I dolori del “regime change” a Washington

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di Maurizio Blondet

I dolori del "regime change" a Washington

Fonte: Maurizio Blondet

Dopo aver provocato tanti regime changes, i responsabili provano sulla loro pelle il regime change in Usa. Non si hanno notizie  precise  dell’agenzia di lobbiyng dei due fratelli Podesta,  quelli per cui la  “artista”  Abramovic   cucinava gli  spiriti. Ma possiamo esser certi che Tony  ha perso il contratto per avanzare gli  interessi della Casa Reale Saud  presso la Casa Bianca: per il quale percepiva 140 mila dollari al mese, abbastanza da togliersi tutti i suoi costosi vizi.  Casa Saud  aveva ammesso di aver finanziato il 20% della campagna Hillary, certo su suo consiglio:  mai fu fatto un peggior investimento.

 

Tony Podesta con una delle sue opere d'arteTony Podesta con una delle sue opere d’arte

Quanto a John Podesta, il fratello, capo della campagna per Hillary  e perciò  venuto troppo in vista (grazie   anche alle sue strane email  spifferate da Wikileaks), non può fare quello che stanno facendo  i militanti meno noti e  meno visibili: sfrondare dal loro curriculum le loro passate benemerenze come raccoglitori di fondi per la Clinton,  cancellare  le loro conoscenze nell’ambiente democratico,  e cercare lavoro presso altre aziende: le quali adesso cercano gente con “republican connections”,  di cui questi poveretti sono privi.

Molti giovani che prima occupavano  vari incarichi di portaborse politici al Senato o al Dipartimento  di Stato, per  prudenza hanno cancellato da Facebook le loro foto esultanti a fianco di Hillary,  e da Linkedin hanno tolto ogni riferimento troppo preciso al loro mestiere di prima. Sono migliaia, cercano lavoro, “e lavoro non c’è”, ha spiegato  a Politico una aiutante dello staff Clinton, Amira Patel. Continua a leggere

Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima…

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di Claudio Messora

Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima...

Fonte: Byoblu

Dopo la colossale figura di palta, anziché una letterina di scuse per avere esposto tutto il Movimento 5 Stelle al pubblico ludibrio, a un fallimento politico colossale e avere rovinato irrimediabilmente i rapporti nel Gruppo Politico dove M5S Europa risiede, l’Efdd, arriva questo testo sul blog di Beppe Grillo:
L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima. Grazie a tutti coloro che ci hanno supportato e sono stati al nostro fianco. La delegazione del MoVimento 5 Stelle in Parlamento Europeo continuerà la sua attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il DDM (Direct Democracy Movement)“.
Per una volta lasciatelo gridare a me: Gombloddoh! (e per scriverne io, ce ne vuole. eh?). I poteri forti non vi hanno permesso di vendervi ai poteri forti! Ma ve l’ha scritto Crozza?

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Cyberspionaggio. E’ nata una figura ibrida di controllore-controllato

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di Enrica Perucchietti

Cyberspionaggio. E' nata una figura ibrida di controllore-controllato

Fonte: intelligonews

Intervistata da Intelligonews Enrica Perucchietti, giornalista, scrittrice e opinionista, commenta senza giri di parole il caso cyberspionaggio. Nel mirino degli hacker sembra ci fossero, da anni, imprenditori e personaggi politici di spicco tra cui Renzi, Monti e Draghi.
Che idea si è fatta della vicenda?
 
“E’ la punta dell’iceberg di un fenomeno, molti ricercatori ne parlano da anni ma sono stati bollati come delle cassandre. Siamo tutti violati quotidianamente, non esiste più la privacy, il cyberspionaggio è diventato ormai endemico ed è l’arma per tenere sotto controllo un po’ tutti”. 
 
Materiale quindi da utilizzare per ricatti.

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Dall’omofobia alla “robophobia”? le ultime frontiere della Rivoluzione

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

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di Lupo Glori

Dal matrimonio gay e lesbico al “matrimonio robot”, passando per l’“auto-matrimonio”. Questi sono i folli ma logici passaggi dell’attuale processo di dissoluzione dell’istituto familiare naturale in nome dell’illimitato principio di auto-determinazione individuale. Se a guidare le nostre azioni e le nostre scelte sono, infatti, i meri istinti e sentimenti d’amore, senza alcun ponderato filtro di ragione e buon senso, si approda a risultati inverosimili e surreali, per i quali, ognuno pretende di avere il diritto di sposare chi “sente di amare”, anche fosse, sé stesso o uno spersonalizzato ed inquietante robot. Continua a leggere

Bambini sempre più sostituiti dai cani

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Segnalazione di BastaBugie

Capita sempre più spesso di vedere adulti che trattano i cani da figli e i figli da cani
di Giorgio Celsi

Gli animali sono creature che meritano rispetto e protezione. Sanno essere utili e di compagnia, sanno farsi amare. Sono, poi, meno impegnativi, esigenti e problematici dei bambini. Quindi la società sconsideratamente edonistica in cui viviamo ce li propone come validi sostituti.
Un palazzo nel centro di Brescia riportava un cartellone pubblicitario con la scritta: «Mi fido. Lui gioca, tu fai la spesa», per pubblicizzare un dog parking. Sono rimasto sconcertato: ora, in certi supermercati, prima di andare a fare la spesa si può usufruire non più di un’area giochi per i bambini, bensì per i cani: è garantito che «verranno fatti giocare e coccolati da veri dog sitter!».
Quindi ci saranno delle persone impiegate per tenere compagnia ai cani. Mi sorge, allora, un dubbio: l’animale da compagnia è il cane o l’uomo? Continua a leggere

McCAIN: “SONO STATO IO” (PER UNA VOLTA NON PUTIN)

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di Maurizio Blondet

McCain  ha ammesso: “Sono stato io a passare il falso documento russo compromettente per Trump”

Era un dossier  di 35 pagine in cui si dice, fra l’altro, che durante un viaggio in Russia nel 2013,   “The Donald” s’era fatto far una “pioggia d’oro”  da prostitute; naturalmente il tutto ripreso dai servizi di Mosca; e questo è il materiale con cui Putin sta ricattando Trump.

Adesso salta fuori il senatore McCain: “Ho ricevuto queste delicate informazioni l’anno scorso, e  le ho  passate al direttore dell’FBI  in quanto incapace di valutarne l’accuratezza”.  In realtà – ha spiegato Carl  Bernstein, il “grande giornalista” del Watergate che liquidò Nixon – mcCain ha ricevuto questo dossier da “un ex agente britannico  del MI6  a Mosca, assoldato da una ditta di opposizione politica a Washington, che faceva   le ricerche per [smerdare]  Donald Trump sia per i candidati democratici, sia per quelli repubblicani ostili a Trump”. Continua a leggere

Palermo, la rivincita di Caifa: chiesa diventa sinagoga

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Arco+della+Meschita-2Segnalazione del Centro Studi Federici

Lorefice dona agli ebrei una sinagoga a Palermo
 
L’Oratorio di Santa Maria del Sabato – sorto in quello che fu il quartiere ebraico – verrà affidato in comodato d’uso all’Unione delle Comunità ebraiche per ridare agli ebrei una casa nel capoluogo siciliano. Il gesto nell’anniversario dell’espulsione del 1493
 
A più di cinquecento anni dall’espulsione decretata dagli spagnoli, gli ebrei torneranno ad avere una sinagoga a Palermo. Un luogo di culto che aprirà i battenti nell’Oratorio di Santa Maria del Sabato, una piccola chiesa da tempo inutilizzata per le celebrazioni liturgiche e che sorge proprio nella zona dove un tempo si trovavano gli antichi quartieri ebraici della Guzzetta e della Meschita. A volere il gesto- storico per la Sicilia – è stato l’arcivescovo Corrado Lorefice, che ha deciso di accogliere una richiesta di un luogo di studio e di culto per la comunità ebraica di Palermo avanzata da Evelyne Aouate, presidente dell’Istituto Siciliano di Studi Ebraici.

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La pulizia religiosa nella Piana di Ninive

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tenda_chiesa_erbilSegnalazione del Centro Studi Federici

Cacciati dai loro villaggi dall’avanzata dell’Isis, sono pochi i cristiani della Piana di Ninive che hanno le forze materiali e morali per ritornare nelle loro case ora che l’esercito iracheno ha liberato quel territorio. 
 
Iraq, la speranza dei cristiani non abita più qui
 
Se i cristiani perseguitati dall’Isis in Iraq conservavano ancora una speranza, ora sembra perduta per sempre. Come le briciole usate da Pollicino per segnare la strada del ritorno a casa, è stata divorata da un mostro chiamato distruzione. I cristiani di Ankawa – sobborgo di Erbil nel Kurdistan iracheno – e del campo profughi di Kirkuk sono sempre più depressi da quando le loro città di provenienza, principalmente Qaraqosh e Bartalla, sono state liberate.
Sembra un paradosso, ma se durante le battaglie tra il Daesh e la coalizione di forze irachene, curde e internazionali, nei profughi cristiani era ancora vivo il desiderio di tornare nelle città dalle quali erano dovuti fuggire, i seguaci di Cristo hanno dovuto capire, dopo la liberazione, che il ritorno al passato è estremamente complicato. A frenare i loro entusiasmi non è stata solo la paura di dover subire nuove persecuzioni da parte dell’Isis che li stermina o tenta di convertirli. Alcuni di loro, appena i guerriglieri del Daesh sono stati cacciati da città come Qaraqosh, sono risusciti tra mille pericoli a rientrare nei luoghi d’origine. Non vedevano l’ora di ritrovare i ricordi, la memoria, assieme alle cose più care. Ma ai loro occhi si è presentato il nulla. Le loro case non ci sono più. I beni sono stati sottratti dai combattenti del Daesh. Tutto è ormai vuoto e squallore. “È così che abbiamo preso la nostra decisione. Meglio restare nei campi profughi. Ripartire daccapo sarebbe impossibile. Non abbiamo soldi per ricostruire tutto ciò che è perduto. Non abbiamo trovato niente di quello che ci era familiare. È tutto finito”, dice uno di loro in rappresentanza degli altri che, in cerchio intorno a lui, fanno “sì” con la testa.
 
Container e teli di plastica sono la nuova casa che li accoglie. Le strade sono di fango. Solo un po’ di fantasia e l’aiuto di tante associazioni umanitarie rendono la vita più sopportabile. Il bisogno di crearsi uno spazio personalizzato ha scatenato una sorta di “abusivismo edilizio” che ha portato diverse famiglie ad allargare i propri container costruendo, con materiali di fortuna, qualcosa che li rendesse più vicini ad una vera abitazione. Ingressi con tavoli e vasi di fiori, gabbie per uccellini che col loro cinguettio rallegrano le tristi giornate, tutto è destinato a contrastare la sensazione di essere in prigione.
Una prigione accogliente, grazie alle organizzazioni umanitarie come la Focsiv che hanno reso sempre più gradevole l’ambiente, con l’aiuto ad esempio di condizionatori atti a contrastare i freddi inverni e le torride estati, ma pur sempre un luogo al di fuori del quale non c’è futuro. “Fuori di qui, vivono solo i curdi. Il lavoro per i cristiani non c’è. Molti si sono adattati costruendosi i loro negozi all’interno del campo. Fanno i parrucchieri, vendono bibite. Per chi ha voglia di iniziare un’attività abbiamo organizzato diversi corsi di formazione, come quelli per estetista e per sarta, seguito dalle ragazze con interesse”, spiega Teresio Dutto della Focsiv.
 
Darsi da fare e prendersi cura di sé è un modo per non lasciarsi andare, infatti le ragazze sono ben truccate e ben vestite, con i capelli sempre in ordine. Teresio, chiamato da tutti affettuosamente “Terry”, è preoccupato per i giorni a venire. “I curdi sono sempre più sospettosi nei confronti dei profughi che arrivano da ogni parte dell’Iraq – spiega – perché temono infiltrazioni dei guerriglieri del Daesh. Questi ultimi, ormai, utilizzano tutti i metodi per ramificare la loro presenza in Kurdistan, quindi le vie di accesso per i profughi sono state chiuse e sarà sempre più difficile arrivare nei nostri campi”. La Focsiv cerca di fare del proprio meglio per contenere i danni, soprattutto psicologici, che la situazione può creare, intervenendo soprattutto sui bambini. Uno dei problemi maggiori è infatti l’aggressività dei più piccoli. “Sono agitati, violenti, hanno subito troppi dolori e troppe umiliazioni e non sanno come scaricare le frustrazioni. Nel nostro asilo e nella scuola cerchiamo di tenerli a bada con i giochi, col canto. Abbiamo anche lezioni di sport come il taekwondoo, che serve a convogliare le energie verso l’autodifesa. Per i più adulti ci sono corsi di inglese e di computer”. Anche nel campo di Kirkuk la Focsiv ha organizzato corsi di formazione e sportivi, ma la presenza di un ambiente particolarmente ostile, dove l’ideologia del Daesh si fa sentire con forza, rende tutto più complicato e le strutture sono peggiori rispetto a quelle di Ankawa. In molti, comunque, sono ormai convinti di ciò che faranno. Vivranno per sempre in questi spazi circoscritti, pur di non affrontare i problemi che ci sono fuori. 
 

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Vittorio Sgarbi: “Bergoglio mi piace perché è ateo”

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download (3)L’OPINIONE

“Le chiese moderne nella maggior parte dei casi sono brutte, perché è diminuito il senso del sacro”. Lo dice in questa intervista a La Fede Quotidiana il noto critico di arte Vittorio  Sgarbi.

Sgarbi, recentemente Daverio ci ha detto che in tanti casi le chiese moderne sono brutte, condivide?

” Sì, ma io queste cose le ho dette prima di Daverio. Bisogna analizzare le cause di questa bruttezza”.

Prego…

” Vedo un calo della idea generale di bellezza, questo succede in molti campi. Eppure, la bellezza, che è ricollegata  allo studio e alla conoscenza, è fondamentale. Il senso estetico  va a farsi benedire. In quanto alle chiese, il problema è più particolare”. Continua a leggere

La mafia s’è fatta impresa, e pure banca

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In Lombardia, un imputato su 4 per associazione di tipo mafioso è un imprenditore. E a Trapani finisce in amministrazione giudiziaria un istituto di credito
Antonino Piero Mancuso, presidente della Bcc di Paceco, nel trapanese, commissariata per sei mesi a fine novembre dal tribunale di Trapani, su proposta della Dda di Palermo
Antonino Piero Mancuso, presidente della Bcc di Paceco, nel trapanese, commissariata per sei mesi a fine novembre dal tribunale di Trapani, su proposta della Dda di PalermoLe mafie agiscono come imprese e come banche. Attraverso specifiche attività di corruzione e di riciclaggio di denaro sporco, le cosche investono e prestano denaro, sia in Italia che all’estero, mirando ad appropriarsi e a controllare settori importanti del sistema economico. Tra i vari indicatori di questo trend, possiamo considerare i dati dell’ultimo Rapporto dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia,

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https://altreconomia.it/la-mafia-fatta-impresa-pure-banca/

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MONTEPASCHI: DRAGHI SAPEVA. E AUTORIZZO’

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di Maurizio Blondet

(mb. La crisi del Montepaschi ha le sue origini nella acquisizione di Antonveneta nel 2008 ad un prezzo demenziale.  L’avvocato italiano Paolo Emilio Falaschi, nell’interesse dei soci, ha prodotto la lettera con cui il governatore di Bankitalia – tale Mario Draghi – autorizzava e giustificava l’acquisto. Ben due procure,  pur avendo visto la lettera, hanno escluso “ogni responsabilità” di Bankitalia e di Draghi: prova di come le oligarchie inadempienti e le plutocrazie pubbliche in Italia si coprano l’un l’altra.

Però in Germania hanno letto l’articolo-rivelazione di Franco Bechis (uno dei migliori giornalisti economici) che qui sotto pubblichiamo, e ne hanno tratto una nuova arma nella loro guerra contro Mario Draghi alla BCE. Servirà a delegittimarlo  e a indebolirlo. Tipica storia italiana: tanto furbi da essere collettivamente scemi).

Di Franco Bechis

Mps, I Misteri Di Draghi E Il Giallo Sulla Commissione Jp Morgan 15 DIC , 2016

La lettera porta la data del 17 marzo 2008, e ha la firma dell’allora governatore della Banca di Italia, Mario Draghi. Oggetto: “banca Monte dei Paschi di Siena- Acquisizione della partecipazione di controllo nella Banca Popolare Antoniana Veneta”. E’ l’origine di tutti i guai dell’istituto senese che ancora una volta è appeso per salvare se stesso e le migliaia e migliaia di depositanti e risparmiatori all’aiuto che il nuovo governo guidato daPaolo Gentiloni potrebbe dare per decreto legge nei prossimi giorni.

draghi-montepaschi

Ma anche il passaggio successivo di Draghi desta qualche sorpresa rispetto alla tradizionale prudenza della Banca di Italia. Perché spiega come Mps avrebbe trovato quei 9 miliardi necessari all’operazione: “un aumento di capitale per 6 miliardi (di cui 1 miliardo con esclusione del diritto di opzione), l’emissione di strumenti ibridi e subordinati per complessivi 2 miliardi e il ricorso a un finanziamento ponte per 1,95 miliardi da rimborsare anche mediante cessione di assets non strategici”. Non solo Draghi descrive quel tipo di reperimento dei fondi, ma ne sposa la ratio, subordinando espressamente l’acquisto di Antonveneta “alla preventiva realizzazione delle misure di rafforzamento patrimoniale programmate, con specifico riguardo agli interventi di aumento di capitale e di emissione di strumenti ibridi e subordinati, in osservanza delle vigenti disposizioni normative in materia di patrimonio di vigilanza”.Attenzione, siamo nel 2008. Quindi proprio nel momento dell’esplosione della crisi finanziaria in tutto il mondo legata proprio all’emissione di quegli “strumenti ibridi e subordinati” che vengono raccomandati da chi aveva istituzionalmente la tutela della “sana e prudente gestione” delle banche italiane. Continua a leggere

Verona, la caduta di Tosi in mano ai tre “casaleros”

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tosidi Matteo Castagna, per il quotidiano on-line www.vvox.it 

La giunta rischia di cadere già a fine gennaio sul bilancio. Per crisi interna del tosismo

La giunta di Flavio Tosi a Verona rischia di cadere entro fine gennaio, a pochi mesi dalle elezioni comunali. Per deflagrazione interna del tosismo. I consiglieri comunali che fanno riferimento a Stefano Casali, capogruppo in Regione della lista Tosi, da tempo manifestano un certo malessere nella compagine del sindaco scaligero: fin dai tempi della liason tra questi e l’ex premier di centrosinistra Renzi, malvista da “Verona Domani” (l’associazione dei casaliani) che ha, invece, una vocazione neo-democristiana collocata nel centrodestra. Il mal di pancia si è trasformato in aperto dissidio in occasione del referendum costituzionale: i supporter di Casali si sono apertamente schierati per il No, mentre Tosi per il Sì. Alle recenti, sia pur pasticciate e rimandate elezioni provinciali, si sono presentati nel listone di centrodestra contrapposto a quella dei tosiani. Continua a leggere

La loggia di Sodoma e Gomorra

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sodoma_gomorraSegnalazione del Centro Studi Federici

Nel periodo in cui la Chiesa festeggia la Sacra Famiglia, modello della famiglia fondata sul sacramento del matrimonio, ripubblichiamo un articolo della rivista “Sodalitium”, a firma di don Francesco Ricossa, sull’inaudita gravità della cosiddetta legge sulle unioni civili, conseguenza dell’azione delle sette contro la civiltà cristiana.
 
L’apostasia delle nazioni: le ‘unioni civili’
 
L’11 maggio 2016 la Camera ha approvato (con 372 sì, 51 no e 99 astenuti) il ddl Cirinnà sulle convivenze e le ‘unioni civili’; l’approvazione della Camera dei deputati era data per scontata dopo che il Senato aveva dato il via libera lo scorso 25 febbraio. La nuova normativa delibera sulle cosiddette “unioni civili” tra persone dello stesso sesso, nonché sulle convivenze di fatto, tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso. Nel primo caso, l’unione “civile” è di fatto equiparata al matrimonio (acquisizione del cognome, diritti successori, assistenza morale e materiale, possibile comunione dei beni, alimenti in caso di scioglimento dell’unione, pensione di reversibilità e, per via giurisprudenziale, anche l’adozione dei figli del convivente); anche le coppie di fatto acquisiscono molti dei diritti spettanti alle coppie regolarmente sposate (tranne il cognome e il diritto successorio).
 
Abituati come siamo ormai a ogni genere di aberrazione, rischiamo di non cogliere appieno la particolare gravità di quanto è accaduto in parlamento, e che il capo del governo, il “cattolico” Matteo Renzi, ha chiamato “un giorno di festa per tutti”.
 
Già introdotta in quasi tutti i paesi d’Europa, la nuova disciplina che distrugge il diritto naturale e divino a riguardo del matrimonio e della famiglia, si è imposta infatti anche in Italia, in quell’Italia che la Divina Provvidenza ha posto come sede della Cattedra di Pietro, e come capitale di tutta la Cristianità. Tale “legge” quindi è una tappa importante e gravissima della pubblica apostasia della nazione, nel quadro del processo di scristianizzazione iniziato alla fine del XVIII secolo, proseguito con il cosiddetto Risorgimento e la fine degli Stati della Chiesa, e ripreso dopo l’ultima guerra con la promulgazione di una Costituzione atea (il capo del Governo si è vantato di aver giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo), con la revisione del diritto di famiglia e l’introduzione del divorzio, con la legalizzazione dell’aborto volontario, la revisione del Concordato che sancì la fine del Cattolicesimo come Religione di Stato, fino alla recente “legge” sul “divorzio breve”. Non ci illudiamo: Emma Bonino ha ricordato le nuove tappe della rivoluzione, tra cui quella in favore dell’eutanasia; non mancheranno anche le ‘leggi’ discriminatorie e persecutorie verso chiunque voglia restar fedele al diritto naturale e divino, alla fede e alla ragione. In confronto alle tappe di cui sopra, quella dell’11 maggio riveste tuttavia una particolare gravità: divorzio, aborto, un domani l’eutanasia… Si tratta beninteso di aberrazioni che violano la legge naturale e pervertono il retto uso della ragione. Tuttavia, si tratta piuttosto di un ritorno all’antico paganesimo (e per il divorzio a prima della venuta di Cristo Nostro Signore, in quanto era conosciuto anche dalla Legge mosaica col libello di ripudio). Uno pseudo-matrimonio tra persone dello stesso sesso, invece, è cosa talmente contro natura (giacché per natura il matrimonio ha come fine principale la procreazione dei figli e la conservazione del genere umano) e quindi contro la retta ragione, da essere cosa inaudita a seculo: nessuna civiltà, nessuna comunità umana, nessuna legislazione e nessuna religione, mai, neppure nelle società pagane dove la dissolutezza ed il vizio contro natura era ammesso e coltivato (cf. Romani, 1, 27) mai, dicevamo, fu neppure immaginato il matrimonio tra persone dello stesso sesso (tranne, esclusivamente per sé, in un momento di vertigine, da Nerone).
 
Di fronte ad un simile avvenimento, inaudito per la sua gravità, possiamo fare le seguenti considerazioni.
 
Non si può parlare, a proposito della ‘Cirinnà’, di legge. Una legge è ordinatio rationis, un ordinamento della ragione, mentre quello che il parlamento ha votato è evidentemente e palesemente un delirio della ragione. Ogni legge degna di questo nome dev’essere una determinazione della legge naturale e divina, la quale poggia sulla Legge Eterna, la Sapienza stessa di Dio, supremo Legislatore e ordinatore. La ‘Cirinnà’ non è una legge, ma una perversione della legge.
 
Ci si può seriamente chiedere se un governo e una autorità statale che giunge ad imporre simili aberrazioni possa essere considerata legittima, giacché non procura il bene comune della società, ma della società stessa è principale nemica.
Jorge Mario Bergoglio ha dichiarato in un’intervista al quotidiano ‘cattolico’ La Croix, rilasciata il 9 maggio 2016 e pubblicata il 16 maggio: “Uno Stato deve essere laico. Gli Stati confessionali finiscono male, sono contro la storia”. Al contrario, è lo stato laico (ovverosia ateo) che “finisce male”, come lo dimostra la “legge” Cirinnà. Lo Stato laico ha rifiutato la Fede ed il Regno sociale di Cristo, e la conseguenza è la perdita totale della ragione e l’instaurazione del “regno sociale di Satana”, mentitore e omicida fin dal principio.
 
La “legge” Cirinnà ha potuto essere approvata dal parlamento grazie alla complicità di uomini politici che si dicono cattolici e che provengono tutti dall’esperienza politica del cattolicesimo liberale e del cattolicesimo democratico, di uomini politici cioè che hanno fatto propria la dottrina del modernismo sociale, del laicismo liberale e massonico, e infine del Vaticano II sulla libertà religiosa e la laicità dello Stato. Come nel 1948, a proposito dell’indissolubilità del matrimonio, nel 1971 e 1974 a proposito del divorzio, nel 1978 a proposito dell’aborto, così nel 2016 sono dei politici “cattolici” di formazione democristiana che hanno permesso (col vile tradimento, con il non presentarsi in aula, e oggi persino col volere e votare la “legge”) l’apostasia e l’aberrazione. Sono loro, in tutte queste occasioni, che nella veste di ministri, Capi del Governo e Capi dello Stato, che hanno votato e promulgato queste “leggi” anticristiane, inclusi i deputati provenienti dal movimento “Comunione e Liberazione”. Eletti con i voti dei cattolici ingenui, hanno costantemente tradito la Chiesa cattolica e il Signore.
 
Infine, e soprattutto, la ‘Cirinnà’ ha potuto essere approvata grazie alla complicità non solo del laicato ma del clero cattolico, o meglio, di quegli eretici modernisti che hanno occupato ed usurpato, dal 1965 almeno, e sempre di più da allora, le sedi episcopali e finanche la Sede Apostolica. Senza il clima favorevole creato dai costanti interventi di Jorge Mario Bergoglio, ad esempio, una simile legge, in Italia, non sarebbe stata votata. Chi ha detto di non poter giudicare? Chi ha ripetutamente elogiato e manifestato come suoi amici carissimi tre tra i principali responsabili della guerra a Dio e alla Chiesa (Eugenio Scalfari, Emma Bonino e Marco Pannella)? Chi ha amichevolmente e pubblicamente ricevuto delle coppie omosessuali, a dimostrare la propria simpatia? Chi ha detto di non volersi immischiare in politica, quando ferveva appunto il dibattito sulla “unioni civili”? Chi ha lasciato intravedere un possibile cambiamento della morale cristiana? Jorge Mario Bergoglio, il quale in maniera abituale e oggettiva ha manifestato, anche in questa occasione, di non volere oggettivamente il bene della Chiesa, di abbandonare il gregge, di non reggere la Chiesa con Cristo e per il bene e la salvezza delle anime. I cattolici si sentono, e sono abbandonati. Chi è responsabile, quindi? Non solo lui, ma anche tutti coloro che hanno aperto la via alla demolizione del dogma, della morale, della disciplina e della liturgia, dal Vaticano II in poi, e tutti coloro che si dichiarano e rimangono in comunione con, e nell’obbedienza a, questi nemici della Chiesa e della Croce di Cristo.
 
E’ l’ora che i cattolici si levino contro il nemico, senza compromessi, senza vergogna, senza paura, innalzando il vessillo del Regno sociale di Cristo, tornando a essere sale della terra e luce del mondo. O Cristo regna, o l’Italia tornerà cattolica, oppure andremo incontro alla più totale e dolorosa rovina, e non resterà della nostra civiltà pietra su pietra. Allora, Cristo regnerà egualmente, non con la Sua misericordia, ma con la sua giustizia, non coi benefici della Sua presenza, ma con le conseguenze del Suo abbandono. Dio ci scampi, e abbia misericordia di noi, e delle nuove generazioni.
 

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Bologna, spettacolo gender alle medie. E’ bufera

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Un momento di ‘Fa’ afafine. Mi chiamo Alex  e sono un dinosauro’In scena la storia su un bimbo che è sia femmina che maschio. La rivolta dei genitori

di Matteo Radogna

Castello d’Argile (Bologna), 9 gennaio 2017 – Sembra una storia come tante, c’è un bambino di nome Alex nella sua cameretta simile a quelle di tanti altri adolescenti. Peccato che Alex, in alcuni giorni, calzi le scarpette da calcio perché sente di essere Alexander, altri invece decida di infilarsi l’abito da principessa per tirare fuori l’Alexandra che ha in sé. ‘Fa’ afafine’ è il titolo di questa ‘fiaba’ che il 31 gennaio al teatro di Castello d’Argile, andrà in scena per i ragazzini delle medie. Mancano una ventina di giorni e lo spettacolo sta già sollevando un vespaio di polemiche fra i genitori. Continua a leggere

Muller gela Burke: “Nessuna correzione a Bergoglio”

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STANZE VATICANE (OCCUPATE)

Anche se Burke accenna ad una timida replica, rimarcando i suoi dubia, viene gelato dal Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Caro Burke, o stai col Concilio e stai con la Chiesa. Tertium non datur! (N.d.r.)


“Una correzione fraterna al Papa mi sembra molto lontana, in questo momento non è possibile perché non c’è alcun pericolo per la fede”.

Lo ha detto alla trasmissione “Stanze Vaticane” di Tgcom24il Card. Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione della Dottrina della fede, in merito ai “dubia” sollevati da 4 cardinali (Burke, Meisner, Brandmüller e Caffarra) su alcuni paragrafi dell’esortazione apostolica “Amoris Laetitia” sull’accesso ai sacramenti per i divorziati risposati e sulla possibilità di fare una “correzione” a Papa Francesco.

“Ognuno”, ha detto il porporato tedesco, “soprattutto i cardinali della Chiesa Romana, hanno il diritto di scrivere una lettera al Papa. Mi sono stupito perché questa però è diventata pubblica, costringendo quasi il Papa a dire sì o no. Questo non mi piace. Anche una possibile correzione fraterna del Papa”, ha continuato, “mi sembra molto lontana, non è possibile in questo momento perché non si tratta di un pericolo per la fede come San Tommaso ha detto”.

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Razzismo: “Non vogliamo studiare più i filosofi bianchi all’Università” perché colonialisti

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L’ultima sciocchezza liberal a Londra: “No ai filosofi bianchi, sono colonialisti”. La replica del vicerettore: “Il politicamente corretto è completamente fuori controllo”

di Giovanni Vasso

Gli studenti della facoltà di studi orientali e africani dell’Università di Londra non vogliono studiare più Platone e Kant.

E nemmeno Cartesio, men che mai Bertrand Russel, figurarsi Hegel e (forse) persino Marx. Hanno una grave colpa, questi filosofi: sono bianchi, quindi sarebbero – secondo l’estensione acritica dell’estremismo politicamente corretto – tutti esponenti del colonialismo (non solo culturale) che andrebbe subito espulso dalle istituzioni accademiche. E studiati solo se necessario e in stretta correlazione alle tematiche coloniali.

Uno degli obiettivi dichiarati dell’unione degli studenti (la Soas Student Union) che ha lanciato l’ultima crociata del politicamente corretto ha come obiettivo quello di “assicurare che nei corsi venga presentato il pensiero dei filosofi del Sud del mondo o della diaspora. Il Soa è focalizzato su Asia e Africa e quindi le tesi e le teorie da studiare dovrebbero essere presentate dal pensiero dei filosofi asiatici o africani”. E ancora: “Se è proprio necessario dover studiare filosofi bianchi, ebbene si insegni agli studenti a guardare ai loro lavori in maniera critica e magari rapportare i loro studi alla loro posizione sul colonialismo”.

Un’enormità senza pari, che ignora secoli e secoli di storia e scambi, una di quelle castronerie di quelle che se pronunciate a un qualsiasi esame ti farebbero prendere a calci anche dal più scafato e stanco degli assistenti.

Per fortuna, almeno nelle istituzioni accademiche, sembra che proprio nessuno abbia la benché minima intenzione di cedere all’ultima sciocchezza politicamente corretta. Come riporta il Daily Mail, c’è stata una raffica di solenni bocciature alla bislacca idea degli studenti del Soas.

Il vicerettore dell’Università, sir Anthony Seldon, ha praticamente scolpito e imposto la pietra tombale su ogni ragionamento del genere di quelli propugnati dalla Soas: “C’è un pericolo vero, il politicamente corretto è fuori controllo. Noi dobbiamo studiare per capire il mondo e non per riscrivere la storia così come ci piacerebbe che fosse andata”.

Anche il filosofo Roger Scruton, che appena a giugno è stato insignito del prestigioso Knight Bachelor, ha rampognato malamente gli studenti: “Questa proposta trasuda ignoranza e lascia intravedere la volontà di restarci immersi dentro. Non puoi rottamare il pensiero se non lo conosci e di sicuro questi non sanno nemmeno cosa vogliano dire quando parlano di filosofia dei bianchi. Sarei proprio curioso di capire cosa vedano di colonialista nella Critica della Ragion Pura di Immanuel Kant”.

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