Le consacrazioni episcopali dei lefebvriani

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di Redazione

Riceviamo per la pubblicazione questo commento dell’avvocato abruzzese Pietro Ferrari, militante cattolico attivo da decenni, già allievo del Prof. Giacinto Auriti all’Università di Teramo. Il contenuto è, evidentemente, condivisibile nel mare magnum delle varie posizioni pubbliche assunte, da religiosi e laici, su questo argomento. 

Cogliamo l’occasione per evidenziare che, anche in questo caso, si è verificato quanto Matteo Castagna ha scritto nel suo libro di successo “All’estrema destra del Padre” (ed. Solfanelli, 2025, pag. 158, Euro 12,00) laddove sostiene che i “conciliari conservatori” sono sempre i peggiori perché sembrano tradizionalisti, ma, in realtà, sono solo modernisti col freno a mano tirato.

Il “card.” Robert Sarah, notoriamente conservatore, bi-ritualista, critico su alcune posizioni progressiste, ma sempre fedele al Conciliabolo Vaticano II, interpretato alla luce di casa sua, e soprattutto fallibilista, forse inconsapevole, sul tema dell’Autorità petrina, ha espresso, sulla rivista “Le Journal Du Dimanche” «viva inquietudine e profonda tristezza» per le annunciate consacrazioni lefebvriane senza mandato pontificio: «Si dice che questa decisione, che disobbedirebbe alla legge della Chiesa, sarebbe motivata dalla legge suprema della salvezza delle anime: suprema lex, salus animarum» – ha incalzato Sarah – «ma la salvezza è Cristo e Lui si dona solo nella Chiesa. Come si può pretendere di condurre le anime alla salvezza attraverso vie diverse da quelle che Lui stesso ha indicato? È volere la salvezza delle anime strappare il corpo mistico di Cristo in modo forse irreversibile? Quante anime rischiano di perdersi a causa di questa nuova rottura?».

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Il nostro Circolo Christus Rex ha chiesto un’opinione al suo Responsabile Nazionale Matteo Castagna: “Non considerando le milioni di anime che rischiano di perdersi e quelle che si sono già perse seguendo la “Contro-Chiesa” o “deep Church” uscita numericamente vincente al Conciliabolo Vaticano II, egli considera sbagliate le consacrazioni senza l’autorizzazione del Papa, quindi si pone a sinistra della Fraternità, assieme a tutto l’arco conciliare, incluso quello progressista, con le stesse motivazioni: loro non vedono alcuno stato di necessità, come evidente che sia per gli eredi spirituali degli apostati modernisti conciliari. Si verifica, dunque, quello che ho scritto recentemente nel mio libro: sul più bello, i conservatori passano sempre dalla parte dei progressisti. In questo caso, sono a braccetto nelle motivazioni.

Sarah ha ragione a dire che le consacrazioni senza mandato del legittimo Sovrano Pontefice sono valide ma illecite, ma si dimostra, nell’errore, più lefebvriano dei lefebvriani: rifiuta di riconoscere lo stato di necessità oggettivo, dato dalla vacanza della Sede Apostolica per eresia manifesta, ex can. 188.4 del Codice di Diritto Canonico Pio-Benedettino del 1917 e, a cascata, di tutte le altre autorità inferiori a quella del Papa.

Lo stato di necessità c’è perché dalla fine del Conciliabolo Vaticano II (1965), che ha sostituito la legge della Chiesa con quella Modernista (“sintesi di tutte le eresie”, San Pio X) la Fede è cambiata, la dimensione visibile della stessa ha iniziato, conseguentemente, a ridursi, anche per la riforma dei riti del 1968, quindi lo stato di crisi è talmente grande, palese e senza precedenti (ad eccezione, forse, del lungo periodo di apostasia dell’arianesimo), da indurre i veri vescovi rimasti a continuare la successione apostolica, col motivo più grave, garantito dal diritto della Chiesa, dell’assenza di vere autorità cattoliche nei Sacri Palazzi.

Certo, la Fraternità, prevedibilmente, è giunta nel vicolo cieco che presumeva per altri: come consacrare nuovi vescovi, senza il mandato del Capo dei Conciliari, riconosciuto, però, ufficialmente, come vero Papa? Se c’è il legittimo Papa, che ha la prerogativa di decidere in merito, non c’è lo stato di necessità che i lefebvriani invocano, né alcun motivo di chiedere carità, senza Verità. Grazie a Dio, nel mondo, ci sono veri vescovi che garantiscono l’indefettibilità e conferiscono il sacerdozio, perché a Roma non c’è seduto il legittimo Successore di San Pietro, ma il Presidente della “chiesa sinodale”. Dunque, gentili Sarah e Muller, pregate sì, con noi del piccolo gregge rimasto fedele, perché la Fraternità abbia il coraggio di rompere con l’assurda ambiguità dottrinale, che tante scissioni ha provocato nei decenni, attraverso un solenne atto di dichiarazione della Sede Vacante, quindi proceda, in reale stato di necessità, a consacrare nuovi Principi della Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana”.

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dell’Avv. Pietro Ferrari

La risposta incredibile della FSSPX a Fernandez, in sintesi:
“… anche se non si riesce a trovare un accordo, scambi fraterni favoriscono la conoscenza reciproca, permettono di affinare e approfondire le proprie argomentazioni, di comprendere meglio lo spirito e le intenzioni che animano le posizioni dell’interlocutore, soprattutto il suo reale amore per la Verità, per le anime e per la Chiesa. Ciò vale, in ogni circostanza, per entrambe le parti.”
Qui tra “parti” diverse pare si invochi una sorta di ecumenismo (?) ☝
” Per queste ragioni, nella consapevolezza condivisa che non possiamo trovare un accordo sulla dottrina, mi sembra che l’unico punto sul quale possiamo incontrarci sia quello della carità verso le anime e verso la Chiesa. “
Qui contraddizione palese rispetto a prima perché si paventano scomuniche e si mette (come i modernisti?) la “carità” sopra la dottrina☝
” Nel corso dell’ultimo decennio, papa Francesco e Lei stesso avete ampiamente promosso «l’ascolto» e la comprensione di situazioni particolari, complesse, eccezionali, estranee agli schemi ordinari. Avete pure auspicato un uso del diritto canonico che sia sempre pastorale, flessibile e ragionevole, senza pretendere di risolvere tutto mediante automatismi giuridici e schemi precostituiti. “
Qui leggiamo l’ implorazione di essere considerati “periferia esistenziale” e di non essere scomunicati (quando poi considererebbero nulla qualsiasi scomunica) ☝
“… il tempo che ci separa dal 1º luglio è quello della preghiera. È un momento in cui imploriamo dal Cielo una grazia speciale e, da parte della Santa Sede, comprensione. “
Qui si legge proprio la richiesta di essere giustificati e tollerati☝
Il Vaticano chiede ovviamente alla FSSPX di evitare le consacrazioni di luglio per portare avanti la regolarizzazione statutaria della stessa. Logico bivio: Resistere o Desistere? Il dilemma perpetuo: nuova scomunica o pacificazione? …o terza ipotesi, è magari tutta una pantomima?
Il tema è analogo a quello della concessione bergogliana a poter confessare e amministrare matrimonii nel giubileo, in cui occorre sempre una porzione di giurisdizione. Anche lì la FSSPX dialogava con il Vaticano sul punto, ribadendo però che tale “concessione” fosse superflua perdurando lo “stato di necessità” di una Chiesa più che fallibile addirittura fallimentare. Ovviamente tale “stato di eccezione” è radicalmente negato da Roma…con la quale pero si tratta!
 Occorre porsi la questione in termini molto semplici: se è l’autorità che nega o concede qualcosa (giurisdizione per confessare o placet per consacrare nuovi vescovi), allora questo qualcosa lo si ha SOLO quando viene concesso e non lo si ha se viene negato;
 se invece non è l’autorità (solo apparente a questo punto) che può concedere o negare questo qualcosa (o perché evidentemente NON è vera autorità <sedeprivazionismo imbc> o perché lo è ma non avrebbe il potere di negare questo qualcosa <riconosci e resisti fsspx>), allora o non c’è bisogno di questa “autorità” per ottenere questo qualcosa (perché allora appunto, che autorità sarebbe?) o non c’è bisogno di ringraziarla per aver ricevuto da Essa qualcosa che già si possiede a prescindere.
 Ecco perché risultano incomprensibili i dialoghi sindacali tra FSSPX e Roma, come chiedere la revoca della scomunica di Wojtyla ma poi sostenere che comunque fosse nulla, o come dialogare con Fernandez per poter consacrare “sine mandato” ma poi sostenere di poterlo fare comunque.
 In buona sostanza o la giurisdizione o il placet a consacrare nuovi vescovi li si riceve ‘aliunde’ (vero stato di eccezione perdurante = vacanza della Sede) oppure occorre riceverli dal Papa, non può aversi da QUESTA “autorità” il giovedì (quando le concede) e nel contempo comunque e nonostante QUESTA “autorità” il venerdì (quando le nega).
Perché trattare con una gerarchia che si considera apostata in quanto avrebbe generato questo “stato di necessità” che legittimerebbe la facoltà di disobbedire ad essa?
Trattare col Vaticano (che ha millenni di esperienza diplomatica) è come fare “uno contro uno” con Leo Messi a calcio o con Alcaraz a tennis. Ti fai solo male.  Ne valeva la pena? Non sembra a meno che…  è in atto una soluzione curialese di piani discreti che accontentino la parte accordista della fsspx senza che possa apparire pubblicamente una resa ai duri e puri….Un “mandato silenzioso” già ottenuto anche se bisogna far sembrare esservi una “lotta”.
Procedano dunque alle consacrazioni in punta di diritto (apparentemente) vigente, ovviamente illegittime (di certo non invalide che di questi tempi è già tanto, anzi, è tutto).
Senza timore alcuno perché lo scisma, malgrado tutto, e al di là delle varie posizioni, comunque è ancora “introvabile” e semmai solo putativo.

 

 

 

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