Il Papa in Duomo a Milano, malesseri e svenimenti. Almeno venti persone soccorse

Condividi su:

Grande folla, grande emozione ed eccezionali misure di sicurezza, a Milano, per la visita di Papa Francesco. Il Pontefice ha iniziato la sua visita in periferia, nel quartiere delle Case Bianche di via Salomone, prima di recarsi in Duomo per l’incontro col clero locale e l’Angelus. La piazza era strapiena di gente e, complice forse anche il tepore della giornata decisamente primaverile, in molti hanno dovuto essere soccorsi per malori e mancamenti.  Almeno una ventina gli interventi del personale del 118. “La nebbia se n’è andata. Le cattive lingue dicono che verrà la pioggia, ma ancora non è arrivata”, sono state le prime parole del Santo Padre. La giornata del Pontefice è poi proseguita con una visita al carcere di San Vittore. Il programma prevede poi una messa al parco di Monza e quindi un incontro allo stadio Mezza nel tardo pomeriggio.papa

fonte http://www.liberoquotidiano.it/gallery/italia/12340135/papa-francesco-milano-duomo-gente-svenuta-angelus.html#.WNZpzMFFg70.facebook

 

L’invalidità degli ordini “conciliari”. Nessun dubbio su Mons. Thuc ed i vescovi della sua linea episcopale!

Condividi su:

Nel 1981 Monsignor Pierre Martin Ngô Đình Thục (1897 – 1984), già arcivescovo emerito di Hué, Vietnam, conferì la consacrazione episcopale a tre sacerdoti tradizionalisti, tra i quali figura il domenicano Michel Louis Guérard des Lauriers (1898 – 1988), coautore del famoso Intervento Ottaviani[1]

Nel corso dei successivi trent’anni, numerosi chierici fedeli alla tradizione hanno ricevuto gli ordini sacri dai vescovi creati dal prelato vietnamita. Tuttavia, alcuni continuano a metterne in dubbio la validità e/o liceità.

Negli anni ’90, don Anthony Cekada decise di condurre un’approfondita ricerca a riguardo, analizzando la questione sia dal punto di vista sacramentale che canonico. Il sacerdote, superato lo scetticismo che l’aveva inizialmente spinto ad optare per l’invalidità, divenne al termine delle sue indagini uno strenuo difensore delle consacrazioni.

Proponiamo sotto la trascrizione di una videointervista del 2011 in cui don Cekada, [2] rispondendo alle domande di Stephen Heiner (True Restoration Media), spiega quali furono i motivi che lo indussero ad interessarsi del caso e come lo risolse, rivelando inoltre alcuni significativi aneddoti riguardo i diversi protagonisti coinvolti nella vicenda. Continua a leggere

San Simonino da Trento, il santo che i conciliari vorrebbero dimenticare per compiacere i loro fratelli maggiori

Condividi su:

facebook_1490344252122Segnalazione del Centro Studi Federici

Dal Martirologio Romano (edizione del 1954)
In data 24 marzo: “A Trento la passione di san Simeóne fanciullo, crudelissimamente trucidato dai Giudèi, il quale poi rifulse per molti miracoli”.
 
Il sito dedicato a san Simonino di Trento:
 
Dal Breviario Romano, Proprio dell’Arcidiocesi di Trento, testi delle Lezioni del II Notturno
IV Lezione – Simone di Trento, nato da genitori pii, non aveva compiuto ancora 29 mesi della sua età quando di nascosto fu rapito dalla casa paterna da un ebreo di nome Tobia che era stato corrotto con del denaro da altri Giudei. Costoro, infatti, avevano deciso di uccidere un fanciullo cristiano poiché, per loro, si avvicinava la Pasqua, così da poter mescolare il sangue del fanciullo agli azzimi, operazione che essi reputavano essere gratissima a Dio. Il fanciullo sequestrato fu condotto nella casa di Samuele nella quale si erano radunati molti Giudei. Favoriti dal silenzio della notte, da questa casa lo portarono nella Sinagoga e qui gli tolsero le vesti, gli fasciarono la bocca in modo che non si sentissero le grida e, subito dopo, tirando le sue braccia da una parte e dall’altra lo misero come in croce e in guisa di lupi famelici praticarono crudeli sevizie sul tenero corpo tanto da cambiare il suo aspetto.

Continua a leggere

Silvana De Mari a Verona: “San Giuseppe era un guerriero”

Condividi su:

Segnalazione di Gianni Toffali

Un estratto della conferenza tenuta a Verona il 19 Marzo dalla dott.ssa Silvana De Mari, su invito del “Circolo Cattolico Christus Rex-Traditio”:

GUARDA IL VIDEO: https://youtu.be/cYIqgnwCvF4

SECONDO VIDEO: https://youtu.be/6cvV_0mRbig La sodomia, i danni che ne derivano e il rapporto naturale Continua a leggere

Invochiamo la protezione di San Giuseppe, Patrono della Chiesa Universale e avvocato della Famiglia

Condividi su:
È l'ora di san Giuseppe, patrono della Chiesa e avvocato della famiglia. Invochiamo la sua protezione

di Cristina Siccardi

Celebrare la festa di san Giuseppe del 19 marzo (i primi furono i monaci benedettini nel 1030, seguiti dai Servi di Maria nel 1324 e dai Francescani nel 1399; venne infine promossa dagli interventi dei papi Sisto IV e Pio V e resa obbligatoria nel 1621 da Gregorio XV) significa rendere onore liturgico al Patrono universale della Chiesa e all’avvocato di ogni famiglia. Oggi più che mai occorre pregare ed implorare la sua intercessione per l’una e per l’altra realtà. Alla Vergine Maria si tributa il culto di iperdulia (al di sopra di tutti i Santi), mentre a san Giuseppe il culto di proto dulia (primo fra tutti i Santi).

Santa Teresa d’Avila affidò sempre a lui la risoluzione dei suoi problemi e dei suoi affanni e mai San Giuseppe la deluse. Lasciò scritto la mistica spagnola: «Ad altri Santi sembra che Dio abbia concesso di soccorrerci in questa o in quell’altra necessità, mentre ho sperimentato che il glorioso san Giuseppe estende il suo patrocinio su tutte. Con ciò il Signore vuol farci intendere che a quel modo che era a lui soggetto in terra, dove egli come padre putativo gli poteva comandare, così anche in cielo fa tutto quello che gli chiede». Perciò, «qualunque grazia si domanda a S. Giuseppe verrà certamente concessa, chi vuol credere faccia la prova affinché si persuada», infatti, «ho visto chiaramente che il suo aiuto fu sempre più grande di quello che avrei potuto sperare» (Vita, VI, 5-8).

Come implorarlo per le necessità? La Chiesa invita a pregarlo, in particolare, praticando la devozione del Sacro Manto di San Giuseppe (risalente al 22 agosto 1882, data in cui l’Arcivescovo di Lanciano, Monsignor Francesco Maria Petrarca, la approvò: orazioni da recitarsi per 30 giorni consecutivi in ricordo dei 30 anni del casto sposo di Maria Santissima a fianco e a tutela di Gesù). Un Manto che molto potrebbe ottenere nell’anno del centenario di Nostra Signora di Fatima, perché, proprio a Fatima, anche san Giuseppe apparve. Era il 13 ottobre 1917, ultima delle apparizioni mariane alla Cova d’Iria.

Pioveva a dirotto. Racconterà suor Lucia: «Arrivati (…) presso il leccio, spinta da un istinto interiore, domandai alla gente che chiudesse gli ombrelli, per recitare la Corona. Poco dopo, vedemmo il riflesso di luce e subito dopo la Madonna sopra il leccio» (Quarta Memoria di Lucia dos Santos, in A.M. Martins S.j., Documentos. Fátima, L.E. Rua Nossa Senhora de Fátima, Porto 1976, p. 349). «Cosa vuole da me?». «Voglio dirti che facciano qui una cappella in Mio onore; che sono la Madonna del Rosario; che continuino sempre a dire la Corona tutti i giorni» (Ivi, pp. 349; 351).

A questo punto Lucia chiese se poteva guarire malati e convertire peccatori, la Madonna disse che non tutti avrebbero ricevuto la grazia: «Devono emendarsi; chiedano perdono dei loro peccati» e, con un aspetto più triste, non «offendano più Dio Nostro Signore, che è già tanto offeso» (Ivi, p. 351). In seguito la Madonna aprì le mani, che emanavano luce, e le fece riflettere e proiettare nel sole. Lucia allora gridò a tutti di guardare l’astro in cielo. Mentre la Madonna si elevava congedandosi, il riflesso della sua luce continuò a proiettarsi nel sole. E accanto al sole apparvero ai veggenti: san Giuseppe, il Bambino Gesù, la Madonna, vestita di bianco, con il manto azzurro. San Giuseppe e il Bambino benedicevano il mondo: la Sacra Famiglia si presentò nel suo splendore celeste per assicurare la protezione in terra. Poi Maria Vergine divenne Addolorata, con aspetto simile alla Madonna del Carmine.

In seguito iniziò il miracolo danzante del sole. Padre premuroso e sollecito, san Giuseppe, a differenza di una certa letteratura modernista che lo tratteggia soltanto come uomo di tenerezza, fu assai forte e coraggioso (si pensi all’aver preso in sposa, contro il suo pubblico onore, la Vergine Maria in attesa di Gesù, oppure alla fuga in Egitto) e fu uomo mistico, visto che in più occasioni gli fu dato il privilegio di conoscere la volontà di Dio attraverso gli angeli. San Giuseppe, che ebbe così alta dignità e così alta responsabilità di capo della Sacra Famiglia, proteggendo la sua sposa e il Figlio di Dio, se invocato dai credenti e, principalmente, dai puri di cuore e, dunque, in grazia di Dio, non abbandonerà la Sposa di Cristo ai peccati e agli errori dei nostri tempi, sia clericali che civili. Ricorrere a lui significa affidarsi al giusto difensore celeste.

Pio IX, l’8 dicembre del 1870, quando proclamò san Giuseppe patrono della Chiesa universale, disse: «In modo simile a come Dio mise a capo di tutta la terra d’Egitto quel Giuseppe, figlio del patriarca Giacobbe, affinché immagazzinasse frumento per il popolo, così, all’arrivo della pienezza dei tempi, quando stava per mandare sulla terra suo Figlio unigenito Salvatore del mondo, scelse un altro Giuseppe, del quale il primo era stato tipo e figura, che rese padrone e capo della sua casa e del suo possesso e lo scelse come custode dei suoi principali tesori».

Allo stesso modo Leone XIII, nell’enciclica Quamquampluries del 15 agosto 1889, afferma: «è affermata l’opinione, in non pochi Padri della Chiesa, concordando su questo la sacra liturgia, che quell’antico Giuseppe, nato dal patriarca Giacobbe, aveva abbozzato la persona e i destini di questo nostro Giuseppe e aveva mostrato col suo splendore, la grandezza del futuro custode della sacra famiglia». La stessa interpretazione venne espressa da Pio XII quando istituì la festa di san Giuseppe artigiano nel 1955. Possa il paterno discendente del Re Davide infondere nei responsabili terreni della Chiesa e nei genitori un poco del suo virile coraggio proveniente dalla sua indefettibile Fede.

Continua a leggere

La Madonna non è MAI apparsa a Medjugorje

Condividi su:

apparizioni-sataniche-a-medugorjeANCHE IL VESCOVO CONCILIARE CONTRO LE FALSE APPARIZIONI

Segnalazione di Raimondo Gatto

«La Madonna non è apparsa a Medjugorje, non si tratta di vere apparizioni. Quella figura femminile ride in maniera strana e permette ad alcuni di toccare il suo corpo».

La bomba è esplosa all’improvviso, su internet. L’autore? Il “vescovo” di Mostar, Ratco Peric, la massima carica ecclesiastica del piccolo centro della Bosnia Erzegovina, monsignore da sempre in guerra con i veggenti e che oggi ha voluto ribadire, con parole durissime, il suo no alle apparizioni
mariane che si verificherebbero dal 1981 nella cittadina bosniaca. Il segno, insomma, che l’arrivo dell’inviato papale a Medjugorje, sta smuovendo gli animi ai piedi del Podbrdo, con una guerra senza precedenti tra il vescovo Peric e la comunità locale da sempre convinta invece delle apparizioni.

Bergoglio, qualche giorno fa, aveva deciso di mandare un suo uomo di fiducia sul posto, l'”arcivescovo” di Varsavia-Praga, Henryk Hoser, prelato che, senza entrare nel merito delle apparizioni, ha il compito di svolgere delle «indagini» pastorali per capire le necessità dei fedeli di Medjugorje (superando quindi la giurisdizione del “vescovo” di Mostar e riferendo direttamente al “Pontefice”). Continua a leggere

QUARESIMA, IL SIGNIFICATO DELLE CENERI

Condividi su:

400px-Fałat_Julian,_PopielecSegnalazione di Interris, quotidiano internazionale on-line

di Fabio Beretta

“Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris”. Le parole pronunciate da Dio nel giardino dell’Eden, e che accompagnano la cacciata dal paradiso terrestre di Adamo ed Eva, segnano l’inizio della Quaresima, un tempo di preghiera, digiuno e penitenza durante il quale i cristiani si preparano alla grande festa della Pasqua. “Ricordati uomo, che polvere sei e polvere ritornerai” (Genesi 3,19), è la stessa frase che caratterizza la celebrazione peculiare del Mercoledì delle Ceneri. Tradizionalmente ricavate dai rami d’ulivo benedetti in occasione della Domenica delle Palme dell’anno precedente, le ceneri, e il rito della loro imposizione, hanno origini antichissime.

Il significato biblico

Continua a leggere

1° marzo 2017, Mercoledì delle Ceneri – La Quaresima

Condividi su:

MEMENTO, HOMO, QUIA PULVIS ES, ET IN PULVEREM REVERTERIS”

(Ricordati, o uomo, che sei polvere, e in polvere ritornerai)

Concedi, o Signore, ai tuoi fedeli: che questo tempo venerando, consacrato ai digiuni, venga da loro accolto con la debita pietà e trascorso con la ferma devozione. Per nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Imposition-des-Cendres-par-le-pontife-Pontifical-de-1561

La Quaresima
 
“Nelle nostre città, quanti cristiani si possono contare fedeli all’osservanza quaresimale? Ora dove ci condurrà questa mollezza che aumenta senza limiti, se non al decadimento universale dei costumi e perciò allo sconvolgimento della società? Le nazioni che conobbero l’idea dell’espiazione sfidano la collera di Dio; per loro non resta altra sorte che la dissoluzione o la conquista. 
Chissà che il braccio del Signore, alzato a percuoterci, non s’arresti alla vista d’un popolo che comincia a ricordarsi della casa di Dio e del suo culto! Dobbiamo sperarlo: ma questa nostra speranza sarà più solida quando vedremo i cristiani della nostra società rammollita e degenerata rientrare, come gli abitanti di Ninive, nella via da tempo abbandonata dell’espiazione e della penitenza.
Dove sono ora le gioie dei nostri padri nella festa di Pasqua, quando, dopo una privazione di quaranta giorni, riprendevano i cibi più nutrienti e graditi che s’erano interdetti durante questo lungo periodo? Con quale attrattiva e con quale serenità di coscienza essi tornavano alle abitudini d’una vita più facile, che avevano sospesa per affliggere l’anima nel raccoglimento, nella separazione dal mondo e nella penitenza!” (Dom Prosper Guérager).
 
Catechismo Maggiore di San Pio X – Della Quaresima

Continua a leggere

1 53 54 55 56 57 58 59 106