Alla deriva

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di Marco Cedolin

Alla deriva

Fonte: Il corrosivo

Abbandonate ormai da tempo tutte le lotte pregnanti portate avanti (troppo spesso senza l’ausilio della buona fede) nel corso dell’ultimo mezzo secolo, dalle battaglie operaie degli anni 70/80, all’anti globalizzazione di fine anni 90, alle cause ambientaliste o pseudo tali (No TAV, No Dal Molin, No Mose, No Muos) del primo decennio del nuovo secolo, la cosiddetta sinistra antagonista (probabilmente solo di sé stessa) si ritrova ormai allo sbando, incapace di proporsi con un minimo di credibilità nell’inferno della globalizzazione mondialista alla cui creazione essa stessa ha contribuito…..

Senza possedere più argomenti forti attraverso i quali aggregare le nuove generazioni, senza uno spirito antagonista che prescinda dalla sassaiola concordata con la polizia o “dall’epica” contesa con una vetrina, ormai orfana di qualsivoglia ideologia, la “sinistra antagonista” diventata ormai globalista e mondialista si ritrova oggi sempre più alla deriva, priva di ogni punto di riferimento e funzionale solamente agli interessi di quell’elite che per cinquant’anni ha fatto finta di combattere.

Gli unici argomenti “forti” a cui ormai tentano di ancorarsi gli orfani di Che Guevara, delle bandiere rosse e di un insincero spirito no Global, sono un antistorico antifascismo in mancanza di fascismo e la difesa ad oltranza della tratta di esseri umani perpetrata dalla politica globalizzatrice di un’elite che persegue la colonizzazione e il dumping sociale. Il tutto condito con la velleità d’impedire la libera espressione di pensiero a chiunque osi esternare idee e posizioni differenti dalle loro (bollato come fascista per antonomasia) e con un odio viscerale nei confronti del proprio paese e della bandiera che lo rappresenta. Continua a leggere

Libro-denuncia di un antropologo: il politicamente corretto uccide la libertà

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di Lisa Turri 

Libro-denuncia di un antropologo: il politicamente corretto uccide la libertà

Fonte: Secolo d’Italia

Nella civile e progredita Svezia, se affermi che le politiche dell’integrazione sono state fallimentari, vieni bollato come razzista e fascista. E’ accaduto nel 1997 alla moglie dell’antropologo americano Jonathan Friedman che ne ha tratto spunto per un suo saggio che farà discutere, Politicamente corretto. Il conformismo morale come regime (Meltemi), ora disponibile in italiano. Friedman insegna all’università di Lund e, come già prima di lui la moglie,  è a sua volta considerato un pericoloso reazionario.

Intervistato da Elisabetta Rosaspina per La Lettura, l’inserto culturale del Corriere della sera, Friedman osserva: “Lo so, mi accusano di essere un fascista. Posso assicurare che non è assolutamente il caso: al contrario. Ma ciò conferma la tesi di fondo del mio libro: il politicamente corretto emerge in periodi storici di grande suscettibilità, quando sono in corso trasformazioni della società secondo progetti di alcune élite, come la sinistra borghese, insicure delle loro stesse posizioni”. Friedman denuncia il fatto che proprio nel mondo accademico la situazione sta divenendo insostenibile, e cita il caso di un docente di Harvard accusato di sessismo negli anni Novanta per avere citato nel suo libro di testo una riga della poesia Don Juan di Byron. Alla fine il rischio è di censurare la ricerca perché “se vuoi essere politicamente corretto finisci per importi dei limiti nelle domande”. Continua a leggere

Macerata, l’eterogenesi dei fini

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di Marcello Foa

Macerata, l'eterogenesi dei fini

Fonte: Marcello Foa

Questa mattina ho partecipato alla puntata di Omnibus su La 7, condotta da Frediano Finucci, e dedicata ai fatti di Macerata. Puntata vivacissima durante la quale ho contestato le tesi di alcuni ospiti, in particolare dell’esponente della lista Più Europa della Bonino Piercamillo Falasca e dello scrittore Fulvio Abbate. In particolare disapprovo il tentativo di criminalizzare chiunque abbia delle riserve sull’immigrazione incontrollata, perché è questo discorso che sta emergendo a sinistra e sostenuto dalla narrativa di molti media, a dispetto del fatto che l’immigrazione sia considerata una minaccia dal 60% degli italiani, come emerso dai sondaggi spiegati in studio  da Elena Melchioni. Lo scopo del mondo “progressista” è di cambiare il giudizio collettivo, facendo leva sul senso di colpa e lasciando intendere che il gesto di Luca Traini non sia quello di un disadattato squilibrato, come io ritengo, bensì il sintomo di un rinascente fascismo in Italia. Continua a leggere

Piazze vuote, zero dibattiti, promesse a vanvera: ecco la campagna elettorale più noiosa di sempre

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Segnalazione Linkiesta

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Piazze vuote, zero dibattiti, promesse a vanvera: ecco la campagna elettorale più noiosa di sempre

Si parla di soldi (in modo irrealistico), di immigrazione (in modo delirante). Si inseguono la cronaca nera e i sondaggi come capita. Non c’è un vero confronto. Apparenze vacue che nascondono la paura di proposte politiche serie. (di Flavia PerinaLEGGI)

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Feltri, ecco perché nessuno vincerà le elezioni e tornare a votare non servirà a nulla

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Feltri, ecco perché nessuno vincerà le elezioni e tornare a votare non servirà a nulladi Vittorio Feltri

Paolo Mieli sul Corriere della Sera ha scritto un ponderoso articolo per dimostrare che probabilmente le prossime elezioni politiche non forniranno al Paese una maggioranza stabile capace di esprimere un governo duraturo. Ha ragione. A meno che dalle urne non esca un miracolo che dia a un partito voti a sufficienza per menare il torrone. Non sarà così, almeno esaminando gli attuali sondaggi. Che spesso sbagliano previsioni, ma sono indicativi delle tendenze in atto. Ciò che sorprende è che, nonostante le incertezze a cui siamo di fronte, ogni coalizione e ogni singola forza si esprimono con la sicumera di chi ha già vinto le consultazioni. Il Pd di Renzi non ha dubbi: crede di avere in tasca il primato.

Il centrodestra idem: i berlusconiani, vedendo Silvio spadroneggiare sulle Tv, sono persuasi di rinascere e pensano addirittura di essere pronti ad entrare a Palazzo Chigi. Non parliamo dei Cinque Stelle dello spocchioso Di Maio, che predica tutti i dì come fosse De Gaulle e si immagina investito della carica di presidente del Consiglio, una sorta di redentore proveniente dalle scuole serali frequentate male. Poi rimangono le terze e quarte gambe nonché alcune zampe, tra cui spiccano gli illusi di Grasso ossia Liberi e Uguali, talmente presuntuosi da puntare alla rinascita del Rosso Antico, un comunismo straccione e sbracato esistente solo nelle menti allucinate della sinistra di risulta.

La specialità dei leader e dei leaderini è fare i conti senza l’ oste. Avanzano lancia in resta e non sanno dove andare né con chi. Il Pd si è autodistrutto per volere dei nostalgici di Botteghe Oscure, che hanno demolito i democratici in odio al giovane fiorentino. Invece di aiutare il segretario a fare meno cazzate hanno commesso la grande cazzata di seppellirlo insieme con l’ intera compagnia progressista. Quelli di Forza Italia si sono rinvigoriti grazie all’ immortale Cavaliere, però non hanno realizzato che privi di Salvini e della Meloni valgono meno del 20 per cento, pertanto sono tributari della Lega e dei Fratelli d’ Italia, in assenza dei quali valgono poco. Continua a leggere

La Vera Vita è la Vita Cristiana, questa vita non è la vera vita

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Questo sito è cattolico, sedevacantista e identitario. Qualora vengano pubblicati scritti di persone che non aderiscono alla nostra posizione dottrinale, significa che ciò che scrivono nel tale specifico pezzo è interessante o condivisibile dal punto di vista cattolico, teologico-dottrinale o morale o di mera notizia. Non siamo manichei né settari. Non entriamo nelle dispute di altri, se non espressamente interpellati o chiamati in causa direttamente o indirettamente. Vale per ogni articolo, conferenza o atto pubblico del Circolo Christus Rex – Traditio. Questa precisazione è di carattere assolutamente generale. Nessuno la senta rivolta a se stesso.

Scritto e segnalato da don Curzio Nitoglia

Tutti amano la vita, ma che cosa è la vera vita? Vivere non significa vegetare come le piante o trascinare un’esistenza simile a quella degli animali, che mangiano, bevono, si muovono, crescono, si riproducono, hanno una certa sensibilità esterna (vista, gusto, tatto, odorato e olfatto) ed interna (memoria, immaginazione…) e poi muoiono dissolvendosi nel nulla.

L’uomo ha anche un’anima spirituale, dotata di intelligenza per conoscere la verità e di volontà per amare il bene, ma oltre alla vita umana naturale vi è anche una vita soprannaturale, dono gratuito di Dio, che perfeziona la vita naturale e la fa partecipare mediante la grazia santificante, in maniera finita e limitata, alla vita stessa di Dio, per cui “questa vita non è la vera vita”, essa è una preparazione alla vera vita che è quella eterna la quale ci attende nell’aldilà… … … Continua a leggere  Continua a leggere

Le false libertà del ’68

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di Marcello Veneziani

Le false libertà del '68

Fonte: In Terris

l 1968 non è una data come tante. È come una lapide fissata sul percorso della storia. Che sancisce un prima e un dopo. Ma una lapide significa anche altro. È una pietra tombale su un mondo, su una serie di valori e di costumi, di linguaggi e di sistemi, messi in discussione e in parte estirpati dal vortice rivoluzionario innescato da un irrefrenabile impulso di contestazione verso tutto ciò che rappresentava autorità, disciplina, identità.

In Terris ha intervistato sul tema lo scrittore e filosofo Marcello Veneziani, che dieci anni fa diede alle stampe un libro dall’eloquente titolo “Rovesciare il ‘68” (ed. Mondadori).

Su quale forma di libertà si poggiava ideologicamente il ’68?
“La libertà assume nel ’68 il significato globale di liberazione. Liberazione del soggetto, della sessualità repressa, dei popoli oppressi, degli istinti e degli impulsi incatenati. Liberazione dallo Stato e dalla Norma, dalla Famiglia e dai suoi obblighi e rituali, liberazione dai vincoli di ogni tipo, elogio dell’infedeltà e del camaleontismo come mutazione permanente. È la passione per l’illimitato, la libertà come vietato vietare, come desiderio di creazione e di autocreazione permanente, senza alcun confine. Ma dietro la promessa della liberazione da tutto, dietro la marcusiana denuncia della tolleranza repressiva (proprio quel Marcuse che aveva scritto un saggio sulla liberazione), si celava nel ’68 anche il suo rovescio arrogante, l’intolleranza permissiva; ovvero permissivismo estremo ma guai a chi non accetta il nuovo comandamento della liberazione e della contestazione. Quel fondo di intolleranza dette vita poi all’estremismo politico, alla violenza del radicalismo, alla giustificazione di regimi come quello di Mao e di Pol Pot, che nel nome della rivoluzione culturale e della liberazione da ogni passato, compirono stermini che nemmeno Hitler e Stalin insieme hanno compiuto”. Continua a leggere

Il nigeriano e il buonista

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di Giampaolo Rossi

ventimiglia-dopo-la-manifestazione-pro-migranti-un-corteo-per-le-vie-della-citta-247355.660x368PRIMO E SECONDO
Il primo è un nigeriano.
Il secondo è un buonista.

Il primo è un criminale. 
Il secondo è un idiota.

Il primo fa lo spacciatore, a volte il ladro e forse anche l’assassino e il macellaio sui corpi di povere ragazze.
Il secondo fa il politico di sinistra, l’intellettuale impegnato, il volontario delle Ong con i soldi di Soros, il fighetto radical-chic con il culo degli altri.

Il primo è un nigeriano, il secondo è un buonista. Il primo è un criminale, il secondo è un idiota

Il primo è un immigrato irregolare con precedenti penali che gira libero per le nostre città a spacciare e a delinquere come se niente fosse.
Il secondo è un italiano regolare a cui dell’Italia non frega nulla ma grazie alle sue idee sballate, alla sua ipocrisia pelosa, ci sta riempiendo di rifiuti umani che vengono a distruggere la nostra già difficile convivenza civile. Continua a leggere

Italia invasa da delinquenti

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Venerdì 2 febbraio 2018 – Festa della Candelora (Presentazione del Signore Gesù al Tempio) 

di Nino Spirlì

1Omicidio_PamelaMastropietro_ViaSpalato_FF-4Innocent Oseghale, nigeriano

Innocent Oseghale, nigeriano. Permesso di soggiorno scaduto. Immondo spacciatore e feroce assassino.

Uno per tutti!

… Per tutti i delinquenti che abbiamo importato negli ultimi cinque anni da ogni latrina del globo. Impastate a pochi poveracci (usati come specchietto per le allodole), sono sbarcate da pittoreschi barconi, che fanno tanto “fuga dalla povertà”, e da comode navi, modello “ventre di mamma ong”, decine, centinaia di migliaia di farabutti e assassini africani, mediorientali e asiatici. Brutti ceffi, spesso terroristi, che NON scappano da guerre e pestilenze, ma da mandati di arresto stampati nei Paesi dove sono nati e dove hanno commesso chissà quale sorta di lurido delitto, chissà quale reato, chissà quale atrocità. Di questi stronzi non sappiamo nulla. Né il vero nome, né il vero luogo di nascita, né la fedina penale. Sappiamo solo che vengono bene in foto di gruppo, piangenti e imploranti mentre sono stipati su improbabili natanti salpati dalle coste libiche e diretti nel Paese di Bengodi, l’Italia puttana del terzo millennio. Questo residuo di Bel Paese, ormai ridotto ad un letamaio, nel quale ognuno fa legge a sé.

Tutti, tranne gli Italiani, ai quali non è consentito altro che sopravvivere in silenzio. Ai quali, anzi, è VIETATO anche sopravvivere. Qui, gli Italiani devono morire e basta. E se non lo fanno spontaneamente, ci pensano i Kabobo, gli Oseghale, le centinaia di clandestini delinquenti clandestini, privi della pur minima possibilità di essere veramente individuati,  identificati, rispediti nelle (loro) patrie galere. Sicuramente più galere delle nostre. Continua a leggere

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