Populismo e “popularismo” nell’estremo Occidente

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di Alberto Buela Lamas

Populismo e "popularismo" nell'estremo Occidente

Fonte: Vita

L’ Europa, ci piaccia o no, spiega il filosofo argentino Alberto Buela Lamas, «ha mille risorse nascoste che può ancora mobilitare. È un’ingenuità affermare che l’Europa è finita, quelli che sono finiti sono i sui dirigenti, influenzati dalla “americanosfera”»

Nel nostro incontro con il professor Alberto Buela Lamas affrontiamo la questione del populismo da altre prospettive: geografica e di pensiero. Buela, infatti, ci porta ad analizzare le differenze che intercorrono tra populismo e “popolarsimo” e tra movimenti europei e movimenti ibero-americani, termine che il Professore sceglie per segnare la differenza con quello comunemente conosciuto, “latinoamericani”, di invenzione francese. Guardando l’Europa dall’“estremo occidente”, il filosofo argentino confida ancora nella centralità europea e nella luce di Roma “ultima datrice di senso delle azioni degli uomini nel mondo.”

Alberto Buela Lamas è un filosofo argentino che ha sviluppato il pensiero ibero-americano.

Ha insegnato presso l’Università Tecnologica Nazionale dell’Argentina e in Spagna presso l’Università di Barcellona. Di formazione classica, è stato il fondatore della visione metapolítica in America, nonché pioniere della “teoria del dissenso” che propagò attraverso le pagine dell’omonima rivista con l’ambizione di edificare un pensiero alternativo rispetto a quello egemonico. Il suo pensiero poggia su autori classici come Platone ed Aristotele, su autori contemporanei europei come Scheler, Heidegger, Bollnow e americani tra cui figurano McIntayre, Wagner de Reyna, Nimio de Anquín, Saúl Taborda.

Il dibattito sul populismo tiene banco sia in ambito accademico, che sui quotidiani. Da filosofo politico potrebbe fornirci una definizione di tale termine e la sua opinione su tale fenomeno? 
La politologia, che è una scissione relativamente recente della filosofia, ha considerato storicamente il populismo in forma spregiativa. Essa, infatti, concedendogli una connotazione negativa, lo ha caratterizzato come una patologia politica, secondo Leo Straus, o come “l’Enfant Perdu” della scienza politica ( Bosc René : Un enfant perdu de la science politique: le populisme, en Projet, n.° 96, junio de 1975, pp. 627-638). Uno studio che si è rivelato a dir poco vergognoso per coloro i quali lo hanno partorito. La più rinomata studiosa del tema, l’inglese Margaret Canovan sostiene che: “il termine populismo si usa comunemente a modi diagnosi per una malattia” (Canovan, Margaret: Populism, Hartcourt Jovanovich, Nueva York-Londres, 1981, p.300).

Con riferimento alla definizione di populismo potremmo dire che: si ha populismo dove il governo fa quello che il popolo chiede e non ha altro interesse che l’interesse del popolo stesso.

La mia opinione sul fenomeno populista è che l’installazione politica del populismo in Europa, in questi ultimi anni, ha obbligato i teorici a ripensare la categoria di populismo con l’intenzione di liberarla della connotazione spregiativa che loro stessi gli avevano attribuito in altri tempi, quando il fenomeno del populismo si manifestava nei paesi periferici o del terzo mondo, come furono i casi di Perón, Vargas o Nasser. Oggi, in Europa, abbiamo non suolo il populismo di destra come il caso del Fronte Nazionale francese, bensì anche quello di sinistra come Podemos in Spagna. Ecco allora che il populismo si è trasformato in una corrente orizzontale che va dalla destra alla sinistra, quando in realtà il fenomeno possiede un asse verticale che va dal basso (l’interesse reale del popolo), verso l’alto, (mettendo in discussione la rappresentanza politica demo liberale e borghese dei partiti politici del sistema).

In un suo articolo lei ha parlato di differenza tra populismo e “popolarismo” potrebbe spiegarci di cosa si tratta?
Noi siamo ricorsi ad un neologismo, quello del “popularismo” che solo gli uomini di lingua italiana possono comprendere perfettamente, che sostiene che il popolo è: a) fonte principale di ispirazione; b) termine costante di riferimento; c) depositario esclusivo di valori positivi. Il popolo come forza rigeneratrice è il mito fondante nella lotta per il potere politico. Il popolo è il soggetto principale della politica. L’azione del pensiero unico e politicamente corretto, espresso in queste ultime decadi per la socialdemocrazia e le sue varianti “progressiste”, ha cercato la sparizione del popolo (dell’ethospopolare) per trasformarlo in “pubblico consumatore” al fine di manipolarlo facilmente. Questo è il populismo postmoderno di cui parla Ernesto Laclau nella sua Ragione populista (2005) e sposato anche all’interno del nostro ambiente di pensiero. Per Laclau il popolo è sempre popolo sciolto mentre per il peronismo o i governi popolari il popolo è paese organizzato. In una parola, il popolo è al centro attraverso le sue organizzazioni, le organizzazioni libere del popolo, perché suolo attraverso esse esiste.

Altra cosa da aggiungere è che il populismo postmoderno di Chàvez e Kirchner è moltitudine o pubblico consumatore. Sempre nell’idea di egemonia, espressa da Laclau, il populismo contemporaneo crea “diversi popoli particolari” (chiamati indipendentisti, minoranza gay, indigeni etc. etc.) i quali hanno la pretesa di assumere una dimensione universale.

Per tale ragione utilizziamo il termine “popularismo”, al fine di distinguere il vero populismo dal suo falso impostore.

L’attuale modello di crescita si innesta su un pensiero quale quello illuminista, ormai in crisi. Potrebbe ciò aver contribuito alla rinascita del populismo?

Il “popularismo”, o vero populismo, è l’ultima reazione davanti alla democrazia liberale di corte istruita, poiché i suoi meccanismi e le sue istituzioni politiche, non sono più in grado di fornire risposte adeguate alle reali necessità che oggi hanno i popoli. E’ stato provato e comprovato ad nauseam che il sistema democratico liberale borghese non può dare risposte alle nuove necessità del nostro tempo. Allora il “popularismo” si interroga sull’idoneità dell’attuale sistema e reclama cambiamenti inerenti al sistema dei partiti e ai meccanismi di elezione. Per esempio ci si interroga sul monopolio della rappresentatività dei partiti politici come via di accesso al parlamento, proponendo altre forme di accesso. Quest’ultimo aspetto viene denominato, dai teorici statunitensi, “costituzionalismo di comunità” dove le forze della comunità possono accedere direttamente al parlamento senza dover passare attraverso i partiti politici. (In Argentina ci fu un’esperienza simile con la validità della costituzione del Chaco del 1952, conosciuta come “la costituzione del doppio voto”).

Reitero, per rispondere alla sua domanda senza giri, il “popularismo” respinge per incompetenza politica, il pensiero illuminista.

Esistono delle differenze tra populismo europeo e quello latino americano? 
Le differenze sussistono e sono abbastanza evidenti. Il populismo ibero-americano (mi rifiuto di parlare di America Latina, perché come sanno tutti gli italiani, latini sono solo quelli del Lazio e la denominazione America Latina è stata un’invenzione francese per potere giustificare il loro intervento nella Nostra America) è stato sempre un nazionalismo di “Patria Grande”. Ha pensato sempre in termini continentali come Suramérica, Hispanoaméria o Iberoamérica, mentre i populismi europei sono di “Patria Piccola”, e tanto più piccole sono, quanto più accrescono le istanze nazionaliste, così abbiamo i valloni in Belgio, i Catalani in Spagna, i corsi in Francia e la Lega Nord in Italia.

I populisti europei sono quasi tutti istruiti mentre i populisti sud-americani sono capi semibárbaros(questo dicono gli istruiti su essi). I populismi europei negano l’esistenza di un ethos nazionale, mentre gli ibero-americani lo affermano come principio indiscutibile della sua esistenza nell’ecúmene culturale che si esprime in una sola lingua: la lingua ispana. E, per come sosteneva Gilberto Freyre, il gran sociologo brasiliano: “noi uomini ispani possiamo parlare e capire con facilità quattro lingue: il portoghese, lo spagnolo, il galiziano ed il catalano”.

Possiamo dunque affermare che, il popularismo ibero-americano è inclusivo mentre il populismo europeo è esclusivista.

In Europa, stiamo assistendo ad una crescita esponenziale di partiti e movimenti nazionalisti. Potrebbe un movimento europeo superare queste istanze nazionalistiche e quale dovrebbe essere il collante e l’idea forza?
L’ Europa, ci piaccia o no, è il centro dell’Occidente. L’Europa ha mille risorse nascoste che può mobilitare. È una stupidità affermare che l’Europa è finita, quelli che sono finiti sono i sui dirigenti, influenzati “dall’americanosfera”, per come la definì Guillame Faye.

La decadenza si ha nelle sue classi dirigenti non nei suoi popoli, i quali detengono una ricchezza di particolarità e differenze come nessuno al mondo. L’Europa, inoltre, ha ancora Roma che è l’ultima datrice di senso delle azioni degli uomini nel mondo.

Parigi volle essere la seconda Roma e non poté, Mosca vuole essere la terza Roma e non può, mentre gli Stati Uniti tagliarono i suoi lacci con l’Europa. L’idea di romanità la troviamo espresso perfettamente in Virgilio, il più grande poeta latino, il quale afferma nell’Eneide: “tu, o Romano, ricordati di reggere i popoli con autorità; (tu avrai queste arti) e di imporre norme alla pace; di risparmiare quelli che si sottomettono e debellare i superbi” (Virgilio: Eneide VI).

Noi dall’estremo Occidente, non siamo né ottimisti né pessimisti, bensì realisti speranzosi, e come tali pesiamo che la “vecchia Europa” reagirà, dal momento che ha gli attributi per farlo. E reagirà sull’idea indicata da Virgilo, il padre di Occidente. In questo la dirigenza italiana, quella più genuina, ha molto da dire e su questo può contare sull’Argentina che è la sua testa di ponte naturale in America.

di Filippo Romeo

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Comune Pd fa concorso affittando sede che già ha

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Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

Così il Pd spreca soldi pubblici. Il caso Bologna 

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Bufera su Merola. Danno erariale?

Concorso pubblico: il Comune di Bologna paga 42700 euro per affittare uno stabile, ma ne possiede uno che contiene il doppio dei partecipati ed è gratis

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Benedice centro migranti, “prete” cade e riporta una grave frattura

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di Claudio Cartaldo

Un brutto, piccolo incidente. Don Dino Lanzone, rettore del santuario di Brughiera di Trivero è inciampato (è proprio il caso di dirlo) nell’inaugurazione di un centro per migranti che è stato aperto da non molto il provincia di Biella, in Piemonete.

La caduta alla casa per migranti

Il parroco ha 91 anni ed era stato chiamato domenica a benedire la nuova casa di accoglienza organizzata dall’associazione “Cresco Odv” dove ci sono alcuni richiedenti asilo. Mentre usciva ad inaugurazione conclusa, il prete è caduto (inciampando, appunto) e ha riportato una seria frattura. Come scrive La Nuova Provincia di Biella, don Dino Lanzone è stato immediatamente portato con l’ambulanza all’ospedale Degli Infermi. I medici hanno ritenuto necessario ricoverarlo per permettergli di recuperare dalla brutta frattura. Continua a leggere

Vuoi rifarti una casa? Accogli un immigrato…

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Segnalazione di S.R.

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Mentre Roma promette mille euro, Bolzano lancia una singolare iniziativa: ristrutturerà casa a chiunque accolga. Come nel film Qualunquemente…

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“Le foibe se le sono cercate i fascisti”: la vergognosa messinscena dei compagni a L’Aquila

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Segnalazione di A.F.

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Le foibe? Colpa degli italiani: “Se le sono cercate i fascisti”. Le vergognose parole della consigliera comunale dell’Aquila Carla Cimoroni.

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TELESCROCCO – COME E’ ANDATA A FINIRE

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di Report

Telescrocco

Trasmettevano a Verona grazie ad antenne e ripetitori radiotelevisivi installati abusivamente sopra alla seconda Torricella Massimiliana, violando il vincolo di tutela che la sovrintendenza per i beni storici e culturali aveva posto sul monumento asburgico. Per questo mercoledì scorso la Procura di Verona ha ordinato il sequestro della torre. Sono rimaste così al buio alcune tra le più importanti televisioni di Verona come Telearena, di proprietà del gruppo Athesis, Telenuovo e Telepace, che da anni trasmettono dalla Torricella senza l’autorizzazione del demanio proprietario del monumento.

Sono una quarantina gli editori che negli anni hanno piazzato i loro ripetitori sopra il manufatto austriaco senza mai pagare neanche un euro allo Stato, che nel 2010 aveva chiesto circa 10 milioni di canoni arretrati.

COME PER MAGIA TUTTI “SONO CADUTI DAL PERO” –  DICE SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO. UNA PUNTATA CHE PUNTA IL DITO NEI CONFRONTI DI UN ENORME SISTEMA, METTENDOLO FINALMENTE DI FRONTE ALLE SUE RESPONSABILITA’. UNA LEZIONE DI GIORNALISMO E DI CORAGGIO PER MOLTE BORIOSE MEZZE TACCHE DI OGNI COLORE E TIPOLOGIA, SENZA ESCLUSIONE DI COLPI E A RAGION VEDUTA. VEDI IL VIDEO (N.D.R.):

CLICCA SU:  http://www.report.rai.it/dl/Report/Page-8200206a-0877-46c1-ab57-c774db2c6d38.html# Continua a leggere

Roncalli, regista e strumento della Rivoluzione Conciliare

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Segnalazione e realizzazione di Pietro Ferrari

Angelo Giuseppe Roncalli regista e strumento della Rivoluzione Conciliare (diretta FB)

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Quando il Presepe diventa gay

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Segnalazione di Nicola Pasqualato

Molti i casi di presepi “omosessuali” nel mondo. A riaprire il caso è la comica americana Cameron Esposito

di Andrea Riva

La polemica è stata riaperta da Cameron Esposito, comica e attivista lesbica che, sulla propria pagina Facebook, ha condiviso la foto del presepe realizzato da un vicino di casa di Los Angeles in cui si vedono due san Giuseppe vestiti di rosa.

L’immagine, come accade di questi tempi, ha fatto il giro del web e, infine, è arrivata anche sullo smartphone del vescovo cattolico di Rhode Island che, come riporta La Verità, ha parlato di un “attacco alla fede cristiana”. Ma, dicevamo, questo è uno degli ultimi esempi di come la comunità lgbt ha rivisitato il Natale in questi anni. Continua a leggere

La ricetta del buon cristiano e qualche curiosità sul Natale

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Risultati immagini per Rosario in granidi Padre Romualdo Maria Lafitte OSB

Foglietto illustrativo

Farmaco: Rosario in grani

COMPOSIZIONE: ogni Rosario contiene: 50 Ave , 5 Padre Nostro, 5 Gloria al Padre, 1 Salve Regina.

PRINCIPIO ATTIVO: la Grazia di Dio.

CATEGORIA FARMACO: santificante effervescente.

USO: si consiglia il sovradosaggio.

SOVRADOSAGGIO: in caso di assunzione in dosi elevate si potrebbero avere manifestazioni di Gioia profonda, Slanci di Carità, Lodi impreviste a Dio.

INTERAZIONI: è possibile, anzi consigliabile, assumerlo insieme ad altre preghiere e ai Sacramenti, spe-cialmente il Santo Sacrificio della Messa e la Confessione.

DOSI CONSIGLIATE: da 1 a 3 al giorno.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE: contro la tiepidezza spirituale, aiuta nel cammino verso la Santità, in caso di tentazioni, acidità e pesantezza di coscienza, libera le anime dal Purgatorio, risolve problemi.

POSOLOGIA: uso orale. Da assumere con raccoglimento. Effetti migliorati con assunzione in famiglia.

EFFETTI INDESIDERATI: se recitato ogni giorno, può provocare un cerchio alla testa.

CONTROINDICAZIONI: nessuna.

VALIDITÀ: non è soggetta ad alcuna forma di deterioramento.

PRODUTTORE Laboratori M.SS. – Maria Santissima.

ATTENZIONE: Tenere il medicinale alla portata dei bambini!

CONSIGLI DI USO: Assumere 1 Padre nostro e 10 Ave Maria, seguiti subito di 1 Gloria al Padre. Ripetere l’operazione 5 volte. Si può anche dividere in piccole dosi e prendere durante l’arco della giornata. Continua a leggere

Disponibile il numero 91 di Sursum Corda

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Dio sia lodato!
Sul sito è disponibile il numero 91 (del giorno 17 dicembre 2017) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati.
Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:

– Comunicato numero 91. Il Vangelo secondo San Giovanni. Parte seconda ed ultima;

– Preghiera a Sant’Eusebio, Vescovo e Martire;

– Novena di Natale (dal 16.12 al 24.12);

– Tota pulchra es, Maria;

– Preghiera a Santa Lucia, Vergine e Martire;

– Gli anatemi del Concilio di Trento, numeri 97, 98, 99 e 100;

– Vita e detti dei Padri del deserto: Eucaristo;

– Quando il Papa è infallibile? Parte nove;

– Teologia Politica n° 83. La tassazione non può compensare il deficit causato da un’amministrazione improvvisata;

– Racconti miracolosi n° 41. Il piccolo san Tommaso d’Aquino e l’Ave Maria.

Nuovamente disponibili e fino a Natale:

– La Rivoluzione secondo Mons. de Ségur e Chi è Maria? Catechismo mariano.

Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla protezione di san Giovanni di Dio.

Ossequi, Carlo Di Pietro.


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Salvatore Crisafulli. Storia di un “quasi resuscitato”

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Segnalazione di Emiliano Renzetti

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E’ morto Salvatore Crisafulli. Il fratello Pietro racconta la sua incredibile storia, un inno alla vita e contro l’eutanasia

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“La nostra civiltà morirà se non recupera il sacro che ha perduto”

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Segnalazione Alberto Z.

La studiosa nel suo nuovo saggio ripercorre la storia della spiritualità. E dei suoi simboli

di Matteo Sacchi

Silvia Ronchey è una delle più grandi esperte di storia e filologia bizantina. Il suo nuovo saggio La cattedrale sommersa (Rizzoli, pagg. 252, euro 19) va, come spiega il sottotitolo, «alla ricerca del sacro perduto».

Per la Ronchey la religio, il sentimento del divino, che è qualcosa di diverso dalle religioni nel loro essere forme storicamente codificate, era un tratto comune e di unione tra Occidente e Oriente. Ora però è, in buona parte, perduto. E vale la pena cercare di capire il perché, usando anche gli strumenti della filologia e raccontando quei legami tra le religioni che, spesso, finiscono nel dimenticatoio. Perché le religioni cambiano e i simboli restano. Tanto per dire, la mezzaluna islamica è un regalo delle religioni pagane, è la mezzaluna di Artemide, simbolo protettore della Bisanzio pagana. È solo uno dei tanti prestiti, o a volte scippi, inter-religiosi, come quelli che nelle zone più remote della Cina hanno fatto sovrapporre Gesù e Buddha. E per quanto ci si svegli moderni e atei poi il senso/bisogno religioso rientra dalla finestra, e bisogna capire in che forma. Continua a leggere

Christus Rex – Traditio: un’ora con Giovannino Guareschi e l’attualità del suo messaggio di Fede e di lotta

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di Lucia Rezzonico

Un autentico successo di qualità e pubblico per la conferenza di ieri sera a Verona presso la palazzina comunale locata al Gruppo Sportivi Veterani Veronesi, di cui i militanti di “Christus Rex-Traditio” sono Soci dall’Agosto del 2016 e da Gennaio 2017 esprimono due membri nel Direttivo.

E’ proprio Pierluigi Tisato, Presidente del G.S.V.V. a fare gli onori di casa, con un breve saluto ed un ringraziamento al Circolo, che come da statuto dei Veterani, porta un surplus di cultura all’interno della palazzina, già sede INAIL negli anni trenta.

Poi il Responsabile Matteo Castagna ha introdotto il relatore, neo-militante di “Christus Rex – Traditio” Giacomo Bergamaschi, che ha letto il commovente messaggio di Alberto Guareschi, figlio di Giovannino, troppo spesso dimenticato perché figura che prude alla nomenklatura. Poi, Castagna ha comunicato i saluti pervenuti dall’Amministrazione Comunale scaligera, assieme agli auguri di buon Natale e Felice anno nuovo,  tramite l’Assessore allo Sport e tempo libero Filippo Rando e il Consigliere Comunale Avv. Andrea Bacciga. Continua a leggere

Orizzonti di miserie

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Risultati immagini per Orizzonti di miserieQUINTA COLONNA

di Longino

Ci si trastulla con lo jus soli – l’arma finale per sancire il meticciato in Italia, come voleva e vuole il Piano Kalergi – e con la legge sul testamento biologico, che vuole eliminare le persone non più socialmente produttive. Rispetto a quest’ultimo tema – scusate la digressione – eroica è l’opposizione dei parlamentari cattolici (cosiddetti), che invece di dimettersi (tanto le loro pensioni di vecchiaia le hanno già acquisite con 4 anni, 6 mesi e 1 giorno di presenza in Parlamento), partecipano con toni fermi e decisi a conferenze stampa in cui esprimono ferma indignazione. Da ridere, se la situazione non fosse tragica!

A queste tragedie se ne aggiunge un’altra, di dimensioni epocali. Altro che gli sbarchi di immigrati gestiti dal grande business del commercio della carne umana, assecondato dai potentati politici e finanziari mondiali, che vogliono consegnare la civiltà occidentale ad una pseudo-religione che l’ha combattuta per secoli e secoli.

Diciotto milioni di italiani rischiano la povertà e l’esclusione sociale. Il 30% sul totale della popolazione, in base ai dati diffusi dall’Istat nei giorni scorsi, riferiti al 2016, con un incremento del 2,3% rispetto all’anno precedente. Il peggioramento interessa soprattutto i residenti del Nord-Ovest (da 18,5% a 21,0%), mentre per il Sud è prossimo a coinvolgere il 50% dei cittadini. Un baratro nel quale si trovano milioni di famiglie con i loro bambini. E’ sempre l’Istat ad affermare che il 20% della popolazione composto dagli italiani più poveri dispone del 6,3% dei redditi totali, mentre il 20% più ricco ne possiede quasi il 40%. Continua a leggere

Procedure irregolari e illegali? Non è reato criticare la PA

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Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

Procedure irregolari e illegali? Non è più reato criticare la PA

di Antonio Amorosi per Affaritaliani

Storica sentenza della Cassazione

Procedure irregolari e illegali? Non è più reato criticare la PA Storica sentenza della Cassazione

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