Alfio Krancic sulla deriva “politicamente corretta” della satira italiana e la giusta difesa di Dieudonné

Condividi su:

Segnalazione Quelsi

by Helmut Leftbuster

KRANCICAbbiamo avuto il piacere di incontrare e conoscere Alfio Krancic, (giornalista, vignettista e firma satirica de il “Secolo d’Italia”, “L’Indipendente” e “Il Giornale”) a Latina, quest’estate, in occasione della presentazione del suo ultimo libro “La Grande Invasione”. Non ci è stato difficile riconoscerlo e avvicinarlo data la sua simpatica fisionomia spiritosamente riportata nell’autocaricatura della copertina del libro, e verificarne personalmente quella cordialità ed empatia umana mediamente assenti in molti umoristi “di regime”, per intenderci, quelli strapagati per evitare di ridicolizzare i potenti secondo i loro veri difetti, anzichè secondo innocui diversivi idonei più a lisciarne il pelo che non a perpetrare l’antica arte di Pasquino.

Ebbene, è proprio “il coraggio” il tema su cui abbiamo deciso di far vertere l’ottica di questa nostra intervista a Krancic; coraggio che già dal titolo del libro, “La Grande Invasione”, si evince dall’uso di un termine – invasione – messo al bando della storia, tranne che per definire le “malefatte” degli antichi Romani o dei Crociati.
E visto che sulla copertina è raffigurato proprio un Alfio crociato, inizieremmo con un argomento che mette a confronto le due civiltà che da sempre si sono contese le sponde del Mediterraneo: quella cristiana e quella islamica.

Vedendola dal punto di vista dell’addetto ai lavori, cosa Le dice, Alfio Krancic, il “sense of humor” dei nostri contendenti d’oltresponda quando pensano di far sorridere il loro pubblico parlando di “decapitazioni”?
Lascerei perdere Dieudonné. E’ un comico “fuori testo”. Mi pare di ricordare che in passato abbia preso posizione a favore di Gheddafi contro gli jihadisti di Bengasi e si sia schierato a favore di Assad. Credo che la sua uscita sulle decapitazioni fosse ironica. Ma, forse, questa ironia non è stata colta. Continua a leggere

Una visione della creazione e del Mondo Antico conforme ai Libri Sacri

Condividi su:

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

http://crombette.altervista.org/

L’opera del “cattolico francese” nato a Loos-lès-Lille il 24/9/1880, deceduto a Froidmont (Belgio) il 13/11/1970.

Una visione della creazione e del Mondo Antico conforme ai Libri Sacri

natività nativityFernand Crombette fa pensare a uno studioso di un’altra epoca. Autodidatta, ricercatore solitario, confinato tra il suo studio e le biblioteche, non lavorando che per la posterità, senza cura di farsi conoscere e riconoscere, mattiniero, studiando senza tregua, egli sembra volersi nascondere interamente dietro la sua opera. Volendo restare ignoto, firmava le sue opere: “un cattolico francese”. Che bella lezione di umiltà!

Ma anche che opera!… Interamente scritta tra il 1933 e il 1966, dopo un’esemplare carriera amministrativa, essa affronta la maggior parte delle “discipline” contemporanee, su ciascuna delle quali getta le luci di un notevole spirito di sintesi basato, con una incrollabile convinzione, sull’inerranza scientifica e storica della Bibbia. Una tale convinzione, per strana che possa apparire a molti spiriti moderni, è il risultato naturale delle scoperte che fu dato a Fernand Crombette di compiere; lo si comprenderà facilmente seguendo la genesi della sua opera.

Tutto ha inizio con un compito, una composizione sul tema “le Sante donne alla Tomba”, che sua figlia Liane, allieva alla Scuola di Belle Arti, deve preparare. Volendo aiutarla nella ricostruzione storica, Crombette apre la sua Bibbia e si imbatte provvidenzialmente nel versetto 12 del Salmo 73: “Ma Dio, nostro re, da prima dei secoli, ha operato la salvezza al centro della terra“. Su questo versetto, che tanti cristiani hanno dovuto leggere senza prestarvi particolare attenzione, la Provvidenza volle che lo studioso si soffermasse. Un’idea si presenta alla sua mente: se la Bibbia dice il vero, Gerusalemme è al centro del mondo! Continua a leggere

Io Montanelli e…

Condividi su:

 

di Filippo Giannini

 

INDRO MONTANELLIQuesto articolo sarà pubblicato su “Il Popolo d’Italia”

IO,  MONTANELLI  E  RAI/BUFALE 

Gli Stati Uniti d’America sono l’unico Paese occidentale ad essere passato da uno stato di barbarie ad uno di decadenza senza essersi fermato neanche per un giorno in quello della civiltà. (G. Bernard Shaw)

 

Continua a leggere

La situazione in Ucraina

Condividi su:

Segnalazione di Palmarino Zoccatelli

Vi segnalo, nel sito che segue, il bel articolo  di “Conflitti e strategie”, sulla situazione Ucraina. Notizie incoraggianti a favore dei patrioti indipendentisti filo russi dell’est Ucraina.
Un contributo per rompere il muro di menzogne dei media occidentali, appiattiti sulla politica criminale di Kiev -USA  e UE.
Speriamo che a forza di darsi la zappa sui piedi i nostri imbelli governanti, prima o poi si calmino un attimo e ragionino se il cattivo è Putin, oppure (come siamo convinti noi) è il bullo e infido Obama che semina menzogne in continuazione sulla Russia.

Un cordiale saluto .

http://www.conflittiestrategie.it/la-novorossija-vince-la-guerra-in-ucraina

Continua a leggere

La questione Hamas

Condividi su:

Segnalazione e commento del Prof. Claudio Moffa

Chi è il legittimo rappresentante del popolo palestinese?
Nel mondo arabo e islamico la protesta si è fatta sentire a tutti i livelli, la Libia che si astiene all’ONU su una risoluzione di mediazione fra Hamas e Israele, le manifestazioni popolari in molte capitali del Medio Oriente, le dichiarazioni di Hezbollah in Libano su una possibile nuova guerra contro Israele, probabile deterrente contro la minaccia di Tel Aviv di continuare la mattanza con un intervento terrestre a Gaza.
In Italia invece, il pur encomiabile sforzo di alcune organizzazioni pro palestinesi ha prodotto una mobilitazione almeno per ora molto limitata. Molto limitata in rapporto non tanto a quelle del Vicino Oriente – fatto ovvio e scontato – quanto alla storia del movimento per la pace dalla svolta del secolo ad oggi, e in particolare a due date che ne hanno segnato positivamente l’avvio dopo l’11 settembre: quella della manifestazione pro palestinese che sfilò dal Circo Massimo a Piazza Navona nel febbraio o marzo 2002, 200.000 persone circa; e quella del 22 o 23 marzo del 2003, giorno dell’oceanico assemblamento di più di 1 milione di persone a San Giovanni in Roma, poche ore dopo l’attacco anglo-americano all’Iraq. Continua a leggere

FACEBOOK: peggio del “Grande Fratello”, ecco le prove

Condividi su:

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Mauro Faverzani

FACEBOOKFacebook sa tutto sui suoi utenti. Ora è provato. Oltre 1.300 milioni di persone, un terzo della popolazione mondiale, viene sistematicamente monitorato tramite i “mi piace” dai soloni dei social network e dai ricercatori, universitari e non, che ne cavano importantissime ed accurate statistiche sul comportamento umano, specie in relazione ai temi di maggior rilevanza sociale o, più recentemente, alle condizioni sanitarie nelle varie aree del pianeta.

Già i dati, che gli iscritti forniscono, rappresentano una fonte d’informazioni troppo preziosa, per non esser presa in considerazione: non solo nome e cognome, età e scuole frequentate, bensì anche luoghi visitati, ideali, sogni, convinzioni, emozioni, hobby, gusti, tutto quanto insomma fa parte, in fondo, del business.

Secondo il “Washington Post”, Facebook disporrebbe di un proprio centro ricerche almeno dal 2008, centro in cui si raccolgono ed analizzano tutti i dati. «Con tutte le notizie che forniamo a Facebook un buon analista sarebbe in grado di estrarne dei profili psicologici perfetti e ad un livello di accuratezza mai raggiunto prima», afferma Manuel Chao, responsabile del Dipartimento SEM dell’agenzia di marketing on line Hello.

I fatti: almeno 689.003 account sono stati manipolati per elaborare uno studio psicologico in collaborazione con due Università statunitensi, quella di Cornell e quella di San Francisco. Studio, ch’è giunto ad accertare un «contagio emozionale» sulle nostre reazioni. Per comprovare tale tesi, ad un gruppo selezionato di utenti sono state fornite più notizie positive oppure più notizie negative, senza il consenso, né l’approvazione degli interessati. Continua a leggere

Novità Il Cerchio 2014. Lui e il “Barbaro” Signore di Venezia

Condividi su:

 

Segnalazione di Redazione Il Cerchio

 

BARBAROLa casa editrice Il Cerchio è lieta di proporvi Lui e il “Barbaro” signore di Venezia

PER MAGGIORI INFO O PER ACQUISTARE IL VOLUME ONLINE CLICCARE http://www.ilcerchio.it/lui-e-il-barbaro-signore-di-venezia.html

 Prezzo : Euro 18,00

Autore: Berveglieri Roberto;

Editore: IL CERCHIO 2014;

Collana: C’EST LA VIE;

Pagine: 180.

  Continua a leggere

Savoini intervista Dugin: “Sarà guerra tra Kiev e Mosca”

Condividi su:

Segnalazione di Federico Prati

savoini_dugin“Dopo la presa di Slaviansk da parte degli ucraini, la guerra tra Russia e Ucraina è inevitabile. E Vladimir Putin si trova nella fase più critica di tutta la sua storia politica. A seconda di come agirà, ne andrà di mezzo il suo futuro e soprattutto il futuro della Russia e, lasciatemelo ribadire, anche di voi europei”.

Parla in maniera pacata e riflessiva, Aleksandr Dugin, ma le sue parole sono pietre. Anzi, proiettili. Il professore dell’Università di Mosca, politologo e scrittore molto influente nei circoli culturali vicini al potere russo, ha trascorso qualche giorno tra Milano e il Trentino, ospite di due convegni organizzati dall’Associazione culturale Lombardia Russia e dal think tank “Il Nodo di Gordio” e all’alba di sabato scorso è stato svegliato da una telefonata proveniente da suoi amici di Donetsk.“Slaviansk è caduta, si tratta di una notizia terribile, una vera catastrofe, soprattutto dal punto di vista simbolico e psicologico”, ci ha detto, mentre la luce del sole alpino illuminava la sala del convegno.

Perché reputa così importante la presa della città da parte delle forze armate di Kiev , fino a pochi giorni fa in mano ai miliziani filo russi?

Perché la caduta di Slaviansk è la prova che i miliziani filorussi non possono resistere da soli al contrattacco delle forze armate ucraine. Hanno resistito per diverse settimane eroicamente, trattandosi di civili contrapposti ad un vero esercito. Ma adesso siamo alla svolta decisiva della crisi ucraina. Il governo “golpista” di Kiev vede che la Russia non interviene e questo darà loro la possibilità di intensificare gli attacchi. Eppure Putin ha sempre detto che non si potevano tollerare questi attacchi impari e che doveva difendere i filorussi. Invece non ha fatto finora nulla. Adesso nel mirino dell’esercito ucraino c’è Donestk e poi la riconquista del territorio sud-orientale ucraino sarà cosa fatta. Continua a leggere

L’Europa tra Sodoma e Gomorra

Condividi su:

 Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Cristina Siccardi

SODOMA E GOMORRAL’ultima sua prefazione Mario Palmaro l’ha scritta per un saggio di Danilo Quinto Un viaggio nel continente senza Dio (Arkadia, Cagliari 2014, pp.188, € 15.00).

Il titolo del volume è una semplice provocazione oppure realmente l’Europa ricorda le due città bibliche castigate e incenerite dall’Onnipotente?

«Danilo Quinto», scrive Palmaro, «dimostra in questo libro, con argomentazioni lucide e documentate, che il paragone è del tutto legittimo. Si tratta di un giudizio obiettivamente sconvolgente, che lascerà perplessi non pochi contemporanei, abituati al linguaggio flautato e rassicurante del politicamente corretto. E non mi sto riferendo solo a coloro che lavorano a favore di questo progetto di devastazione morale, indaffarati a costruire un mondo nuovo, nel quale i criteri di vero e di buono siano capovolti. Mi riferisco anche a tante persone sensibili ai cosiddetti valori non negoziabili, a individui o istituzioni che dovrebbero opporsi a questa dissoluzione valoriale» (p. 7).

Dagli Anni Sessanta si iniziò a parlare di crisi di valori, di sostituzione dell’essere all’avere, di conflittualità fra genitori e figli. Il concetto di famiglia cristiana, quella che al centro metteva Dio e le sue leggi, venne a crollare. La libertà dalle regole veniva invocata a gran voce e su tutti i fronti: libertà sessuale (libertinaggio-lussuria), libertà di divorziare, libertà nell’uso dei contraccettivi, libertà di abortire (omicidio), emancipazione femminile (femminismo), parità dei sessi, odio di classe (invidia) si sono materializzati e la forza spirituale, quella che permetteva alle persone di affrontare prove, sacrifici, rinunce della vita per un bene maggiore che stava nel perfezionamento della persona chiamata, con il battesimo, a santificarsi, ha perso oggi completamente il suo significato e la sua ragion d’essere. Continua a leggere

L’importanza di chiamarsi Mohamed

Condividi su:

 Segnalazione Quelsi

Abhijat KrishmamunthyAbhijat Krishmamunthy è un giovane indiano arrivato in Italia da tre mesi.
Anche Mohamed Abu Aziz è arrivato dal maghreb, Huxian Zhou Guo invece ha lasciato la Cina da sei mesi.
Grazie a un bando regionale per attività commerciali riservato a stranieri
Abhjiat ha aperto un negozio, imparando il mestiere di fruttivendolo grazie ad un Ente di Formazione vicino alla CGIL che, utilizzando fondi europei, ha avviato corsi per mestieri diversi. Mohamad ad esempio ha aperto un negozio di kebab. Huxian un bar, anche grazie alla liquidità garantitagli dalla madre Patria.

Mario Rossi invece è un giovane italiano che non trovando lavoro da nessuna parte ha aperto un negozio di abbigliamento, investendo i risparmi di famiglia. Lo Stato non ha stanziato nulla in favore degli italiani e quindi…
Passano gli anni e Abhijat ha spedito in India i risparmi del proprio lavoro, utilizzando e spendendo in Italia il meno possibile, come Mohamed e Huxian. Qualche anno di duro sacrificio, risparmiando su tutto. Sul cibo, sul divertimento, sui vestiti…
Non sulla scuola perché, avendo una famiglia numerosa e monoreddito, paga lo Stato Italiano; la casa è stata data a due di loro dal Comune; per la sanità si va al pronto soccorso e il ticket lo si lascia da pagare.
Mario no. Non avendo un’altra Patria e un’altra casa, quel che aveva lo ha speso qui. L’affitto per il negozio e la sua casa lo deve pagare lui. D’altronde come la scuola dei figli e pure le spese mediche. Rientra in una fascia ISEE troppo alta per avere le esenzioni.
Neanche il contributo sociale gli può essere dato, perchè il 60% è destinato a famiglie di extracomunitari. Continua a leggere

1 79 80 81 82 83 84 85