Nel 2026 tutte auto elettriche?

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Continua la marcia verso la fine  per i veicoli con motore a combustione interna, o almeno così sembra.

Audi è stata l’ultima casa automobilistica a esprimere l’intenzione di porre fine completamente alla costruzione di veicoli con motore a combustione, affermando questa settimana che smetteranno di costruire veicoli a benzina e diesel entro il 2026. Inoltre, da quella data non ci saranno più veicoli ibridi, ha affermato la casa automobilistica.

Il presidente del consiglio di amministrazione di Audi Markus Duesmann ha offerto la scadenza ai dirigenti dell’azienda e ai rappresentanti dei lavoratori questa settimana, secondo The Drive. La società aveva già dichiarato a marzo di quest’anno che avrebbe smesso di sviluppare nuovi motori a combustione.

Poi, per i cultori del genere, questo tipo di auto elettriche sono perfette per rappresentare l’Audi

Il capogruppo della società, Volkswagen Auto Group negli ultimi mesi si è imposto di riuscire a superare tesla in ogni settore dell’automozione elettrica

Secondo Automotive News, però dietro a tutto questo non c’è che la volontà di acquisire una fetta notevole del finanziamento da 174 miliardi di dollari che l’amministrazione Biden ha messo  disposizione per il passaggio all’elettrico nel nord America. Con questa spinta chiunque sarebbe identificabile.

Ora una domanda: tutta questa mobilità elettrica avrà a propria disposizione elettricità verde a sufficienza? Perché i blackout a Milano, banalmente dovuti a qualche condizionatore in più, sono solo un assaggio di quello che potrebbe accadere con una mobilità completamente elettrica che vuole caricarsi in tempi brevi. Si crea un sistema senza una Infrastruttura efficiente e, soprattutto, senza avere idea da dove verrà l’elettricità in oggetto. Poco male, ci saranno meno fredde Audi in vendita, oppure la società fallirà il proprio obiettivo. Non sarebbe la prima volta.

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Entro il 2026 tutte le auto saranno elettriche. Se ci sarà elettricità…

Passaporto vaccinale italiano ed Ue. Come funziona

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di Alessandra Caparello

Dovrebbe essere operativo dal prossimo 16 maggio, il passaporto vaccinale italiano annunciato dal premier Mario Draghi che permetterà di viaggiare su tutto il territorio nazionale senza restrizioni. Una speranza per le imprese ricettive e l’economia che tenta così la strada della ripartenza dopo un anno e oltre di limitazioni a causa del Covid.

Il green pass italiano sarà valido per tutti i turisti provenienti da Paesi Ue ed extra Ue che potranno così liberamente spostarsi per il Belpaese in vista dell’apertura della stagione estiva 2021.

Passaporto vaccinale italiano ed europeo: come funziona

Il certificato verde potrà essere, secondo le indiscrezioni, cartaceo o digitale e si potrà ottenere in caso di vaccinazione completa con vaccino riconosciuto dall’AIFA (due dosi Pfizer, Moderna, AstraZeneca e una dose con Johnson&Johnson) ovvero con il certificato di avvenuta guarigione dal Covid-19 e fine isolamento da almeno sei mesi ovvero con tampone negativo (molecolare o antigenico rapido) eseguito nelle 48 ore precedenti il viaggio.

Ad occuparsi del rilascio, verifica e l’accettazione di certificazioni Covid-19 interoperabili a livello nazionale ed europeo è la Piattaforma Nazionale DGC per l’emissione e validazione delle certificazioni verdi Covid-19. Insomma il green pass italiano è del tutto simile a quello europeo, il certificato verde su cui sta lavorando l’Unione europea per far ripartire il turismo internazionale che arriverà il 10 maggio in sperimentazione in 10 Stati (tra cui l’Italia), ma sarà tecnicamente pronto per il 1° giugno. Il pass verrà rilasciato a ogni cittadino UE che ha ricevuto il vaccino anti Covid, è guarito dall’infezione oppure è risultato negativo al tampone. Il green pass Ue sarà valido in tutti i Paesi dell’Unione europea, più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.

E’ bene ricordare che se per i turisti stranieri che vengono in Italia e per gli italiani che tornano dall’estero ci sarà il green pass, le regole per gli italiani che vanno in vacanza all’estero dipendono dal Paese di destinazione.

Fonte: https://www.wallstreetitalia.com/passaporto-vaccinale-italiano-ed-ue-come-funziona/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:%20Wall%20Street%20Italia&utm_content=passaporto-vaccinale-italiano-ed-ue-come-funziona&utm_expid=24d0ca8f6aa04e501a1696e2bb16eb15a1464a4f6d2645e107c1efc8f8ee3e0f

Borghi: finalmente sveliamo un po’ di balle economiche…

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Claudio Borghi a Coffèe break, e, giustamente , dato che si parla di economia, eccovi il giornalista con minore conoscenza dell’economia di tutti i mass media, Davide Giacalone, noto essenzialmente per l’abilità nell’assegnare le frequenze TV.

Cosa ha rivelato l’ultimo, inutile, DEF: che il debito è non tollerabile solo nel limite in cui la Banca centrale vuole non supportalo, come dimostrano non solo il momento attuale in Euro Area, ma ancora di più quello che sta accadendo con i super piani di espansione di Biden negli USA, ben più ampi dei nostri. Borghi spiega bene la questione , del resto già nota, ma quando un giornalista è in mala fede, parla, disturbando in sottofondo e se ne infischia delle opinioni altrui. Un esempio di mala educazione e di superficialità sempre più frequente nella nostra TV.

Quindi si passa a parlare brevemente di ambiente per poi la vexata queastio del prossimo futuro: quando togliere il blocco dei licenziamenti. Perchè questa  dolorosa mossa prima o poi dovrà essere fatta.

Buon ascolto e ringraziamo Inriverente.

 

Capezzone: il popolo ha sopportato troppo. I politici che chiudono la pagheranno

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Non si può prendere un popolo in giro in eterno, Prima o poi questo esplode. Le manifestazioni degli scorsi giorni sono state forse talvolta eccessive, ma la legittima espressione di una ostilità crescente, di una stanchezza cumulata e non più ignorabile.

Dice Capezzone  RadioRdio “Il tema è che se chiudi e richiudi una pentola a pressione, prima o poi rumoreggia e poi esplode”.  “Se uno vuole trovare una parola fuori posto o un braccio messo male lo trova sempre. Ma non è questo il tema. Il tema è che se chiudi e richiudi una pentola a pressione, la pentola a pressione prima o poi rumoreggia ed esplode. Dico alla politica: state attenti alla rabbia di chi ha sopportato troppo e che ora vede a rischio non solo la sua azienda, ma il suo futuro e la sua famiglia. Chi non lo capisce ne pagherà a proprie spese più avanti. A volte i politici vedono la luce solo quando sentono il calore da qualche altra parte”.

Nel frattempo l’unico fattore su cui hanno puntato i politici, le vaccinazioni, vanno a rilento, impiegheranno mesi per essere efficaci, e sono state fatte, ancora nei giorni pasquali, non agli ultra ottantenni o settantenni, ma a categorie che non ne avrebbero avuto diritto per età. Nello stesso tempo bisogna che ci sia più trasparenza sui vaccini e sui loro effetti. Non solo la vaccinazione deve essere libera, ma deve anche essere ben informata.

Buon Ascolto

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Capezzone: il popolo ha sopportato troppo. I politici che chiudono la pagheranno

Safetycracy, il nuovo paradigma del potere basato sulla protezione della vita

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di Guido Salerno Aletta 

Fonte: Milano Finanza

La scienza, in campo medico e biologico, diventa strumento del potere. Un potere che può diventare smisurato e incontrollabile se l’emergenza Covid-19 continua

Ogni uomo è un untore, in atto o in potenza. Chi non è già stato ancora contagiato, diventa untore per il solo fatto di avvicinarsi a chi è positivo, anche se costui non mostra sintomi di malattia. Neppure chi è già guarito si salva: può essere ancora un agente di trasmissione del virus, e dunque untore, e forse anche ammalarsi nuovamente.
Questo è il sillogismo su cui si basa la Safetycracy, il nuovo paradigma del potere basato sulla protezione della vita, sull’uso strumentale della scienza in campo medico e biologico da una parte e degli strumenti tecnologici di connettività e di intelligenza artificiale dall’altra.
La pandemia di coronavirus ha già determinato uno shock socio economico globale molto più profondo di qualsiasi  guerra convenzionale, con miliardi di persone confinate per settimane dentro le proprie abitazioni, la vita di relazione annullata, l’attività produttiva ridotta al minimo. I governi impongono il confinamento, ovvero il distanziamento sociale, per evitare il diffondersi del contagio: indossare una mascherina per coprire naso e bocca, per proteggersi e per proteggere, potrebbe diventare una regola sanitaria imposta a tutti.
Ma questo è solo l’epifenomeno: siamo entrati in un’era nuova, in cui il potere si giustifica e si legittima in modo nuovo. Non c’è più democrazia diretta o rappresentativa che tenga, né ci sono libertà individuali capaci di prevalere rispetto alla tutela della salvaguardia della salute di cui i governi si sono proclamati i garanti assoluti, schermandosi dietro una nuova casta di mandarini.
La scienza, in campo medico e biologico, diviene strumento del potere. Perde la sua funzione liberatoria dall’angoscia della morte per assumere una funzione servile, ancipite: le relazioni con il potere politico ne rafforzano a un tempo le ricadute economiche in campo farmaceutico. Al di là delle incertezze sull’evoluzione dell’epidemia, della modificazione del virus nel tempo e della capacità degli uomini di sviluppare anticorpi capaci di reagire alle sue mutazioni, siamo già di fronte a tre passaggi epocali. Continua a leggere

Gamestop, ovvero la fine del mito della “razionalità dei mercati”

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Roma, 28 gen – Piccoli investitori all’assalto di Wall Street. Sembra il titolo di un film, ma è quello che è accaduto (e che sta accadendo) attorno alle azioni di Gamestop. Come, per rimanere dalle parti della settima arte, nella celebre pellicola natalizia “Una poltrona per due“, ma questa volta è tutto vero. Assestando un colpo micidiale al mito (ammesso che qualcuno vi abbia mai seriamente creduto) della sedicente “razionalità dei mercati”.

Cos’è successo alle azioni Gamestop

Gamestop è una catena di negozi specializzata – come il nome suggerisce – nella vendita di videogiochi. Fondata nel 1984 negli Stati Uniti, si è poi espansa con quasi 6mila punti vendita in numerose altre nazioni.

Fino a meno di un decennio fa leader nel settore, così come già accaduto per Blockbuster (che ha chiuso i battenti nel 2013), negli ultimi anni ha dovuto fronteggiare la sempre più serrata concorrenza del digitale. Con i videogiochi in vendita sulle piattaforme di download, il supporto fisico è destinato ad essere soppiantato dal formato immateriale. Ne consegue una crisi che dura ormai qualche tempo.

Il futuro di Gamestop, insomma, sembrava segnato. Non però quelle delle sue azioni, quotate sul Nasdaqfinite nel mirino degli utenti del social network Reddit. Questi, con un semplice passaparola, hanno spinto al rialzo i corsi di borsa della società. Innescando una spirale che li ha portati a sfiorare i 500 dollari, in un turbinio di saliscendi che non sembra al momento avere ancora fine. Giusto per capirci: quando Gamestop dominava il comparto a fatica superava i 60 dollari ad azione.

L’obiettivo – raggiunto – era quello di concertare un’azione contro fondi d’investimento che, fiutando le difficoltà di Gamestop, avevano scommesso sul suo continuo ribasso. L’azione contraria li ha letteralmente affossati, causandogli perdite miliardarie. Davide che sconfigge Golia? Più Robin Hood, come il nome della piattaforma di trading da cui sono partiti buona parte degli ordini di acquisto. E che successivamente, senza particolari spiegazioni, sembra aver bloccato la possibilità di negoziare i titoli. Insomma, il mercato va bene solo quando i grandi fondi speculativi guadagnano? In caso contrario arriva la cavalleria.

Un motore che gira a vuoto ma ci giudica ogni giorno

Fin qui la cronaca. Potrebbe quasi sembrare il racconto delle vicissitudini un circolo ricreativo per ricchi senza di meglio da fare. Infastiditi per una volta da una truppa di piccoli, ma ben organizzati. Divertente quanto indice di un sempre maggiore distacco del mondo della finanza dalla realtà. Un motore che letteralmente gira a vuoto. Mettendo l’ennesima – ma sicuramente non l’ultima – parola fine all’infinita retorica che vorrebbe i mercati capaci di autoregolarsi e trovare nell’elemento “prezzo” il punto di caduta ottimale. Garantito il quale, insomma, tutto il resto si collocherebbe in una situazione di equilibrio. Quasi un ottimo paretiano, per gli amanti della teoria dei giochi.

Così, evidentemente, non è. Fosse solo un diletto per pochi, assisteremmo facendoci qualche risata sulle disgrazie altrui. Peccato che quello attorno a Gamestop sia lo stesso identico meccanismo che da qualche decennio pretende di giudicare i conti pubblici. Per noi almeno dal 1981, quando con il divorzio Tesoro – Banca d’Italia venne deciso di dare ai mercati l’ultima parola sul finanziamento delle esigenze del bilancio statale. Proprio quei mercati che vivono di reazioni uterine e che si fanno prendere dal panico, che è l’esatto contrario della razionalità, in un batter d’occhi. Quegli stessi mercati cui nel 2011 bastò un ordine (per quanto grande) di vendita sui Btp – anch’essa apparentemente concertata, dato che partì quasi in contemporanea da due “market maker” come Deutsche Bank e Goldman Sachs – per innescare la crisi dello spread, poi rientrata nonostante nel frattempo i nostri fondamentali economici fossero letteralmente colati a picco. E’ il libero mercato, bellezza.

Filippo Burla

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https://www.ilprimatonazionale.it/economia/gamestop-fine-mito-razionalita-mercati-181050/?fbclid=IwAR3f7wuvQ6Mx3M-nQSAgHnaxJb7Q3-FoAj9-AQ5TQ3XEp2RIstWPUv1Yfnc

La ricetta di Monti: annientare il risparmio immobiliare

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Sul Corriere della Sera, in un articolo che sembra scritto in nome e per conto della Commissione europea, il senatore a vita Mario Monti comunica che darebbe la fiducia ad un Governo che “annunciasse la necessità di esaminare senza pregiudizi temi scomodi, impopolari e spesso elusi, ma che tutti quelli che guardano da fuori l’Italia sanno essere ineludibili”. Fra questi temi, Monti indica il seguente: “Riforma fiscale, con adeguato spazio alle semplificazioni, a un fisco «friendly ma non troppo» verso i contribuenti, alla necessità di salvaguardare la competitività; ma anche, senza pregiudizi in alcuna direzione, ai temi che solo in Italia sono considerati tabù, temi che tutti i partiti, pavidi, non osano neppure pronunciare: imposta ordinaria sul patrimonio, imposta di successione, imposizione sugli immobili e aggiornamento del catasto, imposizione sul lavoro, ecc. Ci si potrebbe avvalere, come punto di partenza, delle audizioni parlamentari svoltesi recentemente, in particolare di quella — meticolosamente non sovversiva, ma che non ha tabù — di Giacomo Ricotti della Banca d’Italia (11 gennaio 2021)”.

Non ci sono parole. Un senatore a vita, nominato tale prima della sua esperienza di governo, si permette di definire “pavidi” gli esponenti politici che si confrontano con l’elettorato e compiono le loro legittime scelte. È questo il primo aspetto inaccettabile dell’articolo. E sarebbe bello se i suddetti leader – di ogni parte politica – si facessero sentire, per chiedere almeno un po’ di rispetto.

Se poi si entra nel merito delle proposte avanzate da Monti, c’è da rimanere sconcertati, anche se il personaggio ci ha abituati a tutto. Monti – l’uomo che guidò il Governo che portò in un solo giorno da 9 a 24 miliardi annui l’imposta patrimoniale sugli immobili (sostituendo l’Ici con l’Imu) – dice che non bisogna eludere temi come l’imposizione sugli immobili, la revisione del catasto (al rialzo, ovviamente, come chiede la Commissione Ue), l’imposta sulle successioni! E nel farlo – udite, udite – cita l’audizione parlamentare di qualche giorno fa della Banca d’Italia definendola priva di tabù! Oltre al danno della richiesta di più tasse, dunque, anche la beffa di sentirsi dire che Bankitalia non ha tabù. Ridicolo.

Insomma, l’Imu di Monti ha sottratto ai proprietari oltre 200 miliardi di euro dal 2012, il valore degli immobili è crollato, i locali commerciali vuoti crescono di giorno in giorno, la pandemia ha eliminato il mercato degli affitti a studenti e turisti, per via del blocco sfratti entrerà in crisi anche la locazione lunga, nelle aree interne c’è uno sterminato cimitero di case ereditate, il numero dei ruderi cresce ogni anno: e in una situazione così drammatica, il senatore a vita Monti che cosa fa? Rilancia le distruttive proposte della Banca d’Italia e teorizza – di fatto – l’annientamento definitivo del risparmio delle famiglie italiane. Poveri noi.

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https://www.nicolaporro.it/la-ricetta-di-monti-annientare-il-risparmio-immobiliare/

Recovery plan: i 142 pasticci di Conte

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di Andrea Bollino

Sembra di rivedere il personaggio del Manzoni che diceva “Adelante Pedro con judicio”, ricordate quando ce lo spiegavano i professori: vai avanti però non troppo veloce perché non si sa mai. Ecco, se c’è un’idea di un’Italia che non deve correre, che deve essere impastoiata nelle prebende dell’assistenzialismo spicciolo, questa è l’immagine che viene fuori dall’ultimo piano del Recovery fund. Ci sono 142 microprogrammi che poi devono essere declinati in ulteriori rivoli. Quindi praticamente una pioggerellina, neanche una pioggia, ma una pioggerellina tardo autunnale veramente fastidiosa e niente che possa far riprendere l’Italia. Ecco alcune chicche.

Se parliamo di riforma della giustizia, il programma prevede interventi per ridurre il carico di lavoro che grava su ogni singolo magistrato, quasi come se fosse un lavoro usurante da metalmeccanico. Mettiamo la pressa per sostituire la fatica di utilizzare il martello.

Se parliamo di cultura per i nostri giovani, al capitolo dedicato al contrasto dell’abbandono scolastico viene dedicata la bella cifra di 90 milioni di euro. È un mistero come si si possa contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico, di migliaia di giovani emarginati nelle periferie, senza collegamento al computer, con la farsa della didattica a distanza con quattro spiccioli. Magari saranno utilizzati per organizzare lezioni di recupero?

Se parliamo di risistemazione delle infrastrutture, ecco che parliamo di “messa in sicurezza delle strade con progetti digitali”. Quindi non riempiamo le buche nell’asfalto delle nostre strade, casomai l’asfalto fosse troppo inquinante, ma facciamo collegamenti informatici in maniera tale che l’assessore di turno possa avere un sms in tempo reale quando cade il ponte. Magari, così, non deve aspettare la notizia portata dalla protezione civile Continua a leggere

Ecco chi ha votato il Mes. Borghi mette alla gogna i “traditori”

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Claudio Borghi attacca quelli che definisce “traditori”, i deputati che hanno votato a favore della riforma del Mes. E lo fa pubblicando su Twitter la lista completa dei deputati che hanno votato sì, con tanto di gruppo di appartenenza.

«Avete la possibilità di rimanere nella storia come qualcuno che ha difeso il proprio Paese. Approvate questo scempio? Da oggi rimangono i patrioti e quelli che nel tempo verranno additati come traditori». Lo ha affermato il deputato della Lega Claudio Borgi, intervenendo alla Camera a proposito del Mes dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in vista del Consiglio europeo.

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https://www.iltempo.it/politica/2020/12/09/news/claudio-borghi-lega-pubblica-lista-deputati-votano-mes-traditori-25490459/

Salvini: “Mes? Anche l’usuraio ti propone soldi comodi”

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“Il Mes fa rima con commissariamento”. Lo dice il leader della lega, Matteo Salvini, in un’intervista al Giornale. Secondo Salvini la strada è quella di ”Emettere buoni del tesoro. In questo momento i titoli di Stato italiani vanno a ruba e hanno interessi bassi. Se tu emetti trentasette miliardi di titoli del tesoro, l’equivalente del Mes, da lunedì al venerdì vanno a ruba e sono soldi che devi restituire agli italiani e non a un fondo che ha sede in Lussemburgo che non risponde a niente e a nessuno”.

Per il leader non bisogna lasciarsi abbagliare dai soldi facili: ”Anche l’usuraio ti propone soldi comodi, ma quando entri nel giro dell’usura sei finito. È quello che sta succedendo in questo momento in Italia. Lo Stato non ti aiuta e molti finiscono nelle mani della ‘ndrangheta. Quando torneremo al governo non ci sarà bisogno di alcun Mes né di altre diavolerie. All’opposizione si possono avere idee diverse, anche se dispiace”.

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https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2020/07/26/salvini-mes-anche-usuraio-propone-soldi-comodi_JPUmuFbn9fS4eczAkQWFtM.html

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