Il nostro Pietro Ferrari commenta in maniera dotta, sintetica ed efficace due aspetti, due spigolature “criptopolemologiche” riguardanti rispettivamente le influenze teoretiche del giudaismo sul comunismo [primo audio] e le implicazioni esistenziali e politiche del così detto “olocausto” ebraico [secondo audio], per andare oltre luoghi comuni, complottismi e storiografie ufficiali insufficienti.
Sabato CHRISTUS REX protesterà in piazza a Bologna e Firenze al fianco di Forza Nuova :
Tweet69 Renzi “l’agenda la decidiamo noi”. Ultimatum ad Alfano su ius solis Renzi sfida Alfano su ius soli e unioni civili e dice no a proposta Ncd su riforma Senato 13 ottobre 2015L’aula della Camera ha approvato con 310 voti a favore, 66 contrari e 83 astenuti il ddl cittadinanza. Al momento dell’approvazione ci sono stati applausi provenienti dai banchi del Pd e della maggioranza. La nuova legge passa ora all’esame del Senato. Addio dunque allo ius sanguinis, via libera allo ius soli temperato e allo ius culturae: sono le nuove fattispecie per l’acquisto della cittadinanza italiana da parte dei minori stranieri, introdotti dalla proposta di legge approvata oggi dall’aula della Camera e che passa all’esame del Senato. Ecco le principali novità: IUS SOLI TEMPERATO. Acquista la cittadinanza per nascita chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. Per ottenere la cittadinanza c’è bisogno di una dichiarazione di volontà espressa da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore, entro il compimento della maggiore età. Se il genitore non ha reso tale dichiarazione, l’interessato può fare richiesta di acquisto della cittadinanza entro due anni dal raggiungimento della maggiore età. Quanto allo ius soli previsto dalle norme attuali, relative allo straniero nato e residente in Italia legalmente senza interruzioni fino a 18 anni, il termine per la dichiarazione di acquisto della cittadinanza viene aumentato da uno a due anni dal raggiungimento della maggiore età. NIENTE IUS SOLI PER I CITTADINI EUROPEI. La nuova fattispecie di acquisto della cittadinanza per nascita non sarà applicabile ai cittadini europei, in quanto possono essere titolari di permesso UE per soggiornanti di lungo periodo solo i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea. DUBBI SUL PERMESSO DI SOGGIORNO UE. Tale permesso è rilasciato allo straniero cittadino di Stati non appartenenti all’Unione europea in possesso da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità; reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale; disponibilità di alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge; superamento di un test di conoscenza della lingua italiana. Non hanno diritto al permesso gli stranieri che: soggiornano per motivi di studio o formazione professionale; soggiornano a titolo di protezione temporanea o per motivi umanitari; hanno chiesto la protezione internazionale e sono in attesa di una decisione definitiva circa tale richiesta; sono titolari di un permesso di soggiorno di breve durata; godono di uno status giuridico particolare previsto dalle convenzioni internazionali sulle relazioni diplomatiche. IUS CULTURAE. Può ottenere la cittadinanza il minore straniero, che sia nato in Italia o sia entrato nel nostro paese entro il compimento del dodicesimo anno di età, che abbia frequentato regolarmente, per almeno cinque anni nel territorio nazionale uno o più cicli presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali idonei al conseguimento di una qualifica professionale. Nel caso in cui la frequenza riguardi il corso di istruzione primaria, è necessaria la conclusione positiva di tale corso. La richiesta va fatta dal genitore, cui è richiesta la residenza legale, oppure dall’interessato entro due anni dal raggiungimento della maggiore età. NORMA TRANSITORIA. Le nuove norme si applicheranno anche ai 127mila stranieri in possesso dei nuovi requisiti ma che abbiano superato, al momento di approvazione della legge, il limite di età dei 20 anni per farne richiesta. Il ministero dell’Interno avrà sei mesi di tempo per rilasciare il nulla osta.
Alta tensione in Vaticano. Dagospia.com rivela che ieri sera intorno alle 19, quando sul blog del vaticanista de “L’Espresso” è comparsa la lettera con cui 13 cardinali sollevavano al Papa le loro obiezioni sul Sinodo, il sempre mite e pacifico Bergoglio sarebbe andato su tutte le furie
Alta tensione in Vaticano. Dagospia.com rivela che ieri sera intorno alle 19, quando sul blog del vaticanista de “L’Espresso” è comparsa la lettera con cui 13 cardinali sollevavano al Papa le loro obiezioni sul Sinodo, il sempre mite e pacifico Bergoglio sarebbe andato su tutte le furie. Il Papa, scrive Dago, sarebbe addirittura stato colto da un improvviso e violento raptus di ira, tuonando contro le porpore conservatrici “Se le cose stanno così, possono andare via. La Chiesa non ha bisogno di loro, li caccio tutti!”. Poi, sfogata la rabbia, ha avuto un malore: tachicardia, sbalzi di pressione. Niente di grave, comunque.
In Vaticano continua l’antica tradizione dei sospetti e della fuga di notizie. Questa mattina sul blog di Sandro Magister, giornalista dell’Espresso, viene pubblicata una lettera a firma di 13 cardinali nella quale compaiono critiche, a tratti molto dure, nei confronti di papa Francesco e della metodologia che sta contraddistinguendo il Sinodo sulla famiglia in corso. Quattro, per ora, i cardinali che hanno preso le distanze dalla missiva, sostenendo di non aver mai firmato alcun documento. L’ultima volta che il Vaticano è stato dilaniano da una lotta intestina, o almeno l’ultima volta che questa cosa è emersa mediaticamente, risale al 2012: quando scoppia il caso Vatileaks.
Alle urne per la città-regione è mancato il testa a testa pronosticato dai sondaggi, ma il leader populista vede il suo Fpoe accreditato di un balzo in avanti del 6% (al 32,3%), mentre i socialdemocratici perdono oltre 5 punti percentuali (al 39,4%), peggior risultato del dopoguerra
VIENNA – I socialdemocratici del Spoe prevalgono alle elezioni comunali di Vienna, ma le scene di esultanza dei loro sostenitori non nascondono quanto sia stata dura evitare lo sfondamento della destra populista del Fpoe. Che non ha fatto nulla per non strumentalizzare a proprio favore il clima di incertezza e paure diffusosi nell’opinione pubblica a seguito dell’emergenza migranti che negli ultimi mesi ha visto transitare nel Paese migliaia di rifugiati siriani, provenienti dall’Ungheria e per la maggior parte in transito verso la Germania. A oltre un terzo dello scrutinio per assegnare i seggi nel parlamento della città-Regione di Vienna, i socialdemocratici si confermano prima forza nella capitale con un 39,4%, ma arretrano di circa cinque punti percentuali, mentre il Fpoe compie un salto in avanti del 6%, attestandosi intorno al 32,3%. Il risultato dei socialdemocratici è il peggiore del dopoguerra a Vienna e suona come un campanello di allarme per la Grosse Koalition messa in piedi con i Popolari della Oevp dal dicembre 2008 sotto l’attuale cancelliere Werner Faymann dopo decenni di analoghe collaborazioni.
Risultato che ha fatto mancare il testa a testa previsto dai sondaggi, ma dà fiato alle ambizioni del leader populista Heinz-Christian Strache, che invoca un ritorno alle urne anticipato a livello federale. “Il nostro risultato non può essere sminuito”, avverte il capo del Partito della libertà austriaco e suo candidato di punta alle elezioni viennesi, perché, sottolinea Strache, il Fpoe ha ottenuto una minoranza di blocco nel parlamento regionale in grado di fermare modifiche allo Statuto della città. Inoltre, spetta al suo partito la nomina di un vice-borgomastro, carica peraltro solo onorifica. Mentre, a livello federale, il governo del cancelliere socialdemocratico Faymann, è “incapace di agire” e “dovrebbe dimettersi”, ma non lo farà perché Spoe e Popolari dell’Oevp continueranno a “rimanere appesi gli uni agli altri” evitando il ricorso alle urne. Secondo le proiezioni, il partito cristiano-conservatore Oevp, dato in calo del 4,5% al 9,5%, è scavalcato dai Verdi, che avrebbero ottenuto l’11,6% e possono contribuire a mantenere Vienna la Rossa”, roccaforte di sinistra che è stata fin dalla fine della Seconda Guerra mondiale e, con i suoi 1,3 milioni di elettori, centrale nel sistema-paese austriaco.
Nell’analisi dei media, è generalizzata la considerazione che sul balzo in avanti del Fpoe di Strache (leader della formazione che fino al 2005 fu di Joerg Haider, che ne uscì per formare la sua “‘Alleanza per il Futuro dell’Austria”, Bzoe, prima di morire in un incidente d’auto tre anni dopo), abbia influito la peggiore crisi migratoria del dopoguerra: soprattutto tra agosto e settembre, i flussi hanno avuto proprio in Vienna la meta intermedia sulla rotta balcanica che punta alla Germania e i nazional-populisti hanno avuto gioco facile a sottolineare i rischi e negatività della situazione. Già nei mesi passati la formazione di Strache ha ottenuto notevoli successi in consultazioni provinciali sempre a spese dei socialdemocratici e dei centristi.
LE QUATTRO GRANDI BANCHE DI WALL STREET E LE OTTO FAMIGLIE COLLEGATE CHE DOMINANO LA FINANZA MONDIALE. I media russi che trasmettono informazioni in forma alternativa (rispetto ai media occidentali) si sono presi la briga di sviscerare e segnalare in modo specifico quali siano gli oligopoli finanziari anglosassoni- le quattro mega banche- che hanno il controllo della finanza mondiale, come è venuto alla luce dai risultati inquietanti di una ricerca fatta da “Russia Today”: queste sono BlackRock, State Street Corp,– FMR/Fidelity,- Vanguard Group. E’ risultato fra l’altro che, anche che la “privatizzazione globale dell’acqua” viene attuata dalle stesse megabanche di Wall Street, in concomitanza con la Banca Mondiale, fatto questo che arreca benefici nel suo insieme al nepotismo dinastico della famiglia Bush (grande famiglia di petrolieri), i cui componenti stanno cercando anche di prendere il controllo delle fonti d’acqua dell’Acuífero Guaraní in Sud America, una delle maggiori riserve d’acqua dolce del pianeta. Già nel 2012 il precedente legislatore texano Ron Paul –padre del candidato presidenziale Rand, uno dei creatori del poi rinnegato “Partito del Te”, venuto poi meno, ma che è stato anche uno dei migliori esperti fiscali degli Stati Uniti- aveva segnalato che i Rothschild possiedono le azioni delle 500 principali multinazionali riportate nella rivista Fortune che sono controllate a loro volta dalle quattro grandi banche di Wall street (“the Big Four”): la BlackRock, la State Street, FMR/Fidelity e Vanguard Group (che strana coincidenza). Adesso Lisa Karpova (LK), della Pravda.ru, è riuscita a penetrare,con la sua indagine, nei dedali della finanza globale ed ha commentato che si tratta di ” sei, otto o forse 12 famiglie , che sono quelle che veramente dominano il mondo, pur sapendo che è un mistero difficile da decifrare”.
Saranno 45 mila, ha subito detto la polizia. Forse 100 mila, hanno valutato gli organizzatori. A Berlino, sabato scorso, a scendere in strada per manifestare contro il TTIP, il trattato euro-americano cosiddetto di libero commercio concepito in segreto fra eurocrati globalisti e multinazionali Usa, sono stati 250 mila. “Una delle più grandi manifestazioni nella storia recente di Berlino”, secondo Christoph Bautz di Campact, una delle organizzazioni di base che hanno promosso la manifestazione. Gli altri gruppi promotori erano Verdi, Attac, Greenpeace, partiti di sinistra, i primi a non aspettarsi tanta partecipazione. Il fatto è che ad essere scesa in piazza con loro è stata la classe media, quella che vota – o votava – CDU.
Una manifestazione simile è avvenuta ad Amsterdam. Impressionante per violenza la reazione dei media mainstream: non potendo sminuire la manifestazione, la Faz ha deriso i manifestanti e i loro sloga; Der Spiegel ha collegato la crescita del movimento contro il trattato di libero commercio o TTIP alla “crescita del bruno-merda di Pegida (il partito tedesco anti-islamico), Marine Le Pen e Donald Trump”. Un amalgama – chi è contro il TTIP è un nazista di m. – dettato da rabbia e panico. Ed ostinazione a negare legittimità alla protesta.
“Mai visto diffamare, e trattare come il male assoluto, una manifestazione che ha raccolto così tante sigle”, ha notato Ulric Schneider di Paritaetische (un’associazione di movimenti sociali “Impegnati a promuovere la giustizia sociale”).
Solo pochi giorni prima la Commissione Europea aveva ricevuto 3,2 milioni di firme di cittadini che esigono il blocco immediato del Trattato. Per “normativa”, ogni cittadino può partecipare all’elaborazione delle politiche della Commissione presentando un progetto di legge agli oligarchi: deve raccogliere però un milione di firme, dice la “normativa”. Nel 2014, una formale iniziativa in questo senso era già stata rifiutata dalla Commissione. Questa raccolta di firme non avrà forse destino migliore, perché “fuori dal quadro legale europeo”.
Le oligarchie che hanno occupato il potere hanno deliberatamente dichiarato guerra alla volontà popolare. “ È possibile che le pecore pretendano di guidare il pastore nella buona direzione, assumendo anche il controllo del cane da pastore?”, ha dichiarato Mario Monti ex commissario, Trilateral, Bilderberg: “Ci si può addirittura chiedere se la democrazia come noi la conosciamo e l’integrazione internazionale siano ancora compatibili”.
E’ impossibile essere più chiari – e più insultanti. La democrazia è incompatibile col mondialismo, dice il parassita.
In Francia le pecore però stan cominciando a mordere? I capintesta di Air France costretti a fuggire con le camice strappate da lavoratori minacciati di licenziamento hanno suscitato in Hollande una tipica reazione da oligarca: cose del genere, ha detto, “intaccano l’immagine della Francia all’estero”, intendendo che allontanano i famosi investimenti esteri che la globalizzazione porterà ai paesi europei, se si rendono competitivi. “Venendo da uno che ha compromesso l’affidabilità della Francia come partner industriale annullando il contratto di vendita dei due Mistral alla Russia, è senza dubbio un caso di amnesia”, ha ironizzato l’economista e storico Jacques Sapir.
Sapir è il primo ad evocare la parola proibita: “guerra civile”. Questo ottuso senso di onnipotenza delle elites, questa volontaria sordità delle oligarchie verso le basi sociali, la convinzione che non devono più rispondere ai cittadini, è indurre la guerra civile europea.
Non è una soluzione che Sapir auspica, anzi lo giudica uno sviluppo patologico della crisi che infuria, e che le oligarchie non vogliono vedere. Le violenze all’Air France? Ma è violenza peggiore annunciare il licenziamento di 2900 dipendenti in una società che soffre disoccupazione di massa da otto anni, senza alcuno scrupolo da parte dei dirigenti e nessuna vibrazione da parte del governo.
Vuol dire non vedere “il senso di spossessione di ogni potere che soffrono ormai milioni, anzi la maggioranza dei francesi”, che si vedono “sequestrati gli strumenti di controllo sulle proprie esistenze” da mondializzazione e “costruzione europea” – dove sempre più chiaramente, quello che eufemisticamente chiamano ‘deficit di democrazia ‘ si manifesta per quello che è: negazione di democrazia”. Rifiuto deliberato di dare ascolto al “popolo”. Lo smantellamento delle istituzioni in nome del “ci pensa l’Europa”. Lo svuotamento della politica, lo scivolamento dello Stato verso uno Stato collusivo”. L’anomia generale, dimostrata da ricchezze così eccessive da essere odiose e dalla pretesa di “diritti” dei gay. Tutti i disordini, il senso di essere spossessati del controllo sulle proprie vite, le crisi austeritarie e perdita di orientamento pubblico e privato hanno tutti una causa, in fondo: la perdita della sovranità.
Piaccia o no, solo all’interno di stati sovrani si applica il diritto, e le istituzioni sono legittime. Oggi siamo sotto leggi (meglio: direttive e normative) imposte e escogitate da poteri che non hanno, né cercano di avere, alcuna legittimità. Essi puntano ad un vero totalitarismo arbitrario.
Quale è l’ideologia di questo totalitarismo oligarchico? Attenzione, denuncia Sapir: “è quella tragicamente semplificata dei liberisti e libertari di tutte le risme”. E’ l’ideologia della Tatcher: non esistono le società (come non esistono “idee platoniche”) , la sola realtà sono gli individui che la compongono.. . Ciò equivale a dire che la sola realtà morale collettiva è “il mercato”, perché che la società non ha diritti; titolari di diritti sono solo gli individui, oggi lanciati nella conquista di “diritti narcisistici”.
Questa ideologia è fallace, ha buon gioco a dimostrare Sapir:
“In realtà gli individui sono il prodotto della società, e la costruzione della società è simultanea alla costruzione degli individui”.
Cari lettori, se questa asserzione vi sembra scandalosa, statalista-comunista (o bruno-merda, se siete “di sinistra”) è perché vi hanno imbevuto della ideologia “tragicamente semplificata”, liberista e libertaria, oggi imposta come pensiero unico.
In realtà, basta riflettere quanto sia infantile l’illusione che gli individui pre-esistano alla società e la creino loro, con loro decisioni coscienti individuali. In realtà, basta pensare alla lingua nazionale materna che gli individui parlano: è qualcosa che hanno ricevuto dalla società e dalla sua storia, altrimenti non potrebbero nemmeno parlarsi. E ciò vale per tutto: religione, quadro economico, cultura condivisa, la massima parte delle “idee” e della visione del mondo che gli individui hanno, non è stata pensata da loro originalmente, ma l’hanno ricevuta dalla società. Dalla società ricevono anche il “mercato” in cui speculano, anzi – attraverso le istituzioni – il diritto di essere “individui”.
Naturalmente non si nega con ciò che gli individui influiscano sulla società. “Tra l’individuo e il collettivo si stabiliscono legami complessi – dice Sapir -che sono irriducibili” alla visione tragicamente semplificata dei liberisti. I liberisti-libertari quando vedono un muro, ci vedono i mattoni. Ma non riescono a riconoscere che tra un mucchio di mattoni e un muro di mattoni c’è un salto qualitativo essenziale.
“Volerlo negare, pretendere che ci siano dei fogli bianchi su cui gli spiriti forti scrivono la storia senza tener conto della storia passata, è la ricetta che conduce a drammi orribili, di cui il peggiore è la guerra civile. Tuttavia è a quello che tendono le istituzioni europee e l’ideologia europeista”, in ciò alleato all’individualismo ideologico liberista: unito all’eurocrazia nello smantellare lo Stato, dichiararlo corrotto e quindi da esautorare, e deridere o demonizzare la Nazione e la sua storia, insultare ogni credenza collettiva come “tabù da superare”. Le due forze congiurano nell’abolire “la politica” – ossia il luogo dove gli individui e la società interagiscono, lo Stato. L’abolizione della sovranità, voluta fortemente dalle multinazionali come dai libertari vogliosi di esporre tutti i loro narcisismi (vedi gay pride), è l’abolizione della democrazia. “Perché ci possono essere degli stati sovrani che non sono democratici; ma non s’è mai visto uno stato democratico che non sia sovrano”.
Perché questo non sbocchi nella guerra civile europea (la lotta di tutti contro tutti, che darebbe agli euro-oligarchi il pretesto per perfezionare la loro dittatura illegittima), si impone un compito: “la ricostruzione dell’ordine democratico”, attraverso la riconquista della sovranità, l’uscita dall’euro , la deflagrazione e ricomposizione dei partiti attuali, che sono comitati d’affari…e come?
Interessante constatare che Sapir (benché di sinistra) non condivida affatto la demonizzazione del populismo del mainstream progressista: “La rifondazione della democrazia può imporre o implicare elementi di populismo”.
E perché? Risposta: “Per combattere la tendenza delle burocrazie a produrre delle leggi senza curarsi della loro legittimità, il ricorso ad elementi di legittimità carismatica si impone”, è un antidoto. Come lo è il ricorso al referendum, che partecipa a questa legittimità carismatica.
La dittatura è democratica
E non si contenta di rivalutare il “populismo”, Sapir: “Soprattutto, bisogna ricordare che i poteri dittatoriali fanno parte dell’ordine democratico”. Naturalmente non pensa al senso volgare che oggi ha assunto il termine; pensa alla dittatura romana, che fu istituzione repubblicana, e probabilmente alle sue incarnazioni francesi: Robespierre, Napoleone, la Commune, il fronte popolare…dittature rivoluzionarie. “Bisognerà che la nostra mano non tremi, – scrive – che l’azione non sia interrotta, quando si porrà la questione dell’abrogazione di leggi varate in condizioni certo legali, ma interamente illegittime”. Quando la “legalità” è occupata da un potere illegittimo, la dittatura è la cura: dittatura rivoluzionaria.
Vis embra un isolato un po’ delirante? Guardate meglio, sapendo quanto in Francia sono importanti gli intellettuali politici. Attualmente, un numero sempre più inquietante di intellettuali e maitres à penser che la sinistra credeva guadagnati per sempre alle sue schiere, stanno rivoltandosi. Un po’ sulla linea dell’ex comunista Alain Soral (“Sinistra del lavoro, destra dei valori”) contestano il politicamente corretto e la censura del pensiero che impone, l’immigrazione senza limiti, contro l’euro, contro l’europeismo, difendono l’identità nazionale contro l’inondazione musulmana. Sono personalità diverse, molti ebrei, molti atei , e adesso “fanno il gioco del Front National”. Le cose sono arrivate al punto che Libération, il giornale storico della gauche, se n’è uscito con un attacco a in piena regola contro questi “polemisti reazionari” (réacs) che “si dicono ostracizzati mentre sono onnipresenti” (nel talk shows), che impongono “Nei media” i loro temi “demagogici” (essenzialmente: contro l’immigrazione e contro la UE) e lo fanno “facendo a pezzi il politicamente corretto”.
E lo ha fatto, Libération, con una copertina così:
“Sì, siamo benpensanti; e allora?”.
Inaudito. Il giornale di tutte le sinistre radical chic, fra trotzkismo e anarchismo, fra sessantottismo e trasgressione (ma di proprietà Rotschild) , si dichiara “benpensante”. Pensate solo se apparisse un titolo del genere, poniamo, sul nostro Manifesto. Siamo qui ad un rovesciamento comico di posizioni: la gauche frou frou si schiera dalla parte di ciò che è sensato, moderato ed assennato contro quei sovversivi anticonformisti di reazionari senza rispetto per i tabù della sinistra. Il punto è che questi spaccatutto, quando vanno in tv a fare a pezzi il pensiero unico, piacciono al pubblico – il pubblico che al 25 per cento voterà Marine Le Pen. Da qui l’accusa da parte di Libération agli intellettuali non-conformisti di “fare il gioco del Front National”, credendo con ciò di squalificarli. Il che ha indotto Régis Debray, un grande vecchio della cultura, non certo di destra, a dichiararsi disgustato dal fatto di “screditare moralmente un avversario intellettuale col piccolo gioco stalinista o maccarthista di ‘fare il gioco di’”.
Questo rovesciamento di posizioni per cui è la sinistra a difendere il perbenismo contro “i reazionari” che sono però trasgressivi e popolari, non è, in Francia, un gioco senza effetto di letterati. E’ il covare di una Révolution.
Siccome in Italia uno scontro e un rovesciamento simili non sono neppure immaginabili, riprendo qui di seguito – a futura memoria – le motivazioni che il movimento “Stop TTIP” dà della sua iniziativa:
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Perché Stop TTIP
TTIP, l’accordo di libero scambio prevista tra l’UE e gli Stati Uniti (conosciuto anche con la sigla TAFTA) non servirà gli interessi dei cittadini ma a quelli delle imprese multinazionali:
TTIP mina la democrazia e lo Stato di diritto: le multinazionali straniere possono chiedere cifre esorbitanti, presentando una denuncia contro gli Stati, se gli Stati adottano leggi che riducono i profitti attesi. La causa sarà discussa non da magistrati pubblici, ma da tribunali arbitrali privati
TTIP apre la porta alla privatizzazione dei servizi pubblici: l’accordo privilegia i profitti delle multinazionali, a danno della comunità, sui servizi di distribuzione dell’acqua, della salute e dell’istruzione.TTIP minaccia la nostra salute e il nostro ambiente: ciò che è consentito negli Stati Uniti, sarebbe anche diventata legale in Europa – la via sarebbe aperta per il fracking (shale gas), gli OGM e le carni gonfiate agli ormoni. L’agricoltura contadina sarebbe ulteriormente marginalizzata, mentre crescerebbe ancora il potere dell’agro-industria.
TTIP riduce la libertà: gli utenti di Internet possono essere soggetti a vigilanza e di controllo ancora più gravosi di oggi. Eccessiva protezione del diritto d’autore ostacoleranno l’accesso alla cultura, all’educazione e alla scienza.
TTIP è praticamente irreversibile: una volta votato, il trattato non sarà più modificabile dai politici eletti, in quanto è necessario il consenso di tutti i contraenti per qualsiasi cambiamento. Nessuno Stato membro potrà più recedere dal contratto in quanto è l’Unione europea che lo avrà concluso.
Gli aerei russi mettono in fuga le milizie del califfato che hanno occupato la Siria. In pochi giorni le uscite dei Sukhoi di Mosca hanno colpito più bersagli di quanti non ne fossero stati precedentemente individuati, ma solo sulla carta, dalle forze della coalizione occidentale, le cui sortite dall’aria restano sparute ed inefficaci. Sono stati gli stessi piloti Usa a denunciare la lentezza del loro comando nel favorire l’individuazione degli obiettivi e lo stanamento degli islamisti dai loro santuari in Iraq e Siria.
L’Occidente a guida americana vuole colpire l’IS, ma non troppo, nella speranza che i tagliagole, prima di farsi l’ugola a vicenda, si decidano a coalizzarsi per abbattere il “tiranno” Assad, alleato di Putin e cliente scomodo per la Casa Bianca nell’area. Ma i combattenti di Daesh non sono così motivati e preparati come poteva apparire dalla loro propaganda. Il rumore dei jet di Putin e quello degli scarponi di Hezbollah sul terreno li ha storditi a sufficienza. Vengono smontati i set cinematografici allestiti dai terroristi per spaventare le casalinghe del mondo libero. Nella ritirata gli islamisti in fuga abbattono altri monumenti millenari e così esauriscono la loro fantasia che ha una regia (esterna) catastrofica.
I profughi? Devono conoscere la storia della Resistenza. Al movimento Shalom devono aver preso molto sul serio le parole della presidente della Camera. «Molti dei giovani immigrati che arrivano in Italia nei loro Paesi sono partigiani», aveva detto Laura Boldrini il 25 aprile, festeggiando la Liberazione.
Loro, i volontari della onlus fondata a Santa Croce sull’Arno dal sacerdote Andrea Cristiani «per diffondere una cultura di pace, tolleranza e solidarietà verso gli ultimi della Terra», nel giro di pochi mesi sono passati dalle parole ai fatti. E nei progetti formativi predisposti nel settore dell’accoglienza hanno inserito come materia di studio la «storia della resistenza italiana ed il ruolo dei giovani per conquistare la libertà e la democrazia». Leggi il seguito >>>>
Un nostro interlocutore neocatecumenale ci scriveva: “sono conscio che se si privilegia troppo l’aspetto della mensa rischia di venir meno la percezione del sacrificio sull’altare, l’ho sperimentato sulla mia pelle, anche se devo dire che ultimamente dai miei ‘catechisti’ è stato ripetuto più volte che la messa è un sacrificio“… Notare: lo dicono “ultimamente”; il che significa che prima non avveniva, ammesso che lo dicano effettivamente e, comunque, se anche lo dicono e poi non “si vive” né nella celebrazione né conseguentemente nella vita, non è la stessa cosa che dice e fa la Chiesa.
Quello qui sopra è il titolo che è apparso su Libération, ed è la soluzione che il giornale francese – posseduto dalla famiglia Rothschild – propone traendo spunto dalla nota «tragedia del Mediterraneo». Interessante coincidenza, anche il New York Times si china, dall’altra parte dell’oceano, sul destino dei poveri morti negri. Sparge e una lacrima, e poi si domanda: Who is to blame?, di chi è la colpa? E si risponde: «I politici europei puntano il dito sui trafficanti e pongono l’accento sulla soluzione militare; ma ciò che spinge gli immigranti nelle braccia dei criminali è proprio le politiche dell’Unione Europea, che tratta l’immigrazione non come una necessità umana ma come una questione penale da reprimere… da 30 anni stanno costruendo la fortezza europea».
Come prevedibile, l’immigrazione di massa produce disordine sociale:
SCHIO – È finita in un pareggio ieri sera 9 ottobre con 250 partecipanti da una parte e dall’altra la sfida a distanza tra la fiaccolata di Prima Noi contro il business dei profughi e l’immigrazione incontrollata e la contromanifestazione “Spegniamo il razzismo” di Arcadia e Altovicentino Accoglie in difesa dei profughi. Le parti non sono mai venute a contatto in un centro storico controllato da almeno un centinaio di uomini delle forze delle ordine, con una quindicina di mezzi blindati a chiudere possibili varchi d’attacco. Tra gli slogan “Casa, lavoro, prima gli italiani”, “Il centro di accoglienza non lo vogliamo” e “Difendiamo la Nazione, non vogliamo l’immigrazione”, scorata da polizia e carabinieri, la fiaccolata di Prima Noi è partita da piazzale Divisione Acqui alle 21,30 per transitare lentamente, in una trentina di minuti, per le vie Leonardo da Vinci, XXIX Aprile e Fusinato per arrivare all’incrocio con via Carducci e fermasi davanti alla biblioteca dove il leader Alex Cioni ha ringraziato i presenti per la folta partecipazione, ribadendo i motivi della nascita di Prima Noi. “Per difendere gli italiani deboli, senza lavoro e casa, contro un immigrazione sempre più imponente. Non odiamo gli stranieri come asseriscono quelli che ora stanno manifestando contro di noi e ci vomitano addosso il loro odio, amiamo gli italiani e vorremmo risvegliare la maggioranza silenziosa che è dalla nostra parte. Siamo in un momento storico senza è precedenti ed è necessario reagire. Se il prefetto dovesse sequestrare l’ex ospedale De Lellis, e ne ho sentore, dovremmo impedirlo anche a costo di scatenare l’inferno”. Alla fiaccolata ha partecipato il comitato Vicenza ai Vicentini, emulo di Prima Noi, con il responsabile Nicola Carlesso che ha ringraziato Alex Cioni e i convenuti. La sfilata è trascorsa tranquilla, a parte un piccolo episodio dell’allontanamento poco dopo la partenza di tre no-global infiltrati sorpresi a fotografare i presenti. La contromanifestazione di Arcadia e Altovicentino Accoglie, partecipata da Pd, TesSiamo Schio, Sel, Legambiente, Acli, sindacati e Anpi è durata un paio di ore con il presidio in piazza dello Statuto e una sfilata tra le vie Btg. Valleogra, Baccarini e Pasini con rientro in piazza per il Portego dei Garbin, senza interventi ufficiali. Unico incidente un gavettone lanciato in strada da un condominio di via Baccarini che ha colpito di striscio un partecipante, con una certa rabbia di quanti lo hanno schivato, smorzata in sorpresa quanto si è affacciato l’autore: un uomo di colore.
Incredibile…Alcuni sostengono che solo da noi possano accadere certi fatti…
TRIESTE – Mentre i clandestini vengono piazzati in hotel, e quando occupano edifici abusivamente guai a chi li tocca, per due anziani italiani si sono mossi: quattordici uomini dell’Esercito, sette carabinieri, cinque mezzi in strada e il ministro della Difesa.
E’ accaduto ieri, al civico 23 di via Donadoni
Allucinante a Trieste!!! L’Esercito sta sfrattando una famiglia di nostri cittadini, senza preavviso!!! Queste persone non sanno dove andare!!! TUTTO CIÒ È INACCETTABILE!!!! Chiedo che i triestini vengano qui, in via Donadoni 23, per fare resistenza (con la sola presenza) per impedire questa vergogna!!!Diffondete!!! Sta accadendo ora!!
Il gender sbarca sulla TV di Stato. Ricordiamo che è pagata anche col canone di chi è contrario…
Ha debuttato giovedì con buoni ascolti su Raiuno la fiction E’ arrivata la felicità, storia corale con amori, divorzi, adolescenti, dolori, gioie, emozioni. Il cast è notevole: da Claudio Santamaria a Edwige Fenech, da Claudia Pandolfi a Lunetta Savino. La fiction, nonostante vada in onda in prima serata sulla rete delle famiglie, l’ammiraglia Rai, affronta temi forti come l’omosessualità (non è la prima volta che accade, va detto).
L’attrice Giulia Bevilacqua interpreta una ragazza lesbica che sta con una donna ed è incinta. E si lamenta che sua madre, interpretata dall’attrice Lunetta Savino, sia l’unica ancora contraria al suo stile di vita, quando per tutto il mondo – dice lei – è una cosa normalissima. In effetti la madre non dice agli amici che la figlia è lesbica e le due donne hanno quasi completamente tagliato i rapporti. Anche il personaggio di Claudia Pandolfi, sorella della ragazza gay, si scontra con la madre “conservatrice” e la incolpa di non accettare un fatto che “la maggioranza del Paese reputa normale”:
Arriveranno le polemiche per questa “normalizzazione” dell’amore gay? Staremo a vedere.
SABATO 17 OTTOBRE SARA’ UNA GIORNATA INTENSA PER IL NOSTRO CIRCOLO “CHRISTUS REX”: UNA DELEGAZIONE PARTECIPERA’ AL CONVEGNO DI MODENA QUI SOTTO SEGNALATO, UN’ALTRA ANDRA’ A BOLOGNA ALLA MANIFESTAZIONE DEL NORD ITALIA DI FORZA NUOVA CONTRO L’IMMIGRAZIONE E UN’ALTRA ANCORA RIMARRA’ A VERONA PRESSO I LOCALI DI “TRADITIO”
Segnalazione del Centro Studi Federici
X GIORNATA PER LA REGALITÀ SOCIALE DI CRISTO
Tra una settimana ci sarà la decima giornata per la regalità sociale di Cristo a Modena. L’ingresso è libero, le iscrizioni sono previste solo per chi si ferma al pranzo. Ci sono già 100 iscrizioni, si invitano le altre persone interessate a iscriversi al più presto.
Sabato, 17/10/2015 ore 10.30 – 18.00
la rivista Sodalitum e il Centro Studi Giuseppe Federici presentano la
IX GIORNATA PER LA REGALITÀ SOCIALE DI CRISTO
con il seminario di studi:
“SANTA INQUISIZIONE ED ERETICA PRAVITA’. A 50 anni dalla dichiarazione conciliare sulla libertà religiosa”.
e con un’esposizione di libri e oggettistica a cura di case editrici e associazioni culturali.
Quisquilie e pinzillacchere, avrebbe detto Totò, bisogna essere uomini di mondo e imparare a starci. Bertucco come il giapponese Hiroo Onoda: accenda la radio e ascolti che la guerra a Flavio è ormai finita.
Tutti insieme appassionatamente. Oppure, contrordine compagni!, scegliete voi il titolo. Che spettacolo (in)degno del basso impero vedere sabato 10 ottobre a Verona i capetti del PD sgomitare attorno al Renzi-pacca-sulla-spalla-con-Tosi, fino all’altro ieri il Nemico numero 1, il Diavolo, il capo del vicesindaco condannato in primo grado per corruzione, l’uomo del traforo, dell’inceneritore