dall’autorevole quotidiano spagnolo Abc, la convergenza sarebbe stata trovata attorno ad un emendamento al progetto di legge presentato dal Partito Socialista Operaio, che si propone di criminalizzare quanti – singoli o gruppi organizzati – svolgano attività pro-life nelle vicinanze delle cliniche abortiste. Un progetto a dir poco diabolico.

Vietato dunque allestire bancarelle per informare le donne, vietato anche offrire loro aiuto, qualsiasi forma di aiuto – morale, economico, tanto meno spirituale –, tutte azioni travisate deliberatamente dalla Sinistra spagnola come se si trattasse di vere e proprie molestie, condotte «per mezzo di atti fastidiosi, offensivi, intimidatori o coercitivi, che minano la libertà» delle donne ovvero «promuovendo, incoraggiando o partecipando a raduni nelle vicinanze di luoghi, in cui le gravidanze possono essere interrotte». E questa rappresenta veramente, concretamente, pienamente lo stravolgimento della realtà, la mistificazione della verità, l’obnubilamento della ragione. Rendiamoci conto: cercare di aiutare una donna che soffre e salvare il figlio che porta in grembo viene presentato dalle forze progressiste iberiche come un gesto compiuto da pericolosi criminali, mentre abbandonare una donna, lasciarla sola con i suoi dubbi, i suoi tormenti, i suoi problemi nella sala operatoria, mentre i freddi strumenti del chirurgo devastano la vita innocente di cui è madre sino a spegnerla, tutto questo sarebbe lecito, anzi giusto, anzi un “diritto”! Appare evidente a chiunque non sia schiavo dell’ideologia come si sia di fronte alla notte dell’umano, all’avanzare di tenebre e tenebre di morte.

Non è più possibile transigere, sopportare, mediare, fingere che nulla accada! Combattere la Buona Battaglia per la vita con fede, forza e coraggio oggi significa, dunque, anche questo: arrestare l’incredibile incedere della creatura con la falce. Ed il martello.

 

La normativa europea per diventare scemi

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Ma cos’hanno nella testa i commissari europei, merda e segatura? Non riesco a esprimermi in modi più civili e cortesi davanti a un esempio di demenza istituzionale contro le più comuni espressioni augurali, inoffensive e bonarie, che si usano da svariati secoli e non hanno mai ferito nessuno. Provo a ripensare al provvedimento ritirato, al Natale cancellato dall’Europa, più varie censure; un tema su cui, lo confesso, mi ero promesso di non intervenire. La nausea di ripetersi, l’inutilità di opporre seri ragionamenti all’idiozia antinatalizia e antisessi, l’inevitabile sarcasmo che ti scappa…

Capisco che un cantante, un influencer, un cretino qualunque possa dire quelle fregnacce; ma che lo faccia in un documento ufficiale il massimo organismo dell’Unione Europea, la suprema autorità verso cui tutti noi sudditi e cittadini dobbiamo scappellarci, è inaccettabile, insopportabile. Non è questione di idee diverse o dissenso, è solo buon senso e senno comune. Come si può solo pensare di cancellare il Buon Natale perché esclude o può urtare la suscettibilità di chi non è cristiano? Quando mai qualcuno si è sentito escluso da un augurio così innocuo e benigno? Come si può censurare poi il riferimento a “signore e signori”, a Maria e ai nomi cristiani, per sostituirli con formule più neutre (nel primo caso colleghi, che peraltro è maschile), più fluide (cioè transgender) o con nomi non derivanti dalla tradizione cristiana? Basta con Maria e Giuseppe, chiamiamoli Bim e Bum, con la stessa iniziale e le stessa finale, così evitiamo disparità di genere. Ma non hanno nulla di più serio, più importante di cui occuparsi che quella di preparare polpettine di sterco, per essere appena più gentili, da lanciare contro la tradizione popolare e religiosa?

Il documento, come sapete, è stato ritirato e verrà ripresentato magari in forme più furbe e ipocrite. Ma che sia quella la linea ispiratrice dell’Unione Europea, la sua Ideologia e il suo Canone, è una conferma, se consideriamo i precedenti, il contesto, i commissari nominati e gli interventi delle corti europee. Ma in che mani siamo? Apprendo dai giornali la biografia della promotrice, la commissaria europea dell’uguaglianza Helena Dalli, laburista maltese, nota per le battaglie Lgbti+ e per i legami con l’ex premier Joseph Muscat, cacciato dopo l’uccisione della giornalista Daphne Caruana Galizia. Helena faceva l’attricetta con lo pseudonimo Helena Abella. Un passato da modella e concorrente a Miss Mondo, poi donna di potere, un figlio nei guai per droga, a lei dedicò un articolo proprio Caruana Galizia, pochi mesi prima di essere uccisa, in cui ricordava “i due figli messi a libro paga del governo” e denunciava “Una ministra per l’Uguaglianza che pratica clientelismo e nepotismo”.

La cosa più grave non è il caso personale, ma il ruolo politico che le hanno assegnato; è grave che gli orientamenti sull’Europa su tematiche così delicate, sensibili, debbano essere nelle mani di una così. Chi l’ha voluta se non i socialisti con l’accordo degli altri gruppi di comando in Europa? E non ha mica fatto tutto da sola.

Con enorme sforzo e santa pazienza, anche se non si può dire, ho letto le motivazioni contenute nel documento della Commissione europea intitolato Union of Equality, indirizzato alla comunicazione interna ed esterna.

Nel testo veniva cancellata la parola Natale, natalizio, buon Natale, e sostituita con vacanze, festività; si raccomandavano nomi generici e non cristiani, si sconsigliavano espressioni come “colonizzazione di Marte” perché alludono a un capitolo nefasto di storia da cancellare, meglio “insediamenti umani su Marte” (io suggerirei di sostituire direttamente colonizzare con coglionizzare, è più adatto al tenore del discorso). Nella premessa Dalli spiega che dobbiamo sempre offrire “una comunicazione inclusiva, garantendo così che tutti siano apprezzati e riconosciuti in tutto il nostro materiale indipendentemente dal sesso, razza o origine etnica, religione o credo, disabilità, età o orientamento sessuale”. Mi rifiuto di controbattere, di argomentare il dissenso: siamo alla demenza più cieca e al disprezzo più grossolano delle più comuni tradizioni, usi linguistici, modi di dire che mai hanno suscitato esclusione, odio, negazione. Una sola cosa vorrei dire: se si crede che l’uguaglianza si ottenga azzerando tutto, rendendo neutra o asettica ogni identità, varietà, cultura, il risultato sarà l’uguaglianza seriale dei bottoni, non delle persone. Ogni attacco, esclusione, mortificazione ed eliminazione del prossimo sono nati da modelli, ideologie, religioni che nulla hanno a che vedere con le espressioni che l’Europa vuol cancellare; non è teoria, basta la cronaca. Di fronte a simili argomentazioni lascio la difesa di Natale al bue e all’asinello che saranno sicuramente più convincenti dei commissari europei.

MV, La Verità (2 dicembre 2021)

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http://www.marcelloveneziani.com/articoli/la-normativa-europea-per-diventare-scemi/

E se Omicron fosse il miglior vaccino contro il Covid?

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Paura, curiosità e speranza. Si tratta di tre sentimenti differenti rivolti allo stesso soggetto: “Omicron”. La nuova variante pandemica può diventare il nostro peggior incubo o addirittura la prima strada verso la salvezza.
L’effetto di Omicron sul corso della pandemia sarà determinato da tre fattori: la sua trasmissibilità; il grado in cui elude le nostre difese immunitarie esistenti e la sua virulenza, o la gravità della malattia che provoca. Se si scopre che Omicron salta facilmente da un ospite all’altro, supera i nostri anticorpi neutralizzanti e causa complicazioni insolitamente pericolose, saremo tutti in guai seri.
Ma potrebbe anche rivelarsi per fare molte altre cose, con implicazioni più sottili. Se Omicron finisce per essere super contagioso, ad esempio, ma lieve nei suoi sintomi, potrebbe anche essere una buona cosa, una variante perfetta, giusto in tempo per Natale.

A questo punto, convivere con il coronavirus per gli anni a venire è quasi inevitabile. In molti paesi che hanno avuto vaccini in mano per la maggior parte dell’anno, i tassi di inoculazione non sono ancora vicini al 100%. Anche se ogni essere umano sulla Terra guadagnasse un grado di immunità dalla vaccinazione o dall’infezione, il virus potrebbe ritirarsi nei suoi numerosi ospiti animali, solo per rientrare nella popolazione umana in una forma leggermente diversa.

Dato che questo nemico non può essere sconfitto, avremmo tutti maggiori possibilità di sopravvivenza se fosse armato con una fionda anziché con un cannone. I medici del Sudafrica e di Israele hanno affermato che i casi di Omicron sembrano essere meno gravi di Delta, finora. Sono stati segnalati zero casi gravi o decessi tra i quasi 60 casi confermati nell’Unione europea.

Ma i dati sono molto limitati e soggetti a parzialità. Sono stati segnalati meno di 250 casi in tutto il mondo e la maggior parte di essi proviene dal Sudafrica, dove una popolazione più giovane della media potrebbe essere meno suscettibile alle complicanze del COVID in generale.

Se Omicron continua a mostrare segni di essere più mite di Delta, ovviamente è una buona notizia. Ma se si rivelasse anche diffondersi più rapidamente di Delta, questa potrebbe essere un’ottima notizia. Quando due varianti sono in circolazione, quella che infetta più persone più rapidamente tenderà a dominare. Quella variante potrebbe prevalere o perché si replica più rapidamente nei suoi ospiti umani e si diffonde in modo più efficiente tra di loro, ovvero è più trasmissibile, o perché elude più abilmente l’immunità che già abbiamo.

Omicron potrebbe, ovviamente, rivelarsi praticamente qualsiasi cosa. Forse è un po’ più trasmissibile di Delta, ma non più virulento; questo, ha detto Kirk Sell, potrebbe rimandarci a programmi di mascheramento e distanziamento sociale più severi per un po’. Oppure potrebbe essere meno trasmissibile di Delta, e non meglio a scivolare oltre le nostre barriere immunitarie, nel qual caso “sarà un blip all’orizzonte” indipendentemente da quanto sia virulento, secondo Halloran. Se ciò accadrà, torneremo effettivamente dove eravamo due settimane fa: bloccati con Delta e aspettando che la prossima scarpa scenda.

Ci sono destini peggiori. “In un certo senso, Delta è la variante ideale”, ha detto Scarpino: è abbastanza trasmissibile da dominare le varianti più pericolose e la sua virulenza può essere controllata attraverso la vaccinazione. Nelle prossime settimane scopriremo se Omicron avrà il suo lato positivo o se sarà catastroficamente peggio.

 

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E se Omicron fosse il miglior vaccino contro il Covid?

Ritirato emendamento per il “cambio di sesso”

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A seguito della rivelazione fatta da Pro Vita & Famiglia – che ha denunciato l’emendamento per stanziare 15 milioni in tre anni per il sostegno al percorso di transizione per il cambio di sesso – proprio l’emendamento, a firma Papatheu, di Forza Italia, è stato ritirato.

È la stessa senatrice forzista ad annunciarlo in una nota. ”Ritiro l’emendamento – ha dichiarato -. Una decisione maturata anche alla luce delle difficoltà del sistema sanitario nazionale legate all’emergenza Covid-19”.

La Papatheu ha chiarito che c’è stato, all’interno del partito, un sano e costruttivo confronto, precisando inoltre che l’emendamento in questione era stato presentato in forma del tutto personale e non come iniziativa di Forza Italia.

Al di là delle motivazioni del ritiro, come Pro Vita & Famiglia accogliamo con un sospiro di sollievo questa decisione, consci di aver fatto correttamente il nostro lavoro, come associazione e come portale di informazione, per denunciare e svelare tutto ciò che interessa la salute, l’economia e i valori della difesa della vita e della famiglia dei cittadini italiani.

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https://vocecontrocorrente.it/2021/12/05/finalmente-una-vittoria-ritirato-emendamento-da-15-milioni-per-cambio-di-sesso/

A proposito della Costituzione. Una Carta che Formigli, Landini, Fusani & co ignorano e stravolgono

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Recentemente abbiamo assistito a forti polemiche contro il partito di Giorgia Meloni, accusato di tollerare fascisti al suo interno o quanto meno non antifascisti. Come ha spesso ripetuto la leader di Fratelli d’Italia, queste campagne iniziano e si chiudono sempre in prossimità di qualche tornata elettorale, per demonizzare un’area politica impedendole di esprimere quanto può proporre di utile nel dibattito politico attuale. Non sono mancati colpi bassi e abusi mascherati da un sedicente giornalismo d’inchiesta.

Il problema però torna sempre e spesso quando si cerca di ripagare gli avversari con la stessa moneta, ci si sente rispondere più o meno così: “Sì è vero, il comunismo in altri Paesi sarà anche stato un sistema liberticida e totalitario che ha causato decine di milioni di morti, terrore e povertà, ma in Italia no…”. Insomma una difesa davvero flebile ma la sfangano così, tuonando che il comunismo italiano avrebbe scritto la Costituzione Antifascista.

Invece la Costituzione fu un compromesso tra diverse teorie politiche e per nulla può essere dichiarata come comunista, il “comunismo” in Italia NON HA SCRITTO LA COSTITUZIONE, semmai ed in parte, essa fu scritta anche da esponenti comunisti. Anche se i comunisti italiani nell’ultimo secolo non avessero torto un capello a nessuno, è come immaginare che siccome nessuno morì di peste in un qualche luogo scampato per miracolo, allora in quel luogo la peste è cosa buona. Come dire che la camorra in Nuova Zelanda ci può stare, dato che mai in Nuova Zelanda la camorra ha fatto del male a qualcuno.

Il “comunismo” comunque, ANCHE IN ITALIA si è macchiato della sua buona parte dei crimini delle guerre civili del ’19-’22, del ’43-45 e degli Anni di Piombo. Se proprio si insiste nel dire che “il fascismo non è un’opinione ma un crimine”, il comunismo davanti alla Storia è crimine ben peggiore e non è che il liberal-capitalismo se la passi poi tanto meglio.

Un tema assai caro ad una parte politica ben precisa, un tema sempre verde, è dunque quello del ricatto antifascista permanente. Ovviamente strumentale ma una qualche legittimità tattica ce l’ha. Se i DS (oggi PD e già PDS e PCI), partito erede del comunismo italiano tolse nel 1998 il simbolo della falce e martello mentre Fratelli d’Italia conserva ancora la fiamma tricolore che fu del MSI, mi chiedo se a questo ricatto bisogna rispondere sempre sfuggendo come se non si avessero argomenti, facendo così il gioco dell’avversario e mi rispondo in modo negativo.

I vari Formigli, Landini, Fusani, Annunziata e galassia sinistra non temono affatto che possa tornare davvero il fascismo ma hanno un ossessivo bisogno di rievocarlo costantemente e vi dico perché. Il primo motivo è di natura psicologica. Lorsignori sanno benissimo che né fascismo né comunismo andranno al potere in Italia, ma sanno pure che il fascismo il Suo ventennio ce l’ha avuto mentre il comunismo non solo non ha mai avuto il Suo, ma non ce l’avrà mai. I comunisti sono dal 1946 nella legalità costituzionale solo perché seguirono uno dei Paesi vincitori della guerra, ma sconfitti nuovamente nel 1948 dalla maggioranza degli italiani, non avranno, e dal 1922 non avrebbero, mai più fatto la storia d’Italia. Poi caddero il Muro, l’URSS e Achille Occhetto chiuse il PCI. In sintesi, se il fascismo non tornerà più, il comunismo non è mai arrivato.

La cosa è davvero frustrante e quindi lorsignori non fanno altro che gridare questo loro disagio, questa frustrazione inappagabile, appena attenuata dalla celebrazione di una “liberazione” che sanno bene non essere stata opera loro. Ecco perché sotto diverse forme da 76 anni si sentono dentro una guerra civile che devono ancora vincere. I fascisti degli Anni trenta invece non sentivano affatto il bisogno di demonizzare l’antifascismo sconfitto.

Poi c’è il secondo motivo, quello più vile. A chi giova prendersela ancora col fascismo abbattuto 76 anni fa da una guerra mondiale e (ci si consenta) non dalla Coca Cola ? A chi giova distrarre l’attenzione dai veri poteri attuali per dirigerla verso i fantasmi o le frustrazioni del passato? Gli antifascisti in assenza di Fascismo, sappiamo che non porteranno il comunismo al potere e che non avrebbe senso organizzare contro di essi manifestazioni anticomuniste, più ridicole di loro stessi. Si sono sciolti nel conformismo più pigro verso l’accettazione di qualsiasi progetto globalista. Essi sono ormai da tempo gli utili idioti del peggior capitalismo mai esistito dai tempi di Karl Marx.

E la “Costituzione antifascista”? Se i Padri Costituenti avessero voluto dichiarare che quella italiana è una Repubblica Antifascista, vi sarebbe stato un articolo chiaro ed esplicito che invece non c’è. Fatta eccezione per l’art. 3 sulla uguaglianza dei cittadini che è in diretta antitesi con le leggi razziali del 1938 più che col Fascismo in sé, complessivamente la nostra legge fondamentale è sostanzialmente antimonarchica e antirazzistasiccome democratica certamente antitotalitaria più che antifascistatout court. Semmai è afascista e pure con diversi punti, chiaramente derivati dal passato, che furono parte integrante del sistema fascista specie se si confronta con il programma di piazza Sansepolcro del 1919, con la Carta del lavoro del 1927 o in parte col Manifesto di Verona del 1943.

Gran parte del nostro sistema giuridico e di economia mista finito nel 1992 era stato inaugurato negli Anni ’30. Addirittura è stato il sistema politico del dopoguerra ad allontanarsi talvolta dal dettato costituzionale. L’importanza che la Costituzione dava al CNEL si fonda su un parziale recupero del corporativismo fascista, mentre la previsione del riconoscimento dei sindacati come persone giuridiche ricorda una sorta di supremazia dello Stato su di essi. Disposizioni mai attuate. Consiglio vivamente la mirabile rilettura delle riflessioni di Giorgio Almirante su tutti gli articoli della Costituzione italiana, usati addirittura come capi di imputazione contro il sedicente Arco Costituzionale in Processo alla Repubblica (ed. 1980).

Il timore che potesse riproporsi un sistema con un governo forte ha prodotto decenni di instabilità politica, grazie ad un parlamentarismo disfunzionale e a troppi livelli decisionali. È uno dei problemi più gravi che periodicamente si cerca di risolvere con le riforme delle istituzioni (Berlusconi nel 2009 e Renzi nel 2016  Quali sono le differenze tra la riforma di Berlusconi e quella di Renzi – Internazionale ), ma sempre fallite. Ed è un problema che deriva questo sì, da un complesso istituzionale anti-decisionista che risente del trauma del Fascismo, quando in realtà i Paesi che hanno meccanismi di democrazia decisionista (presidenziale, semipresidenziale o comunque premierati con sistema maggioritario) sono proprio quelli che mai hanno conosciuto i fascismi al potere come Francia, Inghilterra o USA. Idem riguardo al rapporto irrisolto tra politica e magistratura.

La sconfitta militare ha bandito la rifondazione del partito fascista dalla legalità costituzionale italiana del dopoguerra solo nella XII Disposizione Transitoria e Finale, ma non i gerarchi fascisti che già dopo soli cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione potevano candidarsi legittimamente alle elezioni politiche.

Il Parlamento italiano ha abrogato la XIII Disposizione Transitoria e Finale consentendo il ritorno dei Savoia e, paradossalmente, con una maggioranza parlamentare semplice o qualificata potrebbe abrogare anche il divieto di rifondazione del partito fascista, ma non potrebbe mai più restaurare invece la monarchia (art. 139), né potrebbe farlo il “popolo sovrano” che ha potuto però votare in passato partiti monarchici, comunque considerati legittimi.

Insomma la Costituzione, non quella diventata slogan ma quella vera, in realtà è troppo poco antifascista per consentire a lorsignori tutto quello che vorrebbero fare, ossia colorare di fascismo qualsiasi cosa si frapponga tra loro e il pieno potere. Il Limes obbligatorio oggi per restare nella LEGALITÀ è rifiutare la violenza come metodo di presa del potere e di esercitarlo secondo lo Stato di dirittoper poi essere confermati o bocciati dall’elettorato. Punto. Accettando questo si è costituzionalmente legittimati come forza politica e se poi, evitando manifestazioni di fanatica apologìa dirette a sovvertire con metodi violenti l’ordine costituito, si hanno tra cittadini italiani idee e valutazioni diverse sul passato, con mille sfumature e distinguo, che ognuno resti libero di essere e di pensare quello che vuole.

Perché altrimenti tocca dare ragione ad Ennio Flaiano, quando diceva che in Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti.

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https://www.destra.it/home/a-proposito-della-costituzione-un-carta-che-formigli-landini-fusani-co-ignorano-e-stravolgono/

Così la sinistra ha ucciso la scuola. Libro di Ricolfi e Mastrocola svela 60 anni di follie progressiste

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«La verità – sosteneva Antonio Gramsci – è sempre rivoluzionaria». Per questo non saremmo mai troppo grati a Paola Mastrocola e a Luca Ricolfi per averla gridata in un libro scritto a quattro mani(Il danno scolastico – ed. La nave di Teseo pp.270 € 18), dedicato allo sfascio della scuola italiana. La “rivoluzione” sta soprattutto nel sotto titolo: “La scuola progressista come macchina della disuguaglianza“. Da non credere. La coppia (moglie e marito nella vita) ricorda da vicino il bambino della fiaba di Andersen che grida “il re è nudo” mentre intorno a lui i sudditi fanno a gara a decantare il pregio delle stoffe dell’inesistente vestito del sovrano. Per la Mastrocola, docente di analisi dei dati, non è una novità. Già nel 2017, in un precedente lavoro editoriale, aveva puntato l’indice contro «un’istruzione, abbassata e facilitata oltre ogni dire, che ha messo in difficoltà il 70-80 per cento degli studenti». Era il suo verdetto di condanna della scuola progressista, bollata come «per nulla democratica e classista».

Ricolfi e l’abbaglio di don Milani

Parole e tesi che l’autrice non solo conferma, ma che ora arricchisce di cifre, statistiche e riscontri. La prova, insomma. E qui entra in campo il marito sociologo attraverso una documentata e incontestabile comparazione tra la scuola di ieri, la stessa che il troppo celebrato don Milani nella sua Lettera a una professoressa del 1967 denunciava come «troppo selettiva», e quella di oggi. Classista la prima perché troppo condizionata dal ceto sociale degli studenti? Una fregnaccia che Ricolfi rende evidente in maniera molto più elegante ancorché incontrovertibile: «Su 100 nati nel 1956 la licenza media è stata ottenuta dal 96 per cento dei giovani dei ceti alti e dal 90 per cento dei ceti bassi (…)». Una statistica che rade al suolo la più coriacea panzana del progressismo nostrano, tanto che fa presa ancora oggi.

«L’esecutore materiale è stato il ministro Berlinguer»

È questa – secondo gli autori – l’origine del disastro che in tre mosse ha mandato ko la scuola italiana. Si comincia con l’abolizione del latino nella scuola media, si prosegue con la liberalizzazione dell’accesso alle facoltà universitarie per culminare nella laurea 3+2, voluta nel 1999 dal ministro Luigi Berlinguer, sulla cui opera il giudizio di Mastrocola e Ricolfi è più tagliente di una lama affilatissima. È stato, scrivono, «l’esecutore decisivo della distruzione dell’università». Ma il j’accuse di Ricolfi è rivolto a tutti gli ideologi progressisti. «Ricevere un’ottima istruzione era l’unica carta in mano ai figli dei ceti bassi per competere con quelli dei ceti alti… Gliela avete tolta e avete avuto il becco di farlo a nome loro». Ce n’è anche per la destra, che non ha mai saputo marcare una netta discontinuità con tale impostazione.

Penalizzati i ceti bassi

Morale: la scuola è in ginocchio perché prima i docenti «esigevano» lo studio dagli studenti. Quelli di oggi, invece, non selezionano, limitandosi solo a spostare il problema in avanti. Per spiegarlo, la Mastrocola ricorre alla metafora del gattino cui hanno cucito una palpebra nelle prime tre settimane di vita. Quando gliela scuciranno sarà troppo tardi perché nel frattempo avrà perso per sempre l’uso dell’organo. È quel che accade oggi agli studenti che progrediscono senza merito fino a diventare avvocati che non sanno parlare o insegnanti che non sanno scrivere. È l’amaro esito cui conduce la scuola apparecchiata per i ceti bassi dalla sedicente “parte migliore del Paese“. La peggiore, in realtà. Ma lasciamo stare. E chiediamoci piuttosto se mai assisteremo alla presenza  in un talk-show del libro di Mastrocola e Ricolfi. Pensiamo di no, e accettiamo scommesse.

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Così la sinistra ha ucciso la scuola. Libro di Ricolfi e Mastrocola svela 60 anni di follie progressiste

La devozione all’Immacolata è la cura domiciliare per la pandemia anticristiana

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L’EDITORIALE DEL LUNEDI per https://www.informazionecattolica.it/2021/12/06/la-devozione-allimmacolata-e-la-cura-domiciliare-per-la-pandemia-anticristiana/

LA “PANDEMIA SINISTRA DELL’ASSURDO“, IN NOME DELLA DITTATURA DEL RELATIVISMO, SI STA DIFFONDENDO A MACCHIA D’OLIO NELL’INDIFFERENZA DI TROPPI

Sappiamo di vivere i tempi della “pandemia anticristiana”, che ha come effetto collaterale di breve termine la secolarizzazione e di lungo termine la scomparsa della Fede così come da tutti conosciuta, ovunque e sempre. All’interno di tale “pandemia” spirituale viviamo da sempre nella lotta tra il Bene (Cristo e la Sua unica Chiesa, fondata su S. Pietro) e il male (le sovversioni dell’ordine divino, sia esso morale o naturale).E’ facile comprendere da che parte stia colei che avrebbe voluto cancellare l’augurio di Buon Natale ed il nome di Maria dall’Europa che, nonostante tutto, affonda le sue radici nel Cristianesimo.

E’ la “pandemia sinistra dell’assurdo”, che in nome della dittatura del relativismo (liberalismo massimalista e ultra-liberismo economico) si sta diffondendo a macchia d’olio nell’indifferenza di troppi.

Tutti i sinistri sembrano sguazzare, contenti e garruli nelle pandemie dell’ignoranza, della sub-cultura di un utopistico e transumano egualitarismo di massa, del ritorno alla lotta di classe attraverso la creazione di una pianificata guerra tra vaccinati (buoni e bravi) e non vaccinati (brutti e cattivi).

Godono nel poter sottomettere il popolo in assurde restrizioni, perché in questo contesto possono costruirsi l’uomo nuovo, privo di pensiero e inebetito dal Grande Fratello, facilmente manipolabile e, soprattutto, eterodiretto a distanza soprattutto nei consumi, secondo i desiderata dell’alta finanza keynesiana senza scrupoli.

Magari, qualcuno sogna addirittura il gulag, magari in una dimensione virtuale, per coloro che si ribellano alla nuovo religione globalista, che ha già il suo Dio nella scienza e la sua Maria nella tecnocrazia, per cui chi non si prostra davanti all’idolo del terzo Millennio riceve una sorta di scomunica laica, che, col tempo, consisterà nell’esclusione dalla società.

Il loro nemico era, è e resta il Cristianesimo. Più resistiamo nella fede, più si agitano. Più resistiamo nella difesa della Tradizione Cattolica, più le grandi famiglie che governano il Sistema globale si arrovellano nel pensare a come annientarci, convincendoci che, in realtà, stanno facendo il nostro bene. I figli delle tenebre sono sempre stati più scaltri dei figli della luce, perché hanno una malizia che i secondi non possono avere. E Gesù lo sapeva. Per questo ci lasciò detto di “essere astuti come serpenti e puri come colombe” (Mt., 10,16) per possedere la medicina domiciliare contro la “pandemia anticristiana”.

A breve festeggeremo l’Immacolata concezione di Maria, colei che schiaccia la testa del Serpente, la Madre di Dio e della Chiesa, avvocata nostra al momento del Giudizio particolare, verso la quale dobbiamo avere una tenera devozione filiale, perché nel Suo nome e nel Suo Cuore senza peccato troveremo sempre rifugio, pace, ma anche la forza per combattere la “pandemia anticristiana” che ammorba il mondo.

Il Santo Rosario, recitato ogni giorno, è un farmaco micidiale contro il virus del peccato. Molti, oramai, non si interessano più dell’eccelso significato di questa Festività, fonte di grazie indescrivibili per tutti noi, Suoi figli devoti. A Lei ricorriamo, in questi tempi così terribili ed a Lei affidiamoci. Non ci lascerà mai soli e vinceremo la morte con Lei, per mezzo di Lei.

S.S. Pio IX proclamò il dogma dell’Immacolata l’8 dicembre del 1854. La verità della Immacolata Concezione era già patrimonio della fede orientale e della prima festa sotto questo titolo sin dal secolo VI e VII. Nella Chiesa latina sin dal mille. Il primo grande difensore dell’Immacolato concepimento di Maria, fu il francescano Duns Scoto, detto “Doctor subtilis”, nato a Duns in Scozia nel 1265. La sua assoluta certezza della Verginità di Maria, concepita, vissuta ed assunta in Cielo senza peccato, creò grandi ed accese dispute teologiche. Arrivato il giorno del grande atto Sorbonico, come si chiamava allora la disputa, mentre Scoto si avviava al luogo della discussione, si prostrò davanti ad una statua della Vergine che si trovava sul suo passaggio, e le indirizzò questa preghiera: Dignare me, laudare te, Virgo sacrata: da mihi virtutem contra hostes tuos. La Vergine, ad attestare il gradimento di questo atto, inclinò il capo: posizione questa che avrebbe poi conservata anche in seguito.

Ora, questa verità non è più incerta e disputabile, essa fa parte dei dogmi della nostra fede e fu solennemente definita da Pio IX il giorno 8 dicembre 1854 con la Bolla Ineffabilis, ove si proclama: “Il Dio ineffabile sin dal principio e innanzi ai secoli, elesse e dispose all’Unigenito suo Figlio una Madre, da cui fatto uomo, avesse egli a nascere nella felice pienezza dei tempi, e fra tutte le creature di tanto amore predilesse, lei, da compiacersi in lei sola con propensissimo affetto. Per il che, assai più che tutti i santi, la ricolmò dell’abbondanza di tutte le grazie celesti, tolte dal tesoro della divinità, in un modo così meraviglioso, che sempre affatto immune da ogni macchia, di peccato, e tutta bella e perfetta, ebbe in sé quella pienezza d’innocenza e di santità, di cui maggiore non può concepirsi al di sotto di Dio, e cui nessuno fuor che Dio stesso può raggiungere col pensiero. E per verità era del tutto conveniente, che sempre rifulgesse ornata degli splendori di perfettissima santità, ed affatto immune dalla stessa macchia della colpa originale, riportasse amplissimo trionfo dell’antico serpente, una sì venerabile Madre.

Dopoché mai non cessammo nell’umiltà e nel digiuno, di offrire a Dio Padre, per mezzo del Figliuol suo, le private nostre preghiere e quelle pubblicate della Chiesa, affinché si degnasse di dirigere e confortare la nostra mente colla virtù dello Spirito Santo, implorato il soccorso di tutta la corte celeste, ed invocato con gemiti lo Spirito Paraclito, il medesimo così ispirandoci, ad onore della santa ed individua Trinità, a decoro ed ornamento della vergine madre di Dio, ad esaltazione della fede cattolica e ad incremento della cristiana religione, coll’autorità del Signor Nostro Gesù Cristo, dei Beati Apostoli Pietro e Paolo, e Nostra, dichiariamo, pronunziamo e definiamo, che la dottrina la quale ritiene che la Beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore dell’umano genere, fu preservata immune da ogni macchia di colpa originale, è da Dio rivelata e quindi da credersi fermamente e costantemente da tutti i fedeli. Per la qual cosa, se alcuni presumessero, il che Iddio tenga lontano, di sentire in cuor loro diversamente da quanto fu da noi definito, conoscano e sappiano per fermo, che condannati dal proprio giudizio, hanno fatto naufragio nella fede” (Atti senigalliesi nel Bicentenario della nascita di Pio IX, Senigallia, 1992, pp. 259-266).

Apostolato cattolico: Amato in Spagna, Castagna a Telenuovo

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di Lucia Rezzonico

Continua l’apostolato pubblico dei nostri principali punti di riferimento. Da un lato, prosegue il tour spagnolo dell’ Avv. Gianfranco Amato, Presidente dei Giuristi per la Vita e nova Civilitas, che porta in numerose chiese di Madrid, Barcellona e oltre, le sue conferenze sulle radici cristiane dell’Europa in questo periodo difficile dovuto alla pandemia.

Per ulteriori informazioni e foto: https://www.facebook.com/AvvocatoGianfrancoAmatoFanpage/?__cft__[0]=AZW3N9-O0KNaT4Zh4gTp8Ie2zOG14bTRyltApT2F6E2oE8NTn0w_FZ3TkfhEuHluKy-6_Viu-djor1rtT7IVI_fn1eykONW3OThRTDkWQh8jbGKd4T4Wq5wj3GOWHnE8kPE5STbsoT9pcG661di1f70y&__tn__=-UC%2CP-R

 

Dall’altro, il nostro Responsabile Nazionale Christus Rex Matteo Castagna riprende con le partecipazioni televisive e/o radiofoniche:

  • Telenuovo – Rosso&Nero condotto da Mario Zwirner il 03/12/2021 in collegamento Skype dal suo studio di casa, per commentare l’attualità (in studio l’Eurodeputato della Lega Mara Bizzotto e la Consigliere Comunale del Pd di Verona Elisa La Paglia): https://play.telenuovo.it/rosso-e-nero/tit-13154299
  • TelenuovoDestra&Sinistra condotto da Mario Zwirner il 04/12/2021 in studio con Etta Andreella del Partito Democratico, per commentare la posizione di una commissaria europea che avrebbe voluto eliminare gli auguri di Buon Natale, i nomi di Maria e Giuseppe per essere inclusivi verso i non credenti e per parlare di obbligo vaccinale: https://play.telenuovo.it/destra-e-sinistra/tit-13156529

Per ulteriori informazioni e foto: https://www.facebook.com/Traditio.Italia/?__cft__[0]=AZWoAyY8DTUauNEdkRb6epQuFFkLvx64ZHxbX9rGI9js7j6Q0AD91LR7E5cv8TkPwD4EW6fnW3bFUxBkT2Pp7PDZp-MOZHU_IrnpCJgZLTQNcpKBnijPrujzzIbX0UHOic_rwR0dYauq-puLv04Ouc2o3XUqJpX46cJSfKG-X8YABQ&__tn__=-UC%2CP-R

Nessuno stop per “Fuori dal coro” e “Dritto e Rovescio”. La smentita di Mediaset

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Roma, 1 dic – Niente stop per Fuori dal coro di Giordano e Dritto e Rovescio di Del Debbio Giordano su Mediaset: arriva la smentita dell’azienda, che mette a tacere i rumors sulle motivazioni dell’interruzione delle due trasmissioni. Non ci sarà alcuno stop, di nessun programma, durante le festività nella programmazione Mediaset. Lo apprende l’Adnkronos da fonti del gruppo, che chiariscono così ogni dubbio sulle trasmissioni condotte da Mario Giordano e da Paolo Del Debbio. Nelle prossime ore è atteso un comunicato di chiarimento di Mediaset, in cui verrà illustrata anche la programmazione d’informazione durante il periodo natalizio.

Nessuno stop per Fuori dal coro e Dritto e Rovescio

Molto rumore per nulla, dunque. Alla notizia del possibile stop di 50 giorni i dietrologi si sono scatenati sul fatto che le due trasmissioni in questione danno voce spesso a posizioni non ortodosse rispetto alla vulgata mainstream. Soprattutto su vaccini, green pass e gestione della pandemia in generale. Una vetrina per le voci fuori dal coro, che forse poteva ostacolare in qualche modo la corsa di Berlusconi al Quirinale, si ipotizzava. Ora, al di là del fatto che il Cav ha la strada sbarrata dal centrosinistra, a quanto pare le due trasmissioni “incriminate” andranno avanti senza interruzioni particolari o “punitive”. Anche perché un conto sono le vacanze di Natale, un conto zittire Del Debbio e Giordano fino a febbraio, quando si voterà per il prossimo presidente della Repubblica.

Del Debbio: “Io non occhieggio a nessuno”

In effetti qualcosa non tornava, sul presunto stop delle trasmissioni. A sentire uno dei diretti interessati, Del Debbio, la pausa citata dai media sarebbe stata inspiegabilmente troppo lunga. “Sui siti hanno scritto che io e Mario Giordano ci fermiamo per troppo tempo, ma io l’ordine di servizio non l’ho ancora ricevuto…”, ha fatto presente Del Debbio. In ogni caso, “se dovesse essere confermato questo lungo stop, sarebbe innaturale perché di solito si finiva a metà dicembre come tutti e si ricominciava dopo l’Epifania”, precisa il conduttore di Dritto e Rovescio. Circa la possibile punizione per le posizioni su green pass e vaccini, Del Debbio chiarisce: “Io non occhieggio a nessuno, i no vax mi attaccano violentemente spessissimo, ultimamente anche su WhatsApp. Ho fatto la terza dose, sono assolutamente favorevole al vaccino. Io faccio un dibattito e per farlo bisogna esser in due, non si può fare un talk show con una sola voce. Faccio parlare tutti ma poi a casa ognuno si fa la sua opinione. Io faccio così, se non vogliono che faccia così lo fa un altro, ci sono tanti conduttori in Italia”, conclude.

Adolfo Spezzaferro

Fonte: https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/nessuno-stop-per-fuori-dal-coro-e-dritto-e-rovescio-la-smentita-di-mediaset-216551/

 

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