“La scienza ormai è diventata una religione”

Condividi su:
IL POTERE SALVIFICO DATO AI VACCINI E LA LENTA QUANTO IESORABILE PERDITA DELLE LIBERTÀ. PORRO PARLA ALLA VERITÀ

Intervista a Nicola Porro di Federico Novella per La Verità del 27 dicembre 2021

«Vi prego: trattateci da adulti». Questo lo sfogo di Nicola Porro, dopo l’ennesima stretta sanitaria del governo. Il conduttore di Quarta Repubblica, che tornerà in onda su Rete4 il 10 gennaio, rilancia l’appello contro il paternalismo spinto di chi gestisce la pandemia.

Con il mega green pass la musica non è cambiata?

«La mia rispettosa richiesta di essere trattati da adulti nasce da un principio sul quale sono un po’ fissato. Lo diceva Piero Calamandrei, non certo un pericoloso sovversivo: la libertà come l’aria, ti accorgi di quanto vale solo quando viene a mancare».

Una deriva lenta ma inesorabile?

«All’inferno si scende a piccoli passi. Abbiamo accettato dal governo Conte le certificazioni per uscire di casa. Abbiamo accettato i dpcm. Abbiamo accettato le regole sui nostri comportamenti declamate la sera alla televisione. Abbiamo accettato il lockdown per due mesi. Abbiamo accettato il coprifuoco per sei mesi. Abbiamo accettato le mascherine all’aperto. Abbiamo accettato la guerra mediatica contro quelli che, pur vivendo insieme, si scambiavano un bacio sul pontile di Forte dei Marmi. Insomma, abbiamo accettato tutto e, quel che peggio, siamo pronti a farlo di nuovo. Se domattina il governo dicesse che dopo la terza dose bisogna mangiare più verdura, lo accetteremmo senza proteste».

Tutti i provvedimenti che hai citato vengono dimenticati dalla massa con una velocità impressionante. Insieme con la durata del green pass, si è accorciata anche la memoria collettiva?

«Si, torniamo al principio di partenza: vorrei che il governo ci trattasse da adulti, e non da bambini con la memoria corta. Io non sono preoccupato delle piccole misure in sé, quanto piuttosto dalla tendenza generale che si sta imponendo. I governi servono tutto sommato a mettere un po’ d’ordine nella convivenza sociale, siamo noi che ce li scegliamo. I governi nascono per essere al servizio dei cittadini, mentre oggi sono i cittadini a essere al servizio di un bene supremo che solo i governanti hanno il privilegio di conoscere».

Il fatto che ogni settimana spuntino nuove misure implica che quelle vecchie non hanno funzionato?

«Esatto, e ogni volta la nuova misura non viene giustificata in modo serio. Mi aspetto che qualcuno dica: ragazzi, questa e una malattia che non sappiamo come sconfiggere, non abbiamo certezze, andiamo per tentativi. Questo sarebbe un comportamento “adulto”».

Invece?

«Invece vengono a dirti anche stavolta che la nuova misura è necessaria, fondamentale, indispensabile e sicura. E poi tutte e quattro queste categorie dell’assoluto vengono puntualmente smentite. Parliamoci chiaro: io sono un deciso vaccinista, ma sono anche convinto che, a causa di questa comunicazione vaccinale sbagliata, in Italia ci sono milioni di persone favorevoli al vaccino che, spaventate, decidono di non farlo».

Intendi dire che i no vax sono figli degli errori comunicativi del governo?

«Mettendo da parte i terrapiattisti, se oggi esistono i no vax è semplicemente colpa delle false certezze della comunicazione ufficiale sui vaccini. Se ci avessero detto, come si era capito fin dall’inizio, che i vaccini sono semplicemente uno strumento per aiutarci a non crepare, probabilmente sarebbe andata meglio. Invece hanno reso il vaccino un dio in terra. Quando tu rendi la scienza una religione, sbagli in partenza: e non lo dice Porro, ma Karl Popper. Quando la scienza è affidata alle prediche di Roberto Burioni e non al pragmatismo di Francesco Vaia, finisci per alimentare quella zona grigia di persone che pur non avendo pregiudizi sul vaccino, restano paralizzate dai dubbi».

É la famosa eterogenesi dei fini di Giambattista Vico: conseguenze non intenzionali di azioni intenzionali. Allora il green pass a cosa a servito?

«Al green pass è solo un esercizio burocratico volto ad affermare un potere. É una scelta puramente politica, che non ha nulla a che vedere con la sanità. Che il green pass fosse inutile sul piano sanitario, lo sapevano tutti prima ancora che venisse varato. Allo stesso modo, tutti sapevano che era inutile chiudere le frontiere con il Sudafrica, perché la variante omicron sarebbe arrivata comunque. Stesso discorso per la decisione di Roberto Speranza di chiudere i voli tra Londra e con il sogno di fermare la variante Delta. Ecco, tutte queste scelte politiche arbitrarie sono state prese con arroganza, senza verifiche, e soprattutto senza conseguenze. E questo perché ogni decisione viene elevata a Verbo della grande religione sanitaria, quella dei sommi sacerdoti che ci guidano da due anni».

Forse ti aspettavi che nella conferenza stampa di fine anno Mario Draghi ammettesse gli errori di comunicazione sul lasciapassare verde?

«Probabilmente errori ne ha fatti, ma credo che Draghi riesca comunque a surclassare il suo predecessore. Molto meglio i consigli comunicativi di Paolo Cirino Pomicino a Draghi, rispetto a quelli di Rocco Casalino a Conte. Ma il problema serio è un altro».

Cioè?

«Se il capo del governo arriva in conferenza stampa e la stragrande maggioranza dei giornalisti presenti si alza per applaudirlo, allora il problema non è Draghi, ma la stampa che non sta svolgendo il suo ruolo. Ed è complice da tempo di questa liturgia del terrore».

Il presidente Sergio Mattarella ha detto che il problema dei media è quello d’aver dato troppo spazio ai no vax.

«Non ho mai dato spazio ai no vax, ma penso che il problema dei media sia esattamente l’opposto: non aver mai avuto un atteggiamento critico nei confronti delle misure governative. Senza che Mario Monti lo esplicitasse, i media hanno somministrato un’informazione molto poco democratica».

Draghi è stato già mediaticamente incoronato presidente della Repubblica?

«A scegliere il presidente sono soprattutto gli stipendi dei parlamentari. Nella mancanza totale di partiti strutturati, l’unica cosa che interessa oggi a deputati e senatori è avere un capo dello Stato che garantisca la fine della legislatura».

É prematuro, ma cosa prevedi per il Quirinale? Per ora i nomi veri in campo sono Draghi e Berlusconi.

«Io penso che Berlusconi al Quirinale sarebbe la vera grande novità. Vorrebbe dire rompere finalmente quel sistema politicamente corretto che dura da tanti anni. Rappresenterebbe una rivincita per tutti quelli che si sono sentiti di serie B rispetto al pensiero dominante. Ed è un’eventualità che mi farebbe godere come un riccio».

Di certo supereremmo quel veto ideologico che impedisce alla metà di italiani che vota centrodestra di vedere un proprio rappresentante sul colle più alto.

«Esatto, ritrovarsi un altro personaggio di sinistra al Quirinale sarebbe assurdo. Se Berlusconi diventasse capo dello Stato ci sarebbe un’altra conseguenza: chiunque vinca le prossime elezioni non subirà i soliti giochetti di ostracismo. E quando parlo di giochetti intendo quelli portati avanti dagli ultimi presidenti della Repubblica nei confronti di vincitori elettorali che non rientravano nel gradimento quirinalizio».

E se non ci fossero le condizioni per Berlusconi?

«Non vedo perché non dovrebbero esserci, visto che il centrodestra a maggioritario tra i grandi elettori. Se così non fosse, mi risulterebbe difficile pensare a una bocciatura di Mario Draghi, che vanta solidi agganci con l’establishment europeo, e che ha pronto l’appoggio degli americani e della Santa Sede».

Ultimamente ti sei occupato spesso di disastri giudiziari. Nel caos delle correnti e delle vendette tra magistrati, il prossimo inquilino del Colle dovrà giocoforza fare ordine?

«Oltre all’omologazione sanitaria, oggi la piaga principale la strage, il fallimento della giustizia, in tutti i campi. Il capo dello Stato è anche il presidente del Csm, e da questo punto di vista le garanzie che mi da Berlusconi sono superiori a quelle che fornisce Draghi, circa la possibile rivoluzione dei rapporti».

I rapporti con la magistratura non sono forse un punto debole di Berlusconi sulla strada del Colle?

«No, sono un punto debole per chi ne subirebbe le conseguenze. Invece è ovvio che Draghi sarebbe molto più conservatore di Berlusconi nella gestione della giustizia. Insomma tu pensi che lo stato della giustizia italiana sia cosi rovinoso da richiedere un presidente decisionista?

«Togliamoci dalle scatole l’idea del presidente della Repubblica super partes. Noi abbiamo avuto esclusivamente presidenti della Repubblica perfettamente calati “nella” parte: tutti inclinati verso governi di sinistra, e attentissimi a non rompere gli equilibri del potere giudiziario. Meglio un capo dello Stato che prende posizioni alla luce del sole, rispetto a uno che lo fa sottobanco».

Fonte: https://www.nicolaporro.it/la-scienza-ormai-e-diventata-una-religione/

 

Leggi anche

Editoriale di “Opportune, Importune” n. 40

Condividi su:

don Ugo Carandino

La Chiesa nel ciclo liturgico di Natale ci fa meditare la Natività del Salvatore e ci sprona al rinnovamento spirituale, per permettere alla grazia divina di rinascere nei nostri cuori e di accrescere la pratica delle virtù cristiane. 
Per ogni battezzato la vita spirituale è un’esigenza costante, che diventa una necessità impellente nei momenti più difficili, per evitare di trovarsi impreparati a fronteggiare degli avvenimenti avversi, a volte devastanti non solo per il singolo individuo ma anche per l’intera società. 
In quei frangenti l’anima, come tramortita dal peso della prova, se non è sostenuta dalla vita spirituale e da una radicata visione cristiana dell’esistenza, che permette la riflessione ed evita la precipitazione, potrebbe essere esposta allo scoraggiamento e all’esasperazione, sino a sprofondare nella più buia disperazione. Infatti, invece di ricercare il soccorso divino che illumina e fortifica, tante anime davanti alle prove più gravose smarriscono la riflessione, il dominio di sé stesse e la prudenza sovrannaturale (da non confondersi con la meschina prudenza del mondo). E poiché si vive in società, si rischia facilmente di diffondere attorno a sé il proprio malessere interiore, il tutto amplificato dagli attuali mezzi di comunicazione. 
Non è uno scenario ipotetico, poiché è quello in cui ci troviamo ormai da due anni, dove i timori sono diffusi e le incertezze crescenti. La vita ordinaria è scossa alle sue fondamenta e dopo l’incredibile sospensione del culto l’anno scorso, ora persino l’iscrizione ad un albo professionale o lo svolgimento di una qualsiasi attività lavorativa sono messi in pericolo, con gravi ripercussioni morali ed economiche. 
È un cupo biennio che si colloca nella lunga vacanza formale della Sede Apostolica, che rende ancora più lacerante la situazione, in quanto il gregge è privato della voce infallibile del Vicario di Cristo, la sola che possa dissipare incertezze e opinioni discordanti sulle diverse materie, distinguendo ciò che è vincolante da ciò che è opinabile. 
Mai come in questi frangenti tutti noi abbiamo bisogno del buon consiglio divino e del buon senso umano, per ponderare le parole, per praticare un giusto discernimento, per premunirsi da giudizi avventati o da eccessi verbali che lederebbero la carità. 
Ecco la grande assente: la carità! La regina tra le virtù a volte sembra scomparsa anche negli ambienti dove dovrebbe regnare sovrana, tra chi ha in comune la stessa fede e lo stesso ideale cristiano. Laddove la carità viene detronizzata si fanno strada la diffidenza e il risentimento, persino le offese, come se gli obiettivi comuni – il combattimento per la Dottrina, il Papato e la Messa – fossero dissolti o comunque diventati del tutto marginali, preferendo in alcuni casi come “alleati” coloro che sulle questioni fondamentali hanno posizioni diverse o del tutto differenti. 
Nella babele dei pensieri (e dei “social”), senza l’àncora della preghiera assidua, si rischia di trovarsi nelle condizioni di Ulisse alle prese con le famose sirene, attribuendo un immeritato credito a personaggi del tutto estranei alla causa antimodernista (la battaglia più importante), se non addirittura ostili. Questi cattivi maestri (o, in certi casi, presunti maestri con pessimi suggeritori) trasmettono, come frutto inevitabile della loro mentalità, un senso di frustrazione e di incattivimento che contribuisce alla destabilizzazione dell’anima. Anche perché in tutti i loro calcoli umani, che portano spesso al peggiore catastrofismo e a un certo compiacimento per esso, sono assenti l’azione di Dio, la Sua Provvidenza, il soccorso della grazia. Di conseguenza, se le peggiori delle ipotesi si dovessero realizzare per davvero (ma allora il Signore darebbe le grazie necessarie per affrontarle), nell’ottica puramente umana (frutto del naturalismo diffuso nella società da bruttissime officine), sarebbe completamente disatteso il valore della sofferenza e la ricompensa eterna per le ingiustizie subite con spirito cristiano. Nostro Signore ci chiede di accettare e portare la croce, non di fuggirla con l’ansia disperata dell’ateo che non crede nell’eternità. E così l’immeritata notorietà di alcuni, che martellano su certi temi, è a discapito dell’equilibrio di giudizio di molti (gli antichi direbbero: “mors tua vita mea”). 
Abbiamo quindi più che mai bisogno delle benedizioni del Bambin Gesù, della intercessione materna di Maria, della protezione di san Giuseppe per la salute del corpo, certamente, ma prima ancora per la salute dell’anima, senza la quale ogni altro bene sarebbe ben poca cosa. Dobbiamo attendere ed invocare queste benedizioni del Natale, in un’atmosfera di profondo raccoglimento per ristabilire in tutto il suo vigore l’ordine interiore. Ovviamente questo suppone l’assistenza alle funzioni religiose, accostarsi al Sacramento della Penitenza e alla SS. Eucarestia, per non ridurre la festa a un pretesto per imbandire abbondantemente la tavola. 
A differenza del mondo, che anche quest’anno sarà indifferente se non ostile al ricordo della nascita temporale di Nostro Signore, noi che siamo nel mondo ma che non gli vogliamo appartenere (almeno si spera), dobbiamo cogliere uno degli aspetti più caratteristici della festa: il silenzio di Maria e di Giuseppe nella Grotta di Betlemme in quella Santa Notte. Il mondo fugge il silenzio mentre noi dobbiamo ricercarlo, per ascoltare le parole di vita eterna che il Verbo Divino incarnato ci rivolge e che da 2000 anni permettono alle anime di affrontare con merito eterno ogni circostanza, anche le più gravi e laceranti. 
 
 

Hodie Christus natus est

Condividi su:

Segnalazione del Centro Studi Federici

Auguri a tutti i lettori per la festa della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo.
 
Filmato: Natale a Betlemme (1954)
 
Catechismo Maggiore di San Pio X – Del santo Natale
 
Sante Messe (Missale Romanum di San Pio V) dell’IMBC
 

Afghanistan in mano ai talebani: la tragedia continua…

Condividi su:

di Ferdinando Bergamaschi

Afghanistan: da quando l’ultima truppa americana si è ritirata lo scorso 31 agosto, lasciando il Paese nelle mani dei talebani, la situazione a Kabul rimane sempre drammatica per non dire tragica. Le cronache della capitale raccontano per esempio di due esplosioni che il 10 dicembre hanno ucciso almeno due persone e causato quattro feriti. Sui social era circolata una presunta rivendicazione dell’attentato da parte dell’Isis-k, la formazione affiliata allo Stato islamico che si oppone al governo dei talebani. E sempre all’Isis-k molto probabilmente è da attribuire l’attentato del 14 dicembre, quando l’esplosione di una mina posizionata lungo una strada di Kabul ha causato la morte di un civile e il ferimento di due membri delle forze dell’ordine.

A tutto ciò va aggiunta la denuncia del vice Alto Commissario per i diritti umani dell’Onu Nada Al-Nashif. Sempre il 14 dicembre, ha accusato i talebani di aver effettuato almeno 72 “uccisioni extragiudiziali” di ex membri delle forze di sicurezza e di altri esponenti del precedente governo afghano. Al-Nashif ha aggiunto che “in diversi casi i corpi sono stati esposti in pubblico. Ciò ha esacerbato la paura in una parte significativa della popolazione”. 

Ma al di là degli attentati e delle denunce registrati dalle cronache, la questione afghana sembra essere stata messa nel dimenticatoio. E questo è tanto più sorprendente se si considera la sistematica violazione dei più basilari diritti umani da parte dei talebani sia da un punto di vista sociale, che economico, che culturale.

La tempesta perfetta

La Commissaria europea agli Affari interni Ylva Johansonn aveva delineato un quadro del genere già durante il vertice che aveva presieduto lo scorso 7 ottobre: “Si sta preparando una tempesta perfetta. Oltre il 90% degli afghani affronta la minaccia della fame, il sistema sanitario rischia il collasso. E così l’economia. Ci sono notizie preoccupanti di oppressione, coloro che hanno lavorato con noi e condividono i nostri valori hanno molto da perdere: gli interpreti e le loro famiglie sono vittime di minacce; operatori per i diritti umani vengono arrestati. Ed è peggio per le donne e le ragazze, che spesso hanno paura di andare a scuola o al lavoro: donne giornaliste e dipendenti pubblici licenziate, donne giudici braccate dagli uomini che hanno messo in prigione.” E le cose, purtroppo, sembrano tutt’altro che migliorate.  

Crisi umanitaria 

Secondo il Norwegian Refugee Council, nel Paese 18 milioni di afghani su quasi 39 milioni sopravvivono grazie agli aiuti umanitari; un terzo della popolazione è sottoalimentata e un milione di bambini rischiano di morire di freddo e fame durante l’inverno. Una crisi umanitaria sempre più grave dopo che le riserve della Banca centrale afghana depositate all’estero sono state congelate e i trasferimenti di denaro interrotti, in seguito alla riconquista dei talebani. Per questo a metà ottobre la Commissione europea era intervenuta con un pacchetto di aiuti da un miliardo di euro che andranno direttamente alla popolazione tramite le Ong sul territorio. 

Il dramma dei profughi

Chi non ricorda le resse infernali all’aeroporto di Kabul per fuggire dal Paese? Secondo i dati dell’Onu sono state oltre 200.000 le persone evacuate da Kabul. La grande maggioranza è scappata in Pakistan e Iran con destinazione Turchia, considerata la porta d’accesso per l’Europa. Tuttavia questo flusso spesso si è arrestato nel Paese di Erdogan. Con l’autocrate turco che tiene i profughi in pugno, forte degli accordi con l’Unione europea e li utilizza come leva politica. 

La situazione delle donne

Nel Paese peggiora anche la condizione delle donne. I divieti e le punizioni per loro sono agghiaccianti: fuori casa non possono lavorare; e nemmeno svolgere attività se non accompagnate da un parente stretto; c’è il divieto di studiare in scuole, università o altre istituzioni educative; naturalmente per loro vige l’obbligo di indossare il burqa; è prevista la lapidazione pubblica se accusate di avere una relazione al di fuori del matrimonio; vengono frustate in pubblico le donne che hanno le caviglie scoperte; e ancora per loro c’è il divieto di praticare sport.

Questi sono solo alcuni dei terribili aspetti del nuovo (o per meglio dire vecchio) corso che il regime dei talebani ha imposto alle afghane. E a noi fa venire i brividi soltanto il fatto che possa esistere una legislazione appositamente femminile, con il mondo che sta a guardare.

 

Vax contro no vax, gli italiani si sono sempre odiati

Condividi su:
CON IL COVID SI STA DISGREGANDO IL NOSTRO TESSUTO SOCIALE? NO, NON È MAI ESISTITO

di Rino Cammilleri

Giustamente l’amico Porro lamenta che si sta disgregando il nostro tessuto sociale. Il cantautore cattolico Povia si becca il Covid? Bene, ben gli sta, speriamo che schiatti. Questi i “messaggi” di auguri inviatigli anche da medici mediatici. Porro ha la mia non piccola stima anche perché dissente dalla linea conformista del quotidiano di cui pure è vicedirettore. I giornalisti che fanno il loro mestiere in coscienza e non per lo stipendio sono pochi, ahimè. Proprio la pandemia è intervenuta, evangelicamente, a «svelare i pensieri di molti cuori». E, grazie a Dio, in tanti se ne sono accorti, col gran risultato che ormai non ci fidiamo più di nessuno, scienziati, giornalisti, medici e soprattutto politici.

Nel Medioevo il capo politico era il re, davanti alla cui sacralità si piegava il ginocchio. Quante rivoluzioni ci sono volute per arrivare ad avere capi politici accolti a pernacchie quando spuntano in tivù? Vent’anni fa, giovane e sprovveduto, pubblicai un libro prima per Mondadori, poi per la Bur: Doveroso elogio degli italiani. Poi, invecchiato, feci esperienza. Com’è noto, l’esperienza è quella cosa che quando ce l’hai non serve più. Mai mi sono pentito di un mio libro, e sono una quarantina. Tranne di quello. Era appena uscito nelle librerie che già gli arrivò una minaccia di querela. Dall’estero. E chi era? Un italiano. Del tutto sconosciuto alle patrie lettere. Diceva che l’avevo plagiato, anziché ringraziarmi per averlo citato. Finì che il mio editore fu costretto a pagare un’expertise, la quale diede ragione a me. Però il costo dell’expertise superò l’incasso e l’editore, bollandomi come uno che portava rogne, accantonò il mio libro, che non fu più ristampato.

Insomma, il tessuto sociale gli italiani non l’hanno mai avuto. È dai tempi di Romolo e Remo che il loro specifico è la guerra civile. Roma a parte, le Crociate nacquero proprio perché il papa Urbano II, stufo delle guerre continue tra cristiani, disse loro: ma se proprio avete voglia di menare le mani, andate a farlo da un’altra parte, dove è veramente utile. Per fortuna quella volta gli diedero retta. Ma poi ricominciarono. Città contro città. Quartiere contro quartiere (il Palio di Siena c’è ancora oggi, per dirne una). Dice niente il fatto che, per legge, il podestà doveva essere uno di fuori? E il vizio di chiamare «lo straniero» a calare in Italia per far vincere la propria fazione? Vizio che rimase anche nel Risorgimento, il quale fu possibile grazie a inglesi e francesi e infine prussiani.

Gli «austriaci» che combattevano contro i piemontesi erano veneti e lombardi. E che fu la garibaldinata contro il Sud  se non una guerra tra italiani? Per non parlare delle campagne napoleoniche, con giacobini (italiani, la cui bandiera svetta ancora sul Quirinale) che massacravano le Insorgenze. E poi il «brigantaggio». E poi venne il marxismo e gli italiani ricominciarono a darsele. Bienni rossi, squadracce eccetera. Caduto il fascismo, ecco una guerra civile in grande stile. Dice niente il fatto che il partito comunista di osservanza sovietica più numeroso di tutto l’Occidente fosse proprio quello italiano? E che il Sessantotto da noi, e solo da noi, sia durato dieci anni? Per non parlare degli anni di piombo.

Saremo bravi, noi italiani, con la cucina, l’arte, la moda. Ma per il resto facciamo ridere. E ci detestiamo l’un l’altro che è un piacere. Abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci venga a comandare dall’esterno, Draghi compreso. Dunque, non c’è nessun tessuto sociale da salvaguardare. Non c’è ne mai stato uno. Ahimè.

Rino Cammilleri, 18 dicembre 2021

Fonte: https://www.nicolaporro.it/vax-contro-no-vax-gli-italiani-si-sono-sempre-odiati/

La Polonia non è “stravolta” e “dilaniata” dal Covid. Ci sono appena stato!

Condividi su:

di Bruno Volpe

LE COSE SONO BEN DIVERSE DA COME LE DESCRIVONO I MEDIA ITALIANI. LO STESSO DISCORSO VALE PER L’UNGHERIA E LA REPUBBLICA CECA

Sono appena rientrato dalla bellissima Cracovia, benedetta terra polacca. Ritornato in Italia occorre rendere giustizia di tante cose.

giornaloni italiani e gli altri media ci descrivono quella bella nazione come stravolta e dilaniata dal Covid, afflitta e in preda ad una specie di isteria collettiva.

Basta andare sul posto ed accertarsi che le cose sono ben diverse da come le descrivono e tutto ciò che viene pubblicato in tema sui media italiani non risponde al vero.

Le false notizie riguardano anche l’Ungheria e la Repubblica Ceca, dove sono stato di recente. Una certa cautela esiste ed è naturale, ma di Covid, virus e vaccini si parla nei tg con misura e lo stretto necessario.

Insomma, il Covid non invade giornali e tv 24 ore al giorno. Nei locali pubblici si usa la mascherina, ma senza allarmismo. Si usa la mascherina nei mezzi pubblici che, al contrario del nostro Paese, sono puntuali, puliti e non affollati per la semplice ragione che circolano numerosi. Faccio un esempio: aspettavo un tram al Wawel, la palina elettronica lo segnalava in arrivo dopo 60 secondi. Il tram allo scoccare del tempo, è arrivato.

 

Veniamo al green pass. Sono stato in svariati bar, pasticcerie e ristoranti, locali di alto livello e prestigio nella Piazza del Mercato, la Rynek Glowny, incluso lo stellato Cyrano de Bergerac. Nessuno mi ha chiesto il green pass, anche se entrando in aeroporto è necessario.

In alcune discoteche ho assistito a scene di giovani che si divertivano e ballavano senza alcun problema e i mercatini del Natale nella Piazza Rynek Glowny si svolgevano normalmente, con tanto di pierogi, vin brulè, e arrosto di salsicce, concerti di canti natalizi e spettacoli teatrali.

Infine, ma non per importanza, mentre ero intento a sorseggiare un caffè, la scorsa domenica ho visto in una via del centro una processione religiosa con tanto di crocifisso, rosario, stendardi mariani e tanto fervore religioso.

Dunque, rispetto al nostro Paese, e ai paurosi italiani, le processioni pubbliche si tengono e svolgono regolarmente.

Signori, che nostalgia che ho di quella terra! Per la terra di San Giovanni Paolo II (e si vede). E quante calunnia su quella terra, figlie di informazioni manipolate.

 

 

 

Fonte: https://www.informazionecattolica.it/2021/12/17/la-polonia-non-e-stravolta-e-dilaniata-dal-covid-ci-sono-appena-stato/

La “rete” degli enti locali che resuscita il ddl Zan

Condividi su:
NON SI FERMA IL TENTATIVO DI PROMUOVERE LE TEMATICHE CONTENUTE NEL DISEGNO DI LEGGE BOCCIATO DAL PARLAMENTO

di Francesco Giubilei

Dopo la bocciatura da parte del Parlamento del Ddl Zan, non è finito il tentativo di promuovere alcune delle tematiche contenute nel disegno di legge attraverso modalità che partono dagli enti locali. È il caso di Re.a.dy, una rete nata nel 2006 che si sta diffondendo negli ultimi mesi e che riunisce “Regioni, Province Autonome ed Enti Locali impegnati per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere”. Sulla carta una rete nata con il giusto intento di combattere le discriminazioni ma in realtà caratterizzata da una visione ideologica che ha ben presto fatto sì che i comuni aderenti alla rete appoggiassero iniziative con una connotazione ben precisa.

Cosa è Re.a.dy

D’altro canto, come si legge sul sito, Re.a.dy nasce “nell’ambito del Pride nazionale” e il suo operato ricalca questa visione ideologica della società ma l’aspetto più preoccupante sono i progetti rivolti ai bambini. Nella sezione educazione si trovano alcune iniziative come il progetto del Comune di Castelmaggiore in provincia di Bologna intitolato “Uscire dal guscio, educare alle differenze”, un “festival di letteratura per l’infanzia e l’adolescenza” che “ha portato nelle scuole libri, scrittori e scrittrici, laboratori, coinvolgendo insegnanti, studentesse e studenti”.

In questa direzione va anche la “Piccola biblioteca vivente”, un progetto didattico del comune di Cento “che tratta anche tematiche Lgbt, presentato alle scuole (medie inferiori e superiori), solitamente viene svolto al di fuori del contesto scolastico”. Tra i punti di forza: “dare ai/alle ragazzi/e la possibilità di rapportarsi direttamente con persone che hanno un vissuto reale, ed all’interno della biblioteca ci sono persone appartenenti al mondo LGBT che si raccontano”.

Il ddl Zan rientra dalla finestra

Si tratta di iniziative rivolte a bambini e minori che hanno rappresentato una delle principali motivazioni per cui il Ddl Zan è stato bocciato e, come fa notare il consigliere regionale dell’Emilia Romagna della Lega Matteo Montevecchi: “Attenzione alla Rete Ready, altrimenti il DDL Zan rientrerà dalla finestra”, parole condivise dal senatore Pillon. È lo stesso Montevecchi a rivolgere un appello alle amministrazioni di centrodestra, in particolare dopo la presa di posizione del Consiglio diocesano e pastorale di Cesena che ha stigmatizzato l’adesione del comune alla rete, invitando i comuni romagnoli guidati dal centrodestra ad uscire dalla rete.

Un appello che non è caduto nel vuoto e il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini ha risposto così: “Il Comune di Forlì ha aderito alla rete ready nel 2016, per volontà e su indicazione dell’Amministrazione che ci ha preceduto. Al netto di questa considerazione, la Giunta attuale sta valutando con attenzione e nel dettaglio i contenuti, le attività e gli obiettivi della rete ready. Se, dopo un’accurata analisi, dovessimo riscontrarvi un messaggio divisivo e improntato al mancato rispetto delle opinioni altrui, ne prenderemo atto riservandoci di valutare le modalità e i tempi di recesso dalla rete. Se, diversamente, dovessimo rilevare un approccio inclusivo e caratterizzato dalla volontà di contrastare ogni forma di discriminazione, ne approfondiremo gli aspetti più virtuosi e vicini alla nostra comunità”.

Le parole del sindaco di Forlì potrebbero aprire un percorso per seguire l’esempio di regioni come il Friuli Venezia Giulia che, dopo l’insediamento di Fedriga, è uscita dalla rete o del Comune di Treviso dove il capogruppo della Lega Riccardo Barbisan ne favorì l’abbandono. Se una città capoluogo di provincia come Forlì decidesse di abbandonare la rete Re.a.dy, sarebbe un importante segnale nei confronti del mondo cattolico e di un elettorato di centrodestra che difficilmente potrebbe accettare iniziative come quelle promosse in altri comuni rivolte ai bambini e alle scuole.

Francesco Giubilei, 16 dicembre 2021

Fonte: https://www.nicolaporro.it/la-rete-degli-enti-locali-che-resuscita-il-ddl-zan/

Taglio Irpef e assegno unico, ecco chi risparmia fino a 3mila euro

Condividi su:

di Lorenzo Palma

I vantaggi saranno significativi: tenendo conto del taglio dell’Irpef, dell’introduzione dell’assegno unico e dello sgravio contributivo dello 0,8% per le retribuzioni lorde inferiori a 35mila euro, i vantaggi maggiori, in percentuale, dovrebbero andare ai redditi medio – bassi, con un aumento del 2,8% del reddito disponibile per i nuclei monoreddito con 15 mila euro di retribuzione lorda; per scendere all’1,6% per redditi da 10 mila e 20 mila euro, e risalire al 2,4% per chi guadagna 40 mila euro lordi. Oltre i 50 mila euro, le percentuali calano, fino allo 0,3% per chi guadagna oltre 80 mila euro. Tabelle queste elaborate dai tecnici del MEF e pubblicate dal Corriere della Sera che cita una “fonte governativa”.

Per i lavoratori dipendenti con coniuge e un figlio a carico: a 10 mila euro di retribuzione, il risparmio sarà al top con il 5,4%; subito dietro si colloca la fascia di reddito di 40 mia euro, con un risparmio del 4,4%; quindi i 30 mila con 3,7% di risparmio; i 25mila con il 3,4% e i 15mila con il 3,1%.

Ben maggiori i risparmi se i figli a carico sono due, con le retribuzioni fino a 10 mila euro che potranno contare su un risparmio dell’11,9%, che scende al 7,5% per chi guadagna 40 mila e 5,4% per i 30 mila.

Altre percentuali sono quelle che riguardano le famiglie con due redditi. Abbreviando il discorso: i risparmi maggiori (+ 6,4%) si hanno con 30 mila euro di reddito; a 40 mila si scende al 4,5% e a 60 mila al 3,6%. Inoltre a 40 mila euro di reddito, con due figli a carico, si risparmiano 3 mila euro. Parlando in valore assoluto.

Per una famiglia monoreddito da lavoro dipendente di 40 mila euro lordi, con un figlio a carico, i risparmi del taglio dell’Irpef ammonteranno a 945 euro a cui si sommano gli 827 euro dell’assegno unico.

Se i figli a carico sono due, il risparmio totale arriva a 3 mila euro (con lo sconto Irpef che rimane uguale, chiaramente, ma l’assegno unico che sale a 2 mila euro circa). Per le famiglie con due redditi totali di 60 mila euro, il risparmio sarà di 2.138 euro se in casa c’è un figlio solo, o di 2.455 euro se i figli sono due.

Discorso diverso invece se le famiglie in questo caso sono bireddito, di cui uno fermo a 15mila, con un figlio a carico, i benefici maggiori si hanno a 30mila euro (+6,4% di reddito disponibile), poi a 40mila euro (+4,5%) e a 60mila (+3,6%). Con due figli a carico, l’aumento complessivo del netto tocca il 9% a 30mila euro di retribuzione lorda totale, il 7,7% a 40mila e il 6,2% a 50mila.

L’emendamento del governo sulle nuove tasse dovrebbe essere presentato oggi dal governo al Senato, dove è in discussione la legge di Bilancio. Il nuovo assegno unico è invece già legge. Le tabelle contengono infine una stima dei benefici cumulati del bonus Renzi di 80 euro, di quello Conte-Gualtieri (fino a 100 euro) e della riforma in arrivo. I vantaggi maggiori sono per le classi di reddito tra 13mila e 20mila euro lordi: da 1.400 a quasi 1.600 euro di tasse in meno all’anno.

Lorenzo Palma, 16 dicembre 2021

Fonte: https://www.nicolaporro.it/economia-finanza/economia/taglio-irpef-e-assegno-unico-ecco-chi-risparmia-fino-a-3mila-euro/

Una risposta alla lettera di Carlo Maria Viganò del 23 ottobre 2021 ai vescovi cattolici degli Stati Uniti

Condividi su:

Ci sembra corretto riportare l’opinione di una autorevole donna di scienza sul tema vaccinale, solo per dare ai nostri lettori degli spunti di ulteriore riflessione, che in buona parte non possono passare inosservati (n.d.r.)

Segnalazione Corrispondenza Romana

di 

Il 23 ottobre 2021, l’ex nunzio apostolico degli Stati Uniti, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, ha scritto una lettera all’arcivescovo José Gomez, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, sollevando questioni mediche e morali sui vaccini COVID-19 attualmente disponibili. Le domande sono state rivolte ai vescovi degli Stati Uniti, ma poiché riflettono nozioni ampiamente circolate online e sui social media, la risposta della dott.ssa Gwyneth A. Spaeder, MD, laureata all’Università di Dallas e alla Johns Hopkins University School of Medicine, ha un interesse anche al di fuori della cerchia episcopale statunitense, perciò la proponiamo ai nostri lettori.

Eccellenza,

Nella Sua recente lettera ai vescovi degli Stati Uniti sull’attuale pandemia da COVID-19 e sui vaccini COVID-19 disponibili, Lei ha espresso preoccupazione per coloro che continuano a subire gli effetti di questo virus e per coloro che stanno discernendo modi etici ed efficaci per tenere sotto controllo la diffusione dello stesso. Condivido la Sua empatia per coloro che stanno soffrendo e, come Lei, spero che questa pandemia diventi parte della nostra storia e non del nostro futuro.

Vorrei anche offrire quella che spero sia una critica costruttiva ad alcune delle Sue affermazioni e conclusioni. Scrivo come medico che ha trascorso gli ultimi diciannove mesi a lavorare con i pazienti COVID e le loro famiglie. Scrivo specificamente come pediatra che ha visto bambini perdere genitori e nonni, mesi di istruzione e talvolta la propria salute a causa di questo virus. Scrivo anche come madre che ha cercato di bilanciare la propria vocazione di moglie e madre con il proprio dovere verso i suoi pazienti; conciliare ciò che so essere scientificamente valido con il mio desiderio di riportare la mia vita familiare alla normalità e di continuare a lavorare con mio marito per crescere i nostri figli nella fede cattolica, usando le sfide di questo momento storico per sottolineare che il cattolicesimo onora sia la fede sia la ragione.

In ciò che segue, citerò del materiale dalla Sua lettera e poi proporrò i miei commenti.

La Nota del 2020 della Congregazione per la Dottrina della Fede sulla moralità dell’utilizzo di alcuni vaccini anti-Covid-19

La Nota [della CDF] sulla moralità dell’uso di alcuni vaccini anti-Covid-19 è stata emessa lo scorso anno in assenza di dati completi sia sulla natura del siero genico che sui suoi componenti”.

La Sua lettera inizia prendendo atto della Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede relativa all’uso di alcuni vaccini COVID-19. La Sua affermazione di apertura suggerisce che al momento della stesura della Nota c’era “assenza di dati completi sia sulla natura del siero genico che sui suoi componenti”. Poiché la maggior parte della Sua lettera riguarda i vaccini a mRNA prodotti da Pfizer e Moderna, presumo che questi siano i prodotti a cui si riferisce. È comprensibile che molti si siano posti delle domande sull’uso della tecnologia dell’mRNA quando tali vaccini sono stati immessi in commercio per la prima volta con un’autorizzazione per l’uso d’emergenza da parte della Federal Drug Administration. Tuttavia, non è stata una mancanza di dati a destare tali preoccupazioni, bensì una mancanza di familiarità della gente in generale con la scienza coinvolta (nella realizzazione dei vaccini, ndt).

È qui necessaria una breve rassegna di biologia, poiché gran parte delle preoccupazioni iniziali che ho sentito dai genitori dei pazienti, così come dagli amici, erano dovute all’erroneo timore che l’iniezione di mRNA nei nostri muscoli potesse in qualche modo cambiare il nostro genoma. Questo semplicemente non può accadere. La biologia di base ci insegna che l’RNA messaggero, o mRNA, è una molecola che dice al nostro corpo come produrre proteine. Una volta che la proteina è stata prodotta, l’mRNA viene degradato ed esce dal corpo con altri prodotti di scarto. Questo processo avviene solo in una direzione. Non sussiste mai una possibilità di modifica del genoma del destinatario del vaccino poiché il processo che prevede la trascrizione e la traduzione, mediante le quali vengono prodotte le proteine, ​​procede in avanti: dal DNA all’RNA alla proteina. Non può funzionare al contrario1.

Questo processo è nettamente diverso da quello noto come terapia genica, in cui vi è un inserimento mirato del DNA direttamente nel genoma nucleare al fine di modificare in modo permanente il codice genetico a scopo terapeutico. I vaccini a mRNA funzionano “a valle” del DNA e quindi non possono alterare il genoma del destinatario del vaccino. Per quanto riguarda i componenti dei vaccini Pfizer e Moderna, sono noti, pubblicati e liberamente disponibili per la revisione da parte di chiunque desideri indagare. In effetti, questi sono tra i vaccini più “puliti” mai realizzati, privi di molti dei conservanti che hanno (erroneamente) destato la preoccupazione di molte persone per altri vaccini più datati.

Sicurezza ed efficacia

La sicurezza e l’efficacia dei singoli vaccini viene determinata dopo un periodo di sperimentazione che normalmente dura diversi anni. In questo caso le autorità sanitarie hanno deciso di effettuare la sperimentazione su tutta la popolazione mondiale… mi sembra evidente che si tratta di un farmaco sperimentale non approvato…”

Una delle prime domande che sento spesso riguardo a questi vaccini riguarda la velocità con cui sono stati sviluppati. Capisco il perché tali tempistiche potrebbero essere ritenute sospette, dato che quasi universalmente l’uomo fa esperienza di come un compito svolto frettolosamente porti a scarsi risultati. Tuttavia, ancora una volta, posso confidentemente assicurare a coloro che mi interrogano su questo punto che tre fatti importanti dovrebbero placare le loro preoccupazioni.

In primo luogo, la maggior parte della ricerca in ambito medico (soprattutto la ricerca farmaceutica) procede decisamente a rilento a causa delle scartoffie e della concorrenza. Il processo che prevede compilazione, archiviazione, invio, revisione, correzione, reinvio e attesa di una risposta prima di passare al passaggio successivo, il che è una realtà per ogni ricercatore, è stato accelerato in questo caso a causa dell’urgenza della situazione. Poi c’è il fatto che, in genere, uno specifico team di ricerca entra generalmente in competizione con altri team che indagano su altre questioni mediche e tale competizione riguarda la velocità nel produrre risultati e l’impatto sulla comunità scientifica, per ottenere risorse materiali, finanziamenti e spazi nei programmi del comitato di revisione. I fattori che, in questo lungo processo, avrebbero causato un ritardo nell’approvazione sono stati tutti eliminati quando si è deciso di dare priorità a terapie e vaccini COVID-19. Di conseguenza è stato possibile fornire alla popolazione dei vaccini a mRNA sicuri in un lasso di tempo più breve del solito. La scienza di fatto non ha adottato alcuna scorciatoia: gli studi sulla sicurezza e sull’efficacia sia per Pfizer che per Moderna sono stati enormi e avevano tutte le carte in regola per supportare le conclusioni addotte.

In secondo luogo, la tecnologia dell’mRNA non è nuova. Questa tecnologia è stata studiata e adottata come possibile agente terapeutico sin dagli anni ‘70 e diverse aziende farmaceutiche hanno lavorato con essa nel campo delle terapie anti-tumorali dalla fine degli anni ‘90. La possibilità di applicare con successo tale tecnologia all’ambito medico-vaccinale è stata limitata da tecnicismi riguardanti la rapidità con cui le molecole di mRNA si degradavano nel corpo. Questa caratteristica dell’mRNA dovrebbe rassicurare chiunque sia preoccupato per la sicurezza a lungo termine dei vaccini a mRNA. Questi ultimi sono in seguito divenuti realizzabili grazie alla scoperta relativa all’uso di alcune particelle lipidiche (grassi) come agenti di rilascio e stabilizzanti. I vaccini COVID-19 Pfizer e Moderna utilizzano l’mRNA per istruire i nostri corpi su come produrre le proteine ​​spike del virus. Tali proteine ​​si trovano sulla superficie di quest’ultimo e lo aiutano ad entrare nelle cellule per poi infettarle. Sono anche la parte che causa la reazione del nostro sistema immunitario. Il vaccino a mRNA contiene le istruzioni per questo tipo molto specifico di proteina e, poiché è solo una piccola parte del virus, non vi è alcun rischio di infezione reale. L’mRNA viene degradato una volta che ha fornito le sue istruzioni: non può replicarsi da solo perché non abbiamo lo specifico DNA per produrne di più. La proteina non può replicarsi da sola una volta che l’mRNA è sparito. E anch’essa scomparirà, una volta che il sistema immunitario imparerà a riconoscerla e ad eliminarla.

In terzo luogo, nella storia della scienza dei vaccini, dopo le prime otto settimane di utilizzo degli stessi nella popolazione generale, non sono più stati rilevati effetti collaterali. Quando il vaccino contro la polio è stato sviluppato per la prima volta negli anni ‘50, ci sono stati rari casi di paralisi che si sono verificati entro 4 settimane in alcuni individui che avevano ricevuto il vaccino orale con virus vivo e attenuato (che non è più utilizzato negli Stati Uniti). Il vaccino contro la febbre gialla ha alcuni effetti collaterali molto rari (gonfiore del tronco cerebrale nei bambini piccoli, insufficienza d’organo negli individui più anziani) che possono verificarsi entro una settimana dalla vaccinazione. Il vaccino antinfluenzale è raramente associato alla sindrome di Guillain-Barre, che può svilupparsi entro otto settimane dalla vaccinazione2.

Dovrebbe essere rassicurante il fatto che ci stiamo avvicinando a un anno di distribuzione globale di questi vaccini COVID a miliardi di individui senza che siano emersi effetti negativi a lungo termine. È vero che c’è stato un rischio molto piccolo di miocardite, o infiammazione del muscolo cardiaco, a seguito della somministrazione dei vaccini COVID sia Moderna che Pfizer. Tuttavia, tale rischio, identificato entro le prime settimane della distribuzione su larga scala, si verifica entro pochi giorni dalla somministrazione del vaccino, è lieve e si risolve autonomamente (senza specifici trattamenti ndr.). Inoltre, la probabilità di insorgenza rimane inferiore al rischio di miocardite provocata da un’effettiva infezione di COVID-193.

Non c’è motivo fisiopatologico o storico per credere che un nuovo effetto collaterale mai visto in precedenza con uno dei vaccini COVID-19 a mRNA si manifesterà improvvisamente mesi o anni dopo che è stato somministrato.

Per quanto riguarda la pretesa che questi vaccini rappresentino farmaci sperimentali non ancora approvati dalle agenzie di regolamentazione, è semplicemente errato affermare che il vaccino Pfizer distribuito negli Stati Uniti (BNT162bs) sia diverso dal vaccino Pfizer a cui è stata concessa la completa approvazione della FDA e distribuito in Europa (Comirnaty). Pfizer Comirnaty e Pfizer BNT162bs sono biologicamente e chimicamente uguali. Il fatto che si chiamino in modi diversi in America e in Europa è semplicemente una distinzione di carattere legale4.

Terapie alternative

Penso sia evidente che esistano cure mediche senza effetti collaterali negativi, anche se sono state sistematicamente boicottate dalle Istituzioni Sanitarie – OMS, CDC, EMA – e dai media mainstream … Altre cure di recente sviluppo sono assolutamente efficaci, poco costose, e non comportano alcun pericolo per chi le riceve: è il caso del trattamento al plasma studiato e impiegato con grande successo dal medico italiano Giuseppe De Donno”.

La Sua lettera afferma che “esistono trattamenti efficaci che curano i pazienti…”. Anche se tutti desidereremmo che fosse così, semplicemente non è vero. Ci sono protocolli di trattamento sviluppati negli ultimi 19 mesi che migliorano i risultati, ciononostante nessuno di questi fa quanto Lei afferma in questa lettera. Per fare un esempio, ci sono considerevoli prove aneddotiche che suggeriscono i benefici dell’idrossiclorochina e dell’Ivermectina, ma non ci sono studi scientifici rigorosi su larga scala a sostegno del loro uso. Il tipo di studi che si prende in considerazione per trarre conclusioni è importante. Esistono standard classificati per le prove; il gold standard è lo studio controllato randomizzato.

Il “trattamento al plasma” sostenuto dal dott. Giuseppe De Donno sembrava promettente per un certo periodo, e un articolo del New England Journal of Medicine nel febbraio di quest’anno ha suggerito che valesse la pena esaminarlo5, ma nel giro di pochi mesi una meta-analisi (che combina i dati di diversi ampi studi) pubblicata da Cochrane ha concluso che per le malattie da grado moderato a grave non vi era alcun beneficio mentre per la malattia lieve o senza sintomi il beneficio era incerto6.

L’idrossiclorochina e l’Ivermectina non vengono “sistematicamente boicottate” dall’OMS o dal CDC. Entrambe le organizzazioni hanno addotto delle forti raccomandazioni contro l’uso di tali farmaci in pazienti con infezione acuta da COVID-19 perché non ci sono prove che essi funzionino nel ridurre la mortalità o la durata del ricovero. L’idrossiclorochina, ad esempio, è stata esaminata nello studio RECOVERY, uno studio controllato randomizzato; i risultati di quello studio non solo non hanno mostrato una diminuzione della mortalità, ma hanno addirittura evidenziato un aumento della durata della degenza ospedaliera, dell’intubazione/ventilazione nonché la morte dei pazienti che hanno ricevuto il farmaco7.

Quel particolare studio ha coinvolto i pazienti ospedalizzati più gravemente malati, ma un altro studio ha esaminato l’uso dell’idrossiclorochina in individui positivi al COVID-19 asintomatici o abbastanza sani da rimanere a casa. I risultati non hanno mostrato alcun beneficio nella clearance virologica (eliminazione del virus ndr.) o nel tempo di miglioramento dello stato clinico8.

Per quanto emotivamente convincenti possano essere le prove aneddotiche, le organizzazioni sanitarie nazionali e globali non possono formulare raccomandazioni su terapie mediche basandosi su storie personali di chi è risultato positivo; che la madre o il prozio di qualcuno si sia ripreso dal COVID-19 durante l’assunzione di idrossiclorochina deve essere semplicemente inteso come una coincidenza rispetto a studi controllati randomizzati che coinvolgono quasi 5000 pazienti. È per questo motivo che, nel giugno del 2020, la FDA ha revocato la sua autorizzazione all’uso d’emergenza per l’idrossiclorochina come trattamento per l’infezione acuta da COVID-19.

I risultati dell’Ivermectina sono altrettanto poco convincenti. L’Ivermectina è un medicinale altamente efficace in alcuni tipi di infezioni parassitarie. Ma numerosi studi individuali e diverse meta-analisi non hanno mostrato alcun beneficio consistente nell’uso di questo farmaco per il trattamento o per la prevenzione dell’infezione da COVID-19. Forse il dato più convincente è che un’ampia meta-analisi, pubblicata nel luglio 2021, è stata ritirata dagli stessi autori un mese dopo in seguito ai reclami su un significativo utilizzo di dati fraudolenti che hanno minato le conclusioni del documento originale9.

Alcuni operatori sanitari continuano ad esprimere il proprio disappunto per il fatto che i loro sistemi ospedalieri stiano limitando l’uso di Ivermectina per i pazienti COVID-19 al di fuori degli studi clinici in corso, ma ciò non dovrebbe essere interpretato come se le agenzie governative stessero cospirando per impedire ai malati di ricevere le medicine necessarie. Significa semplicemente che le prove disponibili non supportano l’uso di questo farmaco per il trattamento di questa particolare malattia in questo momento.

Definizione di Vaccino

La Congregazione per la Dottrina della Fede, pur non esprimendo il proprio parere sull’efficacia e la sicurezza dei cosiddetti vaccini, li definisce tuttavia “vaccini”, dando per scontato che effettivamente forniscano immunità e proteggano le persone da contagi attivi e passivi … Un recente studio conferma che il siero genico può causare forme di immunodeficienza acquisita in chi lo riceve. Pertanto, i farmaci che vengono chiamati “vaccini” non rientrano nella definizione ufficiale di vaccino a cui presumibilmente si riferisce la Nota del CDF… Questa definizione è stata recentemente modificata dall’OMS, perché altrimenti non avrebbe potuto includere i farmaci anti-Covid, che non inducono la produzione di anticorpi protettivi e non conferiscono una resistenza specifica contro la malattia infettiva SarsCoV-2…”

Qui si sta insinuando che i vaccini Moderna e Pfizer COVID-19 non forniscano immunità o riducano il rischio di diffusione della malattia. Eppure è proprio quello che fanno. I risultati degli studi iniziali Moderna e Pfizer (entrambi studi randomizzati controllati che hanno coinvolto 30-40.000 persone) hanno mostrato una notevole efficacia nella prevenzione della malattia da COVID-19: 95% per Pfizer10 e 94.1%11 per Moderna nelle pubblicazioni degli studi di fase III. Attualmente sappiamo che i vaccini Pfizer e Moderna hanno un’efficacia leggermente inferiore contro la variante delta12, ma anche se tale variante è aumentata in tutto il mondo, i ricoveri e i decessi sono stati notevolmente più alti tra gli individui non vaccinati13. Quanto durino la risposta anticorpale indotta dal vaccino e la successiva protezione immunologica è materia di studio in corso, ma lo stesso vale per la risposta immunologica all’infezione naturale da COVID-19.

L’uso del termine “immunità” è ciò di cui si sta discutendo. La definizione CDC/OMS di “vaccino” è cambiata all’inizio di settembre 2021 da farmaco che fornisce “immunità” a uno che fornisce “protezione”. La ragione di ciò risiede nel fatto che stava diventando sempre più evidente la differenza tra l’utilizzo colloquiale del termine “immunità” e quello scientifico. Quindi, mentre in campo medico si usa il termine “immunità” per riferirsi all’attivazione del sistema immunitario al fine di combattere un’infezione a vari livelli, il pubblico in generale interpretava “immunità” come zero possibilità di infezione (ciò che la medicina chiama immunità sterilizzante, qualcosa che pochissimi vaccini effettivamente realizzano). Il vaccino Pfizer COVID-19 non fornisce un’immunità sterilizzante, ma sicuramente attiva il sistema immunitario per combattere il virus al momento dell’esposizione, fornendo così “protezione”. Il cambiamento del termine, quindi, pur fornendo un’esca per coloro che cercano di screditare il vaccino e i suoi sostenitori, non ha inficiato sui dati a sostegno della sua efficacia14.

L’affermazione che gli individui vaccinati “possono essere infettati e infettare gli altri più facilmente dei non vaccinati” non ha alcun fondamento scientifico. Gli individui non vaccinati hanno una probabilità 6.1 volte più alta di contrarre il COVID-19 rispetto alle loro controparti vaccinate15. E sebbene gli individui vaccinati possano ancora diffondere il virus COVID-19 ad altri, ci sono buoni dati per dimostrare che i livelli di virus nelle cavità nasali sono più bassi e diminuiscono più velocemente nelle persone vaccinate rispetto ai non vaccinati16.

Suggerire che aver ricevuto il vaccino aumenti il ​​rischio di trasmissione ad altri, quindi, è illogico: se un individuo vaccinato ha meno probabilità di contrarre il COVID-19 e ha una carica virale nasale minore per un periodo di tempo più breve, non è matematicamente o biologicamente possibile che i vaccinati diffondano il virus più velocemente. I riferimenti forniti nella Sua lettera non supportano in realtà le affermazioni fatte, ma sono invece collegamenti a un video clip infondato e ad un articolo di LifeSite News, entrambi i quali documentano semplicemente le opinioni di singole persone sull’efficacia del vaccino senza offrire a tali opinioni alcun supporto statistico.

Inoltre, non riesco a trovare prove a sostegno dell’affermazione che i vaccini a mRNA COVID-19 inducano l’AIDS (Sindrome da Immunodeficienza Acquisita). Si possono, ovviamente, portare alla luce articoli o feed di Twitter che affermano qualsiasi cosa, e la nota a piè di pagina per questa affermazione è quella di un post su Twitter da un sito web ovviamente anti-vaccinista; l’articolo riassunto nel tweet è pieno di affermazioni infondate come il fatto che, a quanto pare, individui di età compresa tra 40 e 49 anni perderanno la funzionalità dell’intero sistema immunitario entro 9 settimane dal vaccino COVID. Se questo fosse vero, io e molti dei miei colleghi potremmo essere considerati anomalie scientifiche miracolose, essendo sopravvissuti per oltre sei mesi senza un sistema immunitario funzionante!

La Sua preoccupazione circa gli effetti dei vaccini a mRNA COVID-19 può anche essere alleviata chiarendo la differenza tra il meccanismo d’azione dei vaccini Pfizer/Moderna (mRNA) e quello di altri vaccini che utilizzano vettori ad adenovirus. Inizialmente, c’era una preoccupazione teorica sollevata nello sviluppo del vaccino COVID perché l’uso di un particolare vettore ad adenovirus in precedenti studi sul vaccino contro l’HIV condotti anni fa aveva aumentato il rischio di contrarre l’HIV per un individuo precedentemente esposto all’HIV. Tuttavia, (1) questo non ha nulla a che fare con il COVID, (2) non ha nulla a che vedere con i vaccini a mRNA e (3) è comunque necessario esporsi all’HIV per contrarre l’HIV. In sintesi, non esiste un modo plausibile in cui un vaccino a mRNA COVID possa generare l’AIDS17.

Rischi e benefici dei vaccini

Limitandosi alla sola valutazione circa la moralità dell’uso dei vaccini, la Congregazione per la Dottrina della Fede non tiene conto della proporzionalità tra i presunti benefici del siero genico e gli effetti collaterali a breve e lungo termine … In tutto il mondo, il numero di morti e gravi patologie a seguito della vaccinazione sta aumentando esponenzialmente: in soli nove mesi questi vaccini hanno causato più morti di tutti i vaccini degli ultimi trent’anni”.

Va da sé che qualsiasi intervento medico deve essere analizzato in termini di potenziali rischi e benefici prima di essere approvato per l’uso; questo è vero in modo particolare per i vaccini, poiché sono (tipicamente) somministrati a individui sani al fine di prevenire possibili danni futuri, piuttosto che a persone già malate e che necessitano di cure per la loro malattia. La necessità di dati convincenti sulla sicurezza e sull’efficacia dei vaccini è proprio il motivo per cui i prodotti farmacologici vanno incontro ad una serie di studi ben definiti prima di ricevere l’approvazione per un uso diffuso: gli studi di Fase I si limitano a guardare al profilo di sicurezza del nuovo farmaco. Se i risultati della Fase I sono accettabili, gli studi di Fase II iniziano a valutare l’efficacia in una popolazione mirata. È solo dopo che queste due fasi sono state completate con successo che viene avviato uno studio di Fase III: questi sono gli studi su larga scala che cercano di confermare sia la sicurezza che l’efficacia nella popolazione prevista per la ricezione del nuovo medicinale. Come accennato in precedenza, ci sono vari gradi di forza statistica per i dati provenienti da studi di Fase III basati sulla progettazione dello studio. Grandi studi randomizzati e controllati con placebo, come gli studi condotti per i vaccini a mRNA, hanno il maggior peso statistico.

La critica che la CDF non abbia considerato il rapporto rischio/beneficio di questi vaccini prima di emettere la sua Nota è infondata. Quest’ultima concentra la propria attenzione sulla questione riguardante la somministrazione di vaccini che abbiano qualche connessione con linee cellulari fetali (che affronterò più ampiamente nella prossima sezione) e sottolinea correttamente che una valutazione dei dati a sostegno della sicurezza e dell’efficacia è al di fuori della competenza della CDF.

I riferimenti in questa sezione della Sua lettera sono decisamente sospetti. Infovax è un sito italiano di propaganda anti-vaccinista. E affermazioni come “più persone muoiono per il vaccino COVID che per il COVID stesso” dovrebbero essere supportate da qualcosa di più che un riferimento ad un post su Twitter. Ma il cuore di questa sezione è l’affermazione che in nove mesi questi vaccini avrebbero causato più morti che in trent’anni di altri vaccini: questo è un classico esempio di uso improprio dei dati VAERS. VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System) accetta l’input di dati da chiunque. Se qualcuno crede di avere una reazione vaccinale negativa, può inserirla nel VAERS (es. ho ricevuto il vaccino antinfluenzale lunedì e mi fa male il mignolo sinistro martedì). Il CDC, la FDA o altre agenzie di regolamentazione possono quindi cercare un “segnale” – molte persone riferiscono improvvisamente che il loro mignolo sinistro fa male? – e indagare se giustificato. Molto probabilmente si scoprirà che ad alcune persone è capitato di sbattere le dita dei piedi il giorno dopo aver ricevuto le vaccinazioni antinfluenzali (cioè, la correlazione non corrisponde alla causalità). Il dato di fatto saliente del VAERS è che non c’è modo di separare eventuale spazzatura da quelle che possono essere preoccupazioni valide prima che venga condotta un’indagine. E poiché chiunque può contribuire, non è difficile immaginare che in un’epoca di controversie sui vaccini come la nostra, molti inseriranno sciocchezze (intenzionalmente o meno) che creano falsi segnali. Le persone sono esseri mortali e le tragedie accadono. Se qualcuno è convinto che il vaccino COVID sia pericoloso e sente che il cugino di secondo grado di sua zia Trudy da parte di sua cognata è morto due settimane dopo aver ricevuto il suo vaccino COVID (non importa il fatto che il decesso sia avvenuto a seguito di un’incidente d’auto), quella persona può inserire quel cugino di secondo grado come “deceduto a seguito della vaccinazione COVID”. Quando si vaccinano milioni di individui in un breve periodo di tempo, ci saranno parecchi decessi che si verificano casualmente in stretta vicinanza temporale alla ricezione del vaccino COVID. Il vaccino non è la causa di quelle morti più di quanto bere il caffè prima di partire per il lavoro provochi l’inevitabile ingorgo mattutino; il primo evento precede solo temporalmente il secondo.

Linee cellulari fetali e cooperazione morale

Sono state recentemente rilasciate rivelazioni da parte dei dirigenti di Pfizer che mostrano che i sieri genici a mRNA contengono materiale fetale derivante da aborti non solo per la produzione del vaccino originale, ma anche per la sua replicazione e produzione su vasta scala…”.

Lo scopo della nota emessa dalla CDF era affrontare la questione sulla moralità di ricevere un vaccino COVID che avesse qualche connessione con linee cellulari fetali che potrebbero essere state ottenute da un aborto. La linea cellulare in questione, impiegata negli attuali vaccini, è la HEK293 che proviene da un aborto volontario o spontaneo (il tipo di aborto non è certo ndr.) avvenuto nel 1973. I discendenti generazionali di questa linea cellulare originale vengono capillarmente utilizzati nella ricerca farmaceutica, toccando tutto, da Tylenol e Sudafed ad antibiotici e farmaci chemioterapici. La santità della vita umana dal concepimento alla morte naturale è un assoluto nell’insegnamento morale cattolico, e quindi tutti i cattolici devono adottare misure ragionevoli per evitare la cooperazione con il male dell’aborto e dovrebbero incoraggiare mezzi alternativi di sperimentazione e sviluppo del farmaco. Ciò detto, la questione circa la moralità della ricezione dei vaccini Pfizer o Moderna COVID-19 nel contesto di una devastante pandemia è stata costantemente descritta, da teologi ortodossi di eccellente reputazione, come un esempio di cooperazione materiale passiva e come tale, è una decisione moralmente lecita.

L’affermazione circa il fatto che una delatrice della Pfizer abbia rilasciato e-mail “scioccanti”, le quali mostrerebbero come il vaccino Pfizer COVID contenga effettivamente cellule fetali è preoccupante perché, se fosse vero, potrebbe potenzialmente cambiare il giudizio morale circa la ricezione di questi vaccini. Tuttavia, la delatrice di fatto non fa mai tale affermazione, né l’affermazione è vera. Quello che lei dice è di aver trovato e-mail interne da dipendenti Pfizer i quali discutevano delle preoccupazioni etiche di alcuni per il fatto che il vaccino avesse una connessione remota con linee cellulari fetali. Le e-mail confermano ciò che è noto da oltre un anno: il vaccino Pfizer COVID-19 non contiene cellule fetali. La linea cellulare HEK293 è stata utilizzata nei test di laboratorio per determinare se l’mRNA proposto potesse effettivamente indurre la produzione di anticorpi contro la proteina spike. La costante fabbricazione o produzione del vaccino Pfizer COVID-19 attualmente in distribuzione non richiede né utilizza linee cellulari fetali18.

Donne incinte e allattamento dei neonati

Un altro aspetto da considerare è il concreto pericolo di gravi effetti collaterali sulle madri in gravidanza e ancor più gravi sui neonati: negli Stati Uniti ci sono stati 675 aborti spontanei in madri vaccinate e nel Regno Unito sono morti 521 lattanti…”

Le donne incinte e i bambini non sono stati inclusi negli studi originali di Fase III dei vaccini COVID-19 Moderna o Pfizer. Questo non solo non è sorprendente; c’è da aspettarselo. La ricerca medica che coinvolge queste due popolazioni è sempre in ritardo rispetto ad altre perché è intrinsecamente più rischioso testare un nuovo prodotto su una donna incinta o su un bambino piuttosto che su un adulto sano (non gravido). In effetti, molti dei farmaci abitualmente utilizzati nelle donne in gravidanza e nei bambini non sono mai stati studiati in modo specifico in quelle popolazioni: questo tipo di utilizzo è chiamato uso “off-label”. Esempi di farmaci che vengono utilizzati in questo modo nei bambini includono numerosi antibiotici, farmaci antidolorifici e antiepilettici19.

Elenchi simili possono essere stilati per i farmaci che le donne potrebbero assumere durante la gravidanza. Tuttavia, poiché è diventato più chiaro che l’infezione da COVID-19 durante la gravidanza ha aumentato il rischio di esiti negativi (sia per la madre che per il bambino20), c’è stato un maggiore interesse nel somministrare vaccini COVID-19 alle donne in gravidanza anche se non erano stati specificamente studiati su quella popolazione. L’iniziale rassicurazione circa la sicurezza di ricezione del vaccino durante la gravidanza è dovuta al fatto che, pur non facendo parte del progetto di studio, 57 donne hanno scoperto di essere incinte durante gli studi di Fase III per la combinazione di Pfizer, Moderna e Johnson&Johnson. Non c’era alcuna differenza nei tassi di aborto spontaneo o nel corso della gravidanza tra le donne nel gruppo di controllo rispetto alle donne che hanno ricevuto il vaccino21.

Questo piccolo studio non intenzionale è stato ora replicato in uno studio osservazionale più ampio e nuovamente non è emersa alcuna differenza nel rischio di aborto spontaneo tra chi ha ricevuto il vaccino durante la gravidanza e chi no22. Negli ultimi 9-10 mesi da quando i vaccini COVID-19 a mRNA sono diventati disponibili, centinaia di migliaia di donne in gravidanza si sono vaccinate e i sistemi di monitoraggio dei dati di sicurezza non hanno rilevato alcun aumento del rischio per queste donne o per i nascituri23.

I numeri forniti nella Sua lettera su aborto spontaneo e morte infantile sono privi di significato senza un gruppo di controllo. Ci sono sicuramente donne che hanno ricevuto il vaccino COVID e poi hanno subito un aborto spontaneo. Questo è tragico, ma l’unica domanda rilevante per questa discussione è se tale evento si verifichi con un tasso più elevato nelle donne vaccinate rispetto a quelle non vaccinate. L’aborto spontaneo è molto, molto comune. Se milioni di donne vengono vaccinate, ci saranno donne che sperimenteranno questo evento dopo la vaccinazione (di nuovo, la correlazione non corrisponde alla causalità). Lo stesso discorso può essere fatto per i neonati in fase di allattamento. Quando i bambini muoiono è sempre straziante. Senza però fare riferimento ai tassi naturali di aborto spontaneo o morte infantile, semplicemente non è possibile trarre conclusioni significative24.

Componenti del vaccino

Vorrei farvi notare che i componenti dei sieri genici sono ancora nascosti come segreti commerciali… La presenza di grafene nelle dosi che sono state somministrate… suggerisce che l’uso forzato dei cosiddetti vaccini – insieme al sistematico boicottaggio dei trattamenti esistenti di comprovata efficacia – ha lo scopo di rintracciare tutti gli esseri umani vaccinati in tutto il mondo, che saranno o sono già collegati all’Internet of Things tramite un collegamento quantistico di frequenze a microonde pulsate di 2,4 GHz o superiori dalle torri cellulari e dai satelliti… l’Unione Europea ha scelto due progetti dedicati all’innovazione tecnologica come vincitori di un concorso: “The Human Brain” e “Graphene”. Questi due progetti riceveranno un finanziamento di un miliardo di euro ciascuno nei prossimi dieci anni”.

Gli ingredienti del vaccino non sono segreti commerciali. Sono pubblicati e prontamente disponibili per chiunque voglia conoscerli25.

Rispetto alla maggior parte degli altri vaccini, in questi vaccini a mRNA ci sono relativamente pochi componenti. E sebbene alcuni di essi possano sembrare preoccupanti (4-idrossibutile o fosfato di potassio monobasico), è importante ricordare che alla base della vita ci sono sostanze chimiche. Molti prodotti che consumiamo ogni giorno suonano molto diversi se descritti con i loro nomi chimici: “Il ragazzo ha bevuto ossido di diidrogeno perché aveva mangiato troppo cloruro di sodio” rispetto a “Il ragazzo ha bevuto acqua perché aveva mangiato troppo sale”.

L’affermazione che il vaccino Pfizer COVID19 contenga grafene e che quindi il vaccino venga utilizzato per tracciare gli individui vaccinati utilizzando le frequenze di impulso dalle torri cellulari, sfida qualsiasi ragionevole pensiero. La grafite è un tipo di carbonio naturale che si trova in alcuni tipi di roccia. L’ossido di grafene è una forma di carbonio prodotta artificialmente che viene esaminata per potenziali proprietà antibatteriche e antivirali, tra gli altri usi26. Sebbene ci siano primi studi che esaminano la sua potenziale utilità nella scienza dei vaccini (nessuno di questi studi ha raggiunto sperimentazioni su soggetti umani), non è un ingrediente in nessuno dei vaccini COVID-19 disponibili. Affermazioni del contrario sono state già largamente smentite27 e il fatto che questa voce continui a circolare è la prova di quanto sia facile diffondere disinformazione con parvenze scientifiche su Internet. Anche il fatto che l’Unione Europea finanzi o meno la ricerca futura sul grafene è irrilevante per la discussione sul COVID-19, poiché ci sono molte potenziali applicazioni per il suo utilizzo oltre alle terapie mediche, tra cui l’accumulo di energia, la resistenza meccanica e la conduzione del calore28.

Conclusione

I cattolici di tutto il mondo ricercano la voce dell’autorità per esser guidati sulle questioni morali e nel contesto della pandemia di COVID-19. La Chiesa Cattolica ha una lunga tradizione di leadership nella scienza medica. Da Gregor Mendel a Santa Gianna Beretta Molla, scienziati e medici cattolici hanno dimostrato che un’assistenza sanitaria efficace e fedele deve abbracciare un metodo scientifico rigoroso e non aver paura di ciò che deriverà da una ricerca ben strutturata ed eseguita. Chi parla della pandemia di COVID-19 e dei vaccini a mRNA deve seguire questo esempio. La nostra è una fede che non dovrebbe mai rifuggire dalla scoperta scientifica, poiché tutte le verità sul nostro corpo e sulla nostra salute possono avvicinarci proprio a quel Dio che ci ha creati.

Ci sono molte ragioni che destano preoccupazioni sulle modalità con cui i funzionari pubblici e i leader governativi di tutto il mondo hanno affrontato la pandemia di COVID-19. Le persone moralmente serie dovrebbero continuare a vigilare su ciò che sfida l’autentica libertà umana. I cattolici non hanno motivo, tuttavia, di temere la sicurezza, l’efficacia o la moralità dei vaccini COVID a mRNA. Questi vaccini dovrebbero fungere da esempio di come professionisti medici dedicati possono usare i talenti loro dati da Dio per aiutare a porre fine all’immensa sofferenza causata da questo virus. (Gwyneth A. Spaeder, M.D., laureata all’Università di Dallas e alla Johns Hopkins University School of Medicine, è un pediatra che pratica a Raleigh, nella Carolina del Nord)

1 L’eccezione a questo riguarda gli enzimi della trascrittasi inversa (come quelli contenuti nell’HIV, un retrovirus) ma decisamente non sono presenti nei vaccini mRNA.

2 Experts Confident About COVID Vaccines’ Long-Term Safety | MedPage Today

3 Risk of Myocarditis from COVID-19 Infection in People Under Age 20: A Population-Based Analysis – PubMed (nih.gov)

4 You asked, we answered: Are Pfizer’s Comirnaty and BioNTech COVID-19 vaccines the same or different? | Nebraska Medicine Omaha, NE

5 Early High-Titer Plasma Therapy to Prevent Severe Covid-19 in Older Adults | NEJM

6 Convalescent plasma or hyperimmune immunoglobulin for people with COVID‐19: a living systematic review – Piechotta, V – 2021 | Cochrane Library

7 No clinical benefit from use of hydroxychloroquine in hospitalised patients with COVID-19 — RECOVERY Trial

8 Hydroxychloroquine for Early Treatment of Adults with Mild Covid-19: A Randomized-Controlled Trial – PubMed (nih.gov)

9 The lesson of ivermectin: meta-analyses based on summary data alone are inherently unreliable | Nature Medicine

10 Safety and Efficacy of the BNT162b2 mRNA Covid-19 Vaccine | NEJM

11 Efficacy and Safety of the mRNA-1273 SARS-CoV-2 Vaccine | NEJM

12 Effectiveness of Covid-19 Vaccines against the B.1.617.2 (Delta) Variant | NEJM

13 COVID-19 Cases and Deaths by Vaccination Status (texas.gov)

14 The newest coronavirus vaccine conspiracy theory – The Washington Post

15 CDC COVID Data Tracker

16 (COVID vaccines cut the risk of transmitting Delta — but not for long (nature.com)) Quando si esaminano i dati relativi a questa domanda, è importante ricordare che esiste una differenza tra il ceppo alfa e il ceppodelta di COVID-19, in modo tale che i benefici del vaccino per quanto riguarda la trasmissione della variante delta sono meno robusti di quanto non fossero per l’alfa, ma comunque di gran lunga superiori rispetto a nessuna protezione vaccinale.

17 Researchers Warn of Heightened Risk of HIV With Certain COVID-19 Vaccines (ajmc.com)

18 COVID-19_Vaccine_Fetal_Cell_Handout.pdf; (Does the Pfizer/BioNTech Vaccine Contained Aborted Fetal Cells? – by Alec Dent – The Dispatch Fact Check

19 Off-Label Medication use in Children, More Common than We Think: A Systematic Review of the Literature (nih.gov)

20 Le donne in gravidanza con infezione da COVID-19 hanno un tasso più elevato di ricovero in terapia intensiva e ventilazione meccanica rispetto alle donne non gravide con COVID-19. Per di più, hanno anche maggiori probabilità di morire o di far ricoverare i loro neonati in terapia intensiva neonatale rispetto alle donne in gravidanza senza COVID-19. Clinical manifestations, risk factors, and maternal and perinatal outcomes of coronavirus disease 2019 in pregnancy: living systematic review and meta-analysis – PubMed (nih.gov)

21 Are COVID-19 vaccines safe in pregnancy? (nih.gov)

22 On Preliminary Findings of mRNA Covid-19 Vaccine Safety in Pregnant Persons | NEJM

23 COVID-19 Vaccines While Pregnant or Breastfeeding (cdc.gov)

24 What we know about Covid-19 vaccines and miscarriages – Full Fact

25 Safety Info | Pfizer-BioNTech COVID-19 Vaccine Info for Recipients & Caregivers (comirnaty.com)

26 Graphene is not a Covid-19 vaccine ingredient, nor is it found in beach sand | Fact Check (afp.com)

27 Pfizer-BioNTech Covid-19 vaccine does not contain dangerous ingredient | Fact Check (afp.com)

28 Graphene applications: what is graphene used for? | Graphene-Info

Fonte: https://www.corrispondenzaromana.it/una-risposta-alla-lettera-dellarcivescovo-carlo-maria-vigano-del-23-ottobre-2021-ai-vescovi-cattolici-degli-stati-uniti/

1 116 117 118 119 120 121 122 1.214