“Disturba altre religioni”, no a recita di Natale

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No alla recita natalizia perché disturba le diverse culture religiose presenti nell’istituto. Questa la decisione di una dirigente scolastica di Terni che ha vietato lo svolgimento di una iniziativa natalizia legata alla messa in scena di quadri viventi con protagonisti i bambini e a tema la nascita di Gesù“.

Prosegue: https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2018/11/17/disturba-altre-religioni-recita-natale_izpU9AbHKQDYFnlqnDXDXN.html

Scandaloso Pound

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di Marcello Veneziani

Marcello Veneziani ha tenuto il 16 novembre 2018, al Teatro Goldoni di Venezia, una conversazione su Ezra Pound, prima dello spettacolo teatrale Ezra in gabbia”. Ne pubblichiamo una sintesi.

Eccolo il Poeta. È pazzo, è maledetto, è profetico, è martire della sua visione, è muto, è ieratico, è animale sacro. Tutti questi requisiti aveva Ezra Pound che aveva pure il volto, lo sguardo e l’aura del poeta. Infatti lo considerarono pazzo e lo chiusero in un manicomio per tredici anni. Lo ingabbiarono e poi lo internarono perché maledetto, dalla parte sbagliata. Fu profeta nel delirio delle sue visioni poetiche e politiche, e nella sua condanna dell’usura. Si chiuse poi in un lungo, profondissimo silenzio, come un oracolo sconfitto, chiuso nei misteri di Eleusi, quando venne il tempus tacendi.

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Esclusivo – Fontana a Pro Vita: «Misure che sfoceranno in un codice per la famiglia»

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Fontana

«Si tratta di una serie di misure che poi andranno a sfociare in un codice per la famiglia. Il nostro obiettivo è far comprendere come la natalità sia oggi uno dei problemi e delle questioni più importanti e urgenti di questo Paese e di come i figli possano rappresentare davvero una risorsa per l’Italia capace di garantirle un futuro». Con queste parole il Ministro della Famiglia Lorenzo Fontana ha commentato, in esclusiva a Pro Vita, le novità in materia di politiche per la famiglia contenute nella manovra e rivolte in modo particolare a favorire la natalità. «Perché», ha poi aggiunto «un Paese dove non si nasce più è già senza futuro».

Il Ministro sembra voler andare oltre le misure messe in campo dal precedente governo, giudicate «non sufficienti» per poter favorire un reale incremento della natalità. Soprattutto perché le ricette del passato sembravano mancare di un elemento essenziale, ossia i necessari interventi utili a coniugare maternità e lavoro, laddove proprio il bisogno di lavoro spesso rischia di scoraggiare le famiglie a fare i figli. La nuova politica che sta ispirando Fontana prevede invece un completo stravolgimento del paradigma, laddove la maternità da problema si trasforma in una straordinaria opportunità per i genitori.

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Esiste davvero il “Piano Kalergi”? Ecco la risposta

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di Valerio Benedetti

Uno degli argomenti preferiti degli ambienti “cospirazionisti” è senz’altro il cosiddetto “Piano Kalergi”. Secondo questa teoria, esisterebbe un piano ben architettato e sistematicamente perseguito da diversi soggetti (Stati Uniti, Unione Europea, ecc.), che avrebbe come scopo prioritario la distruzione dei popoli europei attraverso un “miscuglio razziale” con le ingenti masse allogene che ogni giorno affluiscono sul nostro continente. L’iniziatore di questo disegno diabolico sarebbe il conte “Kalergi”, che negli anni Venti fondò il movimento Paneuropa.

Per rendersi conto del dilettantismo della maggior parte di questi testi “complottisti” (in carta o in rete), basta semplicemente notare le traduzioni strampalate di alcuni passi delle opere di “Kalergi”, i toni apocalittici, nonché la pretesa di alcuni autori di aver finalmente scritto la prima opera su questo oscuro personaggio di cui nessuno vuol trattare. E tutto questo viene proclamato ai quattro venti, nonostante esista una letteratura scientifica (soprattutto in lingua tedesca) che ha da tempo sottoposto a dura critica i racconti agiografici degli epigoni del movimento paneuropeo (1). Ora, per vederci chiaro in questa faccenda, un’analisi sintetica della biografia e delle idee di quest’uomo si impone come necessaria.

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Francia e Germania contro la manovra italiana

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di

Gli attacchi e le critiche alla manovra del governo gialloverde ormai sono all’ordine del giorno.

Ieri ci hanno pensato Bce, Bundesbank, Ue, Austria e Olanda. Oggi è la volta della Germania e della Francia.

“Mi rammarico che l’Italia non abbia accolto la mano tesa dalla Commissione europea. La Commissione europea aveva detto ‘discutiamo, dialoghiamo, proviamo a migliorare questo bilancio’, e l’Italia ha rifiutato questo dialogo”, ha dichiarato il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire invitando l’Italia a “dare prova di responsabilità” e “lucidità” su questo dossier. Le Maire, parlando alla trasmissione ‘Les 4 vérités’ su France 2, ha detto che “ora sta alla Commissione europea prendere la sua decisione”.

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Il caso. Contrordine compagni: la sinistra scopre e riabilita il genio di Giovannino Guareschi

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Di Mario Bozzi Sentieri

Presenziando, a Busseto,  all’inaugurazione di una mostra dedicata a “Giovannino Guareschi fotografo”, Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, nonché esponente di punta del Pd, ha dichiarato:  “Far rivivere il ricordo di Guareschi attraverso le sue opere è un omaggio dovuto per chi lo abbia conosciuto e, soprattutto, per i più giovani, che possono trovare nei suoi personaggi spunti e riflessioni ancora attuali. Guareschi è una delle menti più versatili della nostra terra. Una figura a suo modo poliedrica, che tuttora merita di essere ancor più approfondita”.

Quello di Bonaccini è l’ultimo passaggio nel processo di “sdoganamento”, a sinistra, dell’autore di Don Camillo, che vale la pena  rimarcare, a memoria soprattutto di quei giovani a cui il presidente dell’Emilia-Romagna si rivolge. 

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L’Italia è l’avanguardia populista in Europa

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L’Italia è l’avanguardia populista in Europa

di Aleksandr Gel’evič Dugin

Aleksandr Gel’evič Dugin (nato a Mosca il 7 gennaio 1962), filosofo e geopolitico russo con una lunga attività ideologica e politica alle spalle. Dissidente nell’era sovietica, quindi duro oppositore di Eltsin, oggi sostiene Putin, al quale tuttavia non risparmia critiche. Con le sue idee politiche è diventato un punto di riferimento per i populisti e gli antiglobalisti di ogni latitudine. Le sue opere sono state tradotte in diverse lingue.

Recentemente è stato in Italia per presentare il suo libro “Putin contro Putin” pubblicato da AGA Editrice, in cui traccia un ritratto inedito del presidente russo. Sempre per AGA Editrice è uscito da poco “L’ultima guerra dell’Isola-Mondo”, in cui il filosofo russo analizza l’evoluzione geopolitica della Russia come potenza “tellurocratica” globale, dalle origini fino all’attuale presidenza di Vladimir Putin.

La seguente intervista è stata realizzata da Paolo Becchi e Donato Mancuso.

Professor Dugin, nel suo ultimo libro lei identifica la civiltà russa con la “civiltà della Terra”. Ci vuole spiegare brevemente il significato di questa definizione?

Come ho cercato di spiegare nel mio libro, la geopolitica ammette due posizioni globali. Mackinder le chiama “il punto di vista dell’uomo del Mare” e “il punto di vista dell’uomo di Terra”. Si tratta di due tipi di civiltà: la civiltà dinamica del Mare (progressista, mercantile) e la civiltà statica della Terra (conservatrice, eroica).

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Putinofobia

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Risultati immagini per hacker russidi Roberto Zavaglia 

Potenza degli hacker russi: ne sono bastato tredici per stravolgere l’esito delle elezioni presidenziali statunitensi, trascinando alla Casa Bianca Trump al posto della favoritissima Clinton. Dopo mesi di indagini e di grida di allarme di tutta la stampa internazionale per l’intollerabile intromissione di Putin, lo scorso febbraio il procuratore speciale Mueller ha infine incriminato 13 cittadini russi  e tre “entità” russe che con la loro attività da troll nei social network sarebbero riusciti a condizionare la scelta di milioni di cittadini. Le indiscrezioni sul budget di cui avrebbero potuto disporre per accamparsi in pianta stabile su Facebook, Twitter e YouTube questi instancabili manipolatori del consenso variano da 100mila euro a circa il doppio.

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Il sovranismo non è una protesta. Ecco perché è destinato a vincere

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sovranismo Unione europea

di Lorenzo Vita

I sovranisti non rappresentano per forza un voto di pancia o di protesta. E se anche il vento “populista” ha iniziato a soffiare nel 2009, con l’avvento della crisi economica, è impossibile oggi ribadire che quel voto sia frutto della crisi. Lo ha spiegato bene Foreign Policy, in un editoriale che ripercorre le ultime tappe della fine dei leader della socialdemocrazia e dell’avvento degli uomini nuovi che hanno preso il potere o stanno scalzando la vecchia guardia.
Per molto tempo, ci è stato detto che i movimenti sovranisti fossero il frutto di una protesta. L’intellighenzia mainstream ha etichettato il fenomeno come una sorta di esaltazione demagogica delle classe popolari, in cerca di certezze dopo l’impoverimento causato dalla grande crisi che ha sconvolto l’Occidente. Ma relegarlo al pericolo di perdere potere d’acquisto o posti di lavoro rischia di essere superficiale, o quantomeno fuorviante.

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