Castagna oggi a Telenuovo sull’elezione del Presidente della Repubblica

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di Lucia Rezzonico

Oggi, dalle 12.40 alle 14.00 circa il nostro Responsabile Nazionale del Circolo Christus Rex Matteo Castagna è stato ospite in diretta Skype della trasmissione condotta da Mario Zwirner Rosso&Nero su Telenuovo. Si è parlato principalmente dell’elezione del Presidente della Repubblica. Castagna non ha mancato battute ironiche e stoccate a M5S e Pd, ma ha suonato la sveglia anche al Centrodestra.

Ospiti in studio l’Avv. Sandrin di Fratelli d’Italia e il dott. Bean del Pd.

Ecco il video con la registrazione della puntata: https://play.telenuovo.it/rosso-e-nero/tit-13160815

Alcune foto:

 

Giorgia Meloni propone Carlo Nordio per il Colle

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di Redazione

Già nel corso della puntata del 3 dicembre 2021 di Rosso&Nero su Telenuovo, il nostro Responsabile Nazionale Matteo Castagna lanciò il nome dell’ex magistrato Carlo Nordio per il Colle. Poi ne parlò in varie sedi, trovando un certo consenso, per l’alto profilo istituzionale della persona.

A sorpresa, ieri la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha proposto la candidatura del dott. Nordio al Quirinale. In serata Libero ha riportato i ringraziamenti dell’ex magistrato, che si è detto onorato ma con una frase latina: “Domine non sum dignus” ha dichiarato di non sentirsi adeguato perché non è un politico. Osservazione interessante ed acuta, in questo particolare momento, che lancia un messaggio indiretto a chi vuol capire. Meloni ha portato il nome a Palazzo, chissà che non possa esser ricordato in un eventuale governo di centrodestra…

Il Mattino del Veneto su Matteo Castagna: “non molla l’osso. Sempre in trincea”

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di Redazione

…E il noto giornalista veronese Achille Ottaviani mette il Responsabile di Christus Rex Matteo Castagna sulla sua pagina del “Mattino del Veneto – Verona Gossip” di ieri, con una bella dicitura: “non molla l’osso. Sempre in trincea”. Del resto, chi conosce il nostro Matteo sa che la tenacia è una delle sue principali caratteristiche, sia di uomo pubblico che privato.

 

Contro il mondialismo è necessaria una alleanza politica tra cattolici, identitari e patrioti

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L’EDITORIALE DEL LUNEDI

di Matteo Castagna per https://www.informazionecattolica.it/2022/01/17/contro-il-il-mondialismo-e-necessaria-una-alleanza-politica-tra-cattolici-identitari-e-patrioti/

LA NUOVA NORMALITÀ: NON TUTTO IL MALE VIEN PER NUOCERE…

Occorre dividere la problematica dell’emergenza pandemica in due parti: il paravento, costituito da vaccini e Green pass e la sostanza, costituita dalla “nuova normalità che ci aspetta”. Il suggerimento è quello di dare al paravento il peso che deve avere un elemento accessorio, funzionale ai programmi del globalismo, ponendo l’attenzione e, laddove possibile, la preparazione, ai cambiamenti che già ci vengono prospettati.

Sono sempre stato un convinto “free vax” che ritiene il lasciapassare uno strumento essenziale per imporre subdolamente il vaccino sintetico a mRna a tutta la popolazione. Si tratta di un paravento robusto, non di tela ma di piombo, perché le implicazioni morali e afferenti le libertà individuali e collettive sono parecchie e non si possono liquidare in due parole.

Del resto, l’attenzione del mondo doveva essere concentrata su qualcosa di importante, come la tutela della propria salute, altrimenti qualcuno avrebbe potuto spostare il plumbeo ostacolo e guardare cosa ci aspetta, quando il paravento sarà abbassato. E’ ciò che, in questi due anni, ho cercato e cerco di fare osservando la realtà alla maniera tomista.

Non credo ci si debba stupire di fronte al caos creato dai televirologi, del tutto e il contrario di tutto di una gestione che ha vari aspetti paradossali, alcuni assurdi, altri grotteschi. Il caos è, infatti, il presupposto del paravento vaccinale perché disorienta e un popolo che non capisce più niente, martellato da una propaganda che parla solo ed esclusivamente di questo, finisce col fidarsi dell’autorità governativa, supportata da quella scientifica e religiosa, convinto che agiscano per il suo bene.

Mentre il cosiddetto “no vax” aderisce in maniera massimalista ed esasperata alla questione dell’immoralità dell’utilizzo di linee cellulari di feti abortiti, ma soprattutto è terrorizzato più dagli effetti avversi che dalla malattia. E’, nella maggioranza dei casi uno strenuo avversario della medicina tradizionale in favore della “scienza olistica” o medicina alternativa, a base di piantine, tisane e altri intrugli, che spopola negli ambienti New age, teosofici ed esoterici.

A mio avviso ha ragione don Francesco Ricossa nella sua recensione al libro del Prof. Roberto de Mattei Sulla liceità morale della vaccinazione (Edizioni Fiducia, Roma 2021, pp. 74): “Stabilito che il problema posto dalle linee cellulari provenienti all’origine da aborto procurato non rende necessariamente intrinsecamente cattiva la vaccinazione (cooperazione materiale remota…)“, posizione che trova sostanzialmente origine dalla teologia morale, ciascuno è libero di scegliere “in scienza e coscienza prendendo evidentemente delle precauzioni per non ammalarsi o non ammalare (nel limite del possibile!)”.

Don Ricossa dimostra di aver compreso perfettamente che la questione vaccinale divide i cattolici (il “divide et impera” nei nemici di Dio?): “mi sembra che si tratti di una deviazione preoccupante dell’attenzione dalle verità di Fede nella lotta antimodernista ad una lotta in materia ancora poco chiara e opinabile” e ricorda che “la questione per eccellenza è quella della Fede, del Papato, della Messa, del sacerdozio, della lotta all’eresia modernista: il resto rientra nel campo dell’opinabile. Quello che vale per la politica politicante, vale anche per questi problemi di ordine sanitario. Non facciamoci distrarre dall’essenziale per dividerci sull’accessorio“.

Nel definire il complottismo “senza dubbio un’aberrazione che prospera a causa della sfiducia nelle “autorità”, don Ricossa cerca di dare una risposta al proliferare delle teorie più strampalate, che allignano perfino in ambienti cattolici, ma mette anche in guardia da esso. Il realismo tomista, che sta nell’osservazione della realtà e nell’uso di intelletto e volontà per interpretare correttamente i segni visibili, smonta ogni delirante ossessione e pone, implicitamente, un chi va là: occhio, perché se le teorie che proponete come fossero Vangeli, poi non si realizzeranno, perderete ogni credibilità, nell’ilarità generale.

Lungimiranza, oggi, è saper guardare oltre e più in là rispetto al paravento di piombo, stando sempre attenti che non ci cada addosso e che qualcuno non ce lo spinga contro, perché schiacciati da esso non ci si rialza più e si perde la rotta della bussola. Perciò il Sistema sappia che portare la mascherina è un po’ fastidioso ma ha anche i suoi aspetti positivi, oltre a proteggere dal contagio, come ad esempio quello di riparare dal contatto diretto con chi non conosce il dentifricio e che aiuta, in molte situazioni imbarazzanti a nascondere sorrisi o smorfie naturali, mandando in tilt chi conosce la comunicazione non verbale.

Veniamo, dunque, al vulnus, che è la “nuova normalità” per colpire i cattolici ed i veri identitari. Ammesso e non concesso che la transizione green porti effetti utili al benessere del pianeta, sarebbe sciocco opporsi al progresso tecnologico, laddove esso non vada in contrasto coi principi morali. La televisione che trasmette il temporale quando, in realtà, c’è il sole, è un problema oggettivo. Ma imparare a non aprire l’ombrello sopra la TV che trasmette pioggia è essenziale.

Oggi, è la stessa tecnologia che ci consente di accedere ad informazioni e fonti impensabili fino a un decennio fa: usiamola per formarci ed informarci a dovere da specialisti ragionevoli, autorevoli ed attendibili. Se non si riesce a discernere, non è obbligatorio credere al maltempo quando c’è bello, ma è opportuno sospendere il giudizio, consultare un buon sacerdote, pregare, vivere il più possibile in Grazia di Dio perché noi non sappiamo né il giorno né l’ora in cui verrà a giudicarci, come insegna negli Esercizi Spirituali sant’Ignazio di Loyola.

La confusione in ambito sanitario ci sarà finché non si creerà un’ omogeneità nel mondo scientifico. Retto discernimento, buon senso e un buon dizionario di teologia morale sono tre risposte alla portata di ciascuno di noi. I social sono utili, in un certo senso, ma anche tremendi, come il web, perché vi si trova qualsiasi cosa. C’è gente che campa postando spazzatura e fake news.

La reazione può essere duplice: chiudere tutto oppure avere la consapevolezza di poter essere ingannato, ma non sull’essenziale, che va preservato a prescindere, perché è e resterà sempre il Fine della vita umana: la salvezza eterna attraverso i mezzi che Gesù ci ha lasciato, tramite la Santa Chiesa. Sacramenti, in primis.

In questo periodo così difficile, l’alleanza politica tra i veri cattolici e tutti coloro che si definiscono identitari e patrioti fa fronte comune nei confronti di quel Leviatano che oggi è la globalizzazione col suo primo tentacolo che è il mondialismo, ed il suo secondo tentacolo che è la società fluida, egualitarista, piatta, desacralizzata, materialista, atea, che trova il principale ostacolo nell’ordine naturale e, quindi nella Famiglia, cellula fondamentale della nostra civiltà. Il prossimo, per il cattolico, è l’affine, mentre l’umanità intera è composta dalle creature di Dio. Anche gli identitari comprendono e lottano per la tradizione e per la difesa dell’identità, perché sono, con noi, parte di un’unica comunità di destino: quella che la “nuova normalità” proverà a toglierci, ma che dovrà trovarci molto ben preparati.

PERCHÉ SONO DA SEMPRE “FREE VAX”

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di Matteo Castagna*
Il Sistema ha cercato e voluto questa divisione tra vaccinati (in netta maggioranza) e non vaccinati (sempre più in minoranza).
Avendo il cosiddetto coltello dalla parte del manico, i governi Conte II e Draghi hanno gestito, in forme diverse, ma seguendo lo stesso filo conduttore, ordinato in Europa, l’emergenza sanitaria.
Tutto gravita attorno a quel “sempre più in minoranza” riferito al numero dei non vaccinati. Prima dell’estate, mettevo in guardia dal costruire fronti di disobbedienza, più o meno organizzati, sostenendo che proteste di piazza e azioni eclatanti sarebbero state strumentalizzate da soggetti abituati a cavalcare queste forme di resistenza popolare. Aggiungevo che, maggiori fossero state le portate pubbliche delle proteste e maggiormente si sarebbero dimostrate funzionali alla repressione da parte del Sistema, tramite progressive restrizioni.
Si sono verificate, puntualmente, entrambe le situazioni. Non sono un veggente né ho la bacchetta magica, ma conosco il Sistema per esperienza e studio. So bene come, già in altri periodi, agisse così. Si ricordino gli anni ’70 o le modalità usate per ridurre al minimo la violenza negli stadi negli anni ’90, per comprendere che in situazioni particolarmente critiche, il Sistema risponde alle reazioni pubbliche della gente in piazza, con l’infiltrazione di personaggi un po’ “strani” e con la recrudescenza della repressione. Fornendo la scusa che il Sistema cerca per reprimere, chi si adopera come intellettuale ribelle o manovalanza di strada, in buona fede, prezzolato o in cerca di visibilità, fa il gioco del Potere.
La dimostrazione? Siamo all’obbligo vaccinale per gli over 50 e al green pass rafforzato obbligatorio per lavorare, nonostante libri, libelli, conferenze, chat, manifestazioni, assalti, scontri.
A nessuno balena per la mente che, forse, in questa “strategia”, che si trasforma in azioni spesso scomposte, ci possa essere qualcosa di profondamente sbagliato? Che provoca e da’ al Sistema ciò che desidera? Oggi le piazze sono quasi vuote, i portuali sono spariti, quasi il 90% della popolazione è vaccinato e col green pass.
Dunque, chi voleva davvero protestare per ottenere un risultato o, almeno provarci, avrebbe potuto organizzarsi e non vaccinarsi in massa, senza starnazzare e strombazzare. In silenzio. Le categorie lavorative avrebbero potuto organizzarsi con scioperi generali nazionali ad oltranza. Il popolo avrebbe potuto avere il potere di bloccare il Paese, se buona parte delle principali categorie lavorative avessero avuto la volontà di reagire seriamente alle misure del governo.
Questo non è avvenuto.
Due i motivi:
1) La maggioranza della popolazione italiana trova utile questo vaccino per la sua sicurezza.
2) Il Sistema, di fronte alla reattività di una minoranza agisce come Golia contro Davide, con quest’ultimo zoppo, perché privo di fionda, ovvero di capacità contrattuale.
Il secondo strumento, oltre al blocco della produzione, che una vera reazione di popolo può mettere in atto, è la rivoluzione. Non c’è stata e non ci sarà per molti motivi. Il primo è che il popolo è si vax e una minoranza, rumorosa ma per nulla pericolosa, è no vax.
L’utilizzo della paura, come mezzo di persuasione, viene usato sia dal Sistema nei confronti del virus, che dai vari gruppi no vax, nei confronti del vaccino. Non è anomalo? A mio modesto avviso si, perciò non temo alcuno dei due.
Altresì considero tutta la caotica e, spesso cervellotica gestione pandemica, come un’ arma di distrazione di massa dalla preparazione della “nuova normalità”.
La lungimiranza, dunque, dovrebbe lasciar perdere ciò che distrae dall’essenziale, perché il fine di questo progetto prevede di attaccare al cuore i principi del vero cattolico e del vero patriota. In nome della globalizzazione e del mondialismo.
Sarebbe bene prepararsi a questo, con fermezza ed equilibrio, perché il rischio è che, un giorno, andranno a prendere a casa i veri cattolici e i veri identitari, non i no vax ed altri portavoce di amenità, che cozzano col realismo tomista.
* Responsabile Nazionale del Circolo Christus Rex – Traditio

Torniamo a vivere da cristiani e offriamo le sofferenze in espiazione dei peccati

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L’EDITORIALE DEL LUNEDI

di Matteo Castagna per Informazione Cattolica https://www.informazionecattolica.it/2022/01/03/torniamo-a-vivere-da-cristiani-e-offriamo-le-sofferenze-in-espiazione-dei-peccati/

LA CALAMITÀ, LA PANDEMIA, LE DISGRAZIE, GLI INCIDENTI NON SONO MAI “COLPA DI DIO

 Il 31 dicembre abbiamo cantato il te Deum in ringraziamento al Signore per l’anno trascorso. Il 1° gennaio abbiamo festeggiato la Circoncisione di Gesù, che scelse di versare, fin da subito, un po’ del Suo sangue per noi miseri peccatori e ieri il Santissimo Nome di Gesù, che significa Salvatore, attribuito al Messia, al Figlio del Dio vivente, su indicazione dell’Arcangelo Gabriele alla Santa Vergine Maria, nel giorno dell’annunciazione. Tre grandi misteri, da meditare e contemplare in questo inizio dell’anno liturgico, soprattutto attraverso la preghiera.
Ci sono cristiani che si chiedono cosa mai vi sia da ringraziare per un anno difficile, se non addirittura tragico per molti, come quello trascorso. Non è facile, umanamente parlando, dare una risposta ragionevole e convincente. Sul piano meramente naturale, verrebbe da dire che c’è ben poco da ringraziare. Sul piano soprannaturale, invece, pur apparendo ad occhio superficiale o indifferente alla Fede un assunto assurdo, dobbiamo ringraziare anche per il dolore e per le sofferenze. Partendo dal presupposto che Dio, Somma Potenza, Giustizia e Misericordia, trae sempre un bene anche dal male, del quale, nella nostra limitatezza e finitezza, ci accorgeremo a tempo debito, ogni pena che patiamo in questa valle di lacrime va in espiazione dei peccati personali e del prossimo. Diviene, dunque, una enorme Grazia, se pensiamo che attraverso la sofferenza alleggeriamo il peso delle nostre miserie agli occhi di Dio.
La calamità, la pandemia, le disgrazie, gli incidenti non sono mai colpa di Dio, che non può volere il male per le Sue creature. Altresì lo permette, perché ci ha voluti liberi e noi, troppo spesso, abusiamo di tale facoltà per fare ciò che piace a noi, non ciò che si deve per piacere a Lui. Ci facciamo leggi contro la natura creata da Lui, ci creiamo regole in contrasto con le Sue Leggi ed i Suoi Comandamenti, oltraggiamo la Chiesa, Suo Corpo Mistico, creandoci una religione di comodo, tramite un “fai-da-te” che significa sostituirsi a Dio, decidendo a prescindere da Lui, dal Suo insegnamento e dai Suoi precetti. Dopo il peccato originale, abbiamo continuato a peccare e oggi, a distanza di XXI secoli dall’Incarnazione del Verbo, abbiamo addirittura rinnegato l’essenziale per la salvezza dell’anima, e nella secolarizzazione ci stiamo comportando da pagani. Molti adorano il loro Vitello d’Oro e vivono solo per questo. Siamo nella grande apostasia, foriera di caos, disordine e morte, in ogni ambito della vita. Qualcuno ha forse l’ardire di chiedere un premio per tutto questo? Non sappiamo utilizzare il libero arbitrio indirizzandolo, con un semplice esercizio della volontà, in una vita integralmente cristiana. Quindi offriamo le nostre sofferenze, soprattutto le peggiori, ai piedi di Gesù Bambino perché abbia pietà di noi!
Apriamo questo nuovo anno, accettando ciò che verrà, riscoprendo il significato della preghiera, quotidiana e costante. S. Giovanni Damasceno, nel suo trattato De Fide Orthodoxa, ci ha dato due definizioni della preghiera: “Elevazione della mente a Dio”, oppure “petizione a Dio di cose oneste” (c. 24).

La prima cosa da notare del trattato di Tommaso d’Aquino sulla preghiera è la sua adozione della definizione propria della preghiera: la preghiera è la petizione a Dio di cose oneste. La preghiera per antonomasia per S. Tommaso non è una cosa complicata, ma sommamente semplice: è la preghiera di una madre che accende una candela davanti ad un crocifisso per la salute dei suoi figli; è la preghiera di un eremita nella sua solitudine per la salvezza del mondo; è la preghiera di un drogato che chiede di poter uscire dal ciclo vizioso in cui si è intrappolato: è la preghiera di tutti. Disse Padre Garrigou-Lagrange: «Il più miserabile, dal fondo dell’abisso in cui è caduto, può alzare un grido verso la misericordia, e questo grido è la preghiera».

Dio, nella sua somma sapienza, ha deciso fin dall’eternità che le preghiere degli uomini saranno indispensabili per l’ordine dell’universo, e per ottenere certi effetti. La nostra preghiera, quindi, non ha lo scopo di cambiare le disposizioni divine, ma di impetrare quanto Dio ha disposto di compiere mediante la preghiera (S. Th. II-II, q. 83, a. 2). Pertanto, secondo la disposizione di Dio, la preghiera ha una vera causalità ed efficacia indispensabile, in tal modo che è vano pensare a ricevere alcuni benefici da Dio senza chiederli a Lui nella preghiera.

Perché Dio ha voluto che dobbiamo pregare per ottenere certi benefici? Anzitutto, in senso generale, Dio, nella sua somma Bontà, ha voluto associare a sé l’uomo nel suo governo dell’universo, e così conferire a lui la dignità di causa (S. Th. I, q. 22, a. 3). Poi, l’atto stesso di pregare porta numerosi benefici all’uomo.
Per esempio, pregando per certi bisogni, ricordiamo esplicitamente che abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio. Questo atteggiamento, non solo ci insegna l’umiltà (S. Th. II-II, q. 83, a. 2, ad 1), ma la preghiera stessa diventa una forma di culto a Dio: nella preghiera, Dio è glorificato ed è riconosciuto come fonte di bontà, onnipotente e misericordioso (cfr. S. Th. II-II, q. 83, a. 3). Essendo un atto di riverenza a Dio, essa ci fa tornare anche alla definizione generica della preghiera, in quanto elevazione: «La preghiera è l’elevazione a Dio, come a un superiore, come al supremo superiore, al di sopra del quale non c’è nulla; è l’atteggiamento di venerazione e riverenza, che non può già prescindere dall’umiltà».

Al centro della riflessione sulla preghiera, S. Tommaso inserisce la preghiera del Padre Nostro. Questa preghiera, semplice e conosciuta da qualsiasi buon cristiano, è il modello di tutte le preghiere, in primo luogo, perché è la preghiera che Gesù Cristo, Dio-Uomo, ci ha insegnato. La sua eccellenza si trova, inoltre, nel fatto che «non solo vengono domandate tutte le cose che possiamo rettamente desiderare, ma anche nell’ordine in cui devono essere desiderate: cosicché questa preghiera non solo insegna a chiedere, ma plasma tutti i nostri affetti.» (S Th. q. 83, a. 9). Iniziando con le parole Padre nostro che sei nei cieli, ci ricordiamo della sua cura per noi e la sua onnipotenza: quindi, vengono suscitati in noi sentimenti di fiducia e di speranza. Poi, il Padre Nostro ci insegna tutto ciò che possiamo onestamente desiderare nella vita.

Ri-impariamo a vivere da cristiani e ad instaurare omnia in Christo – come insegna S. Pio X – perché la Sua Gloria sia la nostra prima felicità e la nostra salvezza eterna sia l’unico Fine e obiettivo della vita, da ottenere con le buone opere.

 

Castagna a Telenuovo su vaccini, immigrazione, globalizzazione, rincari e significato del Natale (VIDEO)

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di Redazione

Per la terza volta ospite di Telenuovo, nel corso del mese di dicembre, il nostro Responsabile Nazionale del Circolo Christus Rex Matteo Castagna si è confrontato con l’avv. Stefano Artuso del Partito Democratico e l’imam Ahmed Mohamed Scek Nur. Il conduttore di Rosso&Nero Mario Zwirner, dopo la conferenza stampa del Governatore veneto Luca Zaia, ha spaziato sui temi principali d’attualità: vaccini, emergenza sanitaria, valutazione chiusure per non vaccinati, questione energetica e rincari, immigrazione clandestina, globalizzazione, il significato del Natale.

Ecco il Video della trasmissione di ieri: https://play.telenuovo.it/rosso-e-nero/tit-13157280

Antidoti contro la transizione ideologica

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L’EDITORIALE DEL LUNEDI per InFormazione Cattolica https://www.informazionecattolica.it/2021/12/20/antidoti-contro-la-transizione-ideologica/

di Matteo Castagna

Viviamo i tempi dell’ apostasia di massa, pertanto la conseguenza diretta è il caos. La pandemia ha il merito di aver portato alla luce buona parte del sommerso, non solo sul piano religioso, ma anche politico, sociale, economico. Tutto diviene un’opinione, quindi tutto diventa relativo, fino a far morire addirittura il buon senso comune. Si sente tanto parlare di “transizione ecologica”, sebbene pochi sappiano cosa significhi nella pratica, a parte i rincari sulle bollette e sui carburanti.
Sembrerebbe di esser di fronte ad una transizione ideologica, per cui, ucciso Dio, la religione dell’uomo è il nichilismo, mentre il contorno si chiama tecnologia, green, uguaglianza assoluta, compressione fino alla distruzione del diritto naturale, vita artificiale. Lo smarrimento e la confusione generati raccolgono, in proporzione, una minoranza di persone perché il Sistema sovversivo globale, iniziato con la Riforma luterana, è stato progressivo nel corso dei secoli, per abituare lentamente i popoli a farla finita con la Chiesa e con la filosofia, accettando implicitamente di smetterla di pensare. Obiettivo? Adeguarsi all’iniquità fino a renderla normale quotidianità senza accorgersi che si tratta di gravi iniquità. E’ il colpo da maestro del Principe di questo mondo, che, nel tempo, è riuscito pure a far chiamare bene il male e viceversa. La “nuova normalità” sarà, o forse già è, l’adattamento acritico al paradigma invertito della normalità “bene/male”: si dovrà credere che 2+2 molte volte farà 5, perché allo “Stato servile” – per dirla con Hilaire Belloc (1870 – 1953) – occorre che sia così per realizzare gli interessi della globalizzazione 2.0. E le amebe staranno mute, seguendo come pecore, ogni cattivo pastore, perché crederanno che egli agisca per il loro bene. Una moltitudine di elettroencelfalogrammi piatti non si pone più alcun interrogativo.
Gli inguaribili tomisti, che, coi liberi e seri pensatori costituiranno la minoranza di pecore nere che non si rassegneranno ad annullare il cervello o a mettere la Fede in naftalina, ricorderanno che S. Tommaso d’Aquino è un maestro per tutti, anche e, forse, soprattutto per chi non crede. La sua ventunesima Tesi aiuta a restare o a diventare Uomini. Oltre ad essere costituiti d’anima e corpo, tutti noi, in diversa e differente misura, siamo dotati di intelletto e volontà. “La volontà segue l’intelletto e non lo precede. Inoltre essa desidera necessariamente ciò che le viene presentato come il Bene assoluto. tuttavia riguardo ai beni particolari essa è libera. Perciò la scelta libera segue l’ultimo giudizio pratico, ma è la volontà che rende ultimo quel dato giudizio” (S.Th., I, q. 82-83; De Veritate, q. 22, a.5; De malo, q. 11; Summa contra Gentiles, lib. II, cap. 72). La volontà è un appetito razionale che segue la conoscenza intellettuale. La natura tende al bene, per cui l’oggetto della volontà deve rimanere il bene, anche se solo apparente, perché il male in se stesso è contro-natura. Probabilmente è per questo che la Sovversione ribalta il paradigma bene/male inscritto nell’anima umana. Intelletto e volontà devono collaborare intimamente per non cedere.  “L’intelletto sa che la volontà vuole e la volontà vuole che l’intelletto conosca” (S. Th., I, q. 82, a. 4, ad 1). San Tommaso ci insegna che il bene viene scelto dalla volontà, solo dopo che la libertà di scelta è stata stimolata dall’intelletto. Quest’ultimo offre alla volontà i principi o le conoscenze (l’esempio o il modello) per poter tendere verso qualcosa, le presenta l’essere conosciuto come buono, ma tale presentazione è solo “conditio sine qua non” affinché il bene possa attrarre la volontà. Perciò, possiamo dire, con l’Aquinate, che la volontà realizza l’uomo interamente, offrendogli il suo fine, che è il bene e la felicità. La volontà, tenderà, per questo, all’atto finale dell’intelletto, che è la beatitudine (S. Th., I-II, q.4, a.4, ad 2).
La scelta deliberata e consapevole costituisce l’atto libero con cui l’uomo accetta o respinge un determinato bene. Infine, non dimentichiamo che l’uomo che conosce, vuole e agisce deve saper educare la sensibilità e le passioni ad obbedire alla volontà, e questa all’intelletto. Cioè esattamente quello che la transizione ideologica verso il nichilismo vuole compromettere in maniera definitiva. Il diritto naturale è il primo bene da preservare, conservare e ristabilire. Chi ha già la Fede può ben comprendere le parole di Padre Reginaldo Garrigou-Lagrange (1877 – 1964), che scrisse ne “La sintesi tomistica” (Brescia, Queriniana, 1953, pag. 203): “se nego il valore dell’intelligenza retta, comprometto la bontà dell’azione libera e volontaria. La volontà deve essere educata, illuminata e rettificata dalla sana e retta intelligenza e dal giudizio speculativo vero circa il Fine ultimo. Non si può amare Dio, Sommo Bene e Vero, senza la retta conoscenza della realtà. Tuttavia, l’intelletto pratico, che sceglie i mezzi, dipende dalla buona volontà. Ognuno giudica praticamente secondo la propria tendenza: se l’inclinazione del proprio appetito sensibile o razionale è cattiva (l’ambizioso). il giudizio pratico non è retto (per me qui e adesso è bene rubare). La verità del giudizio dell’intelletto pratico dipende dalla buona volontà”. In quest’epoca in cui ci si riempie la bocca della parola “libertà”, fossilizzandosi maniacalmente sulla questione sanitaria, quasi facendola diventare parte dell’essenziale, i buoni cattolici scrivano su ogni pagina della loro agenda questa frase, sempre buona e giusta, di Cornelio Fabro (1911-1995): “L’unica libertà è la vittoria sul peccato” (Vangeli delle Domeniche, II Ed. Segni, pag. 273).
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