Elezioni Spagna: occhi puntati su ‘Vox’, sovranisti anti aborto e anti gender

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Tutti guardano al possibile boom del nuovo partito che difende i valori cristiani.

Potrebbe essere la sorpresa delle prossimi elezioni. Domenica la Spagna andrà al voto per eleggere il parlamento e permettere la formazione di un nuovo governo. Secondo i sondaggi, il primo partito sarà ancora quello del premier dimissionario Pedro Sanchez, socialista, radicale e laicista, ma formare una maggioranza di centrosinistra appare del tutto impossibile. Così la palla potrebbe passare nelle mani dei Popolari (accreditati come seconda forza politica), in cerca di alleati nei liberali di “Ciudadanos” e nei sovranisti di “Vox“. Quest’ultimo potrebbe davvero essere la rivelazione della tornata elettorale di domani.

Nato nel 2013 da una scissione a destra del Partito popolare, è dato oggi in forte crescita e potrebbe puntare a un risultato tra il 10 e il 15%, risultando così determinante per la formazione del nuovo esecutivo. Guidato da Santiago Abascal, è un partito che si dichiara da sempre sovranista e identitario. Contrario all’immigrazione clandestina, Vox ha fondato il suo programma sulla difesa dell’identità spagnola e delle radici cristiane. I suoi esponenti si dicono anti abortisti e pro life, nonché contrari all’ideologia gender e lontani dal mondo Lgbt. La sua affermazione, con conseguente entrata nel governo, potrebbe davvero determinare un cambio di marcia totale nella politica iberica, da anni ormai dettata dalla sinistra progressita, abortista e radicale.

Fonte – https://vocecontrocorrente.it/elezioni-spagna-occhi-puntati-su-vox-sovranisti-anti-aborto-e-anti-gender/

L’euro ha rovinato l’Italia, lo dice Bloomberg

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Vent’anni di moneta unica non avrebbero portato nulla al nostro Paese. La nostra economia soffre però anche di problemi strutturali ben più profondi

Con l’inizio del 2019 l’euro compirà 20 anni, visto che esattamente il primo gennaio 1999 la moneta unica faceva il suo ingresso ufficiale sui mercati finanziari, per approdare tre anni dopo, il primo gennaio 2002, nelle tasche dei cittadini europei, italiani compresi.

Un periodo significativo di circolazione per poter fare un primo bilancio del suo avvento. E le somme, soprattutto per l’Italia, non sono per niente lusinghiere, anzi tutt’altro. A scorrere le cifre messe insieme in questi giorni da Bloomberg Economics, che ha fatto un resoconto del primo ventennio di euro, il nostro Paese ne esce infatti con le ossa rotte.

Quel che però bisognerebbe approfondire è se il nostro attuale malessere economico dipenda direttamente dall’euro, o quanto non piuttosto dal fatto che la moneta unica ha contribuito ad amplificare carenze strutturali del nostro sistema produttivo. Ma andiamo con ordine, e vediamo cosa ci dicono i numeri.

Venti anni di arretramento

Le prime evidenze, relative allo studio di Bloomberg, ci mostrano senza pietà, uno scenario devastante per il nostro Paese. Basti pensare ad esempio che tra il 1985 e il 2001 il prodotto interno lordo italiano era cresciuto di 482 miliardi di euro (+44%), mentre tra il 2002 e il 2017 la crescita è stata pari a 31 miliardi, ovvero uno striminzito + 2% in quasi vent’anni.

Altra nota molto dolente poi è quella delle esportazioni, da sempre cavallo di battaglia della nostra economia. Ebbene, sempre tra l’85 e il 2001, l’export era cresciuto in Italia del 136,3%, mentre, dall’avvento dell’euro, la crescita si è fermata a un modesto +40,9%, ossia meno di un terzo.

A questo già desolante panorama, potremmo poi ancora aggiungere il fatto che il Pil pro capite è allo stesso livello del 1999, che la disoccupazione da sei anni staziona sempre intorno all’11% e che la produzione industriale langue ancora del 22% al di sotto dei livelli massimi raggiunti nel 2007. Continua a leggere

Sondaggio: vince la famiglia tradizionale

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Il concetto di famiglia è da anni causa di discussione tra destra, cattolici e sinistra.

Secondo un sondaggio campione promosso dalla società “ Noto Sondaggi” il 62% degli intervistati ha dichiarato che la famiglia è unicamente quella composta da due persone di sesso diverso sposate o conviventi.

Mentre solo il 31% la riconosce anche se formata da due persone dello stesso sesso.

Il 60% è favorevole all’adozione da parte di una coppia etero anche non sposata e solo il 22% è favorevole alla richiesta da parte di coppie dello stesso sesso.

Differenza in linea anche sulla maternità surrogata col 55% favorevole in caso di coppie etero, percentuale che scende al 18% in caso di coppie omosex.

Mentre è del 18% la percentuale delle coppie non sposate delle quali il 64% ha figli.

Generalizzata la richiesta – 58% – di incentivi economici in aiuto alla famiglia, indipendentemente dall’essere o meno sposati.

In questi anni è cambiato il concetto di famiglia, ma non la centralità che questo nucleo deve avere che resta una parte fondamentale della società italiana.

Negli anni la famiglia è stata al centro di dibattiti politici a partire dal referendum per il divorzio che spaccò l’Italia in due parti.

Oppure come le convivenze alla pari dei figli avuti al di fuori del matrimonio, sono state oggetto di critiche, ma anche scelte trasgressive, prima di diventare socialmente legittimate.

Ma ancor oggi in assenza di divorzio, non è possibile risposarsi ed il matrimonio religioso è interdetto anche dopo il divorzio.

Quello che è certo è che la mappa valoriale degli italiani è cambiata ed in un certo qualmodo ci si è occidentalizzati molto di più rispetto a qualche anno fa.

In conclusione la legge sull’aborto per il 58% non dev’essere cambiata, per il 32% lo dev’essere ed il 10% non ha un’opinione .

fonte – https://www.lavocedeltrentino.it/2019/04/27/sondaggio-vince-la-famiglia-tradizionale/

Per vivere secondo Dio, che cosa dobbiamo fare?

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32. Per vivere secondo Dio, che cosa dobbiamo fare? Per vivere secondo Dio dobbiamo credere le verità rivelate da Lui e osservare i suoi comandamenti con l’aiuto della sua grazia, che si ottiene mediante i sacramenti e l’orazione.

61. Che cosa sono i comandamenti di Dio? I comandamenti di Dio o Decalogo sono le leggi morali che Dio nel Vecchio Testamento diede a Mosè sul monte Sinai, e Gesù Cristo perfezionò nel Nuovo.

62. Chi trasgredisce i comandamenti di Dio pecca gravemente? Chi deliberatamente trasgredisce anche un solo comandamento di Dio in materia grave, pecca gravemente contro Dio e, perciò, merita l’inferno.

63. Che ci ordina il primo comandamento: “Io sono il Signore Dio tuo: non avrai altro Dio fuori di me”? Il primo comandamento: “Io sono il Signore Dio tuo: non avrai altro Dio fuori di me”, ci ordina di essere religiosi, cioè di credere in Dio, di amarlo, adorarlo e servirlo.

64. Che ci proibisce il primo comandamento? Il primo comandamento ci proibisce l’empietà, la superstizione, l’irreligiosità, l’eresia e l’ignoranza colpevole delle verità della fede.

65. Che ci proibisce il secondo comandamento: “non nominare il Nome di Dio invano”? Il secondo comandamento: “non nominare il Nome di Dio invano”, ci proibisce di nominarlo senza rispetto, di bestemmiare, di fare giuramenti falsi o illeciti.

66. Che ci ordina il secondo comandamento? Il secondo comandamento ci ordina di avere sempre riverenza per il nome di Dio, e di adempiere i voti e le promesse giurate.

67. Che ci ordina il terzo comandamento: “ricordati di santificare le feste”? Il terzo comandamento: “ricordati di santificare le feste”, ci ordina di onorare Dio nei giorni di festa, con atti di culto esterno, dei quali per i cristiani l’essenziale è la Santa Messa.

68. Che ci proibisce il terzo comandamento? Il terzo comandamento ci proibisce nei giorni di festa le opere servili e qualunque opera che ci impedisce il culto di Dio.

69. Quali opere si dicono servili? Si dicono servili i lavori manuali propri, degli artigiani e degli operai.

70. Che ci ordina il quarto comandamento: “onora il padre e la madre”? Il quarto comandamento: “onora il padre e la madre”, ci ordina di amare, rispettare e ubbidire i genitori e i nostri superiori in autorità.

71. Che ci proibisce il quarto comandamento? I quarto comandamento ci proibisce di offendere i genitori e i superiori in autorità e di disubbidirli. Continua a leggere

Il governo aiuta gli sposi, arrivano gli incentivi per le nozze

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Fino a 4mila euro per ogni coppia.

Incentivi per le giovani coppie che vogliono convolare a nozze. E’ un’idea tutta leghista quella di introdurre agevolazioni che aiutino i ragazzi a sposarsi. La proposta di legge è ora al vaglio del Parlamento, ma potrebbe agevolmente essere approvata, grazie anche al sostegno di altre forze politiche esterne alla maggioranza.

Nello specifico, il testo attualmente in esame prevede che vengano disposte detrazioni fino a 4mila euro, nell’ambito dell’organizzazione della festa nuziale. Sono contemplate nell’elenco di spese detraibili quelle relative al banchetto, agli abiti, al make up e perfino la paga del fotografo.

Ma attenzione, la proposta stabilisce anche paletti precisi per accedere ai vantaggi. Innanzitutto, gli incentivi si rivolgono sono ed esclusivamente ai matrimoni religiosi celebrati in Chiesa.

Le nozze dovranno essere celebrate in territorio italiano, così come italiana dovrà essere la cittadinanza dei novelli sposi, da almeno dieci anni. Ai futuri marito e moglie un altro vincolo: la loro età non dovrà superare i trentacinque anni.

“La proposta  – sostengono fonti leghiste – nasce dall’analisi dei dati relativi ai matrimoni celebrati annualmente nel nostro paese. Quasi la metà delle coppie scelgono un rito civile, a causa delle onerose spese tipiche del matrimonio religioso. Così, il Carroccio, vorrebbe provare a invertire la tendenza e dare maggiori possibilità proprio per questo tipo di celebrazione.

FONTE – https://vocecontrocorrente.it/il-governo-aiuta-gli-sposi-arrivano-gli-incentivi-per-le-nozze/

Nordio: “Un nuovo fascismo alle porte? È una colossale sciocchezza”

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L’ex magistrato Carlo Nordio fa a pezzi gli allarmi della sinistra: “Gli argomenti della critica politica sono così deboli e incerti”

“È una colossale sciocchezza. Il fascismo è morto è sepolto”. Carlo Nordio, ex procuratore aggiunto di Venezia, non tentenna mai.

E anche oggi, in una lunga intervista a ItaliaOggi, affronta gli allarmi della sinistra facendoli a pezzi dimostrando come “gli argomenti della critica politica” siano diventati tanto “deboli e incerti” da affidarsi “alle polemiche fondate su una foto”. Il riferimento è alla bagarre mediatica esplosa a Pasqua per lo scatto postato da Luca Morisi in cui si vede Matteo Salvini imbracciare un mitra. “È più che legittimo, e per certi aspetti doveroso, criticare il ministro – spiega – ma farlo in questo modo così puerile e banale è il modo migliore per portargli altri voti”.

Negli anni Ottanta Nordio ha a lungo indagato sulle Brigate Rosse venete, negli anni Novanta invece si è concentrato sullo scandalo di Tangentopoli. Oggi ha pubblicato il libro La stagione dell’ indulgenza e i suoi frutti avvelenati. Il cittadino tra sfiducia e paura. Nel suo ultimo lavoro, pubblicato da Guerini e associati, prende in analisi gli errori commessi sul fronte della sicurezza e della giustizia, del fisco e dei diritti del cittadino e non fa sconti a nessuno. A partire dalla sinistra secondo la quale l’emergenza di oggi è “il nuovo fascismo alle porte”. Per l’ex magistrato “è una colossale sciocchezza”. “Il fascismo è morto è sepolto – argomenta – ma ci sono altri rischi, a cominciare dall’ emotività incontrollata nel legiferare, che porta all’incertezza del diritto, madre di disordini”. In Italia è, infatti, diffuso un generalizzato senso di insicurezza. Questo perché la certezza della pena non esiste. “Se fosse veramente tale, basterebbe di per sé”, spiega. “Nel nostro sistema le sanzioni sono addirittura esagerate, ma quasi mai eseguite – continua nell’intervista a ItaliaOggi – chi ruba in una notte in tre case diverse rischia trent’ anni, come se avesse stuprato e ammazzato un bambino, visto che l’ergastolo è di fatto abolito: poi il giudice gliene dà uno e mezzo con la condizionale e il ladro alla fine non sconta nulla”. È “demenziale”, appunto.

In questo quadro ci inserisce perfettamente la battiaglia di Salvini contro l’immigrazione indiscriminata e la cecità della sinistra. Per il leader leghista, a detta di Nordio, è stata “una straordinaria opportunità” per “aumentare i consensi”. “Il problema era ed è reale – spiega – e incide su interessi primari dei cittadini, soprattutto di quelli più deboli. Questo problema – continua – è ancora attuale, e speriamo non venga esasperato dalle vicende libiche”. Ora, però, non potrà portare altri “vantaggi elettorali” dal momento che, in questo momento, “le preoccupazioni maggiori riguardano l’economia. “Lo scontento crescente, soprattutto qui nel Nord Est- argomenta – minaccia di erodere il consenso ottenuto da Salvini con la politica migratoria e la legge sulla legittima difesa”.

Se Salvini deve stare attento a quanto sta facendo in ambito economico, la sinistra dovrebbe fare più di un mea culpa per l’infinità di errori commessi negli ultimi anni. “La legge Turco/Napolitano era un suo prodotto – continua Nordio- e in realtà seguiva gli stessi criteri oggi predicati da Salvini: in Italia si entra regolarmente, o si vien buttati fuori. Solo che nessuno, né la sinistra né la destra, ha mai avuto il coraggio di applicarla concretamente, e le espulsioni erano provvedimenti cartacei mai eseguiti con l’effettivo rimpatrio. Il fatto è che, come fa notare l’ex magistrato, riportate a casa un clandestino è “impresa difficile e costosa”. “L’unico rimedio – conclude – è controllare gli approdi e contrastare il commercio dei trafficanti criminali”.

Fonte – http://m.ilgiornale.it/news/2019/04/25/nordio-un-nuovo-fascismo-alle-porte-e-una-colossale-sciocchezza/1684536/

Francia: chi è Jordan, l’anti Macron sovranista di origini italiane

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Ha quasi 24 anni, ma alle Europee è destinato a battere i candidati vicini all’attuale presidente.

Si respira aria italiana a Parigi, specie negli ambienti sovranisti. Marine Le Pen e il suo “Rassemblement National” sono pronti a dare battaglia al partito del presidente Emmanuel Macron, già dalle prossime Europee. L’obiettivo sicuramente resta quello di scippare l’Eliseo all’attuale capo di Stato, espressione del centrosinistra riformista. Ma la conquista della presidenza passa dalla prossima tornata elettorale, in cui il RN sembra destinato a un risultato straordinario.

Il partito della destra sovranista francese è stimato da molti sondaggisti al primo posto nelle intenzioni di voto. Ad esempio, secondo Les Echos, l’armata della Le Pen sarebbe al 24%, contro il 21% di “En Marche”, il partito di Macron.

A determinare il successo dell’ex Front National sarebbe, secondo diversi osservatori, il capolista scelto dalla Le Pen per queste elezioni. Si tratta di Jordan Bardella, giovane promessa del sovranismo, con 24 anni ancora da compiere. Nato e cresciuto a Parigi, il ragazzo proviene da una famiglia di origini italiane. La sua carriera politica è iniziata nel 2012, quando, giovanissimo appendeva i manifesti di Marine, che quell’anno era candidata alla presidenza contro Hollande e Sarkozy.

Da lì, la sua ascesa è stata fulminea: consigliere della Regione centrale francese, e nel 2017 fu promosso a portavoce del partito e direttore nazionale di Génération Nation, la sua sezione giovanile.

Per molti, il probabile successo di Jordan alle Europee del prossimo 26 maggio, potrebbe lanciarlo come erede della stessa Le Pen. Fino a poco tempo fa, il ruolo di delfino della leader sovranista era infatti della nipote Marion, adesso fuori dalle beghe di partito. Di certo però, la ragazza non resterà fuori dalle dinamiche della campagna elettorale. Il suo fidanzato, l’italiano Vincenzo Sofo, corre per un posto a Strasburgo nel nostro paese, candidato della Lega nella circoscrizione Sud.

Fonte – https://vocecontrocorrente.it/francia-chi-e-jordan-lanti-macron-sovranista-di-origini-italiane/

La congiura di morte della Francia contro Vincent Lambert

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Ieri il Consiglio di Stato, ignorando la perizia dei medici, ha sentenziato che il paziente tetraplegico di 42 anni deve morire di fame e di sete

Ormai non c’è alcun dubbio: la Francia vuole che Vincent Lambert muoia di una morte orribile. L’accanimento giudiziario nei confronti del paziente 42enne tetraplegico non ha precedenti. Ieri, per la seconda volta, il Consiglio di Stato ha convalidato l’interruzione dell’alimentazione e idratazione dell’uomo e padre in stato di minima coscienza da 11 anni. La decisione medica è stata presa dall’ospedale Chu Sébastopol di Reims il 9 aprile 2018 e autorizzata dal tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne a gennaio.

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fonte – https://www.tempi.it/la-congiura-di-morte-della-francia-contro-vincent-lambert/

Gesù ora diventa “partigiano”. E per il “prete” canta “Bella Ciao”

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Quando era “parroco” a Bussolengo (VR) lo contestammo con forza per le vignette blasfeme, sia di persona che sulla stampa, oltre che sul sagrato, con un volantinaggio che fece scalpore. Anche Zenti, su nostra sollecitazione, intervenne a censurare alcune sue uscite più che mai discutibili. Ora, finalmente, il colpo finale?

Una vignetta fa discutere i fedeli sul web. Gesù risorge e intona il canto “partigiano” di “Bella Ciao”. polemiche in rete.

Adesso sul 25 aprile arriva anche un vento di blasfemia. Don Giovanni Berti, sacerdote, ha deciso di disegnare Gesù come un partigiano che canta Bella Ciao in una delle sue vignette.

Il prete ha postato il suo disegno sui social accompagnandolo con una didascalia: “Quando il 25 aprile è nella Settimana di Pasqua…”. Di fatto nel disegno di don Giovanni Berti Gesù appare a Maria Maddalena e canta: “…questa mattina mi son svegliato, oh bella ciao, ciao, ciao…”.

Il sacerdote sul Gazzettino ha commentato così il suo disegno che ha fatto parecchio discutere soprattutto sui social: “Pasqua di resurrezione e di liberazione – commenta il sacerdote – dalla morte e da tutte le sue manifestazioni: guerra, odio, persecuzione, divisione, razzismo, distruzione…il 25 aprile celebra per la nostra nazione italiana la libertà ritrovata e l’inizio di un cammino mai terminato di liberazione… come mai concluso è il cammino di liberazione dell’umanità iniziato la mattina della resurrezione di Cristo…“.

E di fatto gli utenti della rete si dividono. Da un lato c’è chi approva questa scelta: “Grande Gioba – si legge in un commento che richiama il nome d’arte del sacerdote-disegnatore – di grande estro sempre“. E ancora: “Il cristianesimo che mi piace, grande!!“. Ma c’è anche chi punta il dito contro il sacerdote per aver accostato Gesù al 25 aprile: “Fare meno politica ironica ed essere più Cristiani sarebbe l’ideale. Il bella ciao lo dovresti cantare al demonio“. E Don Giovanni Berti dalle Sacre Scritture trova ispirazione per le sue “creazioni”: “Non per banalizzare il messaggio che contengono, ma al contrario per cogliere la potenza di gioia che è nascosta nella storia di Gesù“. Nonostante la sua spiegazione, i fedeli restano comunque divisi.

fonte – http://m.ilgiornale.it/news/2019/04/26/gesu-ora-diventa-partigiano-e-per-il-prete-canta-bella-ciao/1684900/

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