di Lupo Glori
Il 16 giugno è stata inaugurata a Berlino, nel quartiere di Moabit, l’ottantottesima moschea della capitale tedesca intitolata al filosofo medievale Averroè, in arabo Ibn Rushd, e allo scrittore tedesco Johann Wolfgang von Goethe. Nulla di nuovo sotto al sole, se non fosse che tale moschea si differenzia dalle 79 precedenti per il suo carattere dichiaratamenteliberal,in linea con lo “spirito dei tempi” occidentale.
All’interno dell’insolito tempio islamico, Ibn Rushd-Goethe, uomini e donne potranno infatti pregare assieme e, a quest’ultime, sarà proibito indossare il burqa o il niqab, definiti dall’ideatrice del progetto Seyran Ateş, avvocata e attivista per i diritti delle donne di origine turche, come una “inaccettabile” “dichiarazione politica”. Oltre a ciò, il luogo di culto aprirà i propri battenti, indistintamente, alle diverse, e tra loro concorrenti, interpretazioni dell’Islam, cosicché sunniti, sciiti, alevi e sufi potranno inginocchiarsi fianco a fianco e un domani essere anche guidati da un Imam donna secondo le “innovative” regole del posto.











Secondo l’ex ministro degli Esteri del governo Letta, Emma Bonino, dal 2014 al 2016 il governo Renzi si sarebbe impegnato per conto dell’Italia, d’accordo con altri governi europei, ad accogliere tutti i migranti che giungevano in Europa. E fin qui nulla di nuovo, visto che ciò è scritto nero su bianco sugli accordi relativi all’operazione Triton. Il problema sorge se, come



