Sea Watch, la Ue: «Notte possibile solo dopo lo sbarco». Salvini: «Non naufraghi, ma viaggi organizzati»

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L’imbarcazione con i 42 migranti a bordo ferma davanti al porto dopo la decisione della capitana di forzare il blocco. Il ministro dell’Interno: «Non autorizzo nessuno sbarco»

È ferma davanti al porto di Lampedusa la nave Sea Watch 3 della Ong tedesca, con a bordo 42 migranti soccorsi al largo della Libia, e al centro di un nuovo braccio di ferro fra associazioni e governo italiano. La Ue ha fatto sapere che «una soluzione per ricollocare i migranti a bordo della nave, sarà possibile solo dopo che saranno sbarcati». Il commissario Dimitris Avramopoulos ha anche anticipato che «alcuni Stati stanno mostrando la volontà di partecipare a tali sforzi di solidarietà» e ha rinnovato l’appello agli Stati membri «a mostrare solidarietà». Ma «la soluzione per le persone a bordo è possibile solo una volta sbarcate. Bruxelles chiede all’Italia «una soluzione rapida». «Ieri, a causa di un’emergenza, siamo entrati nelle acque italiane. La guardia costiera e la Guardia di finanza sono stati a bordo. Abbiamo aspettato una notte, non possiamo più aspettare.

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fonte – https://www.corriere.it/cronache/19_giugno_27/sea-watch-notte-mare-al-porto-lampedusa-salvini-in-paese-normale-ti-arrestano-3b1f5d10-989b-11e9-a7fc-0829f3644f7a.shtml

Sea Watch, Carola Rackete insiste: “Forziamo il blocco”

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…Ma non sarebbe reato o istigazione a compierlo? Nessun solerte magistrato si attiva?? (n.d.r.)

Non si arrende Carola Rackete, capitano della Sea Watch, ed è pronta a ignorare sia i divieti del governo italiano sia quelli – ben più rilevanti per chi è stato formato a pane e presunta solidarietà, noi di Oltre la Linea non li riteniamo affidabili comunque – della Corte Europea dei diritti dell’uomo.

“Forzerò il blocco a costo di perdere la nave”, dice Carola, che con il decreto sicurezza bis rischia la confisca dell’imbarcazione, oltre a una multa salata per la ONG stessa.

Nel frattempo Sea Watch lancia una campagna sui social in cui esalta il “capitano Carola” e chiede fondi per “difendere i diritti umani”.

“Se il nostro capitano Carola segue la legge del mare, che le chiede di portare le persone soccorse sulla SeaWatch 3 in un porto sicuro, potrebbe affrontare pesanti sentenze in Italia. Aiutate Carola a difendere i diritti umani, donate per la sua difesa legale”, si legge testualmente. Un atto di guerra, stavolta esplicito di chi dichiarando di voler salvare vite ha costretto per 2 settimane 42 persone a rimanere in mezzo al Mediterraneo, quando di alternative nello stesso lasso di tempo ce ne sarebbero state tante, probabilmente decine.

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fonte – https://oltrelalinea.news/2019/06/26/carola-rackete-insiste-forziamo-il-blocco/

‘No allo sbarco della Sea Watch’, ora l’Europa sta con Salvini

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Il vice premier: ‘Confermate le nostre scelte politiche, all’insegna della giustizia e del buon senso’.

La Corte Europea dei diritti dell’uomo nega lo sbarco alla Sea Watch presso le coste italiane. Il pronunciamento è arrivato alcune ore fa e conferma il “no” all’approdo deciso dal governo guidato da Giuseppe Conte.

I rappresentanti della Ong olandese avevano infatti presentato ricorso alla Cedu, per ribaltare quanto stabilito dall’esecutivo giallo-verde e – in particolare – dal vice premier Matteo Salvini. Un ricorso che è stato del tutto rigettato.

“Anche la Corte Europea di Strasburgo conferma la scelta di ordine, buon senso, legalità e giustizia dell’Italia – ha commentato lo stesso ministro dell’Interno- . Porti chiusi ai trafficanti di esseri umani e ai loro complici. Meno partenze, meno sbarchi, meno morti, meno sprechi. Indietro non si torna”. Secondo quanto riferito dallo stesso leader leghista, la Corte Europea avrebbe comunque chiesto al governo italiano di fornire tutta l’assistenza necessaria alle persone in situazione di vulnerabilità a causa dell’età o dello stato di salute che si trovano a bordo della nave

fonte – https://vocecontrocorrente.it/no-allo-sbarco-della-sea-watch-ora-leuropa-sta-con-salvini/

Il Guardian: stupri e colpi di stato, i crimini delle Ong

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Nel 2008 alcuni di noi hanno scritto a Barbara Stocking, allora capo esecutivo di Oxfam, per criticare un report sponsorizzato dalla sua organizzazione, “Rule of rapists in Haiti”, che indicava gli haitiani come stupratori e al contempo non faceva cenno degli stupri perpetrati dalle forze ONU nel paese. L’anno precedente, 114 soldati sono stati mandati a casa per avere stuprato donne e bambine, alcune di età inferiore a 11 anni. Nessuno di loro è stato condannato.

Abbiamo scritto: “Le ONG come Oxfam sapevano da decenni degli stupri perpetrati dai militari dell’ONU, così come di quelli perpetrati dai membri di altre associazioni di carità. Solo il coraggio e la testimonianza delle vittime, donne e bambini di paesi poveri, ha portato alla luce questi eventi”. Non ci fu alcuna risposta.

Le ultime rivelazioni riguardo gli abusi sessuali perpetrati da membri appartenenti a grosse organizzazioni caritative sono solo la punta dell’iceberg della corruzione delle ONG. Gli abitanti di Haiti sono stati i primi a liberarsi dalla schiavitù, ma i “padroni” coloniali che hanno sconfitto -Francia, Inghilterra, USA- hanno continuato a saccheggiarli e sfruttarli anche attraverso le ONG straniere. Haiti ha più ONG per kilometro quadrato di qualunque altro paese della Terra, ed è il paese più povero dell’emisfero occidentale. La corruzione inizia e finisce all’interno del potere neocolonialista.

Duro botta-risposta Salvini e Sea Watch

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Roma, 13 giu – La guardia costiera di Tripoli ha assegnato alla nave Ong Sea Watch il porto di sbarco in Libia. All’imbarcazione, che ieri ha soccorso 53 immigrati in zona Sar libica, le autorità hanno accordato stamattina il porto di Tripoli; ma la Ong esclude la possibilità di riportare indietro il carico di clandestini in un porto ritenuto pericoloso.

“Nave pirata”

Ieri, alla notizia del salvataggio, il ministro dell’Interno Salvini aveva avvertito: “La Sea Watch è intervenuta in zona sar libica, anticipando la Guardia Costiera di Tripoli pronta ad intervenire e già in zona. Sappia che, qualora facesse rotta verso l’Italia, metterebbe a rischio l’incolumità delle persone a bordo, sottoponendole a un viaggio più lungo e disobbedendo alle indicazioni di chi coordina le operazioni di soccorso. È l’ennesima iniziativa di questo tipo – ha concluso – da parte di SeaWatch, una vera e propria nave pirata a cui qualcuno consente di violare ripetutamente la legge”.

Piena responsabilità

Stamattina il vicepremier aveva ribadito la sua posizione, minacciando ripercussioni legali: “La nave illegale, dopo aver imbarcato 52 immigrati in acque libiche, si trova ora a 38 miglia dalle coste libiche, a 125 miglia da Lampedusa, a 78 miglia dalla Tunisia e a 170 miglia da Malta. Le autorità libiche hanno assegnato ufficialmente Tripoli come porto più vicino per lo sbarco. Se la nave illegale Ong disubbidirà, mettendo a rischio la vita degli immigrati, ne risponderà pienamente“.

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Qual è il paese europeo che naturalizza più stranieri? L’Italia

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Nel 2017, 2016 e 2015 il nostro paese ha sempre capeggiato la classifica delle cittadinanze concesse a immigrati stranieri in Unione Europea. Germania mai oltre il terzo posto

Tri-campione europeo per numero di naturalizzazioni di cittadini stranieri, per quasi il 90 per cento non-Ue, è l’Italia. Nel calcio attualmente non siamo più i fulmini di un tempo, ma in materia di cittadinanza nazionale concessa a residenti stranieri Francia, Spagna, Germania e Regno Unito restano alle nostre spalle da un intero triennio. Nel 2017, nel 2016 e nel 2015 (gli ultimi tre anni per i quali sono disponibili le statistiche Eurostat ufficiali) l’Italia ha sempre capeggiato la classifica delle naturalizzazioni di cittadini stranieri, con cifre superiori al centinaio di migliaia: 146.605 nel 2017, 201.591 nel 2016 e 178.035 nel 2015. Nei due anni precedenti (2014 e 2013) l’Italia era stata rispettivamente il secondo e il quarto paese europeo per maggior numero di cittadinanze concesse a stranieri.

Penta-campione dei naturalizzati di paesi europei è invece il Marocco, che in tutti e cinque gli anni fra il 2013 e il 2017 risulta essere il paese da cui proviene il più alto numero di persone che hanno ricevuto la nazionalità di uno dei 28 paesi dell’Unione Europea: ben 434.500 marocchini sono diventati cittadini europei nel corso del quinquennio 2013-2017; al secondo posto per numero di naturalizzazioni nel quinquennio è l’Albania, che negli ultimi quattro anni analizzati si è anche costantemente collocata al secondo posto della classifica annuale dopo il Marocco; gli albanesi diventati cittadini europei nel quinquennio 2013-2017 sono 257.500, pari all’8,9 per cento di tutta la popolazione albanese (2,8 milioni di abitanti)

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L’ultima trovata di Orlando “Eliminare la parola migranti”

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Leoluca Orlando, da sempre schierato contro la linea dura sull’immigrazione da parte del governo, da Palermo lancia un nuovo appello sul tema: “Basta proncunciare la parola migranti, siamo tutti persone”

Torna a parlare di migranti e di immigrazione il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e lo fa nell’ambito del convegno “La scherma come strumento di integrazione dei popoli del Mediterraneo”, svolto come evento collaterale alla celebrazione dei 110 anni della federazione della scherma in questi giorni in corso nel capoluogo siciliano.

Il primo cittadino, in particolare, propone di togliere il termine migranti.

“È molto importante eliminare la parola migranti – afferma Orlando, così come riporta l’agenzia ItalPress – considerando i migranti delle persone che sentono il diritto di vivere in luogo diverso da quello in cui sono nati. Come i nostri figli o i nostri nonni che hanno deciso di andare a vivere in un altro paese chiedendo di essere considerate persone umane”.

“Io sono persona, noi siamo comunità – prosegue poi il sindaco di Palermo – è questo quello che serve per accogliere nel migliore dei modi i campionati di scherma. Persona dal latino significa maschera e sulla pedana siamo tutti uguali, abbiamo tutti la stessa maschera. Questo è un messaggio importante per chi pensa di dividere le persone in base alla religione, alla lingua o al colore della pelle”.

Più volte il primo cittadino del capoluogo palermitano appare tra i più critici, a livello nazionale, sulla linea del governo ed in particolare su quella supportata dal ministro dell’interno Matteo Salvini. L’iniziativa, intrapresa assieme ad altri sindaci, che nei mesi scorsi suscita maggiore clamore riguarda l’iscrizione presso l’ufficio anagrafe di richiedenti asilo e stranieri, una mossa che sfida il divieto in tal senso imposto dal decreto sicurezza voluto dal leader della Lega.

In altre occasioni, Orlando si dichiara disponibile ad accogliere all’interno del porto di Palermo le navi con alcuni migranti a bordo a cui il Viminale non dà il via libera per lo sbarco. In un certo qual modo, il sindaco del capoluogo siciliano appare tra i principali oppositori a livello nazionale della linea sull’immigrazione instauratasi con l’insediamento del governo pentastellato.

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Effetto Salvini: chiusi 2mila centri profughi

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Giornata di sciopero nazionale dei dipendenti delle coop sociali che gestiscono il business dei centri di accoglienza. Dagli effetti del Decreto Sicurezza 20 mila ‘lavoratori’ che sollazzavano i fancazzisti perderanno il lavoro. Si tratta in gran parte di immigrati. Di questi, 500 in Abruzzo.

Già chiuso il Cas di Lanciano a giorni prevista la chiusura anche di quello di Roccamontepiano. A ruota potrebbe accadere la stessa cosa per i tanti centri d’accoglienza in Abruzzo, dove decine di immigrati vengono coccolati a spese dei contribuenti.

Sono gli effetti del Decreto Sicurezza fortemente voluto dagli italiani che, di fatto, mette a rischio il business dell’accoglienza.

“Visto che il vice premier sottolinea spesso che vengono prima gli italiani – dice tal Urbano Abbonato della Cooperativa “Luna” – cosa intende fare di 20 mila giovani italiani, psicologi, assistenti, formatori, insegnanti che dall’oggi a domani si ritroveranno in mezzo alla strada?”.

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Christophe Castaner (ministro francese): “Alcune ONG complici di scafisti”

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Alla conferenza finale dei ministri degli interni del G7 di Parigi a parlare è Christophe Castaner del governo francese. Argomento immigrazione clandestina e, nello specifico, ONG. Organizzazioni che per Castaner hanno avuto in certi casi “una vera e propria complicità” con gli scafisti.

Certamente non sono mancate dichiarazioni “di cartello”. Il ministro ha infatti anche affermato che “le ONG svolgono un ruolo chiave nel fornire assistenza ai migranti”, ma le affermazioni proferite durante il discorso in certi punti sono dirette e senza troppi giri di parole: “alcune erano in contatto telefonico con i contrabbandieri“.

Insomma, anni dopo i primi “salvataggi”, dopo aver tracciato le posizioni delle navi delle organizzazioni, dopo che i politici hanno sostenuto per anni l’involontario aiuto ai trafficanti di esseri umani, i toni sembrano molto cambiati. Noi di Oltre la Linea, comunque, avevamo una posizione simile già diverso tempo fa.

L’involontarietà – quanto meno per alcune ONG – viene però oggi messa fortemente in discussione anche in sedi politiche, mostrando un’immagine quanto meno in evoluzione. E chissà che il futuro non possa certificare alcune organizzazioni come apertamente criminali, superando un muro ideologico oggi ancora piuttosto fitto e pieno di contraddizioni.

fonte – https://oltrelalinea.news/2019/04/05/christophe-castaner-ministro-francese-alcune-ong-complici-di-scafisti/

Un leghista sindaco di Riace, bocciato il “modello Lucano”

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Dopo l’affermazione di Salvini alle Europee – impostosi con il 30,7% dei voti – arriva una nuova doccia fredda per Mimmo Lucano, per la verità già preannunciata proprio dal risultato di questa mattina.

 A Riace, la città in cui l’ex sindaco era candidato al Consiglio comunale con la lista “Il cielo sopra Riace” guidata da Caterina Spanò, si impone Antonio Trifoli, espressione di “Riace rinasce”, vicino alla Lega.

Dopo i problemi giudiziari, quindi, arriva una nuova débâcle dal sapore molto amaro per Lucano. L’orientamento è chiaro: il “modello Riace” è stato bocciato dagli stessi riacesi.

fonte – https://lacnews24.it/politica/riace-boccia-modello-lucano-batosta-elettorale-ex-sindaco-elezioni-comunali-calabria-2019_88219/

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