Dio salvi il web. Non è post-verità, ma contro-verità

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di Fabio Torriero

Dio salvi il web. Non è post-verità, ma contro-verità

Fonte: Intelligo news

Il meccanismo è il solito. Collaudato, furbo, giacobino. Si parte da un pretesto condivisibile e si arriva ad imporre l’opposto. Il male, del resto, non è il contrario del bene, ma un bene rovesciato, deviato.

Un po’ come il gender (l’alterazione dell’umanità, della natura, qualsiasi desiderio che deve diventare un diritto), visione “altra” che si fa passare nelle scuole con la vasellina della “tolleranza”, della democrazia: il rispetto per ogni identità di genere, la lotta al cyberbullismo etc. E si mettono sulla ghigliottina i cosiddetti “omofobi”, quelli che non accettano lo schema.
La domanda è semplice: si può garantire il pluralismo con un atto di censura? E’ il rischio che si corre da quando il Palazzo (il politicamente e culturalmente corretto) si è posto il problema della “post-verità”. Cioè, del web. La molla, abbiamo detto, è oggettiva: evitare gli eccessi, la pancia, il nero della rete, le offese, la violenza verbale, corroborati da ignoranza (tutti parlano di tutto senza la minima cognizione di causa), coperti per altro dall’anonimato, dall’impunità. Ma lo scopo è un altro.
Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno, è stato esplicito: “Evitare il diffondersi dell’odio e della violenza che si propagano nella società, intossicandola e che rischiano di essere moltiplicati da un pur utile strumento come Internet”. Paolo Gentiloni, capo del Governo, nella conferenza stampa di saluto ai giornalisti, si è posto sulla medesima linea: “La post-verità è il male della politica”. Il numero uno dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella ha proposto: “Ci vuole un soggetto terzo e autonomo dalla politica”. Beppe Grillo si è indignato: “Volete l’Inquisizione”.
In Germania, infatti, è pronto un progetto di legge per limitare la libertà di stampa via web. Segni inquietanti.
EDITORIALE: Dio salvi il web. Non è post-verità, ma contro-verità

Cosa bolle in pentola? Grillo ha ragione: il ministero della Verità, che poi tradotto in soldoni, è l’ultimo, estremo, tentativo di incollare alla società civile un pensiero unico (il laicismo, la narrazione globalista etc) che fa acqua da tutte le parti.

Ecco la vera ragione.
1) Il cartaceo è finito. In Italia solo 4 milioni di cittadini all’anno leggono giornali stampati. Giornali espressione delle caste economiche, culturali e politiche. Insomma, non fanno più opinione. Non formano più le coscienze. Invece, i giornali on line, i siti web, i blog, raggiungono complessivamente quota 19 milioni di accessi. Una bella differenza. Attraverso la rete circolano contro-verità, opinioni alternative. E’ qui che vengono smascherate le vere bufale: quelle del “regime”. E’ evidente che la rete dia fastidio e sia una pericolosa bomba atomica da controllare;
2) La vittoria della Brexit in Inghilterra, di Trump in America, gran parte del no in Italia a Renzi, sono stati il prodotto della rete. E proprio in queste occasioni si è constatato quanto le caste (politiche, giornalistiche, finanziarie) non contino più nulla in termini di consenso. Se la suonano e se la cantano tra loro. Politici, osservatori, esperti, giornalisti, sondaggisti, opinionisti blasonati e intellettuali, sono andati tutti a farfalle. E ora disperatamente e pateticamente, stanno tentando di analizzare ciò che non capiscono con le stesse categorie che hanno impedito loro di comprendere la realtà;
3) Perché non capiscono la realtà? Perché ormai da tempo le dicotomie destra-sinistra, liberali-socialisti, liberisti-statalisti, guerra fredda, sono tutte morte; e da tempo si stanno affacciando al cospetto della storia due nuove categorie: alto-basso (popoli contro caste) e valori antropologici. Questa è la nuova chiave di lettura per decodificare il presente. Questo è ciò che non vogliono capire le caste. Questo è ciò che passa per la rete. Ed è il motivo per il quale si auspica un ministero della Verità (della caste) per uccidere la rete.

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Della Post verita’ ed altri deliri

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di Antonio Terrenzio

Della Post verita’ ed altri deliri

Fonte: Conflitti e strategie

La sinistra mondialista, benpensante e demenzialmente corretta, ne ha inventata un’altra.
“Post-verita’” e’ la nuova parola per bollare il pensiero non conforme al politicamente corretto e restringere la liberta’ di espressione nei blog di libera informazione.
Il pretesto e’ quello della “diffusione dell’odio” e di fake news, che come recita il Presidente dell’Antitrust Pitruzzella, “favorirebbero l’ascesa del populismo e rappresenterebbero un pericolo per la democrazia”.

Il neologismo e’ gia’ presente sui quotidiani internazionali, come Guardian, Washington post, Times e sui giornaloni della semicultura italiana, Internazionale e Repubblica.
Il termine starebbe a significare: “bufala”, balla, bugia. Cosi’ il mondo radical chic, vuole censurare chi non si adegua al conformismo ideologico imposto dai media di regime. Continua a leggere

Siamo come in “1984” di Orwell

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di Vladimiro Giacché

Siamo come in “1984” di Orwell

Fonte: Il Fatto quotidiano

Vladimiro Giacché – economista, filosofo e firma del Fatto – ha scritto nel 2008 La fabbrica del falso. Strategie della menzogna nella politica contemporanea: il libro ha avuto due successive edizioni, l’ultima ad aprile di quest’anno, ma come spiega l’autore, “l’ho solo aggiornato, non ho dovuto cambiare la struttura. Le cose così stanno: c’è un tentativo di far passare pseudo verità come fatti oggettivi”.

Cosa pensa dell’agenzia statale invocata dal presidente dell’Antitrust Pitruzzella?

Non è una proposta nuova: in 1984 di Orwell c’è il ministero della Verità, che si prefiggeva per l’appunto di avere il monopolio sulla verità nel dibattito pubblico e purtroppo serviva a propagandare bugie. Dovremmo tenere ben presente questo scenario perché è il primo rischio di un’operazione di questo tipo, dove qualcuno pretende di avere il monopolio della verità.

Rendere “governativo” il controllo sulle notizie crea un cortocircuito: un fisiologico rapporto tra i poteri prevede che l’informazione vigili su chi detiene il potere.

La gran parte dei media ha mancato l’obiettivo del controllo sulle notizie. Esempi? Sappiamo, da studi successivi, che la guerra in Iraq si basò su 935 menzogne dette da Bush jr e dal suo entourage all’opinione pubblica (Charles Lewis, 935 Lies: The Future of Truth and the Decline of America’s Moral Integrity, 2014). Più di recente, una porzione considerevole della nostra stampa ha ignorato che gran parte dei ribelli siriani non erano civili inermi, ma terroristi: ora che Aleppo è stata liberata si scopre che ci sono armi statunitensi, bulgare, tedesche, francesi…

L’informazione, dicevano i liberali, dovrebbe essere il cane da guardia del potere perché è da lì che arrivano le bugie pericolose.

Invece si è appiattita sulle posizioni dominanti. Al di là di come valutiamo il voto sulla Brexit, è ovvio che quel risultato manifesta un’enorme sofferenza sociale rispetto all’appartenenza all’Ue e a quella che genericamente chiameremo “globalizzazione”: non solo questa sofferenza non è stata compresa, ma quando si è espressa è stata demonizzata. Avrebbero votato leave i disadattati, i vecchi rimbambiti, gli ignoranti. Invece di interrogarsi sul perché questi segnali non erano stati intercettati si è preferito insultare gli elettori. Stessa cosa è accaduta per le elezioni Usa e il nostro referendum. Ma sarebbe preferibile evitare queste scorciatoie, in cui io vedo derive autoritarie: sono pericolose, anche per chi le invoca.

Lei ha scritto: “La menzogna è il grande protagonista del discorso pubblico contemporaneo”.

Quel che non si vuol capire è che la verità ha la testa più dura. Serve a poco propagandare numeri mirabolanti sull’occupazione: le persone sanno se lavorano o no. Kennedy diceva: puoi ingannare qualcuno per sempre e tutti per un po’, ma non puoi ingannare tutti per sempre.

Ha letto la risoluzione del Parlamento europeo per contrastare la propaganda contro la medesima Ue?

Sì, è un caso di umorismo involontario. Siamo di fronte a una élite europea del tutto sorda rispetto al giudizio dei cittadini e arroccata sulle proprie posizioni in modo non diverso da quello dei nobili dell’Ancien régime francese. Il discorso pubblico è stato ingessato su presunte verità che sono oggettivamente insostenibili: pensiamo al dibattito sull’euro. Il muro di menzogne sta crollando ed è proprio per questo che ci s’inventa un “ministero della Verità”. Ma attenzione, la bugia ha un valore diagnostico e rivelatore: una bugia scoperta ci dice sul suo autore molte cose. Chi mente ha sempre buoni motivi per farlo. Allo stesso modo, queste proposte rivelano molto su paure e debolezze di chi le porta avanti. E anche un’insofferenza al dibattito democratico che è tipica delle ideologie autoritarie.

Chi dovrebbe decidere che una news è fake?

L’unico capo di questa ipotetica Agenzia potrebbe essere Dio. Ma ovviamente agenzie del genere finiscono per avere un obiettivo molto più terra terra: vietare ciò che è sgradito al potere, nascondere i problemi sotto il tappeto.

Fonte: intervista realizzata da Silvia Truzzi per il Fatto quotidiano

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EUTANASIA: casi di consenso al suicidio e di omicidio del consenziente

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

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(Tommaso Scandroglio) Walter Piludu, ex presidente della provincia di Cagliari, è morto per un atto eutanasico  per ordine del giudice tutelare Maria Luisa Delitala. Piludu era affetto da tempo da sclerosi laterale amiotrofica ed aveva espresso più volte la volontà di morire. Il giudice ha ordinato all’Asl la sedazione e quindi lo stacco del ventilatore. L’ordinanza afferma che è «un diritto rifiutare le cure e andarsene senza soffrire: sedati per non sentire ansia o dolore». La decisione del giudice è illegittima.

Vediamone i motivi. Per il nostro ordinamento giuridico la vita è un bene indisponibile. Noi possiamo predicare un diritto alla vita, ma non un diritto sulla vita. Le norme che ci portano a questa conclusione sono le seguenti. Di rango costituzionale ricordiamo l’art. 2 che concerne i diritti inviolabili dell’uomo, tra cui non si può non menzionare la vita. Continua a leggere

IL DANNO DEL DENARO CREATO DALLE BANCHE

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Risultati immagini per il danno del denaro creato dalle banchedi Luigi Copertino

IL DANNO DEL DENARO CREATO DALLE BANCHE – di Luciano Gallino

L’ARTICOLO di Martin Wolf uscito pochi giorni fa sul “Financial Times” (il 24 aprile) è a dir poco sensazionale. Gli si desse retta, il solo titolo — “Spogliare le banche private del potere di creare denaro” — basterebbe per mandare in soffitta le teorie, le istituzioni e le politiche economiche che prima hanno causato la crisi, poi l’hanno aggravata con le politiche di austerità. Continua a leggere

Facebook vi protegge dalle notizie dannose. E Mentana, da Grillo

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di Maurizio Blondet

Abbiamo  individuato che questo link: “maurizioblondet.it/accelera la dittatura delle tecnocrazie inette” potrebbe essere dannoso. Per proteggere il tuo account e dispositivo, segui  solo link affidabili”.img_20170103_201346

Decine di lettori mi hanno avvisato che,  nel cercare di condividere il mio articolo, hanno ricevuto da Facebook questo messaggio. Che dire? Mi pare impagabile l’umorismo involontario: apprendere che le  tecnocrazie  non-votate sono inette e girano le viti dell’oppressione, “potrebbe essere dannoso”.  A  loro, beninteso, ma soprattutto a voi: avete bisogno di  essere protetti dalle idee dannose di maurizioblondet.it .  Impagabile anche la minaccia sottintesa: “Per proteggere il tuo account [che ti possiamo azzerare, espellendoti dalla ‘comunità”], e il tuo dispositivo [ti ci mettiamo un virus distruttivo, tanto poi diciamo che sono stati gli hacker russi], segui solo link affidabili”: che, immagino,  sono quelli approvati da Paolo Attivissimo. Uno di quelli che ancora sostengono che l’11 Settembre l’ha fatto Bin Laden, e per  questo piace a Boldrini & Mogherini. Continua a leggere

Da Babilonia a Gerusalemme

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download-2Segnalazione di Federico Prati

http://www.quieuropa.it/da-babilonia-a-gerusalemme-qual-e-la-divinita-dellebraismo-e-della-cabala-1/

http://www.quieuropa.it/da-babilonia-a-gerusalemme-cabala-ebraica-culla-di-gnosticismo-sincretismo-darwinismo-marxismo-2/

http://www.quieuropa.it/da-babilonia-a-gerusalemme-cabala-ebraica-spiritismo-paganesimo-e-panteismo-anti-cristiano-3/ Continua a leggere

OLTRAGGIO A CROCIFISSO: UDIENZA A VENEZIA 12-1-17

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download-1di Pietro Guerini

Giovedì 12-1-17 , alle ore 12 , si terrà presso il Tribunale di Venezia , sito nella “Cittadella della Giustizia” , Santa Croce 430 , Piazzale Roma , Edificio 1 , l’udienza per il procedimento penale incardinato nei confronti del regista Ulrich Seidl e dell’attrice Maria Hofstatter in conseguenza della denuncia depositata dal sottoscritto a seguito della proiezione, avvenuta nell’agosto 2012 , alla Mostra del Cinema di Venezia del film “Paradise Faith“ , nel corso del quale l’attrice ha oltraggiato il crocifisso , tra l’altro , masturbandosi con esso in una scena per nulla breve. (All’epoca, anche noi di “Christus Rex” ci unimmo alla protesta, N.d.R.)

Il Gip ha fissato questa udienza a seguito della mia opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dal Pubblico Ministero. Continua a leggere

La sorpresa di Natale

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di Israel Shamir

La sorpresa di Natale

Fonte: Come Don Chisciotte

Vi avevo promesso che per Natale non vi sareste annoiati! Con una mossa a sorpresa , la prima in 40 anni, gli USA hanno votato, al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, contro i desideri ufficiali di Tel Aviv. Il miracolo per cui tanto avevano pregato gli amici della Palestina e  i progressisti di Israele – alla fine è successo. Questo è uno dei primi effetti benefici della vittoria di Donald Trump  – il lungo periodo di deferenza americana agli Ebrei è stato interrotto. Si, lo ha fatto l’amministrazione Obama  – ma non l’avrebbe fatto se il Presidente-eletto fosse stata la Clinton. Continua a leggere

Mattarella papa, Bergoglio presidente

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Splendida sagacia di Marcello Veneziani…

Mattarella papa, Bergoglio presidente

Fonte: Marcello Veneziani

Italiani, c’è un clamoroso equivoco, un qui pro quo, una vistosa inversione di ruoli istituzionali. C’è Mattarella che fa il Papa e Bergoglio che fa il Presidente, della Fao, di Amnesty international o di Emergency, al posto di Gino Strada. Se notate quel che dice Mattarella e come lo dice, i suoi gesti e i suoi messaggi non sono quelli di un Presidente della Repubblica.

Il suo tema ricorrente, assoluto, ripetitivo è l’accoglienza, il suo compito è celebrare esequie, aprire le porte ai migranti e fare prediche morali. Funerali e sbarchi, la vita degli italiani lo interessa meno (salvo i terremoti). Si occupa di Africa più che di Italia, di umanità più che di nazionalità. Continua a leggere

Rivoluzione sud-americana, prossima tappa: “preti” sposati

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È ormai palese l’intenzione di procedere all’ordinazione di “probati viri” in Amazzonia, con il pretesto di supplire alla scarsità di clero nelle aree di indigeni, la cui cultura non comprenderebbe il celibato. Ragioni già smentite dalla Vergine di Guadalupe, ma si vuole aprire la porta all’abolizione del celibato sacerdotale.

di Guido Villa (03-01-2017)

Dato il ruolo che il portale Vatican Insider riveste nel farsi interprete e portavoce degli umori e delle intenzioni che muovono i Sacri Palazzi, non può passare inosservato l’articolo “Amazzonia, dove i preti sono un lusso” (vedi qui), pubblicato il 21 dicembre a firma di Rafael Marcoccia, nel quale viene rivelato un importante progetto prossimo venturo: l’ordinazione sacerdotale in Amazzonia di “probati viri”, anche sposati. Conseguenza di tale iniziativa sarebbe, prima o poi, l’abolizione dell’obbligo del celibato sacerdotale nella Chiesa cattolica di rito latino. Continua a leggere

“Ue rischia di finire sotto Putin”

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La Svezia di George Soros“La società aperta è in crisi e varie forme di società chiusa – dalle dittature fasciste agli stati mafiosi – sono in aumento. Questo perché i leader eletti non sono riusciti a soddisfare le legittime aspettative e le aspirazioni degli elettori”. Dopo la Brexit e la vittoria di Donald Trump, l’86enne speculatore George Soros, presidente dell’Open Society Foundations – la potentissima fondazione che supporta ong e associazioni di stampo progressista in tutto il mondo – nonché importante finanziatore dell’ultima campagna elettorale di Hillary Clinton, prende atto, con queste parole, della oggettiva crisi della “società aperta” teorizzata dal filoso Karl Popper che il magnate si impegna, da anni, a sostenere con ogni mezzo e senza remore (perfino pagando le associazioni e i manifestanti per scendere nelle piazze contro il neo-presidente eletto Trump).

Lo sfogo di Soros: “L’Ue incarnava l’idea di Società Aperta”

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Il problema è il Vaticano II

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video_bergoglioSegnalazione del Centro Studi Federici

L’anno scorso, il 6 gennaio 2016, Bergoglio fece diffondere un video scandaloso sul dialogo interreligioso, sulle orme degli errori del Vaticano II e delle giornate di Assisi di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Quarant’anni di errori e di orrori dottrinali che sono sfuggiti ai “cardinali” estensori dei famosi “dubia”…
 
Tante opinioni, una certezza. Un video e i suoi commenti
 
Il 6 gennaio scorso è stato diffuso nel mondo intero, in lingua spagnola con sottotitoli in varie lingue, tra le quali l’italiano, un video, detto “Video del Papa”, come “iniziativa globale sostenuta dalla Rete Mondiale di Preghiera del Papa (Apostolato della Preghiera) per collaborare alla diffusione delle intenzioni mensili del Santo Padre sulle sfide dell’umanità”.

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La voragine nei conti delle Coop rosse

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di Antonio Amorosi, giornalista, autore di inchieste per Libero, Panorama, La Verità (con noi ha presentato il libro “Coop Connection” A Verona e iniziato una collaborazione)

A lato apertura del quotidiano La Verità del 31 dicembre 2016

Finsoe, la società che controlla Unipol, ha a bilancio azioni svalutate per oltre 1,5 miliardi. Finsoe, da quattro anni, attribuisce alle proprie azioni il «prezzo di carico» di 9,95 euro cadauna a differenza di quello reale di Borsa che negli anni è fluttuato a ribasso fino ai circa 3 euro attuali. Una perdita durevole che va indicata nel bilancio ma che non viene registrata. E poi anche 665 milioni di debiti. A Rischio il risparmio soci delle coop rosse proprietarie di Finsoe. Continua a leggere

La pace russa in Siria

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Segnalazione di Raimondo Gatto

olycom_20161224135739_21687128Il cessate il fuoco entrato in vigore a mezzanotte tra il 29 ed il 30 dicembre in Siria, promosso da Russia e Turchia, ratificato dal governo di Damasco, da diverse sigle armate dell’opposizione (Esercito Libero Siriano, Ahrar al – Sham, Jaysh al Islam e altre sigle minori per un totale di circa 50.000 combattenti) e sostenuto con una risoluzione adottata all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, sancisce, nonostante le violazioni già registratesi nelle ultime ore, una nuova fase del conflitto siriano. Esclusi, come prevedibile, il Daesh e Jabhat Fateh al-Sham dall’accordo ma anche le milizie curde dell’YPG, considerate da Ankara un movimento terroristico.

I segnali di quanto concretizzatosi con il vertice di Mosca tra Russia, Turchia e Iran dello scorso 20 dicembre si possono ricercare già in alcune scelte fatte dai principali attori del campo di battaglia lo scorso 18 agosto, quando i raid di Damasco presero di mira le formazioni dell’YPG, sostenute dalle forze speciali americane nella città di Hasakah. L’attacco rappresentava un’inversione di tendenza delle priorità del regime di Damasco che, sin dal 2011, aveva considerato il fronte delle aree popolate dai curdi siriani secondario, rispetto ad altri. Un segnale che anticipava di pochi giorni l’operazione militare condotta da Ankara in territorio siriano, Scudo dell’Eufrate, che aveva come obiettivo l’ISIS ma soprattutto le milizie curde dell’YPG. Un’operazione militare, iniziata il 24 agosto, che di fatto violava la sovranità della Siria e che, al di là di qualche protesta di Damasco, non provocava nessuna reazione militare né del regime né dei suoi alleati iraniani e russi. Continua a leggere

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