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Perché abbiamo rinunciato alla scuola

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Segnalazione di Redazione BastaBugie
Educhiamo noi a casa i nostri figli perché la scuola è anticattolica e per noi è una gioia stare (e imparare) con loro
da Imparo in Famiglia

Noi rinunciamo alla scuola. Rinunciare significa, non semplicemente fare a meno, ma sostituire con qualcosa di più o di meglio.
E questo è lo stesso criterio con cui potremmo dire che abbiamo rinunciato ad un secondo stipendio, a vacanze “apparentemente” indispensabili.
Ciascuna delle motivazioni che segue fa per noi talmente tanta differenza che potrebbe da sola bastare a motivare la nostra scelta.
Ciascuna di esse infatti è motivata portando con se un valore aggiunto e non negando semplicemente qualcosa che non ci piace.
Stare con i nostri figli a noi piace molto e stando con loro, giocando, osservandoli ci siamo resi conto molto in fretta che avevano in se una spinta di curiosità e vitalità che li portava giorno dopo giorno a scoprire ed imparare un sacco di cose.
Hanno imparato a parlare, camminare senza che nessuno davvero gli dicesse come si facesse, semplicemente attorno a loro c’è un ambiente stimolante, vivo dove si parla e si cammina e il loro desiderio ha fatto il resto.
Ognuno con i propri tempi e con i propri personalissimi percorsi. Continua a leggere

Rottamazione delle cartelle esattoriali, occhio alla beffa delle maxi rate

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Per esigenze di cassa la rottamazione delle cartelle esattoriali è stata concentrata in sole quattro rate. Così c’è chi si indebita per far fronte ai pagamenti. La versione originaria della norma era molto più diluita

C’è un dettaglio che può essere sfuggito, a chi abbia letto in questi mesi della “rottamazione delle cartelle esattoriali”, ossia la possibilità di pagare quello che non si era versato al fisco negli anni precedenti senza incorrere in interessi e sanzioni. Il dettaglio è che in cambio di quello sconto il pagamento dovrà essere effettuato nel massimo di cinque rate, a partire dal 31 luglio (termine per il pagamento della prima) e il settembre 2018. Entro il 30 novembre 2017 dovrà essere pagato il 70% del dovuto. Per fare un confronto, gli accordi di diluizione dei pagamenti arretrati, con il regime precedente, potevano prevedere fino a 72 rate in sei anni o in casi straordinari fino a 120 rate, ossia dieci anni. Alcuni emendamenti dell’M5s che avevano proposto di allungare i termini fino a 20 rate nell’autunno 2016 furono respinti, così come il lasso di tempo iniziale è inferiore di quello di due-tre anni del quale avevano dato conto i giornali prima dell’approvazione definitiva.

Stiamo parlando di un provvedimento che interessa oltre 800mila contribuenti (il 72% dei quali ha chiesto la rateizzazione), segno di un successo dell’operazione. Il gettito atteso è di 7,2 miliardi di euro. Tuttavia il ridotto numero di rate e i tempi stretti stanno cominciando a creare dei problemi. «Abbiamo avuto un’adesione elevata da parte dei nostri clienti», commenta l’avvocato Alessandro Giovannini, titolare dello studio legale e tributario Giovannini & Partners. «La rateazione molto breve sta però comportando delle difficoltà di cassa e di liquidità, soprattutto per le piccole imprese, dato che la crisi di liquidità pesa ancora come un macigno». Tra i clienti dello studio, aggiunge, non ci sono state rinunce. «Preferiscono far fronte alle necessità finanziarie. In questo momento conviene indebitarsi, ma sono evidenti le difficoltà che sta creando il bisogno di fare cassa da parte dello Stato».

Sul Sole 24 Ore del 24 luglio Luigi Lovecchio ha messo in fila i motivi per cui il rischio di insuccesso dell’operazione rottamazione esiste e molti soggetti che hanno presentato la domanda potrebbero non versare le somme dovute. Il primo punto è che, visto che il costo delle definizione viene formalizzato a posteriori, il debitore rinunci a perfezionare la procedura. C’è poi il caso di chi abbia presentato la domanda nella speranza che in seguito (e prima del 31 luglio) riuscisse a vendere un immobile, un altro cespite o un avesse sperato nel buon esito di un’operazione aziendale. Questo vale soprattutto per le 8.091 persone che sono chiamati a versare tra i 250mila e un milione di euro. Altri, per la verità, avrebbero potuto cercare semplicemente di prendere tempo, perché bastava presentare l’istanza per vedere la sospensione dei pagamenti dalla precedente rate.

La buona notizia, che non tutti conoscono, è che esiste la possibilità di poter fare una selezione delle cartelle da saldare attraverso la rottamazione. È il servizio “ContiTu”, presente sul sito di di Agenzia delle entrate-Riscossione (l’ex Equitalia), che consente di pagare in via agevolata soltanto alcuni degli avvisi/cartelle contenuti nella “Comunicazione delle somme dovute”. La richiesta va fatta entro il 31 luglio e fino al 22 luglio sono stati 3.200 i contribuenti che hanno usufruito di questa possibilità.

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Firma la petizione #chiudeteUNAR per chiedere l’immediata chiusura dell’UNAR

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UNAR_chiudeteUNAR_post_sito_ProVitaSegnalazione di F.F.

Firma la petizione #chiudeteUNAR per chiedere l’immediata chiusura dell’UNAR alla Presidenza del Consiglio e al Presidente della Repubblica.

L’UNAR (Ufficio Nazionale Anti-discriminazioni Razziali) si è infine mostrato per quello che è: un ufficio del Governo non soltanto inutile e pericoloso ma che sperpera soldi pubblici, destinandoli ad associazioni LGBT che promuovono orge gay e servizi sessuali gay a pagamento.

L’UNAR, che dovrebbe occuparsi solo di discriminazioni razziali e basate sull’origine etnica, ha da tempo violato i limiti delle sue competenze occupandosi di tematiche LGBT e promuovendo la teoria del gender nelle scuole. La sua famosa “strategia nazionale” diretta anche alle scuole, escludeva le associazioni di famiglie e genitori e includeva soltanto 29 associazioni LGBT. Ha anche preteso di censurare e plasmare il linguaggio dei giornalisti conformandolo ai dettami LGBT.

Firma anche tu! cliccando su questo link Continua a leggere

Se l’Europa attacca la famiglia ​e chiede l’arrivo di più migranti

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“I politici concentrano tutte le loro attenzioni su una unità sociale dominante e potente a cui pagano obbedienza e danno la loro attenzione completa e devota: lo Stato”.

La rivista conservatrice americana Breitbart processa l’Europa e i suoi politici. In un momento storico in cui la famiglia tradizionale viene continuamente fatta a pezzi, il politicamente corretto propaganda la tesi secondo cui gli immigrati sono una risorsa. “A loro (i politici, ndr) poco importa che tra i nativi europei il tasso di nascita sia attualmente compreso tra 0,2 e 1,1 – scrive Ted Malloch – nel mondo occidentale la famiglia tradizionale continua a sgretolarsi e chiunque difenda la tradizione e le radici dei popoli europei, viene ridicolizzato e spesso insultato. Parlare a favore della difesa della famiglia tradizionale non conviene e porta pochi voti in Europa”.

Se non difendiamo i nostri confini, l’immigrazione distruggerà il popolo Italiano

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Adesso basta! I nostri governanti non lo vogliono capire oppure fanno finta. Probabilmente la seconda, perché per risolvere il problema dell’immigrazione selvaggia che colpisce l’Italia serve essere incisivi. Bisogna sfoderare il pugno di ferro. Lo stivale è la porta del Mar Mediterraneo e nel Mare Nostrum serve essere padroni. Padroni politicamente, padroni economicamente, padroni culturalmente e padroni militarmente. Il governo nostrano, invece, vuole cedere, a cadenza giornaliera, la propria sovranità. Dove si bagnano le nostre coste si scontrano interessi enormi, gli stessi che ogni parlamento, meritevoledi questo nome, dovrebbe far rispettare. Invece dobbiamo chinare la testa, continuamente. Siete “solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo, solo chiacchiere e distintivo”, per fare il verso ad Al Capone, interpretato da Robert De Niro nella pellicola Gli Intoccabili. Continua a leggere

Orbán: il discorso di un patriota

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Hungarian Prime Minister Orban attends a foundation stone laying ceremony for a new division of the Knorr-Bremse factory in Kecskemet

UN DISCORSO PER NOI
Abbiate la pazienza di leggere questo ultimo discorso del Premier ungherese  Viktor Orbán, tenuto come tradizione all’annuale Summer University di Bálványos.
Fatelo senza fanatismo entusiasta o esaltazioni inutili perché è un grandioso discorso carico di lucido realismo e buon senso; è un discorso senza filtri diplomatici, linguaggi istituzionali, conformismo ideologico. Per questo merita di essere analizzato in profondità.

Più che un discorso è una visione dell’Europa, un’aspirazione, un progetto di difesa e salvezza di una civiltà minacciata da una globalizzazione selvaggia, impietosa e senza scrupoli.
Il leader di una piccola nazione si erge a guida per chiunque oggi rivendichi il valore di un patriottismo eroico, spregiudicato, capace di difendere ciò che si ama e ciò che ancora si è, da chi odia e vuole distruggere ciò che noi siamo.

Le parole di Orbán non riguardano l’Ungheria ma l’essenza stessa della nostra identità europea dilaniata dalla dissoluzione globalista imposta dalle élite tecnocratiche e apolidi.

Buona lettura. Continua a leggere

Le Brésil émet un timbre à la gloire de la franc-maçonnerie universelle

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La poste brésilienne vient de mettre en vente un timbre qui fait l’éloge franc-maçonnerie ! Dans le bas du timbre figure une mention de rend hommage à la maçonnerie universelle et à Thomas W. Jackson, un haut gradé franc-maçon de Pennsylvanie.

Thomas W. Jackson a été pendant ses 16 ans le secrétaire exécutif de la Conférence mondiale des grandes loges maçonniques. Une fonction qui l’a amené à se rendre à plusieurs reprises au Brésil. Il y était encore au cours du mois de juin 2017 pour une rencontre maçonnique qui s’est terminée le 24 juin, jour au cours duquel lui fut présenté ce projet philatélique qui démontre l’influence maçonnique sur le service postal du Brésil.

 

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Marlène Schiappa, « Madame LGBT » du gouvernement, et le « gender budgeting »

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Dans les kiosques, on peut remarquer que Têtu, le magazine pour homosexuels fondé par Pierre Bergé, signale un entretien avec Marlène Schiappa qualifiée de « Madame LGBT » du gouvernement.

Nous n’avons pas voulu débourser le moindre sou pour lire cet entretien qui n’est pas disponible sur le site internet du magazine.

Mais un fait nouveau vient étayer ce qualificatif de « Madame LGBT » décerné à Marlène Schiappa.

Jeudi, Marlène Schiappa, secrétaire d’État à l’Égalité entre les femmes et les hommes, était auditionnée par le Sénat en pleine polémique sur le montant des subventions accordées aux associations par son ministère. C’est dans ce contexte que Marlène Schiappa a annoncé son intention de généraliser la pratique du « gender budgeting » (« budgétisation sensible au genre »).

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Esodo dal Niger all’Italia: i militari francesi lasciano passare imigranti

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Il “corridoio” che porta in Libia è presidiato dall’Armée. Che non muove un dito sono già passati 300mila clandestini pronti a imbarcarsi per l’Italia.

In Africa la Francia sta giocando la sua partita contro l’Italia. Da oltre due anni, come riferisce Repubblica, l’esodo dei migranti economici, che da tutta l’Africa muovono verso la Libia per imbarcarsi verso le coste italiane, passa dal Niger dove sono di stanza i militari francesi.

Che non muovono un dito per fermarli. E così, stando ai dati ufficiali dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Iom), soltanto nel 2016 sono transitati 291mila clandestini.

Gli interessi della Francia sull’Africa sono molteplici. Oggi il presidente francese Emmanuel Macron incontrerà il capo del governo di unità nazionale della Libia, Fayez al Serraj, e il generale Khalifa Hafter.

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All’Italia i profughi, a Macron la Libia (e il petrolio)

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Ma il peggio deve ancora venire. Dietro l’incontro di Parigi, di cui l’Italia era all’oscuro, si cela l’ennesimo tentativo di sottrarci petrolio e gas libici.

Per capire lo scenario vanno considerati tre elementi. Il primo è la riapertura a giugno del pozzo di Sharara gestito da Total francese, Repsol spagnola, Omv austriaca e Statoil norvegese, ovvero quattro concorrenti della nostra Eni. Il secondo è il ritorno – annunciato da Mustafa Sanalla, capo della National Oil Company e boss incontrastato del greggio libico – a una produzione di oltre un milione di barili di greggio al giorno.

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“Gli italiani sono ignoranti”. Così Boldrini vuole rieducarci

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di Giuseppe De Lorenzo

Fonte: Il Giornale

Se non ve ne siete accorti, siete ignoranti. Sì, esatto: gli italiani sono asini. Soprattutto quando si parla di immigrazione. A metterlo nero su bianco è la Commissione Jo Cox della Camera dei deputati, un organismo voluto e presieduto daLaura Boldrini per studiare “l’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni dell’odio”.

Istituita il 10 maggio 2016, la Commissione “include un deputato per ogni gruppo politico, rappresentanti di organizzazioni sopranazionali, di istituti di ricerca e di associazioni nonché esperti”. Fin qui tutto normale. O quasi. Nel senso che la Commissione due giorni fa ha presentato la relazione finale dei suoi temutissimi lavori ed ha emesso la sua sentenza finale sul popolo populista: gli italiani hanno opinioni sbagliate, “stereotipi e false rappresentazioni”. E per questo vanno rieducati.

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Tutto un programma…

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di Paolo Sensini

Fonte: Paolo Sensini

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Ecco il programma del PD in sette punti: 1) portare il prelievo fiscale e la tassazione a livelli record, che già ora si attestano oltre il 70%; 2) burocratizzare ogni aspetto della vita, anche i più semplici e immediati di ogni giorno; 3) riempire l’Italia all’inverosimile di finti profughi afro-asiatici e islamizzare la penisola con il plauso del Vaticano; 4) depenalizzare una grande quantità di reati rendendo in tal modo sempre più insicura e precaria l’esistenza dei cittadini; 5) imporre leggi coercitive sulla libertà di pensiero e d’espressione (psicoreato) e minacciare con la galera chiunque osi trasgredirvi; 6) ergersi a paldini e tuttori di minoranze rumorose a detrimento della maggioranza del Paese; 7) lasciare la cittadinanza al totale arbitrio di una “magistratura democratica” che si conferma ogni giorno incapace, arrogante, priva di senso di responsabilità e incompetente anche su questioni di elementare convivenza civile.

L’icona del satanismo rockettaro suona a Villafranca? Continuano le contestazioni (non ecumeniche)

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In principio fu una segnalazione di Simone alla riunione di “Christus Rex” di un martedì di Aprile: il rockettaro che insulta Gesù Cristo e brucia la Bibbia suonerà a Villafranca di Verona. Da allora è partito un tam tam wathzupp che ha raggiunto più persone. Un Senatore della Repubblica, su invito di Matteo Castagna, ha parlato con il sindaco del Paese, che ha scaricato la patata sull’ente privato cui ha concesso il Castello scaligero per gli eventi. Un ragazzo, schifato dalla notizia riportata con largo anticipo da L’Arena, ha attivato una petizione di protesta on-line, che ha superato le 12.000 firme. Ne ha parlato L’Arena. Ne ha parlato il Corriere. E’ giusto dare agibilità pubblica all’ostentazione del satanismo? Il buon senso comune dice di no, ma si sa che non è di tutti. Esponenti di varie confessioni, ma anche agnostici e atei dichiarati hanno espresso la loro contrarietà più ferma e netta. Sollecitato, anche Giuseppe Zenti si esprime molto duramente su Vvox e si formano gruppi di preghiera riparatoria in alcune parrocchie conciliari della zona. Due lettere dei lettori su L’Arena di Gianni Toffali vivacizzano il tutto. Alcuni ogni venerdì. Altri, in altre occasioni. La ribalta nazionale viene da “Il Fatto quotidiano”, come riportato anche qui su Agerecontra. Poi di nuovo L’Arena con un’intervista al nostro Matteo Castagna, che attacca il sindaco. Radio24 con Cruciani e Parenzo a “La Zanzara” lo intervistano a 360° per due sere di seguito in diretta alle 18.30 (11 e 12 luglio, con differita tagliata e unificata del 14 luglio, che si può ascoltare sul sito de La Zanzara) ma non riescono a metterlo in difficoltà. E’ la volta del sostegno politico da parte di Lega Nord, Forza Nuova, Partito dei Pensionati. Poi di nuovo L’Arena (a lato) e il Corriere di Verona di oggi.In attesa dei prossimi e dell’iniziativa di “Christus Rex” di stasera alle 18.30. Il tutto, a dimostrazione che si possono effettuare azioni di protesta e soprattutto di riparazione non “ecumeniche”. Importante è avere le idee chiare e saperci fare…

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Manson

Disponibile il numero 70 di Sursum Corda del 23 luglio 2017

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Dio sia lodato!
Sul sito è disponibile ilnumero 70 (del 23 luglio 2017) diSursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nellasezione downloaddedicata ai soli Associati.

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– Comunicato numero 70. Nono e decimo comandamento;
– Preghiera a Maria Maddalena, Penitente;
– Gli anatemi del Concilio di Trento, numeri 35, 36 e 37;
– Preghiera a Santa Prassede Vergine;
– Vita e detti dei Padri del deserto: Padre Bessarione, parte 2;
– Preghiera a San Girolamo Emiliani, Confessore;
– I Tesori di Cornelio ALapide. Cecità e colpa degli indifferenti;
– I Tesori di Cornelio ALapide. I pericoli dei regali;
– Del gran mezzo della Preghiera, Parte II, Preliminare II, parte 1;
– Teologia Politica n° 62. Politica cattolica in contrapposto alla mistificazione democristiana;
– Racconti miracolosi n° 16. Mirabili parole di un Imperatore cristiano.

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Preghiamo per i nostri Sacerdoti, per le vocazioni, per le famiglie e per le intenzioni della nostra Associazione, affidandoci alla protezione disan Giovanni di Dio.

Ossequi,Carlo Di Pietro.


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