Alla deriva
di Marco Cedolin

Fonte: Il corrosivo
Abbandonate ormai da tempo tutte le lotte pregnanti portate avanti (troppo spesso senza l’ausilio della buona fede) nel corso dell’ultimo mezzo secolo, dalle battaglie operaie degli anni 70/80, all’anti globalizzazione di fine anni 90, alle cause ambientaliste o pseudo tali (No TAV, No Dal Molin, No Mose, No Muos) del primo decennio del nuovo secolo, la cosiddetta sinistra antagonista (probabilmente solo di sé stessa) si ritrova ormai allo sbando, incapace di proporsi con un minimo di credibilità nell’inferno della globalizzazione mondialista alla cui creazione essa stessa ha contribuito…..
Senza possedere più argomenti forti attraverso i quali aggregare le nuove generazioni, senza uno spirito antagonista che prescinda dalla sassaiola concordata con la polizia o “dall’epica” contesa con una vetrina, ormai orfana di qualsivoglia ideologia, la “sinistra antagonista” diventata ormai globalista e mondialista si ritrova oggi sempre più alla deriva, priva di ogni punto di riferimento e funzionale solamente agli interessi di quell’elite che per cinquant’anni ha fatto finta di combattere.
Gli unici argomenti “forti” a cui ormai tentano di ancorarsi gli orfani di Che Guevara, delle bandiere rosse e di un insincero spirito no Global, sono un antistorico antifascismo in mancanza di fascismo e la difesa ad oltranza della tratta di esseri umani perpetrata dalla politica globalizzatrice di un’elite che persegue la colonizzazione e il dumping sociale. Il tutto condito con la velleità d’impedire la libera espressione di pensiero a chiunque osi esternare idee e posizioni differenti dalle loro (bollato come fascista per antonomasia) e con un odio viscerale nei confronti del proprio paese e della bandiera che lo rappresenta. Continua a leggere







