Venezia, sul portone della chiesa spunta un cartello: “Niente messa, mancano i fedeli”

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Don Mario, parroco di una frazione dell’isola di Sant’Erasmo, nella Laguna, spiega: “A volte non ci sono più di due persone a messa, inutile tenere aperto”. Alle Vignole abitano solo 40 persone

Venezia e le isole della laguna Venezia, sul portone della chiesa spunta un cartello: "Niente messa, mancano i fedeli"sono una delle mete preferite a Pasqua, ma chi ci va, evidentemente, non ha la messa del giorno della Resurrezione in cima ai pensieri. E così, don Mario Sgorlon, 60 anni, parroco di Sant’Erasmo, la grande e fuori dal tempo “isola giardino” davanti al Lido di Venezia, in questi giorni ha attaccato al portone della sua chiesa, nella frazione de Le Vignole, un cartello mesto ma eloquente sullo stato della fede: “La messa è sospesa per mancanza di fedeli”. E poi la chiosa: “Don Mario è disponibile su richiesta”, con tanto di numero di telefono.

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TRE “CARDINALI” ENTUSIASTI DEL LIBRO OMO-ERETICO

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E’ la solita confusione tra il rispetto per i gay e l’accettazione della loro vita come normale, con tanto di nozze e adozioni
di Ermes Dovico

Due cardinali, di cui uno ai vertici della Curia, e un vescovo appoggiano apertamente il nuovo libro di un noto sacerdote statunitense, che da anni si batte per la normalizzazione dell’omosessualità. L’autore è il gesuita James Martin, e il titolo della sua ultima opera è già tutto un programma: Building A Bridge: How the Catholic Church and the LGBT Community Can Enter into a Relationship of Respect, Compassion, and Sensitivity (“Costruire un ponte: come la Chiesa Cattolica e la comunità Lgbt possono instaurare una relazione di rispetto, compassione e sensibilità”).

APPLAUSI A SCENA APERTA
Il volume ha il sostegno del neo cardinale Kevin Farrell, prefetto del nuovo Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, istituito da papa Francesco il 15 agosto scorso con la lettera apostolica Sedula Mater. Nella fascetta pubblicitaria, Farrell definisce il libro di Martin “benvenuto e davvero necessario”, aggiungendo che “aiuterà vescovi, sacerdoti, collaboratori pastorali e tutti i leader della chiesa ad assistere più compassionevolmente la comunità Lgbt. Aiuterà anche i cattolici Lgbt a sentirsi più a casa in quella che, dopotutto, è la loro Chiesa”.
Ancora più elogiativi i toni di un altro porporato, Joseph Tobin, creato cardinale – assieme a Farrell – nell’ultimo concistoro di novembre e noto per aver manifestato appoggio alle suore progressiste della Lcwr (oggetto di un vasto piano di riforma della Congregazione per la dottrina della fede, a causa delle varie posizioni contrarie al Magistero): “In troppe parti della nostra chiesa le persone Lgbt sono state fatte sentire non benvenute, escluse e perfino biasimate. Il coraggioso, profetico e stimolante nuovo libro di padre Martin segna un passo essenziale nell’invitare i leader della chiesa ad accompagnare con più compassione e nel ricordare ai cattolici Lgbt che sono parte della nostra chiesa come ogni altro cattolico”.

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Bergoglio e Massoneria

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Pubblichiamo un testo diffuso da Marco Tosatti, da lui ricevuto in anonimo, e che è già stato pubblicato in inglese sul sito OnePeterFive.Il contenuto di questo testo non coglie certo di sorpresa, dato l’andazzo complessivo dei diversi papi conciliari, accentuatosi con l’arrivo di papa Bergoglio. Tuttavia, occorre tenere presente che lo zampino massonico, sia esso reale o virtuale, operativo o ideale, è solo una componente della forma mentis e del modus operandi di una gran parte della moderna gerarchia cattolica, manifestatisi apertamente a partire dal Vaticano II.
In tal senso vanno tenuti presenti diversi  altri fattori, come ad esempio l’Umanesimo e il Rinascimento insieme alla sovversione luterana e ai suoi frutti nefasti. Bisogna partire da qui per cogliere la matrice più prossima della rivoluzione omocentrica che è esplosa con l’illuminismo e che continua a produrre guasti sempre maggiori, tutti contrassegnati da una cifra inequivoca: la rivolta contro Dio, in vista dell’avvento dell’Anticristo.
In questo contesto, l’azione svolta strumentalmente dagli ambienti massonici ha la sua logica e la sua funzione inequivocabile, ma poco avrebbe potuto incidere se non avesse operato su un substrato già predisposto ad accettare l’inversione di ogni valore. Continua a leggere

Venerdì Santo

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Come ogni anno, i Cattolici tradizionalisti di Verona si ritroveranno stasera alle 18.30 per la VIA CRUCIS del Venerdì Santo presso l’Istituto don Calabria sulle Torricelle. Seguirà il Santo Rosario in chiesa. Oggi alle 15.00 fermiamoci tutti dalla frenesia del mondo moderno, ricordiamo l’ora della morte di Nostro Signore Gesù Cristo che ha preso su di sè i peccati del mondo e li ha espiati, con una preghiera. Consigliamo, inoltre la seguente preghiera, da recitare 33 volte per liberare 33 anime del Purgatorio (confermata dai Papi Adriano VI e Gregorio XIII):

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LE FAVOLE ANIMALISTE: LA BIBBIA NON HA MAI PREDICATO IL VEGETARIANISMO

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Risultati immagini per Berlusconi con agnellinoSegnalazione di Raimondo Gatto

La recente campagna di stampa contro il Presidente del Consiglio Regionale Ligure, Francesco Bruzzone, reo di essere un rappresentante dei cacciatori, rende necessario un chiarimento circa la posizione del Magistero Tradizionale della Chiesa sul rapporto dei cristiani con il cibo degli animali.
Ma il tentativo di fondare l’ideologia vegetariana sulla Bibbia è un inganno: Gesù ha mangiato carne e pesce anche da risorto

di Samuele Cerotti

Anche quest’anno in prossimità della Santa Pasqua abbiamo visto spuntare cartelloni che ci invitavano a non mangiare il tradizionale piatto pasquale, l’agnello. Gruppi animalisti e vegetariani militanti, da anni si dedicano a campagne contro il consumo di carne ovina a Pasqua, stampano cartelli pubblicitari con candidi agnellini,diffondono video strappalacrime sull’uccisione di belanti capretti.
Ma non solo: nell’ambito dell’animalismo “cristiano” si pubblicano pieghevoli e libercoli dove si sostengono le più strampalate tesi pseudo teologiche contro l’uccisione degli animali da carne.
Fatta salva la libertà di ciascuno di scegliere come alimentarsi e quindi anche il diritto dei vegetariani di non mangiare carne, non si può tacere il portato ideologico di queste iniziative e ancor meno si può tacere l’uso strumentale che viene fatto della Sacra Scrittura, dei Padri e del Magistero in molto di questo materiale propagandistico (a coloritura cristiana) contro il consumo alimentare degli agnelli, materiale spesso distribuito sin dentro le chiese.(occupate dai conciliari, n.d.r.) Continua a leggere

Bergoglio vanneggia di un Dio bonaccione: «Dio perdona tutti: persino Giuda e Pilato»

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Anche per i malvagi c’è speranza. Persino Giuda e Pilato sono stati perdonati. «Dio vuole salvare tutti, la salvezza e’ per tutti, anche pePilato che ha processato Gesù, e per Giuda, che lo ha tradito». Papa Bergoglio all’udienza generale torna a spiegare alla folla che la misericordia divina è talmente potente, comprensiva, pietosa da superare ogni tipo di barriera, fino a rimettere i peccati del più incallito malfattore. Il tema che Francesco ha affrontato stamattina non è dei più semplici da fare capire alla gente.

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La Settimana Santa

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Dal Catechismo di San Pio X

Risultati immagini per settimana santa45 D. Perché l’ultima settimana di Quaresima si dice santa?

R. L’ultima settimana di Quaresima si dice santa, perché in essa si celebra la memoria dei più grandi misteri operati da Gesù Cristo per la nostra redenzione.

46 D. Di qual mistero si fa memoria nella domenica delle Palme?
R. Nella domenica delle Palme si fa memoria dell’entrata trionfante che Gesù Cristo fece in Gerusalemme sei giorni avanti la sua passione.

47 D. Per qual causa Gesù Cristo valle entrare trionfante in Gerusalemme avanti la sua passione?
R. Gesù Cristo avanti la sua passione volle entrare trionfante in Gerusalemme, come era stato predetto:
1.    per animare i suoi discepoli dando loro in tal maniera una chiara prova che andava a patire spontaneamente;
2.    per insegnarci che colla sua morte egli trionferebbe del demonio, del mondo e della carne, e che ci aprirebbe l’entrata in cielo.

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La bestemmia di Bergoglio

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Socci: "Quel diavolo di Gesù", parola di Papa Bergoglio Nella Chiesa molti hanno le mani nei capelli, perché stanno accadendo cose mai viste. Ci sono stati papi di tutti i tipi in duemila anni, ma non era mai capitato un papa che in chiesa, nell’omelia della Messa, pronuncia frasi che – in bocca a chiunque altro – sarebbero considerate bestemmie. L’ altro ieri, per esempio, papa Bergoglio, a Santa Marta, se n’ è uscito con un’ espressione che deve aver raggelato gli ascoltatori (anche se poi nessuno ha il coraggio di dire nulla).
Commentando – in modo totalmente assurdo – il passo biblico del serpente innalzato da Mosè nel deserto (Numeri 21, 4-9), ha affermato che Gesù «si è fatto peccato, si è fatto diavolo, serpente, per noi». Testuale. Ma come si può dire che Gesù «si è fatto diavolo»?
Gesù, per la dottrina cristiana, ha preso su di sé i peccati di tutti, pagando per tutti come agnello sacrificale senza macchia, cosicché san Paolo scrive: «Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio» (2Cor 5,21).
Ma dire che Gesù «si è fatto diavolo» è tutt’ altra cosa (di sapore gnostico). Il Figlio di Dio si fece uomo per redimere gli uomini, non si fece diavolo per redimere i diavoli, i quali, lo ricordo, sono totalmente connotati dall’ odio inestinguibile verso Dio (è inimmaginabile per un Papa dire una cosa simile di Gesù).

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L’eresia antiliturgica dai Giansenisti a Giovanni XXIII

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downloadSegnalazione del Centro Studi Federici
IMPORTANZA DELLA QUESTIONE LITURGICA 
“La Liturgia, considerata in generale, è l’insieme dei simboli, dei canti e degli atti per mezzo dei quali la Chiesa esprime e manifesta la sua religione verso Dio” (Dom Guéranger. Institutions Liturgiques). Questa definizione della Sacra Liturgia ci fa apprezzare l’importanza capitale del culto pubblico che la Chiesa rende a Dio. Nell’Antico Testamento Dio stesso si fa, per così dire, liturgista, precisando nei minimi particolari il culto che Gli dovevano rendere i fedeli (cfr. il Libro Levitico; e anche Pio XII, Mediator Dei, 12). Tanta importanza per un culto che non era che l’ombra (Ebrei, 10,1) di quello sublime del Nuovo Testamento che Gesù, Sommo Sacerdote, vuole continuato fino alla fine del mondo per mezzo della Sua Chiesa…!. Nella Divina Liturgia della Chiesa Cattolica tutto è grande, tutto è sublime, fin nei minimi particolari; è questa la verità che fece pronunciare a Santa Teresa d’Avila queste celebri parole: “Darei la mia vita per la più piccola delle cerimonie della Santa Chiesa”. Non si stupisca quindi il lettore dell’importanza che daremo in quest’articolo alle rubriche liturgiche e l’attenzione che presteremo alle “riforme” (che potrebbero essere giudicate minori) che hanno preceduto quelledel Concilio Vaticano II. Consci dell’importanza della Liturgia sono sempre stati, d’altro canto, i nemici della Chiesa: dobbiamo ricordare che da sempre la corruzione della Liturgia fu un veicolo, da parte degli eretici, per attentare alla Fede stessa? Lo fu con le antiche eresie cristologiche, e poi, via via, col luteranesimo e l’anglicanesimo nel XVI secolo, con le riforme illuministe e gianseniste nel XVIII secolo… per concludere con lo stesso Concilio Vaticano II che non a caso iniziò i suoi lavori di “Riforma” proprio con lo schema sulla Liturgia, sfociato nel “Novus Ordo Missae”.

Bergoglio concede alla Fraternità San Pio X (che ringrazia) la “liceità conciliare” per i matrimoni

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del Circolo Cattolico CHRISTUS REX

Dopo la concessione della “giurisdizione conciliare” per le confessioni, arriva un altro “timbro” sulla strada della Prelatura personale, nell’alveo conciliare, letto alla luce della tradizione (?): la concessione della “liceità modernista” per i matrimoni. Anche in questo caso, il comunicato ufficiale della Casa Generalizia della Fraternità San Pio X di ieri, “ringrazia sentitamente” il “Santo Padre”, dimostrando che, come in ogni rapporto a due, non vi è nulla di unilaterale: in questo caso, c’è chi offre e chi accetta. Quindi si giunge alla seconda fetta di “giurisdizione conciliare”, che presuppone l’accettazione della validità delle consacrazioni episcopali e delle ordinazioni sacerdotali post-conciliari e la subordinazione all’ordinario diocesano, come un qualsiasi istituto Ecclesia Dei. Come diciamo da anni, la normalizzazione della FSSPX procede lenta e per vie di fatto. Solo alla fine ci sarà “l’imprinting”. Che tristezza…(N.d.r.)

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