Trump: “Antifa presto considerati organizzazione terroristica”

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato nelle scorse che designerà gli Antifa come un’organizzazione terroristica dopo una settimana di violenti scontri in tutto il paese a seguito della morte dell’afroamericano George Floyd.  “Gli Stati Uniti d’America designeranno gli ANTIFA come organizzazione terroristica”, ha annunciato il presidente in un tweet.

Trump: “Antifa terroristi”

L’annuncio del presidente Donald Trump sugli Antifa è arrivato dopo un’altra notte di rivolte in tutto il Paese per la morte di Floyd per mano della polizia di Minneapolis. Le città di tutto il Paese sono state consumate da scontri tra manifestanti e polizia e innumerevoli incendi e altri atti criminali che vanno dal saccheggio e dal furto all’assalto agli ufficiali e all’uso di dispositivi incendiari. Il consigliere per la sicurezza nazionale Robert O’Brien ha dichiarato a George Stephanopoulos della ABC News che le rivolte nella maggior parte delle città sono state istigate da estranei allineati con Antifa.

“I rapporti che stiamo ricevendo dicono che si tratta di Antifa”, ha detto O’Brien.”E l’abbiamo visto accadere prima. L’abbiamo visto a Portland. L’abbiamo visto a Seattle. L’abbiamo visto a Berkeley”. “Ma in questo momento penso che il presidente e il procuratore generale vogliano vogliano sapere cosa ha fatto l’Fbi per sorvegliare e fermarli perseguirli”, ha aggiunto. la prima volta che sono là fuori e usano tattiche di tipo militare e viaggiano in giro per il paese per approfittare di queste situazioni e bruciare le nostre città. E questo non può essere tollerato. “

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https://oltrelalinea.news/2020/05/31/trump-antifa-presto-considerati-organizzazione-terroristica/amp/

Zangrillo: la verità sul Covid

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Zangrillo, il primario del San Raffaele dice la verità sul Covid a 1/2 ora in +

 

Dopo le affermazioni di una settimana fa a Che Tempo che fa, il primario del San Raffaele Alberto Zangrillo ha portato scompiglio anche nella trasmissione Mezz’ora in più.

Ieri, tra gli ospiti di Lucia Annunziata, c’era anche professore del San Raffaele Alberto Zangrillo.

Nel bel mezzo della trasmissione al primario è uscito un commento che in poco tempo è rimbalzato sui media e sui social, creando diverse polemiche.

Tutto nasce quando Lucia Annunziata chiede a Zangrillo cosa pensa della situazione della Lombardia, considerata la regione untrice da temere.

Zangrillo sconvolge lo studio di Mezz’ora in più

La risposta del primario del San Raffaele lascia tutti di stucco: «Se vuole le dico la verità e gliela dico ufficialmente in modo che tutti gli italiani se ne facciano una ragione».

«Oggi è il 31 di maggio. Circa un mese fa sentivamo gli epidemiologi dire di temere grandemente, per la fine del mese, inizio di giugno, una nuova ondata e chissà quanti posti di terapia intensiva da occupare. In realtà il virus, praticamente, dal punto di vista clinico, non esiste più».

Zangrillo ho poi aggiunto: «Questo lo dice l’Università Vita e Salute San Raffaele, lo dice uno studio fatto dal virologo e direttore dell’Istituto di virologia, il professor Clementi. Lo dice, insieme alla Emory University di Atlanta, il professor Silvestri».

«I tamponi eseguiti negli ultimi 10 giorni hanno una carica virale, dal punto di vista quantitativo, assolutamente infinitesimale rispetto a quelli eseguiti su pazienti di uno o due mesi fa», ha continuato.

Una vera e propria bomba quella che ha lanciato nello studio di Rai 3 il primario. Ma non è finita qui: «Lo dico consapevole del dramma che hanno vissuto i pazienti che non ce l’hanno fatta. Però non si può continuare a portare l’attenzione, come sta facendo la Grecia, su un terreno di ridicolaggine che è quello che abbiamo impostato a livello di Comitato scientifico nazionale e non solo, dando parola non ai clinici, non ai virologi veri, quelli che sono veramente professori e non che si autoproclamano professori. Il virus dal punto di vista clinico non esiste più».

Lucia Annunziata fa notare a Zangrillo che la frase che ha detto è molto forte ma il primario del San Raffaele risponde: «La firmo, deve stare tranquilla l’Italia intera».

L’Italia può ritornare a una vita normale

«La clinica è la migliore evidenza. Io mi prendo la responsabilità di dire che da un mese non arriva un malato che meriti il ricovero in un reparto di semi intensiva. Questa è un’evidenza o siamo talmente fortunati che evitano di andare al San Raffaele?», ha affermato il primario.

 «So benissimo che il peso di quello che dico è importante. All’interno degli ospedali purtroppo si muore anche di altro. Quindi a meno che non abbiamo avuto negli ultimi due mesi la bacchetta magica per cui muoiono tutti di Covid, dobbiamo tenere conto anche di questo».

«Sono tre mesi che tutti ci sciorinano una serie di numeri che hanno evidenza zero, che hanno valore zero. Siamo passati da Borrelli, a Brusaferro, al presidente del Consiglio superiore di sanità. Tutti questi cosa hanno portato? A bloccare l’Italia mentre noi lavoravamo».

Zangrillo ha poi aggiunto: «Adesso noi che abbiamo visto il dramma chiediamo di poter ripartire velocemente perché vogliamo curare le persone. Dobbiamo tornare un Paese normale perché ci sono tutte le evidenze per cui l’Italia possa ritornare, da oggi, ad avere una vita normale».

«Un mese fa abbiamo sentito un professore di Boston, che è un epidemiologo-statistico che si chiama Vespignani, condizionare le scelte del governo dicendo che andavano costruiti 151 mila posti di terapia intensiva. Domani uscirà un editoriale a firma mia e del professore Gattinoni, in cui diciamo ufficialmente perché questo non va bene, perché è una frenesia, perché terrorizzare il Paese è qualcosa di cui qualcuno si deve assumere le responsabilità. Perché i nostri pronto soccorso e i nostri reparti di terapia intensiva sono vuoti e perché la Mers e la Sars, le due precedenti epidemie, sono scomparse per sempre e quindi è auspicabile che capiti anche per la terza epidemia da coronavirus».

Critiche e commenti alle parole di Zangrillo

«Non vedo perché avendo due scelte dobbiamo per forza utilizzare quella che ci fa più male. Dovremo stare attentissimi, prepararci, ma non ucciderci da soli».

Una conclusione forte, come tutte le parole dette dal primario del San Raffaele che sono state commentate da Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del comitato tecnico scientifico: «Non posso che esprimere grande sorpresa e assoluto sconcerto».

Silvestri ha commentato su Facebook: «Sull’aspetto specifico, cioè l’osservazione che la carica virale nei tamponi naso-faringei positivi per SARS-CoV-2 è più bassa adesso che a inizio epidemia, si tratta di dati di laboratorio molto solidi ed in corso di pubblicazione».

Il virologo Silvestri continua sulla previsione dei 150.000 ricoveri in terapia intensiva entro l’8 giugno. «Penso che sarebbe utile usare questa vicenda come una opportunità per spiegare al pubblico – con onestà ed umiltà – i limiti concettuali dei modelli epidemiologici, e i problemi che nascono nel caso ci siano punti deboli nei presupposti “biologici” di tali modelli».

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Zangrillo, il primario del San Raffaele dice la verità sul Covid a 1/2 ora in +

Fernandez vuole legalizzare l’aborto ma gli argentini non vogliono

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di Matteo Orlando
Nonostante la marcia virtuale per la vita in Argentina, il presidente di Más Vida, Raúl Magnasco, ha sottolineato che il paese sta affrontando ancora una volta la sfida della difesa delle madri incinte e dei non nati contro il tentativo del presidente Alberto Fernández per legalizzare l’aborto.
Fernández, che durante la campagna elettorale ha dichiarato che il suo governo avrebbe promosso la legalizzazione dell’aborto, ha annunciato che “ci sono una serie di leggi” pronte per entrare in discussione al Congresso, tra cui la “legalizzazione dell’interruzione volontaria della gravidanza volontaria”.
“Le leggi sono pronte dal 1° marzo. L’aborto è una di quelle leggi. Non l’abbiamo inviata perché siamo in altre emergenze “, ha detto il presidente, riferendosi alla pandemia di coronavirus.
La presidenza di Fernández è iniziata dopo il suo giuramento il 10 dicembre 2019. I suoi rapporti si sono rilevati subito tesi con il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, che si è rifiutato di andare al suo insediamento, accusandolo di voler creare una “grande patria bolivariana” e minacciandoli di prepararsi ad una fuga di capitali e aziende brasiliane.
Anche gli Stati Uniti hanno avvertito il governo argentino: “vogliamo sapere se Alberto Fernández sarà un sostenitore della democrazia o un apologeta delle dittature e dei caudillos della regione, che si tratti di Maduro, Correa o Morales”.
Assumendo le sue funzioni nel contesto di una forte crisi economica Alberto Fernández ha annunciato aumenti delle imposte per i più ricchi e la classe media, agevolazioni fiscali per i più poveri, introduzione di una tassa del 30% sull’acquisto di valuta estera.
Ma adesso è passato all’aborto come “priorità” per gli argentini.
Di fronte a questi tentativi del presidente argentino, il presidente di Más Vida, Raúl Magnasco ha dichiarato a EWTN News che in Argentina sono “di nuovo di fronte alla sfida di difendere la vita poiché il nostro presidente ha espresso la sua intenzione di promuovere ancora una volta l’aborto nel nostro paese”.
Questo, ha ricordato, “pur sapendo che la maggioranza del popolo argentino rifiuta l’aborto e lo ha fatto in modo abbastanza chiaro e deciso nel 2018”. Nell’agosto dello stesso anno, peraltro, in un voto storico, il Senato respinse il progetto di depenalizzazione dell’aborto.
Con la marcia virtuale per la vita che ha avuto luogo sabato 30 maggio, l’Argentina si è unita ai paesi che hanno organizzato marce digitali come la Colombia, il Messico e il Guatemala.
Il presidente di Más Vida ha affermato che anche con la quarantena non hanno smesso di aiutare le madri e di sensibilizzare alla vita, motivo per cui anche la Marcia per la Vita non avrebbe dovuto saltare, seppur virtualmente.

MATTEO ORLANDO

E se domani i sovranisti…

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E dopo? Quando cadrà il peggior governo della repubblica nel peggiore momento della sua storia, che succederà? La paura della pandemia ha dato fiato e consenso al Conte Vanesio, che ha monopolizzato l’informazione tra show, raggiri e promesse. Ma quando salterà la marea di aspettative generate nel paese, l’Italia fuggirà dal grillosinistrismo e cercherà vie alternative di salvezza. Le opposizioni dovranno giocare la loro partita. Intanto il 2 giugno scenderanno in piazza.

Attualmente è in calo il consenso per Salvini, peraltro compensato dalla crescita di Giorgia Meloni, apparsa più lineare. Salvini ha mutato look e tono, ma è come appannato, buca meno, logorato all’opposizione, penalizzato dal distanziamento mediatico e dallo spostamento dei temi dai suoi cavalli di battaglia. E ha un alleato come Berlusconi che a fasi alterne si separa e si unisce ai sovranisti.

Già, i sovranisti, sono loro il rimedio, l’alternativa? Seguendo il realismo disincantato di Indro Montanelli ne condivido la premessa: la destra ideale non combacia con quella reale. Ma lui poi consigliava di turarsi il naso e votare per la Dc o negli ultimi tempi per il centro-sinistra. Io invece, condivido la premessa e la sfiducia, ma con lo stesso realismo paragono le offerte disponibili e preferisco quel che passa il convento meno lontano anziché passare all’altro convento o addirittura alla moschea… Virare dall’opposizione culturale e morale al sostegno all’establishment vigente sarebbe più vantaggioso per chi lo fa ma non per l’Italia. Se vuoi essere accettato pur essendo “di destra” devi premettere che la destra migliore è quella morta, perdente, minoritaria, impossibile. Appena una destra ha qualche possibilità di vincere, devi subito schierarti contro se vuoi sopravvivere e figurare tra i presentabili. Ieri dovevi schierarti contro Berlusconi, oggi contro Salvini; ieri dovevi sputare sulla destra in campo, oggi sul sovranismo; dissociandoti da loro avrai qualche profitto. Per quel che mi riguarda, non fui berlusconiano ieri ma dovendo scegliere tra il suo centrodestra e i suoi nemici, turandomi naso, orecchio e gola preferivo il suo centrodestra. Oggi direi lo stesso con Salvini, Meloni e Forza Italia, quando c’è.

Lo stesso ragionamento farei per Trump e altri sovranisti lapidati dai media: non mi piace affatto ma se devo scegliere tra lui e i suoi nemici – poteri global, clan famigliari, progressisti del politically correct – preferisco Trump (et similia).

Reputo fatua e falsa l’argomentazione che usano contro i sovranisti per smontarli: ma non vedete – dicono – che ogni sovranista pensa solo ai suoi interessi nazionali ed è pronto a ostacolare i sovranisti della porta accanto? Vero, verissimo ma – pensate un po’ – la stessa cosa avviene tra governi che sovranisti non sono ma si dichiarano europeisti, alleati e sodali. La Germania o la Francia per esempio, cosa credete che facciano se non i propri interessi nazionali? Non si dichiarano sovranisti ma lo sono come e più degli altri, anzi esercitano il loro sovranismo anche come egemonia europea. Così la Cina e il resto del mondo. Anche a non essere sovranisti, siamo comunque facile preda del “sovranismo” altrui, palese o nascosto. E ancor più siamo vittime del sovranismo di grandi potenze che si chiamava imperialismo.

So bene quanta velleità ci sia nel sovranismo nostrano, quante declamazioni inconsistenti o impraticabili, quanti temi da piazza ma non da governo; però l’alternativa è il grillocomunismo con la mascherina contiana, il berretto cinese e il pagliaccetto europeo. Con realismo scelgo il guaio minore.

Giorni fa lanciai un disperato appello per un governo di persone serie. Molti mi hanno chiesto: d’accordo, ma chi sono, dove sono le persone serie? Non faccio nomi, dico solo che dobbiamo cominciare la ricerca partendo da quel requisito. E selezionando tra governatori, sindaci, esempi positivi, eccellenze, in ogni campo. Invocare persone serie vuol dire due cose precise: squalificare come abusivi i figuranti e cialtroni del vigente governo; e stabilire un criterio di selezione fondato sulla serietà, prima che ogni altro criterio, appartenenza, ideologia. Serietà come affidabilità, credibilità prima che presentabilità. La serietà è sempre necessaria ma ora è questione di vita o di morte.

Mi auguro che si torni presto a votare, ma ne dubito. E mi auguro che Salvini e Meloni continuino a guidare i loro partiti anche in caso di vittoria. Continuino cioè a esercitare la loro leadership nelle piazze, a farsi tribuni del popolo nei media e nei parlamenti; ma si impegnino sin da ora coi loro partiti a individuare un premier e a cercare, trovare, indicare, una squadra di governo all’altezza del compito. Sacrificando nomenklature di partito, spartizioni e appetiti, proprio nel nome del realismo. Impresa difficilissima ma mi pare l’unica via d’uscita dall’incubo in cui siamo cacciati.

Se le “persone serie” scendessero da sole in lizza non avrebbero la maggioranza. E se i sovranisti volessero governare direttamente loro, a parte i dubbi sulla loro perizia di governo, non avrebbero il certificato di agibilità dall’Europa e dalle Istituzioni. Allora, per restare al realismo, la strada è questa: una maggioranza politica alternativa a quella presente che sostenga un governo dei migliori (non i tecnocrati).

Per farci accettare dal circo, invece, anche noi dovremmo alzare la zampa contro le destre reali nel nome delle destre impossibili, lasciando al comando lorsignori. No, meglio puntare con realismo e coerenza al bene sovrano dell’Italia.

MV, Panorama n.23 (2020)

DA

E se domani i sovranisti…

Crollo nei sondaggi: così i cattolici “scomunicano” Conte

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Dal ping pong sulle “chiese aperte” alle dimenticanze su famiglie e scuole paritarie: aumentano le critiche dei cattolici verso Conte, che crolla nei sondaggi

“Ce ne ricorderemo”: lo slogan, coniato ad hoc contro la legge sulle Unioni civili, riguardava Matteo Renzi e proveniva dalle voci dei cattolici. La parabola che ne è conseguita si è già consumata.

Il ruolo che le persone appartenenti alla Chiesa cattolica esercitano nei confronti dell’opinione pubblica è spesso sottovalutato. Non parliamo della istituzione “Chiesa”, ma della base, che spesso e volentieri vota in maniera molto diversa rispetto alle indicazioni dei vescovi e degli altri consacrati. Basti pensare alle analisi post-elettorali che si domandavano come mai Matteo Salvini avesse spopolato tra i fedeli. Sono anni, questi, in cui i paletti bioetici sembrano interessare più al popolo cattolico che ai presuli. Forse sono solo sensazioni ma, ripercorrendo la cronaca politica di questi anni, ci si accorge dell’esistenza di barriere ideologiche precise: la proliferazione di “nuovi diritti”, per esempio, non è elettoralmente assecondata dai pro life e dai pro family, che non sono pochi. Anche Giuseppe Conte se ne sta accorgendo.

Il premier, che forse – ma proprio forse – godeva di un sostegno diverso da quelle parti quando era a capo del governo gialloverde, adesso ha sposato la “piattaforma Cirinnà”, con tutto quello che ne consegue in termini di consenso dei cattolici. L’alleanza con il Partito Democratico non prevede altre strade. A ben vedere, non si tratta solo di “nuovi diritti”. Pure il tira e molla sull’apertura delle chiese post lockdown non è piaciuto ai fedeli. Jacopo Coghe, uno degli animatori e degli organizzatori dei passati Family Day, ha postato su Facebook l’elenco dei motivi per cui i cattolici se ne ricorderanno. Tra i vari punti sollevati, vale la pena evidenziarne tre: “Per aver vietato di assistere alle Sante Messe ed averle considerate alla stregua dei barbieri e dei ristoranti violando la libertà di culto”; “Per ignorato completamente le famiglie italiane vero cuore pulsante della società”; “Per aver ignorato i genitori con figli nelle scuole, in special modo i bambini con disabilità”. Le motivazioni nascoste dietro alla diminuzione dei consensi sono scritte nere su bianco.

Questi fattori possono insomma avere contribuito al calo di consensi: Giuseppe Conte, stando ai sondaggi, ha perso 6 punti in un mese. I cattolici pesano, dicevamo. E pesa anche l’opinione di chi – come Filippo Savarese, un’altra delle voci cattoliche che hanno coordinato le manifestazioni di piazza durante le ultime legislature – non condivide la ratio individuata dalla task force di Colao, che ha detto di voler fare dell’Italia una nazione per giovani ma che, secondo i cattolici, ha dimenticato più di qualcosa: “Progetti ambiziosi e visioni anche condivisibili. Non si parla mai, nemmeno di striscio, di famiglia, crollo delle nascite, crisi demografica; cioè del macigno che pesa e peserà sempre più sul nostro sistema-paese in modo strutturale nei prossimi anni molto più del terrificante debito pubblico”. La famiglia, certo, con quella riforma del quoziente familiare che è ancora non è stata riposta nel dimenticatoio da chi, puntualmente, ne ripropone l’attuazione. Un altro ambito su cui il governo giallorosso sembra aver preferito soprassedere.

Il premier guarda al cattolicesimo democratico: quello è il canovaccio ideale per tenere unita la maggioranza. Bisogna vedere se i cattolici-democratici guardano a Conte come ad un leader, però. La posizione di Stefano Zamagni, per esempio, è paradigmatica. Il professore avrebbe dovuto guidare quel “partito dei cattolici” di cui si parla da tempo ma che non è mai stato fondato. Semplifichiamo: l’emisfero che fa riferimento all’economista nato a Rimini ha sposato la causa di Stefano Bonaccini in Emilia Romagna. Poi, qualcosa non è andato come pronosticato. E su Famiglia Cristiana si legge un virgolettato di Zamagni che non lascia spazio a troppe interpretazioni: “In Emilia dopo il voto Bonaccini ha tradito i cattolici”. Il governatore emiliano fa parte di coloro che pensano che Conte, in caso riuscisse a guidare la fase 2, possa rappresentare un “candidato naturale” per le prossime elezioni politiche. E certo Zamagni non è annoverabile tra i “cattolici-conservatori” o tra i “tradizionalisti”. Si vede bene, quindi, come il cortocircuito possa non avere rilevanza soltanto per il mondo pro family e pro life.

In conclusione di questo discorso, è utile citare pura la questione delle scuole paritarie:suor Anna Monia Alfieri ha già raccontato tutto. Le scuole paritare sembrano essere “invisibili” per il governo giallorosso. Un altro focus che può, anche nel breve tempo, modificare la percezione che i cattolici hanno dell’azione politica di un premier che dovrà fare politicamente i conti con un’equazione senza incognite: in un paese a maggioranza cattolica, l’opionione dei cattolici conta.

 

DA

https://www.ilgiornale.it/news/politica/crollo-nei-sondaggi-cos-i-cattolici-scomunicano-conte-1866960.html

Della festa della Pentecoste – Sodalitium

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Catechismo Maggiore di San Pio X – Della festa della Pentecoste

91 D. Qual mistero si onora dalla Chiesa nella solennità di Pentecoste?

R. Nella solennità di Pentecoste si onora il mistero della venuta dello Spirito Santo.

92 D. Perché la festa della venuta dello Spirito Santo si chiama Pentecoste?
R. La festa della venuta dello Spirito Santo si chiama Pentecoste, vale a dire cinquantesimo giorno, perché la venuta dello Spirito Santo accadde cinquanta giorni dopo la risurrezione di Gesù Cristo.

93 D. La Pentecoste non era anche una festa dell’antica legge?
R. La Pentecoste era anche una festa solennissima appresso gli ebrei, ed era figura di quella che si celebra dai cristiani.

94 D. La Pentecoste degli ebrei per qual fine fu istituita?
R. La Pentecoste degli ebrei fu istituita in memoria della legge data loro da Dio sul monte Sinai fra tuoni e lampi, scritta su due tavole di pietra, cinquanta giorni dopo la prima Pasqua, cioè dopo la loro liberazione dalla schiavitù di Faraone.

95 D. In qual maniera si è adempiuto nella Pentecoste de’ cristiani ciò che era figurato in quella degli ebrei?
R. Ciò che era figurato nella Pentecoste degli ebrei si é adempiuto in quella dei cristiani, per questo che lo Spirito Santo discese sopra gli Apostoli e gli altri discepoli di Gesù Cristo, radunati con Maria Vergine in un medesimo luogo, e impresse nei loro cuori la nuova legge per mezzo del suo divino amore.

96 D. Che cosa avvenne nella discesa dello Spirito Santo?
R. Nella discesa dello Spirito Santo venne ad un tratto un suono dal cielo, come di vento gagliardo, ed apparvero delle lingue spartite, come di fuoco, e si posarono sopra ciascuno dei congregati.

97 D. Quali effetti produsse negli Apostoli la discesa dello Spirito Santo?
R. Lo Spirito Santo, discendendo sopra gli Apostoli, li riempì di sapienza, di forza, di carità e dell’abbondanza di tutti i suoi doni.

98 D. Che cosa si ebbe ad ammirare negli Apostoli, dopo che furono ripieni di Spirito Santo?
R. Gli Apostoli, dopo che furono ripieni di Spirito Santo, d’ignoranti divennero intelligenti de’ più profondi misteri e delle sacre Scritture; di timidi divennero coraggiosi per predicare la Fede di Gesù Cristo; parlarono diversi linguaggi, e operarono grandi miracoli.

99 D. Qual fu il primo frutto della predicazione degli Apostoli dopo la discesa dello Spirito Santo?
R. Il primo frutto della predicazione degli Apostoli dopo la discesa dello Spirito Santo fu la conversione di tremila persone nella predica fatta da S. Pietro nel medesimo giorno della Pentecoste, che fu poi seguita da moltissime altre.

100 D. Lo Spirito Santo è stato mandato ai soli Apostoli?
R. Lo Spirito Santo non è stato mandato ai soli Apostoli, ma anche alla Chiesa ed a tutti i fedeli.

101 D. Che cosa opera la Spirito Santo nella Chiesa?
R. Lo Spirito Santo vivifica la Chiesa, e con perpetua assistenza la regge; e di qui viene la forza invincibile che ha nelle persecuzioni; là vittoria sui nemici; la purità della dottrina e lo spirito di santità che vi dimora in mezzo alla corruzione del secolo.

102 D. Quando è che i fedeli ricevono lo Spirito Santo?
R. I fedeli ricevono lo Spirito Santo in tutti i sacramenti, e specialmente nella Cresima e nell’Ordine Sacro.

103 D. Che cosa dobbiamo noi fare nella festa della Pentecoste?
R. Nella festa della Pentecoste dobbiamo fare quattro cose:
1.    adorare lo Spirito Santo;
2.    pregarlo a venire in noi e comunicarci i suoi doni;
3.    accostarci degnamente ai santi Sacramenti;
4.    ringraziare il divin Salvatore di aver mandato lo Spirito Santo, secondo le sue promesse, e di avere così compito tutti i misteri e la grande opera dello stabilimento della Chiesa.

DA

Della festa della Pentecoste

 

Mese di Giugno: raccolta di orazioni al Sacro Cuore di Gesù

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DEVOZIONE AL SACRO CUORE DI GESÙ

“La devozione di tutte le devozioni è l’amore a Gesù Cristo, col pensare spesso all’amore che ci ha portato e ci porta quest’amabile Redentore. Si lamenta giustamente un devoto autore nel vedere che molte persone attendono a praticare diverse devozioni e trascurano questa; mentre in verità l’amore a Gesù Cristo dev’essere la principale, anzi l’unica devozione di un cristiano. Da questa negligenza nasce poi che le anime si avanzano poco in virtù e continuano a marcire negli stessi difetti, e spesso ancora ricadono in colpe gravi; perché poco badano e poco sono ammonite ad acquistare l’amore verso Gesù Cristo, che è quel laccio d’oro che unisce e stringe le anime con Dio. A questo solo fine è venuto il Verbo eterno nel mondo, per farsi amare: ‘Sono venuto a portar fuoco sulla terra, e che posso desiderare se non che si accenda?’ (Lc. XII, 49). E l’eterno Padre a questo fine ancora l’ha mandato nel mondo, affinché ci manifestasse il suo amore e così attirasse il nostro amore; e il Padre ha detto che intanto ci ama se amiamo Gesù Cristo: ‘Il Padre stesso vi ama, perché voi amate me.’ (Gv. XVI, 27). Inoltre ci dona le sue grazie in quanto noi le domandiamo in nome del Figlio: ‘Qualunque cosa domanderete al Padre in nome mio, ve la concederà.’ (Gv. XVI, 23). Ed intanto ci ammette all’eterna beatitudine in quanto ci trova conformi alla vita di Gesù Cristo: ‘Poiché quelli che egli ha preconosciuti li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo, sì da esser lui primogenito tra molti fratelli.’ (Rom. VIII, 29). Ma questa conformità noi non l’acquisteremo, anzi neppur la desidereremo, se non attenderemo a considerare l’amore che ci ha portato Gesù Cristo.” (S. Alfonso). Sul Calvario, nostro Signore mostrò per la prima volta il suo Sacro Cuore attraverso la ferita della lancia nel suo sacro costato. Il Cuore di Gesù merita di essere onorato perché è il Cuore dell’Uomo-Dio, simbolo del suo amore per noi e anche del suo amore per il Padre. Ci sono due elementi essenziali e inseparabili nella devozione al Sacro Cuore: uno spirituale, ed  l’amore di cui arde il Cuore di Gesù  Cristo verso gli uomini, dato che comunemente l’amore si attribuisce al cuore: “L’amore di Dio è stato diffuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, che vi è stato dato.” (Rom. V, 5). L’elemento poi materiale o sensibile è il Sacratissimo Cuore di Gesù, non già preso per sé da solo, ma come unito alla santa umanità e per conseguenza alla divina Persona del Verbo. Nostro Signore infatti ha rivestito un’umanità come la nostra con un corpo e un’anima: Egli aveva un Cuore umano del tutto simile al nostro, ed è questo Cuore che fu trapassato dalla lancia sul Calvario. La devozione al Sacro Cuore non è che un atto di amore verso sì amabile Signore. La devozione al Sacro Cuore di Gesù ha avuto nei secoli uno sviluppo omogeneo, per arrivare alla rivelazione del XVII secolo. Gesù apparve ad un’umile Visitandina del conventi di Paray le Monial, Santa Margherita Maria Alacoque, e le mostrò il proprio Cuore circondato da una corona di spine, sormontato da una croce, circondato di fiamme e le disse: “Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e che nulla per essi ha risparmiato sino a consumarsi per dar loro contrassegni del suo amore; ma che per ricompensa dalla maggior parte non riceve che oblio, trascuratezza, disprezzo.” In una di queste apparizioni nostro Signore fece delle promesse a favore delle persone che hanno una vera devozione al suo Sacro Cuore: queste sono le famose dodici promesse, e la dodicesima è conosciuta come “la grande promessa”. Promesse di Gesù ai devoti del suo Cuore: “1. Io darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato. 2. Metterò e conserverò la pace nelle loro famiglie. 3. Li consolerò in tutte le loro pene. 4. Sarò loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte. 5. Spanderò copiose benedizioni su ogni loro impresa. 6. I peccatori troveranno nel mio Cuore la sorgente e l’oceano infinito della misericordia. 7. Le anime tiepide si infervoriranno. 8. Le anime fervorose giungeranno in breve tempo a grande perfezione. 9. Io benedirò anche le case, dove l’immagine del mio Sacro Cuore verrà esposta ed onorata. 10. Ai sacerdoti darò la grazia di commuovere i cuori più induriti. 11. Le persone che zelano questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato. 12. A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo Venerdì di ogni mese, io prometto la grazia della penitenza finale, riceveranno i Santi Sacramenti, e il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.

Atto di offerta quotidiana al Cuore divino di Gesù

+ Cuore divino di Gesù, vi offro, per intercessione del Cuore Immacolato di Maria, le preghiere, le azioni e le sofferenze di questa giornata, in riparazione delle nostre offese, e per tutte quelle intenzioni per le quali Vi immolate continuamente sull’altare. Ve le offro in particolare per la Chiesa e per avere dei santi sacerdoti. Così sia. +

Cuore Santissimo di Gesù fonte di ogni bene!

+ Cuore santissimo di Gesù, fonte di ogni bene, vi adoro, vi amo, vi ringrazio e, pentito vivamente dei miei peccati, vi presento questo povero mio cuore. Rendetelo umile, paziente, puro e in tutto conforme ai desideri vostri. Proteggetemi nei pericoli, consolatemi nelle afflizioni, concedetemi la sanità del corpo e dell’anima, soccorso nelle mie necessità spirituali e materiali, la vostra benedizione in tutte le mie opere e la grazia di una santa morte. Così sia. +

Preghiera per la Festa del Cuore di Gesù

+ Cuore santissimo di Gesù, fonte di ogni bene, vi adoro, vi amo, vi ringrazio e, pentito vivamente dei miei peccati, vi presento questo povero mio cuore. Rendetelo umile, paziente, puro e in tutto conforme ai desideri vostri. Proteggetemi nei pericoli, consolatemi nelle afflizioni, concedetemi la sanità del corpo e dell’anima, soccorso nelle mie necessità spirituali e materiali, la vostra benedizione in tutte le mie opere e la grazia di una santa morte. Così sia. +

Atto di riparazione al Sacratissimo Cuore di Gesù

+ Gesù dolcissimo, il cui immenso amore per gli uomini viene con tanta ingratitudine ripagato di oblìo, di trascuratezza, di disprezzo, ecco che noi prostrati dinanzi ai vostri altari intendiamo riparare con particolari attestazioni di onore una così indegna freddezza e le ingiurie con le quali da ogni parte viene ferito dagli uomini l’amantissimo vostro Cuore. Ricordando però che noi pure altre volte ci macchiammo di tanta indegnità e provandone vivissimo dolore, imploriamo anzitutto per noi la vostra misericordia, pronti a riparare con volontaria espiazione, non solo i peccati commessi da noi, ma anche quelli di coloro che errando lontano dalla via della salute, o ricusano di seguire voi come pastore e guida ostinandosi nella loro infedeltà, o calpestando le promesse del Battesimo hanno scosso il soavissimo giogo della vostra legge. E mentre intendiamo espiare tutto il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare: l’immodestia e le brutture della vita e dell’abbigliamento, le tante insidie tese dalla corruttela alle anime innocenti, la profanazione dei giorni festivi, le ingiurie esecrande scagliate contro voi e i vostri Santi, gli insulti lanciati contro il vostro Vicario e l’Ordine sacerdotale, le negligenze e gli orribili sacrilegi ond’è profanato lo stesso Sacramento dell’amore divino, e infine le colpe pubbliche delle nazioni che osteggiano i diritti e il Magistero della Chiesa da voi fondata. Oh! Potessimo noi lavare col nostro sangue questi affronti! Intanto, come riparazione dell’onore divino conculcato, noi vi presentiamo -accompagnandola con le espiazioni della Vergine vostra Madre, di tutti i Santi e delle anime pie- quella soddisfazione che voi stesso un giorno offriste sulla croce al Padre e che ogni giorno rinnovate sugli altari: promettendo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto sarà in noi e con l’aiuto della vostra grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri e l’indifferenza verso sì grande amore con la fermezza della fede, l’innocenza della vita, l’osservanza perfetta della legge evangelica specialmente della carità, e d’impedire inoltre con tutte le nostre forze le ingiurie contro di voi, e di attrarre quanti più potremo al vostro seguito. Accogliete, ve ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per intercessione della Beata Vergine Maria Riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservateci fedelissimi nella vostra ubbidienza e nel vostro servizio fino alla morte col gran dono della perseveranza, mercé il quale possiamo tutti un giorno pervenire a quella patria, dove voi col Padre e con lo Spirito Santo vivete e regnate, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Così sia. Così sia. +

Consacrazione del genere umano al Sacratissimo Cuore di Gesù

+ O Gesù dolcissimo, o Redentore del genere umano, riguardate a noi umilmente prostrati innanzi al vostro altare. Noi siamo vostri, e vostri vogliamo essere; e per vivere a voi più strettamente congiunti, ecco che ognuno di noi, oggi spontaneamente si consacra al vostro Sacratissimo Cuore. Molti, purtroppo, non vi conobbero mai; molti, disprezzando i vostri comandamenti, vi ripudiarono. O benignissimo Gesù, abbiate misericordia e degli uni e degli altri e tutti quanti attirate al vostro Sacratissimo Cuore. O Signore, siate il Re non solo dei fedeli che non si allontanarono mai da voi, ma anche di quei figli prodighi che vi abbandonarono; fate che questi, quanto prima, ritornino alla casa paterna, per non morire di miseria e di fame. Siate il Re di coloro che vivono nell’inganno e nell’errore, o per discordia da voi separati; richiamateli al porto della verità, all’unità della fede, affinché in breve si faccia un solo ovile sotto un solo pastore. Siate il Re finalmente di tutti quelli che sono avvolti nelle superstizioni dell’Idolatria e dell’Islamismo; e non ricusate di trarli tutti al lume e al regno vostro. Riguardate finalmente con occhio di misericordia i figli di quel popolo che un giorno fu il prediletto; scenda anche sopra di loro, lavacro di redenzione di vita, il sangue già sopra essi invocato. Elargite, o Signore, incolumità e libertà sicura alla vostra Chiesa, largite a tutti i popoli la tranquillità dell’ordine. Fate che da un capo all’altro della terra risuoni quest’unica voce: Sia lode a quel Cuore divino da cui venne la nostra salute; a lui si canti gloria e onore nei secoli dei secoli. Così sia. +

Invochiamo il Cuore Eucaristico di Gesù

+ 1. Cuore Eucaristico di Gesù, concedete la pace alle nostre famiglie: Voi ce l’avete promesso. 2. Cuore Eucaristico di Gesù, concedeteci tutte le grazie necessarie al nostro stato: Voi ce l’avete promesso. 3. Cuore Eucaristico di Gesù, consolateci nelle nostre pene: Voi ce l’avete promesso. 4. Cuore Eucaristico di Gesù, siate il nostro asilo sicuro in ogni ora brutta della nostra vita: Voi ce l’avete promesso. 5. Cuore Eucaristico di Gesù, siate il nostro rifugio nel momento della nostra morte: Voi ce l’avete promesso. 6. Cuore Eucaristico di Gesù, benedite largamente tutte le nostre intraprese: Voi ce l’avete promesso. 7. Cuore Eucaristico di Gesù, siate la sorgente e l’oceano della misericordia per tutti noi peccatori: Voi ce l’avete promesso. 8. Cuore Eucaristico di Gesù, cambiate i tiepidi in fervorosi vostri amanti: Voi ce l’avete promesso. 9. Cuore Eucaristico di Gesù, fate salire molto presto i ferventi a gran perfezione: Voi ce l’avete promesso. 10. Cuore Eucaristico di Gesù, benedite i luoghi e le case dov’è esposta la vostra immagine: Voi ce l’avete promesso. 11. Cuore Eucaristico di Gesù, date ai sacerdoti la forza di muovere i cuori più induriti: Voi ce l’avete promesso. 12. Cuore Eucaristico di Gesù, scrivete nel vostro Cuore il nome di quanti propagano la vostra divozione: Voi ce l’avete promesso. 13. Cuore Eucaristico di Gesù, date la grazia finale a chi per nove mesi si comunica il primo venerdì con sentimenti di riparazione: Voi ce l’avete promesso. 14. Cuore Eucaristico di Gesù, ristorate quanti vengono a Voi oppressi e affaticati: Voi ce l’avete promesso. 15. Cuore Eucaristico di Gesù, concedeteci tutte le grazie, che domandiamo al Padre in nome vostro: Voi ce l’avete promesso. 16. Cuore Eucaristico di Gesù, mandate buoni operai alla vostra messe: Voi ce l’avete promesso. 17. Cuore Eucaristico di Gesù, concedete la buona volontà a quanti ve la chiedono: Voi ce l’avete promesso. 18. Cuore Eucaristico di Gesù, concedeteci il dono della sapienza: Voi ce l’avete promesso. 19. Cuore Eucaristico di Gesù, concedete alla Chiesa perpetuo trionfo sopra l’inferno: Voi ce l’avete promesso. 20. Cuore Eucaristico di Gesù, date l’acqua viva della santità a chi ve la chiede: Voi ce l’avete promesso. 21. Cuore Eucaristico di Gesù, siate sempre coi vostri Apostoli della parola e della penna: Voi ce l’avete promesso. 22. Cuore Eucaristico di Gesù, siate in mezzo alla famiglia quando vi prega tutta unita: Voi ce l’avete promesso. 23. Cuore Eucaristico di Gesù, esaudite sempre le nostre preghiere in vita ed in morte: Voi ce l’avete promesso. Così sia +

Giaculatorie al Sacro Cuore

+ 1. Cor Jesu sacratissimum, miserere nobis. 2. Cuor di Gesù, tutto infiammato d’amore per noi, infiammate il nostro cuore d’amore per Voi. 3. Gesù mite ed umile di cuore, rendete il mio cuore simile al vostro. 4. Cuor di Gesù, confido in Voi. 5. Amato sia dappertutto il Sacro Cuore di Gesù.   6. Sacro Cuore di Gesù, venga il tuo regno. 7. Cuore divino di Gesù, convertite i peccatori, salvate i moribondi, liberate le anime sante del purgatorio. 8. Sacro Cuore di Gesù, credo al tuo amore per me. 9. Gloria, amore e riconoscenza, al Sacro Cuore di Gesù. 10. Dolce Cuore di Gesù, abbiate pietà di noi e dei nostri fratelli erranti. 11. Tutto per Voi, Cuor Sacratissimo di Gesù. 12. Sacro Cuore di Gesù, siate conosciuto, siate amato, siate imitato. 13. Sacro Cuore di Gesù, proteggete le nostre famiglie. 14. Dolce Cuore di Gesù, siate il mio amore. 15. Sacro Cuore di Gesù, io mi dono a Voi per mezzo di Maria. 16. Sacro Cuore di Gesù, ch’io vi ami e vi faccia amare. 17. Sacro Cuore del mio Gesù, fa’ ch’io t’ami sempre più. 18. Sacro Cuore di Gesù, confortato dalla Vostra Agonia da un Angelo, confortateci nelle nostre agonie. 19. Sacro Cuore di Gesù ti amo! Convertite i poveri bestemmiatori. 20. Dolcissimo Cuore di Gesù, fate che la pace, frutto della giustizia e della carità, regni nel mondo. 21. Provvidenza divina del Cuore di Gesù, provvedeteci. 22. Dolce Cuor del mio Gesù, fa’ ch’io t’ami sempre più; dolce Cuore di Maria, siate la salvezza dell’anima mia. 23. Cuore Eucaristico di Gesù, abbiate pietà di noi. 24. Cuore Eucaristico di Gesù, accrescete in noi la fede, la speranza, la carità! Così sia. +

Litanie del Sacro Cuore di Gesù

+ Kýrie, eléison. Kyrie, eléison. Christe, eléison. Christe, eléison. Kýrie, eléison. Kyrie, eléison. Christe, audi nos. Christe, audi nos. Christe, exáudi nos. Christe, exáudi nos. Pater de cáelis, Deus, R. miserére nobis. Fili, redémptor mundi, Deus, R. Spíritus Sancte, Deus, R. Sancta Trínitas, unus Deus, R. Cor Iésu, fílii Patris aetérni, R. Cor Iésu, in sinu Vírginis matris a Spíritu Sancto formátum, R. Cor Iésu, Verbo Dei substantiáliter unítum, R. Cor Iésu, maiestátis infinítae, R. Cor Iésu, templum Dei sanctum, R. Cor Iésu, tabernáculum Altíssimi, R. Cor Iésu, domus Dei et porta cáeli, R. Cor Iésu, fornax ardens caritátis, R. Cor Iésu, iustítiae et amóris receptáculum, R. Cor Iésu, bonitáte et amóre plenum, R. Cor Iésu, virtútum ómnium abýssus, R. Cor Iésu, omni láude digníssimum, R. Cor Iésu, rex et centrum ómnium córdium, R. Cor Iésu, in quo sunt omnes thesáuri sapiéntiae et sciéntiae, R. Cor Iésu, in quo hábitat omnis plenitúdo divinitátis, R. Cor Iésu, in quo Pater sibi bene complácuit, R. Cor Iésu, de cúius plenitúdine omnes nos accépimus, R. Cor Iésu, desidérium cóllium aeternórum, R. Cor Iésu, pátiens et múltae misericórdiae, R. Cor Iésu, dives in omnes qui ínvocant te, R. Cor Iésu, fons vítae et sanctitátis, R. Cor Iésu, propitiátio pro peccátis nostris, R. a, R. Cor Iésu, attrítum propter scélera nostra, R. Cor Iésu, usque ad mortem obóediens factum, R. Cor Iésu, láncea perforátum, R. Cor Iésu, fons totíus consolatiónis, R. Cor Iésu, vita et resurréctio nostra, R. Cor Iésu, pax et reconciliátio nostra, R. Cor Iésu, víctima peccatórum, R. Cor Iésu, salus in te sperántium, R. Cor Iésu, spes in te moriéntium, R. Cor Iésu, delíciae sanctórum ómnium, R. Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, parce nobis, Dómine. Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, exáudi nos, Dómine. Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, miserére nobis. Iésu, mitis et húmilis corde, fac cor nostrum secúndum cor tuum. Orémus. Omnípotens sempitérne Deus, réspice in cor dilectíssimi Fílii tui, et in láudes et satisfactiónes quas in nómine peccatórum tibi persólvit, iísque misericórdiam tuam peténtibus tu véniam concéde placátus, in nómine eiúsdem Fílii tui Iésu Christi. Qui tecum vivit et regnat in sáecula saeculórum. Amen. +

Coroncina in onore del Sacratissimo Cuore di Gesù

Deus in adiutorium meum intende. R. Domine ad adiuvandum me festina. Gloria… Dolce Cuor del mio Gesù, fa’ ch’io t’ami sempre più. I. “Amorosissimo mio Gesù, al riflettere sul vostro buon Cuore e al vederlo tutto pieno di pietà e dolcezza pei peccatori, mi sento rallegrare il mio e colmare di fiducia di esser da voi bene accolto, Ahimè! Quanti peccati ho commesso! Ma ora, qual Pietro, qual Maddalena, dolente li piango e li detesto, perché sono offesa a Voi, sommo bene. Sì, sì, concedetemi un generale perdono, e possa io, ve lo chiedo per il vostro buon Cuore, morire prima di offendervi e vivere solo per riamarvi.” Un Pater e 5 Gloria ad onore del divin Cuore, poi Dolce Cuor… II. “Benedico, Gesù mio, l’umilissimo vostro Cuore, e vi ringrazio che, nel darmelo per esemplare, non solo con forti premure mi incitate ad amarlo, ma a costo pure di tante vostre umiliazioni me ne additate ed appianate la via. Folle che fui, ed ingrato! Ah, quanto traviai! Perdonatemi. Non più superbia e presunzione, ma con umil cuore tra le umiliazioni seguir voglio Voi e conseguir pace e salute. Aiutatemi Voi, e benedirò in eterno il vostro Cuore.” Un Pater e 5 Gloria ad onore del divin Cuore, poi Dolce Cuor… III. “Ammiro, Gesù mio, il pazientissimo vostro Cuore, e vi ringrazio di tanti meravigliosi esempi d’invitta sofferenza a noi lasciati. Mi dispiace che invano mi rimproverino la strana mia delicatezza insofferente d’ogni piccola pena. Ah, Gesù caro! Infondete nel mio cuore un fervido e costante amore alle tribolazioni, alla penitenza, affinché, seguendovi al Calvario, giunga con voi alla gloria, alla gioia in Paradiso.” Un Pater e 5 Gloria ad onore del divin Cuore, poi Dolce Cuor… IV. “Davanti al mansuetissimo vostro Cuore, io inorridisco del mio così diverso dal vostro. Purtroppo ad un’ombra, ad un gesto, ad una parola in contrario mi inquieto e mi lamento. Dhe! Perdonate le mia mancanze e datemi grazia d’imitar nell’avvenire in qualunque contrarietà l’inalterabile vostra mansuetudine, e così godere perpetua e santa pace.” Un Pater e 5 Gloria ad onore del divin Cuore, poi Dolce Cuor… V. “Si cantino pur lodi, o Gesù, al generosissimo vostro Cuore vincitor della morte e dell’Inferno: ben se le merita tutte. Io resto più che mai confuso al vedere il mio così pusillanime, che teme di qualunque diceria e rispetto umano; ma non sarà più così. Da voi imploro coraggio e forza, affinché combattendo e vincendo in terra, trionfi poi lieto con voi in cielo.” Un Pater e 5 Gloria ad onore del divin Cuore, poi Dolce Cuor… Volgiti a Maria, consacrandoti a Lei, e confidando nel suo Cuore, dille: “Per gli alti pregi del vostro Cuore dolcissimo impetratemi, o gran Madre di Dio e Madre mia Maria, vera e stabile devozione al Sacro Cuore di Gesù vostro Figliuolo; onde io in esso racchiuso coi miei pensieri ed affetti, adempia tutti i miei doveri, e con alacrità di cuore serva sempre, ma specialmente in questo giorno, a Gesù.” V. Cor Jesu, flagrans amore nostri. R. Inflamma cor nostrum amore tui. Oremus. Illos nos igne, quaesumus Domine, Spiritus Sanctus inflammet, quem Dominus noster Jesus Christus, e penetralibus Cordis sui misit in terram et voluit vehementer accendi. Qui tecum vivit et regnat in unitate ejusdem Spiritus Sancti Deus per omnia saecula saeculorum. Amen. + [Indulgenza di sette anni. Indulgenza plenaria, alle solite condizioni, se recitata tutti i giorni per un intero mese.]

Fonte: “Il mio libero di preghiere” (CLS), “sursumcorda.cloud”

Germania, Chiesa progressista=meno fedeli

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L’EDITORIALE DEL VENERDÌ
di Matteo Orlando
Secondo l’ufficio statistico della diocesi di Monaco e Frisinga, di cui il cardinale Reinhard Marx è arcivescovo, un numero record di persone ha lasciato la Chiesa.
Sono stati ben 10 mila 744 i cattolici che si sono formalmente allontanati nel 2019 nella diocesi di Monaco e Freising, un quinto in più rispetto al 2018 (8.995).
Secondo l’ufficio statistico in questione, è la prima volta che le perdite annuali di fedeli  superano il limite di diecimila persone da quando gli abbandoni ufficiali hanno iniziato ad essere registrati. Il record precedente era del 1992, quando ci furono 9 mila e 10 persone a lasciare ufficialmente la fede.
Attualmente la secolare diocesi tedesca è finita nelle mani del cardinale Reinhard Marx, iniziatore della cosiddetta “via sinodale” intrapresa dalla Conferenza episcopale tedesca di cui è stato presidente fino a pochi mesi fa. Marx è anche membro del consiglio esclusivo dei cardinali che consiglia Francesco ed è responsabile dell’area economica vaticana.
È vero che i nuovi “apostati” forniscono una serie di ragioni per la loro decisione, ragioni che almeno direttamente non sembrano avere molto a che fare con le “prestazioni” del loro vescovo.
Infatti molti lasciano per il desiderio di smettere di pagare l’oneroso Kirchensteuer (l’imposta religiosa che ha fatto diventare ricchissima la Chiesa tedesca), per il quale è obbligatorio dimettersi, almeno a parole, dalla fede cattolica. Altri lo hanno fatto per protestare contro la diocesi a causa degli scandali legati agli abusi sessuale compiuto da chierici nella gran parte dei casi su bambini e adolescenti dello stesso del chierico, quindi attraverso atti pedofili omosessuali. Una parte degli abbandoni è giustificata anche dal progressismo (o modernismo che dir si voglia) imperante nelle diocesi tedesche che ha portato in molti a concentrare le loro attenzioni al mondo della tradizione.
Una considerazione è sicuramente da fare. In tutte le aree della vita umana, ecclesiale o secolare, quando un “dipartimento” offre “risultati” particolarmente deprimenti – e non si può pensare a cose più deprimenti di un diluvio di persone che ufficialmente lasciano la fede – il responsabile di solito è chi quel dipartimento lo dirige.
A maggior ragione quando si tratta di fede, ambito nel quale il mantenimento, o meglio l’aumento, dei fedeli dovrebbe essere il criterio tangenziale di ogni buon vescovo.
Inutile dire che non c’è stata alcuna presa di responsabilità del cardinale Reinhard Marx. Anzi, dalla diocesi parlano di “rinascita” che, oltre ad essere una falsa testimonianza che viola l’ottavo Comandamento divino, visti i numeri suona francamente come sarcasmo macabro e irresponsabile.

Matteo Orlando

BORGHI, COTTARELLI E LA CANCELLAZIONE DEL DEBITO DELLE BANCHE CENTRALI. Meglio il default alla greca o l’uscita dall’Euro?

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La Commissione alla Camera è forse l’unico posto dove, finchè ci sarà Borghi, si riesce a fare un po’ di vera informazione economica in Italia, dove ormai le TV sono  diventate una specie di “Pravda” di epoca sovietica, senza il contraltare però del New York Times o del Thames.

In questo caso si parla di cancellazione del debito da parte della banca centrale, tema che sembrava tabù totale fino ad un anno fa, ma che ora però è   diventato qualcosa di possibile e realistico a fronte della crisi attuale. Quindi Borghi chiede cosa ne pensi Cottarelli, e cosa ne pensi della sentenza della Corte Costituzione di Karlsruhe, che, potenzialmente, può bloccare l’azione della BuBa e metterci di fronte al bivio fra Default alla greca ed uscita dall’Euro.

Cottarelli risponde con due luoghi comuni. Il primo è il timore dell’inflazione fantasma che non si vede da trent’anni e che, sinceramente, non è neppure all’orizzonte in questa crisi economica. Il suo timore è che, di fronte ad una spinta inflattiva, la Banca Centrale debba vendere i titoli di stato italiani che, secondo lui, sul mercato non reggerebbero. La cura la trova perfino lui: la reintroduzione eventuale della riserva obbligatoria nel settore creditizio che, nel caso di aumento inflattivo, ridurrebbe la massa di denaro in circolazione.

IN quanto al default il problema è il tasso di crescita del debito PIL come scarso tasso di crescita. Cottarelli chiama il Signor De La Palisse a rinforzo, affermando che se il debito (da leggersi debito/PIL) calasse del 3% all’anno per la crescita economica, allora le possibilità di una crisi si dimezzerebbero. Bella forza!!  Che crisi può esserci con una crescita del 3%? Naturalmente questo miracolo economico è da raggiungere con le “Riforme”, queste stimmate miracolose dell’economia offertista. Peccato che tutte quelle che abbiamo fatto abbiano avuto l’effetto opposto….

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BORGHI, COTTARELLI E LA CANCELLAZIONE DEL DEBITO DELLE BANCHE CENTRALI. Meglio il default alla greca o l’uscita dall’Euro?

La diocesi di Bologna sceglie termini ideologici per pregare contro omo e trans-fobia

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Mi hanno girato questa locandina di una veglia di preghiera contro “l’omofobia e la transfobia” organizzata nell’Arcidiocesi di Bologna, con una Croce stagliata su sfondo arcobaleno.

Da cattolico sono contentissimo che nelle Diocesi si organizzino momenti di preghiera e comunione per riaffermare un contenuto molto importante e chiaro del Catechismo della Chiesa Cattolica, che, cioè, le persone con tendenze omosessuali sono pienamente parte delle nostre comunità, partecipano come tutti noi della “chiamata a realizzare la volontà di Dio nella loro vita” e perciò “devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza” e “a loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione” (CCC 2358). Benissimo! Io stesso parteciperei con entusiasmo se fosse organizzato nella mia Parrocchia e, anzi, dico che eventi del genere, per approfondire e ribadire quei contenuti del Catechismo, andrebbero moltiplicati e, questi sì, insegnati nelle scuole per creare una cultura di rispetto e civiltà.

Quello che contesto in modo netto e radicale è l’organizzazione di questi eventi con l’uso di simbologia “arcobaleno” e terminologia ideologica che NON rappresenta realmente questi nostri fratelli ma costituisce invece l’armamentario POLITICO di una fazione che combatte la Chiesa e promuove un’agenda culturale e sociale orgogliosamente e dichiaratamente volta a distruggere la famiglia, mercificare i bambini, espropriare i genitori della loro libertà educativa e punire il libero pensiero sulla sessuale morale e sui temi conseguenti.

La Chiesa Cattolica ha il suo Catechismo, non ha alcun bisogno di parlare di “omofobia” o “transfobia”, termini ormai comunemente usati per attaccare anche chi è contro l’utero in affitto o la somministrazione di triptorelina ai minori per bloccargli lo sviluppo puberale e fargli decidere, quando sarà troppo tardi per tornare indietro, a quale sesso vogliono appartenere. La Chiesa ha tutte le carte in regola per difendere strenuamente la dignità di qualsiasi persona, specialmente le più attaccate ed emarginate, SENZA dover usare gli elementi ideologici della cultura contemporanea che – peraltro – vengono usati per delegittimare e silenziare la Chiesa stessa.

È proprio qui che sta la forza della Chiesa: fare davvero ciò che altri fanno a chiacchiere e per interessi ben diversi dall’autentica promozione della dignità umana. Liberare le persone da etichette e simboli politici e commerciali che, in fin dei conti, le degradano. Spero che su questo le Diocesi facciano un serio discernimento, per capire cosa permettere e cosa no. Per amor proprio e per amore all’altro.

 

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La diocesi di Bologna sceglie termini ideologici per pregare contro omo e trans-fobia

Il “sindaco dei ricchi” è la vergogna di Milano

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Fanno bene nel resto d’Italia a non volere i milanesi se è questo l’uomo che li rappresenta…

Prima puntata –
Pare non esserci limite alle figure indecenti di Giuseppe Sala, detto Beppe, sindaco dei ricchi… quando Milano era ancora ricca. L’ultima è la guerra mediatica scatenata contro il presidente della Regione Sardegna sui limiti che potrebbero essere imposti per i viaggi estivi dei milanesi. Sala finge di ignorare che la colpa è del governo da cui stanno partendo messaggi, come sempre, ambigui e contradditori che, poi, molti governatori interpretano cercando di fare il bene del loro territorio. In assenza di un “bene nazionale”, sconosciuto a Conte e compagni.

Il problema di Sala è che lui deve fare il suo “video-massaggio” quotidiano, quota minima stabilità negli accordi con l’Istituto Luce di corso Sempione, ovvero la redazione di Rai3 Lombardia. Così “qualche” scemenza deve pur dirla… Un’arte – quella di dire scemenze – in cui Beppe Sala è maestro.

Vediamo insieme perché queste quotidiane esternazioni – rigidamente in maniche di camicia, con sfondo di bandiere e quadro… per dar l’idea di essere sempre, alacremente al lavoro – sono diventate il tormento degli ascoltatori del Tg3.

Le colpe del contagio

Tutto nasce con il coronavirus che “esplode” in Lombardia anche grazie allo scandaloso comportamento proprio di Beppe Sala… Dovremmo tutti ricordare quel 26 febbraio in cui Sala a Milano, Gori a Bergamo, Del Bono a Brescia invitarono i loro concittadini a uscire di casa, a non avere paura del contagio facendosi riprendere al bar, al ristorante, alle feste… Non è, purtroppo un caso che proprio queste tre siano state le città e le province dove il contagio sì è maggiormente diffuso.

Però le responsabilità maggiori sono proprio di Sala… sia perché è stato lui a lanciare la moda dell’hastag #milanononsifera; sia perché, sempre lui, ha invitato il presidente del Pd a compiere un giro di aperitivi nella (oggi) tanto deprecata movida dei Navigli, sia perché erano già settimane che si impegnava strenuamente sul fronte dei “negazionisti” della pandemia.

Dalla Cina con amore

Appena esploso il contagio in Cina, infatti, Sala si è ferocemente battuto contro tutti quelli che volevano “isolare” i cinesi o mettere in quarantena chi tornava dal paradiso comunista. Così, ancora l’8 febbraio scendeva in campo contro “la psicosi da coronavirus”, parlando alla comunità cinese e auspicando una rapida riapertura dei voli con Pechino. Questo nei giorni in cui Zaia e altri governatori leghisti avevano chiesto misure di quarantena almeno nelle suole…

Davvero un “vecchio amore” quello tra Sala e la comunità cinese, che risale ancora ai tempi delle primarie del Pd del 2016, quando lui (uomo che veniva dalla corte di Letizia Moratti…) venne candidato da Renzi alla carica di sindaco contro esponenti storici della sinistra, come le Balzano e Majorino.

Allora – si ricorderà – furono in centinaia i cinesi mobilitati per votare Sala (pur non essendo, in gran parte, neppure cittadini italiani) su ordine degli “anziani” della comunità e ciò in base ad accordi molto precisi. Un patto (già avviato ai tempi della Moratti) che Sala ha, poi, rispettato da sindaco Pd, trasformando via Paolo Sarpi in un’oasi turistica per negozi e ristoranti cinesi e offrendo nuove aree per i magazzini all’ingrosso della comunità.

Sindaco dei ricchi

Una volta al governo della città, Beppe Sala ha chiarito subito i ruoli lasciando la politica, le polemiche, l’ordinaria amministrazione al suo vice Majorino (almeno finché questi non si è fatto eleggere in Europa) e occupandosi solo e soltanto del business. Nasce così l’appellativo di “sindaco dei ricchi”, perché da quel momento diventa il portavoce di holding, banche, gruppi affaristici, assicurazioni, multinazionali, fondi d’investimento equivoci, immobiliaristi rampanti, architetti di “grido”, speculatori e “investitori” che, da tutto il mondo, si fiondano sulla nuova isola felice: la “Milano da sniffare” di Beppe Sala.

Così, mentre si moltiplicano le aree urbane affidate ai “soliti noti” per essere “riqualificate” con progetti edilizi avveniristici, nelle periferie completamente abbandonate in mano agli extracomunitari, il degrado cresce in maniera proporzionale.

Basti per tutti l’esempio della recente aggressione all’inviato di Striscia la notizia,Vittorio Brumotti.

Questo spiega perché tanta disperazione all’idea del lockdown, perché tanto accanimento nel non voler “fermare Milano”. C’era in ballo la Fashion week e, ancora di più, il Salone del Mobile, un giro di affari di centinaia di milioni di euro che garantisce al Comune (e al suo sindaco) entrate da capogiro.

Vedremo domani cosa ha portato la pandemia al ricco Sala e a quale strenua battaglia mediatica lo abbia costretto.

(1 – continua)

 

 

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Porzûs, l’eccidio che svelò le ombre partigiane

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Sul numero in edicola di CulturaIdentità Anna Valerio indaga sulla strage di Porzûs(resa celebre dall’omonimo film di Renzo Martinelli), quando partigiani italiani filo titini assassinarono altri partigiani italiani e cattolici: “A rimetterci la pelle è anche il fratello minore di Pasolini, Guido. Una macelleria.Finisce la guerra, o meglio, si fanno i supplementari in tribunale. Tra molti imbarazzi e scandalose rimozioni e distorsioni della realtà, il PCI tenta in tutti i modi di far passare i compagni della Osoppo come venduti al nazifascismo […]. Nel 2012, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano andò a Porzûs a scoprire una targa in memoria dei partigiani uccisi. Era imbarazzato. Visibilmente. Sono quei posti dove non vai volentieri e dove ti viene da girarti di scatto alla prima ombra che passa

 

 

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Porzûs, l’eccidio che svelò le ombre partigiane

Luca Palamara, lo squalo in toga finito nella tonnara

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Ora che è infangato (“Come il tonno”, disse Cossiga) piange: “Vedere pubblicati momenti intimi fa male”. È accaduto a innocenti per colpa sua e dei suoi colleghi. Ma queste chat finalmente dissacrano la magistratura

Luca Palamara che fu il magistrato più potente di Italia, cui doveva rivolgere supplica qualsiasi suo collega desideroso di fare carriera, oggi è finito nella polvere, prima indagato ed ora rovinato dalla pubblicazione di tutte le sue chat e sms con magistrati, politici e giornalisti. Ieri come un bambino che non conosce prudenza e silenzio, ha twittato: «Assistere alla pubblicazione dei momenti più intimi della propria vita privata che coinvolgono estranei fa sempre male. Oggi sono dall’altra parte e accetto tutto questo perché non ho nulla da nascondere. Sono storture però sulle quali occorre nuovamente riflettere». Ed è stato ovviamente seppellito da una valanga di contumelie, perché i social non sono terreno su cui può misurarsi chi si trova nelle sue condizioni. Il povero Palamara è bersaglio fisso di chiunque ora che non conta più un fico secco, dileggiato ancora peggio di come fece Francesco Cossiga in quel celebre video del 2008 nella trasmissione di Maria Latella : «Palamara come il tonno. Lei ha una faccia da tonno…».

Mi spiace per come viene trattata la persona, anche se negli anni della sua onnipotenza ha goduto di favori, benessere e riverenza che prima o poi nella vita presentano il conto. E fa quasi tenerezza vedere accusare il colpo della pubblicazione di quei discorsi privati poco commendevoli chi o direttamente o attraverso la cerchia dei colleghi della sua stessa potentissima corrente ha fatto pubblicare centinaia di pagine di intercettazioni altrui. Ma non mi scandalizza quel che ho letto nelle sue conversazioni: ne avrei lette di identiche nella maggiore parte delle chat di uomini e donne che siano stati potenti in questi anni. Il potere a Roma si costruisce in quel modo, e Palamara il suo l’ha fondato sulla rete di favori, sulle mille discussioni per equilibrare consensi e decisioni, cercando di evitare nemici acerrimi che prima o poi te la fanno pagare, magari vantandosi pure di qualche fanfaronata del tutto inventata che poteva accrescere nella sua cerchia l’ammirazione e il rispetto.

DA

https://www.iltempo.it/politica/2020/05/27/news/luca-palamara-chat-intercettazioni-private-pubblicate-giudici-magistratura-csm-politici-giornalisti-22872864/#.Xs9T_HtunaI.facebook

VIDEO-REPORTER: Vladimir Putin: l’Occidente è controllato da pedofili satanisti

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Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato contro l’epidemia di reti pedofile che hanno preso il controllo degli Stati Uniti, del Regno Unito e di altre nazioni occidentali. Nonostante il suo recente successo con il presidente Trump, rimane fermo sulla sua posizione originale che, la cultura in Occidente viene manipolata da ” pedofili satanici “.
Prima del suo recente incontro con Donald Trump in occasione del Vertice del G20 di quest’anno, Putin ha lanciato un avvertimento sul fatto che, se non esponesse le reti pedofile di élite, avrebbe ” iniziato a fare i nomi “. Sebbene lo storico incontro sia stato considerato da entrambe le parti un successo, con promettenti risoluzioni sul conflitto siriano e le accuse di hacking, la posizione di Putin in materia di élite che abusano di bambini resta la stessa, e dice:
“In Europa e Occidente prospera la cultura pedofila e il satanismo ” Guardando avanti dopo l’incontro con Trump, Putin ha detto che hanno preparato la scena per una nuova era di cooperazione e descrive i loro dialogo come una “svolta “e un” enorme passo avanti”
Il presidente Putin ha già evidenziato che il satanismo e la pedofilia sono una delle principali sfide della Russia contemporanea. In una dimostrazione di franchezza al Valdai International Discussion Club, Putin ha descritto la ” normalizzazione della pedofilia ” come un chiaro segno di ” degrado morale che si insinua attraverso l’Europa e l’Occidente “. Putin ha osservato che “i sostenitori di un liberalismo estremo, di stile occidentale” stanno trascurando il fatto che i problemi politico-militari e le condizioni sociali generali stanno degenerando, e gran parte del mondo dimentica la base del valore della decenza umana. Concentrandosi sulle sfide da affrontare dalla Russia nel contesto internazionale sia sulla politica estera che su quella morale, Putin allude al satanismo che da molto tempo è responsabile della decomposizione della tessuto sociale dell’America:
“Vediamo che molti dei paesi euro-atlantici stanno effettivamente rifiutando le loro radici, compresi i valori cristiani che costituiscono la base della civiltà occidentale. Stanno negando i principi morali e tutte le identità tradizionali: nazionali, culturali, religiose e anche sessuali. Stanno attuando politiche che equiparano le famiglie numerose a collaborazioni tra persone dello stesso sesso, credono in Dio ma la fede in Satana .”
GFM riferisce : Questo è un commento sorprendente che arriva da un leader mondiale , gli occidentali e gli europei sono abituati a una combinazione di propaganda, di retorica politica rosea, e azione “un discorso” che non rivela nulla (e oscura la base del progetto). Putin non è stato affatto così, e aggiunge:
“Gli eccessi di correttezza politica hanno raggiunto il punto in cui le persone stanno seriamente parlando della registrazione di partiti politici il cui scopo è promuovere la pedofilia “
Un’altra bomba che dovrebbe riverberarsi nelle menti insensate degli europei ” progressisti ” e gli occidentali fluorizzati.
Quanti altri leader mondiali hanno parlato di normalizzazione e della promozione della insidiosa pedofilia sempre più diffusa? Obama ha ordinato arresti pedofili di massa? O Clinton? Qualcuno dei Bush ha fatto o ha detto qualcosa di significativo sull’epidemia pedofila? (No. Avete considerato che possono essere pesantemente invischiati in questo problema da tenerlo sotto silenzio?)
Putin, senza dubbio, plaude agli sforzi del presidente Trump che organizza l’arresto di circa 1.500 pedofili in America nel giro di poche settimane dopo l’arrivo alla Casa Bianca. Dove erano i ” progressisti ” e ” liberali”? Alla fine del 2012 (con Obama ancora in carica), Putin ha approvato un controverso disegno di legge con il sostegno esplicito della Duma di Stato per vietare ai genitori adottivi statunitensi di adottare bambini russi, una mossa che serviva contemporaneamente per protegge un certo numero di loro dall’essere smistati in operazioni di traffici di bambini e di negare a molte nuove famiglie gli orfani. L’America adotta più bambini russi ogni anno rispetto a qualsiasi altra nazione.
Putin spiega ” il paese non sarà responsabile ” di abusi su bambini russi in mani di pedofili americani. Secondo quanto riferito, il premier russo ha avvertito che il divieto rimarrà fino a quando il presidente Trump non si prenderà cura dell’epidemia del traffico sessuale e mantiene la promessa di ” prosciugare la palude” da élite pedofile a Washington DC. Sembra probabile che una rete di pedofili d’élite a Washington usi l’adozione per inserire i bambini nella tratta sessuale infantile – difficilmente notizie considerando la ben nota saturazione dei pedofili nelle macchine politiche americane. Continuando ad affrontare l’aggravarsi della crisi morale, Putin ha criticato l’erosione della religione tradizionale e le sue fondamenta morali, e una implicito dileggio del “multiculturalismo” di cui non si parla dei suoi insidiosi effetti
“La gente in molti paesi europei è in imbarazzo e ha paura di parlare delle loro affiliazioni religiose. Le festività vengono abolite o addirittura chiamate in altro modo; la loro essenza viene svilita, così i fondamenti morali. Questa gente cerca di esportare aggressivamente questo modello in tutto il mondo. Sono convinto che questo atteggiamento apra una strada diretta al degrado e al primitivismo, sfociando in una profonda crisi demografica e morale. “.
L ‘” orso russo ” ha esplicitamente criticato le forme contemporanee di ” multiculturalismo ” , definendolo ” per molti aspetti un modello artificiale trapiantato … basato sulla colpa del passato coloniale ” così molti di noi hanno imparato a riconoscere la tecnica, che fa parte del disegno sionista per raggiungere il dominio globale (in questo caso attraverso la deliberata sovversione dell’integrità e dell’identità culturale di una nazione – il multiculturalismo è usato come una specie di cavallo di Troia). nel discorso di Putin c’era una vasta allusione e una critica feroce all’agenda del Nuovo Ordine Mondiale (One World Government (Sion-globalist), che equivale alla schiavitù globale, come spiega lo stesso Putin:
“Vediamo tentativi di far rivivere in qualche modo un modello standardizzato di mondo unipolare e confondere le istituzioni del diritto internazionale e della sovranità nazionale. Un mondo unipolare e standardizzato non richiede stati sovrani; richiede vassalli . In senso storico ciò equivale al rifiuto della propria identità, della diversità del mondo donata da Dio”
È evidente che con l’uscita di Obama dall’ufficio ovale e l’entrata di Trump, la Russia e l’America hanno più in comune ora di quanto non accadeva a memoria recente. Una cosa, che non ci saremmo mai aspettati è l’opposizione reciproca (di USA-Russia) alle reti di pedofili che operano in tutta la società occidentale in generale e nella politica, forse vedremo ben presto la rete di” élite ” di pedofili e satanisti finalmente sconfitti da questa generazione.
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