“La guerra non era finita” – vendette partigiane a Milano

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Segnalazione di Raimondo Gatto

È uscito un libro sulle vendette partigiane a Milano. Si titola LA GUERRA NON ERA FINITA.

Autore FRANCESCO TRENTO.
Editore LATERZA.

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La data degli ultimi omicidi, perché solo così possono essere qualificate quelle vendette partigiane fuori tempo, ci dice quanto lungo sia stato il dopoguerra guerreggiato in Italia e soprattutto a Milano. Il 25 gennaio 1949 due militanti comunisti, Eligio Trincheri e Paolo Finardi, dopo essersi consultati con il capo della «Volante Rossa» Giulio Paggio nella sezione di via Conte Rosso a Lambrate, salgono su un taxi e si fanno portare in via Lomazzo. Cercano la vittima predestinata, il figlio del proprietario di un’officina, Felice Ghisalberti, uno dei fascisti che il 24 febbraio 1945 aveva partecipato all’uccisione di Eugenio Curiel in piazzale Baracca. La sua assoluzione al processo era stata mal digerita dai comunisti che gliel’avevano giurata. Ed ecco, dopo 4 anni, al suo ritorno dal servizio militare arrivata l’occasione. Dopo un giorno di appostamento, il 26 all’ora di pranzo Ghisalberti viene ucciso. Il 27, altro taxi e altra vittima: i due partigiani in servizio permanente uccidono Leonardo Massaza, capo dell’ufficio paghe delle officine Olap, nella sua abitazione di piazza Leonardo da Vinci. Il movente è confuso: Massaza è un ex fascista che non si occupa più di politica ma ha avuto un diverbio con un compagno degli assassini.

Dopo il 18 aprile 1948 il clima in Italia è cambiato, il governo vuole porre fine alle violenze politiche e «gli omicidi dei taxi» sono l’occasione per dare un colpo all’organizzazione clandestina del Pci. Continua a leggere

Dedicato a “RAI BUFALA” sui programmi indicati, falsamente come “RAI STORIA” (Ma và là)

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QUESTO ARTICOLO SARA’ PUBBLICATO SU “IL POPOLO D’ITALIA”

di Filippo Giannini

I Quaquaraqua (ovverosia i senzacabasisi) e il rinnovato stinnicchio antifascista

In uno dei precedenti articoli avevo ricordato che la Rai (per la quale pago un truffaldino canone, ma penso di non pagarlo più) da qualche tempo ha scatenato una nuova offensiva contro il fascismo e il suo capo, avvalendosi di storici, almeno così si presentano sugli schermi (per me sono dei semplici ciarlatani, anche se ben pagati). Con questo articolo desidero presentare il pensiero su quel fenomeno dello scorso secolo di alcuni personaggi. Da dove inizio? E se cominciassi da quello che considero un furbesco falso problema: l’articolo 18? Quanto avrei da scrivere sull’argomento, ma invito i lettori (almeno quelli che hanno un minimo di conoscenza storica) di andare a consultare i contenuti della Carta del Lavoro presentata il 21 aprile 1927, quindi quasi un secolo fa. Con questa Carta Benito Mussolini presentava PER LA PRIMA VOLTA AL MONDO i più equilibrati rapporti fra il lavoratore e il datore di lavoro. Continua a leggere

L’ex consulente di Gore e Clinton mette in dubbio decapitazioni ISIS

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Naomi Wolf, scrittrice di “best-seller” (libri di grande successo) nonché ex consigliera del candidato alla presidenza USA Al Gore e dell’ex Presidente Bill Clinton – una persona che possiamo immaginare conosca piuttosto bene le dinamiche del potere USA – ha dichiarato che le decapitazioni di ostaggi occidentali da parte dell’ISIS potrebbero essere una messa in scena americana, paventando che sia le presunte vittime che i loro genitori, intervistati dai media, possano essere in realtà attori.

La signora Wolf infine ha chiesto a un giornalista del New York Times di investigare per verificare se le uccisioni sono avvenute realmente. Continua a leggere

ISIS: se i “complottisti” hanno ragione

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di Giampaolo Rossi

Erwin-Blumenfeld-Cecil-Beaton-1946-by-MomaI complottisti sono di due tipi: i “patologici” e gli “ignari”. I primi sono quelli che pensano che l’intera storia del mondo sia spiegabile sotto forma di congiure, grandi vecchi manovratori, trame oscure di cui solo loro sono a conoscenza.
Quello di cui soffrono è una malattia vera e propria, una sorta di disturbo ombroso che si portano dentro e scaricano sul divenire della storia. Per certi versi sono dei semplificatori di realtà: niente processi complessi, niente eterogenesi dei fini. Da Filippo il Bello ai Rosacroce, dai Protocolli dei Savi di Sion, all’11 Settembre, per loro è tutto un profluvio di congiure esoteriche, massoniche, comuniste o demo-pluto-giudaiche.
Il complottismo “patologico” è, in taluni periodi della storia, una vera e propria epidemia alimentata da alcuni untori: i complottasti professionisti, quelli che sfornano teorie del complotto in quantità industriale con libri, documentari, interviste e siti internet. Continua a leggere

Tradizione e Sacramento dell’Ordine

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Mons_Lefebvre_Ordina_14x10x72di Frà Leone da Bagnoregio

TRADIZIONE E SACRAMENTI

«De cette union adultère ne peut venir que des bâtards. Et qui sont ces bâtards? Ce sont nos rites. Le rite de la nouvelle messe est un rite bâtard. Les sacrements sont des sacrements bâtards. Nous ne savons plus si ce sont des sacrements qui donnent la grâce ou qui ne la donnent pas. Nous ne savons plus si cette messe nous donne le Corps et le Sang de Notre-Seigneur Jésus-Christ ou si elle ne les donne pas». (…) «Les prêtres qui sortent des séminaires sont des prêtres bâtards. Ils ne savent pas ce qu’ils sont. Ils ne savent pas qu’ils sont faits pour monter à l’Autel, pour offrir le Sacrifice de Notre-Seigneur Jésus-Christ, et pour donner Jésus-Christ aux âmes, et appeler les âmes à Jésus-Christ. Voilà ce que c’est qu’un prêtre, et nos jeunes qui sont ici le comprennent bien. Toute leur vie va être consacrée à cela, à aimer, à adorer, à servir Notre-Seigneur Jésus-Christ dans la Sainte Eucharistie, parce qu’ils y croient, à la présence de Notre-Seigneur dans la Sainte Eucharistie! » (…) «C’est cette volonté de dialogue avec les protestants qui nous a valu cette messe bâtarde, et ces rites bâtards». (S. E. Rev. Mons. Marcel Lefebvre Omelia di Lilla 29 agosto 1976)[1]

Alcune settimane orsono sono apparsi tutta una serie articoli, a firma di Augustinus e di don Curzio Nitoglia, che probabilmente sono la stessa persona, sulla questione relativa alla validità delle nuove ordinazioni sacerdotali e consacrazioni episcopali ed in generale sui nuovi sacramenti. Continua a leggere

Quella grottesca propaganda sull’accoglienza che mal disporrebbe anche i santi (figuriamoci i navigatori)

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Segnalazione Quelsi

by Helmut Leftbuster

la sceltaVedere la “pacifista” Rai 3 che celebra le gesta della Marina Militare italiana fra uniformi smaglianti, sventolamenti di bandiere e ponti tirati a lucido ha un che di grottesco e distonico. Ma l’inghippo è facilmente intuibile non appena si scorge trattarsi di uno dei soliti piagnistei sui migranti “salvati” dall’operazione “Mare Nostrum”.

Uno di quei filmati di propaganda la cui artificiosità farebbe impallidire l’istituto Luce; con una differenza sostanziale, però: quelli del regime non spingevano alla commiserazione di un fenomeno affinchè venisse percepito come giusto sulla base di un estorto sentimento pietista; al contrario essi si beavano delle gesta del regime stesso, correndo in pieno il rischio che tanta eclatanza potesse stomacare.
Qui invece si propongono immagini e situazioni, totalmente artefatte e irrealistiche riguardo l’atteggiamento idilliaco e spaurito mantenuto dai migranti a bordo della nave, che mirano a far scaturire pena e compassione mostrando gente, sconosciuta e tutt’affatto deperita, che usufruisce di un servizio di soccorso il più delle volte con cielo terso e mare calmo, dopo essersi consapevolmente imbarcata con l’evidente intento di approdare in terra straniera aggirando le più comuni leggi internazionali sulla sovranità territoriale, e in concorso coi reati commessi dagli scafisti. Continua a leggere

Non è Francesco o non è Antonio? Socci si precipita a rassicurare che il suo libro non è stato ritirato dal commercio…

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L’attacco durissimo di Crippa (di cui si trova articolo anche su questo sito) e le polemiche sui giornali non sono altro che un toccasana pubblicitario per la vendita del libro, come ha dimostrato la corsa all’acquisto di varie persone, il giorno stesso del suo arrivo in libreria.

Più o meno ingenuamente, qualcuno ha persino messo in giro la voce che il libro sarebbe stato ritirato dal commercio, così alcuni si sono affrettati ad andarlo a comprare. E Socci ha potuto, così, smentire, come potete leggere a fine articolo, dando così la notizia due volte e, quindi, rilanciando la pubblicità al suo testo…E mentre il disorientamento aumenta, le tasche dell’autore, che elenca le eresie di Bergoglio ma dichiara la Sede Vacante per una questione di “brogli elettorali” (sic!), si ingrossano… Ma allo stesso tempo si parla di sedevacantismo e in determinati ambienti lo si inizia a sdoganare dall’ostracismo…

Segnalazione di Pietro Ferrari

di Carlo di Pietro

LIBRO

IL FATTO.

È in distribuzione in tutte le librerie il testo “Non è Francesco” di Antonio Socci, giornalista e scrittore italiano, laureato in lettere moderne (1983), con una carriera giornalistica che va da 30Giorni nella Chiesa e nel mondo, al Giornale, Libero, il Foglio, Panorama e Rai. Apprendo dal web che dal 2004 è direttore – per conto della Rai – della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia. Negli anni del liceo milita negli ambienti della sinistra (fonte Wikipedia) per poi approdare nel 1977 a Comunione e Liberazione. Senza nulla togliere alle sue doti di scrittore e di indiscusso intellettuale contemporaneo, da Comunione e Liberazione al giornalismo di punta … il passo forse è breve (sic!).

Il testo ha fatto discutere ancor prima della sua distribuzione con successiva possibile lettura e vivamente spero che non produca ulteriori fratture nel già devastato mondo della cosiddetta «Tradizione» (epiteto bizzarro, per altro. O si è cattolici integrali o non si è cattolici, non essendo il cattolicesimo una religione liberale o relativista).

CLAMOROSO.

Cosa c’è di clamoroso in questo scritto? Lo leggeremo. Nella mia città è arrivato stamane.

Socci parte da un racconto della giornalista argentina Elisabetta Piqué (libro simil apologetico Francesco. Vita e rivoluzione), una sorta di biografa di J. M. Bergoglio, da cui si apprende che «Dopo la votazione e prima della lettura dei foglietti, il cardinale scrutatore, che per prima cosa mescola i foglietti deposti nell’urna, si accorge che ce n’è uno in più: sono 116 e non 115 come dovrebbero essere. Sembra che, per errore, un porporato abbia deposto due foglietti nell’urna: uno con il nome del suo prescelto e uno in bianco, che era rimasto attaccato al primo. Cose che succedono. Niente da fare, questa votazione viene subito annullata, i foglietti verranno bruciati più tardi senza essere stati visti, e si procede a una sesta votazione». Continua a leggere

Idee chiare su un partito cattolico

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di Pietro Ferrari

brancaleoneIn questi giorni il piccolo mondo del tradizionalismo è stato raggiunto dalla notizia, peraltro non inattesa, della nascita di un nuovo soggetto politico-culturale dagli intendimenti cattolici. Radio Spada affida alla penna del suo collaboratore e redattore Pietro Ferrari un necessario parere che vuole porre dei punti fermi sull’eventuale genesi di movimenti politico-culturali cattolici OGGI.  

AgereContra, ricevendo l’articolo, ne apprezza l’analisi e la fa propria, aggiungendo che quello che, per ora, a livello teorico si prefigge questo C.C.C. di abbracciare in ogni campo, il Circolo Cattolico Christus Rex si sforza di portarlo avanti con la militanza dal gennaio 2007, fuori dal Sistema, con l’autofinanziamento, con collaboratori volontari, nell’unicità della Verità, per la Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo.

Stralcio del progetto C.C.C. (Confederazione per la Civiltà Cristiana): “…Non sono più i giorni dei rancori del passato (e questo deve valere soprattutto per i meno giovani); non sono più i giorni del proprio orticello e basta, della cura della propria associazione; non sono più i giorni delle diffidenze ingiustificate o delle antipatie. Come non sono più i giorni dei leader carismatici…Come non devono essere più i giorni dello scontro sui cavilli. I cavilli sono importanti, a volte fondamentali e decisivi, soprattutto in materia politica e ancor più teologica. Eppure, occorre – fino a quando possibile – andare oltre in nome dell’immensità del nemico da combattere. Continua a leggere

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