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Non solo “nozze” gay . La deriva nichilista dei “diritti umani”

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Mov-No-genderdi Roberto Pecchioli

Barack Obama, il beniamino di tutti i progressismi del pianeta, ha affermato di essere orgoglioso di avere allargato i “diritti” delle cosiddette comunità LGBT ( lesbiche, gay, bisessuali e transessuali ). In occasione della promulgazione della legge sul matrimonio per tutti – così lo chiamano, con una pericolosa torsione semantica – affermò che aveva “vinto l’amore”. In Italia, Renzi si è detto orgoglioso che il suo governo abbia realizzato le unioni civili, ossia il matrimonio omosessuale sotto mentite spoglie, dotato di una sorta di nome d’arte per chiamare “formazioni sociali” i soggetti uniti civilmente e bypassare l’art. 29 della costituzione con la sua antiquata definizione di famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. La signorina Maria Etruria Boschi e la senatrice Cirinnà, madre surrogata della legge, parlano di “avanzamento di civiltà”. Strano davvero che durante millenni di culture umane la più diverse non ci avesse pensato nessuno, nemmeno Semiramide, e neppure a Sodoma, dove anzi un Dio arcigno e reazionario distrusse la città “omofila” ( oh, i bei neologismi della neomorale aperta e postmoderna!).

La verità è, ovviamente, diversa e ben più prosaica: la civiltà in viviamo, una delle tante che l’umanità ha costruito nella storia, si fonda sulla sacralizzazione della ( grande) proprietà privata e sull’assolutizzazione dell’individuo definito libero. La società di oggi si fonda sulla forma-merce, sul monoteismo del mercato e sull’individualismo proprietario ed utilitaristico. Si è quindi data una sua nuova religione, frutto della secolarizzazione e della manipolazione delle religioni trascendenti: si tratta della religione dei Diritti Umani e della Democrazia Rappresentativa. In assenza e proibizione di principi condivisi, regnano il soggettivismo erto a unica verità indiscutibile ed il più ampio relativismo morale, che vira rapidamente in nichilismo. Una somma aritmetica di individui non è una comunità, che per natura possiede un’etica condivisa e prescrive comportamenti sulla base di un’idea di bene e di male, ma a rigore non è neppure una società, che ha bisogno comunque di regole minime introiettate, almeno una deontologia, e di un sistema di norme codificate che definiscano il perimetro dei patti tra i soggetti partecipanti, atomi desideranti interessati esclusivamente all’utile individuale. E’ la società liberale, disinteressata a qualunque criterio veritativo diverso dalla Proprietà, dal Mercato e dal Consumo. Continua a leggere

Inventare parole per nascondere la verità e legalizzare pedofilia e incesto

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Segnalazione di Nicola Pasqualato

Abusare legalmente dei bambini in 10 mosse.

Ecco l’operazione strategica messa in piedi fin dalla fine degli anni ’60.
L’abuso legalizzato sui bambini da parte delle persone affette dal disturbo omo-erotico tramite la strategia della Finestra di Overton e l’arma atomica del Linguaggio Performativo di Austin.
Il Linguaggio Performativo inventato da J.L. Austin (modifico le parole par modificare la realtà – l’enunciato performativo è un enunciato che sembra descrivere qualcosa, ma in realtà non la descrive bensì serve ad eseguire un’azione) è lo strumento principe utilizzato per perseguire l’obiettivo per fasi successive.

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Usa, la dichiarazione choc: “Non avrò figli perché sarebbero bianchi”

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Una professoressa ha condannato la sua stessa etnia sulle pagine dell’Huffington Post, facendo sapere che non avrà mai figli perché “erediterebbero l’innato privilegio di essere bianchi”

di Giulia Bonaudi

Ali Michael, una professoressa americana della University of Pennsylvania’s (Penn) Graduate School of Education, ha raccontato sulle pagine dell’Huffington Post la sua storia, ispirata dal “caso Rachel Dolezal“, la leader della comunità afro-americana di Spokane, diventata presidente dell’Agenzia Nazionale per l’avanzamento delle persone di colore, e che si è finta nera.

 L’aspirazione di Dolezal di abbandonare la sua “Whiteness” (letteralmente dall’inglese “essere bianchi”) per abbracciare una nuova razza, dice Michael, è abbastanza comune tra i bianchi che rifiutano il razzismo e il privilegio di cui godono.

Michael ha spiegato che, come Dolezal, è passata attraverso una lunga fase in cui ha cercato di sradicare il suo “essere bianca“, arrivando alla decisione estrema di non volersi riprodurre. “Anch’io a volte non vorrei essere bianca” ha detto Michael. “C’è stato un tempo nella mia vita, quando avevo 20 anni, in cui tutto ciò che studiavo sulla storia del razzismo mi ha fatto odiare me stessa, la mia “whiteness“, i miei antenati… E i miei discendenti. Fu in quel periodo che decisi di non avere figli biologici perché non volevo diffondere il mio “privilegio” biologico“, dice la donna americana. Continua a leggere

Dossobuono (VR): i genitori contestano il convegno gender di Alberto Pellai e il patrocinio comunale

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pellaiSegnalazione di Gianni Toffali (genitore di un alunno di Dossobuono)

Oggi le mamme della scuola primaria di Dossobuono hanno ricevuto su whatsapp un invito a partecipare ad un convegno filo gender (vedi allegato).

Incavolato nero, ho mandato email di rimostranza al vicesindaco di villafranca con delega alle politiche sociali e famiglia Nicola Terrilli.

In ordine, mia email, sua risposta e successiva mia controreplica…
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Il giorno 18 gen 2017, alle ore 18:13, giovanni toffali <gianni.toffali@gianni.toffali.name> ha scritto:

Caro Nicola, sono sempre stato un tuo simpatizzante. quando c’era da darti un voto, non mi sono mai tirato indietro.

oggi però, mi ha profondamente deluso!!

Come hai potuto patrocinare il sedicente psicologo  Alberto Pellai?

ma lo sai di cosa è capace questo inqualificabile? leggi qua sotto!!!

spero che sarai presente come lo sarai io…io verrò con l’intento di contestarlo dall’inizio alla fine!

gianni
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http://genderfluidbook.blogspot.it/2017/01/dilaga-lideologia-del-bambino-gia.html?m=1

martedì 10 gennaio 2017: Dilaga l’ideologia del bambino (già) competente e l’apertura agli estranei dell’intimo dei bambini.

L’educatore dott. Alberto Pellai col suo progetto “porco spini” svolge esperimenti affettivi sui bambini. Qui si mira a creare un legame intimo dei bambini con persone estranee ai genitori.
Linguaggio esplicito, esplorazione collettiva di parti intime, diario segreto. Per minorenni??!! Ma siamo ammattiti?
Questo signore propone un progetto tutto personale, sperimentale (cioè mai realizzato da nessun’altro prima) nelle scuole.
Questo teorico avrebbe perfino l’autorizzazione della CEI ad operare nelle scuole cattoliche.
L’importante è che i genitori siano completamente informati, io ovviamente terrei a casa i bambini.
“I bambini vengono invitati a esplorare il proprio corpo, anche a vicenda, nessuna parte esclusa. Sarà il bambino stesso a decidere da solo che tipo di carezze vorrà, da quale compagno e dove.”
Ma davvero pensiamo che questa sia una modalità sana, corretta e rispettosa del bambino? Ma un invito esplicito ad esplorarsi, che avvenga o meno in classe, non minerà il senso di pudore? Davvero pensiamo che un bambino in questa maniera sarà in grado di identificare un abuso? E se chi vuole abusare risultasse simpatico al bambino? Inoltre, perché poi non dovrebbero farlo con la stessa semplicità altrove? A questo punto basta solo che qualcuno li filmi. Qual è la distinzione con la pornografia? E’ proprio questo lo stile educativo da impartire agli educatori magari della scuola dell’infanzia? Come può un estraneo insegnare il senso dell’estraneità ad un bambino? Perché spingere estranei, e non già solo i genitori, ad entrare nell’intimo di un bambino? Se non fosse chiaro che lo scopo è quello di scardinare l’impianto e la differenza stessa fra il “se” e “l’altro” fin dal suo formarsi si sarebbe tentati di pensare che l’obiettivo di questi progetti sia esattamente quello di annientare le auto difese dei bambini all’aggressione al proprio intimo. E’ forse questa la teoria moderna che dovremo accettare come genitori?
Linguaggio esplicito.
Si auspica, nella scheda di presentazione, che si possa parlare di rapporti sessuali apertamente, e con un linguaggio non necessariamente tecnico, anzi piuttosto esplicito (tanto che in alcune segnalazioni raccontano che i bambini hanno imparato parole come “scopare”).
Ci siamo, quindi, documentati: nonostante il progetto persegua un obiettivo encomiabile, siamo costretti a ripetere che, soprattutto quando si tratta di bambini, il fine non giustifica i mezzi. E’ lecito e doveroso porsi, come del resto hanno già fatto diversi genitori, alcune domande, in particolare su alcuni moduli e strategie del PorcoSpini, nella speranza di poter ricevere risposte e delucidazioni dal                       Prof. Pellai e da coloro che sponsorizzano e sostengono, anche economicamente, tale progetto.
II gioco del semaforo. 
Attraverso questo modulo si intenderebbe insegnare ai bambini che esistono “carezze positive” e “carezze negative”. Come? Attraverso l’esplorazione e l’autodeterminazione. I bambini cioè decidono se il semaforo è giallo, verde o rosso a seconda di chi agisce la carezza. In questo modulo, i bambini vengono invitati a esplorare il proprio corpo, anche a vicenda, nessuna parte esclusa. Sarà il bambino stesso a decidere da solo che tipo di carezze vorrà, da quale compagno e dove. Ma davvero pensiamo che questa sia una modalità sana, corretta e rispettosa del bambino?Ma un invito esplicito ad esplorarsi, che avvenga o meno in classe, non minerà il senso di pudore? Davvero pensiamo che un bambino in questa maniera sarà in grado di identificare un abuso? E se chi vuole abusare risultasse simpatico al bambino?
Linguaggio esplicito.
Si auspica, nella scheda di presentazione, che si possa parlare di rapporti sessuali apertamente, e con un linguaggio non necessariamente tecnico, anzi piuttosto esplicito (tanto che in alcune segnalazioni raccontano che i bambini hanno imparato parole come “scopare”). “Esploreremo qualsiasi argomento esca fuori con i bambini; è accaduto che si sia parlato di pornografia!” racconta chi presenta il progetto ai genitori. Ma davvero i bambini sono equipaggiati per poter padroneggiare questi argomenti senza esserne schiacciati e senza che questo ricada un domani sulle future relazioni sessuali? Così come ci appare fuori luogo la richiesta “Scrivi cose belle e brutte del sesso”. Alle elementari? Ed è davvero necessario usare un linguaggio volgare? Se pur ammettessimo, e la scienza ad oggi non lo ammette ancora, che sia necessario e fruttuoso parlarne, se non li educhiamo al rispetto della propria e altrui dignità, come possiamo pensare di aiutarli a difendersi da eventuali abusi?
 
Il diario segreto. 
“Caro diario…” è un quaderno a quadretti su cui i bambini vengono invitati ad esprimere ciò che sentono durante il percorso. Durante una riunione di presentazione è stato detto ai genitori che sarebbe stato proposto ai bambini questo diario segreto, dove scrivere impressioni durante il percorso, con queste parole: “Ai bambini diremo di non farvelo vedere, di lasciarlo a scuola. Naturalmente noi, se lo richiedete, ve lo daremo”. Come si concilia questa modalità operativa con il 5°modulo in cui si invitano i bambini a parlare apertamente senza vergogna con le figure di riferimento? Quali sono queste figure? Tra la teoria e la prassi i bambini sono sempre più portati a seguire la prassi. Se ad un bambino chiediamo di fare qualcosa (aprirsi con le figure di riferimento) ma nella pratica gli insegniamo a fare altro (avere un diario segreto), cosa farà? Non è contraddittorio che il bambino pensi di avere un diario segreto mentre, su richiesta, i genitori lo possono vedere? In questo modo, ad assumere un ruolo centrale nell’educazione dei figli risultano essere non tanto i genitori quanto gli educatori, che possono dire alcune cose ai bambini e farne altre con i genitori, che si ritrovano a dover chiedere il permesso per sapere delle cose sui figli.
Gli estranei.
Viene raccontato, durante lo svolgimento dei moduli che i bambini dovranno stare attenti anche agli estranei, quando questi ultimi parlano loro di sesso. Forse che gli stessi esperti che andranno a tenere questo corso, parlando esplicitamente di sesso, come abbiamo visto, non sono anch’essi degli estranei? Come farà il bambino a decidere chi è estraneo e chi non? Non si rischia che la prassi appresa, parlare cioè, di sesso con estranei per imparare a non parlar di sesso con estranei, metta in confusione il bambino e la sua capacita di discernere?
Questo progetto, come abbiamo anticipato, è ispirato da un libro dello psicoterapeuta Alberto Pellai, intitolato “Le parole non dette. Come insegnanti e genitori possono aiutare i bambini a prevenire l’abuso sessuale”, Ed. Franco Angeli (2000), nel quale lo stesso autore a pagina 91,92,93 afferma in ordine:
“In realtà sono sempre più numerosi gli studi di valutazione che dimostrano come l’educazione orientata alla prevenzione dell’abuso sessuale deve essere effettuata anche dagli stessi genitori.”
“[..] Reppucci e Haugard (che) hanno affermato che esiste il pericolo che gli effetti negativi che derivano da tali interventi possono abbondantemente sopravanzare quelli positivi [..].”
“In effetti molti ricercatori hanno messo in evidenza un incremento nelle paure dei bambini che hanno preso parte a programmi di prevenzione [..].”
Di fronte ad una letteratura spaccata e divisa sugli esisti positivi e negativi, agganciandoci ad una letteratura ampia e documentata che sostiene una notevole carenza di teoria circa la sessualità infantile[i] (la letteratura scientifica in merito presenta ancora pochi dati e non ancora collegati sufficientemente a delle teorie che permettano di comprenderli e integrarli) cosa insegniamo ai bambini? Come si fa a formulare adeguate strategie pedagogiche se non si ha alle spalle una valida e comprovata teoria scientifica? E dal momento che un’ampia letteratura scientifica[ii] afferma quanto la sessualizzazione precoce possa ripercuotersi negativamente sulla vita sessuale dell’adolescente e dell’adulto, auspichiamo di adottare un più realistico principio di prudenza, rispettando la responsabilità delle famiglie, ma soprattutto considerando il grado di maturità del bambino, nell’interesse superiore proprio di quel minore di cui si vuole tutelare l’integrità fisica e psicologica, in ottemperanza a quanto previsto nell’Art. 3 de “La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.
Come ci ha chiesto un genitore “Come si può pensare di insegnare il sesso a chi crede ancora a Babbo Natale?“.
 

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Araldo di Crollalanza, podestà, ministro e gentiluomo (I)

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IL SINDACO CHE VORREMMO?

di Emma Moriconi

Scrive di lui Veneziani: ‘Barese dentro e fuori … ha costruito la Bari d’oggi, senza tenersi per sé una lira’Araldo di Crollalanza, podestà, ministro e gentiluomo/1

A lui, fascista e repubblicano, si devono molte opere pubbliche, dalla Fiera del Levante alle città di fondazione

‘Don Araldo, come lo chiamavano affettuosamente a Bari compagni, camerati e gente comune, era amato da tutti; tanto è vero che, a fascismo caduto, fu eletto ben sette volte consecutive al Senato nelle liste del Msi, ottenendo voti comunisti, socialisti e democristiani. Alla Camera votavano il loro partito per ragioni d’ideologia o di clientela, al Senato votavano Crollalanza col cuore e la memoria. E lui, nonostante l’origine valtellinese, era barese dentro e fuori, nell’anima e nell’inflessione. Perché don Araldo ha costruito la Bari d’oggi, senza tenersi per sé una lira’.

È quanto scrive Marcello Veneziani di Araldo di Crollalanza su Il Giornale nel gennaio 2001. E ne fa un ritratto avvincente ed eccezionalmente realistico, ripercorrendo la vita del podestà e ministro, mettendone in evidenza le opere più grandi e le straordinarie doti umane oltre che politiche. Montanelli ne parla come di un personaggio schivo, che ‘non fece mai mostra di sé’, aggiungendo che ‘Bari è in gran parte figlia sua (e tale ha continuato a sentirsi anche dopo il fascismo)’.

Infatti è Araldo di Crollalanza a creare la famosa Fiera del Levante, l’Università di Bari è opera sua, molte sono le cose che senza di lui non avrebbero mai visto la luce, al punto che ancora Montanelli riferisce: ‘una volta Di Vittorio mi disse “senza Crollalanza io non esisterei perché i miei genitori non avrebbero nemmeno avuto la forza di procrearmi”’. Opere come Podestà, e poi opere come Ministro dei Lavori Pubblici. A Don Araldo si deve la costruzione della Firenze-Bologna, il riassetto dell’Agro Pontino, lo sviluppo della città di Littoria, la nascita di città di fondazione come Aprilia e Pomezia, l’aver reso il Tavoliere delle Puglie una terra fertile e rigogliosa, la realizzazione di nuove sedi per i ministeri, strade, ponti (tra cui quello che unisce Mestre a Venezia, sulla Laguna), ferrovie e stazioni, la fondazione dell’Inpgi, l’istituto previdenziale per la categoria dei giornalisti.

Quando arriva il 25 luglio del ’43, Araldo di Crollalanza non ha parte al Gran Consiglio, dunque non può esprimersi. Ma anni dopo dirà: ‘sarei stato dalla parte del Duce, e poi avrei fatto il possibile per impedire la condanna a morte di chi era stato contro’. E infatti, pur non assumendo alcun incarico, aderirà alla Repubblica Sociale. Ancora Montanelli scrive: ‘dopo il 25 aprile … dovettero assolverlo in istruttoria: non una voce si levò ad accusarlo di qualcosa, e ogni indagine sul suo patrimonio risultò vana: l’uomo che aveva costruito città e redento province non aveva una casa, né un palmo di terra, né un conto in banca’.

Enrico Mattei, in un articolo de Il Tempo del 19 gennaio 1986 dedicato a questo straordinario personaggio del Ventennio all’indomani della sua scomparsa, titola: ‘Coerenza e rettitudine di un crociato della politica’, tratteggiando la figura di don Araldo come ‘sinonimo di onestà, di capacità, di lavoro e di organizzazione, di moderazione politica e disinteresse personale’.

Araldo di Crollalanza non è solo un grande amministratore e uomo dalle doti umane non comuni. Egli è anche giornalista, soldato (decorato per giunta), e sansepolcrista. Dopo la storica adunata milanese è segretario dei Fasci per le Puglie e la Lucania, poi Consigliere del Consiglio nazionale delle Corporazioni, poi appunto Podestà di Bari, candidato nell’aprile del ’24 nel listone Mussolini e dunque Ministro dei lavori pubblici. La sua appartenenza non è mai messa in discussione: nel 1919 fonda l’Associazione nazionale combattenti di Bari, dirige il settimanale ‘Adunata’ ed è membro del direttivo provinciale dell’Associazione stessa. E ancora la partecipazione alla Marcia su Roma, la segreteria regionale del PNF, la segreteria provinciale di Terra di Bari, l’iscrizione alla Milizia volontaria per la sicurezza nazionale nel 1926 dove arriva al grado di console generale. E ancora gli incarichi ricoperti in organi di gestione come l’Ente di rinascita delle Tre Venezie, i consorzi di bonifica di Littoria e Pontinia, l’Istituto nazionale Luce, la presidenza della Consulta coloniale presso il Ministero per l’Africa italiana, la presidenza della Commissione Lavori pubblici della Camera dei Fasci e delle corporazioni. Nel corso della RSI declina l’offerta di incarichi ministeriali e si dedica all’attività di Commissario per la gestione straordinaria della Camera dei fasci e delle corporazioni e del disciolto Senato del Regno. (…continua…)

emoriconi@ilgiornaleditalia.org – Fonte: http://www.ilgiornaleditalia.org/news/la-nostra-storia/852746/Araldo-di-Crollalanza–podesta-.html#.WH-R8LbWxbE.facebook?refresh_ce

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Trump: meglio la Crimea russa che la terza guerra mondiale

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Risultati immagini per Trump: meglio la Crimea russa che la terza guerra mondialeSegnalazione di Raimondo Gatto

Il tentativo degli USA di sottrarre con la forza la Crimea alla Russia per restituirla all’Ucraina potrebbe scatenare la terza guerra mondiale. Lo ha dichiarato Donald Trump durante un comizio con i suoi sostenitori dell’Ohio. Il candidato alla presidenza americana ha pure risposto alle critiche scagliate contro di lui dopo un’intervista con la ABC. La stampa ha scritto che Trump non sapeva dell’adesione della Crimea alla Russia del 2014. “Certo che lo so. È successo circa due anni fa”, ha detto Trump. Egli ha ricordato che durante l’intervista ha dichiarato che la Russia non invaderà
l’Ucraina e che il giornalista gli ha risposto “già lo ha fatto”. “Ho detto si, è successo due anni fa. Intendo, volete tornare indietro, volete iniziare la
terza guerra mondiale per restituirla?”, ha riferito Trump. Il repubblicano di fronte ai suoi sostenitori dell’Ohio si è detto a favore dell’alleanza con la
Russia nella lotta contro il Daesh, aggiungendo che potrebbero associarsi anche “i paesi vicini e possibilmente anche la NATO”. Trump in precedenza non ha escluso che in caso di vittoria alle elezioni di novembre potrebbe esaminare le questioni del riconoscimento della Crimea russa e della rimozione delle sanzioni contro la Russia. Egli ha sottolineato che i crimeani vogliono stare con la Russia e non il contrario, cioé con l’Ucraina. Tuttavia il Cremlino ha definito le parole di Trump “retorica da campagna elettorale”. … 611

Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/mondo/201608023223411-trump-crimea-guerra/ Continua a leggere

Novità libraria: il secondo volume dell’opera di Mons. Benigni

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UnknownSegnalazione del Centro Studi Federici

Umberto Benigni, Storia Sociale della Chiesa. Vol. 2 (in due tomi)
 
L’Ascensione (Da Costantino alla caduta  dell’Impero Romano).
 
Il secondo volume che va dal trionfo di Costantino alla caduta dell’Impero romano, si divide, stante l’abbondanza della materia, in due tomi. Il primo comprende la prima parte (generale) e la seconda (politica). Il secondo tomo della Storia sociale della Chiesa chiude l’epoca romana, nei suoi due periodi pagano e cristiano.
 
2 tomi non vendibili separatamente (tomo 1 pagg. 418 – tomo 2 pagg. 432), € 40,00.
 
Per acquistare i due tomi: 
 
Per leggere la recensione dell’opera:
 

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Una Maidan contro Trump? I preparativi in corso

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di Maurizio Blondet

Questa è la correzione di una notizia falsa  “fake news” diffusa dai media americani, che rivela una verità più allarmante della  falsità.  Riguarda il comandante della Guardia Nazionale, generale Errol Schwartz,  uno dei garanti della security nel giorno della inauguration di Trump  il 20 gennaio.  Egli aveva raccontato al Washington Post che   era stato espulso dal posto; esattamente  alle 12.01 del  20,  gli era stato ingiunto di lasciare il comando. “Le mie truppe saranno sulla strada; io le saluterò quando escono, ma non potrò dar loro il bentornati negli alloggi”.

Il transition team presidenziale ha smentito tutto. Il generale Schwartz, che è un “non career status  political appointee”, ossia un nominato politico a quella carica e non di carriera, ha offerto le sue dimissioni, come è regola per i nominati politici. La scelta di scadere alle 12 del 20 è  stata scelta sua. Anzi, “l’Amministrazione Trump gli ha offerto di mantenere il comando fino  a dopo l’inaugurazione, ma lui ha rifiutato”. Nemmeno un minuto sotto Trump. Poi è andato a lamentarsi col Washington Post, facendo credere di essere stato licenziato  in tronco.

Scoperta la falsità, Schwartz ha rifiutato  le richieste di interviste dei giornalisti (e blogger) che gli hanno chiesto di spiegarsi. Il transition team ha comunicato che non ci  sarà un vuoto nel comando delle Guardie Nazionali durante la cerimonia, perché è stato provvisoriamente nominato al posto di Schwartz  il generale di brigata  William J. Walker.

http://www.wusa9.com/news/local/commander-of-dc-national-guard-to-step-down-during-inauguration/385984018

Ma certo il cambio di comando  della Guardia Nazionale (ed anche della Guardia Nazionale Aerea)  mentre  la cerimonia è in corso, con le folle e le masse di dimostranti che da  giorni vengono pagate e mobilitate per andare a Washington a protestare  e saranno in piazza, un vuoto di comando anche di  pochi minuti può essere pericolosissimo. In quei minuti tutto può succedere. Continua a leggere

PETIZIONE: allarme gender nelle scuole! No “Fa’afafine”!

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ALLARME GENDER NELLE SCUOLE!

Il Ministero dell’Istruzione blocchi immediatamente l’adesione delle scuole italiane allo spettacolo sul bambino transgender “Fa’afafine”, in scena in queste settimane in tutta Italia e rivolto agli alunni dagli 8 ai 16 anni. Ne va del sano sviluppo psicoaffettivo dei nostri figli e nipoti!

FIRMA SUBITO!

Gentili lettori,

Alex ha sempre le idee chiare su ciò che vuole essere: i giorni pari è maschio e i giorni dispari è femmina.

Sai chi è Alex? Il protagonista dello spettacolo teatrale “Fa’afafine“, rivolto in queste settimane agli alunni delle scuole italiane dagli 8 ai 16 anni. Migliaia di bambini e ragazzi saranno condotti dalle loro scuole a teatro per assistere alla storia di un bambino transgender che si sente sia maschio che femmina, ma aspira ad avere un terzo sesso indistinto. Non ci credi? Ecco la trama ufficiale dello spettacolo:

http://www.citizengo.org/it/ed/40268-stop-gender-scuola-no-allo-spettacolo-faafaine

Ti sembra normale sottoporre bambini di 8 anni ad uno spettacolo del genere? Ti sembra normale proporgli una visione del tutto distorta e ascientifica sull’identità sessuale e sulla relazione tra i sessi? Ma soprattutto, ti sembra normale che sia proprio la scuola a farlo, spesso senza nemmeno informare preventivamente i genitori degli alunni? Ecco tutte le tappe e le date del tour dello spettacolo:

http://www.citizengo.org/it/ed/40268-stop-gender-scuola-no-allo-spettacolo-faafaine

Firma e condividi questa petizione con tutti i tuoi contatti tramite WhatsApp, Facebook, Twitter e via e-mail, per far sapere a tutti che cosa sta accadendo nelle scuole italiane e per chiedere al Ministero dell’Istruzione di intervenire immediatamente con una circolare urgente che impedisca alle scuole di partecipare a un simile lavaggio del cervello di massa.

Dobbiamo agire ora.

Grazie infinite della tua collaborazione.

Ricorda sempre che solo tutti insieme possiamo fare la differenza.

A presto!

Filippo Savarese

e tutta la squadra di CitizenGO

http://www.citizengo.org/it/ed/40268-stop-gender-scuola-no-allo-spettacolo-faafaine

Firma e condividi subito la petizione per chiedere al Ministero dell’Istruzione di impedire alle scuole italiane di portare i nostri figli e nipoti allo spettacolo teatrale “Fa’afafine” sulla storia di un bambino transgender. Grazie!

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Far West e missioni cattoliche

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BuffalobilldalPapaSegnalazione del Centro Studi Federici

Segnaliamo un curioso articolo su Buffalo Bill, dove si parla della sua visita a Leone XIII e la sua possibile conversione in extremis dalla massoneria alla Chiesa cattolica, e dove si accenna dell’alto numero di indiani convertiti al Cattolicesimo grazie allo zelo dei missionari.
 
Cent’anni fa moriva Buffalo Bill. Quella volta che andò dal Papa
 
Notoriamente massone, nel 1890 andò in Vaticano da Leone XIII. Il giorno prima di morire si era fatto battezzare nella cattedrale di Denver. 
A Denver, il 10 gennaio 1917, moriva William Frederick Cody, alias Buffalo Billl. Ex soldato del Settimo Cavalleggeri nella guerra di secessione americana, già guida per l’esercito e la Pacific Railway, nonché ex cacciatore di bisonti, l’icona della ‘prateria’ del West, era diventato imprenditore dello spettacolo con il suo ”Buffalo Bill Wild West Show’, una sorta di circo con cui girò il mondo facendo un po’ la caricatura di se stesso. 
Col suo addio non spariva però la sua leggenda. Non è un caso se il ‘Buffalo Bill Museum’ sulla Lookout Mountain in Colorado, dove c’è pure la sua tomba, è ancora meta di turisti, o se il museo ‘Buffalo Bill Center of the West’ di Cody, cittadina del Wyoming, all’ingresso dello Yellowstone Park, è tra i più visitati degli Usa. E ugualmente non è un caso se le pellicole ispirate alla sua vita (da quella di William A. Wellman a quella di Robert Altman) non sono passate di moda, e se, anche in Italia, il centenario della sua morte viene ricordato in libreria: per Imprimatur esce ora Buffalo Bill di Pier Luigi Gaspa. 

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Chi ha paura di un imperatore nudo?

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di Hiroyuki Hamada 

Chi ha paura di un imperatore nudo?

Fonte: SakerItalia

La paura è una cosa strana: quando la guerra al terrore è iniziata, gli Stati Uniti hanno iniziato a far cadere bombe sui paesi del Medio Oriente; hanno ucciso migliaia di persone; hanno letteralmente distrutto paesi; e abbiamo ottenuto questa cosa chiamata Islamofobia. Pare che le persone abbiano paura dei Musulmani.

Nel 1990, Public Enemy pubblicò un album intitolato Fear of a Black Planet [Paura di un Pianeta Nero], ed è stato un grande album, l’ho ascoltato tante volte. La traccia che dava il nome all’album parlava della gente che aveva paura delle persone di colore. Penso che il significato sia più chiaro oggi, grazie al movimento Black Lives Matter che sfida gli omicidi della polizia, la gentrificazione, l’incarcerazione di massa, il razzismo istituzionalizzato e così via. Ma questa tendenza è sempre stata con noi: la gente ha paura dei neri, mentre i neri sono stati sottoposti a maltrattamenti terribili a causa della brutalità della polizia, del razzismo, dei linciaggi e della schiavitù. Però sono i non-neri ad avere paura.

Oggi, abbiamo la Russofobia: persone intelligenti e rispettabili prendono in giro il popolo russo come se fosse un dovere, un lieve inchino all’establishment solo per rendere sicuro che essi ne fanno parte e che gli sono obbedienti. Il Presidente degli Stati Uniti è il primo a dire che la Russia è debole, piccola e che nessuno vuole niente da essa, eccetto il petrolio, il gas e le armi, e così via.

Il capitalismo costringe la gente a giocare ad un intricato gioco delle sedie musicali, in cui le persone combattono l’una contro l’altra per mezzo di una scarsità artificiale. Eventuali interruzioni dei privilegi a lei concessi nella gerarchia artificiale imposta dal denaro e dalla violenza farebbero diventare matta la gente, e questo la metterebbe sulla difensiva, rendendola sospetta e divisa, e credo che questo sia la fonte di molte delle nostre dispute politiche. E dal momento che sono saldamente all’interno della struttura della dominazione del partito delle corporazioni e prive della loro intenzione di risolvere il problema degli sprechi delle gerarchie, queste interruzioni non comportano alcuna soluzione costruttiva. Ad esempio, le persone vengono incoraggiate a discutere dei diversi tipi di assicurazione sanitaria che possono avere al posto di un servizio sanitario completamente finanziato dallo stato, per tutti. Di conseguenza, coloro che sono in basso nella gerarchia vengono preso a calci in testa, e quelli che sono in alto ricevono leccate di sedere. Il principio dei vasi comunicanti garantisce l’afflusso del capitale all’1% che sta in cima, e dall’alto scendono le istruzioni su cosa adorare e cosa cestinare.

Credo che il fatto che abbiamo senzatetto, razzismo, sessismo, povertà, dipendenze da droghe, guerre, incarcerazione di massa, gentrificazione, omicidi della polizia e altri problemi del nostro tempo in proporzione così grande, sia a causa del capitalismo che funziona in modo da formare delle gerarchie e continuare a far accumulare ricchezze ai loro piani più alti. Le nazioni occidentali hanno abbracciato il capitalismo come principio guida dell’impero. Io voglio che il mondo sia tranquillo e pieno di bontà, condivisione e cura, e credo che questo sia il genere di cose che debba farci da principio guida. Mi piace quello che dice Richard Wolff, uno degli economisti e pensatori più importanti, sul come cambiare la nostra società da capitalista a veramente democratica. Parla di smantellare le strutture economiche gerarchiche e abbassarle verso le comunità e le esigenze reali delle persone mediante l’attuazione della proprietà cooperativa delle imprese. In questo modo, le persone diventano responsabili delle decisioni economiche legate alle loro comunità, all’ambiente e alle loro reali esigenze. Credo che dovremmo tutti sentire quello che ha da dire. Ecco il suo sito web.

In ogni caso, la nostra prospettiva per il futuro, se manteniamo la stessa traiettoria, non è buona. Per prima cosa, sempre più persone diventeranno inutili come lavoratori quando le nuove tecnologie le sostituiranno. La domanda che dobbiamo porci è: qualcuno dovrebbe possedere in esclusiva idee o tecnologie che derivano da generazioni di risultati appartenenti a tutti i campi della scienza, della biologia, dell’agricoltura, dell’architettura, della politica, della fisica, della psicologia, della medicina e così via? Se pochi potenti li hanno monopolizzati, non è questa una forma di colonizzazione? Credo che queste idee dovrebbero essere i nostri beni collettivi dai quali tutti noi possiamo beneficiare, così come le risorse del pianeta dovrebbero appartenere a tutti noi e i diritti umani dovrebbe essere per tutti. Beh, ovviamente, considerando il cammino della nostra “civiltà” dovrà essere un bel cambiamento. Ma siamo pronti a rinunciare a tutto?

Vedete, sembra che i “proprietari” delle nazioni già non abbiano molto bisogno della gente. Pensate a quello che hanno fatto in paesi come l’Iraq, l’Afghanistan o la Libia: li chiamano Stati falliti, rubano le loro risorse e vi costruiscono basi militari, ma in realtà non sembrano mostrare un urgente bisogno di trasformarli in economie vitali con forze lavoro, mercati e così via. Vendono loro armi in modo tale che la violenza rimanga l’unica soluzione, cosa che ovviamente garantisce la superiorità degli Stati Uniti come unica superpotenza del mondo. Secondo un documento [in Inglese] pubblicato dallo United States Army War College, la costruzione di un sistema così denigratorio contro grandi città in tutto il mondo, ad un certo punto sarà  “inevitabile”.

In breve, le nostre vite oggi valgono sempre meno e questo, insieme alla necessità di spremere di più le persone per produrre profitti in base alle richiesta dei possessori di azioni, si riflette nel calo generale del benessere economico della popolazione. La tendenza può essere osservata nella volontà generale della classe dirigente di eliminare i diritti umani a molti livelli. Forse pensano di potersi permettere di privare istruzione, sanità, alloggi e così via alle persone, dal momento che per le loro fabbriche sono necessarie meno persone.

Sono solo i ricchi e i potenti che possono monopolizzare enormi profitti generati da robot, intelligenze artificiali e biotecnologie che sono il culmine dei nostri successi come specie?

La risposta dovrebbe essere ovvia: le dinamiche di cambiamento della struttura economica devono accompagnare le modifiche necessarie a garantire i diritti umani e l’integrità dell’ambiente per tutte le forme di vita. Coloro che posseggono i beni collettivi hanno sempre saputo che cosa stava succedendo, ed è per questo che le nazioni occidentali sono rimaste ossessionate dal distruggere così tante nazioni che si definivano Socialiste o Comuniste.

Credo che sia ora di smetterla di vedere un argomento del genere come una questione ideologica. Dobbiamo vederlo come un dato di fatto con numerose testimonianze e innumerevoli esempi che dimostrano che ciò che noi abbracciamo come nostro sistema è un discendente diretto del feudalesimo, che sta uccidendo la nostra specie, così come altre, e sta accelerando la catastrofe del cambiamento climatico. È imperativo che la specie umana arrivi ad una presa di coscienza collettiva per realizzare un cambiamento strutturale che la faccia finita con un sistema che ha il capitalismo come forza trainante.

Ma permettetemi di tornare al tema della paura; abbiamo una Russofobia coltivata dalle nazioni occidentali odierne. Centinaia di basi militari occidentali che circondano la Russia continuano a rafforzare la loro potenza militare, mentre sanzioni economiche e politiche vengono applicate contro la Russia. È ovvio che il paese è stato preso di mira per lo sfruttamento e la sottomissione occidentale, e la demonizzazione del suo leader fa parte del pacchetto.

Come ha dichiarato il presidente Obama, la Russia potrebbe non essere così forte come la coalizione occidentale, visto che ha solo 1/13 del bilancio militare delle forze NATO, ma la Russia è una nazione dotata di armi nucleari.

Per quanto riguarda le armi nucleari, io ne so qualcosa in qualità di persona che è cresciuta in Giappone. Purtroppo, sfortunatamente, la storia sembra indicare che le armi nucleari che sono state sganciate su Hiroshima e Nagasaki sono state molto efficaci per incorporare il Giappone imperiale nell’impero occidentale. Dopo aver sopportato sacrifici sul suo popolo con un enorme numero di morti, lo sgancio di bombe nucleari e i bombardamenti incendiari sulle sue città principali, il Giappone era diventato una parte vitale dei progetti imperiali occidentali contro la Corea, il Vietnam, l’Indonesia, le Filippine e le nazioni di tutto il mondo, incluse quelle che il Giappone imperiale aveva violato e soggiogato. Quelle persone nell’establishment degli Stati Uniti certamente ricordano il risultato come promettente. Il progetto da un trilione di dollari per il rinnovo dell’arsenale nucleare negli Stati Uniti sostanzia chiaramente la loro volontà di mantenere l’opzione nucleare sul tavolo.

Ma, naturalmente, nessun capitalista imperioso o desiderio squilibrato di governare il pianeta convincerebbe qualcuno dotato di buon senso ad iniziare una lotta con un paese dotato di arsenale nucleare, e che è stato sottoposto a numerose invasioni, solo per dimostrarsi un formidabile contendente. Ma, ovviamente, stiamo parlando di coloro che scherzano sulle uccisioni dei droni, ridono della brutale morte del leader libico, o che sono riusciti a dichiarare che valeva la pena uccidere mezzo milione di bambini iracheni prima che il paese diventasse il campo di sterminio dello Stato Islamico.

Io non so davvero come finirà per concretizzarsi l’attuale slancio contro la Russia, potrebbe anche rivelarsi un modo per limitare le opzioni per il prossimo presidente Repubblicano Donald Trump, che ha espresso una certa riluttanza a demonizzare la Russia. In alternativa, la quantità di moto sarà spostata contro la Cina – un’altra nazione con armi nucleari. Dopo tutto, è stata l’amministrazione Obama per iniziativa di Hillary Clinton [in Inglese] a spostare la sua attenzione strategica sul Pacifico per fare pressione contro la Cina, militarmente ed economicamente.

Ma in ogni caso, francamente, penso solo che sia scandaloso e insopportabile vivere sotto l’egemonia dell’impero della guerra. Tutto sembra essere costruito con le bugie, ed è sostenuto fortemente da 17 agenzie di spionaggio e 1000 basi militari. Il solo parlare delle accuse di intervento russo nella politica americana mi fa sentire sporco e violato. Voglio dire, gli Stati Uniti rovesciano i governi, li ROVESCIANO! Ci è stato mentito sulla distruzione di così tanti governi [in Inglese] che hanno anche inventato un termine per essa – regime change [cambiamento di regime]. E l’accusa di intervento russo proviene dai mentitori principali – CIA, FBI e così via, che hanno assistito gli interventi americani in 81 elezioni di paesi esteri. Quindi questa accusa senza fondamento contro la Russia [in Inglese] è la scusa per un intervento contro la Russia, e l’accusa proviene da persone che intervengono nei governi stranieri con la forza. Quindi, stiamo fondamentalmente parlando di un ladro che ti punta una pistola alla testa dicendoti che la vittima è lui.

Non possiamo farlo più. Sì, è spaventoso, ma dobbiamo affrontare il fatto che la vera paura non proviene dalla Russia, da Trump, dai musulmani, neri o da chiunque si metta sulla strada dell’impero, ma arriva dall’impero stesso. Ed è giusto immaginare un domani diverso. E’ quello che dobbiamo fare.

*****

Articolo pubblicato da Hiroyuki Hamada su Counterpunch il 12 gennaio 2016.

Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[Le note in questo formato sono del traduttore]

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Russia delenda est (La Russia deve essere distrutta)

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di John Wight 

Russia delenda est (La Russia deve essere distrutta)

Fonte: controinformazione

Quella che segue è una parte dell’articolo che John Wight ha pubblicato su CounterPunch, con il titolo “Russia Must be Destroyed: John McCain and the Case of the Dodgy Dossier”:
Cartago delenda est” (Cartagine deve essere distrutta) sono le parole che ci arrivano dalla Storia antica. Furono pronunciate da Marco Porcio Catone, detto “Catone il censore”, il famoso console romano, statista ed oratore, e non ci sono mai state parole più adatte di queste nel descrivere la situazione di questi tempi.
La Roma del nostro tempo è Washington, la Russia è Cartagine, e il Catone il censore di oggi è il senatore statunitense John McCain, la cui ossessiva ricerca di un conflitto con la Russia non ha limiti. Di fatto, per McCain, l’opinione che la Russia debba essere distrutta, è stata elevata come condizione base di una verità evidente e rivelata.

La demonizzazione della Russia

Circa la questione del perchè ci sia stato questo profondo impegno degli Stati Uniti e dell’establishment liberale di Washington nel mantenere la Russia sotto l’aspetto del nemico mortale, la risposta è molto semplice: il denaro. Continua a leggere

Moneta far-falla

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di Nicoletta Forcheri

Moneta far-falla

Fonte: Nicoletta Forcheri

https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2017/01/12/relazione-far-falla-4-novembre-2016/

LA FAR-FALLA DELLA MONETA CREDITIZIA

Convegno 4 novembre Banche e creazione monetaria, Roma, Montecitorio

(Pubblico solo oggi la relazione della conferenza del 4 novembre al Parlamento con i deputati 5S Villarosa, Sibilia, Pesco, e i relatori Torfason, Della Luna, Galloni e Govoni. La conferenza è visibile qua )

“(…) con l’emissione di carta moneta strutturata come falsa cambiale o falsa fede di deposito, si induce la collettività a dare merce, che ha un costo, contro oro carta, che costo non ha.” (G. Auriti, L’ordinamento internazionale del sistema monetario, pag. 43).

& Una piccola falla ontologica e storica agisce come un battito di ali di far-falla che provoca catastrofi e fallimenti a catena, a distanza negli anni e nello spazio. E’ una falla contabile nella descrizione della moneta. Siamo come quegli eschimesi che circondati da neve dalla mattina alla sera non hanno alcuna parola per nominare e descrivere la neve. E se sappiamo che gli eschimesi hanno almeno dieci termini per dieci varietà di neve diversa, noi non ne abbiamo neanche una contabile, per citare e descrivere, differenziandola dal credito, la moneta. Siamo di fronte a una moneta INVISIBILE, fatta artificialmente coincidere con IL TITOLO, travestita da CREDITO O DEBITO, a seconda dal punto di vista della persona. Continua a leggere

Pescara: Pax Christi sta coi luterani

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

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(di Mauro Faverzani) Ci fu un tempo in cui ai buoni Cattolici di qualsiasi età le parrocchie si preoccupavano d’insegnare la retta Dottrina. Ci fu un tempo in cui si apprendevano dal Catechismo almeno i fondamenti della propria fede. Ed il Catechismo, quello detto di san Pio X, era molto chiaro: «Gli eretici sono i battezzati che si ostinano a non credere qualche verità rivelata da Dio e insegnata dalla Chiesa, per esempio, i protestanti» (n. 127) ed ancora: «Superstizione è l’uso di riti sconvenienti, vani o proibiti dalla Chiesa» (n. 172).

Oggi non è più così. Oggi, nella nuova “Chiesa della misericordia”, sulle questioni religiose regna un’ignoranza invincibile, il rispetto umano ha sostituito il timor di Dio, l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso han sostituito l’annuncio, persino i pastori non son più gli stessi – in genere i buoni, vecchi parroci –, bensì quelli protestanti ed ai battezzati si preferisce insegnare Lutero. Continua a leggere

Bergoglio approva il preservativo? Il settimo ‘dubia’

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chebergoglio_di Maurizio Blondet

Sempre  più frequenti gli atti che dimostrano come Bergoglio stenti a capire la differenza tra un Sommo Pontefice e un dittatore sudamericano:  pretende potere assoluto,  rozzamente,    in  spregio a qualunque regola, norma, legge e  in  spregio alle persone che umilia. Dittatore sul tipo di  Calles e di Allende (entrambi massoni  comunistoidi) più  che di Peròn, che al suo confronto era un gentiluomo rispettoso delle leggi e degli uomini.

Schiaccia  l’Ordine di Malta

Dal suo giornale ufficioso, Repubblica:

Alta tensione in Vaticano,  richiamo all’Ordine  di Malta: “Obbedisca al Papa” – “

Come avevo illustrato in un precedente articolo, la  scandalosa vicenda ha come movente l’odio del Caudillo per il cardinal Burke, che lui ha creduto di umiliare   destituendolo dallo status di ministro vaticano a  cappellano dell’Ordine di Malta. Dopo che Burke aveva reso pubblici i “dubia” suoi e di altri cardinali sulla pseudo-enciclica Amoris Laetitia riguardante (a farla  breve) l’Eurcarestia ai divorziati   conviventi,  El Papa non aspettava che un’occasione per vendicarsi. Continua a leggere

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