Report ancora a Verona: antenne abusive, creste, rimborsi milionari. Tutti sapevano, tutti muti

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Telescrocco

Verona è considerata patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, anche perché, si legge tra le motivazioni, “rappresenta in modo eccezionale” il concetto della città fortificata. Tra le fortificazioni tutelate c’è anche una torretta massimiliana, voluta da Radetzky, occupata da 40 anni da antenne e ripetitori radiotelevisivi, installati violando il vincolo di tutela della sovrintendenza per i beni storici e culturali senza l’autorizzazione del demanio, proprietario dell’importante monumento storico. Oggi il demanio che aveva dato in gestione il monumento al comune di Verona nel lontano 1968, con l’impegno di non apportare alcuna modifica interna e esterna al bene, ha chiesto al sindaco Tosi, amministratore della città nell’ultimo decennio, di restituire la torretta libera dalle antenne. Ha chiesto agli abusivi di risarcire lo Stato per gli ingenti danni subiti dall’importante monumento, e soprattutto chiesto i canoni arretrati. Ma fino a ora nessuno ha mai pagato, né ha intenzione di farlo. Perché? E chi sono gli abusivi? Report racconterà questa incredibile vicenda di abusivismo attraverso testimonianze e documenti inediti, e ha scoperto che c’è pure qualcuno che in questi anni ha fatto anche la cresta alle spalle dello Stato.

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ACCELLERATA INVOLUZIONE NEL GOVERNO DEGLI UOMINI

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Risultati immagini per ACCELERATA INVOLUZIONE NEL GOVERNO DEGLI UOMINIL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Nel mio «L’ALIENAZIONE AMERICANISTA CHE INQUINA IL MONDO» di dieci anni fa, dicevo che il gran dilemma del tempo presente riguarda l’egemonia degli Stati Uniti nel mondo.  E domandavo: – corrisponde tale potente influenza nella vita internazionale a un valido modello di civiltà? Rappresenta esso un fattore di continuità o di abbandono del concetto d’ordine e di pace fondato su una verità vitale per l’uomo, come fu intesa dagli albori della storia? Cioè dell’uomo fatto di anima e corpo? Può la sua vita spirituale essere degradata a optional per momenti di svago?

Poiché – è certo che sotto il dominio di un potere alieno da sani princìpi di civiltà, l’umanità intera è esposta, a dispetto d’ogni parvenza di benessere, a un’inesorabile decadenza spirituale, che è anche causa di un letale squilibrio vitale… Ciò si può anche descrivere – a proposito di «evoluzionismo» – proprio nel suo contrario, cioè come una  involuzione nel governo della vita umana.

Poiché siamo nel campo delle idee, ci interessa qui la tendenza del modo di pensare e ancora di più, di credere. Ora, alla base delle tendenze americaniste ed ecumeniste, già si vede un rapporto di comunanza nelle tendenze dei grandi signori della terra, sia civili sia religiosi, poiché pensano che l’orizzonte del credere vada allargato da una «religione più universale», tanto da includere agnosticismo e ateismo in un universalismo che decanti ogni fideismo per arrivare al dio più buono riscontrabile  nell’uomo nuovo, prodotto mirabile del progresso secondo il modello modernista.

Ripassiamo allora in breve la scaletta dei presidenti americani dalle 2 Grandi Guerre, cioè, da quando gli USA hanno cominciato a esportare il loro modello democratico moderno al mondo, export continuato con le guerre presenti, che già si proietta in un futuro senza frontiere. Continua a leggere

Ecco come Putin affronta i proprietari di una fabbrica

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Risultati immagini per PutinSegnalazione di Federico Prati

Di Pietrangelo Buttafuoco

www.ilfoglio.it

Il fallimento della Lehman Brothers si raccontò con l’immagine dei dipendenti alle prese con gli scatoloni per andarsene via. L’Air France, pochi giorni fa, con un’altra scena: la caccia al manager, fino a strappargli i vestiti. Due tasselli dell’immaginario il cui puzzle, a sentire Maurizio Landini in Italia si completerà con l’occupazione delle fabbriche per scongiurarne la chiusura.

Ecco, il prezzo è alto ma ai corporativisti impazienti suggerisco di fare una ricerca su YouTube. Esattamente “Putin che affronta i proprietari di una fabbrica  quando viene a sapere del licenziamento degli operai…

https://www.youtube.com/watch?v=e1Fv4GzIeuw#t=27

Fonte: www.ilfoglio.it/il-riempitivo

Link: http://www.ilfoglio.it/il-riempitivo/2015/10/07/index___1-vr-133551-rubriche_c164.htm 7.10.2015

Se sono stati bombardati, sono dell’Isis…

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Risultati immagini per Bombardamenti ISISSegnalazione di Federico Prati

Di ISRAEL SHAMIR
The Unz Review

Il presidente Putin è un pirata, nient’altro. Nella sua dichiarazione all’ONU ha letteralmente rubato le parole della chiamata alle armi contro il terrorismo del 2001, con sopra il copyright del presidente Bush Jr. È per questo che gli americani sono stati presi in contropiede: il presidente russo ha usato contro di loro le migliori figure retoriche dei loro stessi presidenti. Si tratta chiaramente di un trabocchetto: invece di evidenziare i punti di rottura fra Russia e Stati Uniti, Putin si è preso l’intera discorso americano e se n’è appropriato. La gente suggestionata da questa retorica se l’è bevuta completamente, e gli è pure piaciuto: i lettori del popolare NY Daily News hanno preferito il discorso di Putin per il 95% a quello del loro presidente. E fra questi c’è anche Donald Trump. Putin probabilmente conquisterebbe la guida dei Repubblicani se potesse candidarsi, così Trump vuole prendersi i voti che spetterebbero a Putin.

E adesso, i russi cominciano la loro guerra al Terrore. La guerra al Terrore di George W Bush è stata una farsa: quella dei russi sarà migliore? Lo stato islamico (IS, ISIS, ISIL o Daesh con l’acronimo arabo), l’obiettivo dichiarato dell’operazione, è un’entità elusiva, come al Qaeda o come lo Snark del poema di Lewis Carroll. È un franchise, un network, piuttosto che uno stato. Non può essere fermato dai raid aerei tanto quanto non poteva esserlo al Qaeda. Continua a leggere

Strage di Mina: Mossad e Arabia Saudita dietro i rapimenti di personalità iraniane

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Segnalazione di Redazione Il Faro sul Mondo

Teheran - Il rientro delle bare dei martiri della strage di Mina

di Giovanni Sorbello

L’agenzia al-Nahrain ha pubblicato giorni fa un rapporto in cui afferma che il Mossad, l’agenzia di intelligence degli Esteri di Israele, ha rapito un certo numero di funzionari, diplomatici e membri del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (Irgc), durante la calca scatenata a Mina, nei pressi della città santa della Mecca, in cui morirono 4.700 persone.

Nella strage sono rimasti uccisi circa 470 iraniani, ma diverse decine risultano ancora dispersi. Sulle cause della ressa sono stati già pubblicati diversi report in cui si conferma che a scatenare la calca sono state appositamente le autorità saudite.

Al-Nahrain ha ottenuto informazioni anche da fonti diplomatiche europee a Bruxelles, che confermano che in realtà la strage avvenuta alla Mecca è stato un sabotaggio pre-pianificato al fine di rapire un certo numero di militari e diplomatici iraniani.

Secondo il rapporto di Al-Nahrain, tra le autorità rapite durante la ressa al pellegrinaggio del Hajj ci sarebbe l’ex ambasciatore iraniano in Libano, Ghazanfar Roknabadi. Roknabadi è considerato un importante membro dell’ufficio del leader supremo Ayatollah Ali Khamenei, oltre che una persona ben informata sui segreti dell’arsenale missilistico iraniano fornito ad Hezbollah.

Anche Ali Asghar Fouladgar, il capo dell’istituto per gli studi strategici dell’Irgc risulta attualmente disperso, così come Hussein Danesh, Fo’ad Mashghali, Ammar Miransari e Seyyed Hasan Hasani tutti membri dell’ufficio della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei.  Continua a leggere

Siria, l’intervento russo segna una svolta epocale in Medio Oriente

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Segnalazione di Redazione Il Faro sul Mondo

di Giovanni Sorbello

Mentre l’azione militare russa in Siria diventa sempre più efficace e determinante, i vari gruppi terroristici che da quasi cinque anni stanno insanguinando il Paese, stanno pensando bene di trovare una rapida via di fuga dalla Siria.

Lo Stato Maggiore della Difesa russo ha annunciato che i jet da combattimento della Russia hanno effettuato nelle ultime 72 ore più di 60 raid in Siria, distruggendo almeno 50 postazioni dei vari gruppi terroristici.

I raid hanno colpito obiettivi sensibili dei gruppi terroristici dell’Isis, di Al-Nusra e di Ahrar Sham, tra cui postazioni di comando, fabbriche di esplosivi, impianti di comunicazione, depositi di carburanti e munizioni, campi di addestramento.

Lo Stato Maggiore russo ha riferito che al momento sono stati uccisi almeno 1,700 terroristi e decine di mezzi a loro disposizione sono stati distrutti. Gli attacchi condotti dalle forze militari russe vengono coordinati con le forze armate siriane.

Secondo le ultime informazioni, sarebbero almeno 600 i mercenari in fuga dalle loro postazioni in Siria che hanno attraversato la frontiera turca cercando di raggiungere l’Europa. Altri 700 terroristi si sono consegnati al governo siriano nella provincia di Daraa, consegnando anche tutte le armi a loro disposizione. Continua a leggere

Novità: Istruzione sopra le feste del Signore, della B. Vergine e dei Santi

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istruzionesopralefesteSegnalazione Edizioni Amicizia Cristiana

San Pio X
Istruzione sopra le feste del Signore, della B. Vergine e dei Santi
Edizioni Amicizia Cristiana

Nel 1905 veniva pubblicato il Compendio della dottrina cristiana, prescritto da San Pio X alle diocesi della provincia di Roma, comprendente, oltre alle diverse parti catechistiche (Prime nozioni di catechismo, un Catechismo breve e un Catechismo Maggiore), un’Istruzione sopra le feste del Signore, della B. Vergine e dei Santi, sotto forma di domande e risposte come tutta l’opera.
Con il presente opuscolo, il lettore ha finalmente la possibilità di ritrovare il testo dell’Istruzione, ormai difficile da reperire, in quanto non fu più pubblicato nelle diverse edizioni del catechismo che si sono susseguite sino agli anni Sessanta (ad eccezione della ristampa anastatica delle edizioni Ares nel 1974).
Il volumetto permette di ricevere, come indica il nome, un’adeguata istruzione, di carattere dottrinale e spirituale, sulle principali feste dell’anno liturgico. I fedeli potranno così preparare adeguatamente i diversi tempi liturgici e le festività più care alla devozione cattolica.
Un mezzo efficace per approfittare sempre meglio dei tesori contenuti dalla bimillenaria liturgia romana. Continua a leggere

Usa-Isis: quel bombardamento non s’ha da fare

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usa_isisSegnalazione del Centro Studi Federici

Ecco la prova che l’America NON sta distruggendo l’Isis
 
Navigando su internet ho trovato un documento molto interessante, anche perché la fonte è insospettabile: il Council on Foreign Relations, ovvero il think tank di altissimo livello che forma le élites sia del partito democratico che di quello repubblicano destinate a governare il Paese. Molti lo considerano, non a torto, il vero pensatoio della politica estera statunitense.
Uno dei suoi ricercatori Mikah Zenko ha paragonato i bombardamenti degli americani nelle grandi missioni militari degli ultimi vent’anni con quelli in Siria. Vediamoli. Da quando un anno fa è stata lanciata la campagna militare contro l’Isis il Pentagono ha sganciato 43 bombe al giorno, mentre in Irak nel 2003 ne lanciò 1039, in Afghanistan 230, in Kosovo 364 e nel 1991 nella prima guerra addirittura 6123.

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I massoni scrivono: Mattarella e il potere romano s’inchinano

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mattarella-massone

Segnalazione Quelsi

by Stefania Elena Carnemolla

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, potrebbe meglio impiegare il proprio tempo, tipo vigilare sulla Costituzione – presa d’assalto da Camera e Senato – piuttosto che inviare lettere, telegrammi e messaggi al Grande Oriente d’Italia. Tramontata al Quirinale l’epoca Napolitano, speravamo che nel palazzo che fu dei Papi nessun presidente perdesse più tempo con i massoni, a meno che…

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum e, così, ad aprile, in occasione della tre giorni massonica a Rimini – la stessa cui ha partecipato, come abbiamo raccontato su Qelsi, Riccardo Nencini, viceministro renziano – Sergio Mattarella ha inviato un messaggio al Grande Oriente d’Italia. Orgogliosi i massoni, tanto da darne notizia: “Un messaggio di saluto e di auguri in occasione della Gran Loggia di Rimini, dedicata quest’anno al tema ‘Il coraggio delle idee, la costanza delle azioni’, è arrivato al Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi dal capo dello Stato Sergio Mattarella, attraverso il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Luigi Cremoni [in realtà capo del Cerimoniale ndr]. Nella lettera si esprime apprezzamento per il fitto programma dell’assise e per l’argomento scelto. Il presidente ringrazia inoltre il Gran Maestro per gli auguri che gli ha formulato in occasione del suo insediamento al Quirinale e per le belle parole che gli ha riservato per aver dedicato il suo primo atto da capo di Stato alla memoria dei martiri delle Fosse Ardeatine”.

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Il laicismo della Mezzaluna cancella due feste cristiane

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Mauro Faverzani

 Con la nomina di Dounia Bouzar al vertice dell’Osservatorio della laicità francese diviene concreto il rischio che passi anche la sua proposta di cancellare due feste cristiane dal calendario e di sostituirle con quella musulmana dell’Eid e con quella ebraica di Yom Kippur.

Attualmente in Francia sono 11 in tutto le festività: di queste, solo 6 hanno un legame con la fede cristiana. Anzi: il Lunedì di Pentecoste ormai è divenuto una “mezza vacanza”, poiché una fetta significativa della popolazione attiva in tale giornata lavora comunque. Il 1 gennaio, il 1 maggio, l’8 maggio, il 14 luglio e l’11 novembre, invece, sono totalmente prive di qualsiasi connotato religioso. Perché, dunque, non rimpiazzare un paio di queste ricorrenze “neutre” con le due ricorrenze ebraica e musulmana?

È quanto si chiede la petizione recentemente lanciata dalle agenzie L’Observatoire de la ChristianophobieRiposte CatholiqueLe Salon BeigeNouvelles de France,Le Rouge & le Noir, agenzie rivoltesi direttamente al primo ministro francese, affermando: «Come non vedere nella proposta della signora Bouzar un nuovo atto d’aggressione cristianofobica?», domandandosi se il prossimo passo possa essere quello, per assurdo, di «radere al suolo tutte le chiese, ritenendo che possano offendere la laicità».

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Come combattere il difetto dominante

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OMINO SU FRECCIA

Segnalazione di Redazione BastaBugie

La mortificazione ci dona la libertà, assicura il predominio in noi delle nostre qualità e della nostra attrattiva speciale di grazia

di Padre Réginald Garrigou-Lagrange

È estremamente necessario il combatterlo perché è il principale nemico interiore, e quando questo è vinto, le tentazioni non sono più tanto pericolose, ma sono piuttosto occasioni di progresso. Ma questo difetto non può dirsi vinto finché non v’è un vero progresso nella pietà o nella vita interiore, fino a che l’anima non è giunta ad un vero e stabile fervore di volontà, vale a dire, a quella prontezza della volontà al servizio di Dio che é, secondo San Tommaso, essenza della vera devozione. Per questo combattimento spirituale è necessario ricorrere a tre mezzi principali: la preghiera, l’esame e una sanzione.

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Quando in Sicilia comandavano i Musulmani

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TAGLIATORE ISLAMICO

Nonostante la storiografia anticattolica descriva il periodo come tollerante e pacifico, la storia vera fu un’altra cosa

di Pasquale Hamel

Ma è proprio vero che negli anni in cui gli arabi furono padroni della Sicilia, parlo dei secoli dal IX al XI, l’Isola sia stata un luogo di tolleranza di pace? La risposta, alla luce di quanto normalmente si racconta, sembrerebbe scontata. Ci si potrebbe accontentare, per averne conferma, di leggere un capolavoro della storiografia ottocentesca come “Storia dei musulmani in Sicilia” di Michele Amari. Amari, con puntualità, ripercorre infatti quel periodo rilasciandocene un’immagine particolarmente positiva, per cui, chi legge l’opera dello storico siciliano si fa un’idea ben precisa del periodo della dominazione araba come di una parentesi luminosa della storia siciliana. Fino a qual punto questa di Amari può essere considerata una corretta rappresentazione di quel tempo? PREGIUDIZI IDEOLOGICI CONTRO LA CHIESA Diciamo subito che Amari, non è solo un grande storico, è anche un uomo impegnato politicamente e che la sua cultura è figlia di quelle sensibilità intellettuali proprie di molti uomini dell’Ottocento motivati dalla lotta all’oscurantismo e al tradizionalismo. Amari è infatti dichiaratamente anticlericale e sicuramente massone e, in quanto tale, vede la Chiesa e le sue istituzioni come il fumo negli occhi. Non meraviglia, dunque, che la sua ricerca storica sia stata influenzata da forti pregiudizi ideologici e culturali. Scriveva Goethe che “scrivere la storia è un modo di sbarazzarsi del passato”, nel caso di Amari potremmo dire che, proprio le sue passioni politiche, c’è un recupero del passato per poterlo utilizzare a giustificazione di un’idea. Così, il nostro storico, dovendo portare acqua al mulino della propria visione del mondo, trova corretto occuparsi ed enfatizzare un periodo, per fortuna breve, della storia siciliana, quello appunto della presenza musulmana, caricandolo oltremisura di positività. E, siccome di quel periodo la ricerca storica non si era fino ad allora occupata, la narrazione del grande intellettuale siciliano non ha trovato contraddittori fino al punto da essere accettata senza contraddittori. Oggi, però, le cose per fortuna sono alquanto cambiate, storici di rilievo si sono spinti infatti nello spazio di ricerca dove sembrava fosse stato detto tutto o quasi. Fra gli altri, due bei libri, quello di Alessandro Vanoli “La Sicilia Musulmana” e quello di Salvatore Tramontana “L’isola di Allah”, hanno aperto brecce nella visione consolidata dell’Amari violando e ridimensionando la visione paradisiaca che lui stesso ci ha regalato. ISLAM TOLLERANTE IN SICILIA? MA QUANDO MAI? Ci siamo chiesti, in avvio del discorso, se la Sicilia islamica fosse quell’esempio di tolleranza che è stato tramandato ai posteri e la risposta non può che essere quantomeno problematica perché alla luce dei documenti pervenuti bisogna riconoscere che la tesi di Amari deve essere riconsiderata. La Sicilia al tempo dell’Islam non fu più tollerante di come lo furono altri territori del mondo conosciuto dove un vincitore si è insediato con la forza strappando il dominio ai popoli indigeni. Infatti, gli islamici, fin dall’inizio della loro avventura siciliana – un’avventura che durò 137 anni a causa della strenua resistenza che i siciliani opposero all’invasore – furono abbastanza rigidi e il loro impegno teso all’islamizzazione dell’isola non fu per niente indifferente. Impegno che non si rivolse solo nei confronti delle istituzioni e delle evidenze architettoniche, creazione di un emirato islamico e trasformazione di chiese e sinagoghe in moschee, ma si rivolse soprattutto nei confronti delle comunità cristiane ed ebraiche. Non per nulla, in maniera più o meno rigida, fu applicato nel tempo, l’aman del califfo Omar, personaggio reso famoso dalla storia per essere stato responsabile dell’incendio della biblioteca di Alessandria, uno dei più grandi delitti contro l’umanità. Questa sorta di editto, elencava tutta una serie di obblighi o divieti cui erano sottoposti i dhimmi, cioè i non musulmani che vivevano nell’isola. La condizione di dhimmi, diremmo, con linguaggio moderno, di cittadini a diritti limitati, era quella che, secondo il dettato del Corano, veniva attribuita alla gente del libro, cioè agli ebrei e ai cristiani. CONDIZIONI UMILIANTI PER I CRISTIANI Per garantirsi questi pur limitati diritti, i dhimmi dovevano pagare una tassa di capitazione, la jizya e, se proprietari di fondi, dovevano aggiungere la “kharàg” una sorta di sovrimposta sugli immobili che i musulmani non erano tenuti a pagare. Ma erano soprattutto le limitazioni imposte dall’aman di Omar che pesavano sui dhimmi. L’elenco dell’aman indicava diciassette divieti estremamente pesanti e in qualche caso addirittura umilianti. Fra questi divieti, a parte quelli di manifestare e praticare in pubblico la propria fede e di costruzione o riparazione di edifici di culto, ve n’erano alcuni che incidevano sulla vita privata dei singoli. C’era fra questi l’obbligo di ospitare un musulmano nella propria dimora, quella di cedere i posti a sedere ai musulmani, di non utilizzare selle per le cavalcature o di non costruire edifici che fossero più alti di quelli dei musulmani. Ma c’erano anche imposizioni umilianti come quello di portare segni distintivi per distinguersi dai musulmani; tipico segno distintivo era, ad esempio, l’obbligo di rasarsi la parte anteriore della testa. Questi divieti che, ripeto, non furono sempre applicati rigidamente, e la pesantezza delle imposte applicate, furono lo strumento che consentì di attuare una rapida islamizzazione dell’isola, fatto a cui gli stessi governanti musulmani cercarono di porre un freno per ragioni economiche. Le conversioni facevano venir meno le ingenti risorse provenienti dalle imposte cui erano sottoposti i dhimmi. Questa situazione vessatoria, ben lontana dalla idea comune di tolleranza cui ci ha abituati certa letteratura, ci da anche la chiave di lettura dello straordinario successo della conquista normanna. Trecento o mille cavalieri normanni che furono, il numero è imprecisato, pur ben armati e motivati, non avrebbero mai potuto battere le migliaia di armati islamici presenti nell’Isola se non avessero avuto l’aiuto dei residenti cristiani cui si aggiunse la sapiente politica di sfruttamento dei conflitti e delle lotte fra i potentati isolani. Tornando al nostro tema, con buona pace di quanti ancora coltivano il mito della presenza musulmana in Sicilia, bisogna riconoscere che la tolleranza non fu la cifra specifica di quel tempo quanto piuttosto, e anche qui da prendere “cum grano salis”, del successivo periodo normanno; il Granconte Ruggero d’Altavilla e il figlio Ruggero II, opponendosi alle insistenze di Roma che avrebbe voluto una immediata ricristianizzazione dell’Isola, intuirono infatti che, quel che chiamiamo oggi tolleranza, sarebbe stata una valore aggiunto per il benessere dei loro domini e non ebbero dubbi a farla propria.

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San Pio V e il trionfo di Lepanto

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Lepanto: solo un fatto militare? di padre Enrico M. Rossetti o. p.

L’uomo di Lepanto

(…) E’ necessario anzitutto riportarsi a quel tempo e capire coloro che hanno operato e sofferto per la causa della fede in situazione tanto diversa dalla nostra. In particolare bisogna capire l’uomo che volle la vittoria di Lepanto, che la ideò, la preparò, la sofferse fino allo spasimo. Quest’uomo è un uomo di Dio, è un santo: Pio V. Senza di lui la vittoria di Lepanto non solo non ci sarebbe stata, ma, essa resterebbe incomprensibile nel suo vero significato. Lepanto passa attraverso il cuore, la mente, la fede, la preghiera e la santità di Pio V. In lui si riassume tutto il “sentire” della Chiesa di allora.

Appena eletto Papa, percepì acutamente il pericolo che correva la Chiesa e l’Europa: il pericolo di un’imminente invasione dell’Islam, che avrebbe potuto cancellare l’Europa cristiana dalla carta del mondo e con essa la stessa fede cristiana.

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Gli USA rifiutano di fornire i dati sulle postazioni Isis in Siria

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isil-obama

 

Gli Stati Uniti, rifiutandosi di condividere i dati di intelligence con la Russia sulle posizioni dei militanti di ISIS, sfruttano un pretesto per rinunciare alla lotta contro i terroristi, ha dichiarato ai giornalisti oggi il portavoce del ministero della Difesa, il generale Igor Konashenkov.

Così ha commentato le dichiarazioni dell’ambasciatore statunitense alla NATO Douglas Lute, che si è rifiutato di condividere i dati di intelligence degli Stati Uniti con la Russia relativi alle posizioni di ISIS in Siria a seguito del “sostegno di Mosca al regime di Assad.”

“I nostri partner di altri Paesi che vedono in ISIS il vero nemico da distruggere incondizionatamente, ci aiutano attivamente fornendoci dati sui depositi d’armi, centri di comando e campi di addestramento dei terroristi. Coloro che hanno, a quanto pare, un parere diverso su questa organizzazione terroristica, sono costantemente alla ricerca di scuse e pretesti per rinunciare alla cooperazione nella lotta contro il terrorismo internazionale”, — ha sottolineato Konashenkov.

Ha sottolineato che l’Aviazione militare russa in Siria distrugge le infrastrutture di ISIS non per l’interesse particolare di qualcuno, ma per combattere il terrorismo internazionale.

it.sputniknews.com

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Ecco come i banchieri vogliono eliminare l’uso dei contanti

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Corsa agli sportelli della banca Adolf Mandel Bank nella zona Lower East Side di Manhattan, New York. Febbraio, 1912.

Una legge vi strapperà dello stesso status di depositanti, per impedirvi di prelevare i vostri soldi.

Corsa agli sportelli della banca Adolf Mandel Bank nella zona Lower East Side di Manhattan, New York. Febbraio, 1912.

ROMA (WSI) – Eliminare l’uso dei contanti: sempre di più l’obiettivo dei grandi banchieri, che vogliono costringere i clienti a investire in asset rischiosi e che soprattutto vogliono salvaguardare la loro liquidità (con i soldi dei correntisti).Phoenix Capital fa il punto della situazione, riportando un esempio e partendo dalla legislazione vigente negli Stati Uniti.Stando alla Legge Bancaria Usa, i depositi sono considerati passività. Dunque, all’interno di questo quadro normativo, i depositanti sono creditori (della banca).

“Di conseguenza…se una grande banca dovesse fallire negli Usa, i vostri depositi presso tale banca verrebbero o ‘svalutati’ (leggi: ‘sparirebbero’) o sarebbero convertiti in titoli azionari della società. Una volta convertiti in quote di capitale, voi diventereste azionisti (della banca), perdendo lo status di depositanti…dunque non sareste più assicurati dalla FDIC”.

Phoenix Capital Research ha scritto già diversi articoli sul tema della guerra al contante lanciata dal mondo della finanza, in primis dalle banche centrali: il diktat è impedire ai depositanti di tentare di tutelarsi dagli shock finanziari decidendo di ritirare i loro risparmi dagli istituti di credito, nascondendoli magari sotto il classico materasso.

Non è dunque sicuramente un caso che, attualmente, il sistema finanziario degli Stati Uniti sia costituito soprattutto da moneta digitale. Il reale ammontare delle banconote fisiche e delle monete in dollari ammonta infatti ad appena $1.360 miliardi, poco al di sopra del 10% dei $10.000 depositati sotto forma di conti bancari. E si tratta di una quantità del tutto irrisoria, se paragonata ai $20.000 miliardi di azioni, $38.000 miliardi di bond e $58.000 miliardi di strumenti sul credito che circolano nel sistema.

Inutile dire che “se una percentuale significativa di persone decidesse di trasformare i propri soldi (dai conti bancari) in contanti, il problema potrebbe diventare sistemico”. Ed è questo che i poteri forti vogliono impedire.

Di qui, l’idea di privare i correntisti dello stesso status di depositanti, trasformandoli in azionisti della banca. In questo modo perderebbero la tutela dell’agenzia federale di garanzia dei depositi ed, essendo azionisti, pagherebbero caro il crack dell’istituto, in quanto vedrebbero le loro azioni crollare.

E’ quanto è già accaduto – scrive la società – precisamente in Spagna nel corso della crisi bancaria del 2012. Da allora, si è verificata la stessa cosa anche a Cipro e in Grecia…e “ora è perfettamente legale negli Stati Uniti, grazie a una clausola della legge Dodd-Frank”. (Lna)

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Siria, confermata la presenza degli Specnaz. L’ordine di Putin: “Annientare il nemico con ogni mezzo”

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specnaz

(di Franco Iacch)

07/10/15

Gli specnaz sono in Siria. Così come anticipato a più riprese da Difesa Online (i primi in Italia ad ipotizzare l’impiego delle unità), Putin ha schierato alcuni team specnaz in vista dell’imminente controffensiva terrestre che, come sappiamo, sarà condotta dagli iraniani supportati da Hezbollah e dagli sciiti provenienti dall’Iraq e dall’Afghanistan.

L’ordine impartito da Putin è chiaro: “spazzare via i nemici con qualsiasi mezzo”. Gli specnaz agiranno in missioni hunter killer e targeting leader e coordineranno sul terreno i raid russi, mai così precisi come quelli avvenuti nelle ultime settimane. Agiscono (così come avevamo già previsto) dalla base di Hmeymim, in supporto della 7th Guards Airborne Division. I “killer” di Putin avranno il compito di assicurare le posizioni conquistate e scardinare la rete comando dei terroristi.

Dove i Kamov 52, lì gli specnaz

L’elicottero da combattimento Ka-52 Alligator, variante biposto del Ka-50, ha debuttato all’Air Show di Parigi il 17 giugno dello scorso anno. Il Ka-52 Alligator è stato costruito utilizzando tecnologie d’avanguardia, con un’avionica ed un carico bellico di ultima generazione. Il largo uso di materiali compositi, garantisce nel contempo un elevato livello di sicurezza del volo. Il Ka-52 Alligator è un elicottero da combattimento ognitempo, con una caratteristica unica nel suo genere: è stato progettato per supportare esclusivamente le operazioni degli specnaz e dei servizi segreti russi (GRU).

Nonostante disponga di numerosi Mi-28N ‘Havoc’, Mosca ha inviato in Siria optato per una particolare forza a rotore composta da elicotteri da trasporto ed attacco. E nonostante l’esiguo numero di esemplari a disposizione, i russi non hanno perso tempo a schierare l’Alligator. Il Ka-52 ha svelato l’entrata in servizio del ‘Vympel’ (unità delle forze speciali agli ordini dei servizi segreti russi, ndr). Gli specnaz del ‘Vympel’, già operativi in Cecenia, Caucaso ed Ucraina, sono specializzati nello spionaggio e nella raccolta di informazioni: è stata fin dagli anni ’80 utilizzata anche per missioni di ‘targeting leader’.

Hmeymim: “La tana dei lupi”

La base di Hmeymim è il comando principale di tutte le operazioni specnaz in Siria e sede principale di tutte le missioni targeting leader e hunter killer. La base ospita le principali piattaforme a supporto delle unità d’elite, i Kamov Ka-52 ‘Alligator’ e le cannoniere a rotore “Hind”.

Hmaimim, probabilmente l’avamposto più fortificato dai russi, è divenuto il principale avamposto anche per tutti gli attacchi condotti dalle piattaforme Su-34.

 

 

 

 

 

Fonte:

http://www.difesaonline.it/mondo-militare/siria-confermata-la-presenza-degli-specnaz-lordine-di-putin-annientare-il-nemico-con

 

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