Siamo l’unico Paese dove la classe dominante tifa perché l’Italia vada in default

Condividi su:

Giulio Sapelli

“C’è una via di mezzo tra apocalittici e integrati. La situazione è un po’ più usuale di quello che viene rappresentato in Italia dai corifei, a cominciare da Padoan, che tifano per la Troika. Se noi guardiamo la stampa internazionale, ad esempio El Paìs dell’altro ieri: c’era la foto della ministra dell’economia spagnola con Moscovici e all’interno c’era un titolo molto neutro che diceva: con l’UE si comincia a trattare sulla legge di bilancio che sforerà del 2,7% e c’era un articoletto in cui dicevano quali erano le posizioni di Moscovici.

Continua a leggere

Scontro Italia-Ue, parla l’economista Bifarini: “E’ il momento dell’Italexit”

Condividi su:

Dopo la bocciatura definitiva della manovra da parte della Commissione europea con la prospettiva dell’apertura della procedura d’infrazione contro l’Italia per deficit eccessivo, da più parti ci si chiede quale strada percorrere. A questo punto, cosa converrebbe fare? Scendere a patti con Bruxelles come sembrerebbe chiedere il ministro degli Affari europei Paolo Savona, o andare avanti con il muro contro muro come chiedono invece Salvini e Di Maio? E soprattutto, è arrivato o no il momento di una rottura definitiva, magari avviando quel percorso di uscita dall’euro da molti auspicato? Lo Speciale lo ha chiesto all’economista Ilaria Bifarini. 

 

Ha senso cercare ancora  un accordo con l’Unione Europea sulla manovra?

“Credo a questo punto che non ci siano più le condizioni. C’è un accanimento da parte dell’Unione Europea nei confronti dell’Italia che è motivato più da ragioni ideologiche e politiche che da questioni economiche. La spesa a deficit prevista da questa manovra è assolutamente in linea con quanto attuato dai governi precedenti, anzi anche inferiore.

Continua a leggere

Franco Bechis: “Renzi e Gentiloni hanno messo nei guai l’Italia”

Condividi su:

Visualizza immagine di origine(di Franco Bechis) – L’Italia è ufficialmente nei guai, perché ieri la commissione europea ha dato il via alla procedura per debito eccessivo. Lo ha fatto scrivendo un report di 21 pagine, che contiene una sorpresa: la base formale della contestazione ha poco o nulla a che vedere con la manovra del governo guidato da Giuseppe Conte, perché è relativa al risultato del debito pubblico negli anni 2016 e 2017. A mettere l’Italia nei guai quindi sono stati Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. La procedura di infrazione è l’ultimo meraviglioso regalo del Pd agli italiani.
Ecco il passaggio chiave di quel documento: “Sulla base dei dati notificati e delle previsioni dell’autunno 2018 della Commissione, l’Italia non ha rispettato il parametro di riduzione del debito nel 2016 (gap del 5,2% del PIL) o nel 2017 (gap del 6,6% del PIL)”. E ancora: “complessivamente, la mancanza di conformità dell’Italia con il parametro di riduzione del debito nel 2017 fornisce la prova dell’esistenza prima facie di un disavanzo eccessivo ai sensi del patto di stabilità e crescita, considerando tutti i fattori come di seguito esposti. Inoltre, in base ai piani governativi e alle previsioni dell’autunno 2018 della Commissione, l’Italia non dovrebbe rispettare il parametro di riduzione del debito nel 2018 o nel 2019”.

Continua a leggere

Manovra bocciata, parla Becchi: “Siamo sotto attacco. E’ l’ora dei minibot”

Condividi su:

 La Commissione europea ha bocciato definitivamente la manovra economica e ora è iniziato il percorso che dovrebbe condurre all’apertura della procedura d’infrazione contro l’Italia per deficit eccessivo. Nel governo si fanno strada i “possibilisti”, con in testa il ministro degli Affari europei Paolo Savona, quelli cioè che sarebbero pronti a ritoccare la manovra per favorire una negoziazione con Bruxelles evitando la procedura. Ma a questo punto può permettersi il governo di tornare indietro? No, secondo il filosofo Paolo Becchi, intervistato da Lo Speciale.

Il ministro Savona parla di situazione grave e sembra aprire a possibili modifiche. E’ davvero questa la strada giusta?

“Sono sorpreso da alcune dichiarazioni messe in bocca a Paolo Savona e che testimonierebbero una volontà di riscrivere la manovra. Trovo molto strano che possa essersi spinto ad assumere delle decisioni del genere. Penso che il Governo non debba modificare nulla, perché questa manovra rappresenta il minimo sindacale. Se c’è il rischio di una procedura d’infrazione il deficit andrebbe addirittura aumentato, non diminuito. Dico questo perché non è l’Italia a stare dalla parte del torto, bensì l’Europa”.

Continua a leggere

Salvini: “Gliela mandiamo noi la lettera all’Europa”

Condividi su:

Salvini: Gliela mandiamo noi la lettera all'Europa

Gliela mandiamo noi la letterina all’Europa, dicendo che ci ha rotto le scatole con le manovre che in questi vent’anni hanno distrutto la nostra agricoltura, la nostra industria…”. Matteo Salvini è un torrente in piena. “Sapete che dicono che non posso toccare la legge Fornero? Beh, fosse l’ultima cosa che faccio, quella legge ingiusta e infame la smonto…” dice il vicepremier in un comizio a Nuoro.

Le parole del ministro dell’Interno seguono quelle di replica, in giornata, al commissario europeo agli Affari economici e monetari. “Il popolo italiano non è un popolo di mercanti di tappeti o di accattoni.

Continua a leggere

Pronto il “super-ministro” della giustizia del nuovo Brasile

Condividi su:

Visualizza immagine di origine

Il candidato della destra che il 28 ottobre ha conseguito un’ampia vittoria alle presidenziali brasiliane può contare ora sul giovane magistrato cui demanda il rinnovamento completo dell’impianto giudiziario e legislativo del Paese. E il superministro dichiara: “mi ispiro a Falcone”

di Giuseppe Brienza

– 21 Novembre 2018 alle 15:18

Sergio Moro, il magistrato anticorruzione brasiliano designato dal neo-Presidente della Repubblica Jair Messias Bolsonaro “super-ministro” della giustizia, ha formalmente lasciato ieri la magistratura. Da oggi assume quindi pieno incarico come responsabile governativo nella squadra di transizione (Equipe de Transição) creata da Bolsonaro subito dopo la sua vittoria al ballottaggio del 28 ottobre per preparare il rinnovamento completo dell’impianto politico-istituzionale del Paese. Il leader della destra brasiliana ed ex capitano dell’esercito, si sta sbarazzando infatti alla svelta di tutti coloro che hanno rischiato di precipitare lo Stato nel caos e nell’illegalità.

Continua a leggere

Boicottato il film sulle foibe

Condividi su:

Code davanti ai cinema, ma anche proteste con fiumi di messaggi per le città dove non c’è verso di trovare una sala. Per fortuna nessun picchetto di chi vede l’uomo nero dappertutto all’ingresso dei cinema, ma un boicottaggio strisciante, una ritrosia culturale, che non rende onore a Red land – Rosso Istria, il film sulla martire istriana Norma Cossetto.

Continua a leggere

Bonus bebè, gravidanze, asili nido: cosa cambierà nel 2019

Condividi su:

MOTHERHOODGelsomino Del Guercio | Nov 19, 2018

Il governo corre ai ripari e prepara una serie di emendamenti per le politiche della famiglia che saranno approvati con la legge di Bilancio

Il governo prova a a correre ai ripari sulle politiche familiari, che nel testo della legge di Bilancio arrivato in Parlamento sono quasi assenti.

L’intervento è contenuto in un “pacchetto famiglia”, presentato dal ministro per le Politiche Familiari Lorenzo Fontana. Si tratta di emendamenti del governo ed emendamenti presentati d’intesa con il gruppo della Lega.

1) Bonus bebè

L’esponente di governo ha annunciato un finanziamento da 444 milioni per il bonus bebè (rispetto ai circa 400 stanziati per il 2018), con una sostanziale novità: per ogni figlio successivo al primo – nato dopo l’1 gennaio 2019 – è previsto un incremento del 20% su quanto erogato.

Continua a leggere

Italia, potenza scomoda: dovevamo morire, ecco come

Condividi su:
Andreotti

Italia, potenza scomoda: dovevamo morire, ecco come

“Andreotti era al corrente del piano contro l’Italia e tentò di opporvisi, fin che potè” … di Nino Galloni, 2 maggio 2013   Il primo colpo storico contro l’Italia lo mette a segno Carlo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica, incalzato dall’allora ministro Beniamino Andreatta, maestro di Enrico Letta e “nonno” della Grande Privatizzazione che ha smantellato l’industria statale italiana, …

Leggi tutto.

Continua a leggere

1 20 21 22 23 24 25 26 87