Sposati e mal accasati a pregare assieme San Pio X, a Treviso, per le rispettive unioni, lecite, concubinarie o adulterine che siano. Come ti profano un Papa Santo.

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Rivoluzione Bergoglio, la Curia apre le porte a divorziati e coppie di fatto  

In occasione del centenario della morte di San Pio X, la diocesi invita oggi le coppie di fatto a messa in 5 chiese della Marca  

di Alessandra Vendrame

preghiera conciliareUna notte intera in chiesa, di veglia e adorazione, a pregare comunque sempre in due il Papa trevigiano santo. Chi unito da un matrimonio religioso e chi con la fede nuziale al dito, ma senza alcun vincolo sacro. E ancora chi vive insieme senza alcun sì pronunciato davanti a sacerdote o sindaco. O chi pur con un divorzio alle spalle ha voluto dire in modo diverso un altro sì. Mai prima d’ora si erano ritrovati insieme a pregare. Nel giorno del centenario della morte di San Pio X – morto nella notte del 20 agosto 1914 – la Chiesa trevigiana apre per la prima volta le braccia a tutte le coppie, sposate o di fatto.

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“Messa” per i separati

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di Luciano Gallina

 

Prima considerazione di quelli, “chi è senza peccato scagli la prima pietra” io sono il primo a tagliare la corda.

 

TRIBUNA DI TREVISOTITOLO  E SOTTOTITOLO A PAGINA 19: LA RIVOLUZIONE DI BERGOGLIO La Curia apre le porte ai divorziati

 Riporto alcuni passaggi dell’articolo in oggetto.

  • La Chiesa trevigiana apre per la prima volta le braccia a tutte le coppie, sposate, o di fatto……..copie di sposi, coppie sposate solo con il rito civile, conviventi, sposi separati o divorziati. Nessuno escluso.

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Bergoglio, con la consueta saggezza e profondità di dottrina, ti spiega l’aldilà e come sarà il giudizio particolare e il suo in special modo.

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

BERGOGLIO CON SALUTO ROMANOPapa Francesco: “Mi restano 2 o 3 anni di vita”. Il Pontefice scherza sulla fine della propria vita  “Perché io so che questo durerà poco tempo. Due o tre anni e poi (fischio)… alla casa del Padre!”. Papa Francesco si dà un tempo, per la prima volta. Ma lo fa con leggerezza, scherzando sulla durata della sua permanenza su questa terra con quel suo inconfondibile accento argentino.

 

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La strage comunista di Vergarolla (Pola)

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Segnalazione Quelsi

 

by Gianni Candotto

 

POLAE’ una storia poco conosciuta, quella della strage di Vergarolla (o Vergarola), eppure è una storia orrenda di una strage derubricata per molti anni a incidente, che ha colpito gli italiani dell’Istria e che quindi non meritava di essere né ricordata, né analizzata.
Intanto i fatti: il 18 agosto 1946 nella spiaggia di Vergarolla, nei pressi di Pola, città all’epoca facente parte della Zona A (territorio che sarebbe dovuto restare italiano e sotto il controllo militare degli angloamericani), si stava tenendo la coppa Scaroni, una gara di nuoto organizzata dal gruppo Pietas Julia, per ribadire, come riportava l’Arena di Pola, l’italianità di quelle terre.

 

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Crisi ucraina e il fallimento della “Dottrina Obama”

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 di Salvo Ardizzone

 

oba oba obama 2La guerra e l’invasione di Paesi esteri sono “la costante geopolitica degli Stati Uniti”: sono parole di Dean Rusk, Segretario di Stato dell’Amministrazione Kennedy; ciò che è avvenuto dopo non ha fatto che avvalorare quella tesi, per tutte basta ricordare le sciagurate imprese dell’era Bush. Nella sostanza, gli Usa non si sono mai curati più di tanto di sviluppare strategie per risolvere una crisi senza l’intervento militare; lo hanno considerato alla stregua di un normale strumento per raggiungere obiettivi anche politici, o tutelare quelli che ritenevano essere loro interessi.

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Redistribuzione: il blufflop della sinistra

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Segnalazione Quelsi

 

by Giampaolo Rossi

 

retributionQuindi sembrerebbe che i famosi 80 euro di Renzi siano stati un blufflop, cioè un incrocio tra un gigantesco bluff e un inevitabile flop. L’ha detto il Presidente di Confcommercio, Sangalli, qualche settimana fa; l’ha dovuto ammettere il ministro Del Rio in una recente intervista: “Pensavo francamente che avessero più effetto”. Amen.

 

 

 

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Padova: c’è un “prete” che fa del degrado un business e protegge i criminali

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Segnalazione di Cristian Rossettini

MOSTRO CONCILIAREPADOVA – Non scherza Bitonci, dopo i controlli direttamente alla stazione per impedire l’accesso in città ad accattoni, mendicanti e lavavetri, l’amministrazione comunale alza il tiro. Non si limita a colpire l’ultimo anello della catena ma questa volta scende al nocciolo della questione. Punta alle radici del business dell’accoglienza. Inutile perseguire il crimine se prima non elimini il mandante. E così l’amministrazione prende di mira colui che del degrado cittadino è storicamente il simbolo: don Albino Bizzotto. Il prete hippy.

«Deve decidere se stare dalla parte dei cittadini o se vuole una casbah», attacca l’assessore alla Sicurezza Maurizio Saia, e parla di tal don Albino Bizzotto, emblema del degrado padovano durante il regno di Zanonato.

«Se Padova diventa pulita e ordinata ma senza cuore verso chi sta peggio, allora Padova ha perso», vaneggia don Bizzotto, preoccupato di perdere la sua ragione sociale. Senza il degrado nel quale sguazza, cosa farebbe della sua esistenza da masochista che definisce gli altri ‘senza cuore’ solo perché non condividono la sua ossessione.

Fonte:  http://voxnews.info/2014/08/16/padova-ce-un-prete-che-fa-del-degrado-un-business-e-protegge-i-criminali/ Continua a leggere

Cacciate i Fascisti…dalle strade!

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Segnalazione di Simone Costa 

viamussolini-300x161Strano paese l’Italia, talmente strano che una mattina d’agosto ti svegli, accendi la tv che, per errore, è sintonizzata sulle discutibili ma “canonizzate” reti Rai e senti ciarlare un semisconosciuto, pare giornalista, su alcune vie e scuole d’Italia intitolate (non sia mai!) a presunti fascisti del passato ed alla necessità, urgentissima, di rimuovere tale vergogna.

Così in attesa che il governo Renzi prepari un’azione urgentissima in tal senso (con un nuovo annuncio stile televendita di Mastrota) il signore in questione informava i residenti, a modo suo, di chi fosse la persona che dava il nome alla propria via di casa ottenendo lo sdegno unanime dei passanti facendoci sentire e vedere, come solito in Italia, soltanto ciò che a lui conveniva in totale conformità allo schifo fatto dagli storici (degni di riviste storiche alla “Topolino”) negli ultimi 70 anni.

In giro per l’Italia infatti esistono ancora oggi alcune strade e scuole intitolate a personaggi minori del fascismo, molti morti prima della guerra, esponenti locali notabili o che si sono spesi per la propria comunità e che hanno avuto in cambio una via secondaria intitolata alla loro persona. Continua a leggere