Cassazione: decreto sicurezza non è retroattivo

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Le provano tutte per bloccare, ostacolare, ritardare le azioni di contrasto dell’immigrazione incontrollata (poi qualche rosicone, che non ha mai amministrato neanche un condominio, la fa facile ed è sempre pronto a criticare o lamentarsi, n.d.r.)
Importante sentenza della Corte. Le richieste di asilo presentate prima del 5 ottobre vanno esaminate con le vecchie regole. A gennaio la protezione è crollata al minimo storico del 2 per cento. Prevedibile una pioggia di ricorsi

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Ci sono più migranti in libreria che in mare

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Come giudicare le tonnellate di letteratura paternalistica e scontata? Business osceno

Quando in letteratura si diffondono delle mode sociali, moraleggianti, è sempre brutto segno, soprattutto per la letteratura. Tipo la narrativa operaista, quella femminista, tenendo conto che io sbadiglio perfino con i vinti di Verga (grandissimo scrittore, per carità), con la straccioneria neorealista, per non parlare dei ragazzi di vita di Pasolini, diciamo la verità: chi se li legge più? Sarà perché la letteratura vera è sempre universale, è per questo che Proust se ne fregò perfino della Prima Guerra Mondiale.

 

Come oggi i migranti. Non i migranti di per sé, poverini, ma il romanzo migrante, sarà che tutto ciò che è strappalacrime e edificante mi edifica solo una grande rottura di palle. Con Alessandro Baricco che l’anno scorso cercò perfino di far passare come un romanzo sui migranti che approdano da noi un classico come Furore di Steinbeck, che se non l’avevi mai letto ti faceva passare la voglia, ma per fortuna Furore non è mica quello che ti racconta Baricco, non è un libro di Baricco. Continua a leggere

Francesca Totolo scoperchia il vaso di Pandora sull’immigrazione

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Francesca Totolo, hai sollevato un polverone con la vicenda del salvataggio di Josefa; settimana prossima uscirà il tuo primo libro Inferno s.p.a. (Altaforte Edizioni), un’analisi approfondita delle realtà che gravitano attorno al mondo dell’immigrazione via mare. E’ giunto forse il momento cui si riuscirà a scoperchiare il vaso di Pandora?

«Il vaso di Pandora è già stato scoperchiato nel 2017, quando il video di Luca Donadei, che mostrava le rotte delle organizzazioni non governative nel Mediterraneo, ha documentato quello che fino a quel momento era solo ipotizzato: le navi delle Ong imbarcavano i migranti a due passi dalle coste della Libia, e non nel Canale di Sicilia come riportato dalla stampa italiana. Da quel momento, grazie ad un lavoro certosino di ricerca, sono riuscita a evidenziare tutte le zone d’ombra delle organizzazioni, dai trasbordi che certamente non potevano essere definiti salvataggi, passando per la stretta collaborazione con la Milizia di Zawiya, i cui membri sono poi stati arrestati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, fino all’opacità dei dati finanziari delle Ong. Continua a leggere

Migranti, drastico calo degli sbarchi nel 2019, -95,7%

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Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In Sardegna nessun arrivo, in Calabria calo dell’82%, in Sicilia del 96%

Drastico calo degli sbarchi di migranti in Italia in questo primo scorcio del 2019: dal primo gennaio ad oggi le persone sbarcate in Italia sono state 202 contro le 4.731 dello stesso periodo dell’anno scorso, con una diminuzione del 95,73%. Lo si apprende da fonti del Viminale.

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fonte:http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2019/02/09/migranti-drastico-calo-degli-sbarchi-nel-2019-957_f62b3ec4-4012-4b81-a4cb-16deeb189a14.html

Sbarchi, il piano dell’ammiraglio: “Stop Ong e blocco navale: così si ferma il traffico di migranti”

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L’ammiraglio di Divisione, Nicola De Felice, ha le idee chiare. Il flusso migratorio si può fermare, basta volerlo.

 Ma per bloccare gli immigrati prima che mettano piede in Italia, occorre mettere in pratica alcuni accorgimenti: realizzare un’operazione militare multinazionale, attuare il blocco navale al largo delle coste libiche, decretare il divieto di approdo alle navi delle Ong e favorire un intervento dell’Onu in Africa per assistere i migranti.

L’ammiraglio De Felice, numero uno di Marisicilia dal 2015 al 2018, ha elencato le sue proposte in una lunga intervista a ilsitodisicilia.it. Ex comandante di fregata (come la Orsa e la Scirocco, oltre al cacciatorpediniere Mimbelli), ha lavorato anche nell’ambasciata italiana a Tunisi come addetto alla Difesa. Ha guidato le navi nel mare di Sicilia, quindi sa come funziona, e in Nord Africa ci è stato. Insomma, sembra titolato a parlare di questi argomenti.Secondo De Felice per “rendere vano ogni ulteriore tentativo da parte dei trafficanti di esseri umani di smerciare uomini, donne e bambini” occorre “uno strumento risolutivo” al fenomeno-migranti. Quale? “L’articolo 83 del Codice della Navigazione permette di vietare il transito e la sosta di navi nelle acque territoriali italiane per motivi di sicurezza e di ordine pubblico – spiega -. Fa bene dunque il Governo nazionale ad adoperarsi in tal senso verso le navi Ong ritenute sospette e pericolose“. Continua a leggere

Palermo, Orlando iscrive quattro stranieri all’anagrafe

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“Disobbedienza” al Decreto Sicurezza.

Lo scontro fra il vice premier Matteo Salvini e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando è ormai totale. Ieri, il primo cittadino del capoluogo siciliano ha firmato i primi provvedimenti per l’iscrizione all’anagrafe di 4 stranieri con permesso di soggiorno in corso per motivi umanitari e come richiedenti asilo. Il sindaco ha così aggirato le disposizioni del Decreto Sicurezza, confermando la posizione “disobbediente” già annunciata tempo fa.  Per Orlando, “è obbligo del sindaco rispettare la Costituzione e ad essa adeguare la propria attività, procedendo ad una doverosa lettura costituzionalmente corretta e sistematicamente adeguata”. Ora il primo cittadino del Pd è pronto a fare lo stesso con le circa duecento richieste pervenute agli uffici del suo comune, ma l’iniziativa rischia di creare una spaccatura ancor più forte con il governo nazionale.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/palermo-orlando-iscrive-quattro-stranieri-allanagrafe/

La Guardia costiera blocca la Sea Watch: “Non è conforme a navigare”

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La nave della ong non può lasciare il porto di Catania perché non rispetta i requisiti di sicurezza e tutela dell’ambiente

Anche se le indagini – ancora in corso – non hanno finora contestato nulla all’equipaggo della Sea Watch che per due volte in un mese ha recuperato migranti nel Mediterraneo dirigendosi prima verso Malta e poi verso l’Italia contrariamente a quanto ordinato, la nave dell’omonima ong tedesca non può lasciare il porto di Catania dove è approdata ieri.

La Guardia costiera, infatti, ha rilevato nella sua ispezione alcune criticità che impediscono all’imbarcazione di riprendere il mare per “pattugliare” le coste libiche in attesa di avvsitare gommoni e barconi in difficoltà. Sono state individuate una serie di “non conformità” relative sia alla sicurezza della navigazione sia al rispetto della normativa in materia di tutela dell’ambiente marino. E fino a che non saranno risolte “anche con l’intervento dell’amministrazione di bandiera, cioè l’Olanda, in cooperazione con gli ispettori specializzati” la nave “non potrà lasciare il porto di Catania”.

Già ieri da Sea Watch si erano lamentati di non poter ripartire subito: “Costretti a rimanere a Catania per la notte, il cambio di equipaggio previsto ci è stato negato”, spiegavano dalla ong, “A bordo continuano le richieste di informazioni da parte della polizia. Nel frattempo il Mediterraneo rimane senza navi civili di soccorso”. E oggi torna ad attaccare: “Le autorità, sotto chiara pressione politica, sono alla ricerca di ogni pretesto tecnico per fermare l’attività di soccorso in mare”.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/cronache/guardia-costiera-blocca-sea-watch-non-conforme-navigare-1637583.html?mobile_detect=false

Processiamo le Ong, non Salvini

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Matteo SalviniIl caso Sea Watch dimostra come alle organizzazioni umanitarie non interessi salvare vite umane, ma usare i disgraziati recuperati in mare per costringere Italia ed Europa ad aprire le porte ai migranti irregolari.

Ci risiamo. Dopo la richiesta di mandare a processo il ministro degli Interni Matteo Salvini per il caso Diciotti s’attende la richiesta di qualche magistrato pronto a inquisirlo anche per il caso dei 47 migranti bloccati a bordo della Sea Watch davanti a Siracusa. Nulla di strano per un’Italia dove il senso dello Stato di alcuni magistrati va in senso contrario rispetto al buon senso e al sentire della maggioranza della popolazione. Per capire come la giustizia rischi di trasformarsi, una volta di più, in arma politica al servizio di magistrati convinti di poter cambiare i governi a colpi di incriminazioni bastano i paradossi del caso Sea Watch.

Aperta inchiesta sulla Sea Watch

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Risultato immagine per sea watchRoma, 28 gen – La nave Ong Sea Watch, in acque territoriali italiane con a bordo 47 immigrati irregolari, oltre ad aver scatenato l’ennesimo scontro politico tra il governo gialloverde – fermo sulla linea dura dei porti chiusi – e l’opposizione immigrazionista, è sotto inchiesta.

La Procura di Siracusa per il momento non ha indagati né ipotesi di reato, ma sta raccogliendo giorno per giorno le informazioni della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza, che si occupa della vigilanza marittima.

L’ultima informativa delle Fiamme gialle, prevista per oggi, riguarderà la situazione a bordo, le rotte seguite dall’imbarcazione e la possibilità che il comandante della nave battente bandiera olandese abbia disatteso l’ordine del Centro di coordinamento marittimo olandese, virando verso l’Italia invece di puntare verso le coste della Tunisia, più vicine, quando stava per arrivare la tempesta.

Il prossimo passo degli inquirenti potrebbe essere un’ispezione a bordo – come era già successo con la Diciotti – se venisse denunciato il rischio di emergenza sanitaria. I pm, per procedere, dovrebbero ipotizzare un reato: probabilmente l’omissione di soccorso. In caso di emergenza conclamata – rischi di epidemie e contagi, migranti bisognosi di cure urgenti e in pericolo di vita – o di violazioni da parte della Ong, potrebbe scattare il sequestro dell’imbarcazione. E pertanto verrebbe disposto lo sbarco. Ma al momento le condizioni a bordo non sono di emergenza. Continua a leggere

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