Padova, “Christus Rex”: Il Calendario interreligioso va ritirato

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volantino Padovadi Redazione

Come annunciato e già oggetto di articolo da parte del Corriere del Veneto di giovedì scorso, Domenica 1 Febbraio 2015 una delegazione di una decina di persone del nostro Circolo Cattolico Cattolico “CHRISTUS REX” e una delegazione di altrettante persone di Forza Nuova della sezione patavina si sono incontrate nei pressi del sagrato della Basilica di Sant’Antonio da Padova per un volantinaggio di sensibilizzazione e protesta nei confronti del calendario interreligioso prodotto da “Il Messaggero del Santo”, mensile curato dai frati conciliari e diffuso in tutto il mondo.
La bestemmia ecumenica consiste nell’aver affiancato le festività cristiane a quelle giudaiche, islamiche ed ortodosse. Il messaggio è chiaro e prodotto del Concilio Vaticano II: “Abbiamo tutti lo stesso Dio e le eresie non esistono più”. Contro questa ennesima bestemmia  contro il Figlio del Dio Vivente, unica Via, Verità e Vita ed al Santo Patrono della città, Continua a leggere

Il ruolo meta-politico di “Christus Rex” e la protesta militante a Padova

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Mentre stasera nella Sede Nazionale di Verona del Circolo Cattolico Christus Rex procede la riunione di formazione cattolica militante, si annuncia che, oltre a Domodossola, la prossima settimana anche a Novara inizierà la stessa cosa, con lo stesso programma e la medesima finalità: l’apporto meta-politico Cattolico tradizionale come base per la formazione della militanza. In attesa di procedere a Padova e Vicenza.

Domani sera alle 18.00 il Portavoce Matteo Castagna parlerà proprio di questi obiettivi su RadioFN: www.radiofn.eu 

In programma per Domenica 1 Febbraio un volantinaggio di protesta, che si svolgerà assieme ai militanti locali di Forza Nuova di fronte alla Basilica di Sant’Antonio, a seguito dello scandaloso calendario interreligioso prodotto dalla diocesi del Santo. Intervistato dal Corriere del Veneto, Matteo Castagna ha dichiarato: “Il calendario interreligioso è uno scandalo pubblico che va riparato con la preghiera ma anche con l’azione. Esso offende, col suo messaggio relativista, sia il Cattolicesimo come unica Via per la Salvezza, sia il Santo Patrono di Padova.  Chiediamo l’immediato ritiro di questa bestemmia ecumenista dal commercio”. Continua a leggere

PER LA VITA E LA FAMIGLIA, LA SFIDA RUSSA AL TERZO MILLENNIO

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Locandina Alexey Komov - Road map FINALE

 

 

 

“Officine Identitarie” e “Pro Vita” organizzano un’importante serie di conferenze in triveneto con la partecipazione di Alexey Komov (ambasciatore del WFC all’ONU) e Tony Brandi (presidente dell’associazione PROVITA).

Komov, Presidente di Familypolicy.ru, portavoce della Commissione sulla famiglia del Patriarcato di Mosca ed Ambasciatore del WFC all’ONU, è l’emblema della Russia cristiana che risorge dopo sette decenni di ateismo di stato.

E spiega come le politiche pro vita e pro famiglia possono essere realizzate in concreto e con buoni frutti.

Ecco le date:

30.01 – ore 21.00 UDINE; Hotel Ramandolo Via Forni di Sotto 28

31.1 – ore 15.00 TREVISO, Hotel Maggior Consiglio, VIA TERRAGLIO, 140, TREVISO (TV )

31.1 – ore 18.30 BASSANO DEL GRAPPA, Via Antonio Gramsci, 2/4, 36061 Bassano del Grappa VI 0424 523777

01.02 – ore 11.00 ROVIGO, Palazzo della Gran Guardia, Piazza Vittorio Emanuele II – ROVIGO

Invito – Vita e Famiglia: crisi dell’Occidente e rinascita dell’Oriente?

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Segnalazione di Andrea Giovanazzi

Vita-e-Famiglia-FB

Buongiorno e,

mi permetto di inviarti l’invito alla prossima conferenza dell’ass. La Torre che si terrà questo giovedì 29 gennaio.

Oggigiorno la Vita e la Famiglia sono sempre più sotto attacco non solo mediatico: dagli aborti selettivi all’ideologia gender nelle scuole infantili.

Nonostante il silenzio assordante dei media nazionali ed internazionali in Italia come nel resto d’Europa molto è stato fatto per combattere questa cultura della morte. Continua a leggere

Accordo Polizia-Poste Italiane per contrastare gli attacchi informatici

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Segnalazione Quelsi

by Redazione

mondoObiettivo è l’adozione condivisa di procedure di intervento e di scambio di informazioni contro attività di matrice terroristica e criminale

Polizia di Stato e Poste Italiane hanno siglato un accordo che prevede «lo sviluppo di un piano di interventi per la prevenzione ed il contrasto degli attacchi informatici diretti alle infrastrutture tecnologiche ed ai servizi telematici di home banking dell’azienda». La convenzione, firmata dal capo della Polizia Alessandro Pansa e dall’amministratore delegato di Poste Italiane Francesco Caio, ha per obiettivo «l’adozione condivisa di procedure di intervento e di scambio di informazioni utili alla prevenzione e al contrasto degli attacchi informatici di matrice terroristica e criminale».

A svolgere questa attività per la Polizia di Stato sarà il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) della Polizia postale e delle comunicazioni.

L’accordo, che ha la durata di tre anni, è stato stipulato in attuazione del decreto del ministro dell’Interno del 9 gennaio del 2008, che ha individuato le infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale, ovvero i sistemi ed i servizi informatici o telematici, gestiti da enti pubblici o società private, che governano i settori nevralgici per il funzionamento del paese.

Prosegue, in questo senso, il potenziamento dei sistemi di controllo e protezione di quel «territorio virtuale» che è internet e che, proprio come avviene nel mondo reale, è diventato un luogo in cui enti pubblici e società private investono grandi risorse, anche finanziarie, per sviluppare ed offrire servizi indispensabili per il paese che si basano su meccanismi tanto complessi quanto vulnerabili dei quali, proprio per tale motivo, è necessario garantire alti livelli di sicurezza.

Alla firma dell’intesa erano presenti per il Dipartimento della pubblica sicurezza, oltre al capo della Polizia, il prefetto Roberto Sgalla, direttore centrale per la Polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e per i Reparti speciali della Polizia di Stato, e Antonio Apruzzese, direttore del Servizio Polizia postale e delle comunicazioni: per Poste Italiane, oltre all’ingegner Caio, l’avvocato Stefano Grassi. responsabile di tutela aziendale.

«Oggi si amplia il novero delle sinergie istituzionali per la tutela delle infrastrutture critiche informatiche, spina dorsale del sistema Paese – ha sottolineato il prefetto Pansa – in particolare con Poste italiane si rinnova nel settore della protezione e nel contrasto degli attacchi informatici un modello di partnership che ha garantito ed affiancato la crescita di un modello di collaborazione pubblico privato, riconosciuto ed apprezzato nel panorama del law enforcement internazionale».

«La sicurezza, non solo delle persone ma anche dei dati sensibili – ha spiegato l’ad di Poste Italiane, Francesco Caio – è considerata oramai da tempo una priorità per il nostro business. Un’elevata protezione dei servizi digitali e finanziari non può prescindere dalla collaborazione con la polizia di stato volta a garantire la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici. La stipula della convenzione rafforza ulteriormente la proficua cooperazione attiva da anni, che ha già apportato un tangibile incremento dei livelli di sicurezza dei servizi offerti ai nostri clienti».

La Stampa

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Quando in Università il Centro di Ricerca è militante…

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PolitesseSegnalazione di L.M.

Le Università, in Italia, sono regolate dalla legge 240/2010, entrata in vigore il primo gennaio 2011. Il testo stabilisce l’adozione, all’interno di ogni ambito accademico, di norme «volte ad evitare ogni forma di discriminazione e di abuso» (art. 2, comma 4). Principi, che si ritrovano nel Codice Etico, messo a punto dall’Università di Verona. Codice, che all’art. 2 fissa tra i «valori cardine» da rispettare quelli di «dignità e promozione della persona», «eguaglianza, pari opportunità, equità», «imparzialità, leale collaborazione e trasparenza». Non solo: all’art. 3 precisa ulteriormente come «tutti i componenti dell’Università di Verona» abbiano «diritto alla parità di trattamento ed alla tutela nei confronti delle discriminazioni, dirette e indirette, derivanti da uno o più fattori, inclusi la religione, il genere, l’orientamento sessuale, l’esercizio della libertà di coscienza e le convinzioni personali». Continua a leggere

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