Processione e inchino al boss, il sindaco finisce sotto inchiesta: “Calunniato il giornalista”

Condividi su:

Il primo cittadino aveva denunciato il giornalista per diffamazione. E invece ora è lui sul registro degli indagati

di GIUSEPPE BALDESSARRO

Processione e inchino al boss, il sindaco finisce sotto inchiesta: "Calunniato il giornalista"

REGGIO CALABRIA – Era tutto vero. Ed ora il sindaco che aveva denunciato il giornalista accusandolo di aver diffamato la comunità di San Procopio (in provincia di Reggio Calabria) è finito sul registro degli indagati per “calunnia aggravata dall’articolo 7 per aver agevolato la mafia”. La storia risale al luglio scorso, quando Michele Inserra del Quotidiano del Sud aveva raccontato che durante la processione di San Procopio, patrono del paesino della Piana di Gioia Tauro, la statua del Santo si era “inchinata” davanti alla casa del boss Nicola Alvaro ed aveva ricevuto l’obolo direttamente dalle mani di Grazia Violi, moglie del capofamiglia (all’epoca detenuto).

Un episodio avvenuto alla presenza del parroco, del sindaco Eduardo Lamberti Castronuovo e del comandante della stazione dei carabinieri Massimo Salsano.

La notizia aveva fatto il giro d’Italia ed era coincisa anche con la nota processione di Oppido Mamertina, ma che aveva fatto registrare una replica durissima da parte di Lamberti Castronuovo. Continua a leggere

La “tratta” di essere umani, soprattutto minori, facilitata da Mare Nostrum (o Mostrum…)

Condividi su:

minori

13 agosto www.imolaoggi.it – La “tratta” di essere umani, tratta soprattutto minori. Il fenomeno è facilitato dall’emergenza sbarchi e da Mare Nostrum.

Uno dei problemi che non viene trattato o che non viene affrontato come si dovrebbe, è quello della tratta delle persone, inteso sia per lo sfruttamento lavorativo e l’accattonaggio, sia per lo sfruttamento sessuale e dalla pedopornografia.

Escludendo  gli individui il cui unico scopo è quello di matrice ideologica, estremista e fondamentalista di invaderci, sottometterci e dominarci (leggasi, islamizzazione), sempre più persone arrivano dall’Africa illudendosi di trovare lavoro e una vita migliore, con il miraggio dell’eldorado inculcato dai media asserviti alle lobby euro-arabe e dai sindacati che hanno aperto centri per l’impiego nel Magreb. Nella migliore delle ipotesi questi lavoratori finiscono nelle reti del caporalato, dello sfruttamento e dell’accattonaggio. Un tema su cui quasi nessuno controlla.

Il fenomeno sotto osservazione è invece la tratta degli esseri umani a fini di sfruttamento sessuale, omosessuale e pedopornografico. Questi reati, che siano sfruttamento sessuale o sfruttamento lavorativo, sono una violazione dei diritti fondamentali dell’uomo poichè il fenomeno colpisce in particolare gruppi vulnerabili come donne e minori, vittime dalla violenza, dal turismo sessuale e dalla pedopornografia. Continua a leggere

Italia: tra manovra lacrime e sangue, default o commissariamento

Condividi su:

manocchia12 agosto www.imolaoggi.it  – Grazie a Renzi e ai suoi predecessori, Monti e Letta, l’Italia avrà la grande opportunità di scegliere tra un altra manovra lacrime e sangue, il default o il commissariamento da parte dei criminali della Troika. Tre suicidi diversi, ma sempre suicidi. @matteorenzi Ci vorrà tempo, sarà difficile, ci saranno intoppi. Ma nessuno potrà più fermare il cambiamento iniziato oggi #italiariparte #lavoltabuona

Per dirla alla maniera di Eduardo De Filippo (Gennaro), ripensiamo alla bellissima commedia di alto valore morale “Napoli milionaria”, in cui racconta di una famiglia che, a causa di comportamenti spregiudicati e scorretti di alcuni suoi componenti, finisce sull’orlo dell’abisso della perdizione e la figlia malata rischia morire. Allora  la moglie redenta lo guarda implorante e, con gli occhi imploranti, gli chiede: “come ci risaneremo? Come potremo tornare quelli di una volta? Ce la faremo?” Gennaro intuisce e risponde con il suo tono di pronta saggezza: ”s’ha da aspetta Ama’ (Amalia); ha da passà a nuttata”.

Per dirla invece con le mie parole… : per chi non lo sapesse, sembra una barzelletta, ma non lo è. L’Italia, nonostante tutto, è il Paese europeo con il saldo migliore tra entrate e spese (al netto degli interessi) delle amministrazioni pubbliche negli ultimi 20 anni. Infatti ha cumulato 585 miliardi di euro del cosiddetto avanzo primario (con un 20 per cento riferibile alle privatizzazioni), contro gli 80 miliardi soltanto della Germania (dal 1995) e addirittura saldi negativi per Francia (-479 miliardi) e Spagna (-270 miliardi). Continua a leggere

Il piccolo grande Vecchio

Condividi su:

NOTIZIE D’AGOSTO

Segnalazione Quelsi

by Giuseppe Mele

tavecchioUn tal vecchio, Carlo Tavecchio, è stato eletto alla testa della Federazione Italiana Gioco Calcio. E’ uno dei tanti che si incrociano nel paese a tutti i livelli ed in tutte le regioni. Vengono in mente esempi all’infinito. L’80ntenne che a Roma detiene il controllo del voto dei circa 30mila giornalisti pubblicisti. L’anziano che gestisce, sul serio, da decenni la prima Tv privata. L’imprenditore, anch’egli con tante decadi, che dopo aver portato il suo gruppo alla leadership mondiale delle lenti, si inventa un patto innovativo di azionariato dei dipendenti. L’uomo che per Confindustria porta avanti i suoi modelli di formazione digitale da tre decenni, il che nel mondo tecnologico corrisponde a 3 secoli.

L’Italia media, provinciale, che qualcuno ha voluto denominare mediocre, era fatta così, lo è e lo sarà. Ammira i grandi spiriti, genialoidi, innovativi e creativi ma si affretta a costruire loro un altare, un piedistallo, una nicchia da dove possano pontificare senza fare danni ed interferire troppo nel tran tran quotidiano, una sorta di esempio positivo alla rovescia, da far ammirare ai figli senza che essi si sognino di calcarne le orme. Uno Steve Jobs, agli occhi di questi anziani, resta quello che era veramente in vita: un isolato, strano, stressato, cattivo caratterialmente e aziendalmente, un partner e socio di cui non fidarsi ma un cliente e fornitore ottimo che sui bassi salari e lo sfruttamento dei dipendenti ha costruito una fortuna. Continua a leggere

Hamas è frutto di ciò che ha seminato Israele

Condividi su:

di Amira Hass 

«Hamas sta distruggendo con crudeltà e paura quella tradizionale mentalità del doppiopesismo che Israele padroneggia da sempre». «Aprite la striscia di Gaza, lasciate che la gente torni al mondo. Scopriranno da soli che la vita è più bella della morte».

hass

Ho già alzato bandiera bianca. Ho smesso di cercare nel dizionario una parola per descrivere la testa amputata di un bambino tagliato a metà assieme alle urla del padre: «Svegliati, svegliati! Ti ho portato un giocattolo!». In che modo ha posto la questione Angela Merkel, cancelliera della grandiosa Germania? Con il diritto di Israele di potersi difendere. Sto ancora lottando con l’esigenza di condividere dettagli sull’infinito numero di discorsi che ho fatto con i miei amici a Gaza, per poter documentare che cosa significhi l’attesa del tuo turno al mattatoio.

Per esempio, il discorso che ho avuto sabato mattina con J. del campo dei rifugiati di al-Bureji, mentre era in viaggio verso Dir al-Balah con sua moglie. Hanno all’incirca sessant’anni. Quella mattina la sua anziana madre aveva ricevuto una telefonata, e aveva ascoltato una voce registrata che dava istruzione ai residenti del campo di lasciare Dir al-Balah. Un libro sulla psicologia militare di Israele dovrebbe contenere un capitolo intero dedicato a questo sadismo, ipocritamente automascherato da compassione: un messaggio registrato che richiede a centinaia di migliaia di persone di lasciare le proprie case già prese di mira, per un altro posto ugualmente pericoloso, a dieci chilometri di distanza. Che cosa esattamente, ho chiesto a J., stai lasciando? «Cosa? Perché?», ha detto. «Abbiamo una capanna vicino alla spiaggia, con un po’ di terra e dei gatti. Andiamo a sfamare i gatti e torniamo indietro. Andiamo assieme. Se la macchina si dovesse rompere, moriremo assieme». Se fossi una psicanalista, scriverei: A differenza dell’hasbara israeliana, Hamas non costringe gli abitanti di Gaza a rimanere o fuggire dalle loro case. È una decisione lasciata a loro. Dove potrebbero andare? «Se dobbiamo morire, è più dignitoso morire a casa, invece che scappando via», dice il completamente laico J. Sono ancora convinta che una frase di questo genere valga mille analisi. Ma quando si parla di palestinesi, allora la maggior parte dei lettori preferisce i riassunti. Continua a leggere

Renato Curcio invitato a parlare del suo libro alla “Festa Rossa” in provincia di Pisa

Condividi su:

Segnalazione Quelsi

by Riccardo Ghezzi

Renato-CurcioRenato Curcio, tra i fondatori delle Brigate Rosse, sarà ospite alla “Festa Rossa” di Perignano, frazione di Casciana Terme Lari in provincia di Pisa. Presenterà il suo libro “Il Pane e la Morte”.
La notizia arriva proprio in giorni caratterizzati dalle polemiche per la partecipazione di Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia tuttora indagato per il naufragio, ad un seminario seguito dagli studenti dell’Università La Sapienza. Discutibili relatori ed ex brigatisti che scrivono libri e vengono invitati a presentarli in pubblico. Le polemiche, divampate soprattutto a livello locale, non hanno fatto cambiare idea a Paolo Papucci, presidente dell’associazione politico-culturale “La Rossa” che ha organizzato l’evento: “Non siamo un partito, siamo solo un’associazione che vuole parlare e discutere di tematiche forti, insieme a personaggi in grado di farlo. Curcio ha pagato e il suo passato non ci interessa e non è al centro del dibattito” le parole dell’organizzatore che così ha replicato alle critiche. Il nome dell’associazione “La Rossa” facilita il compito di chi vorrebbe capirne l’orientamento politico. Grazie all’idea di invitare Curcio, sappiamo anche che tra i “rossi” di oggi c’è chi vuole rivalutare le Br.

Renato Curcio è stato condannato come mandante degli omicidi di Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci. La giuria ha stabilito anche che fosse lui l’autore materiale dei volantini che hanno rivendicato il gesto. Mazzola e Giralucci erano due attivisti del Msi di Padova, si trovavano proprio all’interno della sede del partito quando sono stati sorpresi da un’irruzione dei brigatisti, avvenuta il 17 giugno 1974. I due missini hanno cercato di reagire, i brigatisti hanno sparato uccidendoli. Continua a leggere

Il sindaco di Riccione indagato perché non vuole il TRC, la “grande opera” inutile del Pd

Condividi su:

Segnalazione Quelsi

by Riccardo Ghezzi

UpkPfA5XLjhkNiev6N2+r99hDtQsGOusFTnZGFSrC3s=--Renata Tosi, sindaco di Riccione, dopo Elena Zanola, ex sindaco di Montichiari. In Italia sembra ormai una costante che i primi cittadini scrupolosi e intenzionati a fare il loro mestiere siano indagati. I nostri lettori già conoscono la vicenda di Elena Zanola, leghista addirittura finita agli arresti domiciliari per aver intrapreso un braccio di ferro con la discarica più inquinante di Montichiari. Gli arresti sono stati revocati, ma Elena Zanola ha perso per strada persino i suoi alleati di centro-destra e, nonostante un buon risultato al primo turno, non è stata rieletta alle ultime comunali, venendo sconfitta per poco dal candidato sindaco del centro-sinistra, appoggiato al ballottaggio anche da Forza Italia.

Renata Tosi, ex consigliere della Lega Nord presentatasi come indipendente e appoggiata dalla lista civica “Noi riccionesi”, ha invece posto fine al dominio della sinistra a Riccione. Ma lo sta pagando a caro prezzo. Uno dei motivi della sua vittoria elettorale è stata la ferma opposizione ad una “grande opera” fortemente voluta dalla sinistra locale ma giudicata costosa, inutile e persino dannosa per l’ambiente da buona parte dei residenti, che non a caso si sono chiaramente espressi alle urne.
Il sindaco sta mantenendo la promessa, sta facendo le pulci al TRC, il Trasporto Rapido Costiero, la grande opera in questione. Ha partecipato alle proteste dei cittadini davanti al cantiere e per questo è ora indagata per interruzione di pubblico servizio, danneggiamento e abuso d’ufficio. Eppure, la protesta in questione non è certo stata violenta come quella dei No Tav in val Susa. Continua a leggere

Verona, approvato O.d.G. a favore della Famiglia naturale e della tutela educazione dei figli, nonostante Tosi…

Condividi su:

CARBH8JUCAV85FYXCARABE7XCA4COURTCA43VOUNCAGBBVCBCAVMKUN0CA2GXG1ECAHGN3U3CA0RGTW0CAXGX3YRCACVTHNRCAIDFMH9CAVYOF84CADCOYO0CA9OMVKVCAAZPJ07CATS5S3DCAKVUZ8501. ODG 426 Famiglia-Educazione APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE DI VERONA

L’Arena e soprattutto il Corriere di Verona di Domenica 10 Agosto 2014 hanno ripreso con ampio risalto le dichiarazioni del nostro Portavoce Matteo Castagna, seguite alle polemiche scatenate dalla vittoria della mozione di cui sopra, che speriamo venga presto attuata in ogni scuola del Comune:

di Matteo Castagna

Abbiamo ricevuto anche noi del Circolo Cattolico Christus Rex l’e-mail cosiddetta “segreta” del consigliere Alberto Zelger, sebbene invitasse a sensibilizzare la stampa e quindi poi tanto segreta non ci è sembrata…

Vogliamo far notare che il punto fondamentale di tutta la questione è la netta vittoria dell’ O.D.G. a difesa della Famiglia e dell’educazione scolastica dei minori, che va ad aggiungersi alle sacrosante mozioni del 1995 tuttora in vigore, contrari al dilagare dell’immorale “ideologia del gender”.  Continua a leggere

Calabria bollente: solidarietà a Report per gli attacchi subiti da Giorlo e da Tosi

Condividi su:

Notizia con ampio risalto sul Corriere di Verona di ieri, Domenica 10 agosto 2014, a seguito della quale Il nostro Circolo Christus Rex ha già espresso solidarietà al giornalista, nell’attesa di ulteriori, eventuali sviluppi e rammaricandosi per il silenzio che, per il momento regna nel “centro-destra”… IN FONDO ALL’ARTICOLO, QUELLO DEL CORRIERE.IT DI OGGI A FIRMA DI MOTTOLA CON IL FILMATO E CON LA PUNTATA DEL 7 APRILE DI REPORT SU VERONA

Villa San Giovanni (Reggio Calabria) 9 agosyo 2014 – Giornalista aggredito: Paolucci-Romeo (Pd) solidarietà a Report per attacco Tosi-Giorlo

Rimaniamo turbati nel leggere del furioso ed incivile attacco subito dal cronista di Report, Giorgio Mottola, ad opera del Sindaco di Verona, il leghista Flavio Tosi, e dal suo ex assessore allo Sport di origini calabresi, Marco Giorlo. Quest’ultimo dimessosi nell’aprile scorso proprio in seguito ad un servizio della trasmissione di RaiTre su cui la Procura di Verona aprì un’inchiesta. La troupe di Report ha raggiunto Tosi in Calabria con l’intento di porgli delle domande su un’altra inchiesta a cui la trasmissione ha lavorato in passato: i presunti rapporti tra Tosi e alcuni calabresi, indagati o coinvolti in indagini di ‘ndrangheta.

I due, davanti alle domande del giornalista, avrebbero risposto insultando la trasmissione e lo stesso Mottola, spintonato fino a farlo cadere. ( Il Corriere di Verona riporta che il giornalista Mottola avrebbe rincorso Giorlo, perché sarebbe fuggito e avrebbe tentato, tra vari insulti, di gettargli a terra la telecamera. Addirittura, l’ira funesta sarebbe stata bloccata da alcune persone, intervenute per evitare che dagli spintoni la situazione potesse degenerare. Un novello Valerio Staffelli per Report? Cosa ha da temere l’ex assessore calabrese? Perché Tosi risponde solo con insulti tipo “mi fate schifo!” o “vergognatevi”? Non aveva forse detto che avrebbe accettato di essere intervistato da un giornalista di Report che non fosse Sigfrido Ranucci? Perché tanta tensione? n.d.r.)

Il fatto, se confermato, oltre che per la sua gravità oggettiva, diventa ancora più inaccettabile se messo nel contesto in cui si è verificato; la manifestazione “Meeting Nazionale giovani, antimafia e politiche legalitarie” in corso in questi giorni a Villa San Giovanni. Continua a leggere

Inculturazione a scuola elementare: così nel biellese rievocano i “calibbardini” e il risorgimento

Condividi su:

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

150 ANNI DI UNITA’ D’ITALIA

I bambini hanno assistito a uno spettacolo (allestito nella scuola dell’infanzia di Crevacuore) che aveva come tema la spedizione dei Mille e come protagonisti: Giuseppe Garibaldi, Nino Bixio, Vittorio Emanuele II. A scuola si è parlato di queste vicende storiche e i bambini hanno disegnato il viaggio dei mille sulle loro navi.

In classe abbiamo poi approfondito l’argomento legato all’Unità d’Italia e agli avvenimenti che l’hanno caratterizzata. Sono stati realizzati disegni e cartelloni su questi argomenti e una cartina che ha evidenziato la situazione dell’Italia, con i suoi sette regni, prima dell’unione.

I bambini hanno avuto modo di conoscere più da vicino le regioni italiane al giorno d’oggi. Prendendo spunto dalle loro vacanze abbiamo fatto un “viaggio” alla scoperta delle località d’Italia scoprendo quali regioni hanno visitato i bambini

La festa di Carnevale

Abbiamo raccontato ai bambini una storia sulle principali maschere regionali realizzando un cartellone. Continua a leggere