
Che l’approvazione dello ius soli stia a cuore a settori importanti della Chiesa italiana è cosa, ormai, abbastanza nota. Lo prova un numero notevole di dichiarazioni, tra cui quella del presidente della Cei, cardinal Gualtiero Bassetti, che ha apertamente parlato di «provvedimento da sostenere e favorire». Certo, forse prima di schierarsi così apertamente alla Cei avrebbero dovuto pensarci bene, dal momento che non manca chi – sulla base di argomentazioni tutt’altro che polemiche – mette in luce come il disegno di legge (DDL S. 17) in discussione in queste settimane in Senato, volto a modificare la vigente Legge 91/1992, introducendo in Italia una forma temperata dello ius soli, sia iniziativa, in realtà, non rispettosa della Dottrina sociale della Chiesa.
Tuttavia, dato che la Cei, attraverso i suoi più autorevoli esponenti, ha preso una determinata posizione al riguardo, non resta che prenderne atto. Una simile constatazione non può però portare ad accettare che si arrivi, a Santa Messa, addirittura a pregare per lo Ius soli. Perché è esattamente questo che è successo, come racconta il quotidiano La Verità oggi in edicola. E’ accaduto alla chiesa di Bellaria Centro, parrocchia S. Cuore di Gesù, dove i fedeli, ieri mattina, si sono imbattuti in una preghiera dei fedeli che li ha lasciati di stucco.


na di Pedrógão Grande sarà ricordato come uno dei più letali mai registrato in Portogallo.


La guardia di finanza ha acquisito alcuni documenti dagli uffici di Intesa Sanpaolo, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Banco Bpm e Popolare di Bari nell’ambito delle indagini della Procura di Milano su una presunta truffa attorno vendita di diamanti ai clienti degli istituti: un giro di affari stimato in almeno 300 milioni di euro annui. Il caso era stato sollevato dall’inchiesta “Occhio al portafoglio” (qui sopra una clip) realizzata da Emanuele Bellano e trasmessa da Report lo scorso ottobre, attirando già dalle settimane successive l’attenzione della Consob.



” Non togliete la speranza a Charlie ed ai suoi genitori”.

“Ucraina finalmente europea!”,mi scrive un lettore. E mi manda le foto della prima sfilata pederastica avvenuta a Kiev.