Izabella Jarvandi, l’anti-Greta che combatte per la famiglia

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Se la giovane Greta Thunberg è balzata agli onori delle cronache, non solo per la sua lotta contro i cambiamenti climatici ma per la difesa dell’ambiente in generale che l’ha portata persino a indire uno sciopero il 15 marzo scorso, a cui hanno aderito studenti di tutto il mondo per chiedere ai governi politiche e azioni più incisive per contrastare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale, di Izabella Nilsson Jarvandi, invece, anche lei svedese, anche lei quindicenne, anche lei combattiva come Greta, non si parla quasi per niente.

La sua voce sembra infatti rimanere (volutamente?) inascoltata, forse per la personale battaglia “politicamente scorretta” portata avanti dalla quindicenne. Infatti più che inseguire facili successi sposando la causa ambientalista, non si sa se più “radical” o “chic”, ha preferito dedicare le sue energie a difesa dell’umano. Coraggiosamente si è più volte pronunciata contro le istanze del pensiero dominante, condannando l’immigrazione incontrollata, arrivando a solidarizzare con il presidente Orban, e ha invocato azioni politiche più attente alle esigenze della famiglia. Lo scorso 2 marzo, tramite twitter, ha denunciato la colonizzazione ideologica in chiave gender che ormai da tempo si sta verificando in tutte le scuole svedesi, in cui iniziano a circolare testi assurdi, come racconta la giovane attivista, i cui protagonisti sono «una ragazza con un pene», «un ragazzo con una vagina» o individui che sono al tempo stesso «un maschio e una femmina».

Insomma, una battaglia sacrosanta ma che, di questi tempi in cui predomina un certo ecologismo di cui ultimamente è divenuta simbolo Greta Thunberg, tutto proteso a colpevolizzare l’uomo considerato come il vero cancro del nostro pianeta, risulta una battaglia ardua e quasi impossibile perché difficilmente le si darà spazio e risonanza. Tant’è che se Greta con i suoi slogan è rilanciatissima da tutti i media, di Izabella, invece, volutamente non si occupa nessuno, nonostante i suoi richiami più che legittimi al vero disastro, quello antropologico e culturale, ormai in atto e per di più in fase avanzata.

Manuela Antonacci

fonte – https://www.notizieprovita.it/economia-e-vita/izabella-jarvandi-lanti-greta-che-combatte-per-la-famiglia/

In tantissimi a Milano per onorare Sergio Ramelli

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Anche una delegazione del nostro Circolo CHRISTUS REX ha marciato, pregato e reso onore a Sergio Ramelli, sia a Milano che a Verona.

In tanti hanno risposto a Milano all’appello per onorare Sergio Ramelli, assassinato dall’odio comunista 44 anni orsono. A piazzale Susa si è radunata una folla davvero grande, anche se la prefettura ha fatto di tutto per dissuadere la partecipazione. Persino la provocazione dell’autorizzazione di un corteo antifascista che sembrava la rivendicazione di quel delitto compiuto con viltà e violenza inaudita.

Una carica irresponsabile

Ma la comunità che si è radunata per Ramelli è stata molto più composta di quel che speravano avversari e stampa. C’è stata anche una irresponsabile carica di polizia, con un ferito tra i manifestanti, per impedire la partenza del corte. Partecipazione di migliaia di militanti di destra, richiamati da Cpi, Fn, Lealtà e Azione, e dall’appello di 60 parlamentari a partire da Fdi. La manifestazione si svolge civilmente.

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Fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/04/la-polizia-carica-un-ferito-ma-sono-in-tantissimi-a-milano-per-onorare-sergio-ramelli/

Il loro progetto: cavalcare il prossimo crack per “più Europa”

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Il loro progetto: cavalcare il prossimo crack per "più Europa"

Il loro progetto: cavalcare il prossimo crack per “più Europa”

Macron riceve Mattarella il 2 maggio. Non a Parigi ma ad Amboise, paesetto  della Loira,  con la scusa di onorare la tomba di Leonardo.  Gli abitanti non dovranno guardare dalle finestre (decreto comunale).  Il traffico sarà vietato dalle 7  alle 5  pomeridiane alle auto,  dalle 7 alle  13 ai pedoni. Mobilitati  300 gendarmi. Ormai hanno abbandonato  anche la finzione del …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/il-loro-progetto-cavalcare-il-prossimo-crack-per-piu-europa/

Torino, gay in ritiro in convento per un corso sulla fedeltà

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L’iniziativa, partita un anno fa da don Gianluca Carrega, delegato ufficiale dell’arcivescovo Cesare Nosiglia per la “pastorale degli omosessuali” subì uno stop dopo le accuse di eresia arrivate dagli ecclesiastici conservatori.

Anche se con un anno di ritardo, alla fine,nella diocesi di Torino si è tenuto il tanto contestato ritiro spirituale per gay.

L’iniziativa, partita da don Gianluca Carrega, delegato ufficiale dell’arcivescovo Cesare Nosiglia per la “pastorale degli omosessuali” subì uno stop dopo le accuse di eresia arrivate dagli ecclesiastici conservatori.

Quest’anno il ritiro sulla “fedeltà di Dio come fondamento della fedeltà nei rapporti umani”, aperto a una quarantina di single, gay e lesbiche, è stato organizzato in “segreto” ma seguendo lo stesso programma stabilito un anno fa.“Un ritiro quaresimale sull’amore, per convertirci all’amore, oggi quantomai necessario non solo per le persone omosessuali, ma anche per gli etero“, spiegava su Avvenire il gesuita Pino Piva che vi ha partecipato. Al ritiro era presente anche l’attivista gay Massimo Battaglia che al quotidiano La Stampa ha detto: “Nella Bibbia si racconta dell’amore omosessuale tra Davide e Gionata, siamo partiti anche da lì nelle nostre riflessioni” e ha aggiunto:“È stata una bella sorpresa: oltre ad ospitarci, le suore hanno partecipato agli incontri con noi”. Il ritiro non aveva intenti moralistici ma intendeva spiegare che“Dio è fedele, continua a fidarsi dell’uomo, dunque anche i rapporti umani, dall’amicizia all’amore, meritano fedeltà e rispetto”. “In tanti nella Chiesa sentono l’esigenza di aggiornare la dottrina, ma è un ambiente più aperto di altri”, ha sottolineato Battaglio che chiede “non solo apertura ma anche rispetto”. “Quando ci troviamo tra gay credenti diamo per scontato che l’amore gay è amore. E l’amore, nel cristianesimo, è l’essenza”, conclude l’attivista.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/cronache/torino-gay-ritiro-convento-corso-sulla-fedelt-1686139.html?mobile_detect=false

Sparatoria davanti a una chiesa a Baltimora: sei feriti e un morto

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L’ennesima sparatoria davanti a una chiesa, ai danni di cristiani: è successo a Baltimora, nel Maryland.

Continuano quelle che possiamo ufficialmente chiamare persecuzioni cristiane, di cui abbiamo parlato più di una volta. Questa volta l’orrore si è svolto a Baltimora, nel Maryland.

Stando a quanto ha riferito la portavoce della polizia Chakia Fennoy, davanti a una chiesa, all’improvviso,  sono stati sparati diversi colpi di pistola.

I colpi hanno raggiunto sette persone: una di loro è morta poco dopo. Attualmente non è prevista alcuna informazione disponibile, le circostanze non sono ancora chiare.

L’attentatore sarebbe fuggito e attualmente si sta cercando il responsabile. Le immagini diffuse finora mostrano i veicoli delle forze dell’ordine e il nastro di emergenza utilizzati per bloccare la scena davanti alla chiesa di Perkins Square.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/sparatoria-davanti-a-una-chiesa-a-baltimora-sei-feriti-e-un-morto/

Notre-Dame de Paris: immagini apocalittiche e sanzione dell’apostasia di una nazione

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di Jérôme Bourbon

Editoriale del settimanale francese Rivarol, n° 3373 del 17 aprile 2019

Le immagini sono impressionanti, sconvolgenti, terrificanti: mentre scriviamo e ci prepariamo a passare questo numero alla stampa, Notre-Dame de Paris è in fiamme. Già la guglia della Cattedrale è crollata, come pure il campanile centrale. Anche la torre sinistra è stata colpita dall’incendio, la cui ampiezza gigantesca è stupefacente e suscita certo degli interrogativi.

Tutta la carpenteria di Notre-Dame de Paris “è sul punto di bruciare», ha dichiarato il portavoce della Cattedrale. «Tutto brucia. Della struttura, che risale al XIX secolo da un lato e al XIII dall’altro, non rimarrà nulla», ha deplorato André Finot. “Bisogna vedere se la volta, che protegge la Cattedrale, verrà toccata o no», ha aggiunto. L’incendio è iniziato intorno alle 18.50 nel sottotetto della Cattedrale, monumento storico più visitato d’Europa (circa 15 milioni di turisti la visitano ogni anno).

L’intervento televisivo di Emmanuel Macron, che doveva annunciare dei provvedimenti e dare le sue conclusioni alla fine dello pseudo gran dibattito nazionale a seguito del sollevamento dei gilet gialli, è stato rinviatosine die.

Ma il capo dello Stato ha comunque voluto parlare in televisione alla fine della serata per deplorare l’incendio e affermare che Notre-Dame sarebbe stata ricostruita. Il Presidente della Repubblica ha annunciato il lancio di una sottoscrizione. Ovviamente, è più facile per lui brillare in questo tipo di esercizio compassionevole piuttosto che rispondere alle preoccupazioni dei Francesi e risanare il paese! I politici eccellono solo nelle catastrofi: incidenti stradali, terremoti, incendi, inondazioni, attentati. Perché allora devono solo commentare, con l’aspetto disfatto, gli avvenimenti, beneficiando della massima pubblicità grazie ai media audiovisivi, e non devono rendere conto o difendere un bilancio. Chirac non ha avuto eguali nel mostrare tale atteggiamento non appena succedeva una tragedia: arrivava sulla scena quasi prima che il crimine fosse commesso o il disastro avvenuto!
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Rabbini: bruciare le chiese? Si, però

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Nel comunicato “Non solo Islam” del 19/4/2019 (cfr http://www.centrostudifederici.org/non-solo-islam/) relativo alle affermazioni del rabbino Shlomo Aviner sull’incendio di Notre Dame di Parigi, avevamo annunciato che ci saremmo ancora occupati di questo personaggio.

Lo facciamo ora con la traduzione di un articolo pubblicato negli Usa sulle disquisizioni rabbiniche relative alla liceità di bruciare le chiese cattoliche. A parti inverse (teologi cattolici/templi israeliti) si scatenerebbe il finimondo: invece i media italiani (e vaticani) hanno prudentemente ignorano le affermazioni dei padroni del vapore. Speriamo che non si realizzi l’ipotesi secondo cui “chi di fiamme ferisce, di fiamme (eterne) perisce”.
Dopo l’incendio di Notre Dame, uno dei rabbini capi israeliani dice che “Non ci sono comandamenti di bruciare chiese all’estero. Nella nostra terra santa, tuttavia, la questione è più complicata”
L’autorevole rabbino dei coloni, Shlomo Aviner, ha oggi (martedì 16/47/2019) dichiarato che bruciare le chiese fuori dalla Terra di Israele “non è compito nostro per ora”, ma per quanto riguarda la Terra Santa “la questione è più complicata”. Aviner sembra così aver rispedito al mittente la domanda sulla possibilità di bruciare chiese in Terra Santa.
Aviner, che prende uno stipendio pubblico come rabbino dell’importante colonia di Beit El ed è anche rabbino di una prestigiosa yeshivah (Ateret Yerushaliam, precedentemente Ateret Cohanim), è considerato essere uno dei più importanti rabbini della fazione religiosa nazionalista. È uno scrittore prolifico, avendo pubblicato oltre 200 libri in varie lingue. Aviner è anche considerato un pioniere del fenomeno SHUT-SMS, tramite il quale i suoi seguaci mandano al rabbino una domanda tramite messaggio SMS (e, più recentemente, tramite Facebook Messenger e Whatsapp) ed Aviner risponde brevemente. Aviner è uno dei rabbini più popolari di tutti quelli del fenomeno SHUT-SMS, perché risponde ad ogni domanda, persino a quelle che sono delle palesi prese in giro (e qui parlo per esperienza).
Oggi, dopo l’incendio nella Cattedrale di Notre Dame, ad Aviner è stata posta la seguente domanda:
 
“La più grande Chiesa Cristiana di Parigi è in fiamme. Dovremmo sentirci dispiaciuti per questo, oppure dovremmo rallegrarci, in quanto la cattedrale è un luogo di idolatria, per cui esiste un precetto che ci comanda di bruciarla?”
L’intervistatore qui si riferisce alla dichiarazione Halachic chetradizione normativa religiosa del Giudaismo, secondo la quale le chiese sono considerate luoghi di idolatria, e devono essere distrutte.

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E’ stato proprio l’Isis. Lo dice Amaq

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Così, siamo  stati informati che il “cervello” delle stragi islamiste  anti-cattoliche è morto anche lui negli  attentati. Come tutti gli altri. Era l’unico di cui  l’ISIS  ci aveva reso nota la faccia, diffondendo foto come  questa  attraverso la sua agenzia, Amaq. Sì, perché – come ricorderete –  l’ISIS ha la sua propria agenzia di stampa, Amaq News International.  Agenzia che non si lascia però facilmente raggiungere da chiunque, essendo clandestina e segreta – com’è logico  per una organizzazione terroristica. Di fatto, solo il SITE  di Rita Katz riesce a trovarne i comunicati nel labirinto (credo) della darknet.

Anche stavolta il SITE ha fatto il suo egregio lavoro e abbiamo tutte le facce degli attentatori-kamikaze, che sono tutti morti quindi è inutile cercarli.  E’  un vero peccato  che i kamikaze islamisti si siano tutti coperti la faccia con  la stessa kefiah : a  che scopo poi, se tanto sapevano di  morire? Perché non si sono mostrati? Che cosa  avevano da temere, ormai?

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Fonte – https://www.maurizioblondet.it/e-stato-proprio-lisis-lo-dice-amaq/

Immigrati, ecco le carte: una toga allertava Lucano

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L’idolo dei buonisti e dei cattocomunisti

Scandalo accoglienza, un giudice dava suggerimenti all’ex sindaco di Riace eroe della sinistra: “Non parlare al telefono”

M immo Lucano ha avuto molti amici al suo fianco, da quando è stato investito dall’indagine che l’ha portato prima agli arresti domiciliari e poi al divieto di risedere a Riace, nel Comune che ha trasformato in un simbolo planetario dell’accoglienza.

Ma uno di questi amici è stato più amico di altri, fornendogli sottobanco preziosi consigli su come togliersi dai guai. Erano consigli assai autorevoli, perché questo amico è un magistrato in servizio alla Corte d’appello di Catanzaro, ripetutamente intercettato dalla Guardia di finanza mentre parla con l’ex sindaco o gli manda messaggi e mail. Il tema è sempre quello: l’indagine in corso da parte della Procura di Locri, quella terminata l’11 aprile scorso con il rinvio a giudizio di Lucano e di altre ventisei persone per associazione a delinquere, truffa, corruzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il giudice dà i suoi consigli, insulta gli avversari di Lucano, e soprattutto dà all’amico un avvertimento prezioso: «Non parlare al telefono». In pratica, lo avvisa che può essere intercettato.

Il giudice si chiama Emilio Sirianni, e ha rischiato di pagare caro l’aiuto a Lucano. La Procura di Locri, dopo essersi imbattuta nelle sue intercettazioni, ha deciso di aprire un’inchiesta. Prima un fascicolo esplorativo, poi, di fronte alla mole di elementi che emergevano, iscrivendo Sirianni nel registro degli indagati per favoreggiamento. Al termine delle indagini preliminari, la Procura ha chiesto di archiviare l’indagine. Ma nel medesimo provvedimento gli inquirenti hanno parole pesanti per il collega: «Il contegno mantenuto – scrivono – è stato poco consono a una persona appartenente all’ordinamento giudiziario, la quale peraltro era consapevole di parlare con persona indagata»; e ricordano che «in svariate occasioni il dottor Sirianni ha allertato il Lucano a parlare di persona con lui evitando comunicazioni telefoniche».

Usurocrazia: le strategie oligarchiche per distruggere Popoli e civiltà

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di Elena Quidello

Fonte: Controinformazione

IL 10 maggio 2019 l’autore del libro ‘Usurocrazia Svelata’ Cosimo Massaro, sarà a Roma ospite di un importante convegno su ‘Spiritualità e Finanza’ che si terrà nella sede del Movimento Sdebitalia con la partecipazione di eminenti personaggi tra i quali il moderatore prof Nino Galloni, Presidente del Centro Studi Monetari, (associazione per lo studio dei mercati finanziari e di forme monetarie che non creano debito pubblico), e l’emerito prof. Alessandro Meluzzi, noto psichiatra e criminologo ha arricchito con la sua pregevole prefazione lo sforzo creativo dello scrittore Cosimo Massaro.
Il Meluzzi, già rilevante esponente della Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala, è un profondo conoscitore della psiche umana ed ha avuto la capacità di individuare quello Spirito universale che muove la vita e la storia dei popoli nel mondo.
Il libro del Massaro, ‘Usurocrazia Svelata’ , si avvale di una panoramica e insieme analitica visione dell’attuale e martoriato secolo che, tramite guerra e finanza sta ancora sconvolgendo il mondo, la nostra Europa, la nostra Italia, le nostre vite.
Chi siano i signori della guerra e della moneta che tanto orrore e miseria hanno generato e continuano a generare in ogni angolo del pianeta non è più materia occulta grazie anche all’opera di Cosimo Massaro , scrittore nato a Torino ma residente nell’antica città messapica di Manduria, con al suo attivo 5 libri di facile lettura pubblicati, fra cui ha finalmente visto la nascita editoriale questo suo nuovo libro dal titolo ‘Usurocrazia Svelata’; una opera questa che potrebbe divenire un best seller per le tematiche insolite che Massaro coraggiosamente affronta con l’intento di svelare appunto le cause nascoste del declino economico europeo e di quella lenta e quasi inevitabile morte della nostra civiltà cristiana. Continua a leggere

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